Il castello della Mandria è a poca distanza dalla più celebre Venaria Reale. Questo castello rappresenta la residenza più amata dal primo re d’Italia ed è interamente visitabile. Potrai passeggiare tra venti sale che danno vita agli Appartamenti Reali e che furono abitate da Vittorio Emanuele II di Savoia e da Rosa Vercellana, contessa di Mirafiori e Fontanafredda.
Oltre alle sale storiche potrai vedere gli arredi, preziosi tessuti, manufatti e dipinti recuperati e conservati in quelle che erano le sale che originariamente li ospitavano.
Il castello della Mandria con i suoi appartamenti reali, i giardini e il parco è riconosciuto come patrimonio UNESCO dal 1997 nella serie delle Residenze Sabaude.


Dove si trova
Come arrivare al castello della Mandria
Parcheggio al castello della Mandria
Breve storia
Cosa vedere al castello della Mandria
Scala d’onore
Camera da letto del Gran Cacciatore
Sala delle Udienze
Camera da letto di Vittorio Emanuele II
Camera da letto della duchessa
Sala da ballo
Sala del biliardo
Sala da pranzo
Camera da letto di Sua Maestà
Camera da letto di Rosa Vercellana
Corridoio degli uccelli
Gallerie delle carrozze
Orari del castello della Mandria
Biglietti per castello della Mandria
Parco La Mandria


Il castello della Mandria appartiene al comune di Venaria Reale ed è all’interno dell’omonimo parco naturale. È in provincia di Torino, da cui dista circa 15 chilometri in direzione nord ovest.
Il castello della Mandria dista circa 2,5 chilometri dalla Reggia di Venaria. Potrai quindi scegliere di arrivarci a piedi oppure con i mezzi. È presente la navetta GTT Venaria Express con partenze da Torino dalle piazze Vittorio Veneto e piazza Castello.
Dalla Primavera e fino ad Ottobre puoi eventualmente raggiungere il castello della Mandria anche in bicicletta partendo dalla Reggia di Venaria. C’è infatti un punto di noleggio bici nel Patio dei Giardini.
Se decidi di raggiungere il castello della Mandria in auto potrai parcheggiare nei dintorni dell’ingresso Ponte Verde, in viale Carlo Emanuele II 256.
Il posteggio è gratuito.


La storia del castello della Mandria nasce nel seicento, quando l’intera area intorno alla reggia della Venaria Reale venne rivisitata. In quel contesto, nel 1693, fu costruita una struttura utilizzata per allevare le cavalle di razza Mandria Vecchia. A distanza di pochi anni, però, il duca Savoia Vittorio Amedeo II chiese all’architetto di corte di costruire al posto della struttura un palazzo da utilizzare anche come luogo di svago.
I lavori continuarono per qualche anno e già nel 1721 oltre alla costruzione del nuovo palazzo, l’architetto Filippo Juvarra che succedette a Michelangelo Garove, progettò anche un secondo cortile. Ulteriori lavori di ampliamento e l’allestimento degli appartamenti reali avvennero nel 1860 su volontà di Vittorio Emanuele II. Fu in quel periodo che il castello assunse definitivamente le forme attuali. All’interno del castello della Mandria sono stati ricavati gli appartamenti reali, voluti e abitati dal re Vittorio Emanuele II di Savoia e Rosa Vercellana, contessa di Mirafiori e Fontanafredda.
Il castello della Mandria venne poi venduto durante gli anni ottanta dell’ottocento da Umberto I ai marchesi Medici del Vascello. Questi vi crearono prima un’azienda agricola, ma il terreno non si prestava bene alle coltivazioni, quindi lo impiegarono come allevamento. Gli affari andavano molto bene, tanto che la comunità intorno al castello crebbe arrivando circa a mille abitanti.
Dopo essere stato sezionato e venduto durante il secondo dopoguerra, la regione Piemonte acquisì l’intero castello e il parco nel 1976, dando vita al parco regionale La Mandria.




Il castello della Mandria è celebre principalmente per gli Appartamenti Reali, composti da oltre venti sale pensate e organizzate per un’agiata vita di campagna del re e della sua famiglia.
Qui sono vividamente testimoniate le passioni del sovrano, soprattutto quella per la caccia. Visitando le sale del castello della Mandria potrai inoltre scoprire i ricchi arredi originali, ma anche le decorazioni di pareti e dei soffitti a cassettoni, oltre che una vasta collezione di opere d’arte.
Ecco le principali sale che potrai vedere.
La visita al castello della Mandria inizia percorrendo la scala d’onore, progettata nel 1869 dall’architetto Delfino Colombo in sostituzione del precendete accesso agli Appartamenti Reali.
La nuova scala d’onore prevedeva l’utilizzo di marmo di Carrara e di pietra di Luserna per i gradini, oltre che stucco lucido bugnato a finto marmo per dare prestigio anche alle pareti. Anche le volte e il sottoscala vennero dipinti e, sul finire dell’ottocento, fu aggiunta anche una grande stufa in ceramica.
Arriverai così a una prima stanza del piano nobile. Le sue dimensioni sono tutto sommato raccolte. Questa è la camera da letto del Gran Ciacciatore, direttamente comunicante con il corridoio che permette l’accesso alle sale del re e della contessa.
L’esistenza di questa sala era dovuta al fatto che il re era usuale accompagnarsi al Gran Cacciatore (Gran Veneur), per cui gli aveva riservato una sala all’interno del castello.
Gli arredi della camera da letto del Gran Cacciatore sono in legno e dalle linee semplici, discostandosi dallo stile delle vicine sale degli Appartamenti Reali. A decorare la stanza ci sono un paio di quadri con trofei venatori, oltre che una pelle d’orso stesa a terra, un’anaconda di cinque metri e zampe di camosci e stambecchi utilizzate come appendiabiti.
La prossima stanza è la sala delle Udienze, dove il sovrano era usuale ricevere gli ospiti della propria Tenuta. Qui le decorazioni sono ben più ricche di quelle della camera da letto del Gran Cacciatore e sono ottenute mediante l’utilizzo di carta da parati in velluto rosso, con motivi floreali bianchi.
Al centro della sala c’è un tappeto in lana e i suoi decori sembrano un riferimento al nome di Rosa Vercellana. Molti degli arredi qui presenti, commisionati nel 1862, hanno delle piccole ruote al termine delle gambe. Questo permetteva uno spostamento più agile, nonostante il grande peso degli arredi.
Le pareti presentano alcuni dipinti, tra cui l’ovale rappresentante Vittoro Emanuele II in veste di re d’Italia.
Continua la visita al castello della Mandria con la camera da letto di Vittorio Emanuele II. Qui troverai alcuni capolavori di ebanisteria creati a partire dal 1862, inizialmente concepiti per la Villa dei Laghi, ma poi trasferiti qui.
Questi furono gli unici arredi del castello a non essere venduti insieme al castello ai Medici del Vascello, ma vennero conservati nei depositi di Palazzo Reale, per poi essere nuovamente trasferiti qui nel 2011 durante i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia.
Il nome di camera da letto della duchessa è legato al soggiorno della duchessa d’Aosta Elena d’Orléans, moglie di Emanuele Filiberto, che rimase qui tra il 1895 e il 1898. Ai lati del letto sono presenti due fotografie che ritraggono i duchi d’Aosta.
Per l’occasione la sala venne svuotata dai trofei di caccia, donati da Umberto I di Savoia al museo di scienze naturali di Torino durante la vendita del castello. Alzando gli occhi al soffitto puoi invece vedere il decoro a cassettoni che mostra l’Allegoria della Primavera, dipinto a mano intorno al 1870.
Al centro della stanza è presente un grande letto matrimoniale a baldacchino, coperto da un tessuto in cotone con ricami a fiori in seta, impiegato anche nei tendaggi.
Procedi fino alla sala da ballo, una delle stanze più importanti del castello della Mandria.
Questa sala è impreziosita dai tessuti in seta color oro e avorio, realizzati nel 1864 e che accompagnano la carta da parati in velluto viola, con elementi floreali al centro e forme romboidali.
Le porte e il soffitto a cassettoni sono decorati da dipinti che ripropongono maschere carnevalesche italiane. Sul camino posto davanti allo specchio ci sono due vasi in porcellana bianca con elementi floreali colorati e dorati, forniti al castello nel 1864.
Un altro spazio dedicato allo svago era quello della sala del biliardo. Questa deve il nome al bel tavolo da biliardo posto al centro, realizzato in legno e con intarsi in avorio.
Il biliardo era uno dei passatempo preferiti del re, e questo modello venne appositamente realizzato per la sala nel 1864. Al di sopra del tavolo c’è una lampada realizzata con tre corpi e tre campane in opalina bianca, con stemma e corona sabauda blu e oro e funzionava bruciando gas acetilene.
Sulle pareti della sala del biliardo ci sono dieci acquarelli realizzati da Tommaso De Belly che ritraggono alcune vittorie durante la seconda guerra d’indipendenza promossa e vinta dal re nel 1859 facendo scontrare l’esercito franco-piemontese con quello austriaco.
Sulla parete di destra c’è invece un quadro con il ritratto equestre di Vittorio Emanuele II in veste di cacciatore, realizzato nel febbraio 1878 a un mese dalla morte del re.
I toni delle pareti, del soffitto e del pavimento si fanno decisamente più caldi nella sala da pranzo, arredata nel 1864 con i mobili forniti dalla ditta Levera. Le decorazioni qui riprendono frutti, verdure e trofei venatori.
Il soffitto a cassettoni è formato da piccoli pannelli dipinti con uccellini, mazzi di fiori, emblemi sabaudi e teste femminili. Le sedute delle sedie sono rivestite in cuoio perché nella sala da pranzo dovevano essere più facilmente pulite e rese impermeabili.
Procedi fino alla camera da letto di Sua Maestà, dove potrai vedere il letto matrimoniale della coppia reale che riporta sulla testiera la corona, lo stemma e il collare dell’Annunziata, emblemi della dinastia.
Il soffitto a cassettoni è decorato con elementi monocromatici che rappresentano putti cacciatori, pescatori, bevitori e vendemmiatori. Al centro c’è invece una cornucopia da cui fuoriescono monete tra cui quella da cento lire con impresso il profilo di Vittorio Emanuele II.
Alle pareti sono disposte diverse opere, acquistate direttamente dal re.
Al fianco della camera da letto di Sua Maestà c’è quella di Rosa Vercellana, la contessa di Mirafiori e Fontanafredda. Questa le è stata attribuita nonostante nell’inventario del 1879 il suo nome non venga mai citato.
Nonostante ciò la maggior parte delle decorazioni della stanza sembrano essere un omaggio al suo nome: rose e fiori nei pannelli del soffitto a cassettoni, ma anche nei battenti di porte e finestre, oltre agli elementi scolpiti sulla mostra del camino.
Sulle pareti ci sono alcune opere d’arte, come una grande litografia che mostra il re d’Italia a figura intera, all’interno di una cornice in legno e pastiglie scolpite e dorate con lo stemma e la corona reale.
Concludi la visita al piano nobile del castello della Mandria con il corridoio degli uccelli. Questo lungo corridoio si affaccia sulla prima corte interna del castello e, oltre ad unire buona parte degli ambienti già visitati, ospitava la collezione ornitologica del re: in apposite vetrine erano esposti i trofei di caccia preparati attraverso un processo tassidermico.
Ai propri trofei il re aggiungeva alcuni acquisti personali, per ampliare ulteriormente la collezione con esemplari di specie animali non autoctone, come un cucciolo di ghepardo e una scimmietta.
Il tema venatorio ritorna anche nelle decorazioni alle pareti. Completano il corridoio degli uccelli anche divani, panche e tabouret rivestiti in tessuto in velluto cremisi e rosso.
Durante la visita al castello della Mandria non perdere anche le gallerie delle carrozze, una lunga galleria di quasi trenta metri destinata a scuderia già durante il settecento. Solo a partire dalla fine dell’ottocento, quando la prorietà del castello passò ai marchesi Medici del Vascello, divenne una rimessa per auto e berline.
Qui sono oggi esposte nove carrozze storiche.
Il castello della Mandria è aperto nel periodo estivo dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00 e il sabato, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 18:30. Nel periodo invernale è invece aperto dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 16:00.
Puoi acquistare il biglietto per il castella della Mandria direttamente nella biglietteria posta all’ingresso del castello, oppure puoi acquistarlo online sul sito della Venaria Reale, dove trovi anche delle combinazioni con la visita dei giardini della Reggia di Venaria (€ 10) o con tutta la Reggia (€ 22).
Sul sito ufficiale della Venaria Reale puoi acquistare i biglietti.




Intorno al castello si snoda il parco La Mandria, un mix di natura e storia che si estende tra le valli di Lanzo e il bacino del fiume Po. Quest’area si è salvata dalla tasformazione operata dall’uomo nel corso dei secoli, tant’è che qui è presente anche la foresta originaria più estesa della Pianura Padana.
All’interno del parco La Mandria ci sono molti animali, alcuni dei quali sono a rischio estinzione ed altri protetti, come coleottori, farfalle, il tritone crestato, la testuggine palustre e varie specie di pipistrelli.
Passeggiando per il parco e o con un pizzico di fortuna potrai vedere anche alcuni animali che scorrazzano liberi, quali daini, volpi, scoiattoli, tassi e cervi.