Bolzano in Un Giorno – Cosa Vedere

Piazza del Municipio di Bolzano verso via dei Portici

Bolzano è una magnifica città circondata da alte montagne. Il centro storico si trova in una conca e ciò la rende, quasi incredibilmente, tra le città più calde d’Italia durante il periodo estivo.

Provincia autonoma da sempre e terra di confine, ospita per tre quarti persone di lingua italiana anche se visitandola l’impressione è che la minoranza del 25% tedesca la faccia da padrona. Piena di mete sorprendenti da vedere e abituata al turismo, si tratta senza dubbio di una città ricca e, non a caso, è sempre nei vertici delle classifiche italiane per la qualità della vita.

Uno o due giorni sono sufficienti per visitare interamente il centro storico di Bolzano, ma questa zona dell’Alto Adige è ricca di altre cittadine e scorci naturali da non perdere. Potete quindi scegliere di fermarvi svariati giorni qui e, sicuramente, troverete qualcosa di bello da fare.

Dove si trova Bolzano ^

Bolzano rappresenta la provincia italiana più a nord d’Italia, nonché una delle più vaste. Il suo territorio, si estende infatti nella parte più settentrionale del Trentino Alto Adige e tocca direttamente i confini con Svizzera ed Austria.

La città di Bolzano si trova nella parte più meridionale del territorio provinciale e rappresenta una delle principali città del circondario. La presenza di corsi d’acqua ha fatto sì che questo territorio fiorisse e proprio alle porte del centro storico il torrente Talvera confluisce nel fiume Isarco che a sua volta si immetterà nel fiume Adige a pochi chilometri da Bolzano.

Altitudine di Bolzano ^

La città di Bolzano si trova a un’altitudine di 265 metri sul livello del mare ed è circondata da alte montagne. Il suo centro storico si trova infatti nella conca che si è formata grazie alla congiunzione di più valli: la valle d’Isarco, quella Sarentina e quella dell’Adige.

Tutto intorno alla città si ergono ripide montagne: la catena della Mendola a nord, l’altopiano del Salto a nord ovest, la cima minore del Renon, conosciuta come Monte Tondo a nord est e il monte Pozza a sud est.

Cosa vedere a Bolzano ^

Torno sempre volentieri a visitare Bolzano. Passeggiare per le vie del suo centro storico riconduce a un’atmosfera che è un mix tra una cittadina di montagna e una metropoli. Sembra strano infatti, perché nonostante le dimensioni tutto sommato contenute, che permettono di girare la città a piedi, è davvero grande il numero di cose da vedere. Inoltre Bolzano è piuttosto trafficata e ve ne accorgerete subito se arriverete in città in automobile, trovare un parcheggio diventerà un incubo! Per questo motivo io ho puntato dritto al parcheggio della stazione, un po’ caro, ma con posti (quasi) sempre disponibili.

Dalla stazione l’itinerario tra le cose da vedere a Bolzano si sviluppa a piedi. Munitevi di scarpe comode e preparatevi a fare tanti chilometri, specie se vorrete raggiungere anche il vicino quartiere di Gries.

L’itinerario qui illustrato va bene sia per una giornata che per due giorni. Se volete visitare i musei di Bolzano vi conviene fermarvi un paio di giorni in città, se invece non vi interessano o, come nel mio caso siete di ritorno in questa magnifica città, una giornata è sufficiente per rivedere tutto.

Se avete poco tempo a disposizione e volete sapere cosa vedere a Bolzano in breve, potete consultare questo articolo.

Teatro Stabile di Bolzano ^

A pochi passi dal parcheggio della stazione e in direzione del centro storico ci imbattiamo nel Teatro Stabile di Bolzano. Venne creato nel 1950 e fu il secondo teatro stabile d’Italia, dopo il Piccolo di Milano.

Fin dalla sua fondazione è stato supportato dallo Stato, che gli ha permesso di operare ininterrottamente fino ai giorni nostri. Al suo interno vanno in scena spettacoli principalmente drammaturgici e viene dato ampio spazio alla ricerca, alla sperimentazione e ai testi inediti.

La struttura del Teatro Stabile di Bolzano è decisamente contemporanea, dal 1999 si trova infatti negli spazi del Teatro Comunale, progettato dall’architetto Marzo Zanuso. Esternamente si presenta come una grande scatola massiccia, grazie a un rivestimento in ampie lastre di Chiampo fiammato. Le forme sono attentamente studiate in un gioco di geometrie ed allineamenti che restituiscono comunque una forma abbastanza regolare sulla cui facciata fuoriesce una grande vetrata che illumina gli spazi interni del foyer.

Praticamente davanti al teatro Stabile di Bolzano si trova il parco dei Cappuccini, un’area verde aperta al pubblico nel 2003 in cui ci si può rilassare tra giardini ed alberi. Questo si trova alle spalle del convento e della chiesa dei cappuccini.

Chiesa dei Domenicani ^

Arriviamo così già nel centro storico di Bolzano. Ci imbattiamo subito nella chiesa dei Domenicani. Esternamente sembra un grande contenitore dalla forma regolare, che nasconde al suo interno diverse soprese, anche storiche.

La chiesa dei Domenicani di Bolzano venne infatti costruita nel XIII secolo e, all’epoca, era subito fuori dal nucleo urbano e qui i frati possedevano un vasto terreno che veniva utilizzato per coltivare il loro orto. Oggi l’area ortiva è stata interamente urbanizzata e negli anni trenta venne creata la piazza dei domenicani da parte del governo fascista che intendeva dare uno stile razionalista a questa zona.

La chiesa che vediamo oggi è però il frutto di una ricostruzione del XIV secolo in stile gotico. Venne inizialmente completato il coro e poi aggiunte le cappelle laterali. Nonostante nei secoli vennero fatti ulteriori interventi, come la modifica in stile barocco del 1740 con l’aggiunta di numerosissimi stucchi sulle volte, sono comunque ben visibili alcuni elementi storici. Tra questi non si può non annoverare la cappella di San Giovanni i cui affreschi risalgono alla prima metà del XIV secolo e ancora oggi stupiscono i visitatori grazie alle sue volte stellate e alle pareti interamente affrescate.

Collegato alla chiesa dei Domenicani è presente anche il chiostro costruito agli inizi del trecento e rivisto alla fine del secolo successivo. Riccamente decorato tra il XIV e il XVI secolo con la rappresentazione della Vita di Cristo, conduce fino alla cappella di Santa Caterina dove si trovano altri affreschi giotteschi del quattrocento.

Via della Posta ^

Via della Posta di Bolzano con Duomo cittadino sullo sfondo

Per proseguire il nostri itinerario tra le cose da vedere a Bolzano in un giorno imbocchiamo via della Posta che collega la piazza dei domenicani a quella della parrocchia, su cui si trova il duomo.

Il nome di via della Posta è dovuto al grande ufficio postale che, tra gli altri palazzi storici, fa bella mostra di se su questa via. Già dalla via della Posta si può chiaramente intravedere il maestoso duomo che incombe sulla piazza duomo, piazza della Parrocchia e piazza Walther.

Duomo di Bolzano ^

Con pochi altri passi ci troviamo davanti al duomo dedicato a santa Maria Assunta. Con evidenti elementi romanici, la sua costruzione risale al XV secolo.

A causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, che colpirono anche il duomo, vennero fatti dei lavori di restaurazione che permisero di scoprire che al di sotto del duomo si trovano ulteriori tre chiese:

  • una basilica paleocristiana del IV secolo, consacrata a San Vigilio. Dotata di una pianta rettangolare di 38 metri per 14, era divisa in tre ambienti per via di alte mura. Ai lati c’erano 8 contrafforti che donavano stabilità e magnificienza alla chiesa, la quale era dotata di un atrium circolare in cui trovava posto l’altare e in cui si sedevano i sacerdoti;
  • una chiesa altomedievale dell’VIII secolo, risalente all’epoca carolingia. Di questa è stato ritrovato un muro sotto la pavimentazione odierna e cinque frammenti di pitture murali che rappresentavano delle persone raccolte in preghiera. Questa chiesa è la testimonianza che a seguito delle invasioni barbariche si insediò qui un piccolo centro abitato;
  • una chiesa medievale dell’XI e XII secolo. Questa chiesa era caratterizzata da una sola fila di colonne e ciò fa presuppore che fosse dotata di due navate asimmetriche. In più era presente una torre poderosa e muri di grande spessore che potevano proteggere la struttura dalle inondazioni del fiume Isarco. Di questa struttura in stile romanico è sopravissuta la facciata, in cui si possono vedere due finestre con arco a tutto sesto ai lati del rosone e un portale romanico. All’interno della chiesa, nella cappella dell’abside, è presente una statua della Madonna che allatta Gesù che risale al XII secolo. La leggenda vuole che questa statuetta venne ritrovata al bordo di una palude, dove in seguito fu eretta questa chiesa, inizialmente dedicata proprio alla Madonna della Palude.

Si arriva così all’odierno duomo di Bolzano, la cui struttura gotica fu completata nel 1519 con l’innalzamento dell’attuale campanile tardo gotico che raggiunge un’altezza di 65 metri. Oggi gli spazi sono suddivisi su tre navate scandite da pilastri quadrati in cui convergono le volte a crociera. Al termine della chiesa è presente il coro con l’altare, circondato da un deambulatorio su cui si affaccia la cappella absidale.

All’interno del duomo sono presenti numerose opere d’arte e alcuni elementi storici, come il pulpito tardogotico in arenaria risalente al cinquecento con rappresentati i padri della chiesa e i simboli degli evangelisti. Altri elementi storici sono le lapidi conservate lungo la navata sinistra, tra cui quella di Wilhelm III von Henneberg-Schleusingen risalente alla fine del quattrocento. Purtoppo gli affreschi trecenteschi che una volta decoravano tutti gli interni del duomo sono invece visibili solo in parte.

Esternamente il rivestimento in marmo rosso e giallo fa parte di alcuni lavori del trecento e contrasta con il tetto verde-oro composto da numerose tegole che luccicano lucide sotto ai raggi del sole.

Su piazza duomo si trova il museo dedicato al “Tesoro del duomo”, con esposti ricchi corredi sacri di età medievale e barocca, rinvenuti nelle aree circostanti. Tra questi un ostensorio di fine quattrocento alto ben 136 centimetri, paramenti e statue d’oro, calici con pietre preziose, pergamene di Avignone del 1340, breviari cinquecenteschi, una ricca collezione di reliquie e tanto altro.

Piazza Walther ^

Il duomo di Bolzano ha l’abside orientato verso una delle più belle piazze della città: piazza Walther. Questa è considerata il salotto cittadino e al grande spazio centrale, che frequentemente ospita eventi, si accostano importanti edifici signorili con portici al pian terreno.

La piazza venne realizzata nel 1808 secondo le volontà del re Massimiliano di Baviera, di cui portò inizialmente il nome. Venne creata occupando un vigneto di proprietà del re, che fu venduto al comune di Bolzano con il vincolo che vi costruisse la piazza attuale.

Al centro di piazza Walther si erge imponente la statua di Walther von der Vogelweide, vissuto tra il XII e il XIII secolo. A lui è dedicata la piazza, ma chi era? Walther era un celebre poeta lirico, molto apprezzato in città, tanto che nel 1889 fu creata la sua statua.

Duranta la seconda guerra mondiale la piazza prese il nome di piazza Vittorio Emanuele e la statua venne momentaneamente allontanata, salvo poi tornare qui, rititolando la piazza a Walther.

In piazza Walther hanno luogo i mercatini di Natale e il suggestivo mercato dei Fiori. Ogni giorno qui si ritrovano centinaia di persone che affollano i suoi bar, i ristorantini o sono semplicemente di passaggio.

Via della Mostra ^

Palazzi storici su via della Mostra

Proseguiamo il nostro itinerario tra le cose da vedere a Bolzano passando per via della Mostra. Il suo nome è legato al fatto che anticamente qui avevano luogo le fiere cittadine e vi si mostravano i prodotti che erano troppo ingombranti per essere portati dentro al palazzo mercantile.

Il successo di via della Mostra ebbe genesi nel 1277, quando dopo aver abbattuto le mura medievali della città, le famiglie nobili decisero di costruire qui le loro case che, nel settecento, vennero interamente riviste in stile barocco e neoclassico, creando un’omogeneità di stile e una via che dà chiaramente l’idea di ricchezza già ad un primo sguardo.

Più o meno a metà di via della Mostra si apre la piccola piazza della Mostra.

Palais Campofranco ^

Palais Campofranco su via della Mostra

Tra gli edifici più importanti di via della Mostra, oltre a palazzo Pock che ha ospitato al suo interno gli imperatori Giuseppe II, Francesco I, Francesco Giuseppe e il papa Pio VI, c’è palazzo Campofranco.
Il Palais Campofranco è un importante palazzo che risale al 1760, quando venne eretto nel luogo in cui prima si trovava la residenza medievale dei banchieri fiorentini Bocchi/Botsch.

Durante l’ottocento il palais Campofranco ospitò nelle sue sale la residenza dell’arciduca Ranieri d’Austria e della sua nipote, ovvero la principessa di Campofranco.

Via degli Argentieri ^

Un’altra importante via del centro storico di Bolzano è la via degli Agentieri, tra piazza Walther e via dei Portici. Questa è stata creata in corrispondenza del vecchio muro di cinta medievale che chiudeva la città e collega ancora oggi piazza del Grano con piazza delle Erbe.

Nonostante il nome possa trarre in inganno, qui non si sono mai trovati laboratori orafi, ma all’angolo con piazza del Grano c’era la Casa d’Argento (Silberhaus), di cui non è mai stato chiarito il perché del nome.

Le case con le facciate rivolte a nord sono le più antiche di via degli Argentieri, perché corrispondono alle case dei Portici, che sono collegate tra loro grazie a diversi passaggi e, quando erano ancora esistenti le mura, si affacciavano direttamente su un piccolo fossato.

Oggi via degli Argentieri è una ricca via che richiama turisti e cittadini, grazie ai numerosi ristoranti, bar e negozi. Su di questa via è presente anche l’accesso al palazzo Mercantile, anticamente utilizzato come mercato, oggi sede dell’omonimo museo.

Via degli Argentieri a Bolzano

Residenza Troilo e Museo Eccel Kreuzer ^

Tra i numerosi palazzi che si affacciano su via degli Argentieri, merita uno sguardo particolare la residenza Troilo, caratterizzata da una torre angolare posta su di una struttura medievale poi ampliata durante il cinquecento.

Un’altra particolarità della residenza Troilo sono le sue numerose decorazioni sulle facciate, in cui si sovrappongono elementi del XV, XVI e XVII secolo, creando un edificio decisamente particolare. Inoltre è dotata di un passaggio coperto che porta direttamente alla via dei Portici.

Lungo via degli Argentieri è da notare anche il museo Eccel Kreuzer, ospitato in un piccolo edificio con una bella scalinata che conduce al pian terreno e con timide decorazioni sulla facciata. Al suo interno trova posto un museo d’arte con 1500 opere di circa 300 artisti tirolesi. Sia la casa che la collezione vennero donate alla città dal magistrato e collezionista bolzanino Josef Kreuzer nel 2017, a condizione che venisse realizzato un museo aperto al pubblico. Al pian terreno è stato ricavato lo spazio Eccel Kreuzer, dedicato a mostre temporanee.

Piazza del Grano ^

Piazza del Grano di Bolzano

Arriviamo così in piazza del Grano. Questa piazza era il cuore del centro storico medievale di Bolzano, quando la città era poco più di un borgo. Al suo interno andava in scena il mercato delle granaglie, attivo già dal 1271.
All’epoca era conosciuta come Forum Bladi e ospitava il palazzo fortificato della sede giurisdizionale del principe vescovo di Trento. Questo edificio, eretto nel XII secolo venne distrutto nel 1277 dal conte Mainardo II nel tentativo di impadronirsi della città, ma gli edifici rimasti ne testimoniano ancora l’antica presenza.

La piazza era infatti il cortile di questo palazzo, che ospitava oltre alle autorità ecclesiastiche anche quelle politiche che dominavano la città durante il medioevo.

La parte meridionale della piazza era conosciuta anche come piazza dei maiali, perché qui si vendevano gli animali da fattoria.

Casa della Pesa ^

Casa della Pesa su piazza del Grano

Oggi l’edificio più importante ospitato in piazza del Grano è la Casa della Pesa. Anche questo è piuttosto storico, infatti il suo impianto romanico risale al XIII secolo, per poi essere ristrutturato nel seicento e nel settecento. Fino al 1780 venne utilizzato come sede della pesa pubblica, da cui deriva il suo nome. Ciò è testimoniato anche dall’affresco visibile nell’arco che si affaccia sui portici.

Ancora oggi è possibile vedere una grande porzione di muratura romanica, con delle file regolari di pietre di fiume poste sul lato orientale. All’interno invece sono presenti alcuni atelier d’arte.

Piazza del Municipio ^

Piazza del Municipio di Bolzano verso via dei Portici

Da piazza del Grano raggiungiamo piazza del Municipio, che deve il suo nome alla presenza dell’edificio comunale. Da questa piazza hanno origine anche i portici che caratterizzano la via dei Portici.

La piazza è però più antica del municipio, che venne spostato qui solo ad inizio novecento. Prima era conosciuta come piazza della Trinità e, come allora, è un piccolo spazio squadrato su cui si affacciano importanti e ricchi palazzi. Oltre a quello municipale si può identificare Casa Ammon, sul lato orientale, con delle variegate decorazioni rococò in stucco o i palazzi che al pian terreno sono caratterizzati dai portici e che chiudono il lato settentrionale della piazza.

Piazza del municipio è il luogo dove ogni venerdì mattina viene allestito il mercato degli agricoltori, con specialità regionali come formaggio, pane, speck, fiori e spezie.

Municipio di Bolzano ^

Municipio di Bolzano novecentesco

L’edificio principale di piazza del municipio è il palazzo municipale di Bolzano. Questa è un’opera neobarocca degli architetti Wilhelm Kurschner e Karl Hocheder. La posizione in cui si trova dal 1907, anno di grosse revisioni urbanistiche a Bolzano, era precedentemente occupata dalla locanda Zum Anker che al suo interno inglobava anche una casa torre medievale.

Gli interni del municipio di Bolzano conservano due sale con affreschi di Gottfried Hofer e di Alber Stolz: la Sala del Consiglio e la Taverna Municipale. La sala del consiglio è quella più prestigiosa e nei dipinti si possono rivivere il progresso, l’energia, il benessere, il lavoro e la cultura con elementi di inizio novecento.

Via dei Portici ^

Da piazza del Municipio imbocchiamo via dei Portici, che ci porterà fino a piazza delle Erbe. Questa è una delle vie più conosciute e più belle di tutta Bolzano e, come è facile evincere, è caratterizzata da lunghi porticati al pian terreno.

Via dei Portici fa parte del nucleo più storico della città di Bolzano quando venne costruita negli ultimi anni del XII secolo. La sua costruzione fu ben ponderata e infatti i suoi 300 metri si muovono da oriente ad occidente, per ripararla dai venti gelidi che arrivano da nord. Proprio il lato settentrionale della via ha le case che anticamente confinavano con la cinta muraria medievale, distrutta nel 1277, ed erano tutte dotate di una fontanella con acqua potabile. Queste erano originariamente di un solo piano in muratura, mentre il primo piano era eretto grazie a travi in legno che diede però il via a svariati incendi, per cui venne nella totalità dei casi ricostruito in muratura.

Via dei Portici ospitava il mercato della città e per questo motivo vennero creati i porticati nei quali i mercanti potevano esporre le loro merci al riparo, utilizzando le case come abitazioni e botteghe. Per dare la possibilità a più commercianti possibili di affacciarsi su questa via, le case erano tipicamente larghe 4 metri e si sviluppavano in profondità, raggiungendo anche i 50 metri suddivisi da tre cortili che danno luce alle stanze interne. Tra una e l’altra casa correvano delle piccole intercapedini di appena trenta centimetri. Tale struttura è ben visibile nel passaggio di Casa Troilo, che conduce fino ai pressi del Duomo passando per via degli Argentieri.

Anticamente via dei Portici era dotata di due porte alle estremità (Ober e Niedertor), dove oggi si trovano la piazza delle Erbe e la piazza del Municipio.

Oggi lungo questa via si alternano i ricchi palazzi colorati, spesso caratterizzati da erker e decorazioni a stucco. Al pian terreno si susseguono velocemente negozi, ristorantini e bar che richiamano centinaia di persone ogni giorno.

Antico Municipio di Bolzano ^

Da via dei Portici si può vedere anche una facciata dell’antico municipio di Bolzano, al civico 30. Questa è stata la sede dell’amministrazione comunale dal 1455 al 1907, quando è stata trasferita nel nuovo palazzo ed è facilmente riconoscibile per via dell’arcata gotica e del portale sormontato da uno scudo in pietra che riporta lo stemma della città.

Durante i secoli l’antico municipio di Bolzano è stato rivisto più volte, e ciò è dimostrato da un’alternzanza di elementi gotici e barocchi. Ad esempio, nonostante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, nell’ala rivolta verso i portici che oggi ospita l’archivio storico, è ancora possibile vedere il portico con decorazioni tardogotiche di Waider. Accedendo all’antico municipio si giunge al cortile interno, dotato di un loggiato della fine del quattrocento, mentre l’ala rivolta verso via Streiter ospita ancora oggi le sale storiche del Consiglio Cittadino che vennero affrescate da Muller nel 1597 ed un salone con un suggestivo soffitto in legno riccamente decorato, noto come Sala della Dieta tirolese.

Piazza delle Erbe di Bolzano ^

Percorrendo tutta via dei Portici giungiamo così a un’altra famosa destinazione di Bolzano, ovvero piazza delle Erbe. Qui viene ospitato il mercato permanente della città, che va in scena già dal 1295. Tutti i giorni, ad esclusione dei festivi e dei sabato pomeriggio, si trovano bancarelle con frutta, verdure e altri prodotti tipici.

Piazza delle Erbe è continuamente popolata da un intenso traffico pedonale di cittadini e turisti che passano a curiosare o che transitano da qui per continuare la loro passeggiata verso il centro storico.

L’origine di piazza delle Erbe va ricondotta al 1277, quando il conte Mainardo II fece abbattere le mura medievali e le porte cittadine e ricoprendo il fossato che proteggeva la città diede vita a questa piazza lunga e stretta. Tra i tanti palazzi storici  che qui si affacciano si trova anche un palazzo neogotico all’angolo con via Museo, a cui è apposta una targa che ricorda che qui si trovava l’albergo “Al Sole“, famoso perchè ospitò diverse personalità durante gli ultimi anni del settecento: Goethe, Mozart e l’imperatore Giuseppe II sono alcune di queste.

Fontana del Nettuno ^

Fontana del Nettuno in piazza delle Erbe

Davanti alla facciata di un palazzo accanto all’imbocco di via dei Portici, piazza delle Erbe mette in mostra la fontana del Nettuno. I bolzanini la chiamano amichevolmente “oste con la forchetta“, per via del tridente che la statua del Nettuno stringe nella mano destra.

Quando venne costruita, nel 1777, rappresentava un modo per risolvere i problemi igienici e di approvvigionamento idrico per la popolazione più povera. Al suo posto si trovava prima la gogna pubblica per i contadini.

Nella statua della fontana del Nettuno, il protagonista si trova sopra a tre delfini che, sotto a un piedistallo, hanno tre grandi coppe a conchiglia. La sua forma le ha anche reso il primato di essere annoverata tra le cento fontane più belle d’Italia.

Museo Archeologico dell’Alto Adige ^

Museo Archeologico dell'Alto Adige vista esterna

Procedendo poi verso l’esterno del centro storico, in direzione del torrente Talvera, si incrocia il grande museo archeologico dell’Alto Adige. In questo territorio sono infatti stati trovati numerosissimi reperti, spesso conservati dal ghiaccio, come nel caso di Ötzi, il corpo di un uomo ritrovato nel ghiaccio nel 1991 e vecchio di 5000 anni. Questa è senza dubbio l’attrazione principale del museo, che racconta la sua storia, ipotizza come doveva essere la sua vita, ne descrive il profilo medico e antropologico, oltre che gli attrezzi che utilizzava e quant’altro ritrovato intorno a lui.

Il museo archeologico dell’Alto Adige si sviluppa su ben tre piani, l’ultimo dei quali è dedicato a mostre temporanee, sempre su temi archeologici.

Monumento alla Vittoria ^

Usciti dal museo e attraversato il ponte sul torrente Talvera si nota chiaramente il monumento alla Vittoria, che occupa il centro di una grande rotatoria. La sua origine è collegata alla data del 3 novembre 1918, quando le truppe italiane occuparono l’Alto Adige e lo sottrarranno così all’impero austriaco.
Mussolini per celebrare questo evento richiese la costruzione di un enorme arco di trionfo in linea con lo stile fascista, dotato di fasci littori sulle colonne e sui pilastri e di una scritta molto provocatoria. Anche il suo posizionamento al posto del monumento dedicato ai Kaiserjager caduti in guerra (nome di alcuni reggimenti di fanteria dell’impero austriaco), rendono la sua costruzione una grossa provocazione.

Questa grande struttura celebra quindi la vittoria dell’Italia sull’Austria durante la prima guerra mondiale. Venne costruito tra il 1926 e il 1928 e dà il nome anche alla piazza su cui si trova, ovvero piazza della Vittoria.

Monumento alla Vittoria di Bolzano

Durante i decenni il monumento causò molti imbarazzi e diverse discussioni, anche per via della minoranza tedesca ancora presente in città, e fu accusato di essere un reale simbolo fascista e che pertanto doveva essere eliminato. In realtà il monumento alla Vittoria rimane ancora al suo posto e, anzi, nel 2014 è stato istituito un percorso espositivo permamente dal titolo “BZ ’18-’45: un monumento, una città, due dittature“. Il percorso si snoda su 700 mq attraverso 13 locali che raccontano i significati ideologici del monumento e le vicende che hanno caratterizzato la storia di Bolzano tra il 1918 e il 1945, collegate alla dittatura fascista e nazionalsocialista.

Castel Mareccio ^

Dal monumento alla Vittoria attraversiamo nuovamente il ponte e prendiamo a sinistra. Con una breve passeggiata lungo il fiume arriviamo fino a Castel Mareccio, che vediamo prima dall’alto e poi raggiungiamo a piedi. Questo castello ha una storia antica, un suo primo nucleo venne costruito nel XIII secolo, periodo a cui risale il palazzo signorile e il mastio merlato. In quel periodo ospitava gli amministratori della giustizia della città di Bolzano, poi passò alle famiglia Reifere, ai Mezner e nel 1477 ai Romer che lo restaurarono trasformandolo in quello che possiamo vedere oggi: una residenza fortificata con quattro torri agli angoli. Pare che in quel tempo fosse stato aggiunto anche un fossato d’acqua intorno al castello per proteggerlo ulteriormente.

Durante questa revisione vennero aggiunte numerose decorazioni tardorinascimentale con motivi classici, mitologici e temi biblici, arricchiti da fregi fitomorfi e grottesche. Non mancano anche le rappresentazioni di alcune personalità dell’epoca e di stemmi araldici.

Il castello continuò però a passare di proprietari, e nel XVI secolo venne nuovamente restaurato dalla famiglia Hendl. Nel 1657 fu annesso all’abbazia di Stams per poi diventare proprietà dell’arcivescovo di Salisburgo Guidobaldo conte Thun appena un anno più tardi. In questo periodo il castello subì una lenta decadenza, acuita dall’inondazione che lo colpì nel 1758. Poco venne fatto, se non quando nel 1851 passò alla contessa Anna Sarnthein che lo affittò all’erario trasformandolo in un deposito di armi e magazzini. Nonostante nel 1919 divenne sede dell’archivio di stato, la sua restaurazione cominciò solo nel 1930 per poi concludersi negli anni settanta.

Oggi castel Mareccio viene gestito direttamente dalla città di Bolzano che ne ha fatto un centro convegni e la sede per mostre di arte. Il contesto in cui si trova regala un piacevolissimo spettacolo: la vecchia struttura emerge infatti dai campi coltivati e, sullo sfondo, si estende il crinale della montagna. Le torri cilindriche angolari circondano il mastio e il palazzo più antico del castello che ha al suo interno un cortile coperto, utilizzato anche questo per gli eventi.

Parco Petrarca ^

Lasciato il castello torniamo sui nostri passi passeggiando piacevolmente lungo il parco Petrarca. Questa è una grande area verde della città di Bolzano che si sviluppa lungo il torrente Talvera. Da una parte gli alberi con le panchine permettono di vivere il parco anche durante le giornate più soleggiate, mentre avvicinandosi al fiume, il prato scende fin verso l’acqua in uno spazio verde totalmente aperto. Qui le persone si stendono a prendere il sole e i ragazzi si ritrovano per giocare a palla.

Lungo il parco Petrarca è presente anche un’area attrezzata come skate park, utilizzata come ulteriore punto di ritrovo dai ragazzi di Bolzano. Nel parco non mancano anche i giochi per i bambini più piccoli, come scivoli ed altalene.

Chiesa del Sacro Cuore ^

Facciata della chiesa del Sacro Cuore

Tornando verso il centro ci imbattiamo nella successiva tappa tra le cose da vedere a Bolzano. Siamo alla Chiesa del Sacro Cuore. Si tratta di una chiesa neoromanica a tre navate, costruita insieme al convento adiacente.

Venne eretta a fine ottocento in occasione del centenario del voto dei Tirolesi al Sacro Cuore per l’adorazione del santissimo sacramento. Esternamente è ancora possibile vedere un mosaico del 1910 sulla facciata, mentre gli interni presentano affreschi e arredi della fine del XIX secolo.

Dall’esterno si può apprezzare la simmetria della facciata, nella quale le due torri laterali, della medesima altezza, presentano gli stessi elementi architettonici: un ingresso al pian terreno, delle fessure lungo le loro altezze che, in successione, sono monofore, bifore e trifore. Sulla torre sinistra è presente anche un grande orologio e, alla stessa altezza, è posizionata una serie di archi che collega tra loro le due torri. Negli archi sono raffigurati alcuni santi. Al di sotto degli archi si apre un enorme rosone che regala luce naturale agli interni della chiesa del Sacro Cuore.

Convento dei Francescani ^

Con pochi passi si giunge al convento dei Francescani di Bolzano. Questo convento sorse sul terreno del vescovo di Bressanone, attorno all’antica cappella dei Sant’Ingenuino. Venne costruito a partire dal 1237, ma nel 1291 rimase vittima di un incendio che portò a una ricostruzione della chiesa in stile gotico. Anche nei secoli successivi continuarono i lavori e le revisioni, tanto che il coro e il campanile rilsagono al trecento, mentre il soffitto a volte è di metà quattrocento. L’altare a portelle è invece del cinquecento ed è noto come altare della natività ed è caratterizzato da scene che descrivono la nascita di Gesù.

Anche la chiesa dei francescani è stata colpita dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che hanno in parte distrutto la struttura e cancellato i suoi affreschi. Così si spiegano gli alti muri bianchi che donano tanta luminosità agli interni. Tra gli affreschi salvati ce n’è uno decisamente particolare che rappresenta un’università racchiusa all’interno di una chiesa. Guardando in fondo alla navata centrale, oltre all’altare, si possono vedere le altissime vetrate decorate e decisamente variopinte.

Adiacente alla chiesa, sempre all’interno del convento dei francescani, si trova il chiostro trecentesco con affreschi giotteschi e tele del settecento. Il chiostro è caratterizzato da arcate trilobate. Nella cappella di Sant’Eraldo sono invece visibili degli affreschi protogotici del trecento. Questa cappella è inoltre famosa perché secondo la leggenda venne visitata da un giovane San Francesco.

Palais Toggenburg ^

Facciata del Palais Toggenburg

Decisamente particolare è anche il Palais Toggenburg. Da fuori può sembrare un po’ decadente, per via delle sue persiane verdi un po’ malmesse, ma in realtà si tratta di un palazzo decisamente particolare che ebbe origine nel medioevo. Durante i secoli venne più volte rivisto, fino ad assumere l’attuale aspetto rinascimentale.

Tra le sue mura si nasconde anche un suggestivo parco barocco, con una fontana e statue settecentesche, oltre che diverse piante secolari. Al suo interno si conservano alcune sale storiche, come il salone delle feste a pianta ellittica e a doppia altezza con una galleria e importanti stucchi. Oltre a ciò, nel palais Toggenburg si trova un vasto patrimonio libraio con libri risalenti al XVI e XVII secolo.

Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige ^

Facciata del museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige

Il museo di scienze naturali dell’Alto Adige è ospitato all’interno del Palazzo di Massimiliano, costruito ad inizio cinquecento da Massimiliano I d’Asburgo in stile tardo gotico. Inizialmente ospitava al suo interno la sede dell’amministrazione territoriale tirolese e nei secoli ospitò diversi uffici pubblici di amministrazione finanziaria austriaca e successivamente italiana, tra cui l’ufficio pesi e misure e quello delle imposte. Dal 1991 vi si trova invece il museo di scienze naturali dell’Alto Adige.

Il museo di scienze naturali dell’Alto Adige si sviluppa su due piani ed è un focus sulla geologia e sulla natura dei luoghi altoatesini. Qui si possono vedere molte installazioni multimediali e anche un acquario di novemila litri che riproduce la barriera corallina e rappresenta il più grande acquario dell’intero arco alpino. Al piano terra vengono invece allestite mostre temporanee, che decretano effettivamente il successo del museo stesso.

Ristorante Cavallino Bianco ^

A pochissima distanza dal museo è invece presente il ristorante Cavallino Bianco. Questo non passa certamente inosservato, perché la sua intera e lunga facciata è decorata da affreschi suggestivi, dal primo piano in su. Qui elementi naturali e religiosi si mischiano a scene di vita quotidiana e di festa. Questi affreschi sono opera di Albert Stolz, vissuto tra l’ottocento e il novecento e formatosi all’accademia di belle arti di Vienna.

Il ristorante Cavallino Bianco è anche la trattoria tradizionale più antica di tutta Bolzano e serve ogni giorno piatti tipici tirolesi.

Via dei Bottai ^

Via dei Bottai di Bolzano - Antico ingresso in città

Il ristorante Cavallino Bianco si trova su via dei Bottai, un’altra bella via del centro storico di Bolzano. Anche qui i palazzi signorili si alternano velocemente tra strette facciate color pastello.

Questa via venne creata in epoca medievale dalla corporazione dei bottai, che rappresentavano una delle più potenti in città, essendo legata al fiorente commercio del vino. Ancora oggi sono frequenti le insegne in ferro battuto e le locande che accolgono quotidianamente decine di turisti.

Via dei Bottai rappresentava in molti casi anche la strada di ingresso per Bolzano e ciò motiva la presenza di alberghi e ristoranti storici, che accoglievano i turisti e i mercanti. Non a caso, per accogliere il grande numero di persone che vi transitavano, ha una larghezza molto ampia per gli standard medievali.

Via Dr. Joseph Streiter ^

Via Dr. Joseph Streiter corre invece parallela alla via dei Portici e, anticamente, qui si trovava il fossato settentrionale che proteggeva il cuore del centro storico di Bolzano. La costruzione delle case che vi si affacciano sul lato settentrionale cominciò quindi successivamente al 1277, quando Mainardo II assediò la città e fece radere al suolo le mura e le torri di difesa. Gli edifici sul lato sud, invece, sono il retro di quelli che si affacciano su via dei Portici e, come nel caso del vecchio municipio cittadino, hanno dei passaggi che collegano le due vie.

Della struttura medievale rimane in testimonianza anche l’arco a sesto acuto che attraversa via Dr Joseph Streiter più o meno all’altezza del vecchio municipio.

Per svariati secoli venne conosciuta come via Carrettai, perché da qui passavano i carri che rifornivano i commercianti di via dei Portici, ma a inizio novecento venne dedicata al Dr Joseph Steiter, poeta e sindaco della città durante l’ottocento.

Via dr Joseph Streiter e arco a sesto acuto

Fondazione Museion ^

Facciata della Fondazione Museion - Palazzo in vetro

Lasciato il cuore del centro storico di Bolzano raggiungiamo un altro luogo della cultura cittadino: la fondazione Museion. Questo è il museo di arte moderna e contemporanea della città e venne fondato nel 1985 da parte di un’associazione privata sostenuta dalla provincia. Nel 2006 è stata istituita la fondazione che ancora oggi gestisce il museo e promuove l’arte contemporanea con mostre di artisti che hanno lavorato a partire dagli anni cinquanta dello scorso secolo.

Nel 2008 è stata poi inaugurata l’attuale sede, in un suggestivo palazzo in vetro e acciaio progettato dagli architetti dello studio KSV di Berlino. Si tratta di un palazzo a forma cubica che mostra un’apertura verso l’esterno, che connette la parte storica della città con quella più moderna, anche grazie a un doppio ponte curvo che attraversa il torrente Talvera. All’interno gli spazi sono fluidi e non suddivisi rigidamente. Qui è possibile trovare la biblioteca, un’aula didattica, la sala conferenze, un book shop e, ovviamente, lo spazio espositivo.

Tribunale di Bolzano ^

Palazzo di Giustizia - Tribunale di Bolzano

Il palazzo di giustizia di Bolzano è un lungo palazzo sito su piazza del Tribunale. La sua erezione avvenne tra il 1939 e il 1956 ed ha una forma concava. Con chiari elementi in stile razionalista, la sua struttura è decisamente imponente.

Le alte colonne centrali sono posizionate sopra una lunga scalinata e sorreggono il tetto del palazzo. Le porte e le finestre che si aprono nelle facciate chiare e marmoree hanno anch’esse uno stile piuttosto squadrato. Ai lati della scalinata si ergono poi due basse colonne che riportano le effigi di noti giuristi. Anche sulle finestre più esterne del palazzo del tribunale sono riportati alcuni bassorilievi con temi e icone che riconducono all’amministrazione della giustizia.

Casa del Fascio di Bolzano ^

La casa del Fascio di Bolzano si trova proprio davanti al tribunale. Conosciuta anche come Casa Littoria venne costruita tra il 1939 e il 1942 in stile razionalista. Inizialmente ospitava al suo interno la sede del partito nazionale fascista e le varie organizzazioni collegate al fascismo. Dopo la seconda guerra mondiale i suoi spazi vennero occupati da svariati uffici finanziari, che si trovano ancora al suo interno.

Il palazzo ha una forma convessa che dialoga con quella concava della casa del tribunale. Conserva lungo la sua facciata il frontone con un grande bassorilievo di Hans Piffrader con al centro il duce a cavallo mentre fa un saluto romano e una serie di altri personaggi che raccontano il “trionfo del fascismo”. I 57 pannelli che compongono il bassorilievo hanno una lunghezza totale di ben 36 metri, che lo rendono l’opera di questo genere più imponente eseguita durante il fascismo e ancora esposta in pubblico.

Nel 2017, al fine di dare un mero valore storico a questo grande bassorilievo, l’amministrazione provinciale ha aggiunto all’edificio una scritta illuminata e filosofica che recita, in tre lingue, “Nessuno ha il diritto di obbedire“, che si contrappone alla dicitura fascista riportata sul bassorilievo “Credere, obbedire, combattere“.

Abbazia di Muri Gries e Parrocchia di Sant’Agostino ^

Navata interna della chiesa di Sant'Agostino - Bolzano

L’itinerario tra le cose da vedere a Bolzano in un giorno continua spostandoci a Gries, un quartiere più defilato dal centro storico ma che nasconde alcuni piccoli tesori. In circa dieci minuti di camminata arrivatiamo al primo di questi: l’abbazia benedettina di Muri Gries.

L’abbazia benedettina di Muri Gries era originariamente il castello più importante di tutta la zona di Bolzano. Costruito agli inizi del XII secolo, apparteneva ai conti Morit-Greifenstein per poi passare ai Tirolo, agli Asburgo e infine ai canonici agostiniani di Santa Maria in Augia nel 1406.
Ancora oggi, visitando l’abbazia di Muri Gries, si possono riconoscere alcuni elementi della struttura originaria, come il mastio oggi impiegato come campanile, la cinta poligonale, il palazzo principale e la cappella a due piani. Nel 1841, dopo essere passato nelle proprietà dell’imperatore, venne donato ai benedettini di Muri-Sarnen (località Svizzera).

Sul cortile si affaccia anche una vecchia chiesetta e una cappella che sono oggi la sede della cantina Muri-Gries che vende vini molto apprezzati.

La chiesa di Sant’Agostino presenta invece una facciata monumentale che risale al 1770 circa ed è decorata internamente con affreschi e pale d’altare di Martin Knoller, risalenti alla fine del settecento. Tra questi, nella volta, c’è il grande affresco con Gesù circondato da figure radianti e Sant’Agostino che lancia fulmini contro i dannati che cadono nelle ombre. Dall’esterno la sua forma è decisamente imponente e il suo stile barocco classicheggiante è ben riconoscibile grazie ad alte e massicce colonne, un gioco di frontoni e pinnacoli che si alzano verso il cielo.

Vecchia chiesa parrocchiale di Gries ^

In pochi passi raggiungiamo anche la vecchia chiesa parrocchiale di Gries. Questa era esistente già nel IX secolo e apparteneva alla chiesa vescovile di Frisinga. Non rimane molto di questo primo edificio e delle successive modifiche trecentesche. Per lo più infatti prevale lo stile gotico, come nel coro poligonale del 1410 e nelle volte a stella costruite dopo l’incendio del 1452.

Sul lato meridionale del coro nella vecchia chiesa parrocchiale di Gries si apre la cappella di Sant’Erasmo, aggiunta alla struttura nel 1519. Qui sono presenti un crocifisso in legno degli inizi del XIII secolo e un altare, sempre in legno, intagliato da Michael Pacher nel 1475 circa con rappresentata l’incoronazione della Vergine.

Intorno alla vecchia chiesa parrocchiale di Gries c’è il cimitero storico, tra le cui lapidi spicca la croce in ferro battuto della famiglia von Aufschnaiter risalente al 1740.

Vecchia chiesa parrocchiare di Gries e antico cimitero
Vecchia chiesa parrocchiale di Gries

Piazza Silvius Magnano e Palazzo del Consiglio Provinciale di Bolzano ^

Piazza Silvius Magnano e Palazzo del Consiglio Provinciale di Bolzano

Tornati nel centro storico di Bolzano e dove aver nuovamente percorso le sue vie più centrali, torniamo verso l’automobile parcheggiata in stazione. Per farlo passiamo anche per piazza Silvius Magnano, un piccolo spazio al fianco dei grandi giardini che conducono alla stazione. 

In una riqualificazione degli ultimi anni piazza Silvius Magnano è stata dotata di installazioni in pietra naturale locale. Tra queste ci sono tre totem di pietra proveniente dalle tre aree geologiche della provincia di Bolzano, ovvero sudalpina, austroalpina e pennidica. A completamento della piazza è presente anche la fontana di Re Laurino.

Il lato corto di piazza Silvius Magnano è chiuso dal palazzo del Consiglio Provinciale di Bolzano, di un colore verdino e dalle forme piuttosto regolari su cui si aprono cinque arcate al pian terreno davanti a una breve scalinata. Scopo del consiglio della provincia è quello di esercitare la funzione legislativa e di controllare la giunta provinciale.

Castel Rafenstein ^

Castel Rafenstein sopra al torrente Talvera

Si è ormai conclusa la visita tra le cose da vedere a Bolzano in un giorno. Non ci sarà grande tempo per fare altro, ma se vi fermate in città per più giorni o se vi avanza tempo potete pensare di raggiungere Castel Rafenstein. Questo castello veglia sulla città e può essere visto da diversi punti del centro storico.

Castel Rafenstein, conosciuto anche come Castel Sarentino, si trova a nord ovest della città ed è facilmente riconoscibile per la sua forma malmessa. Dotato di una torre angolare e di un perimetro più basso con merletti, può essere raggiunto a piedi percorrendo un breve tratto in salita con una pendenza di ben il 33%. I suoi interni non sono stati visitabili per via delle loro condizioni instabili per parecchi anni e sono stati recentemente riaperti dopo una lunga ristrutturazione. Al suo fianco è stato aperto anche un ristorante e da qui si può godere anche di un punto di vista panoramico sulla città.

Il castello è stato piuttosto importante in epoca medievale, per la sua posizione strategica sulla via commerciale che collegava San Genesio a Bolzano. Infatti proprio nel XIII secolo venne costruito insieme alle sue mura di cinta e un secolo più tardi venne anche ampliato. Nel XVI secolo venne fortificato e aggiunto il bastione circolare che permetteva una maggiore difesa militare. Solo agli inizi dell’ottocento venne abbandonato e ciò causò una lenta rovina del Castel Rafenstein.

Mappa dell’itinerario di Bolzano ^

Ecco la mappa con segnalato l’itinerario di tutte le cose da vedere a Bolzano.

Cosa vedere a Bolzano se piove ^

Nonostante durante la stagione estiva Bolzano registri sempre temperature record, è possibile beccare qualche giorno di pioggia in estate o durante le altre stagioni. Non bisogna però disperare, perché la città offre tante cose da fare anche nelle giornate di pioggia.

Oltre a passeggiare per il suo centro storico con un ombrello, se la pioggia è intermittente o non troppo battente, potete visitare alcune sue belle attrazioni cittadine:

  • via dei Portici e i suoi negozi, che per via della sua conformazione vi permette di stare al riparo;
  • il museo archeologico dell’Alto Adige, che affascina grandi e bambini con la presenza di Ötzi;
  • il duomo cittadino, con le sue ricche decorazioni interne;
  • il museo di scienze naturali dell’Alto Adige, con il suo grande acquario con la barriera corallina;
  • le mostre di arte contemporanea alla fondazione Museion;
  • l’abbazia di Muri Gries, dove fermarsi a comprare anche qualche vino;
  • la chiesa dei Domenicani, con i suoi antichi affreschi trecenteschi.

Cosa vedere nei dintorni di Bolzano ^

Di certo se decidete di passare qualche giorno a Bolzano avrete l’imbarazzo delle cose da fare. Dopo aver visitato il centro storico e i suoi musei potete dedicarvi anche ai dintorni della città: sono tante le cose da vedere in questa zona dell’Alto Adige e molte sono a breve distanza.

Eccone alcune:

A seconda di ciò che più vi piace potrete senza dubbio trovare tante altre affascinanti destinazioni, che siano città, itinerari nella natura o luoghi in cui praticare sport.

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Bolzano in Un Giorno - Cosa VedereItinerario di un giorno alla scoperta di Bolzano. Guarda le fotografie e scopri la mappa con descrizione di tutte le attrazioni cittadine.https://www.lorenzotaccioli.it/bolzano-in-un-giorno-cosa-vedere/
Lorenzo Taccioli