Castello di Romena – Guida completa

Castello di Romena in Casentino - Arezzo

Il castello di Romena è il castello più antico tra quelli arrivati ai giorni nostri compresi nel territorio del Casentino. A differenza degli altri presenti nei dintorni, tutti voluti dalla famiglia dei conti Guidi che dominava il territorio, questo fu costruito antecedentemente al loro dominio su volontà del conte Guido Alberto.

Oggi puoi raggiungerlo e visitarlo percorrendo un lungo filare di cipressi, tipico di altre zone della Toscana. Arrivato al suo ingresso potrai varcare una delle porte storiche e ritrovarti tra il cassero e la piazza d’Armi, con intorno svariati edifici antichi giunti fino a noi, in parte grazie alle ristrutturazioni operate nel corso degli ultimi due secoli.

Castello di Romena in Casentino - Arezzo

Ecco tutti i dettagli su cosa vedere e come visitare il castello di Romena.

Dove si trova il castello di Romena ^

Il castello di Romena sorge su di un poggio a 621 metri di altitudine sul livello del mare, in posizione dominante sia sulle vallate del Casentino che sul comune di Pratovecchio, a cui appartiene.

Siamo quindi in provincia di Arezzo, nella Toscana nord orientale e a poca distanza dal confine con la Romagna.

Breve storia del castello di Romena ^

Mura del castello risalente al X secolo

Il castello di Romena risale agli ultimi anni del X secolo e sorge in una località anticamente abitata in epoca etrusca e poi romana. Nel 1008 era abitato dal conte Guido Alberto dei Marchesi di Spoleto, ma nel giro di poco tempo passò nelle mani della famiglia dei conti Guidi, che controllava praticamente tutto il territorio.

Alla morte del conte Guido Guerra, nel 1217, il castello venne ereditato dal figlio Aghinolfo, che diede il via al ramo della famiglia dei Guidi di Romena. Durante il controllo del castello da parte dei Guidi di Romena vi fu anche un ospite illustre: Dante Alighieri durante il primo periodo del suo esilio nel 1302 (anche se buona parte del tempo trascorso in Casentino lo passò nel vicino castello di Porciano). Il castello è anche citato nella Divina Commedia, nel XXX canto dell’Inferno. Qui è raccontata la vera storia del Mastro Adamo che falsificava i fiorini di Firenze nella cantina del castello, su richiesta dei conti Guidi. Scoperto l’inganno, venne raggiunto dalle guardie e bruciato vivo lungo la strada che conduceva a Firenze e la cui località prese il nome di Lommorto.

Il castello di Romena fu poi venduto alla Repubblica di Firenze nel 1357 per 9.600 fiorini d’oro. In meno di un secolo, nel 1440, fu conquistato dalle truppe mercenarie di Niccolò Piccinino che rispondeva ai Visconti di Milano e poi liberato da quelle di Firenze capitanate da Cosimo dei Medici.

Il castello di Romena comprendeva anche parte del territorio circostante, infatti qui erano ospitate ben cento persone, un ospedale per i pellegrini e i poveri e 14 torri, poi ridotte a cinque. Erano ben tre le cerchie murarie che proteggevano l’intera struttura.

Dopo un breve periodo in cui appartenne al comune, il castello venne devastato da un forte terremoto nel 1579 che lo ridusse quasi in rudere. Nel 1768 venne acquistato dal conte Ascanio appartenente alla famiglia Goretti de Flamini, a cui appartiene tuttora. La famiglia lo restaurò più volte per portarlo fino ai giorni nostri.

Nel 1901 ci fu un altro ospite illustre: Gabriele d’Annunzio, che qui scrisse gran parte dell’Alcyone.

Visita al castello di Romena ^

Attraverso l’acquisto di un biglietto potrai visitare gli spazi interni del castello di Romena. La visita avviene in autonomia e ti condurrà nel cortile interno del castello da cui potrai accedere ad alcuni degli ambienti che lo compongono, ospitati nelle torri.

Rispetto alle forme originarie, oggi puoi vedere le strutture conservate grazie ai restauri del conte Ottaviano Goretti de Flamini, all’interno della prima e seconda cerchia muraria. Più in particolare si sono conservate tre torri, il cassero e parte delle cerchie di mura.

Ecco tutti i dettagli delle strutture che compongono il castello di Romena.

Postierla ^

La postierla è la torre centrale del castello ed era posta a protezione del ponte levatoio. Questa, con la sua cinta muraria, divide anche la piazza d’armi con la torre delle prigioni dal cassero con la torre del mastio. Era anche l’unica torre ad essere dotata di beccatelli, posizionati dalla parte del ponte levatoio.

A rendere maggiormente sicuro questo accesso c’erano due specie di trinceramenti, ovvero corridoi scoperti protetti da merli e noti come rivellini, che venivano utilizzati dai combattenti per difendersi dai nemici o eventualmente battere in ritirata sfruttando due piccole porte laterali all’interno della torre. La postierla era poi protetta da un fossato a secco.

Passando per la postierla e guardando in alto potrai inoltre notare due botole nella volta. Queste erano utilizzate per gettare pietre e olio bollente su eventuali assalitori che riuscivano a superare il fossato.

A testimonianza della conquista da parte dei fiorentini, questi hanno scolpito il giglio fiorentino sul vecchio architrave della porta.

Torre delle prigioni ^

La torre delle prigioni è un’altra delle torri del castello di Romena e, si pensa, la più antica di tutte. Quando costruita doveva essere alta circa il doppio rispetto a quella che puoi vedere oggi, ridotta durante i restauri per questioni di sicurezza.

Per renderla maggiormente efficace allo scopo di prigione, originariamente non prevedeva un accesso dal basso, ma esclusivamente da una porta che si affaccia direttamente sul camminamento di ronda, quindi in posizione rialzata rispetto al piano del castello. Oggi è invece presente una porta al pian terreno, creata nel settecento dai contadini che avevano preso possesso del castello.

Le persone venivano giudicate direttamente nella parte superiore della torre, in un ambiente che fungeva da tribunale. In caso di colpevolezza queste venivano calate nei tre piani della torre attraverso una botola. I prigionieri venivano calati in uno dei tre piani della torre a seconda della pena che dovevano scontare.

Alcune ipotesi vogliono che Dante abbia trovato ispirazione da questa torre delle prigioni per pensare ai cerchi dell’inferno.

Piazza d’armi ^

La piazza d’armi è invece il cuore del castello di Romena. Questo è il grande piazzale anticamente chiuso dalla cerchia muraria e sulla cui sommità si snodava il camminamento di ronda. Qui i soldati messi a protezione del castello potevano proteggersi riparandosi dietro ai merli guelfi.

La piazza d’armi era invece impiegata nelle esercitazioni militari dei soldati e della cavalleria.

Oggi al posto delle mura sono presenti degli alti cipressi che circondano l’intero prato. Proprio su questo prato, nel 1903, d’Annunzio fece alzare la sua tenda campestre, all’interno della quale si ritirava a scrivere l’Alcyone.

Cassero ^

Il cassero era la struttura principale del castello, dove viveva la famiglia dei conti Guidi quando si trovava qui. Posizionato tra la postierla e la torre del mastio, era irraggiungibile una volta alzato il ponte levatoio, a causa della presenza di un fossato a secco. Questo spazio era sostanzialmente un cortile con alcuni ambienti ricavati tra il mastio e la postierla.

Il cassero era inoltre indipendente dal punto di vista idrico, attraverso la raccolta delle acque piovane che, scendendo dal tetto delle strutture interne al castello, venivano convogliate nella cisterna sottostante.

Mastio ^

Il mastio era infine la torre addetta a fronteggiare eventuali incursioni al castello. Si trattava infatti della prima torre di difesa dall’attacco frontale ed era protetta dall’accesso per mezzo della postierla.

Affacciata direttamente sul cassero, l’accesso al mastio era possibile attraverso una porticina aperta sul lato settentrionale della torre. Oltre ad essere la torre più robusta del castello con muri spessi fino a 1,9 metri, questa era anche la più alta, ai tempi molto più alta di come la puoi vedere ora.

Il mastio era considerato anche l’ultimo rifugio in caso di assedio. Al suo interno era presente una via di fuga che permetteva a chi avesse necessità di mettersi in salvo percorrendo delle scale che conducevano a un sotterraneo. Da qui si dice che ci fosse un passaggio che conduceva al vicino convento delle monache a Pratovecchio.

Porte del castello ^

Sulla parte frontale del castello di Romena puoi vedere ancora oggi due porte ben conservate e risalenti alla costruzione originale del castello. Sono la porta Bacia, che deve il suo nome al fatto che sia sempre in ombra, e la porta Gioiosa che, al contrario, è sempre esposta al sole.

Esiste poi una terza porta. Questa si affaccia sulla strada medievale che conduce in direzione della Pieve di Romena ed è nota come porta Don Gori.

Tutte le porte erano ovviamente aperte nelle cinte murarie. Erano appunto esistenti tre cinte murarie: la prima comprendeva l’intero villaggio. La seconda conteneva il cassero e la torre del mastio, mentre la terza circondava la piazza d’armi, la torre delle prigioni e la postierla.

Fonte Branda ^

Fonte Branda vicino al castello di Romena con versi di Dante

Uscito dal castello potrai raggiungere la fonte Branda.

La fonte Branda è una sorgente che sgorga lungo la stradina medievale raggiungibile dalla porta Don Gori e che conduce in direzione di Pieve San Pietro della Romena. Potrai chiaramente riconoscerla attraverso la struttura ad arco in pietra che è parzialmente nascosta dalla vegetazione.

Questa fonte è celebre per essere citata da Dante nel canto XXX dell’Inferno. Ricollegandosi al personaggio di Mastro Adamo, scoperto a falsificare i fiorini, Dante lo reincontra nell’Inferno. Qui lo ha inserito tra gli idropici, che hanno il ventre pieno d’acqua e muoiono di sete. Mastro Adamo confessa a Dante che, per lenire il dolore, avrebbe dato la vista per un goccio d’acqua, ma considerato l’odio che nutriva per i conti Guidi avrebbe rinunciato anche a quel goccio d’acqua se in cambio avesse potuto vedere lì con lui Alessandro, Guido ed il loro fratello che lo portarono a commettere quella colpa.

Parlando, Mastro Adamo si riferisce alle acque fresche della fonte Branda, che sgorgano proprio sotto al castello di Romena.

Orari di apertura del castello di Romena ^

Il castello di Romena è aperto da aprile agli inizi di novembre. Gli orari di apertura variano in base ai mesi dell’anno, secondo la seguente lista. La biglietteria chiude venti minuti prima dell’orario di chiusura.

  • Aprile, ottobre e 1 e 2 novembre: aperto i venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:00;
  • maggio, giugno e la seconda metà di settembre: aperto i venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 19:00;
  • luglio e agosto: aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 20:00;
  • i primi 15 giorni di settembre: aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 19:00.

Soprattutto a inizio e fine stagione puoi assicurarti degli orari di apertura contattando il numero 350 196 3285.

Prezzi di ingresso ^

Piccola cappella al fianco del castello di Romena

L’ingresso al castello di Romena ha un costo di 5,00 € per gli adulti e di 3,00 € per i bambini dai 6 ai 12 anni. È invece gratuito sotto ai 6 anni di età e per persone con disabilità.

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Lorenzo Taccioli