
Questo trekking ad anello nel cuore delle Foreste Casentinesi ti immergerà in un bel contesto naturale incontaminato e ti condurrà a scoprire due importanti attrazioni aretine: il lago degli Idoli, celebre per i suoi ritrovamenti di icone sacre, e Capo d’Arno, ovvero il punto in cui nasce il più importante fiume toscano.
Potrai percorrere questo itinerario in un trekking di qualche ora, immergendoti nelle foreste del Casentino e godendo di scorci naturali suggestivi.
Dove si trova il trekking di Capo d’Arno e lago degli Idoli
Sentieri del trekking ad anello di Capo d’Arno e lago degli Idoli
Lunghezza del trekking ad anello
Difficoltà del trekking ad anello
Mappa del trekking ad anello di Capo d’Arno e lago degli Idoli
Chiesa della Madonna di Montalto
Capo d’Arno – Sorgente dell’Arno
Lago degli Idoli
Le statue del lago degli Idoli
Ecco tutti i dettagli per il trekking ad anello di Capo d’Arno e lago degli Idoli e alcune informazioni aggiuntive sulle destinazioni che ti troverai a visitare.


Questo trekking a Capo d’Arno e lago degli Idoli è nelle Foreste Casentinesi, nei pressi della località Pratovecchio Stia, alle pendici del Monte Falterona.
Siamo quindi in Toscana, in provincia di Arezzo e a non molta distanza dal confine con la regione Emilia Romagna.






Questo trekking ad anello di Capo d’Arno e lago degli Idoli parte e arriva al parcheggio di Montalto, distante circa una decina di minuti a piedi dal camping Falterona. Proprio al termine del parcheggio, in corrispondenza dell’inzio del sentiero, potrai vedere l’insegna del parco nazionale delle Foreste Casentinesi.
In appena un paio di minuti ti troverai davanti all’antica chiesa della Madonna di Montalto, risalente al 1669 e posta agli inizi di un castagneto.
Da qui procedi verso destra imboccando il sentiero 82 in direzione del rifugio Il Lago. Potresti salire anche per il sentiero CAI numero 2, più breve ma più ripido. Il sentiero 82 è bello ampio e si inserisce nella boscaglia fitta, affiancata da bassa vegatazione e da qualche ruscello.
Passerai davanti al rifugio Il Lago, una costruzione in pietra immersa nel verde della boscaglia. Da qui procedi avanti fino ad imboccare il sentiero 2 che sale verso il monte Falterona passando per il rifugio Vitareta (1130 metri).






Continua a salire lungo il sentiero 2 fino a quando non vedrai le insegne per il vicino lago degli Idoli (1380 metri). Questa è una deviazione di circa 5 minuti prendendo il sentiero 3. Volendo puoi fermarti nei dintorni del lago per il pranzo e poi ripartire tornando verso il sentiero 2. Al bivio prendi a destra sul sentiero 3, continuando a salire fino a Capo d’Arno (1358 metri), dove una targa riporta alcuni versi di Dante.
Continua a salire sul sentiero 3 in direzione del monte Falterona, dove il percorso si fa più difficile per via della pendenza.




Al bivio con il sentiero GEA00 e il sentiero CAI CT4 comincia a scendere. Scenderai dalla parte opposta del lago degli Idoli e continuerai a scendere sul sentiero 4 fino a ritrovarti poco dopo il rifugio Vitareta. Qui puoi prendere il sentiero 2 e fare una deviazione fino a Bocca Pecorina, dove trovi un bel punto panoramico sulla vallata.
Ritorna dalla deviazione di pochi minuti a Bocca Pecorina e continua poi a scendere fino al punto di partenza attraverso il sentiero 2A, più ripido e veloce del sentiero 82 percorso all’andata.
Il trekking ad anello di Capo d’Arno e lago degli Idoli può essere percorso in circa 5 ore e mezza ed ha una lunghezza di poco superiore ai 15 chilometri.


Con questo trekking ad anello percorrerai un dislivello di circa 760 metri, passando dagli 844 metri ai 1540 metri di altitudine. Il sentiero è in sicurezza e non prevede punti esposti o particolarmente pericolosi o scivolosi.
Tuttavia, considerata la lunghezza di 15 chilometri, richiede di essere allenati e una scarpa adatta alle escursioni in montagna.
A questo link puoi trovare la mappa del giro ad anello di Capo d’Arno e lago degli Idoli.
Tra le prime tappe di questo trekking ad anello c’è la chiesa della Madonna di Montalto. Questa montagna era considerata sacra già in epoca etrusca, come testimoniato dai ritrovamenti nel lago degli Idoli, quindi non stupisce che già diversi secoli fa fosse qui presente una chiesa.
Il santuario qui presente era dedicato al culto delle Acque, ma la volontà di dedicare un oratorio al culto della Madonna risale al 1577. Fu la comunità di Porciano a deliberare la costruzione della chiesa della Madonna di Montalto, con un grande loggiato, che doveva servire alle popolazioni contadine e ai pecorai che abitavano qui. Nel giro di 11 anni venne costruita un’edicola con l’immagine della Madonna, mentre la chiesa vera e proprio arrivò nel 1665, grazie all’intervento del conte Giovanni Fortuna Mazzoni di Urbech.
Alla struttura iniziale vennero aggiunti due copri di fabbrica laterali, la sacrestia e un piccolo rifugio che durante la seconda guerra mondiale fu impiegato come scuola per bambini.
L’altare all’interno della chiesa della Madonna di Montalto risale al 1676. Questo è decorato con un’immagine della Madonna con Bambino risalente allo stesso anno dell’altare.


Capo d’Arno, a 1358 metri di altitudine, altro non è che il luogo in cui si trova la sorgente del più importante fiume toscano: l’Arno.
Nello scendere verso valle, le acque di questo fiume sono state utilizzate in svariati modi durante i secoli. Ad esempio hanno alimentato mulini, lanifici, ferriere, cartiere e segherie. Tra il cinquecento e l’ottocento sulle acque del fiume Arno veniva trasportato anche il legname verso le città di Firenze e Pisa.
Il legno prelevato dalle Foreste Casentinesi e trasportato a valle ha contribuito a finanziare la costruzione del Duomo di Firenze.


Il lago degli Idoli è a 1380 metri di altitudine ed è anche noto come Lago delle Ciliegeta, perché contornato da piante di ciliegio selvatico. Questo è un piccolo specchio d’acqua, che potrebbe somigliare quasi più a una pozza che a un lago vero e proprio. Immerso tra i boschi ha intorno un’area a prato ed è circondato da canne palustri.
Le antiche dimensioni del lago erano ben più ampie. Occupava infatti tutta l’area erbosa, ma a causa di diversi scavi avvenuti tra l’ottocento e il novecento, il lago di è ridotto alle dimensioni attuali.
Protetto da una recinzione in legno, è anche un luogo dove spesso vengono lasciati a pascolare i cavalli.
Questo lago era in una posizione strategica, perché lungo una strada che collegava l’Etruria alla Pianura Padana, sia andando in direzione della Romagna che procedendo per la Valle Mugellana.
Il nome di lago degli Idoli è legato a una scoperta avvenuta nel 1838. In quell’anno una pastorella rinvenne all’interno delle acque del lago una statuetta in bronzo che prese e portò nella vicina Stia. Nel giro di poco tempo fu costituita una società che si occupò di indagare sulla statuetta e sul lago della Ciliegeta. In poco tempo vennero rinvenuti numerosissimi ex-voto e si procedette addirittura svuotando il laghetto per consentire migliori ricerche.
Il risultato furono più di seicento statuette di bronzo e circa mille pezzi di bronzo, monete e duemila frammenti di armi, di ceramica, di catene, di fibule e una grande ciotola in bronzo. Purtroppo la maggior parte di questi reperti furono messi in vendita e andarono quindi dispersi. Alcuni di questi sono al Louvre di Parigi, altri al British Museum di Londra e alcuni altri in diversi musei sparsi in giro per il mondo.
Dall’ottocento fino al 1972 il sito rimase a disposizione di scavatori calendestini che continuarono a trovare reperti e ad appropriarsene. Nel 1972 venne organizzata una campagna di scavo da parte della Sopraintendenza Archeologica di Firenze che fece riaffiorare ulteriori statuette in bronzo.
Le statue ritrovate risalgono al periodo tra il VI e il IV secolo avanti Cristo e testimoniano l’esistenza di un santuario in epoca etrusca. Le statuette, soprattutto quelle a figura umana, rappresentavano le offerte dei fedeli ed ex-voto.