Alberobello – Viaggio in Puglia

Trulli all'ora di pranzo

Lasciamo la meravigliosa Polignano a Mare dopo l'ottimo caffè speciale (..) e siamo diretti ad una tra le più conosciute mete pugliesi a livello internazionale. Parlo di Alberobello con i suoi numerosissimi trulli. 

Si tratta di poco più di mezz'ora di tragitto, e pian piano che ci si avvicina si nota un numero sempre maggiore di automobili, anche se di trulli ancora non se ne vede nemmeno l'ombra. Ovviamente il turismo è la fonte primaria di guadagno di questo paese ed i parcheggi (campi) disponibili sono numerosi e riempiti quanto più possibile. Decidiamo di fermarci in uno di questi, e cominciamo la salita a piedi verso il centro storico: iniziano a vedersi i trulli, insieme ad orde di persone in visita.

Alberobello è così famosa per i trulli perché in pochissimo spazio se ne trovano oltre 1400 e per questo il piccolo paese rientra nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1996. 

Le origini di Alberobello

La città fu fondata nel XV secolo quando un conte ricevette dal re Ferdinando I d'Aragona un feudo in Puglia grazie al suo contributo alla lotta ai pirati. Inizialmente qui vi si trovava un grande querceto, per cui il conte assegnò all'area il nome di Sylva Arboris Belli che significa "bosco dell'albero della guerra", intorno al 1600 poi fece disboscare l'area e ci fece insediare i suoi contadini. 

Alberobello passò alla fine del XVIII secolo allo Stato, che ne cambiò il nome in quello attuale. La città è divisa in due la Largo Martellotta e da qui si creano due quartieri: uno attualmente vissuto, dove la gente abita e lavora (Rione Aia Piccola), mentre l'altro è dedicato ai turisti e presenta solo piccole botteghe artigiane e servizi commerciali (Rione Monti). In Rione Monti si trova il numero maggiore di trulli, circa 1000 ed è bellissimo perdersi tra i suoi vicoli adornati da queste basse casette, che grazie alla loro particolare costruzione riescono ad essere fresche anche nelle giornate estive più calde.

La struttura dei Trulli

Il termine trullo deriva dal greco e significa "cupola" che è l'effettivo tetto a forma conica di queste strutture ricoperto di chiancarelle: piccole pietre friabili che possono essere intagliate per raggiungere le dimensioni volute. La costruzione avveniva completamente a secco, cioè senza l'utilizzo di malta.  

Spesso sui tetti si trova un disegno in corrispondenza della porta di ingresso, tendenzialmente simboli cristiani legati ad usanze magico-religiose derivanti dalle culture egiziane, greche, assire e babilonesi che venivano riprodotti per scacciare ogni qualsiasi tipo di male dalla famiglia che vi era ospitata. Sulla sommità si trovano infine dei pinnacoli, conosciuti con il nome di cucurnini la cui forma non è casuale, ma legata al culto delle pietre e del sole. 

Le Tipologie di Trullo

I trulli di Alberobello sono tutti molto simili tra loro e proprio questa continua ripetizione rende l'ambiente particolare, tra loro però ci sono anche alcune piccole variazioni: il trullo doppio è un'unica struttura con un doppio tetto, il trullo sovrano è un trullo sensibilmente più grande e spazioso degli altri e c'è persino una chiesa fatta con la stessa tecnica dei trulli che si chiama Chiesa di Sant'Antonio: molto più recente del paese perché venne costruita negli anni '20 e restaurata nel 2004, è a croce latina con una grande cupola a forma di trullo alta circa 21 metri.

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Alberobello - Viaggio in PugliaEcco spiegato il motivo degli strani simboli e pinnacoli sui trulli di Alberobello, in un bell'itinerario nella cittadina pugliese Patrimonio dell'UNESCO.https://www.lorenzotaccioli.it/alberobello-viaggio-puglia/
Lorenzo Taccioli