Calamita Cosmica di Gino de Dominicis

Calamita Cosmica - CIAC di Foligno

Mi sono imbattuto in Calamita Cosmica, la grande opera di Gino de Dominicis, un po’ per caso. Stavo organizzando la visita a Foligno, informandomi su cosa vedere in città e mi sono trovato delle immagini del grandissimo scheletro ospitato nella Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata.

La visita a Calamita Cosmica rientra nel percorso museale abbinato al CIAC, il Centro Italiano di Arte Contemporanea di Foligno che ha sede in un altro palazzo nella parte opposta del centro storico.

Chi è Gino de Dominicis ^

La mostra di Calamita Cosmica si apre con un lungo video che presenta l’artista e le sue provocazioni. L’artista nacque nella Marche, ad Ancona, nel 1947 dove si diplomò all’istituto d’arte, e morì a Roma nel 1998, dove si era trasferito circa trent’anni prima. Nonostante le prime mostre fossero state organizzate ad Ancona, già nel 1967, è a Roma che esplose e si rese subito riconoscibile: spostò l’espressione artistica dai musei e dalle gallerie d’arte ai luoghi pubblici, come strade e piazze. Nel suo DNA ci fu fin da subito la provocazione, come quando ancora molto giovane, lanciò delle giganti pillole anticoncezionali in piazza San Pietro.

La sua produzione artistica può essere divisa in due: la prima parte, fino alla fine degli anni settanta, in cui lavora con installazioni, sculture e performance. In questa fase si concentra sulla teoria dell’immortalità del corpo e sulla teoria Seconda soluzione d’immortalità (L’universo è immobile) . Nella prima sostiene che tutto ciò che esiste in realtà non esiste davvero, in quanto mortale. La presenza è solo uno sperimento della natura che verifica tutte le sue possibilità produttive. Nella sua teoria l’uomo è quindi identificato con il nulla, ma si appella alla scienza e alla tecnologia che possono portarlo ad essere immortale. Questa teoria è ovviamente accompagnata da alcune opere, molto provocatorie, dell’artista, tra cui si ricorda Zodiaco del 1970 in cui vengono rappresentanti i simboli dei segni zodiacali esponendo persone e animali vivi ad eccezione di due pesci morti distesi sul pavimento.

La seconda teoria, Seconda soluzione d’immortalità (L’universo è immobile) è del 1972, anno in cui viene presentata alla Biennale di Venezia. Questa è materializzata attraverso un’installazione che ha fatto largamente discutere e diviso l’opinione pubblica: un giovane ragazzo, affetto dalla sindrome di Down, è la sua opera. Il ragazzo, Paolo Rosa, viene messo seduto in un angolo mentre osserva altri tre lavori di Gino de Dominicis già esposti in precedenti occasioni. Questa teoria è antitetica rispetto alla precedente e sostiene che sia l’universo ad essere immobile e che le persone sono immortali anche quando sembrano essere morte. L’inserimento di una persona con sindrome di Down fu fondamentale per l’opera, in quanto secondo alcune teorie, la percezione dello scorrere del tempo da parte delle persone che soffrono di questa patologia è differente.

Nel frattempo le provocazioni di Gino de Dominicis continuano abbondanti, due esempi sono il party organizzato per festeggiare il superamento del secondo principio della termodinamica o l’apertura di una mostra il cui accesso è riservato ai soli animali.

Successivamente, dall’inizio degli anni ottanta e fino alla sua morte avvenuta a soli 51 anni, ha invece un ritorno alla pittura alla quale si dedica quasi in maniera esclusiva, attraverso le tempere e la matita, e raramente l’impiego di olio e smalto su tela. Nonostante ciò l’opera Calamita Cosmica vede la luce solo nel 1990, esposta in una sua mostra antologica a Grenoble.

Nella sua vita artistica ha abbracciato diversi medium artistici, dalla pittura all’architettura passando per la scultura e avvicinandosi anche alla filosofia. Nonostante sia stato un protagonista del secondo dopoguerra, non si è mai voluto accostare alle correnti artistiche che hanno caratterizzato questi anni, come le neoavanguardie, l’arte povera, la transavanguardia o le arti concettuali. Gino de Dominicis è stato un grandissimo provocatore, che ha più volte aspramente criticato i circuiti artistici nei quali, inevitabilmente, si trovava a lavorare.
Per questi motivi poco è documentato sulle sue apparizioni pubbliche, che venivano centellinate per non ‘immischiarsi’ nel mondo dell’arte contemporanea. Anche sulle sue opere la documentazione è scarseggiante: Gino de Dominicis non credeva infatti nel valore documentario della fotografia e a più riprese ha osteggiato la pubblicazione di cataloghi riguardanti le sue mostre e la sua vita.

Anche la morte di de Dominicis è avvolta nel mistero: pare infatti che, nonostante amasse circondarsi di persone, tornò a casa e cacciò via tutti per rimanere solo. In quei momenti distrusse il suo intero archivio e si vestì di tutto punto con lo smoking prima di mettersi a letto dove, il mattino seguente, venne rinvenuto morto.

L’Opera Calamita Cosmica ^

Appena entrati nel corpo centrale della ex chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, non possiamo che rimanere impressionanti dalle dimensioni generose di Calamita Cosmica.

Calamita Cosmica è annoverata tra le più importanti testimonianze della scultura italiana del novecento e la sua storia è affascinante: venne creata in gran segreto da Gino de Dominicis nel 1988 e venne esposta per la prima volta solo due anni dopo.

L’opera Calamita Cosmica è la scultura di un gigantesco scheletro umano disteso su se stesso, che occupa una lunghezza di circa 24 metri e una larghezza di nove. La sua altezza è invece di quattro metri circa ed è raggiunta anche grazie al lungo naso aquilino che caratterizza la fisionomia del teschio. Proprio il lungo naso a forma di uccello è uno degli elementi distintivi delle opere di Gino de Dominicis. Le dimensioni dell’opera unite al suo naso deformato, rientrano nella poetica dell’autore, il quale intende provocare un senso di inferiorità e piccolezza dell’essere umano di fronte a qualcosa di palesemente sovraumano e di conseguenza inaccessibile. Un semplice scheletro viene infatti trasformato in un mostro dalle dimensioni monumentali.

Girando intorno al lungo scheletro bianco si noterà un unico elemento di colore differente: la lunga asta dorata che parte dalla falange del dito centrale della mano destra e che sale verso la cupola della chiesa. Proprio questo elemento rappresenta la Calamita Cosmica, una sorta di magnete indirizzato verso l’universo e che collega la terra al cielo. Il focus dell’opera sta proprio in questa asta, che descrive un legame tra l’uomo e la realtà che lo circonda, nel quale l’asta funge da campo magnetico che ingloba lo scheletro stesso, il quale ne è nel medesimo tempo creatore e fruitore.

Calamita Cosmica ha fatto il giro di diversi musei (e spazi aperti) sia in Italia che in Europa, come alla mole vanvitelliana di Ancona, a Bruxelles, al MAXXI di Roma, alla reggia di Versailles vicino a Parigi, alla reggia di Capodimonte a Napoli e in piazza Duomo a Milano e dal 2011 è esposta in maniera permanente proprio qui a Foligno, nella chiesa dell’Annunziata.

Il teschio e il becco ad uccello di Calamita Cosmica di Gino de Dominicis

La scultura venne realizzata interamente da Gino de Dominicis, utilizzando vetroresina, ferro e polistirolo. Nonostante la sua ipotizzabile fragilità, ai visitatori della mostra permanente è concesso di girare intorno all’opera senza alcuna protezione, confidando nel buon senso degli spettatori.

La visita a Calamita Cosmica è resa particolarmente interessante dalla possibilità di vedere l’opera su diversi livelli: la conformazione della chiesa permette infatti di girarci intorno, ma anche di avere una vista rialzata su tutto lo scheletro di Gino de Dominicis grazie al primo piano accessibile ai visitatori.

La Location: Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata di Foligno ^

La chiesa della Santissima Trinità in Annunziata di Foligno venne disegnata dall’architetto Carlo Murena nella seconda metà del XVIII secolo e fu consacrata nel 1765. La chiesa in stile neoclassico prese il posto di un precedente edificio di culto, la chiesa di Santa Cecilia, e venne messa in utilizzo ancora prima di essere terminata.

Facciata della Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata di Foligno

La facciata della chiesa testimonia proprio il mancato termine dei lavori. Il progetto prevedeva infatti una massiccia decorazione in stucco scelta dalle monache clarisse del convento dell’Annunziata annesso alla chiesa. I pochi fondi a disposizione spinsero le monache a non attendere il termine dei lavori e ad entrare in possesso della chiesa, rimandando a tempi migliori il completamento dei lavori, tempi che non arrivarono mai.

Nel 1860 la chiesa della Santissima Trinità in Annunziata rimase orfana di un ordine religioso che la amministrasse e così venne impiegata come sede militare, panificio, granaio, magazzino, caserma e autorimessa per le macchine della Polizia di Stato. Ciò non fece altro che ammalorare la struttura che, durante i decenni, riportò seri danni. Questi danni sono testimoniati dal fatto che, ad oggi, si sono conservate solo le mura esterne della chiesa, mentre tutti gli interni sono stati rivisti e ristrutturati da parte della Regione Umbria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno che ne hanno creato una sala espositiva.

Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata di Foligno - Interni a navata unica

L’ex chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, insieme al Centro Italiano Arte Contemporanea di via del Campanile, compone un importante polo museale della città di Foligno.

Calamita Cosmica Biglietti e Costo ^

Per poter vedere l’opera Calamita Cosmica di Gino de Dominicis è necessario acquistare il biglietto di ingresso direttamente presso l’Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata o, alternativamente, alla cassa del CIAC. Il suo costo è di 6 euro per il biglietto interno e di 3 euro per il biglietto ridotto, e permette di vedere sia il gigante scheletro di Calamita Cosmica, preceduto da un esauriente video sull’artista, sia le opere della collezione permanente e temporanea ospitate nel museo del CIAC a qualche minuto a piedi di distanza da qui.

Prima di partire per Foligno è bene controllare gli orari di apertura della mostra aggiornati. Al momento sono solo durante alcuni giorni della settimana e variano in base al periodo dell’anno:

  • durante l’inverno: il venerdì dalle 15:30 alle 18:30, e il sabato e la domenica dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30;
  • durante l’estate: il venerdì dalle 16:00 alle 19:00, e il sabato e la domenica dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:00.
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Calamita Cosmica di Gino de DominicisImmagini e dettagli su Calamita Cosmica, l'enorme scheletro di Gino de Dominicis. Scopri anche l'affascinante storia di questo artista controverso.https://www.lorenzotaccioli.it/calamita-cosmica-di-gino-de-dominicis/
Lorenzo Taccioli