Cosa vedere a Bagnacavallo

Bagnacavallo - Piazza Nuova o Piazza Ovale

Bagnacavallo è una cittadina romagnola dal nome curioso e dal centro storico molto piccolo, che nasconde tuttavia al suo interno qualche perla da visitare. Una passeggiata per le sue vie regala una visita piacevole e poco impegnativa, che vale assolutamente la pena fare se si passa nei dintorni.

Cosa Vedere a Bagnacavallo - Vie del centro

Dove si trova Bagnacavallo ^

Bagnacavallo si trova in Emilia Romagna, all’interno della provincia di Ravenna, dalla quale dista circa 25 chilometri. La città è vicina anche a Lugo e a Faenza e sorge in mezzo alle campagne romagnole, tanto che se giungete da queste parti durante il periodo invernale potreste dover attraversare fitti banchi di nebbia.

La sua posizione strategica l’ha resa un’importante cittadina in epoca durante l’Alto Medioevo e per buona parte del Basso Medioevo, tanto da essere, in quei periodi, il polo principale di tutta la pianura circostante. Dopo aver subito una battuta d’arresto nella sua crescita è oggi un piccolo centro ricco di storia. La sua posizione è vicina al mare Adriatico, ma anche alle prime alture degli Appennini e al parco Regionale del Delta del Po.

Origine del nome Bagnacavallo ^

Un antenato del nome Bagnacavallo lo si trova già citato in documenti del X secolo. La sua origine è legata al fiume Senio, che provenendo da Cotignola, scorreva nell’attuale via Albergone e per il centro storico. Il toponimo Bagnacavallo è legato all’antica presenza di un guado del fiume, attraverso il quale era possibile attraversarlo ma bagnando inevitabilmente i cavalli sopra ai quali ci si trovava.

Itinerario di visita di Bagnacavallo – Cosa Vedere ^

Per visitare Bagnacavallo non vi servirà un’intera giornata, ma sarà sufficiente qualche ora. Il suo centro storico è molto compatto e raccolto e in appena un’oretta di passeggiata lo si girerà tutto. Certo, dovrete prendervi qualche ora in più per visitare i suoi monumenti, ma non sarà necessaria nemmeno mezza giornata. Ciò la rende una destinazione ideale per una visita di passaggio, magari se vi trovate a percorrere la strada che da Ravenna porta fino a Bologna o viceversa.

Nonostante le dimensioni Bagnacavallo ha qualche piccola chicca che vale la pena vedere, come, per esempio la sua piazza Nuova o la bella piazza della Libertà. Ecco dunque cosa non perdere nella visita di qualche ora a Bagnacavallo.

Pieve di San Pietro in Sylvis ^

Prima ancora di raggiungere il centro storico di Bagnacavallo, vale la pena fare una tappa alla pieve di San Pietro in Sylvis, a poco meno di un paio di chilometri dal centro storico.

La Pieve di San Pietro in Sylvis è una chiesa del VII secolo, che rappresenta uno dei luoghi di culto romanico meglio conservati nei dintorni, e venne costruita nelle vicinanze di un precedente tempio dedicato a Giove. La sua struttura è semplice: una pianta rettangolare suddivisa in tre navate con arcate a tutto sesto. Mentre nel suo abside si trovano affreschi del XIV secolo, il vero tesoro della Pieve di San Pietro in Sylvis è nel presbiterio, dove si trova un altare a cippo in marmo della fine del VI secolo e nella cripta ulteriori marmi del VI e VII secolo che vennero impiegati per costruire l’altare. La cripta risale invece all’XI secolo.
Altri tesori custoditi all’interno della Pieve sono resti in arenaria e marmo di un ciborio risalente all’VIII secolo.

Pieve di San Pietro in Sylvis - Bagnacavallo

Il campanile che oggi si può vedere non è storico quanto la chiesa. Quello originario, a pianta rotonda, veniva utilizzato anche come abitazione, ma fu distrutto nel 1736, in seguito ai gravi danni riportati durante il terremoto del 1688. Quello attuale, alla sinistra della facciata, risale al 1933.

Purtroppo però gli orari di apertura della chiesa sono piuttosto limitati e riconducibili a un paio di mezze giornate a settimana. Per questo motivo è necessario informarsi prima, presso la parrocchia di San Michele Arcangelo, se si intende visitare la chiesa.

Chiesa del suffragio ^

Raggiunto il centro storico, la nostra passeggiata tra le cose da vedere a Bagnacavallo prende il via dalla chiesa del Suffragio. Troviamo parcheggio per la nostra auto proprio nella stradina che da davanti la facciata della chiesa scorre verso fuori il centro storico.

Facciata della Chiesa del Suffragio di Bagnacavallo

La chiesa del Suffragio venne costruita nella seconda metà del XVII secolo, su iniziativa dei frati Gesuiti che la dedicarono a Sant’Ignazio di Lojola. Solo dopo la soppressione degli ordini religiosi e al loro ripristino la chiesa passò alla venerabile confraternita del Suffragio.

Quello che più colpisce della chiesa del Suffragio di Bagnacavallo è senza dubbio la sua facciata, dotata di un atrio a portico dove alte colonne in pietra d’Istria sorreggono il porticato posto dopo una breve scalinata e sormontato da un’ampia finestra. 
Internamente gli spazi sono organizzati su di un’unica navata, sulla quale si aprono due cappelle per ogni lato. Tra le poche cose da non perdere all’interno vi è una cantoria in legno intagliato e la pala d’altare che ritrae Gesù bambino in gloria coi Santi Francesco Saverio e Francesco Borgia. Attualmente la chiesa viene utilizzata per esposizioni d’arte.

Interni con opere d'arte della chiesa del Suffragio di Bagnacavallo

Piazza della Libertà ^

In appena pochi passi ci ritroviamo dentro alla piazza principale di tutta Bagnacavallo. Questa piazza ha una forma ampia e si allunga per una buona parte del centro storico. 

Su piazza della Libertà si affacciano i più importanti edifici cittadini, come il palazzo comunale, il palazzo vecchio con la sua torre civica, il teatro Goldoni ed altri antichi palazzi. Davanti alla facciata del teatro Goldoni si trova anche il monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale. La massiccia statua in bronzo è composta da un soldato nudo ed eretto che porta una vittoria alata accompagnato da due fanti sofferenti. L’oper poggia su di un grande piedistallo in marmo. Il monumento risale al 1926 e venne inizialmente creato come celebrazione del fascismo. Solo dopo la seconda guerra mondiale venne dedicato ai caduti delle guerre. 

Piazza della Libertà di Bagnacavallo con palazzo comunale

Nonostante piazza della Libertà esista almeno dall’XI secolo, la forma attuale è dovuta ad un intervento settecentesco, periodo contrassegnato dalle trasformazioni urbane volute dai poteri legati alla chiesa. Inizialmente concepito come luogo ideale per lo svolgimento del mercato cittadino, subito all’ingresso del centro storico, occupava anticamente solo un quarto dell’intera area che oggi è a sua disposizione perché la parte rimanente era sede di antichi palazzi appartenenti alle famiglie nobili, abbattuti per lasciare spazio al nuovo assetto della piazza.

Municipio – il Palazzo Comunale ^

Il primo edificio che ci troviamo davanti in piazza della Libertà è il Palazzo Comunale, ovvero il municipio cittadino. La sua facciata ottimamente conservata è inconfondibile. Eretto a partire dalla fine del settecento, anche il Palazzo Comunale prese il posto di un antico edificio nobiliare, ovvero il palazzo Brandolini. Nel suo aspetto iniziale il Palazzo Comunale era anche dotato di un portico utilizzato per i banchi dei mercanti che veniva identificato con il nome di Portico delle Bugie.

Municipio di Bagnacavallo - Palazzo Comunale

Oggi la sua facciata in stile neoclassico è contraddistinta da un grande portico al pian terreno, nel quale si affacciano alcune vetrine e il massiccio portone di ingresso al municipio. Attraverso il portone si accede ad un ampio scalone a due rampe che porta fino al piano rialzato dove si trovano gli uffici cittadini. In quello del sindaco si trovano ancora oggi tre bassorilievi in marmo del XV secolo.
Sopra all’arcata centrale (delle sette disposte sul fronte), si trova un piccolo terrazzo sul quale si apre una porta dotata di un decoro differente dagli altri. Qui si trova infatti lo stemma della città di Bagnacavallo.

Teatro Goldoni ^

Adiacente al Palazzo Comunale di Bagnacavallo si trova un altro edificio molto importante per la città: il Teatro Goldoni. Questo fu un nuovo teatro per la città, che venne costruito intorno dal 1839 al 1845 e che doveva sostituire il precedente teatro in legno che era ormai obsoleto per le necessità cittadine.

Fu proprio il consiglio comunale a decretare che il nuovo teatro della città dovesse sorgere nella piazza centrale e, più precisamente, adiacente al palazzo comunale. Non è infatti un caso che, guardandolo, sembri in continuità con l’edificio del municipio. Nonostante i materiali differenti (la facciata è interamente in mattoni), le forme esterne sono le medesime: cinque ampi archi danno accesso al porticato e al piano superiore si trovano cinque finestre le cui decorazioni richiamano quelle del palazzo municipale. Al di sopra delle finestre sono presenti cinque ritratti di personalità importanti.

Teatro Goldoni di Bagnacavallo con Monumento ai Caduti

Il Teatro Goldoni venne inaugurato nel 1845 e per costruirlo si rese necessario abbattere ciò che rimaneva dell’antico palazzo Brandolini, già distrutto in buona parte per lasciare spazio al palazzo Comunale. Internamente il teatro presenta una forma a ferro di cavallo e i parapetti dei palchi e la volta sono decorati con affreschi e stucchi. Il sipario venne dipinto a tempera raffigurando La visita del senatore Camillo Gozzadini a Bartolomeo Ramenghi, mentre ai lati si trovano sei medaglioni intagliati nel legno che raffigurano personalità importanti per la città.

Solo nel 1907 il teatro di Bagnacavallo venne dedicato a Carlo Goldoni, in quanto il padre fu un apprezzato medico a Bagnacavallo, dove si trova ancora seppellito. Al suo interno il teatro ospita fino a 400 persone ed ogni anno vede sul suo palco importanti spettacoli di prosa.

Palazzo Vecchio e la Torre Civica ^

Un lato di Piazza della Libertà di Bagnacavallo è invece chiuso dal Palazzo Vecchio, costruito una prima volta nel XIII secolo come sede del Podestà. Purtroppo un incendio ne devastò la struttura durante il settecento e si rese quindi necessaria una ricostruzione durante la quale ne vennero ampliati gli spazi, rialzandolo di un piano. Il suo aspetto non era però ancora quello attuale, perché la storia sfortunata del palazzo non era ancora terminata: durante la seconda guerra mondiale venne pesantemente danneggiato dai bombardamenti e perciò fu nuovamente ricostruito negli anni cinquanta. Ciò spiega il suo aspetto attuale che poco ha a che fare con la storicità del luogo.

Palazzo Vecchio di Bagnacavallo

Oggi il Palazzo Vecchio ospita al suo interno l’ufficio delle informazioni turistiche e alcuni uffici pubblici e, al primo piano, è presente una grande sala utilizzata per mostre e conferenze. Al pian terreno è invece presente un accesso all’antica galleria seminterrata che collega il palazzo a via Trento Trieste che rappresenta un antico sistema di vie di fuga dalla città scavato addirittura nel XIV secolo. Purtroppo è possibile accedere alla galleria solamente durante alcuni eventi.

Al termine di Palazzo Vecchio si trova invece la Torre Civica cittadina, uno dei monumenti più antichi di tutta Bagnacavallo. La sua struttura risale infatti al XIII secolo, mentre l’orologio venne aggiunto agli inizi del XVI. La Torre Civica di Bagnacavallo è alta 35 metri e interamente costruita in mattoni, con una base quadrata. Sul lato orientato verso la piazza si trova una nicchia nella quale è stata inserita una statua della Madonna risalente alla metà del secolo scorso. Nella base della torre si trovano dei grossi chiodi che gli abitanti di Bagnacavallo utilizzavano per appendervi quanto ritrovato lungo la strada, affinché i legittimi proprietari potessero ritrovarlo. 

Torre Civica di Bagnacavallo con Palazzo Vecchio

Internamente la torre è divisa in tre piani, che i bagnacavallesi identificano come infermo, purgatorio e paradiso, anche per via di una delle tante funzioni ricoperte dalla torre, ovvero quella di prigione dal XIII secolo e per ben sette secoli. Al suo interno venne detenuto anche il Passatore (Stefano Pelloni) nel 1849. Oggi la Torre Civica rappresenta un punto di ritrovo per i cittadini.

Chiesa di San Michele Arcangelo ^

Un altro degli importanti edifici che si affacciano su piazza della Libertà è la chiesa di San Michele Arcangelo, la principale tra tutte quelle di Bagnacavallo. Nonostante nei secoli venne continuamente rivista, la struttura originaria risale al XII secolo. L’aspetto attuale è invece imputabile a grossi lavori di ristrutturazione operati nella prima metà del XVII secolo per conferire alla chiesa un aspetto barocco. Davanti a noi vediamo un’imponente facciata in mattoni dotata di tre portali con modeste decorazioni in marmo, posti sopra a tre scalini. Mentre verticalmente gli spazi sono tripartiti da lesene, orizzontalmente si trovano due livelli. Al pian terreno, oltre i tre portoni, si trovano due finestre rettangolari, poste lateralmente. Al di sopra due guglie stringono la parte centrale su cui si apre una monofora dotata di due archetti.

Chiesa di San Michele Arcangelo di Bagnacavallo

Quando la visitiamo internamente ci troviamo davanti uno spazio grande e buio, dotato di tre navate suddivise da alti colonnati in marmo che terminano nell’abside del XV secolo illuminato dall’esterno attraverso vetrate decorate. All’interno dell’altare si trova anche la pala d’altare raffigurante Cristo in gloria coi Santi Michele, Pietro, Giovanni Battista e Bernardino.

Interni chiesa di San Michele Arcangelo

Palazzo Papini Capra ^

Tra le cose da vedere a Bagnacavallo va ricordato anche il palazzo Papini Capra, nel quale ci imbattiamo quasi per sbaglio passeggiando tra le vie del centro. Questo palazzo, dalle dimensioni generose, venne costruito nel XVII secolo e al suo interno ospitò addirittura la regina Cristina di Svezia nel 1662.

Palazzo Papini Capra

Il suo ottimo aspetto è tale per via di un’importante ristrutturazione avvenuta alla fine dello scorso secolo, durante il quale i generosi ambienti interni vennero ridotti per adattarli ad appartamenti ed esercizi pubblici. L’intera facciata del Palazzo Papini Capra poggia su di un basamento a scarpa ed è dotata di due livelli di finestre: quelle al piano terra hanno un decoro con cornici a rilievo e cimasa, mentre al piano superiore hanno frontoni triangolari e ricurvi.

Troviamo uno dei due portoni al piano terra aperto e ne approfittiamo per curiosare un po’. Possiamo vedere un grande cortile interno dal quale parte uno scalone che conduce al primo piano e che è decorato da lesene e grandi statue.

Scalinata interna del cortile del Palazzo Papini Capra

Piazza Nuova ^

Passeggiando per il centro storico ci ritroviamo in un altro dei punti davvero imperdibili di Bagnacavallo: piazza Nuova, anche conosciuta come piazza ovale. La piazza venne costruita nel 1758 appositamente per ospitare il mercato e le botteghe permanenti, per le quali era stato costruito il portico che ancora oggi gira intorno a tutta la piazza. 

Piazza Nuova è in tutto e per tutto l’antenato di un moderno centro commerciale, si tratta infatti di un grande spazio costruito e allestito appositamente per il commercio. Ci si può accedere attraverso due porte aperte sui lati opposti con forma ad arco e il suo perimetro di forma ellittica vede l’alternarsi di ben trenta archi a tutto sesto che si sorreggono su pilastri dalla pianta quadrata. L’intera struttura è ancora una volta costruita in mattoni, come si usava all’epoca e la pavimentazione centrale in ciottoli lascia posto a quella in cotto sotto alla galleria formato dal porticato.

Attualmente l’intera Piazza Nuova di Bagnacavallo è occupata da un’osteria che vanta numerosi posti all’aperto durante il periodo estivo e da piccole botteghe. All’interno del suo perimetro sono spesso ospitate anche rassegne teatrali e cinematografiche, ambientata in una location piuttosto suggestiva.

Chiesa del Carmine ^

Tornando verso la piazza centrale di Bagnacavallo non possiamo fare a meno di notare la facciata della Chiesa del Carmine, anche conosciuta come Chiesa di Santa Maria della Pace. Anche queste edificio venne costruito con mattoni a vista e venne eretto nella seconda metà del XVII secolo. 

Facciata della Chiesa del Carmine

La chiesa venne costruita in uno stile a metà tra il barocco e il neoclassico, nel luogo in cui anticamente si trovava un’antica rocca andata oggi persa. La sua  nascita è inoltre legata a un fatto miracoloso: si narra infatti che venne eretta nel XIV secolo quando imperversavano le lotte tra Guelfi e Ghibellini e si dice che apparì la Madonna a porre fine agli scontri.

Durante  la nostra visita la chiesa è chiusa, ma al suo interno si trova un’unica navata dotata di sei cappelle divise tra i due lati. Dentro alla chiesa del Carmine sono custodite delle preziose opere d’arte, come il dipinto cinquecentesco de “I Misteri del Rosario” o la cappella dedicata al culto della Beata Vergine della Pace, costruita esattamente nel luogo in cui apparì la Madonna che riappacificò gli animi.

Chiesa e convento di San Francesco ^

Dalla strada che congiunge la chiesa del Carmine a piazza della Libertà si nota chiaramente in lontananza  la forma della chiesa di San Francesco, con attiguo il suo grande convento. 

Già nella seconda metà del XIII secolo si narra che a Bagnacavallo fosse presente il convento francescano, ma gli edifici che possiamo vedere oggi, con forme neoclassiche, derivano da diversi rimaneggiamenti delle strutture. Esternamente la chiesa di San Francesco si presenta sempre costruita in mattoni e con un grande portico a tre archi sormontato da una grossa finestra. Gli interni sono con un’unica navata, ma è dotata di ben otto cappelle divise sui due lati. Dentro a ognuna di queste si trovano importanti opere, come un dipinto del Crocefisso risalente al trecento o un bassorilievo della stessa epoca che rappresenta il condottiero bagnacavallese Tiberio VI Brandolini, della nobile famiglia che possedeva il vecchio edificio distrutto per fare spazio al palazzo comunale. A queste opere va aggiunta anche un dipinto della Madonna del quattrocento ed alcuni frammenti degli affreschi trecenteschi che decoravano anticamente la sacrestia. 

Anche il convento di San Francesco, direttamente collegato alla chiesa, risale allo stesso periodo e rappresenta il più antico monastero di tutta Bagnacavallo e uno dei primi conventi dedicato al santo dopo la sua morte.

Durante i secoli il convento di San Francesco subì sostanziali modifiche, le più importanti delle quali nel quattrocento, nel seicento e nel settecento che gli diedero l’aspetto attuale. Gli spazi generosi del convento comprendono, oltre alla chiesa, anche il Refettorio Nuovo, conosciuto come Sala Oriani, un chiostro, un grande scalone monumentale che conduce al primo piano in cui si trovano delle antiche sale ancora non ristrutturate ma impiegate come spazi espositivi. A ciò si aggiungono i sotterranei e la sala delle Capriate, ovvero il grande solaio del convento.

Gli spazi del convento di San Francesco vennero aperti alla collettività in seguito alla soppressione degli ordini religiosi e fino al 1959 ospitarono le scuole cittadine, e durante la seconda guerra mondiale divennero un valido rifugio per  la popolazione che poteva mettersi al sicuro nei suoi sotterranei. Durante il novecento tornarono nel convento anche i frati, i quali occuparono però solo una piccola porzione del grande edificio.

Attualmente all’interno del convento di San Francesco vengono ospitati eventi, mostre e convegni, in occasione dei quali si possono visitare i suoi spazi, altrimenti non accessibili e trova posto anche un piccolo hotel.

Castellaccio ^

Tornati sulla strada principale del centro storico di Bagnacavallo, imbocchiamo via Baracca, una via fatta per lo più di bassi edifici dalle facciate in mattoni, in fondo alla quale possiamo notare il castellaccio, un alto edificio costruito anch’esso in mattone.

Questo palazzo fu costruito nel XV secolo dalla famiglia Malvicini, che le conferì la sua forma fortificata, che le valse proprio il nome di castellaccio. Pare però che nel costruire l’edificio venne riutilizzata un’antica costruzione risalente al XII secolo, rendendolo quindi uno degli edifici più antichi di tutta la città.

Il castellaccio di Bagnacavallo ha al pian terreno uno zoccolo a scarpa che sorregge la struttura, sempre in mattoni, che si chiude con piombatoi d’angolo nella parte più alta della facciata. Attraverso il grande portone ad arco si accede a un androne che, durante le aperture, immette alle sale decorate con affreschi ottocenteschi. Inoltre si trova anche un cortile interno dotato di piccoli edifici utilizzati come servizi.

Gli spazi del castellaccio di Bagnacavallo non sono purtroppo visitabili, perché privati e utilizzati come residenza dalla famiglia Bejor Gaiani.

Torraccia ^

Ritornati in piazza della Libertà la attraversiamo nuovamente e imbocchiamo via Garibaldi. Vogliamo raggiungere la chiesa di San Giovanni e subito dopo un breve tratto con dei bei porticati notiamo la bassa Torraccia di Bagnacavallo

Questo è uno degli edifici più antichi di tutta la città e venne costruito sul finire del XII secolo, prima che la chiesa di San Giovanni fosse costruita. Degli studi sulla struttura della Torraccia e sulla sua posizione fanno pensare che questa facesse parte delle antiche mura che proteggevano il centro cittadino e che, probabilmente, fosse una delle tante proprietà della potente famiglia Brandolini. Lo stile della Torraccia di Bagnacavallo è in linea con la maggior parte degli edifici cittadini: una struttura in mattoni è eretta su di un massiccio zoccolo a scarpa ed è coronato da una cornice in cotto con caditoie.

Torraccia di Bagnacavallo - Edificio più antico della città

Gli spazi interni sono limitati e si compongono di due stanze sovrapposte dotate di volte a crociera. Le poche finestre della Torraccia rendevano gli ambienti bui, ma maggiormente sicuri contro eventuali attacchi dall’esterno.

Chiesa di San Giovanni ^

Adiacente alla Torraccia si trova il cortile della chiesa di San Giovanni, delimitato da una ringhiera in ferro. Come detto la chiesa venne costruita successivamente alla vicina torre e pare risalga agli inizi del XIV secolo, anche se l’aspetto attuale è dovuto a una ricostruzione barocca operata sul finire del XVII secolo in seguito al terremoto del 1688. 

L’ingresso alla chiesa di San Giovanni è possibile per via di un maestoso portone aperto a metà della fiancata sinistra. La sua forma rettangolare è incorniciata da lesene laterali con alti zoccoli in pietra che si congiungono in un frontone diviso in due.

Internamente la chiesa di San Giovanni è a navata unica, chiusa con volte a botte. Sulla navata si affacciano otto cappelle che conducono fino al presbiterio dove l’altare in marmo è dotato di quattro tele settecentesche. Oltre a queste, in una cappella, si trova un pluteo in marmo risalente al VII secolo. Particolare è una delle cappelle, in cui è stata riprodotta la grotta di Lourdes in cui vi fu l’apparizione mariana alla pastorella Bernadette.

Alla chiesa di San Giovanni è poi affiancato l’ex convento delle monache cappuccine, completato da un grande orto interno. Inizialmente costruito insieme alla chiesa per ospitare i frati camaldolesi, venne distrutto dal terremoto del 1688 e ricostruito in stile barocco. Dopo la soppressione degli ordini religiosi venne acquistato dalla monache Cappuccine che, dal 1819 al 1842, ebbero qui una scuola per bambine nobili alla quale si iscrisse anche Allegra, la figlia del poeta George Gordon Byron.

Chiesa dei Battuti Bianchi – Sacrario dei Caduti ^

La nostra visita tra le cose da vedere a Bagnacavallo sta volgendo al termine e ci dirigiamo verso il museo civico delle Cappuccine, che spesso e volentieri ospita suggestive mostre d’arte. 

Nel farlo incappiamo per la chiesa dei Battuti Bianchi, conosciuta anche come Sacrario dei Caduti. Riconducibile al XVIII secolo, venne costruita per ospitare la confraternita dei Battuti Bianchi, mentre oggi è stata dedicata a tutti i caduti di Bagnacavallo durante le guerre. 

I suoi spazi sono limitati e la sua struttura suggestiva. Sulla base in mattoni squadrata si erge una struttura a pianta ottagonale che si chiude in una cupola e che ospita cappelle laterali con importanti dipinti del seicento e del settecento. Nel suo abside sono inoltre esposte le spoglie di Francesco Berti, patriota del risorgimento italiano. Le alte pareti interne sono inoltre decorate con stucchi e fregi e i tricolori apposti alle pareti sono a ricordare la funzione di sacrario dei caduti.

Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo ^

Il museo civico delle Cappuccine di Bagnacavallo è il museo più importante della città. All’interno della sua struttura, che oggi oltre al museo ospita anche la biblioteca e l’archivio storico comunale, si trovava originariamente un monastero.

L’edificio venne costruito nel 1761, adattando ad uso di monastero una vecchia casa con annesso un orto e una chiesetta con un piccolo cimitero. Questi edifici erano già adiacenti a un altro piccolo monastero, utilizzato dalle suore Clarisse. Gli spazi vennero adeguati al nuovo utilizzo, creando un refettorio, una piccola cucina e diverse celle ai piani superiori per le suore, oltre che una piccola chiesetta. Quando nel 1769 le suore scelsero la clausura, si resero necessari ulteriori ampliamenti anche grazie l’acquisizione di nuovo terreno.

Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo

Lo stato di povertà in cui vivevano le suore le rese incolumi dalle prime soppressioni napoleoniche del 1798, che colpirono però le vicine suore Clarisse. Nel 1810 furono coinvolte in una nuova ondata di soppressioni che costrinse le suore a disperdersi e il convento venne acquistato nel 1813 dal conte Guiccioli di Ravenna, che utilizzò questi spazi come una stalla e un magazzino per le scorte alimentari. Solo quando venne ripristinato il potere pontificio le suore poterono rientrare nel monastero e dal 1821 esercitarono le loro attività in città, come l’assistenza in ospedale e come insegnanti per bambini dai 7 ai 18 anni che decidevano di dedicarsi alla clausura. Nel 1969 le suore abbandonarono il monastero e nel 1971 l’intero edificio passò al comune di Bagnacavallo che lo ristrutturò e vi aprì appena cinque anni più tardi un centro culturale che da lì a poco avrebbe contemplato anche il museo civico che ospita le più importanti mostre cittadine.

Negli ultimi anni di permanenza delle suore di clausura, il monastero fu sotto i riflettori nazionali ed internazionali, perché ospitava al suo interno un dipinto di Albrecht Dürer, la Madonna del Patrocinio. Le suore, non sapendo come gestire tanta attenzione, decisero di venderlo per poter ristrutturare il monastero, ma alla fine decisero di lasciarlo e costruirne uno nuovo a Brescia.

Mappa dell’itinerario per visitare Bagnacavallo ^

Ecco la mappa dell’itinerario per visitare Bagnacavallo. Il suo centro storico estremamente raccolto renderà quasi impossibile perdersi tra le sue vie. L’intero itinerario può essere svolto comodamente a piedi: le brevi distanze non affaticheranno nemmeno il più restio all’attività fisica…

https://www.lorenzotaccioli.it/wp-content/uploads/2020/01/Bagnacavallo-Piazza-Nuova-o-Piazza-Ovale-600x400.jpg
px600
px400
Cosa vedere a BagnacavalloScopri cosa vedere a Bagnacavallo con l'itinerario dettagliato, corredato di mappa, fotografie e descrizioni delle singole attrazioni.https://www.lorenzotaccioli.it/cosa-vedere-a-bagnacavallo/
Lorenzo Taccioli