Arles – Cosa Vedere in Un Giorno

Arena di Arles - Cosa vedere in Provenza

Arriviamo ad Arles in primissima mattinata, come prima destinazione del quinto giorno del nostro tour di una settimana in Provenza. Al nostro arrivo la città si sta ancora svegliando e iniziano ad aprire le prime attività commerciali e i primi bar.

Arles è una delle più belle città di tutta la Francia meridionale e il suo centro storico, nel quale spicca l’antica arena, è a misura d’uomo. Nata come insediamento celtico divenne la capitale romana della Gallia, della Bretagna e della Spagna, sopravvivendo alla fine dell’impero romano.

Arena di Arles - Cosa vedere in Provenza

Cosa Vedere ad Arles ^

Arles si può visitare tranquillamente in una giornata, nonostante i numerosi monumenti che meritano una tappa per essere visti al meglio. Il centro storico è sufficientemente compatto da essere girato a piedi.

Nelle giornate estive è piacevole passeggiare anche sul lungofiume del Rodano, che cinge il lato occidentale del centro storico. La grande importanza della città è strettamente collegata al suo fiume, che ha fatto sì che questa cittadina potesse fiorire grazie al controllo delle sue acque. Al di sotto della città il fiume Rodano si divide in due, dando vita al Piccolo e al Grande Rodano.

A sud di Arles si trova invece un’ampia zona paludosa, protetta come parco regionale: la Camargue.

Ecco cosa vedere in un giorno ad Arles.

Le Antiche Mura Cittadine ^

In passato la città di Arles era completamente circondata da mura che la proteggevano da eventuali attacchi nemici. L’altra barriera naturale che permetteva ad Arles di vivere più tranquillamente era composta dalle acque del fiume Rodano.

Nella parte orientale della città le antiche mura cittadine sono rimaste intatte e sono ancora visibili. Attualmente separano il centro storico dalle strade trafficate e, anche per questo motivo, sotto le mura si trovano numerosi parcheggi. Di tanto in tanto un varco pedonale permette di raggiungere il centro attraverso una scalinata.

Porta cittadina nelle mura di Arles

Noi abbiamo parcheggiato l’automobile subito fuori un’altra parte delle mura della città, in Place Lamartine, una rotatoria con vista fiume e dalla quale si accede a piedi al centro storico di Arles attraverso l’antica “Porte de la Cavalerie”, un piccolo residuo dell’antica fortificazione, a nord del centro storico.

L’Arena di Arles ^

Percorriamo Rue de la Cavalerie che proseguendo prende il nome di Rue Voltaire e già in lontananza scorgiamo la forma dell’imponente arena cittadina, uno dei maggiori simboli di Arles: un piccolo Colosseo in miniatura.

Les Arènes venne costruita alla fine del I secolo, come uno spettacolare anfiteatro. All’epoca rappresentava l’edificio romano più grande di tutta la Gallia.

L’arena di Arles ha dimensioni generose: 136 metri di lunghezza per 107 metri di larghezza creano una forma ovalizzata delimitata dai due livelli della struttura, ognuno composto da 60 archi. Quelli inferiori sono in stile dorico, mentre quelli superiori in stile corinzio. Anticamente era presente anche un terzo livello, nel quale si issavano grossi tendoni che proteggevano le circa 30.000 persone che potevano essere contenute.

Attualmente all’interno dell’arena vengono fatti spettacoli, concerti o, purtroppo, corride: quest’ultime sono di due tipi:

  • la tauromachie, ovvero le courses camarguaises, nelle quali c’è un ‘combattimento’ tra uomo e toro non violento e dalla quale il toro esce intatto;
  • le corridas, ovvero quelle universalmente conosciute in stile spagnolo: da queste solitamente l’animale ne esce morto.

Durante i secoli, però, l’arena è stata impiegata anche per scopi differenti, ad esempio durante il Medioevo questa venne impiegata come fortezza e al suo interno vennero costruite ben 200 abitazioni e tre chiese: un vero e proprio quartiere medievale che venne distrutto nel 1830 per restituire l’arena all’utilizzo originario votato agli spettacoli.

Gli esterni sono molto suggestivi, ma gli interni non lo sono altrettanto e varrebbe la pena visitarli solo durante gli spettacoli, preferibilmente non durante una corrida.

La piazza dell’arena è piuttosto suggestiva, perché anche tutte le case intorno a quest’antica costruzione seguono la sua forma.

Chiesa di Notre Dame de la Major ^

A pochi passi dall’arena, camminando in direzione delle mura cittadine, si trova la Chiesa di Notre Dame de la Major. Il suo aspetto non è particolarmente accattivante, ma la sua storia è piuttosto importante per tutta la città.

Notre Dame de la Major è infatti una delle più antiche chiese di Arles, la struttura originaria risale al 452 e le sue dimensioni imponenti la rendono la più grande chiesa cittadina. Già all’epoca della prima costruzione della chiesa, questa prese il posto di un ex tempio romano. Nella metà del XII secolo la costruzione venne sostituita da un altro edificio in stile romanico provenzale del quale rimangono ancora visibili le tre campate della navata interna. Notre Dame de la Major era piuttosto importante per Arles e per questo motivo veniva continuamente rivista e arricchita: nel XVI secolo vennero completamente ricostruiti il coro e l’abside e, allo stesso secolo, risale l’attuale campanile.

Curioso è scoprire che durante il XVI e il XVII secolo, all’interno di questa chiesa, furono ospitate le reliquie di San Marco offerte dalla Repubblica Veneziana in segno di riconoscimento per aiuti alimentari forniti durante un periodo di carestia.

L’attuale aspetto della chiesa richiude in se diversi stili, dal romanico al gotico, e presenta al suo interno numerose cappelle e altari.

Chiesa di Notre Dame de la Major - Arles

Il Teatro Antico ^

Ritornati nel cuore storico di Arles passiamo nuovamente davanti l’arena, ma a pochi passi di distanza non si può non notare il teatro antico o Théatre Antique. La conservazione di questo sito è peggiore rispetto a quella dell’anfiteatro, ma dall’esterno si possono vedere tutti i resti.

Per la verità non è arrivato molto fino a noi, le statue sono state tutte rimosse e della struttura originaria rimangono alcune vecchie colonne. Ai lati dello storico palcoscenico si trovano alcuni blocchi di pietra spezzati e quello che era l’ingresso principale riprende le forme dell’arena. Rispetto a questa costruzione, il teatro antico venne costruito circa un secolo prima, ma dopo che Arles venne lasciata dai romani, venne impiegata come cava per la costruzione delle chiese cittadine.

Su di un lato del Teatro Antico si trova la “Tour Roland”, una torre antica che dà chiaramente l’indicazione dell’altezza raggiunta dai posti a sedere più in alto.

Place de la République ^

Procediamo con la nostra scoperta del centro storico. La città comincia a popolarsi e intorno a noi diversi cittadini e molti turisti animano le vie. Arriviamo nella piazza principale: Place de la République, una grande isola pedonale all’interno del centro storico. Su di questa piazza si affacciano numerosi palazzi e strutture antiche.

Questa piazza è anche il cuore del festival fotografico “Les Rencontres d’Arles”, qui è presente la biglietteria e alcune delle sedi della mostra.

Place de la République di Arles

La Cattedrale Saint-Trophime di Arles ^

Tra i tanti palazzi che si affacciano su Place de la République si trova anche la cattedrale di Arles: Saint Trophime. L’aspetto più affascinante della cattedrale è sicuramente l’imponente portale che dà sulla piazza: costruito in pietra e riccamente intagliato con scene del Giudizio Universale, risale al XII secolo. La scena descritta è abbondantemente decorata con persone incatenate e nude che vengono portate verso l’inferno, angeli che suonano energicamente le trombe, i beati rappresentati come donne che ascendono verso l’alto.

La cattedrale venne costruita a partire nel IX secolo proprio nel punto in cui nel 597 d.C Sant’Agostino venne consacrato come primo vescovo d’Inghilterra.

Gli interni della cattedrale, divisa in tre navate, sono piuttosto spogli ma imponenti: la grande altezza e le alte colonne in pietra restituiscono un effetto minimale e attraente. Girando tra le piccole cappelle secondarie ci si imbatte anche in un ricchissimo reliquario, che raccoglie resti di differenti santi. Attraverso una moneta è possibile illuminarlo interamente, ma al momento della nostra visita il dispositivo non è funzionante.

La Cattedrale Saint-Trophime è dotata anche di un grande chiostro, raggiungibile attraverso un’entrata secondaria, sempre su Place de la République.

L’Obelisco Egizio ^

In mezzo alla piazza, più o meno alla stessa distanza tra l’Hotel de Ville, la cattedrale Saint-Trophime e la chiesa di Sant’Anna si trova un alto obelisco egizio costruito in granito. Si pensa che inizialmente questa torre si trovasse al centro del Cirque Romaine, ma che venne poi spostato in questa posizione da parte di Luigi XIV, alla ricerca di un simbolo che potesse rappresentarlo.

Place de la République e obelisco egizio e chiesa di Sant'Anna - Arles

L’Hotel de Ville e Cryptoportiques – l’Arles Sotterranea ^

Davanti all’obelisco si trova l’Hotel de Ville, un bel palazzo costruito nel XVII secolo che si ispira alla reggia di Versailles. L’Hotel de Ville si sviluppa su tre piani, sovrastati da una torre poco più alta e dotata di un grande orologio. Il piano terra di questo palazzo ospita qualche ufficio e un’area pedonale aperta al pubblico dal soffitto insolito. I piani superiori non sono visitabili, in quanto ospitano gli uffici comunali, e sono raggiungibili attraverso una scalinata chiusa al pubblico da un piccolo cancello.

Subito a sinistra dell’ingresso sulla piazza si trova invece l’accesso alle Cryptoportiques, ovvero l’Arles Sotterranea. Dopo aver fatto il biglietto di ingresso (3,5 €), o aver mostrato quello combinato, si può prendere una stretta scala che scende verso il piano inferiore dove è possibile ammirare i resti romani della città. Ci ritroviamo in grandi gallerie semibuie che, di tanto in tanto, prendono luce dall’esterno attraverso delle grandi bocche di lupo. L’ambiente è umido e le alte volte evitano l’effetto claustrofobico.

Non è ancora chiaro quale fosse il motivo per cui vennero costruite, c’è chi sostiene servissero a sorreggere la piazza principale, altri invece pensano che più plausibilmente venissero impiegate come ripostiglio per le merci vendute nel mercato cittadino. Altri ancora ipotizzano che fossero alloggi per gli schiavi pubblici.

La visita in questi sotterranei richiederà circa venti minuti, ma soprattutto nelle giornate più calde, darà un bel sollievo dal caldo esterno.

Chiesa di Sant’Anna di Arles ^

Di fronte alla cattedrale di Saint Trophime si trova la chiesa di sant’Anna. Attualmente si tratta di un luogo sconsacrato, utilizzato per mostre temporanee, ma questa è stata la prima chiesa cattolica di tutta la città di Arles.

Venne ricostruita una prima volta nel XII secolo, per poi esserlo nuovamente durante il XVII. Venne consacrata nel giorno di Sant’Anna e all’interno conteneva le sue reliquie. Con l’aumentare dell’importanza della chiesa di Saint  Trophime, Sant’Anna andava perdendo lustro, tanto che nel XIX secolo venne sconsacrata e all’interno vi si creò il museo lapidario di arte pagana, che vi rimase fino al 1996.

Lo stile della facciata è piuttosto sobrio, soprattutto se confrontato con quello della chiesa dirimpettaia. La facciata è decorata da due blasoni, mentre negli interni in stile gotico la navata è fiancheggiata da cappelle laterali rialzate, distribuite su cinque campate. Internamente non sono presenti arredi storici, sostituiti dagli allestimenti per le mostre.

Il Chiostro di Saint Trophime ^

Dalla piazza principale di Arles è possibile accedere ad un cortile adiacente la chiesa di Saint Trophime. Nell’angolo destro del cortile una piccola porta conduce al chiostro di Saint Trophime. L’ingresso è a pagamento al costo di 3,5 € e dà accesso a una piazza quadrata contornata da porticati in pietra dai capitelli storici riccamente decorati.

All’interno del chiostro sono diverse le sculture romaniche e gotiche presenti, praticamente tutte ricavate dalla pietra. La scena più famosa che si può ritrovare qui dentro è quella di Santa Marta che porta con se la Tarasque dopo averla domata.

Nel chiostro si può salire anche al piano superiore dove un terrazzo che corre sui quattro lati della piazzetta dà accesso anche ad alcune zone coperte che, durante il festival fotografico cittadino, vengono impiegate come sedi di alcune mostre.

Il Museo Réattu ^

Lasciamo la piazza dé la Republique e ci dirigiamo verso il fiume Rodano. Prima di arrivare al lungo fiume, in una via non troppo larga, troviamo l’ingresso del più importante museo cittadino: il museo Réattu. Se, come me, non amate particolarmente l’arte classica ed i dipinti, non troverete grosse soddisfazioni, fatta eccezione per lo splendido palazzo storico in cui il museo è ospitato.

L’ingresso è al costo di 8 €, ma è già compreso nel pass di visita ai monumenti che si può sottoscrivere. Il palazzo in cui si trova il museo Réattu è un ex monastero del XV secolo, le cui sale si sviluppano come in un piccolo labirinto. Nonostante una parte limitata delle esposizioni racconti la storia dell’edificio, la collezione si basa principalmente sui 57 schizzi a inchiostro e carboncino di Pablo Picasso, eseguiti tra il 1970 e il 1971 e donati ad Arles dallo stesso artista, in segno di gratitudine per le numerose corride a cui pote assistere qui.

Oltre a queste opere sono presenti numerosi altri dipinti risalenti per lo più al XX secolo.

Le Terme di Costantino ^

Appena usciti dal museo Réattu, si possono chiaramente distinguere le Thermes de Constantin, ovvero le terme di Costantino. Queste erano le terme romane più grandi di tutta l’intera Provenza.

Gli esterni sono meglio conservati degli interni e così, dopo essere entrati, capiamo che non c’è molto da vedere se non alcuni piccoli residui della costruzione originale. Le informazioni all’interno sono piuttosto scarne e non aiutano certo ad immaginare quello che era l’antico utilizzo delle varie stanze che percorriamo. Tutte sono rigorosamente all’aperto, perché non c’è alcuna copertura sopra di noi e, al contrario di come immaginavamo, la passeggiata interna si limita al pian terreno: non è presente alcun piano interrato.

Dalla visita si può immaginare il sistema di riscaldamento che era stato creato al di sotto dello spesso pavimento e si può ammirare quello che rimane del vecchio abside che sovrastava una delle stanze: il muro in questo punto è a strisce alternate di mattoni arancioni e muratura grigia.

Siamo praticamente affacciati sul fiume Rodano e questa struttura è quello che rimane del grande palazzo dell’imperatore.

Il Lungofiume del Rodano ^

Usciti dalle terme ci affacciamo sul lungofiume del Rodano, siamo a poca distanza da dove abbiamo parcheggiato la nostra automobile e questa zona sembra piuttosto curata e moderna. La spiegazione è abbastanza semplice: una volta qui pullulavano bar e bristot, ma quest’area venne gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale e venne quindi ricostruita da zero, anche se quella attuale è frutto di una più recente ristrutturazione.

La passeggiata sul lungofiume si sviluppa su due livelli: uno rialzato dal quale si può godere in maniera migliore del panorama circostante e uno ribassato, quasi al livello della sponda del fiume.

Place du Forum e il Café La Nuit ^

Prima di lasciare la città raggiungiamo un altro dei simboli di Arles: la centrale Place du Forum, una piazza viva dove sotto ai platani si trovano tantissimi tavolini occupati da turisti intenti a mangiare qualcosa. Anticamente questa piazza era nota come Place des Hommes, perché qui erano soliti riunirsi i braccianti agricoli la mattina presto.

In un’area centrale, sotto gli alberi, si trova la statua che ritrae Frédéric Mistral, il poeta francese insignito del premio Nobel nel 1904. A poca distanza si trovano invece due colonne corinzie che segnano la presenza di un antico tempio risalente al II secolo.

Ciò che rende celebre Place du Forum, però, è uno dei suo cafè: “le cafe la nuit” è infatti stato immortalato in una delle tele di Vincent van Gogh. “Terrasse du café le soir” è un dipinto ad olio risalente al 1888. Questo bar è tuttora aperto e riconoscibile dalla veranda gialla, sotto la quale si può fare una sosta rigenerante consumando qualcosa prima di ripartire nella visita della città, che per noi è ormai conclusa.

Les Alyscamps – la Necropoli di Arles ^

Prima di lasciare completamente Arles, riprendiamo la nostra auto e ci dirigiamo alla necropoli cittadina: Les Alyscamps. In realtà la distanza dal centro storico non è troppa e si potrebbe raggiungere anche a piedi, ma se prevedete di non ritornare nel centro conviene spostare l’automobile e ripartire direttamente da qui.

Le mie aspettative verso Les Alyscamps erano piuttosto basse, ma mi sono dovuto ricredere. Anche qui l’ingresso è a pagamento: 3,50 € o attraverso il biglietto Pass Monuments.

Ci troviamo a sud-est del centro storico e questo è ciò che rimane dell’antica necropoli romana, un tempo molto più ampia. Nei tempi in cui veniva utilizzata, questa era considerata il luogo più sacro di tutta Europa dove venire seppelliti per i Cristiani. Le famiglie che vivevano più lontane da Arles ricorrevano addirittura a uno stratagemma per trasportare le bare fino a qui: venivano messe in acqua e si attendeva che il fiume Rodano facesse scorrere la cassa fino a qui.

Appena entrati si può rimanere un po’ delusi: ci si trova davanti un largo viale con sarcofagi scoperchiati e poche statue, ormai rovinate. Questa scena è stata anche dipinta in uno dei quadri di Van Gogh.

La parte più bella de Les Alyscamps, però, arriva alla fine del viale: la grande chiesa romanica di Saint Honorat, risalente al XII secolo. Gli ingressi sono vari ed è possibile visitare il cortile antistante e le stanze interne totalmente spoglie. Si può scendere anche nella cripta e non nascondo che io stesso avrei avuto qualche timore ad entrarvi se fossi stato da solo. Un luogo davvero suggestivo.

Dietro la chiesa di Saint Honorat spunta quella che rimane del campanile composto da diversi livelli strutturati in archi.

La nostra visita ad Arles si conclude così e riprendiamo l’automobile per raggiungere il ponte de Langlois, a poca distanza da qui e famoso per essere stato dipinto da Vincent van Gogh.

Van Gogh ad Arles ^

Vincent van Gogh, durante la sua tormentata vita, trascorse in Provenza qualche anno. Si trovò ad Arles subito prima di arrivare a Saint Remy de Provence e farsi curare nel manicomio di Saint Paul de Mausole.

Era il febbraio del 1888 quando giunse ad Arles da Parigi. Qui continuò la sua arte dipingendo alcune tra le sue tele più famose, come “I girasoli”, “La sedia” e “Il café la nuit”. Si stabilì nei pressi della stazione, cambiando un paio di volte dimora e aprendo un piccolo atelier, ma non trovò mai un clima a lui favorevole nella città, come si evinceva dalle lettere che inviava al fratello Théo.

Nei mesi estivi riuscì a convincere Paul Gauguin a raggiungerlo e cominciò così una sorta di influenza reciproca nelle proprie opere, fino a quando nei mesi invernali il rapporto cominciò a incrinarsi e sfociò in uno degli episodi più famosi della vita di van Gogh. Era la notte del 23 dicembre 1888 e l’artista entrò in un momento di profonda ira, che sfogò con violenza nei confronti di Gauguin, per poi riversarla su se stesso autolesionandosi: si tagliò il lobo dell’orecchio sinistro e dopo averlo avvolto in carta di giornale lo consegnò ad una prostituta. In realtà, secondo un’altra versione, fu Gauguin che molto arrabbiato tagliò l’orecchio a van Gogh, ma i due a distanza di qualche giorno concordarono sulla prima versione al fine di salvaguardare Gauguin da ripercussioni legali.

Da questo episodio la salute mentale di van Gogh andò velocemente peggiorando e su richiesta di numerosi vicini di casa, venne condotto nell’ospedale Hotel-Dieu per essere curato. Qui venne preso in cura da un giovane medico, chiamato Félix Rey, molto apprezzato dal pittore, tanto che ne dipinse anche un ritratto.

Quando van Gogh lasciò l’ospedale Hotel-Dieu andò spontaneamente in cura presso Saint Paul de Mausole a Saint Remy de Provence.

Il Ponte de Langlois nel Dipinto di Van Gogh ^

Ad appena dieci minuti di automobile e poco meno di quattro chilometri di distanza dal centro di Arles, si trova il Ponte de Langlois: un’altra destinazione da non perdere per chi si trova a passare da qui.

Si tratta di un ponte storico su di un canale che prende vita dal Rodano e che è diventato estremamente celebre grazie ad una serie di dipinti di Vincent van Gogh, realizzati nel 1888, che l’hanno come soggetto. Per questo motivo è anche noto come Pont Van Gogh.

La visita al Pont de Langlois è libera e non richiede alcun biglietto. Dalla parte opposta della strada è possibile parcheggiare l’automobile, e attraverso un secondo ponte pedonale è possibile girare intorno alla struttura. La visita non durerà più di quindici minuti.

Il Ponte di Langlois è un doppio ponte levatoio costruito in legno e fa parte di una serie di undici ponti identici che si trovano lungo questo canale inaugurato nel 1837. Il progetto di questi ponti fu seguito da un ingegnere olandese, che ricordò nello stile la propria patria a Van Gogh.

Festival Fotografico Les Rencontres d’Arles ^

Se visitate Arles durante il periodo estivo, vi può capitare di imbattervi nel festival fotografico più prestigioso d’Europa: Les Rencontres d’Arles. Il festival va in scena da inizio luglio a fine settembre e, soprattutto nel weekend inaugurale, la città viene presa letteralmente d’assalto.

Le mostre fotografiche sono distribuite in varie location del centro storico, tanto che anche in una visita della città non potrete fare a meno di incappare in qualche mostra allestita dentro uno dei luoghi d’interesse cittadini. Se qualche esposizione vi incuriosisce particolarmente è possibile acquistare il biglietto per l’ingresso nella singola mostra, altrimenti nella biglietteria di Place de la République si acquista il biglietto combinato per visitare tutte le mostre. In questo caso è necessario fermarsi in città per qualche giorno.

Arles e la vicina Camargue ^

Arles è una città di confine: rientra nella regione francese della Provenza, ma a pochissimi passi si apre il parco naturale regionale della Camargue. Questo parco prende vita dalla divisione in due del fiume Rodano, a pochi chilometri da Arles.

La Camargue è un territorio paludoso davvero ricco dal punto di vista naturalistico: il suo microclima permette a stormi e fenicotteri di vivere perfettamente. Inoltre non è insolito ritrovarvi cavalli bianchi che pascolano ai lati delle strade.

Vale la pena, una volta giunti fin qui, allungarsi anche solo per mezza giornata all’interno di questo territorio naturale, alla scoperta delle sue meraviglie.

Il Pass Monuments di Arles – la Tessera per Visitare i Monumenti ^

Per visitare Arles è possibile optare per più soluzioni. Se si ha poco tempo a disposizione o non si è interessati a numerosi punti di interesse, conviene acquistare i singoli biglietti di ingresso direttamente ai vari ingressi.

Sono però disponibili dei biglietti combinati, da prendere in considerazione se si vogliono visitare un po’ di attrazioni. Ci sono due tipologie di biglietto:

  • Freedom Pass: questo biglietto è valido per un mese dalla data di emissione e consente di visitare il museo Réattu, uno a scelta tra il museo di Arles antica e il museo della Camargue, e quattro monumenti a scelta tra: l’anfiteatro, les Alyscamps, il chiostro Saint Trophime, le terme di Costantino, il teatro antico e Cryptoportiques. Il costo di questo biglietto è di € 12 per la tariffa intera e di € 10 per quella ridotta.
  • Advantage Pass: in questo biglietto, valido sei mesi dalla data di emissione, sono compresi tutti e sei i luoghi di interesse sopra detti (anfiteatro, les Alyscamps, il chiostro Saint Trophime, le terme di Costantino, il teatro antico, Cryptoportiques) e il museo Réattu, il museo di Arles antica e il museo della Camargue. Il costo di questo biglietto è di € 16 per la tariffa intera e € 13 per quella ridotta.

Entrambi i biglietti sono sottoscrivibili praticamente in tutte le destinazioni che è possibile visitare con gli stessi.

Mappa dell’Itinerario Giornaliero ad Arles ^

A seguire la mappa con le tappe consigliate nella visita cittadina. Dopo aver visitato tutti questi punti di interesse, raggiungibili a piedi, è preferibile arrivare in automobile al vicino Ponte de Langlois.

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Arles - Cosa Vedere in Un GiornoArles in un giorno: itinerario della città della Provenza famosa per l'arena e i resti romani. Foto, descrizione e come accedere alle migliori attrazionihttps://www.lorenzotaccioli.it/arles-cosa-vedere-in-un-giorno/
Lorenzo Taccioli