Arte Sella – il Parco Artistico Naturale

Solstizio di Roberto Conte - Luna e Sole in Legno

Sono tantissime le immagini che si trovano online del parco artistico Arte Sella, e mi hanno sempre suscitato una fortissima curiosità. Due mie grandi passioni si uniscono infatti in un unico luogo: la natura prorompente del Trentino Alta Adige e le installazioni di land art sono combinate in un percorso ricco di suggestioni tra gli alberi in montagna.

Arte Sella si compone di due sedi, poco distanti tra loro: la Malga Costa, più in alto, e la Villa Strobele, intorno al giardino della quale sono presenti, in numero minore, altre installazioni.

Le opere di Arte Sella si fondono con la natura stessa che diventa parte integrante dell’opera, in un percorso di scambio circolare. A sua volta l’artista si fa influenzare del contesto naturale in cui si troverà ad operare. Nella grande maggioranza dei casi le opere sono ottenute attraverso l’uso esclusivo di materiali naturali come foglie, rami, legno, sassi e così via. Le opere una volta installate lungo il percorso di Arte Sella vengono poi lasciate alla natura, la quale ne entra in qualche modo in possesso.

Guida completa ad Arte Sella – Guida alle Opere e agli Spazi

Dove si trova Arte Sella
Altitudine di Arte Sella
Le sedi di Arte Sella
Cattedrale Vegetale ad Arte Sella
Le Opere di Arte Sella
Malga Costa
Cerca di Roberto Conte del 2012
Spaventapasseri di Tobia Scarpa del 2010
L’urlo di Vaia di Vera Bonaventura e Roberto Mainardi del 2019
Dacci oggi il nostro pane di Ginette Caron del 2019
Il vento di Sella di Anthony Howe del 2014
Attraversare l’anima di Will Beckers del 2015
Dominio della mente sulla materia di Peter Randall-Page del 2015
Il nido di Sella II di Nils-Udo del 2008-2017
Senza Titolo 169 di Aeneas Wilder del 2013
Rifugio di Anton Schaller del 2011
Infinitum di Gianandrea Gazzola del 2018
Radice Comune di Henrique Oliveira del 2019
Solstizio di Roberto Conte del 2018
Terzo paradiso, la trincea della pace di Michelangelo Pistoletto del 2017
La Sfera di François Lelong del 2008
Bosco geometrico di Urs Twellmann del 2012
La chiocciola di Alfio Bonanno del 2012
Pietre di François Lelong della 2008
Teatro Arte Sella “il Cubo” di Rainer Gross del 2015
Il quadrato di Rainer Gross del 2014
Stato d’animo di Bob Verschueren del 2012
Lo stilo-di Gianandrea Gazzola del 2013
La donna invisibile di Cédric Le Borgne del 2018
Réservoir – Ascesa di John Grade del 2018
Ponte II di Steven Siegel del 2009
0121-1110=115075 di Jaehyo Lee del 2015
Tana libera tutti di Patrick Dougherty del 2011
La stanza del cielo di Chris Drury del 2010
Sisifo di Bob Verschueren del 2012
Trabucco di montagna di Arne Quinze del 2017
Stupa di Anton Schaller del 2009
Villa Strobele
Lo spirito di Samarcanda di Rainer Gross del 2018
Il seme di Alison Stigora del 2016
A fior di pelle di Stuart Ian Frost del 2012
Forest byoubu di Atsushi Kitagawara del 2016
Fontanella Sottsass di Ettore Sottsass del 2019
L’ultimo baluardo dell’architettura: questo è ciò che resta di Eduardo Souto de Moura del 2019
Kodama di Kengo Kuma del 2018
Dentro fuori di Michele de Lucchi del 2018
Cervi di Sally Matthews della 2014
Riondolo di Giovanni Wegher del 2016
Tiglio Aperto di Urs Twellmann del 2016
I semi della pace di Pinuccio Sciola del 2016
Breve Storia di Arte Sella
Biglietti e Orari di Arte Sella
Immagini del Parco Artistico Arte Sella

Dove si trova Arte Sella ^

Tutto il circuito di Arte Sella si trova immerso nelle splendide montagne del Trentino Alto Adige, in Val di Sella, e più precisamente nel comune di Borgo Valsugana.

La prima parte di Arte Sella si trova in Malga Costa, mentre la seconda parte si trova nel giardino della villa Strobele, qualche chilometro prima lungo la stessa strada, senza uscita, che porta alla Malga.

Si può scendere fino alla villa attraverso il servizio di navetta, attivo durante le giornate domenicali, oppure a piedi con una bella camminata di un’ora o poco più lungo il sentiero Montura, oppure ancora in automobile. Lungo la strada i parcheggi scarseggiano, ma se si ha un po’ di fortuna è possibile lasciare l’automobile nel parcheggino (una manciata di posti) di una chiesetta che, scendendo, ci si troverà sulla destra.

Il parcheggio principale di Arte Sella si trova all’inizio della via che conduce nelle due sedi espositive ed è dotato di un centro visite a cui richiedere tutte le informazioni necessarie. Da qui parte anche la navetta che porta i visitatori presso le due sedi o, chi vuole passeggiare, può incamminarsi verso villa Strobele, distante circa 20 minuti. La biglietteria si trova presso entrambe le sedi.

Opere artistiche dentro al Bosco - Arte Sella

Altitudine di Arte Sella ^

Arte Sella si trova ad un’altitudine di circa 1000 metri sul livello del mare, che rende le giornate estive comunque calde, ma le sere estremamente più vivibili rispetto al torrido della pianura.

Le sedi di Arte Sella ^

Come detto sopra sono due le sedi presso le quali si possono vedere le opere di land art di Arte Sella:

  • L’area di Malga Costa, quella più alta, in cui il percorso si snoda in un cerchio di circa un chilometro. Nonostante i tempi di percorrenza indicati siano di 45 minuti, noi ci siamo rimasti due ore abbondanti, per vedere lentamente le opere e rilassarci in mezzo alla natura. All’uscita del parco è presente anche il ristorante dall’Ersilia, se ci si vuole fermare a mangiare qui;
  • Il percorso di Villa Strobele, distante circa tre chilometri. Le opere si trovano disposte anche qui in un percorso circolare della lunghezza di 500 metri. I tempi di percorrenza indicati sono di 20 minuti, ma se ne impiegheranno almeno il doppio.

Entrambe le location sono state duramente colpite dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018, ma la forza d’animo trentina si è subito messa in moto ripristinando le opere. Sullo sfondo durante la nostra visita c’è ancora qualche albero crollato, a ricordare quei momenti e alcuni crinali delle montagne spogliati della vegetazione.

Cattedrale Vegetale ad Arte Sella ^

Ho conosciuto l’esistenza di Arte Sella proprio grazie alla Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri. Questa opera di land art altro non è che un piccolo boschetto piantato dall’artista all’interno di alcune strutture di legno che servono a proteggere gli alberi che vi sono stati piantati all’interno.

Le strutture sono state piantate con una disposizione ben precisa, che richiama quella delle colonne che definiscono le navate e le campate di una cattedrale. Inevitabilmente ci si trova a riflettere sull’importanza e la grandiosità della natura stessa e sulla reverenza che dovremmo mostrargli, anziché combattere un’inutile battaglia per dominarla.

La cattedrale vegetale di Arte Sella è accompagnata da altre due, sempre in nord Italia, create dall’artista lodigiano: una cattedrale vegetale si trova in mezzo alla natura di Oltre il Colle (Bergamo) ed è accompagnata ad un piccolo laghetto, mentre un’altra (la più recente) si trova proprio a Lodi, lungo il fiume, e venne portata a termine dai figli dell’artista, scomparso prima di vederla ultimata.

La cattedrale vegetale qui presente richiama una cattedrale gotica suddivisa su tre navate. Sono presenti ottanta colonne di rami intrecciati che raggiungono il diametro di un metro e un’altezza di dodici metri per un totale della superficie totale di 82 metri per 15 metri.

All’interno delle colonne si trovano 80 carpini che crescono ogni anno di circa mezzo metro e che porteranno le strutture che li contengono a marcire e a ritornare alla terra, facendo definitivamente prendere il sopravvento alla natura, che la cattedrale vegetale stessa vuole omaggiare.

Le Opere di Arte Sella ^

Le opere installate ad Arte Sella sono in continua mutazione. Quelle già presenti a volte subiscono la forza incontenibile della natura, mentre di nuove ne vengono aggiunte continuamente ogni anno, andando ad arricchire ed ingrandire il parco.

Nel 2019 ne sono state aggiunte diverse e, tra queste, anche l’Urlo di Vaia, scaturita dalla furiosa tempesta Vaia (appunto!) che il 29 e 30 ottobre 2018 che ha portato fortissimi venti e temporali sulla montagna, danneggiando anche qualche opera.

Malga Costa ^

La nostra visita a Malga Costa comincia dopo aver posteggiato l’automobile nel vicino parcheggio. Già arrivando qui, ancora prima di giungere alla biglietteria, vediamo alcune opere di Arte Sella lungo il nostro tragitto, già immerso nella natura.

Cerca di Roberto Conte del 2012 ^

Cerca è la prima opera che vediamo, che ci si presenta come un grande cannocchiale rivolto verso le montagne. L’opera viene infatti presentata come un contenitore per gli sguardi. Conte invita i visitatori ad interagire con la sua opera, creando una relazione con ciò che si può percepire come anima del mondo, pronta ad essere cercata.

Spaventapasseri di Tobia Scarpa del 2010 ^

A pochi passi di distanza, sempre sul lato sinistro del sentiero, troviamo lo Spaventapasseri una struttura in metallo integrata praticamente nel cortile del ristorante. Solitamente questo strumento è inserito nei campi dove si trova contestualizzato alla sua funzione. In questo caso è invece estrapolato e diventa quasi un elemento didattico per chi si trova qui. All’interno della struttura in metallo sono inserite delle teste stilizzate di civetta, ottenute piegando il materiale con curve logaritmiche poi specchiate. Nell’opera si trovano anche elementi che richiamano la sequenza di Fibonacci e la sezione aurea, a voler quasi sottolineare il rapporto tra l’opera e la natura.

Spaventapasseri di Tobia Scarpa - Arte Sella

L’urlo di Vaia di Vera Bonaventura e Roberto Mainardi del 2019 ^

La tempesta Vaia del 2018, oltre a portare distruzione, ha anche acceso la creatività degli artisti e, prima di cominciare il percorso nel bosco, ci si può sedere in una stanza totalmente al buio per fruire dell’opera sonora che ne è scaturita. Nell’Urlo di Vaia si ascoltano per diversi minuti suoni della natura prorompente registrati proprio nel bosco durante quei due giorni. Sarà un’esperienza emozionante che ci mette davanti alla forza esplosiva della natura.

In appena cinque ore alla fine di ottobre, la furia della natura si è abbattuta sulla Val di Sella ed ha sradicato 14 milioni di alberi. Nell’opera è possibile rivivere, almeno in parte, questa tempesta e diventare testimoni di quanto avvenuto qui.

Dacci oggi il nostro pane di Ginette Caron del 2019 ^

L’opera Dacci oggi il nostro pane segna praticamente l’ingresso ad Arte Sella in Malga Costa. Da qui è infatti necessario avere il biglietto di ingresso per proseguire nella visita. Quest’opera fa parte di un progetto più ampio cominciato con Expo 2015 che ha visto questo messaggio di pace girare varie parti del mondo in diverse lingue. Ad Arte Sella è proposto in tedesco. L’opera è stata posizionata in un punto estremamente significativo: dove correva la trincea che separava l’Italia dall’impero austro ungarico durante la prima guerra mondiale.

Dacci oggi il nostro pane di Ginette Caron

Il vento di Sella di Anthony Howe del 2014 ^

Quando giungiamo ad Arte Sella possiamo vedere in Il Vento di Sella i risultati della tempesta Vaia: l’opera è infatti appoggiata a terra e un albero divelto vi riposa al fianco. Originariamente questa grande elica era sospesa tra due tronchi e si muoveva con il vento che soffiava tra le fronde.

L’opera faceva un parallelismo tra il vento che soffia e il tempo che passa. Due cose all’apparenza intangibili, ma delle quali si possono osservare i risultati.

Attraversare l’anima di Will Beckers del 2015 ^

L’opera Attraversare l’anima è decisamente sorprendente. Nasce dal terreno e si sviluppa correndo fino ad un albero, sul quale sale e crea un bozzo. Will Beckers è specializzato in opere site specific di land art, dove indaga il rapporto dei singoli con la natura. Questa specifica installazione simboleggia il modo in cui attraversiamo la vita e giungiamo all’eternità, tornando a Madre Natura.

Dominio della mente sulla materia di Peter Randall-Page del 2015 ^

In dominio della mente sulla materia l’artista utilizza un elemento naturale, un grande sasso, e ne decora l’intera superficie attraverso una linea continua e infinita. Randall-Page ha cercato nella sua opera una risposta contemplativa alla forma del masso, cambiando il suo aspetto a seconda della luce e della prospettiva da cui lo si guarda.

Dominio della mente sulla materia di Peter Randall-Page

Il nido di Sella II di Nils-Udo del 2008-2017 ^

Il nido di Sella II si trova in una zona fortemente colpita dalla tempesta e durante la nostra visita non è visibile da vicino. L’opera è una sorta di grande nido formato da alberi, in mezzo al quale sono presenti cinque grandi pezzi di marmo chiari levigati a forma di uovo, a ricordare una primordiale forma di vita.

Il nido di Sella II di Nils-Udo - Uova di Pietra

Senza Titolo 169 di Aeneas Wilder del 2013 ^

Questa è una delle installazioni più grandi che vediamo all’inizio del nostro percorso di visita. Una grande cupola ottenuta combinando in maniera geometrica spazi vuoi e pieni con legno. In quest’opera, facente parte di una serie dell’artista, possiamo entrare e sentirci racchiusi, ma aperti al tempo stesso sul panorama esterno. La sua forma ricorda diversi elementi naturali, da una pigna a una gemma.

Rifugio di Anton Schaller del 2011 ^

Nessun’altra parola rispetto a Rifugio potrebbe definire meglio questa installazione. Davanti a noi ci troviamo un piccolo rifugio in cui è possibile entrare e sentirsi protetti dal mondo esterno. La solida struttura è stata ottenuta completamente in legno e dà una forte idea di solidità. L’invito dell’artista è entrarci e cercare rifugio e tregua non solo dal mondo esterno, ma anche dalla tecnologia che ogni giorno ci ammorba.

Rifugio di Anton Schaller - Fagiolo di Legno

Infinitum di Gianandrea Gazzola del 2018 ^

Passando davanti ad Infinitum il rischio è quello di non vedere l’opera. In un teatro naturale formato da uno spiazzo in mezzo agli alberi, un lungo specchio è posizionato verso il cielo. L’opera è una citazione di Perseo che tenta di sostenersi attraverso venti e nuvole, gli elementi esatti riflessi nello specchio.

Infinitum di Gianandrea Gazzola - Specchio verso il cielo - Arte Sella

Radice Comune di Henrique Oliveira del 2019 ^

L’opera Radice Comune di Henrique Oliveira è davvero sorprendente. Un grandissimo ramo appoggiato a terra sembra annodato su se stesso. In realtà l’opera è un minuzioso assemblaggio di più parti per arrivare ad ottenere questa forma, mai vista in natura. L’installazione può essere vista come un invito dell’autore ad osservare e a stupirsi della natura stessa, la quale può nascondere in se panorami decisamente inaspettati.

Solstizio di Roberto Conte del 2018 ^

Solstizio è senza dubbio una delle installazioni più celebri di Arte Sella. Questa è la seconda opera che incontriamo di Roberto Conte e rappresenta una grandissima luna che si chiude nella forma di un sole. Creata assemblando rami di castagno simboleggia l’attesa della natura, che ritorna in maniera ciclica.

Terzo paradiso, la trincea della pace di Michelangelo Pistoletto del 2017 ^

Terzo paradiso, la trincea della pace occupa tutto il crinale di una collina e attraverso un breve tratto in mezzo ad un boschetto, la si può osservare da un punto di vista privilegiato. L’installazione si trova a poca distanza da una vera linea di trincea e riporta il simbolo di infinito rivisitato dall’artista. Il simbolo è ampliato e integrato con un nuovo cerchio, i due più esterni simboleggiano i poli opposti di natura e artificio, mentre quello centrale simboleggia la nuova umanità che dovrebbe superare il conflitto tra i due elementi, costante della società in cui viviamo.

La Sfera di François Lelong del 2008 ^

Scendendo verso il ruscello che scorre poco distante dal sentiero, vediamo una sfera in pietra calcarea bianca e rosa composta come assemblaggio di elementi. La sua forma geometrica regolare contrasta con l’apparente disordine della natura che la circonda e con la quale entra in armonia.

La Sfera di Francois Lelong

Bosco geometrico di Urs Twellmann del 2012 ^

Sulla piccola collinetta si trova invece bosco geometrico, una serie di insieme di tronchi artificiali, sapientemente intagliati per incastrarsi alla perfezione e formate un unico grosso tronco. Si tratta di un punto di vista alternativo sul dinamismo perenne della natura che, seppur governata da una struttura di sincronismi e incastri compiuti, è sempre in grado di regalare nuove emozioni.

Bosco geometrico di Urs Twellmann - Tronci Incastrati ad Arte Sella

La chiocciola di Alfio Bonanno del 2012 ^

Una grande chiocciola è l’opera suggerita ad Alfio Bonanno dalla natura stessa di Arte Sella. Durante un sopralluogo in cerca di ispirazione l’artista ha infatti trovato un guscio di lumaca che pare avergli acceso la lampadina. La struttura è stata realizzata con una mistura di calcare che quasi casualmente richiama il materiale di cui è composto il guscio reale di una chiocciola in natura.

La chiocciola di Alfio Bonanno - Arte Sella

Pietre di François Lelong della 2008 ^

Tra le opere più suggestive di Arte Sella c’è Pietre: una serie di 12 lastre di porfido piantate a terra con un’apertura circolare nella parte alta di ognuna. Mettendosi frontalmente i fori si allineano e regalano una nuova prospettiva attraverso la quale guardare.

Teatro Arte Sella “il Cubo” di Rainer Gross del 2015 ^

Siamo più o meno a metà del percorso in Malga Costa e arriviamo davanti a Il Cubo, ovvero il teatro di Arte Sella, che ospita tuttora concerti ed eventi. L’artista chiamato a progettare questo spazio ha tenuto conto anche del triste spettacolo della prima guerra mondiale che proprio qui fu protagonista. Nella sua opera ha quindi voluto combinare elementi viventi, gli alberi, con curve dinamiche pitturate in nero e la dura geometria dell’elemento rosso.

Le parti geometriche, se riassemblate, formano un cubo, simbolo di solidità che ha però ceduto e si è scomposto nei vari elementi addossati agli alberi.

Il quadrato di Rainer Gross del 2014 ^

La geometria è nuovamente tirata in ballo da Il quadrato. L’opera è formata da due grandi triangoli neri appoggiati agli alberi in una posizione all’apparenza precaria che suona quasi minacciosa. Se congiunti i triangoli formerebbero un quadrato perfetto dal lato di sei metri, ma in questo modo il titolo dell’opera contraddice quanto visibile, richiamando invece concetti di separazione e distruzione.

Stato d’animo di Bob Verschueren del 2012 ^

Una strana struttura che ricorda lontanamente un istrice è alla base di stato d’animo. In realtà l’opera è un richiamo al principio secondo il quale la natura moltiplica ogni possibile opportunità, generando principi di crescita e allo stesso tempo di protezione e difesa.

Stato d animo di Bob Verschueren - il riccio di rami

Lo stilo di Gianandrea Gazzola del 2013 ^

Un altro grande elemento è quello dello stilo: un lungo tronco scende verticale, ma leggermente inclinato all’interno di uno stagno. Non lo tocca del tutto, ma è appeso a tre abeti che fanno si che lo stilo di 19 metri si muova col vento e disegni nel laghetto nuove forme a seconda del vento.

Lo stilo di Gianandrea Gazzola

La donna invisibile di Cédric Le Borgne del 2018 ^

La donna invisibile risulta proprio tale ad un occhio disattento. Si trova infatti sulla nostra destra nascosta nella boscaglia. Il materiale trasparente di cui è composta contribuisce a quest’effetto di magia e mistero, che rende l’immagine femminile tra gli alberi quasi onirica.

La donna invisibile di Cedric Le Borgne - Donna di filo di ferro nel bosco

Réservoir – Ascesa di John Grade del 2018 ^

Un’altra delle opere più celebri di ArteArte Sella è proprio Resérvoir – Ascesa. In mezzo a un bosco di pini un fitto intrico di piccole gocce formatesi per riscaldamento e incorniciate da legno curvato a vapore, raccoglie l’acqua piovana. Le gocce determinano il peso della struttura che poi cade a terra e che è controbilanciata da pesi appesi a delle molle per limitarne il movimento.

Ponendoci al di sotto dell’opera abbiamo l’impressione di trovarci sotto a una gigantesca nuvola pronta a scaricare il suo carico di acqua. Il sentiero prosegue verso un punto di vista rialzato sull’opera.

Ponte II di Steven Siegel del 2009 ^

Tornati lungo il sentiero principale della Malga Costa di Arte Sella ci troviamo al Ponte II, installato all’interno di una breve gola. L’artista voleva costruire una struttura che gli permettesse di camminarvi attraverso e così impiegò un elemento naturale, la carta, per crearlo. La convinzione è quella che tra qualche anno la struttura potrà essere aperta e le parole dei giornali impiegati risultare ancora in qualche modo leggibili.

0121-1110=115075 di Jaehyo Lee del 2015 ^

Eccoci ad un altro dei simboli di tutta Arte Sella. Nelle intenzioni dell’artista Jaehyo Lee, l’arte deve essere bella e colpire i fruitori, affinché loro stessi gli attribuiscano un significato… qui emerge una fondamentale differenza tra gli artisti occidentali e quelli asiatici: i primi tentano di trasmettere delle idee, mentre i secondi, invece, vogliono porgere nuove domande.

0121-1110=115075 è un bellissimo portale ottenuto con legni tagliati a differenti angolature e assemblati insieme. La porta restituisce un ottimo panorama sia lato bosco che lato montagna.

Tana libera tutti di Patrick Dougherty del 2011 ^

Davanti a noi, dopo la cattedrale vegetale, troviamo una serie di torri albero dal titolo Tana libera tutti. L’artista nel progettarle si ispirò a un opuscolo raffigurante la torre di Pisa. Ognuna di queste torri è affiancata ad un albero che diventa il suo compagno che gli permette, intrecciandosi, di rimanere in piedi. La pendenza della collina acuisce il senso di instabilità.

Ognuna delle torri rappresenta un uomo e descrive il rapporto simbiotico che dovrebbe avere con la natura stessa, simboleggiata dagli alberi.

La stanza del cielo di Chris Drury del 2010 ^

Proseguendo nella nostra passeggiata ad Arte Sella in Malga Costa, notiamo tra gli alberi la prossima installazione: la stanza del cielo si presente come una piccola struttura in pietra calcarea locale, con una porta ed una piccola finestra. Purtroppo non è possibile accedervi, ma l’opera è un omaggio ai monti che ci circondano e si rifà alla tecnica fotografica. Il piccolo foro sulla sua struttura punta verso sud, dove si alzano le cime delle Dolomiti. La luce arriva all’interno e trasforma lo spazio in una piccola camera oscura, dove i colori dei monti si uniscono alle nuvole che scorrono veloci sul pavimento.

Sisifo di Bob Verschueren del 2012 ^

Sul crinale della collina è presente un masso di pietra collegato a delle corde che sembrano quasi tirarlo. Il riferimento è a Sisifo, il personaggio condannato a spingere una grossa pietra fino alla cima di una montagna, per poi farla rotolare giù e riprendere l’attività in maniera ciclica. Bloccando la pietra con questi cavi si suggerisce una via possibile per Sisifo per uscire dal suo castigo.

Trabucco di montagna di Arne Quinze del 2017 ^

La visita di Malga Costa sta volgendo al termine e prima di uscire, dallo stesso punto in cui siamo entrati, passiamo attraverso Trabucco di Montagna, che richiama un’antica struttura palafitticola costruita sul mare per pescare. La sua posizione qui può quindi apparire totalmente fuoriluogo, ma si tratta di una provocazione circa l’assurdità dell’uomo nel distruggere la natura che ci circonda e che ci fa vivere. È forse questo meno assurdo di costruire un trabucco in montagna?

Il trabucco di Quinze è una struttura particolare, totalmente in legno, e dagli interni colorati. L’esterno si rifà all’atto di camminare attraverso una foresta, mentre l’interno, in cui inevitabilmente si passa, dovrebbe restituire una tranquillità tipica dei templi.

Stupa di Anton Schaller del 2009 ^

Concludiamo questa prima parte di Arte Sella con Stupa, una struttura circolare a cui si attribuisce il compito di trasferire sentimenti positivi, come la gioia, la libertà e la pace ai visitatori. Il metodo è quello di invitarli al riposo e alla calma, mentre guardano la struttura che si sviluppa verticalmente, partendo da un cumulo tombale e assottigliandosi fino a terminare con una punta.

Villa Strobele ^

Scesi in auto fino a Villa Strobele continuiamo la nostra visita di Arte Sella. Anche qui si trovano numerose opere che vale la pena vedere. Anche qui i principi sono gli stessi: materiali naturali e integrazione con il contesto naturale. Villa Strobele è inoltre una delle prime location da cui tutto il progetto Arte Sella si è sviluppato.

Ecco le opere che si possono incontrare in una visita ai giardini della villa.

Lo spirito di Samarcanda di Rainer Gross del 2018 ^

Lo spirito di Samarcanda è un’opera che si muove tutto intorno a Villa Strobele, ed è composta da una struttura curva e scura che pare entrare ed uscire in maniera dinamica dalle varie stanze dell’edificio. Lo spirito di Samarcanda pare essere un movimento che attraversa e accompagna il tempo ed è un’opera site specific che prende il nome dal viaggio in medioriente fatto dai fondatori di Arte Sella, che li ha fatti tornare a casa, oltre trent’anni fa, entusiasti e pieni di voglia di cominciare quest’avventura proprio dai giardini di Villa Strobele.

Il seme di Alison Stigora del 2016 ^

Il seme è una delle opere più forti, secondo me, tra tutte quelle presenti ad Arte Sella. Si tratta di un’enorme catasta di legno intrecciata a forme di un gigante seme. Questo elemento rappresenta un contenitore che raccoglie il passato e lo trasporta nel presente e nel futuro. Richiama in se l’elemento della morte e al tempo stesso l’entusiasmo di una rinascita.

Alison Stigora ha utilizzato un legno bruciato, per richiamare ancora una volta il significato di sopravvivenza a difficoltà da superare e quello della rinascita dalle proprie ceneri. Nell’opera il legno è stato accuratamente bruciato per ottenere la superficie che possiamo vedere, di un colore nero vellutato.

A fior di pelle di Stuart Ian Frost del 2012 ^

In a fior di pelle l’elemento caratterizzante è senza dubbio l’utilizzo della ripetizione degli elementi unito alla casualità della natura, che innesca nel visitatore un’esperienza meditativa.

La scultura è un albero disteso su se stesso, che lungo tutto il tronco e i rami presenta una texture incisa ripetitiva.

Forest byoubu di Atsushi Kitagawara del 2016 ^

La nazionalità giapponese dell’artista di Forest Byoubu è facilmente ritrovabile nell’opera stessa. Un muro in legno ottenuto attraverso il perfetto incastro di elementi, come nella tradizione giapponese. Il Byoubu è il classico paravento giapponese, che in questo caso separa i giardini di villa Strobele dalla montagna. La struttura quadrata, di dodici metri per lato è in larice che viene restituito al vicino bosco di larici. La stessa texture venne utilizzata da Kitagawara nella progettazione del padiglione giapponese di Expo 2015.

Forest byoubu di Atsushi Kitagawara - Il Muro di Legno in stile Giapponese

Fontanella Sottsass di Ettore Sottsass del 2019 ^

Quasi appoggiato al muro di villa Strobele si trova la fontanella Sottsass, un omaggio dell’artista alle sue origini in queste montagne. La forma della fontana richiama quella di un abbeveratoio e la sua posizione non centrale nel giardino le dona un’autorità volontariamente non monumentale. Ai piedi della fontana sono riportati alcuni versi dello stesso artista: “L’arte è un modo per vincere la paura… un modo di tentare di finire dentro l’ignoto, di fermarlo questo ignoto in qualche maniera.”.

L’ultimo baluardo dell’architettura: questo è ciò che resta di Eduardo Souto de Moura del 2019 ^

Quasi defilato rispetto alle altre opere troviamo L’ultimo baluardo dell’architettura: questo è ciò che resta costruito in Tonalite dell’Adamello. Si tratta di un portale che segna l’ingresso al bosco di villa Strobele e che richiama la forma di un antico dolmen. La sua fattura solida e perenne si contrappone a uno dei luoghi in cui la tempesta Vaia ha colpito duramente. L’architetto che l’ha progettata invita a riflettere sul senso dell’architettura e sulla fragilità umana nei confronti della forza della materia, della natura e dei suoi eventi.

L'ultimo baluardo dell'architettura questo è ciò che resta di Eduardo Souto de Moura - Porta Verso il bosco di Villa Strobele

Kodama di Kengo Kuma del 2018 ^

Kodama è un altro contributo giapponese alle opere presenti ad Arte Sella. In realtà in questo caso la struttura sferica in larice massello locale, è ottenuta in collaborazione tra il Kengo Kuma Lab di Tokyo, il Politecnico di Milano e lo studio d3wood esperto nella modellazione e lavorazione del legno. Attraverso quest’opera si rende omaggio al quinto elemento, il Vuoto, che accompagna il fuoco, la terra, l’aria e l’acqua e che spesso viene ignorato nella cultura occidentale.

In Kodama, in particolare, il vuoto è reso attraverso la concavitá interna, la convessitá esterna e la porosità che si inserisce nel mezzo.

Kodama di Kengo Kuma - Struttura in legno incastrata

Dentro fuori di Michele de Lucchi del 2018 ^

Dentro fuori è l’opera più grande di tutta la parte di Arte Sella allestita a villa Strobele. Si tratta di una serie di muri curvi in legno che definiscono una sorta di piccolo quartiere. È un muro nella natura che non fa altro che valorizzarla attraverso una serie di aperture che creano scorci suggestivi.

Dentro fuori subì ingenti danni a causa della tempesta Vaia: alcuni alberi vi crollarono sopra distruggendo parti di muro. I lavori di ripristino partirono subito ripristinando l’opera.

Cervi di Sally Matthews della 2014 ^

Continuando la nostra visita ci troviamo davanti due cervi stilizzati in ferro e riempiti con elementi della foresta come rami e foglie, reintegrabili man mano che si decompongono.

Sally Matthews scelse questi soggetti perché durante un sopralluogo a villa Strobele vide un cervo dormire sotto un albero e pensò fosse il simbolo ideale di queste foreste.

Riondolo di Giovanni Wegher del 2016 ^

Riondolo è una struttura in legno simile a un grosso bozzolo dalle dimensioni di 2,7 metri per 5,2. Si tratta di una struttura assemblabile che può divenire itinerante e che è pensata come un luogo dentro cui entrare per riflettere. Prima di arrivare qui il Riondolo ha attraversato il parco naturale Adamello Brenta in diverse tappe itineranti.

Tiglio Aperto di Urs Twellmann del 2016 ^

Ricco di suggestione è anche Tiglio Aperto, in cui un tronco di tiglio di cinque metri è totalmente scavato internamente e riempito di piccoli tagli sulla corteccia. L’esperimento di Urs Twellmann è stato quello di produrre quanta più segatura possibile, mantenendo la forma del tronco, utilizzando la punta di una motosega.

Il risultato è una forma decisamente insolita e mai vista in natura, che assume diverse prospettive a seconda della posizione dello spettatore e della luce che lo colpisce.

I semi della pace di Pinuccio Sciola del 2016 ^

Concludiamo la nostra visita a Villa Strobele e a tutta Arte Sella, con l’opera i semi della pace, simbolo che ritorna una seconda volta tra le installazioni presenti nel giardino.

Si tratta di 7 pietre in basalto inciso e tagliato facente parte di una serie di 150 pezzi che l’artista espose nel 2008 ad Assisi nella piazza inferiore della basilica e che rappresentano la pace da coltivare quotidianamente.

Breve Storia di Arte Sella ^

Arte Sella nacque nel 1986 come manifestazione internazionale di arte contemporanea. Già dalla sua fondazione il legame alla natura era delineato e tutte le edizioni si svolgevano nei prati, nei boschi e in luoghi naturali della Val di Sella.

Dieci anni dopo il progetto si è spostato in maniera più stanziale lungo una strada forestale sul versante meridionale del monte Armentera dando vita al percorso Artenatura.

Artenatura è un percorso che associa le varie opere a diverse particolarità naturali, dalle rocce ai boschi fino a particolari formazioni come alberi monumentali. Successivamente vennero aggiunti nuovi spazi a quelli esistenti, quelli della Malga Costa, sempre in Val di Sella. Questi luoghi, che oggi accolgono la maggior parte delle opere, sono impiegati anche per eventi e incontri. La Malga Costa ha affiancato la Villa Strobele, il cui giardino è anch’esso ancora ricco di opere d’arte ed è stato uno dei primi spazi ad essere allestito.

Biglietti e Orari di Arte Sella ^

È possibile acquistare il biglietto di ingresso ad Arte Sella direttamente all’accesso di una delle due aree espositive: Malga Costa o Villa Strobele.

L’ingresso ha un costo di 8 euro per gli interi, che permette di accedere ai due circuiti con oltre 40 opere. I ragazzi dagli 11 ai 16 anni pagano invece 4 euro, mentre sono presenti una serie di riduzioni che portano il costo a 7 euro.

Arte Sella è aperta tutti i giorni dell’anno, ad esclusione del giorno di Natale. Ciò consente di vedere le opere in diverse stagioni, con il bosco che si tinge di varie tonalità. Da dicembre ad aprile compreso, però, non è possibile accedere al giardino di villa Strobele, ma si può visitare esclusivamente il circuito nel bosco di Malga Costa.

Gli orari di apertura di Arte Sella variano in base ai mesi:

  • da novembre a febbraio: dalle 10.00 alle 17.00;
  • da marzo a maggio e nel mese di ottobre: dalle 10.00 alle 18.00;
  • da giugno a settembre: dalle 10.00 alle 19.00.

A seconda delle condizioni atmosferiche gli orari di apertura possono variare, fino a richiederne la chiusura totale in condizioni decisamente avverse.

Immagini del Parco Artistico Arte Sella ^

Ecco alcune suggestive immagini del parco artistico di Arte Sella.

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Arte Sella - il Parco Artistico NaturaleLeggi la guida di Arte Sella, il parco artistico in Trentino. Scopri le opere con descrizione e immagini e storia, sedi e orari di apertura.https://www.lorenzotaccioli.it/arte-sella-il-parco-artistico-naturale/
Lorenzo Taccioli