Akureyri – la Seconda Città dell’Islanda

Islanda - strada sterrata e fiume

Akureyri e la terribile strada 525

Partiamo da Hraunfossar in direzione di Akureyri poco dopo l’ora di pranzo. Provenendo da sud ci sono due possibilità per raggiungere la seconda città più grande dell’Islanda dopo Reykjavik. Se, come noi avete un automobile standard potete proseguire sulla Ring Road in direzione nord, oppure prendere come scorciatoia la strada 525. Potete, MA NON FATELO!!! A poche ora dal noleggio della macchina ci assale la disperazione: la strada è veramente disastrata, non incontriamo anima viva per decine di chilometri, incrociamo solamente un auto con a bordo due ragazze cinesi dallo sguardo terrorizzato, noi ancora non ne capiamo il motivo.

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Iniziamo l’arrampicata con l’auto su per il crinale di una montagna: la strada non è asfaltata ma non sembra così critica.. proseguiamo, ma alcuni punti si fanno più complicati e piuttosto scoscesi, con solchi sempre più profondi e sempre più frequenti. Alle volte diamo parecchio gas per affrontare una parte di sentiero piuttosto critica e ripida, altre volte scendiamo dall’auto per procedere a passo d’uomo e vedere dove è meglio mettere le ruote. Frequentemente sentiamo strisciare nella parte sotto dell’automobile delle rocce che escono dal terreno, ma tornare indietro significherebbe rifare una parte di percorso che non vorremmo più affrontare e viviamo nella speranza costante che il brutto pezzo che stiamo affrontando sia l’ultimo. Questa speranza si alterna al timore di trovare uno sbarramento sulla strada che non ci permetta di proseguire e ci richieda di fare tutto il percorso al contrario.
Viaggiando a velocità veramente ridotta, quasi sempre a passo d’uomo, perdiamo diverse ore che avremmo risparmiato allungando la strada di qualche chilometro e passando per la Ring Road. Questa volta il navigatore ci ha dato una bella fregatura.

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Quando, dopo un paio d’ore, vediamo la strada asfaltata ci sembra un miraggio. Affrontare una strada sterrata rimarrà un trauma, che non potremo evitare, per tutto il resto della vacanza. Di contro, siamo passati per dei terreni aspri che rendono la natura ostile molto affascinante: tra campi di lava e montagne rocciose che si alternano a quelle di lava.

L’arrivo ad Akureyri

Finalmente arriviamo ad Akureyri nel bed and breakfast che ci ospiterà per la notte. Qui i proprietari affittano tutta la parte superiore della casa, in cui si trova solamente la stanza del loro figlio, oltre alle zone riservate agli ospiti. Il loro figlio sembra il tipico ragazzo che sta per commettere un omicidio, ma a parte questo la casa sembra abbastanza accogliente. Su tre camere disponibili tutte e tre sono tutte occupate da persone italiane.

Come si esce dalla grande città di Reykjavik è sempre più difficile trovare un posto dove mangiare qualcosa, figuriamoci qualcosa di vegetariano, così facciamo tappa in un grande supermercato della città dove acquistiamo un po’ di viveri per il giorno dopo. La sera ceneremo con un risotto portato dall’Italia.

Usciti dal supermercato non riusciamo a trattenerci ed assaggiamo lo strano succo di frutta acquistato per la colazione del giorno successivo. Intanto raggiungiamo il centro storico del paese e, con l’aiuto di una cartina presa al bed & breakfast, cominciamo la visita del centro.

Il giardino botanico

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Una delle maggiori attrazioni di Akureyri è il giardino botanico. Questo giardino è situato in cima ad una collina da cui si gode un bel panorama su tutto il centro del paese e sul golfo che lo bagna. Subito prima dell’ingresso al giardino si trova la scuola Menntaskolinn (college), ospitata in un bellissimo edificio caratteristico.
Il giardino botanico è piuttosto ricco e rimango colpito dalla varietà di piante, alberi e fiori che troviamo qui in confronto a quelle presenti nel giardino di Reykjavik. Non mi capacito di come queste piante riescano a crescere con la poca luce a disposizione durante i mesi invernali e della capacità e attenzione che i giardinieri vi riversano (mentre io riesco a far morire anche le piante grasse).

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All’interno del grande giardino botanico sono presenti anche delle casette, oltre che un gazebo ed il bellissimo Cafe Kollgata in cui un lato dell’edificio è totalmente in vetro e la struttura che regge le vetrate ricorda i rami di un albero.

Rimango sorpreso dagli enormi papaveri, davvero fuori misura da come si può vedere nello scatto con la mia mano e rimango affascinato dalla flora islandese: un insieme di piante basse ed arbusti che riempiono una piccolo aiuola in cui si trova anche un albero.

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Tornando verso il centro si passa per una piccola chiesetta cattolica la cui struttura bianca contrasta con il tetto rosso. Da qui si gode di un ottimo panorama su tutto il paese e sulla baia.

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Come a Reykjavik anche qui si trova un altro esempio di “stile nazionale basaltico islandese”: si tratta della Akureyrarkirkja, la chiesa luterana di Akureyri, costruita nel 1940 con l’utilizzo di basalto al suo interno custodisce una scultura in marmo di Carrara che comprende anche una fonte battesimale ed un organo di ben 3200 canne. La sua altezza spicca ancora di più essendo costruita in una posizione rialzata rispetto al vicino centro.

I vicoli del centro e l’Hof center

murales

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Scendendo notiamo sopra i tetti di alcune case un discreto murales sulla facciata di una casa e poco più sotto i colori scuri della struttura in stile architettonico della scuola Bauhaus che ospita l’Art Museum, attivo dal 1993.

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Scendendo ulteriormente ci troviamo lungo i vicoli principali del centro quasi deserto.. Ci sono diversi negozi in chiusura, un grande bar ospitato in un edificio fiabesco di colore blu e due enormi statue di vichinghi accompagnate da due orsi, di un negozio di souvenir.

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L’ultima cosa degna di nota è l’Hof: il centro di conferenziale e culturale di Akureyri, ospitato in una struttura tonda che si affaccia direttamente sulle fredde acque dell’oceano.
Le temperature si stanno abbassando e noi siamo in giro dalla mattina presto, per cui decidiamo di tornare verso il bed & breakfast, dove cuciniamo la cena e ci rilassiamo un po’. In questa vacanza andiamo a dormire sempre piuttosto tardi, anche a causa del sole che non tramonta mai, così a mezzanotte spaccata mi trovo a fare una foto dalla finestra che mostra quanta luce ci sia ancora di fuori. Si tratta di una strana sensazione, questa del sole di mezzanotte, che per una settimana può essere divertente, ma probabilmente a lungo andare renderebbe complicato avere una certa costanza sull’orario di andata a dormire.

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La mattina dopo ci svegliamo e dopo aver fatto colazione ripartiamo verso la parte orientale dell’isola; percorrendo una strada in salita ci troviamo davanti l’intero paese, visto dalla sponda opposta al piccolo golfo.

 

Scopri tutto il tour di 8 giorni in Islanda:

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Akureyri - la Seconda Città dell'IslandaTante foto delle maggiori attrazioni di Akureyri, la seconda città dell'Islanda, con il suo grande giardino botanico e la particolare chiesa luterana.https://www.lorenzotaccioli.it/akureyri-seconda-citta-islanda/
Lorenzo Taccioli