A Visual Protest – Banksy a Milano

Uomini e Topi - A Visual Protest - Banksy al MUDEC di Milano

Al MUDEC di Milano va in scena Banksy. O, per lo meno, va in scena un’intera mostra dedicata a lui, perché come ben si sa questo protagonista assoluto della street art vive nell’anonimato, nonostante ci siano diverse teorie che ipotizzano la sua identità. La mostra “A Visual Protest” ripercorre la vita di Banksy attraverso le sue opere, ipotizzandone le ispirazioni e descrivendone le opere più famose o bizzarre.

Banksy al MUDEC ^

La mostra al MUDEC di Milano su Banksy è la prima ospitata in un museo pubblico a livello nazionale su di questo artista. A renderla ancora più interessante c’è il fatto che i pezzi fanno parte di un percorso monografico incentrato su di questo artista. Sono davvero poche, infatti, le opere di altri artisti presenti in mostra e servono più che altro a spiegare meglio la provenienza del pensiero e delle opere dell’autore.

La mostra “A Visual Protest” non è autorizzata dall’artista che, oltre a mantenere sconosciuta la sua identità, muove una forte critica al sistema dell’arte, dal quale prende nettamente le distanze. Sicuramente Banksy non gradisce che le sue opere vengano rinchiuse tra le mura di un museo, ma è pur vero che in questo modo ha la possibilità di raggiungere con le sue idee un pubblico sempre più ampio.

Le opere di Banksy sono estremamente dirette e, probabilmente, questo sta alla base del suo successo: non è necessario essere esperti d’arte per poter dare un significato alle opere che, da un giorno all’altro, compaiono per le vie delle città. Non a caso Banksy è uno degli artisti più conosciuti e più amati dalle giovanissime generazioni.

La sua condizione di anonimato è imprescindibile per sfuggire ad ogni controllo e potersi esprimere senza condizionamenti.

Opere di Banksy al MUDEC

A Visual Protest – la Mostra Non Autorizzata di Banksy ^

A Visual Protest è una mostra curata da Giovanni Mercurio ed espone circa 80 opere che comprendono stampe numerate, dipinti, fotografie e circa 60 copertine di CD musicali, vinili e poster.

Durante il percorso espositivo, si trovano chiare didascalie che permettono di comprendere meglio la sezione della mostra che si sta visitando e le singole opere. Inoltre consiglio l’acquisto dell’audioguida che in maniera veloce e interessante dà qualche dettaglio in più sulle opere che si stanno vedendo.

Verso la fine di “A Visual Protest” si trova una sala in cui viene trasmesso un video che spiega la nascita e l’evoluzione di Banksy, anche attraverso la testimonianza di persone che sono entrate in diretto contatto con lui. A conclusione del percorso, invece, un’infografica riassume i luoghi in cui le opere sono state eseguite e, inoltre, su tre muri di una sala dedicata, vengono proiettate le opere, mostrando anche i luoghi e i muri su cui sono state prodotte rendendo chiari i contesti urbani e suburbani in cui Banksy si è mosso.

Il nome della mostra, “A Visual Protest”, richiama i concetti fondamentali che stanno alla base dell’arte di Banksy: senza dubbio si tratta di una comunicazione visuale estremamente diretta e, ancora senza dubbio, si tratta di una forma di protesta. Già la scelta del mezzo espressivo (bombolette e muri) si configura perfettamente all’interno di un sentimento di protesta, ma anche i concetti che vengono espressi attraverso le opere di Banksy sono nella maggior parte dei casi delle denunci sociali, contro i poteri forti, le ingiustizie e il consumismo imperante.

La forza di questo street artist è dovuta alla sua forma comunicativa: i suoi murales sono essenziali, ma contengono spesso dei chiari elementi di rottura che attraverso incongruità o elementi spiazzanti riescono a calamitare l’attenzione e a rendere le sue opere estremamente riconoscibili anche senza essere rivendicate.

Le ispirazioni di Banksy ^

A Visual Protest si apre con un riferimento alle ispirazioni dell’artista, a come il linguaggio utilizzato da Banksy è nato ed è tramutato prima di arrivare all’artista, che l’ha fatto suo.

Il riferimento è al situazionismo degli anni ’50 e ’60 che fonda le sue radici nel marxismo, alle proteste del ’68, ai writers degli anni ’70 e ’80 che si muovevano nelle periferie di New York. Qui le immagini venivano unite alle parole principalmente per dare voce a una protesta. Ed è proprio questa forma espressiva, unita all’attenzione per le realtà urbane, a colpire Banksy.

I graffiti new yorkesi degli anni ’70 comparvero inizialmente nei quartieri neri di Harlem e in quelli italiani del Lower East Village. Queste zone non erano certamente tra le migliori in cui nascere e vivere, ed è per questo che i murales diventano presto un’arte dura, un’arte “contro”, partendo già dall’illegalità della sua natura.

Per Banksy si parla di psicogeografia indicando che lo spazio di azione dell’artista è il territorio stesso in cui si può muovere, ma anche di “détournement”, ovvero di un plagio in cui sia la fonte dell’opera che il significato originale vengono sovvertiti per dare vita a nuove creazioni. Un’icona di questo fenomeno sono le opere in cui si prendono dei fumetti e vi si sostituisce il parlato inserendovi slogan situazionisti.

Inoltre Banksy attua una lotta al copyright, intesa come lotta ad ogni forma di proprietà privata, anche se si tratta di opera intellettuale.

In mostra sono presenti alcune opere emblema di questa nuova corrente espressiva.

Banksy prima di Banksy - Le ispirazioni di Banksy

L’arte come protesta ^

Banksy interpreta la sua arte come un modo per dare voce alla sua protesta. Questo è il motivo per cui, principalmente, le sue opere rappresentano denunce sociali. Durante la grande rivoluzione sovietica, nel 1918, divennero famose le parole di Vladimir Majakovskij, che sosteneva che le strade dovevano essere un trionfo per l’arte di tutti, intendendo che proprio qui tutti dovevano sentirsi liberi di esprimere le proprie idee.

Banksy, a distanza di quasi un secolo, continua a fare suo questo invito e lo pone in maniera antitetica ai media tradizionali, come televisione, cinema e pubblicità, dove il potere esercita la sua egemonia culturale e si riversa nella libertà della strada.

In questa sezione si trovano esposte alcune delle più famose opere dell’artista.

Rude Copper ^

Poliziotto Rude, dove un poliziotto inglese guarda dritto verso il pubblico ed esibisce un dito medio. Questo disegno nacque come murales, visto per la prima volta a Londra nel 2002. Nell’opera il primo piano è riservato al pugno del poliziotto, quasi a creare un effetto tridimensionale dove il soggetto esce dall’opera stessa. Quella per i poliziotti è quasi un’ossessione per Banksy, a causa di ciò che rappresentano: autorità e stato. Anche per questo ama sovvertire l’aspetto e la figura di questo lavoro e più volte li sceglie come soggetti. Un’altra famosa opera è “Policeman Kissing”, dove due poliziotti sono intenti a scambiarsi un bacio appassionato. In mostra c’è anche la celebre serigrafia in cui due soldati sono intenti a dipingere il simbolo della pace sul muro.

Love is in the Air (Flower Thrower) ^

Love is in the Air (Flower Thrower) del 2003 è una serigrafia in serie limitata e mostra un manifestante che con aria minacciosa, anziché lanciare oggetti pericolosi si appresta a lanciare un mazzo di fiori. Questo disegno, risale però al 1998, quando in una mostra temporanea organizzata in un appartamento, ne fece una grande tela. Negli anni Banksy riutilizzò più volte quest’immagine, proponendola in adesivi contro la guerra distribuiti nel 2003 a Londra e, nello stesso anno, in un murales creato in Palestina.

Love is in the air - Flower Thrower - Opera famosa di Banksy ragazzo che lancia fiori

Flag ^

Flag è un’altra serigrafia in serie limitata del 2007, proposta in argento e in oro. Qui l’artista fa riferimento alla fotografia “Alzabandiera a Iwo Jima”, scattata nel febbraio 1945 durante la seconda guerra mondiale. Originariamente ritraeva sei marines americani, sulla vetta del monte Suribachi e vinse il premio Pulitzer diventando nel giro di poco un simbolo del patriottismo americano. Nella versione di Banksy, invece, i marines sono sostituiti da un gruppo di bambini indisciplinati di Harlem, nell’atto di issare la bandiera americana su di un’auto incendiata.

Flag - Rivisitazione Celebre Foto con ragazzi su auto incendiata

Grannies ^

Ho trovato interessanti anche altri dei lavori esposti che non conoscevo. Tra questi si trova Grannies, del 2006, dove un paio di vecchiette in rosa sono a cucire abiti provenienti dallo stereotipo punk rocker inglese. L’ironica serigrafia evidenzia il contrasto tra un’estetica provocatoria e anticonformista e la routine borghese e domestica dalla quale, probabilmente, molti punk rocker arrivano.

Grannies - anziane inglesi che cuciono vestiti punk

His Master’s Voice ^

In His Master’s Voice, del 2004, Banksy rivista un’iconica immagine: quella del cane che ascolta la voce del padrone provenire da un grammofono e spesso utilizzata dall’industria musicale del secolo scorso. Questa figura arriva da un dipinto ad olio inglese del 1899.
Banksy, non tollerante verso qualsiasi concetto che si rifaccia alla “voce del padrone”, ribalta completamente l’immagine: il cane rappresentato nella serigrafia stringe un bazooka puntato proprio verso il grammofono, trasformandosi rapidamente da ascoltatore ubbidiente a pericoloso sabotatore.

His Master s Voice - Banksy inverte il celebre simbolo del cane e grammofono

Laugh Now ^

Più ‘misterioso’ è invece il significato della serigrafia del 2002 “Laugh Now”. Qui una scimmia sostiene un cartellone con un messaggio diretto agli umani “Ridete ora, ma un giorno saremo noi a comandare”. Quale significato sottintende quest’opera? Si tratta di una simpatica lettura della teoria evoluzionistica? Si tratta di un messaggio diretto ai politici e ai loro comportamenti scorretti? Si tratta di un riferimento alla stupidità di alcuni uomini politici che, nel breve, si trovarono a governare i loro paesi? Tra le ipotesi più gettonate c’è quella che sostiene che il riferimento sia alla scelta di George W. Bush e Tony Blair di intervenire nel conflitto in Iraq.

Serigrafia di Laugh Now - Messaggio politico affidato ad una scimmia

Mosquito e il rapporto con la Corona ^

Sicuramente tra le realtà meno gradite a Banksy, si trova la monarchia inglese. Com’è possibile che il potere sia attribuito semplicemente per “incidente di nascita” e non per merito o rappresentanza? Il suo pensiero diviene sempre più chiaro nelle opere che sviluppa durante la sua carriera. Dalla scimmia con le sembianze della regina Elisabetta II a Mosquito del 2002. Questa è una pittura spray e a emulsione su di un cartoncino. In quest’opera l’artista fa riferimento al coinvolgimento della Gran Bretagna nella seconda guerra del golfo in Iraq. Uno sfondo di francobolli ripropone l’immagine della regina come una scimmia incoronata e ingioiellata. Sopra, invece, pitturata spray si trova una zanzara con maschera antigas che rappresenta una metafora: questa guerra sbagliata ‘succhierà’ molto sangue.

Banksy contro la corona inglese - Ritratto di Elisabetta II come scimmia

Mosquito - messaggio contro la guerra

Queen Vic ^

Il pensiero negativo di Banksy nei confronti della famiglia reale, però, va oltre la regina Elisabetta, ma arriva fino alla regina Victoria. Nell’esplicita serigrafia del 2003, chiamata Queen Vic, la regina viene disegnata intenta a farsi praticare sesso orale da un’altra donna. Il motivo è dovuto al tentativo di questa regina di fermare l’omosessualità, emanando leggi che proibissero le relazioni gay. A causa di alcune imprecisioni, però, la legge promulgata vietava solamente quella tra uomini, come se quella tra donne non esistesse. Banksy non si lascia sfuggire perciò l’occasione di ‘cogliere in flagrante’ la regina..

Queen Vic - Serigrafia di Banksy del 2003 contro le leggi omofobe inglesi

I topi – l’animale preferito da Banksy ^

Tra i soggetti che tornano più spesso nelle serigrafie e nei murales di Banksy si trovano indubbiamente i topi. Probabilmente per via della loro abbondanza nelle periferie delle città, probabilmente per le loro caratteristiche dispregiative che vengono riportate nella descrizione della peggiore razza umana.

Fatto sta che i topi sono un’emblema di Banksy, come la zuppa Campbell’s lo è per Andy Warhol. Banksy spiega l’interesse che nutre per questo animale, dicendo che esistono senza permesso e che sono odiati, braccati e perseguitati nonostante vivano in tranquillità dentro alla disperazione e alla sporcizia. Nonostante ciò sono in grado di mettere ‘in ginocchio’ l’intera civiltà, grazie alle loro capacità di adattarsi e di riprodursi. Per esempio loro riescono a sopravvivere a un olocausto nucleare, mentre gli umani non sono in grado, loro si muovono sempre in branco, mentre gli umani vivono alla costante ricerca di un forte individualismo.

Dall’altra parte i topi ricordano vagamente i graffitari che, come loro, si muovono nella notte in tunnel, canali, depositi ferroviari e zone cittadine ormai in disuso. Probabilmente è per questo che nelle opere di Banksy i ratti diventano scassinatori, operai, sabotatori, abili scalatori, terroristi con barili di sostanze velenose, vandali armati di vernice e pennelli ma che lanciano messaggio positivi e di amore..

La posizione contro la guerra ^

Nelle sue opere Banksy esprime spesso la sua totale avversione alla guerra. Nel farlo prende in esame diversi aspetti che si collegano a questa tragedia: dalla religione, allo sfruttamento del territorio, dall’industria bellica, alle conseguenze sulla vita delle persone.

In questo filone di opere il messaggio è costante: bisogna resistere e intervenire sulle cause della guerra, affinché queste non nascano affatto. Ovviamente è viva anche la protesta sulle modalità con le quali le guerre vengono condotte o sull’indifferenza che culla i popoli lontani dai fronti.

Questa parte della mostra “A Visual Protest” è una delle più corpose e presenta svariati pezzi molto duri e diretti.

Bomb Middle England ^

Tra i primi si trova “Bomb Middle England” del 2002 nella quale tre signore della middle class inglese sono intente a giocare a bocce. Seguendo con lo sguardo la traettoria del lancio però, si arriva fino alle bocce e si scopre che si tratta in realtà di bombe. Il messaggio è che l’apparente innocenza della borghesia inglese è in grado di arrivare fino ad altri più tragici scenari.

Bomb Middle England - Mostra su Banksy al MUDEC

Happy Choppers, Have a Nice Day, Family Target e Heavy Weaponry ^

Happy Choppers - Elicottero con fiocco rosa

La mostra continua con altri pezzi, come “Happy Choppers” del 2003 nel quale tra gli elicotteri da guerra spunta un nuovo nato, rappresentato attraverso il fiocco che simboleggia la nascita di un bambino, lo stesso bambino che potrà essere colpito dall’elicottero. O ancora “Have a nice day”, dello stesso anno. Un augurio scritto sottile sotto l’immagine di un esercito armato che avanza al fianco di un carrarmato. Tutti i soldati hanno al posto del viso un celebre smile. “Family Target” non ha bisogno di spiegazioni: su di un cartone pitturato con lo spray, le sagome di una famiglia si trovano all’interno di un mirino, di chissà quale arma, pronta a sparare. In “Heavy Weaponry”, del 2004, al corpo di un elefante è legato anche un grosso razzo. La guerra non colpisce soltanto gli umani, ma distrugge tutto quello che incontra.

Napalm ^

In Napalm, del 2004, è lapalissiano il riferimento alla ben nota fotografia di Nick Ut del 1972 in cui alcuni bambini scappano dal loro villaggio appena bombardato con Napalm in Vietnam. Nella foto viene ritratta una bambina che scappa piangendo, perché ustionata dal gas. Questa foto valse al fotografo il premio Pulitzer. Nella rivisitazione di Banksy, l’urlo straziante della bambina è accompagnato da due personaggi molto cari ai bambini, che la tengono per mano e avanzano verso il pubblico: che anche la guerra stia diventando uno spettacolo di intrattenimento?

Napalm - Opera di Banksy sulla foto di Nick UT - Bambina con Topolino e Ronald Mc Donald

Anche l’opera successiva si rifà a dei personaggi amati dai bambini: in “Stop and Search” del 2007 sono infatti presenti Dorothy del mago di Oz e il suo cagnolino. I due sono fermati da un poliziotto che, indossati i tipici guanti da perquisizione corporale integrale, stanno controllando il cestino della ragazza. Le forti misure di sicurezza messe in campo un po’ in tutto il mondo hanno effetti diretti anche sulle persone più innocenti e come spiegarlo meglio di così?

Stop and Search - Dorothy del mago di Oz nelle opere di Banksy

Prima di arrivare al prossimo blocco di opere, troviamo una vetrinetta nella quale sono riportate alcune stampe di Banksy, dai messaggi strettamente politici, e dallo stile a volte un po’ inquietante.

Locandine sulla guerra di Banksy

La riflessione sul consumismo ^

Nell’ideologia di Banksy non può che trovare spazio anche una feroce critica al consumismo. Questo fenomeno è visto in senso estremamente lato e abbraccia diversi aspetti dell’intera società: dal capitalismo, al mercato dell’arte, alla totale assenza di critica del consumatore. Nel consumismo le persone trovano sollievo nel possesso di un numero sempre maggiore di cose, entrando in circoli viziosi che trovano la felicità solo acquistando sempre di più.

Soup Cans ^

E così, nelle varie opere esposte, non poteva mancare “Soup Cans” del 2010, un esplicito riferimento alle opere di Andy Warhol che ha reso iconico un prodotto di tutti i giorni la Campbell’s Soup. Nella versione dello street artist si trova la zuppa di pomodoro e, riportato in etichetta, c’è anche il celebre marchio di supermercati Tesco.

Riflessione sul consumismo - Soup Cans - Scatole di latta di Tesco

Un altro omaggio a Warhol lo troviamo nella serie di serigrafie su Kate Moss, in cui il riferimento alla Marilyn del creatore della pop art è più che evidente.

Kate Moss rifatta da Banksy come Marilyn di Warhol

Sale ends Today ^

Il riferimento alla dipendenza dal consumismo è ben reso nell’opera “Sale ends today” del 2017, una serigrafia dove vengono riproposte alcune sofferenti figure umane al di sotto del grande cartellone riportante il titolo dell’opera. Riusciranno i personaggi a darsi pace fino all’arrivo dei prossimi saldi?

Sale Ends Today - Messaggio sul consumismo e sulla condizione di dipendenza che crea

Barcode ^

In “Barcode” del 2008, invece, un leopardo è evaso da una gabbia composta da un codice a barre. Il barcode è uno dei simboli del consumismo moderno, dove per velocizzare il processo d’acquisto si è reso necessario creare un sistema di prezzatura e tracciamento degli acquisti automatico. Nell’opera appare ormai palese che l’uomo tende a dare un prezzo a tutto ciò che lo circonda, compresi gli animali che dovrebbero invece trovarsi in libertà ed essere lontani da questi meccanismi.

Barcode - Il consumismo che coinvolge anche il mondo animale e da un valore alla vita - Banksy al MUDEC

Trolleys e le critiche al mercato dell’arte ^

Banksy muove una forte critica anche al mercato dell’arte, dal quale prende le distanze e del quale non vuole essere parte. Anche per questo motivo la mostra al MUDEC non è stata autorizzata dall’artista.

Ci sono tre opere che spiegano bene cosa pensi l’artista di questo mondo: Trolleys, del 2006, che fa riferimento ad una sua installazione del 2003 all’interno del British Museum. In quell’occasione Banksy aveva posto un frammento di pietra tra le opere esposte e lo aveva corredato di un cartellino ufficiale del museo. Nella pietra era stilizzata una figura umana all’inseguimento di un carrello della spesa. Nella serigrafia presente in mostra, le figure umane sono impegnate in una battuta di caccia in cui le prede sono rappresentate da alcuni carrelli. Questo apre a una riflessione sui meccanismi del commercio e sul ruolo dell’economia nella vita di tutti i giorni delle persone.

Trolleys - installazione al British Museum

Morons e Stille Life with Flies ^

Tra le opere più emblematiche di Banksy c’è “Morons” del 2006, che si riferisce al momento nel quale, nel 1987, venne venduto il quadro “vaso con quindici girasoli” di Van Gogh al prezzo record di ventidue milioni e mezzo di sterline. Quanto scritto nella serigrafia dell’autore, rende chiaramente la sua concezione del mercato dell’arte, ritenuto un circolo di superprivilegiati: “I can’t believe you morons actually buy this shit”.

Non a caso, subito dopo questo pezzo, è presente “still life with flies” del 2009, una grande natura morta su tela ‘impreziosita’ da mosche in plastica attaccate alla cornice e al quadro stesso.

L’iconografia di Banksy ^

Nella sua arte, Banksy, ama sovvertire e stupire utilizzando icone famosissime per veicolare i suoi messaggi. L’utilizzo di icone già note gli permette di stupire ulteriormente, quando dà loro un messaggio totalmente opposto a quello universalmente riconosciuto.

Toxic Mary ^

È questo il caso di Toxic Mary, una pittura spray su due pannelli in formica del 2003. In quest’opera l’immagine della Madonna con Bambino supera i confini dell’arte religiosa e si sposta sul rapporto tra genitore e figlio. La scena dell’allattamento, simbolo d’amore, vira decisamente quando ci si accorge che Maria sta allattando il bambino con sostanze velenose, trasformando la scena in un dono di morte. Ulteriore tragicità viene aggiunta all’immagine grazie alla sgocciolatura delle due figure e agli aeroplani presenti al di sotto delle Madonne.

Toxic Mary - Spray su pannelli in formica che testimoniano il rapporto malato tra madre e figlio

Jack e Jill ^

Allo stesso modo, alcune delle opere di Banksy, sono diventate a loro volta delle icone, dei disegni talmente famosi da essere riportati su abbigliamento, riprodotti in larga scala e universalmente riconosciuti per il messaggio che portano.

Ad esempio Jack e Jill, del 2005, presente nella mostra “A Visual Protest” sia in azzurro che in rosa, è diventato un simbolo della iper-protezione dei genitori nei confronti dei figli. Qui due bambini indossano giubbotti antiproiettile con la scritta “Police” stampata sul petto, mettendo in risalto il contrasto tra la libertà di esplorare tipica dell’infanzia e l’estrema protezione e preoccupazione dei genitori. Secondo Banksy molti genitori farebbero qualunque cosa per i loro figli, ad eccezione di lasciarli essere loro stessi.

Jack e Jill - Serigrafia sulla iperprotezione da parte dei genitori

No Ball Games ^

In “No Ball Games”, serigrafia del 2009, ritorna una forte critica all’iperprotettività da parte delle istituzioni, tanto da interferire nelle scelte personali del singolo e da regolamentarne un’infinità di aspetti. Nella stessa maniera viene data luce alla creatività dei bambini che, continuano a giocare infrangendo le regole, rappresentate dal cartello che vieta il gioco della palla. Probabilmente in quest’opera c’è un riferimento anche al ruolo dell’artista, che modifica i confini del lecito giocando con le ambiguità del sistema.

No ball games - serigrafia sui limiti che vengono imposti ai bambini - Banksy

Girl with Red Baloon ^

L’opera successiva è, con ogni probabilità, la più famosa di Banksy: “Girl with Red Baloon” del 2004. In questa immagine, rivista su centinaia di magliette, una bambina che stringeva un palloncino a forma di cuore, lascia la presa e lo guarda allontanarsi spostato dal vento. Quest’opera sembra fare un preciso riferimento alla fragilità dei sentimenti e degli affetti e, l’aver scelto una bambina come soggetto, carica di ulteriore tenerezza quest’immagine diventata icona.

Quest’opera è anche quella che durante il 2018 è stato venduta ad un’asta e proprio mentre veniva battuta la sua vendita, la tela su cui era rappresentata è cominciata a scendere all’interno della cornice e a tagliarsi in tante piccole striscioline. In questo caso il messaggio era ancora una volta una critica al mercato dell’arte, dal quale l’artista vorrebbe rimanere fuori.

Girl with red baloon - opera piu famosa di Banksy - Ragazza con palloncino a forma di cuore rosso

Choose your Weapon ^

Sul muro opposto si trova quello che si ipotizza essere un autoritratto dell’autore, proposto in diverse serigrafie dai colori differenti. “Choose your Weapon”, del 2005, venne inizialmente trovato sui muri dei quartieri a sud di Londra. Per meglio interpretarlo è necessario conoscere i fatti che caratterizzavano la cultura delle gang agli inizi del duemila. In quel periodo, infatti, andavano moltiplicandosi le perquisizioni da parte della polizia e così, i componenti di queste gang, lasciavano a casa pistole e coltelli e, per combattere e difendersi, utilizzavano cani addestrati appositamente. Presto si vietò la razza del Pit Bull, così quegli stessi ragazzi cominciarono a selezionare nuove razze, sempre più aggressive, terrorizzando questi quartieri della città.
Nel murales Banksy si ritrae, sostituendo questi cani, con il Barking Dog di Keith Haring, a significare che l’arma da lui utilizzata è l’arte.

Choose your Weapon - Autoritratto di Banksy con cane di Keith Haring

Dismaland ^

Purtroppo il materiale su Dismaland è piuttosto limitato, mi sarebbe piaciuto vedere qualcosa di più. Dismaland è il “Bemusement Park” progettato e costruito da Banksy nell’estate del 2015. L’autore scelse una località turistica in disuso nel Somerset inglese e ne fece un parco “anti-divertimento”. Ogni giorno potevano entrare 4.000 visitatori liberi di muoversi tra le opere dal fortissimo impatto emotivo.

Durante la costruzione del parco, la cittadinanza è stata tenuta lontana, recitando l’intera area e simulando le riprese di un fantomatico film al loro interno. Le prime immagini del parco cominciarono a circolare nel 2015 e l’apertura fu dal 21 agosto al 27 settembre 2015.

Tra le opere più forti c’era quella in cui l’avventore poteva guidare una barca piena di profughi. Durante il tragitto, però, questa si ribaltava facendo morire le persone a bordo.

In “A Visual Protest”, purtroppo se ne parla brevemente durante il video di circa 15 minuti totali proiettato prima della fine del percorso. Inoltre è presente la locandina e la mappa del parco, nelle bacheche che espongono diversi materiali, flyer e poster, creati da Banksy.

Mappa e locandina di Dimaland parco di non divertimento di Banksy

Le collaborazioni musicali ^

Nella fase iniziale della sua carriera Banksy realizzò numerose copertine di dischi e CD, collaborando anche con alcune etichette discografiche indipendenti. Nel 2000 sulla copertina dell’album “We love you.. so love us” comparve il celebre Flower Thrower. A partire dal 2003 l’artista attivò una collaborazione con la band dei Blur.

Nel 2006 Banksy decise di ritornare alle sue antiche passioni e si dedicò nuovamente al mercato discografico: in alcuni store britannici sostituì 500 copertine di un disco di Paris Hilton appena uscito con una sua creazione.

In mostra sono presenti oltre 60 copertine di CD, vinili e poster.

Banksy e la discografia

Collaborazioni musicali di Banksy - Flower Thrower e Copertina sostitutiva del disco di Paris Hilton

Il walled off hotel ^

Tra i luoghi ‘preferiti’ di Banksy si trova anche un muro celebre in tutto il mondo: il muro che separa Israele dalla Palestina. Nel 2017, nel tentativo di attirare l’attenzione internazionale sulla situazione locale, Banksy ha aperto il Walled Off Hotel, proprio di fronte al muro di separazione. L’hotel ha dieci stanze e tutte danno direttamente sul muro.

All’interno dell’hotel sono presenti un bar a tema, decine di opere di Banksy che è possibile vedere nelle foto esposte in mostra, un museo sul muro, un’area dedicata ad artisti emergenti e uno spazio dove è presente tutto il materiale per gli ospiti che desiderino pitturare il muro adiacente all’hotel.

Walled off hotel - Albergo di Banksy in Palestina

The Alternativity ^

Nella produzione di Banksy le opere correlate al muro sono numerose. A dicembre 2017, ad esempio, tornato in Palestina, crea uno spettacolo teatrale titolato “The Alternativity”. Il volantino, creato dallo stesso artista, mostra Maria in gravidanza avanzata seduta sull’asino, mentre Giuseppe guarda con sguardo interrogativo la stella cometa che brilla al di là del muro e si interroga su come farà a seguirla.

Biglietti e Informazioni Utili ^

La mostra “A Visual Protest” al Mudec di Milano comincia il 21 novembre 2018 e termina il 14 febbraio 2019. Si può accedere al museo tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, ad eccezione del lunedì, giorno in cui apre alle 14.30. Inoltre nelle giornate di giovedì, sabato e domenica, il museo rimane aperto fino alle 22.30.

Il MUDEC, museo delle culture di Milano, si trova in via Tortona ed è comodamente raggiungibile con i mezzi di superficie e una breve camminata.

Il costo di ingresso alla mostra è di 16 euro a prezzo intero o di 14 euro a prezzo ridotto. Sono disponibili numerose convenzioni che, probabilmente vi permetteranno di acquistare l’accesso ridotto. Il mio consiglio è quello di acquistare il biglietto in prevendita, avendo così la garanzia di entrare in mostra all’orario di arrivo, soprattutto nel weekend, senza fare troppa attesa. Io, nonostante avessi dei biglietti in prevendita a data aperta ho dovuto attendere circa mezz’ora per entrare, mentre le persone senza prevendita hanno atteso molto di più.

L’acquisto dei biglietti in prevendita è possibile direttamente attraverso il sito del MUDEC.

Mi sento di consigliare l’acquisto dell’audioguida al costo di 5 euro: molto essenziale, ma che offre qualche curiosità in più sulle opere esposte.

I Fought the Law - Banksy

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A Visual Protest - Banksy a MilanoA Visual Protest è la mostra non autorizzata su Banksy al MUDEC di Milano. Scopri tutti i dettagli, le maggiori opere in mostra e il loro significato.https://www.lorenzotaccioli.it/a-visual-protest-banksy-a-milano/
Lorenzo Taccioli