Cividale del Friuli – Cosa Vedere nel Borgo Patrimonio dell’UNESCO

Cividale del Friuli e la leggenda del ponte del diavolo

Nel break di qualche giorno in Friuli Venezia Giulia non può di certo mancare una visita a Cividale del Friuli, il borgo inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia, situato ad est di Udine e a una manciata di chilometri dal confine sloveno.

Borgo di Cividale del Friuli - Ponte del Diavolo e Panorama cittadino

Cividale del Friuli dal 2011 è stata annoverata tra i siti Patrimonio dell’UNESCO per via delle testimonianze della presenza dei Longobardi in Italia anche grazie al tempietto longobardo conservato in città.

Il borgo è famoso per il suo Ponte del Diavolo sul fiume Natisone, ma in realtà c’è tanto altro da scoprire nel centro storico. Ecco dunque cosa vedere a Cividale del Friuli.

Cividale del Friuli al Tramonto

Cosa Vedere a Cividale del Friuli ^

Arriviamo nel borgo a metà pomeriggio circa, dopo aver terminato la nostra visita di Trieste e delle sue attrazioni circostanti, come il lager nazista della Risiera di San Sabba e il più allegro castello di Miramare.

Per arrivare a Cividale del Friuli impieghiamo circa un’ora di automobile in direzione nord.

Arrivati in città rimaniamo inizialmente confusi, perché il borgo storico che ci aspettavamo ci sembra piuttosto una città anonima. L’arcano è presto svelato, bisogna proseguire per il cuore del centro storico per vedere il borghetto, annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Lasciata l’auto fuori dalle mura che racchiudono il centro decidiamo di procedere a piedi con la visita delle sue attrazioni. Le distanze sono ridotte e nonostante qualche lieve sali e scendi passeggiare per le sue vie è molto rilassante.

Il traffico è poco anche se, purtroppo, il centro non è totalmente chiuso alle automobili. Le persone sono tranquille e la vita è molto meno frenetica rispetto a quella delle grandi città come Trieste e ciò lo si percepisce subito, appena messo piede in paese.

In diversi punti sono presenti dei grandi pannelli con la mappa della città e un distributore a fianco dove poterne prendere una gratuitamente che ci guida per il centro storico.

Ecco le attrazioni da non perdere in una passeggiata di qualche ora a Cividale del Friuli.

Chiesa di San Pietro e San Biagio ^

La prima tappa si trova subito al di fuori delle mura ed è rappresentata da una piccola chiesetta la cui facciata è interamente affrescata, anche se i segni del tempo non rendono più estremamente riconoscibile i dipinti nonostante il restauro del 2013.

Siamo alla chiesa di San Pietro e San Biagio in piazzetta San Biagio. La costruzione originaria venne eretta nel XIII secolo, mentre quella attuale risale a una ricostruzione di due secoli dopo. Qui c’erano tre piccole chiesette separate dedicate ai santi Pietro, Biagio e Giovanni. L’edificio centrale era rappresentato dalla chiesa di Pietro che reggeva anche le altre due chiese, ma una serie di alluvioni verificatesi nella seconda metà del XV secolo la danneggiarono tanto da far crollare la cupola. Si decise perciò di abbattere le tre costruzioni e farne una nuova.

Gli affreschi sulla facciata risalgono al 1506 – 1508, mentre il portale realizzato in stile gotico fiorito riporta incisa la data del 1492.

Chiesa di San Pietro e San Biagio - Cividale del Friuli

La chiesa di San Pietro e San Biagio è molto piccola, formata da un’unica navata con tetto a capriate. Anche gli interni sono stati affrescati e si possono vedere ancora le tracce dei dipinti originali del duecento e trecento.

La Casa Medioevale ^

Procedendo passiamo nei pressi del Tempietto Longobardo, un’altra delle maggiori attrazioni cittadine. Noi però proseguiamo fino all’ingresso del centro, attraverso le mura storiche. Prendiamo dritti verso il duomo della città, ma prima di arrivarci sono numerosi gli edifici rilevanti in cui ci imbattiamo. Primo tra tutti la Casa Medioevale, ovvero l’edificio più antico di tutta Cividale del Friuli.

Casa Medioevale o degli Orefici a Cividale del Friuli

La sua struttura non può che attirare l’attenzione ed è quindi impossibile che passi inosservata, nonostante si trovi incastrata tra i vicoli interni.

Siamo nell’area del centro conosciuta come Borgo Brossana in Stretta Cerchiari 2 e questa costruzione risale al 1378, quando in città avvenne una rivolta popolare.

Inizialmente pensata come torretta venne adeguata ad uso abitativo. I resti della torre sono ancora visibili sulla destra dell’edificio nel muro a tasselli a corsi regolari. Nei secoli si alternarono al suo interno diverse famiglie di artigiani che utilizzavano la grande finestra al pian terreno per la vendita dei propri prodotti.

Abitata fino agli anni ’60 del secolo scorso, venne poi impiegata come un negozietto orafo. Oggi è invece aperta alle visite dei turisti.

Il primo piano della casa Medioevale era la zona notte, dove in un’unica stanza dormiva tutta la famiglia. Il letto presente è una ricostruzione fedele, soprattutto nelle dimensioni: gli uomini medioevali erano più bassi rispetto ai nostri giorni e inoltre dormivano semi-sdraiati per favorire la digestione e per motivi scaramantici (la posizione sdraiata era riservata ai morti!).

L’ultimo piano della casa era invece riservato alla cucina e sala da pranzo. In questo modo eventuali incendi che potevano svilupparsi all’interno della struttura della casa in legno avrebbero evitato di distruggere tutta l’abitazione.

Museo Archeologico Nazionale ^

Continuando la nostra passeggiata per Cividale del Friuli arriviamo nei pressi di un massiccio edificio la cui facciata è caratterizzata da un lungo porticato davanti all’ingresso.

Questa è la sede del museo archeologico nazionale, fondato nel 1817 e che ormai da 30 anni è stato spostato all’interno della cornice di Palazzo dei Provveditori Veneti, costruito a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Pare che il progetto di questo palazzo sia da attribuire all’architetto Andrea Palladio, protagonista assoluto del Rinascimento all’interno della repubblica veneziana.

Museo Archeologico Nazionale nel Palazzo dei Provveditori Veneti

Il museo archeologico nazionale di Cividale di Friuli suddivide in due il percorso all’interno delle sue sale:

  • al pian terreno si ripercorre la storia della città, dall’età romana fino alla dominazione della repubblica di Venezia con un occhio particolare sul lapidario;
  • al piano superiore, invece, è presente una ricchissima sezione longobarda che spiega l’importanza di questa epoca nella costituzione della successiva epoca medievale.

Palazzo de Nordis ^

Sulla stessa piazza duomo, si trova un altro importante palazzo del centro storico di Cividale del Friuli: palazzo de Nordis, risalente al XV secolo e ristrutturato sul finire del XIX secolo. La costruzione era stata fatta in stile rinascimentale per una famiglia nobiliare che aveva preso qui la residenza. Circa un secolo dopo venne rimaneggiato aggiungendo dettagli manieristici.

Palazzo de Nordis

Proprio questo palazzo ospitava la collezione archeologica prima che venisse trasferita nella nuova sede. Attualmente invece, dopo essere stato utilizzato per mostre temporanee che valorizzano la storia dell’intera regione del Friuli Venezia Giulia, è chiuso e si sta preparando a diventare un museo di arte contemporanea.

Palazzo Comunale di Cividale del Friuli ^

Basta girarsi di 180 gradi per vedere il palazzo comunale cittadino, posto proprio davanti al duomo di Cividale del Friuli.

Siamo nel cuore del centro storico e a separarci c’è solo una strada, purtroppo aperta al traffico automobilistico (io sarei favorevole a chiudere tutti i centri storici alle auto, soprattutto quelli più piccoli che conservano ancora intatta la magia della loro storia).

Davanti a noi la statua di Caio Giulio Cesare a omaggio del fondatore della città e subito dietro la loggia del palazzo comunale. In questo luogo si sono succedute diverse costruzioni, già alla fine del XIII secolo era qui presente una casa comunale, rimaneggiata un paio di secoli dopo e completamente ricostruita nel XVI secolo.

Palazzo Comunale di Cividale del Friuli e statua di Caio Giulio Cesare

In quell’epoca l’accesso al palazzo era dal piano superiore e la scala esterna veniva impiegata anche per dare comunicazione di bandi o condanne. La facciata posta davanti al duomo è arricchita con dei bassorilievi che richiamano il leone di San Marco e la visita dell’imperatore Francesco I d’Austria. Nelle travi della loggia antistante il palazzo, si possono invece vedere gli stemmi delle famiglie nobili cittadine.

Il palazzo Comunale di Cividale del Friuli, costruito in stile gotico, è dotato anche di un cortile interno, nel quale durante gli orari di apertura del comune, si possono vedere i resti di una casa romana del I e II secolo dopo Cristo riscoperti durante il secolo scorso.

Duomo di Cividale del Friuli – Chiesa di Santa Maria Assunta ^

Esattamente davanti al palazzo comunale troviamo il Duomo di Cividale del Friuli, la chiesa di Santa Maria Assunta. In questo spazio era stata costruita la prima chiesa risalente all’VIII secolo che venne però danneggiata da un grosso terremoto durante il XIV secolo.

A circa un secolo di distanza presero il via i lavori di ricostruzione, in stile gotico veneziano. Per svariati motivi i lavori non procedevano e nel 1502 il crollo di una colonna determinò la distruzione di buona parte della nuova chiesa. Ancora una volta venne affidata la ricostruzione della chiesa di Santa Maria Assunta a un architetto che riuscì a portarla a termine nel suo aspetto attuale, con qualche tocco rinascimentale.

Facciata del duomo di Cividale del Friuli e palazzo comunale

La facciata esterna è estremamente pulita e costruita in pietra squadrata con la faccia a vista. Orizzontalmente è presente una divisione in due settori con un cornicione piuttosto marcato e la cui parte inferiore è risalente al periodo più antico della basilica.

Gli interni sono divisi in tre navate, con volte a botte in quella centrale e a crociera nelle laterali. Sopra il portale di ingresso si trova il monumento equestre di Marcantonio di Manzano, condottiero cividalese che morì nel 1617 durante l’assedio di Gradisca. Sopra all’altare maggiore è possibile vedere la pala di Pellegrino II, un importante lavoro di oreficeria composto da 123 lastre d’argento dorato in cui sono rappresentati santi, la Madonna e Gesù Bambino, oltre gli arcangeli Michele e Gabriele.

Negli interni si trovano inoltre una serie di opere e dipinti che spaziano dal XIII al XVII secolo, tra cui un crocifisso in legno del XIII secolo.

Quello che si può vedere ad oggi del duomo di Cividale del Friuli è il risultato di un’ulteriore ristrutturazione, operata solo internamente, che venne eseguita alla fine del XVIII secolo.

Palazzo Levrini Stringher ^

Mentre continuiamo la nostra passeggiata per il centro storico di Cividale del Friuli ci imbattiamo in un palazzo, di tre piani più il sottotetto, riccamente decorato da affreschi, all’incontro tra via Cavour e corso Mazzini. Si tratta del palazzo Levrini Stringher.

Nel lato rivolto verso via Cavour è presente un porticato a quattro archi sorretto da colonne cilindriche e un pilastro in angolo di base quadrata.

Facciate Affrescate del Palazzo Levrini Stringher - Cividale del Friuli

Sulle sue facciate erano presenti affreschi cinquecenteschi di scene sacre e profane, ma vennero totalmente coperte nel XVIII secolo da una mano di intonaco rosa, rafforzato un paio di secoli dopo da uno strato di intonaco giallo. In questi secoli furono fatte anche modifiche strutturali, che si concentrarono principalmente sugli archi e sulle forme delle finestre.

A seguito di un terremoto, nel 1976 vennero fatti dei lavori di consolidamento del palazzo e, quasi involontariamente, emersero gli strati nascosti sotto l’intonaco giallo. Prontamente ci si adoperò per riportare alla luce gli affreschi che contraddistinguevano il palazzo Levrini Stringher.

Le scene affrescate che sono riemerse mostrano quattro santi con al centro la Madonna e Gesù Bambino, le dodici fatiche di Ercole, l’uccisione del leone di Nemea, la Venere con le tre grazie e altre scene più o meno riconoscibili.

Il palazzo Levrini Stringher ospita la “Farmacia Storica”, all’interno della quale si possono vedere alcuni reperti dell’arte farmaceutica operata durante il XIX secolo.

Piazza Paolo Diacono ^

Tra le cose da non perdere in una visita a Cividale del Friuli rientra sicuramente anche una passeggiata per la piazza Paolo Diacono, uno spazio dalla forma insolita e racchiuso all’interno del cuore della città.

Su questa piazza ha sede il mercato del sabato mattina e per questo motivo, fino al 1898 è stata conosciuta come Piazza del Mercato. Il nome della piazza cambiò durante la ricorrenza dei 110 anni dalla morte dello storico longobardo che durante l’ottavo secolo scrisse l’Historia Langobardorum e che nacque proprio in questa città.

Questa piazza era il foro cittadino e in epoca medievale era qui che venivano prese decisioni ordinarie e straordinarie che interessassero la cittadinanza.

L’intero perimetro della piazza è delimitato da palazzi storici ottimamente mantenuti e, quasi al centro, è presente la fontana che per qualche tempo decretò in “piazza della fontana” il nome dell’attuale piazza Paolo Diacono.
Questa fontana era circondata da una struttura simile a una fortezza che rappresentava la cappella pensile dell’Annunziata, nella quale venivano tenute le messe  e sulla quale era presente addirittura un piccolo campanile dotato di orologio. La sua costruzione venne progettata con l’intento di rendere partecipi alle funzioni l’intero mercato.
La struttura divenne fatiscente e venne distrutta agli inizi del XIX secolo per non creare pericolo. La fontana al centro della cappella invece rimase in piedi e, seppur con qualche modifica,  è arrivata ai giorni nostri.

Sulla fontana è stata poi posta la statua di Diana, la dea della caccia, e nonostante la volontà di sostituirla con un momento dedicato a Paolo Diacono, resiste ancora oggi al suo posto.

Nel 1874, durante alcuni lavori su piazza Paolo Diacono di Cividale del Friuli, venne ritrovato il sarcofago di un certo Gisulfo. Non si sa esattamente chi fosse, ma si scoprì essere molto ricco per via del corredo funebre che oggi è in mostra al Museo Archeologico. A testimonianza del ritrovamento è ancora presente una pietra quadrata che indica il luogo esatto della scoperta.

Piazza Paolo Diacono di Cividale del Friuli e casa di Paolo Diacono

Sul lato orientale della piazza è presente la casa di Paolo Diacono, riconoscibile dalla sua forma a torre risalente al XV secolo e sulla cui facciata sono presenti affreschi e finestre decorate con cornici in cotte e una lapide.

Palazzo de Portis ^

Un altro importante palazzo del centro storico di Cividale del Friuli è il palazzo de Portis, di proprietà di una battagliera famiglia locale. La struttura del palazzo è molto articolata e le sue dimensioni sono piuttosto notevoli.

Cortile Interno di Palazzo de Portis

La famiglia de Portis si insediò a Cividale del Friuli a cavallo tra il duecento e il trecento e se dapprima occupava solo la parte di edificio che si affaccia sulla piazzetta interna, nel giro di poco ebbe l’esigenza di allargare i suoi spazi.

Piano piano inglobò tutto l’isolato, continuando a costruire edifici collegati per la servitù, per le stalle e la foresteria.

L’ingresso principale a questo intrigo di edifici è in via Carlo Alberto che, mediante un portale in stile gotico dotato di un arco ribassato porta direttamente al cuore degli edifici.

Facciata del Palazzo de Portis

La facciata probabilmente più conosciuta è quella su via Carlo Alberto, che parte da arco ribassato con aperture al piano terreno, al piano nobile e al secondo piano, tutte incorniciate in pietra piasentina.

Attualmente il palazzo de Portis è occupato come residenza privata e l’accesso a questo antico palazzo è possibile solo attraverso il permesso dei proprietari.

Castello Canussio ^

Un altro edificio molto particolare, ma sempre utilizzato come abitazione privata e per eventi, e quindi non visitabile liberamente,  è il palazzo Creigher Cannussio conosciuto anche come Castello Canussio, nell’estremità settentrionale del centro storico.

Dall’esterno delle mura romane che cingono il castello è ben visibile la torre del castello. L’edificio risale all’epoca tardo medievale e venne costruito tra il VI e l’VIII secolo.

Le mura qui presenti sono la seconda cinta muraria urbana di epoca Romana. Da una visita all’interno del castello è possibile vedere, sotto lastre di vetro che costituiscono parti di pavimento, la successione edilizia delle mura romane che si estendono per circa 60 metri a protezione della città.

Torre e Mura del Castello Canussio di Cividale del Friuli - Sede di Eventi

Il castello Canussio, inizialmente di proprietà della famiglia nobile Canussio, venne ceduto nell’ottocento ai baroni austriaci Creigher che aggiunsero il loro nome al palazzo e che aggiunsero alla struttura uno stile neogotico.

L’Arsenale Veneto – Porta San Pietro ^

Proseguendo la passeggiata tra le cose non perdere a Cividale del Friuli iniziamo ad andare incontro alla sera.. la luce inizia a scaldarsi e il tramonto a scendere sulla città.

Ci troviamo nei pressi dell’Arsenale Veneto, ovvero la Porta di san Pietro che è una degli antichi accessi alla città. Questa parte del centro storico è tra le più antiche di tutta Cividale, infatti il borgo San Pietro fu il primo ad essere dotato di cinta muraria. La porta di San Pietro ai Volti serviva proprio da passaggio attraverso le mura che difendevano il borgo.

Arsenale Veneto - Porta San Pietro di Cividale del Friuli

L’aspetto attuale della porta di San Pietro risale al 1585 e, per via della sua forma a torre e per il fatto che faceva parte della seconda cinta muraria cittadina, costruita dai veneziani, è conosciuta anche come Torre dell’Arsenale Veneto. Nel 1588, infatti, il deposito cittadino delle armi passò da essere nel palazzo del municipio a questa torre, detta anche Torre Armamentaria di Borgo San Pietro.

Nella facciata esterna della porta è presente anche l’antico stemma di Cividale del Friuli, creato su una lastra pentagonale in marmo e posizionato qui nel 1436 su volere del consiglio municipale.

All’interno della torre, nel sottoportico, è invece presente una lapide ebraica del 1465 che racconta della presenza locale di ebrei già secoli prima della nascita di Cristo. Questa lapide sembra però essere un falso, probabilmente inserito dalla sinagoga locale per salvaguardare i rapporti tra la cittadinanza e la comunità ebraica.

Chiesa di San Pietro ai Volti ^

Subito fuori dalla porta dell’arsenale veneto troviamo la piccola chiesa di San Pietro ai Volti, proprio in piazza San Pietro.

Venne costruita come riconoscimento per l’uscita della città dal focolaio di pestenel 1599 e occupa il posto di una precedente chiesa dell’XI secolo.

Chiesa di San Pietro ai Volti

La chiesa venne gestita dai frati cappuccini dal 1615 fino al 1769, quando in questo edificio venne trasferita la parrocchia cittadina di San Pietro Apostolo.

Gli interni sono divisi in tre navate, come si può percepire dalla facciata esterna pulita e illuminata dalla vetrata a semicerchio presente sul portale di ingresso. Ai lati del portale due nicchie semicilindriche completano la facciata e contenevano le statue dei Santi Pietro e Paolo.

All’interno, l’altare maggiore della chiesa di San Pietro ai Volti è creato in pietra e proprio qui sono state spostate le statue dei due Santi una volta presenti nella facciata.

Piazza Foro Giulio Cesare di Cividale del Friuli ^

Un’altra importante piazza di Cividale del Friuli è piazza Foro Giulio Cesare, ancora una volta dedicata al fondatore della città.

Questa volta si tratta però di uno spazio recente, infatti la piazza venne creata agli inizi del secolo scorso, dopo aver raso al suolo alcune case presenti su questo spazio. Il monumento principale presente qui è la statua dedicata ad Adelaide Ristori, un’attrice nata a Cividale del Friuli.

L’opera venne costruita nel 1916, a dieci anni dalla scomparsa della Ristori, e la ritrae nell’interpretazione di una tragedia classica, stretta tra due colonne sovrastate da maschere, simbolo dell’arte del teatro. Sullo sfondo il liceo classico cittadino, titolato a Paolo Diacono.

L’altro monumento importante che si affaccia su piazza Foro Giulio Cesare è la torre mozza, già esistente agli inizi del XIV secolo, ma a cui un paio di secoli più tardi venne tagliata una parte per volere della repubblica di Venezia. Nelle strette vicinanze della torre furono trovati dei resti romani del III secolo, che per motivi economici (probabilmente per i costi di valorizzazione dello scavo) furono reinterrati da lì a pochi anni.

Chiesa di San Francesco di Cividale del Friuli ^

Ad appena centro metri di distanza troviamo la chiesa di San Francesco, la cui costruzione originaria risale al XIII secolo. Attualmente la chiesa è sconsacrata e ospita al suo interno eventi e mostre d’arte temporanee.

La chiesa di San Francesco venne costruita sui resti di una chiesa longobarda e già dagli inizi della sua storia venne impiegata anche per fini civili, proprio qui infatti si trovavano gli arenghi cittadini per discutere sui fatti comunali. Inizialmente era collegata a un convento francescano, soppresso nel 1770.

Al termine della seconda guerra mondiale, durante la ritirata di Caporetto, venne incendiata riportando grossi danni, che furono sanati attraverso diverse ristrutturazioni. Il motivo è presto detto: dal 1915 la chiesa venne utilizzata come deposito militare e lasciarla in piedi avrebbe permesso alle forze locali un rapido rifornimento di armamenti.

La struttura è piuttosto semplice: la facciata a capanna in pietra locale è movimentata solo dalla presenza di un grandissimo loculo centrale che illumina gli interni. Lo stile gotico è reso evidente dalle altezze degli absidi, mentre il vicino campanile a pianta quadrata è in stile romanico.

Gli interni della chiesa di San Francesco di Cividale del Friuli nascondono tantissimi affreschi, dipinti a partire dal XIV secolo. Inoltre, nelle vicinanze del presbiterio è presente una tomba del XIII secolo. L’unica navata della chiesa, con soffitto a capriate, rende l’ambiente spazioso e arioso.

Palazzo Pontotti Brosadola ^

Sempre su piazza San Francesco è presente il palazzo Pontotti Brosadola, risalente al XVIII secolo e il quale nasconde al suo interno numerosi affreschi di Francesco Chiarottini, nato in città nel 1748.

Palazzo Pontotti Brosadola

Questo palazzo rappresenta quasi una contraddizione: nonostante lo stile veneziano espresso in maniera molto modesta, quando venne costruito richiese l’abbattimento di diversi palazzi presenti prima in questa posizione.

Questo palazzo venne voluto dalla famiglia Pontotti, che lo utilizzò come residenza privata e che fece costruire al suo interno un grandissimo salone per le cerimonie, raggiungibile attraverso un bellissimo scalone.

Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli ^

In appena tre minuti a piedi siamo all’attrazione più famosa di tutta Cividale del Friuli: il ponte del diavolo!

Il nome di questo ponte è, ovviamente, legato a una leggenda che ho già sentito in versioni simili adattata ad altre città. In particolare la storia vuole che i cividalesi siano ricorsi all’aiuto del diavolo per costruire questo ponte, il quale chiese in cambio l’anima della prima creatura che vi fosse passata sopra. I cittadini accettarono e in una sola notte il diavolo costruì il ponte. Il popolo però non aveva intenzione di sacrificare una vita umana e così fece percorrere il ponte da un animale. Sono diverse le versioni che indicano in un cane, un gatto o un maiale l’animale che vi passò, ma che comunque permise ai cividalesi di beffare il diavolo che si dovette accontentare.

Un’altra versione della leggenda vuole che il diavolo si sia limitato ad aiutare la costruzione, posizionando il masso centrale su cui è stato costruito il ponte e non abbia fatto in autonomia tutta la costruzione.

La struttura del ponte del diavolo consta di due larghe arcate, costruite intorno alla metà del XV secolo, e permette di attraversare il fiume Natisone. Al centro del ponte, alto quasi 23 metri, si trova un grosso macigno (chiamato in gergo “fuiazze”) che sorregge uno dei tre piloni che sostengono la struttura e che ha determinato l’assimetria del ponte.

Il ponte del diavolo prese il posto di un ponte di legno, risalente a due secoli prima, il quale era però spesso vittima della corrente del fiume Natisone e richiedeva una costante manutenzione.

Purtroppo la struttura attuale non è l’originale, ma una ricostruzione risalente al 1918. Un anno prima, infatti, l’esercito italiano lo distrusse nel tentativo di fermare l’avanzata dell’esercito austro tedesco. Fortunatamente venne ricostruito dagli austriaci seguendo l’aspetto originario e, durante la seconda guerra mondiale, venne solo lievemente scalfito.

Cividale del Friuli e la leggenda del ponte del diavolo

Il punto d’osservazione migliore è il belvedere, nel cortile dietro la Chiesa di San Martino, proprio al di là del ponte.

Chiesa di San Martino ^

Dall’altra parte del ponte, proprio in corrispondenza di un bel punto panoramico sul centro storico di Cividale, c’è la chiesa di San Martino, posta proprio sopra di una piccola scalinata.

Anche in questo caso l’attuale struttura prende il posto di un’antica chiesa del XIII secolo, tanto che nel suo sagrato vennero rinvenute tombe longobarde. Durante i secoli vennero poi fatte sostanziali ristrutturazioni che l’hanno portata all’aspetto attuale.

Chiesa di San Martino vicino al Belvedere sulla cittadina

La facciata della chiesa di San Martino è piuttosto semplice e divisa in tre da due lesene che emergono da blocchi di cemento che si trovano alla base della struttura. Una targa riporta il 1782 come anno di conclusione di questi lavori e, alla destra della chiesa, è presente il campanile a base quadrata.

All’interno della chiesa sono ospitati alcuni mobili originali del XVIII secolo e l’altare è decorato da una grossa pala di inizio settecento che ritrae San Martino a cavallo mentre dona una parte del suo mantello a un povero.

Ipogeo Celtico di Cividale del Friuli ^

Tornati al di là del ponte del Diavolo, in pochi passi, raggiungiamo l’ingresso all’ipogeo celtico. Questo spazio è un insieme di ambienti scavati nella roccia che si sviluppano su più livelli interrati che compongono una forma che ricorda lontanamente quella della lettera K. 

Attraverso una scaletta si entra nella camera centrale dell’ipogeo celtico, dalla quale si diramano tre corridoi

L’ipogeo celtico è unico in tutto il Friuli Venezia Giulia e quindi le sue origini sono piuttosto misteriose, ad oggi ancora non si ha certezza sull’utilizzo iniziale. Due sono le tesi più gettonate:

  • uso funerario e cimiteriale durante l’epoca celtica;
  • delle carceri sotterranee utilizzate durante l’epoca romana o longobarda.

Al di sotto dell’ipogeo celtico di Cividale del Friuli scorre il vicino fiume Natisone e, con ogni probabilità, si è sfruttata una cavità naturale nella costruzione di questo spazio. Probabilmente il primo impiego fu proprio quello di riserva d’acqua. La roccia porosa permette comunque all’acqua di entrare e uscire lentamente. 

Dentro all’ipogeo celtico sono state scavate conche utilizzate come panche o sedute e inoltre sono stati scolpiti due grandi volti che sembrano quasi sorvegliare ciò che accade all’interno. Non mancano anche mensole, loculi e nicchie sempre scavate nella roccia.

Si accede all’ipogeo celtico attraverso un’anonima porta aperta in un muro, riconoscibile attraverso la targhetta gialla che sovrasta e segnala l’ingresso. Per poterlo visitare (gratuitamente), però, è necessario attenersi ai ridotti orari di visita o rivolgersi altrove, come al vicino Monastero di Santa Maria in Valle (tempietto longobardo) o richiedendo le chiave allo sportello Informacittà durante gli orari di apertura.

Tempietto Longobardo nel Monastero di Santa Maria in Valle ^

L’altra delle attrazioni più famose di Cividale del Friuli, insieme al ponte del diavolo, è il tempietto longobardo, conservato all’interno del Monastero di Santa Maria in Valle. Proprio la presenza di questo monumento è valsa alla città l’inserimento nel patrimonio dell’UNESCO. 

Il tempietto longobardo è una viva testimonianza dell’epoca longobarda in questi territori.

All’interno di questa costruzione si sposano alla perfezione elementi longobardi con modelli classici. Il tempietto venne costruito durante l’VIII secolo nel luogo dove prima si trovata il palazzo del signore della città (gastaldo). Nel giro di pochi decenni questo palazzo venne trasformato in monastero e il tempio assunse la denominazione mariana. Tutti questi edifici occupano un terreno precedentemente occupato da strutture paleocristiane e di epoca tardo-romana, come emerso da scavi effettuati nei dintorni.

Il tempietto longobardo è formato da un’unica sala con volta a crociera e con un presbiterio ribassato, ospitato in un loggiato a tre navate. Un lato della sala interna è riccamente decorato con bassorilievi in stucco e dipinti, mentre molte delle altre decorazioni sono andate perse nel corso dei secoli.

Esternamente il tempietto longobardo è caratterizzato da una serie di arcate che delineano i volumi cubici dell’edificio e presenta un ingresso laterale aggiunto in un secondo momento.

Fino agli inizi del XVIII secolo il tempietto venne utilizzato come cappella del monastero adiacente, dopodiché venne utilizzato come sala capitolare del convento. Solo alla fine del XIX secolo le monache di clausura del monastero decisero di donarlo alla cittadinanza, la quale può accedere al monastero attraverso il sentiero pensile costruito ad hoc sul fiume Natisone che giunge fino alla piazzetta di San Biagio. 

Gli orari di visita del tempietto longobardo variano in base alla stagione:

  • dal primo aprile al 30 settembre: dal lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, mentre sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00;
  • dal primo ottobre al 31 marzo: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, mentre sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.00.

All’interno del tempietto longobardo non è permesso scattare fotografie, nemmeno senza l’utilizzo del flash.

Chiesetta di Santa Maria di Corte ^

La lista delle cose da vedere a Cividale del Friuli è ormai giunta al termine e mentre torniamo a fare una visita alla piazza Paolo Diacono illuminata dalle luci della sera, ci imbattiamo quasi per sbaglio nella chiesetta di Santa Maria di Corte

La facciata della chiesa è stretta e racchiusa tra altri edifici, rispetto ai quali risulta anche più arretrata. La chiesetta di Santa Maria di Corte è una chiesa barocca e nasce come piccola cappella della corte ducale, già presente nel XII secolo. 

Chiesetta di Santa Maria di Corte - Cividale del Friuli

Solo quattro secoli più tardi venne ‘ingrandita’ e assume l’aspetto che ancora oggi possiamo vedere, con uno stile lontanamente barocco. Molto particolare è il campanile, più antico e in stile romano-gotico, dotato di una cuspide a forma di pigna in cotto.

L’interno a una sola navata custodisce gli altari in pietra e un affresco di epoca duecentesca che testimonia l’antichità della chiesa. 

Chiesa di San Giovanni in Xenodochio ^

L’ultima tappa delle cose da vedere in un giorno a Cividale del Friuli è riservata alla chiesa di San Giovanni in Xenodochio, che occupa praticamente un lato della piazzetta omonima su cui si trova, subito accanto al centro storico cittadino.

L’attuale struttura neoclassica risale al XIX secolo e prende il posto di una precedente costruzione del V secolo di una basilica paleocristiana e di una necropoli con tombe romane e longobarde.

Il termine xenodochio rappresenta una struttura di appoggio medievale riservata a pellegrini e forestieri e infatti dove ora si trova la chiesa di San Giovanni, durante il VII secolo era stato fondato un ospizio dal duca longobardo Rodoaldo. 

Chiesa di San Giovanni in Xenodochio - Cividale del Friuli

La chiesa di San Giovanni in Xenodochio è formata da una pianta centrale con due cappelle laterali e un presbiterio rialzato. Il soffitto della sala centrale, così come quello della sacrestia è interamente dipinto e affrescato. 

Mappa Itinerario a piedi di Cividale del Friuli ^

Le cose da vedere a Cividale del Friuli sono tutte vicine le une e alle altre e i bei palazzi del centro storico si possono scoprire al meglio passeggiando per le sue vie.

Ecco la mappa dell’itinerario a piedi di Cividale del Friuli per la visita di una giornata.

Leggi anche la guida per l’itinerario di 4 giorni in Friuli Venezia Giulia con mappa e dettagli alla scoperta di questa regione.

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Cividale del Friuli - Cosa Vedere nel Borgo Patrimonio dell'UNESCOCosa vedere a Cividale del Friuli, nella cittadina patrimonio dell'UNESCO. Non solo il ponte del diavolo e il tempietto longobardo, ecco cosa non perdersi!https://www.lorenzotaccioli.it/cividale-del-friuli-cosa-vedere-nel-borgo-patrimonio-dellunesco/
Lorenzo Taccioli