Ciclabile del Naviglio della Martesana

Verde a Milano - Naviglio della Martesana

Con la bella stagione e le giornate più lunghe, la voglia di stare all’aperto è sempre maggiore, ancora meglio se a contatto con la natura. Per chi abita in città spesso può essere difficoltoso trovare qualcosa da fare senza doversi preoccupare di organizzare gli spostamenti. Cosa c’è di meglio, quindi, che farsi una bella pedalata? Questa volta sulla Ciclabile del Naviglio della Martesana.

Dettagli sulla ciclabile del Naviglio della Martesana ^

La ciclabile del naviglio della Martesana è uno degli itinerari in mezzo al verde più amato dai milanesi. La pista ciclabile scorre sempre al fianco del naviglio che da Milano si dirige verso nord est fino a raggiungere il fiume Adda all’altezza di Trezzo sull’Adda, dove si trova una grossa centrale idroelettrica.

Il percorso è lungo circa 40 chilometri, poco più di 42 chilometri considerando la partenza dal castello sforzesco, che diventano 85 se si fa andata e ritorno. Per chi non è troppo allenato è utile sapere che una buona parte della ciclabile si snoda lungo le fermate della linea verde della metropolitana e che, anche dove finisce, è possibile raggiungere abbastanza facilmente una stazione dei treni per rientrare a Milano. Quindi è possibile anche fare una sola tratta della ciclabile, tornando comodamente con i mezzi pubblici.

Verde a Milano - Naviglio della Martesana

Lungo la ciclabile si trovano spesso fontanelle o panchine dove fermarsi per una piccola sosta. Inoltre sono svariate le cittadine che si attraversano, avendo quindi la possibilità di fermarsi per mangiare qualcosa o fare una sosta per un gelato. La ciclabile del naviglio della Martesana è completamente pianeggiante e su fondo asfaltato o di ghiaia piuttosto battuta, quindi è possibile percorrerla con una qualsiasi city bike o mountain bike. Sconsigliate sono invece le biciclette da corsa che con le loro ruote sottili potrebbe far perdere l’equilibrio o rischiare forature delle gomme.

Per tutta la ciclabile la natura rigogliosa si intervalla a scorci sulle città che si affacciano sul naviglio e che possono essere meta di una deviazione di qualche minuto verso il centro storico. Sicuramente si tratta di una bellissima ciclabile adatta anche ai bambini e, qualora non siate troppo allenati, potrete decidere di percorrerne anche solo una parte. Se invece optate per il percorso intero è possibile fare una visita anche al bellissimo villaggio operaio di Crespi d’Adda, che si raggiunge verso la fine del tragitto.

In termini di tempo, con un passo non troppo sostenuto, noi siamo partiti sulle 11 di mattina e rientrati per le 19, con frequenti pause all’andata per scattare fotografie, una sosta per il pranzo e una per il gelato. Ovviamente se si rimane sempre in sella e non ci si fa distrarre dalle bellezze naturali, questi tempi possono essere drasticamente accorciati.

Quasi tutta la ciclabile del naviglio della Martesana scorre su di una sede separata e solo pochi tratti all’interno delle cittadine sono dedicati al pedaggio promiscuo, comunque con bassissimo traffico. Inoltre il percorso è ottimamente segnalato con continui cartelli indicanti la ciclovia 6 della provincia milanese.

Dove noleggiare le biciclette a Milano ^

Sono tantissimi i negozi che permettono di noleggiare biciclette e altre attrezzature in tutta Milano, basterà fare una ricerca su Google per trovarne in quantità. Noi ci siamo affidati a Decathlon, che richiede la prenotazione con un paio di giorni d’anticipo e ti permette di scegliere già online la tipologia di bicicletta e la misura più utile. Particolarmente vantaggiosa è la possibilità di ritirare l’attrezzatura la sera prima e riconsegnarla la mattina dopo il noleggio, entro le 10.

Noi abbiamo scelto lo store di piazza Castello, perché facilmente raggiungibile in metropolitana. Da qui, in circa 10 minuti di pedalata, si arriverà all’inizio della ciclabile in via Melchiorre Gioia.

Storia del Naviglio della Martesana ^

Il naviglio della Martesana è conosciuto anche come naviglio piccolo, a causa del confronto con il naviglio ben più grande che collega la città al fiume Ticino. Il naviglio della Martesana congiunge invece il comune di Milano con il fiume Adda nei pressi di Trezzo sull’Adda. Il suo nome è dovuto al contado esistente sui terreni che attraversa.

Nei pressi di Milano il naviglio riceve acqua anche dal torrente Seveso (proprio quello che di tanto in tanto si sente aver esondato), e arriva nei pressi dei bastioni di Porta Nuova. A inizio novecento, come gli altri navigli cittadini, venne in parte interrato lungo la parte che era conosciuta come Naviglio San Marco e che dava vita all’omonimo laghetto. Attualmente il naviglio non è più navigabile, anche se per alcuni tratti viene utilizzato per sport tipo canottaggio e raggiunge una larghezza che varia tra i 9 e i 18 metri con una profondità tra il mezzo metro e il metro.

Il naviglio della Martesana venne ideato nel 1443 e sottoposto a Filippo Maria Visconti, ultimo Duca visconteo di Milano. L’obiettivo era quello di irrigare i terreni a nord est di Milano, nei quali il fiume Adda non arrivava, e di creare una via di comunicazione navigabile per il trasporto di cose e persone. Nel contempo era stata prevista anche la costruzione di ben 16 mulini lungo il suo letto, ma solo 10 di questi vennero approvati.

Il punto di inizio del naviglio venne identificato poco a sud del castello di Trezzo sull’Adda, perché proprio qui nel fiume di presentava una strettoia che avrebbe permesso alla corrente di avere una maggiore energia. Tutto era pronto per dare il via a questa infrastruttura, ma nel 1447 il duca Visconti morì. Il progetto venne ripreso in mano dal suo successore Francesco Sforza, che nel 1457 diede ufficialmente il via ai lavori.

Nel 1471 venne completata la prima parte dei lavori che congiungeva il naviglio all’imbocco del Seveso. La navigazione sul canale comincia quindi in questi anni. Bisogna attendere fino al 1496 affinché venga completato anche l’ultimo tratto che si congiunge al centro storico di Milano. L’aggiunta di questo tratto portò a uno scompenso lungo le acque del naviglio, che richiese la creazione di alcune ‘conche di navigazione’ ovvero strutture che permettessero ai natanti di essere spostati su di un livello più basso per poter proseguire la navigazione. Vennero create 6 conche: a Gropello, Inzago, Bellinzago e Gorla oltre quella di San Marco e dell’incoronata.

Percorrendo il naviglio della Martesana si potrà notare come il percorso del canale non è tendenzialmente dritto, ma abbastanza tortuoso. Il motivo che ci sta alle spalle non è di tipo tecnico, ma i nobili del tempo, capita l’importanza di avere un flusso d’acqua navigabile nelle vicinanze, esercitarono pressioni affinché il naviglio passasse per i loro possedimenti.

Lungo i secoli ci furono diverse dispute sullo scopo del naviglio: i proprietari dei terreni richiedevano la precedenza per l’irrigazione dei loro campi, mentre puntualmente veniva ribadito il concetto che il naviglio venne costruito con lo scopo principale di creare una via di comunicazione navigabile. Nonostante ciò continuavo ad essere rilasciati, prima gratuitamente poi previo pagamento di una tassa, permessi per la creazione di canali di derivazione che di fatto andavano a sottrarre acqua al naviglio.

La situazione si complica durante il XVI secolo, quando l’acqua comincia a scarseggiare e diventa praticamente impossibile la navigazione. Alcuni divieti temporanei di sottrazione dell’acqua, uniti ad aggiornamenti delle infrastrutture lungo il percorso, riportano il naviglio della Martesana ad essere navigabile. Da questo momento il canale diventa imprescindibile per l’economia milanese e lombarda: le imbarcazioni cariche di alimenti e materie prime arrivano continuamente in città e ripartono con il frutto delle botteghe artigiane del centro storico. Vengono applicate tasse e dazi per la navigazione, che riempiono le casse comunali. I tempi di navigazione sul canale variavano in base alla direzione e alla tipologia di carico: quello di persone impiega 7 ore da Trezzo sull’Adda fino a Milano e 12 ore il ritorno. Inoltre è da considerare che la navigazione notturna era vietata, quindi tutte le imbarcazioni dovevano fermarsi per la notte e tendevano a partire alle prime luci dell’alba.

Leonardo da Vinci per il Naviglio della Martesana ^

Leonardo da Vinci nell’epoca della costruzione del secondo tratto del naviglio risiedeva nella corte Sforzesca. Erroneamente si pensa che il progetto dell’intero naviglio sia dovuto al grande genio italiano, ma analizzando le carte emerge che da Vinci si sia limitato a disegnare una pianta della città di Milano quando il naviglio era già esistente. Sembra che il suo contributo sia invece arrivato nella progettazione delle conche che si resero necessarie nell’ultimare il tratto fino al centro storico della capitale lombarda. In particolare vennero ritrovati degli appunti e alcuni schemi relativi alla conca San Marco, che fu la base progettuale anche per quelle successive.

Le tappe della ciclabile del Naviglio della Martesana ^

Attraverso la ciclabile sul Naviglio della Martesana si può ripercorrere quest’antica via di comunicazione sulla quale si spostavano tonnellate di merci ogni anno. Oggi è invece molto più deserta e vissuta principalmente da persone che vogliono fare un po’ di sport a contatto con il verde. Durante il tragitto, infatti, si è per lo più immersi nella natura su di un tratto di strada quasi totalmente non transitabile alle auto e l’acqua nel naviglio rende ricca la presenza di vegetazione.

Inoltre, passando per le cittadine che si affacciano sul naviglio, si potrà godere dei loro parchi e delle strutture sportive che hanno costruito a ridosso del percorso. Si tratta quindi di una piacevole pedalata in mezzo alla natura che ripercorre la storia di questa area lombarda.

Milano – la Partenza ^

La nostra bicicletta comincia da Milano, dove in metropolitana raggiungiamo Piazza Castello. Entrati in Decathlon, ne usciamo dopo circa 20 minuti sulle nostre bici pronti per l’intera giornata in mezzo alla natura. Il servizio di Decathlon è essenziale, vengono fornite le biciclette senza lucchetti o kit di riparazione, quindi se si vuole stare dalla parte del sicuro conviene acquistare separatamente questi accessori.

Da qui, ci spostiamo velocemente sulle varie ciclabili che scorrono ai fianchi delle strade e che spesso sono interrotte da semafori o lavori in corso. Nonostante il trend sia in crescita non siamo ancora ai livelli di ‘biciclettazione’ del nord Europa, perciò bisognerà portare pazienza con i numerosi turisti che affollano la ciclabile anziché i marciapiedi posti a lato.

Passando per il cimitero monumentale ci dirigiamo in direzione di via Melchiorre Gioia, dove la ciclabile ha inizio (o termina, a seconda del lato di percorrenza). La posizione esatta è in corrispondenza della Cassina de Pòmm. La Cassina de Pòmm (cascina delle mele) è una delle più antiche cascine presenti nel centro di Milano, risalente al XV secolo e utilizzata all’interno di un’infrastruttura per la raccolta delle mele. Nel XVIII secolo venne rimessa a nuova e impiegata come luogo di cambio dei cavalli per il naviglio della Martesana.

Al fianco della cascina si trova il ponte pedonale, conosciuto come “ponte del panfiss” perché veniva attraversato dagli operai della fabbrica di candele Branca che, avendo un posto fisso, si assicuravano il salario.

Già qui la natura comincia ad essere ben presente e dopo esserci avventurati lungo l’inizio del naviglio non possiamo non notare come la vegetazione vada via via riprendendosi i terreni. Passiamo sotto ad alcuni viadotti che smistano i treni merci e persone verso le stazioni di Milano Centrale e Milano Lambrate.

Il percorso è ottimamente segnalato e progressivamente si incontrano sempre più persone che sfruttano quest’aera per fare un po’ di sport o rilassarsi in una passeggiata o, come noi, in bicicletta. Sono tante anche le persone che portano a spasso i loro cani, dimenticandosi per un po’ del traffico cittadino che corre subito al di là delle sponde verdi del naviglio.

La parte milanese della ciclabile del naviglio della Martesana continua abbracciando la città e passando per vicoli nei quali il tempo sembra essersi fermato. Tra questi la piazza dei Piccoli Martiri sul quale si affaccia il ponte Vecchio. Procedendo arriviamo anche al parco della Martesana nel quartiere Gorla, una piccola area dedicata allo svago dei più piccoli in un quartiere popolare di Milano.
Anche qui un grosso ponte pedonale azzurro/verde permette di attraversare il naviglio.
Ponte Vecchio - Piazza dei Piccoli Martiri Naviglio della Martesana
Parco della Martesana - Anfiteatro di Milano
Ponte Pedonale nel Parco della Martesana di Milano - Periferia Est

 Vimodrone ^

I palazzoni e i condomini cominciano a farsi più radi e a lasciare spazio a case basse che si affacciano direttamente sull’acqua del canale che ci porterà fino al fiume Adda. Anche le persone che incrociamo cominciano a diminuire e facciamo così il nostro ingresso a Vimodrone.

Questa città ha origini romaniche e il suo nome deriva da un miscuglio di quelli delle famiglie dominatrici. Nel XII secolo era sotto l’autorità di Giovanni Battista di Monza, per poi passare alla famiglia Pozzobonelli e arrivare, durante il XVII secolo a quella dei Modrone. Quando alla fine dello stesso secolo venne infeudata a Nicola Maria Visconti, questo decise di aggiungere il suo cognome a quello della famiglia Modrone, trasformandolo nella casata dei Visconti di Modrone.
Da qui il passo fu breve e nacque il toponimo di Vimodrone.

Lungo il naviglio, dalla parte opposta alla ciclabile, si può notare Villa Cazzaniga, ormai malconcia, ma che già esistente nel 1764 rappresenta una villa di delizia. All’interno delle sue mura andava infatti ritrovandosi la nobiltà milanese che qui si incontrava per svagarsi. Nel corso dei secoli perse il suo aspetto originario a U, ma conserva all’interno alcuni elementi originari, come il portico a tre campate e la cappella con decorazioni neoclassiche. Il nome Villa Cazzaniga deriva dalla famiglia che ne detenne la proprietà a partire dal 1902.

Cernusco sul Naviglio ^

Arrivati a Cernusco sul Naviglio non possiamo che rimanere estasiati dalla natura prorompente e dai parchi che si affacciano sul naviglio. Questa cittadina, abbastanza ricca, ha creato dei bellissimi spazi verdi per i suoi abitanti, proprio sulle acque del canale. Oltre i parchi pubblici si trovano qui anche alcune struttura private, come campi sportivi. Da qui prendiamo una delle tante stradine che in pochissimi minuti ci conduce fino al centro storico, ottimamente curato.

Anche Cernusco sul Naviglio è una cittadina ricca di storia. Nel XIII secolo era un feudo dei Torriani, la famiglia in competizione con i Visconti per il predominio sulla città di Milano. Per motivi di sicurezza i Torriani continuarono a costruire fortificazioni cittadine, ma la vera svolta arrivò nel XV secolo quando venne costruito il naviglio. Sotto il controllo degli Sforza questa nuova infrastruttura portò nuova linfa vitale alla cittadina, che si espanse molto dal punto di vista urbanistico. La sua fioritura fu tale che nel XVII e XVIII secolo Cernusco sul Naviglio fu scelta dai nobili milanesi come località di villeggiatura.

Gorgonzola ^

Dopo Cernusco sul Naviglio si prosegue verso Gorgonzola. La ciclabile del naviglio della Martesana si fa più sgombra e passa in mezzo ad alcuni campi in zona Cassina de’ Pecchi. Sicuramente non si tratta della parte più bella e anche l’arrivo a Gorgonzola, dopo Cernusco, potrebbe essere un po’ deludente. Le abitazioni e i parchi che si affacciano sul canale sono meno ricchi, quindi lasciati un po’ andare.

Si viene però ripagati, quando subito dietro una curva della ciclabile ci si imbatte nel ponte coperto di legno, che congiunge due abitazioni a pochi passi dal ponte pedonale. Da qui, vedendo i campanili del centro, prendiamo una deviazione e arriviamo fino alla grande chiesa dei Santi Protaso e Gervaso. La chiesa, piuttosto imponente, è stata completamente ricostruita in stile neoclassico durante il XIX secolo. Davanti la chiesa si trova invece la sede parrocchiale di Gorgonzola.

Gorgonzola, a media distanza da Milano, fu un importante centro di artigianato. Questa città era infatti il luogo di sosta e quello in cui venivano cambiati i cavalli lungo la strada militare che portava fino ad Aquileia. Per questo motivo erano numerosi i fabbri, i falegnami, i carrozzieri, i cestai, i sellai e tutte le altre attività legate ai cavalli, che potevano far comodo come centro di riparazione e manutenzione durante il tragitto. Alla fine del XIX secolo erano presenti ben quattro botteghe di maniscalchi.

Un’altra importante attività che aveva reso celebre Gorgonzola era quella delle due fornaci per la lavorazione dei mattoni, situate in località Cascina Fornasetta. Ai giorni nostri, invece, il suo nome è universalmente riconosciuto per la produzione dell’ottimo formaggio erborinato a cui ha dato i natali. La produzione del formaggio fu resa possibile grazie alle grandi distese di campi, nelle quali venivano allevate importanti quantità di vacche da latte.

Siamo ormai in orario di pranzo e vorremmo fermarci in un piccolo parco a mangiare due bocconi. Tornati sul percorso della ciclabile del naviglio della Martesana, scorgiamo un cartello che segnala un parco a pochi metri da noi. Arrivati ci scontriamo subito con i mille divieti presenti, tra i quali quello che intima di non entrare con le biciclette. Decidiamo perciò di fermarci più avanti.

Bellinzago Lombardo ^

Anche il passaggio per la città di Bellinzago passa un po’ in sordina. La cosa che si nota maggiormente, oltre qualche piccola industria, è il grosso centro commerciale alle porte del piccolo centro storico.

Bellinzago è conosciuta principalmente per la battaglia tra l’imperatore Federico Barbarossa e i comuni della lega lombarda che, secondo la leggenda, vennero aiutati da San Giorgio che fece calare una fittissima nebbia (tipica di queste zone), la quale impedendo la visuale ai soldati li fece demordere dal tentativo di saccheggiare la città.

A Bellinzago Lombardo tiriamo quindi dritto e non ci avventuriamo per la città. Continuiamo quindi verso la prossima tappa.

Inzago ^

La ciclabile ha qualche piccolissimo dislivello nei pressi di Inzago, ma nulla di lontanamente temibile. Sul naviglio svetta la torre di villa Aitelli che continua lungo il canale con un portico a 5 archi. La pianta dell’edificio, costruito tra il XVI e il XIX secolo, è irregolare e venne costruito su due piani. La città di Inzago, invece divenne nota tra il XVIII e il XIX secolo come luogo di villeggiatura per la nobiltà milanese che acquistava case lungo il naviglio della Martesana.

La storia di Inzago, che ebbe un successo crescente con l’apertura del naviglio, è segnata da due grosse epidemie di peste, una nel XVI secolo e una nel secolo successivo. Circoscritta l’epidemia la città ebbe una forte spinta di iniziative edilizie che rimodellarono completamente l’aspetto urbanistico della città con uno stile tardo medievale.

Ciclabile del Naviglio della Martesana - Inzago

Inzago - Villa Aitelli

Cassano d’Adda ^

Con il nostro arrivo a Cassano d’Adda notiamo un aumento della larghezza del naviglio. In corrispondenza della ciclabile vediamo aprirsi la città con diverse case ed esercizi commerciali che si affacciano direttamente sul percorso. Dal lato opposto del naviglio si trovano invece alcuni campi sportivi cittadini.

Questo centro storico ci pare un po’ più vivo dei precedenti e, vista anche la fame, decidiamo di fermarci per pranzare subito dopo il paese. Di tanto in tanto il naviglio è attraversato da alcuni ponti in pietra che sembrano essere piuttosto datati ma altrettanto solidi.

Cassano d’Adda si trova stretta tra il naviglio della Martesana e il ben più grande fiume Adda, dal quale il naviglio ha origine. Grazie a questa sua posizione nei pressi del fiume e della cittadina di Milano ebbe da subito una grande importanza, tanto da essere teatro di grandi scontri e battaglie. Qui infatti, nel XII secolo, si scontrarono le truppe milanesi con Federico Barbarossa e, solo un secolo più tardi, ci fu la battaglia tra i Visconti e i Torriani.

A metà del XV secolo Cassano d’Adda passò sotto gli Sforza e il castello carolingio divenne una delle roccaforti di Milano contro l’avanzata della Repubblica Veneta.

Groppello d’Adda e il Rùdon ^

Groppello d’Adda è una frazione del comune di Cassano d’Adda un po’ distaccata dal suo comune. La natura in questa parte comincia di nuovo ad esplodere, nonostante siano numerose anche le case che si affacciano sulla ciclabile del naviglio della Martesana.

La parte più suggestiva di Groppello d’Adda è sicuramente il punto dove si incrocia il Rudùn. Proprio prima di un ponte cittadino è infatti presente una grossa ruota idraulica in legno, alimentata dalle acque del naviglio, che originariamente venne costruita con 8 pale dal diametro di 7 metri l’una e una pompa a 3 stantuffi. Lo scopo di questa struttura era quella di innalzare le acque del naviglio consentendogli di irrigare gli orti e i giardini cittadini. La ruota venne costruita completamente nuova nel 1989 e movimenta anche l’acqua per i vicini lavatoi, non più utilizzati.

Dalla parte opposta della strada si trova invece la Villa Arcivescovile. La villa si sviluppa su tre piani ed ha una pianta ad U con corti sui lati e una balaustra che si affaccia direttamente sul fiume Adda. Durante i secoli la villa venne revisionata, con una grossa ristrutturazione durante il XVII secolo. Durante il secolo scorso venne impiegata come orfanotrofio e successivamente come sede della parrocchia, non è quindi visitabile liberamente.

Vaprio d’Adda ^

Stiamo arrivando verso la parte finale della nostra biciclettata sulla ciclabile del naviglio della Martesana ed, entrando nel territorio del comune di Vaprio d’Adda, la natura esplode nuovamente. L’acqua del naviglio scorre impetuosa e i grandi alberi che ci troviamo sulla nostra destra ci separano dalla sponda, ribassata, del fiume Adda. Ci troviamo quindi su di una lingua di terreno che scorre tra due corsi d’acqua.

Arrivati a Vaprio d’Adda vediamo la città che si sviluppa sulla nostra destra e davanti a noi, al termine di una piacevole distesa, l’immenso fiume Adda che scorre calmo davanti alle case. Un lungo ponte transitabile permette di raggiungere la città e alcuni piccoli parchi ricavati sulla sponda del fiume.

Tra questi, quello che è impossibile non notare, è quello della villa Pagnoni che si affaccia sull’acqua grazie a una bizzarra costruzione di archi ocra e una torretta color salmone.

Lungo il naviglio troviamo un’altra ruota, probabilmente di un precedente mulino o utilizzata per la produzione di energia. Dietro la grande ruota si trova Villa Castelbarco costruita originariamente nel XII secolo per ospitare un convento.

Vaprio d'Adda - mulino sul naviglio della Martesana

Villaggio Operaio di Crespi d’Adda ^

Lungo la ciclabile sul Naviglio della Martesana, prima di arrivare al capolinea di Trezzo sull’Adda, tra gli alberi della riva del fiume Adda si potrà notare l’architettura del villaggio Crespi. Si tratta di un villaggio operaio del XIX secolo ottimamente conservato e protetto dall’UNESCO. La pianta del villaggio, così come la suddivisione in aree dedicate ai vari livelli di manodopera e dirigenziali, è perfettamente integra e visitabile. In questo villaggio era attivo un cotonificio che attraverso l’energia sprigionata dallo scorrere dell’acqua del fiume Adda, riusciva ad alimentare le sue turbine.

Qui la visita completa al Villaggio Crespi d’Adda, il villaggio operaio patrimonio dell’UNESCO.
Villaggio Crespi d'Adda - Villa Crespi dalla ciclabile sul naviglio della Martesana

Trezzo sull’Adda e la Centrale Idroelettrica Taccani ^

La tappa finale della ciclabile del naviglio della Martesana è Trezzo sull’Adda. Al contrario delle altre cittadine viste fin’ora, Trezzo sull’Adda è l’unica a contenere la preposizione “sul” nel nome, perché è anche l’unica città ad affacciarsi effettivamente sul fiume.

La ciclabile si conclude, completamente immersa nella natura del fiume Adda, alla centrale idroelettrica Taccani. La sua architettura rappresenta uno stile eclettico nel quale lo stile modernista incontra elementi neoromanici. La costruzione di questa centrale, avvenuta tra fine del XVIII secolo e inizio del XIX, è stata fortemente voluta da Cristoforo Benigno Crispi, fondatore del vicino villaggio Crespi d’Adda. L’obiettivo di Crespi era quello di creare una centrale idroelettrica che producesse l’energia necessaria per alimentare il suo grande cotonificio poco distante, lungo il fiume Adda.

Le origini di Trezzo sull’Adda sono piuttosto antiche, infatti risalgono ad ancora prima dell’epoca romana, quando si insediarono i Galli Insubri. Tra le tante leggende legate a Trezzo sull’Adda c’è anche quella secondo la quale Leonardo da Vinci dipinse qui la sua Gioconda.

La ciclabile del naviglio della Martesana termina in questo punto, dopo oltre 40 chilometri dal centro storico di Milano. Da qui partono altre passeggiate e ciclabili che vale la pena fare, ma che diventano impegnative se si è partiti dalla capitale lombarda. Noi decidiamo perciò di fermarci e di ripercorrere l’intero tragitto al contrario. Il ritorno è molto più veloce dell’andata, perché facciamo meno soste per fotografare le meraviglie naturali che incontriamo.

Facciamo giusto un paio di tappe: la prima a Cassano d’Adda per mangiare un gelato e la seconda sotto di un ponte per proteggerci dal forte temporale che è scoppiato sopra la nostra testa.

Itinerario della Ciclabile sul Naviglio della Martesana ^

Ecco le tappe della ciclabile del naviglio della Martesana.

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Ciclabile del Naviglio della MartesanaTutti i dettagli e le foto della ciclabile del Naviglio della Martesana e delle tappe che si incontrano in questa immersione nella natura. Una delle piste ciclabili più belle della Lombardia con partenza dal centro storico di Milano. Leggi tutte le informazioni!https://www.lorenzotaccioli.it/ciclabile-del-naviglio-della-martesana/
Lorenzo Taccioli