
Clusone è una bellissima tappa da fare se si trovi a visitare la Val Seriana. Personalmente l’ho visitata durante un weekend di trekking nella parte più alta della valle, ed è stata una piacevole scoperta.
Visitando la città potrai infatti perderti tra antichi palazzi affrescati che gli hanno valso il titolo di città dipinta della Val Seriana, numerose chiese e uno degli affreschi più particolari che abbia mai visto: quello della Danza Macabra.
Dove si trova Clusone
Altitudine di Clusone
Itinerario di un giorno a Clusone
Piazza del Paradiso
Chiesa della Beata Vergine del Paradiso
Piazza Uccelli
Palazzo Carrara Spinelli
Museo Arte Tempo
Piazza Sant’Anna
Chiesa di Sant’Anna
Palazzo Fogaccia
Chiesa dei Santi Defendente e Rocco
Basilica di Santa Maria Assunta
Porta della Basilica
Chiesa di San Luigi Gonzaga
Oratorio dei Disciplini
Museo della Basilica
Piazza dell’Orologio
Torre dell’Orologio
Palazzo comunale
Piazza Sant’Andrea
Oratorio delle Dimesse
Piazza Martiri della Libertà
Piazza della Rocca
Chiesa di Crosio
Mappa dell’itinerario di Clusone
Montagna a Clusone
Alberghi a Clusone – Dove dormire
Ecco tutti i dettagli per organizzare la tua visita alla scoperta di Clusone.
Clusone è una piccola cittadina in provincia di Bergamo, quindi in Lombardia. Si trova più precisamente nella Val Seriana superiore, ad est del fiume Serio e rappresenta il capoluogo della comunità montana della Valle Seriana.
Clusone sorge a un’altitudine di 647 metri sul livello del mare.


L’itinerario di un giorno alla scoperta di Clusone si snoda quasi esclusivamente all’interno del centro storico cittadino. C’è giusto la tappa finale, la chiesa di Crosio, che per raggiungerla richiede di salire lungo la collina attraverso un breve e piacevole sentiero nel bosco.
In una passeggiata di poche ore in città riuscirai a visitare tutte le sue piazze e i numerosi monumenti che conserva, grazie alle dimensioni abbastanza raccolte della città.
Ecco tutto quello che puoi vedere a Clusone.


Inizia l’itinerario alla scoperta di Clusone da piazza del Paradiso. Questa piccola piazza deve il nome alla presenza della chiesa delle Beata Vergine del Paradiso, che occupa un intero lato. Il resto della piazza, caratterizzata da una pianta triangolare, è invece chiuso da abitazioni con esercizi commerciali al pian terreno, come bar e gelaterie.


La chiesa della Beata Vergine del Paradiso ha una storia piuttosto antica. Venne infatti costruita su di una cappella quattrocentesca, ingrandendola a più riprese e rifacendola più volte, ultima delle quali durante l’ottocento.
La facciata della chiesa è spoglia e realizzata in pietra locale che, si pensa, provenga da alcuni fortini che ospitarono guelfi e ghibellini. Il portale in pietra è sormontato da un timpano triangolare e, a sua volta, da un rosone circolare. Il tetto è anticipato da una bassa cornice ad archetti.
Gli interni sono riccamente decorati con dipinti sulle volte e nelle cappelle. All’interno della chiesa della Beata Vergine del Paradiso è ancora oggi conservato un affresco quattrocentesco, noto come “Mater Dolorosa“, a cui sono stati attribuiti poteri miracolosi. A renderlo miracoloso c’è il fatto che l’affresco sfregiato con un colpo di spada abbia visto lacrimare tre gocce di sangue alla Madonna. Sono inoltre presenti alcuni dipinti in una sorta di piccola pinacoteca interna alla chiesa. Questi vanno dal quattrocento all’ottocento e sono opere di artisti locali.
In pochissimi passi raggiungerai l’adiacente piazza Uccelli, decorata con numerosi ombrelli appesi tra le case.
La forma della piazza è allungata e irregolare e nei piani terra degli edifici ci sono svariate attività commerciali. I palazzi hanno forme, colore e decorazioni differenti tra loro e tra questi spunta un edificio con la facciata interamente decorata da motivi geometrici sui vari piani e putti all’ultimo piano.


Il palazzo Carrara Spinelli è uno degli edifici storici del centro di Clusone. Realizzato nel seicento come abitazione per la famiglia dei conti Carrara Spinelli, conserva ancora oggi alcuni affreschi decorativi nel cortile e un portale in pietra riccamente lavorato.
Durante i secoli l’aspetto dell’edificio è piuttosto mutato, inglobando al suo interno diversi fabbricati. Il palazzo Carrara Spinelli ha ospitato diversi personaggi illustri tra le sue mura, tra questi ci sono stati Giuseppe Verdi e il politico Carlo Tenca.
Nel giardino meridionale è inoltre presente un’edicola prospettica decorata da affreschi settecenteschi.


La prossima tappa alla scoperta di Clusone è il museo Arte Tempo, ospitato nelle sale del palazzo Marinoni Barca.
Questo antico palazzo appartenne alla nobile famiglia Marinoni, già conosciunta nel trecento. L’edificio conserva ancora una piccola galleria affescata con figure allegoriche.
Il museo Arte Tempo venne realizzato nel 2005 con l’obiettivo di esporre alcuni dipinti di artisti locali, provenienti da lasciti privati. Al suo interno conserva un’ottantina di opere d’arte tra cui dipinti, disegni e sculture, ma c’è anche un museo dedicato ai meccanismi di orologi da torre di ogni epoca.
È infine presente una selezione di arredi collezionati dalla famiglia Sant’Andrea e qui esposti al pubblico.


Raggiungi ora piazza Sant’Anna, anche nota come Corte Sant’Anna. Si tratta di una piccola piazzetta storica, circondata interamente da edifici antichi, molti dei quali decorati con affreschi sulle pareti. La pavimentazione della piazza è in pietra e il nome della piazza è legato alla presenza dell’omonima chiesa.
La chiesa di Sant’Anna è una piccola chiesetta realizzata alla fine del quattrocento e collegata al convento delle suore clarisse francescane. Durante i secoli ha subito diverse modifiche, soprattutto in epoca seicentesca, come il rialzo degli spazi interni.
La facciata della chiesa è alta e stretta e presenta diverse aperture. La principale è il portale ad arco a sesto acuto, affiancato da due finestrelle laterali e da una finestra a mezzaluna nella parte superiore. Ai lati del portale si leggono ancora le tracce di alcuni antichi affreschi, il più leggibile dei quali è la rappresentazione di San Cristoforo. Un altro affresco è presente nella lunetta sopra il portone di accesso e rappresenta la Nascita di Gesù con al fianco i santi Bernardino da Siena, Francesco d’Assisi, la Madonna e Santa Chiara.
All’interno della chiesa sono presenti degli affreschi votivi popolari realizzati tra il quattrocento e il cinquecento e ulteriori affreschi sono presenti nella piccola aula capitolare. A completare l’apparato decorativo della chiesa ci sono alcuni dipinti realizzati tra il seicento e l’ottocento.



In pochi passi sarai al cospetto di palazzo Fogaccia, un imponente palazzo che si presenta come villa signorile costruita a cavallo tra il seicento e il settecento per il conte Vittorio Maria Fogaccia. L’architetto del palazzo fu Giovanni Battista Quadrio di Milano, lo stesso che disegnò la Fabbrica del Duomo di Milano.
Gli esterni si presentano in muratura rustica con pietre scure come cornici alle finestre e ai portali di ingresso. Sul portale di ingresso è presente lo stemma della famgilia Fogaccia: due teste di leone.
Gli interni di palazzo Fogaccia sono decorati da diverse sale affrescate contestualmente alla costruzione dell’edificio da artisti lombardi e ancora oggi ottimamente conservati. Questi sono visitabili solo in alcune occasioni all’anno, così come il resto dell’edificio in cui spiccano la grande galleria e il salone d’onore.





Raggiungi ora la chiesa dei Santi Defendente e Rocco, al termine di via Pietro Fogaccia. La chiesa di San Defendente risale al 1471 e si presenta con un ampio portico a tre campate che anticipa la facciata. Questa chiesa fu costruita durante un periodo di pestilenza, come voto fatto dalla cittadina di Clusone per scampare alla terribile epidemia. I Santi Defendente e Rocco sono infatti i patroni protettori dalle epidemie.
La particolarità di questa chiesa è che sia la facciata esterna che le pareti interne dell’unica navata sono decorate da oltre cinquanta affreschi risalenti a un periodo che va dal quattrocento al seicento. Questi rappresentano principalmente San Defendente, ma anche San Rocco e altri Santi. Frequentemente sono presenti delle iscrizioni di ex voto sotto le immagini votive.






La prossima tappa è ancora una chiesa, questa volta dall’aspetto piuttosto imponente. Si tratta della basilica di Santa Maria Assunta, costruita sul finire del seicento sui resti di una chiesa quattrocentesca, a sua volta costruita sui resti di un antico tempio romano dedicato alla dea Diana. Potrai riconoscerla per via dei suoi alti archi a tutto sesto che caratterizzano la facciata e che anticipano un frontone triangolare. Il campanile risale invece al 1621.
L’esterno della basilica di Santa Maria Assunta si presenta con un lungo portico aggiunto a fine ottocento e che segue il fianco destro della basilica. Attraverso diverse scalinate puoi accedere all’ampio sagrato che anticipa il portico e che è cinto da una balaustra in marmo decorato con le statue dei quattro evangelisti. La facciata è a salienti ma non presenta particolari decorazioni oltre a un finestrone rettangolare.



Gli interni sono distribuiti su di un’unica navata con otto cappelle laterali delimitate da archi ribassati. La navata conduce fino all’abside semicircolare. Gli spazi sono arricchiti da varie sculture settecentesche affiancate a dipinti di pittori clusonesi e non che vanno dal cinquecento al settecento.
A suscitare parecchio interesse c’è la porta della basilica di Santa Maria Assunta. Questa venne installata nel 2010 sostituendo il precedente portale in legno. La particolarità di questa nuova porta, in bronzo, è che è stata realizzata con un’unica colata dallo scultore Mario Toffetti.
Sulla porta sono rappresenti alcuni episodi della vita di San Giovanni Battista.
Praticamente al fianco della basilica di Santa Maria Assunta c’è la piccola chiesa di San Luigi Gonzaga. Le sue origini sono più recenti, venne infatti costruita alla fine del settecento, coprendo l’area dell’antico cimitero parrocchiale. A distanza di poco più di cinquant’anni subì un ingrandimento e un restauro. A inizio novecento venne ulteriormente modificata per poter ospitare alcune statue lignee e, in seguito, per ospitare arredi ed opere d’arte. Solo nel 2003, dopo un ulteriore restauro, tornò ad essere aperta al culto come cappella invernale.
La facciata della chiesa di San Luigi Gonzaga si presenta scandita da quattro lesene e in tre settori verticali. Quello centrale, leggermente avanzato rispetto agli altri, presenta l’ingresso alla chiesa ed è sormontato da una finestra ad arco.
Gli interni sono disposti su di una pianta rettangolare e disposti su di un’unica navata e campata. Il soffitto è intonacato e presenta un affresco che rappresenta Gesù che dice lasciate che i fanciulli vengano a me.





L’attrazione più celebre di tutta Clusone è nell’oratorio dei Disciplini e si chiama la Danza Macabra.
L’oratorio venne costruito a metà del trecento dall’omonima congregazione, ma nei secoli subì diverse modifiche tanto che dell’apparato originale rimane solo il portale ad arco.





A rendere speciale l’oratorio dei Disciplini è però l’affresco sulla facciata orientale realizzata dal clusonese Giacomo Borlone. Questo affresco si sviluppa su tre registri e rappresenta tre temi iconografici medievali della morte: il Trionfo della Morte, la Danza Macabra e l’incontro tra vivi e morti. Questo particolarissimo affresco risale al 1485.
All’interno dell’oratorio sono poi presenti altri cicli di affreschi, come quello sulle Storie di Gesù risalente al 1470, oltre che le statue lignee settecentesche di San Bernardino da Siena e quella di San Sebastiano risalente al 1472.



Per scopire di più dell’arte sacra locale, ma anche delle opere custodite in queste chiese, ti consiglio di visitare il museo della Basilica, interessante anche solo per i suoi spazi riccamente affrescati.
Entrando ti troverai davanti a un bassorilievo del XV secolo con la Vergine incoronata ed angeli. Procedendo passerai per una sala che espone documenti sulla storia della parrocchia locale e della sua chiesa, ma già nella seconda sala, l’ex sagrestria della chiesa, potrai vedere sette affreschi quattrocenteschi prelevati dalla facciata orientale dell’oratorio dei Disciplini.
Procedendo nella visita potrai vedere un baldacchino della seconda metà del cinquecento, antichi dipinti, ex voto, tavole lignee quattrocentesche, reliquiari, ostensori e altri affreschi quattrocenteschi.




Un’altra delle celebri piazze di Clusone è la piazza dell’Orologio che ospita la torre dell’orologio, da cui deriva il nome. Si tratta della piazza principale della città fin dall’epoca medievale quando iniziò ad essere il luogo in cui si amministrava la vita politica e amministrativa di Clusone.
Il ruolo di piazza dell’Orologio è rimasto invariato, tanto che ancora oggi è qui presente il palazzo comunale. Inoltre è al centro di eventi culturali, ospita infatti sulla sua superficie il Clusone jazz Festival, l’arrivo dei carri allegorici del carnevale cittadino e la festa di San Martino.
Su piazza dell’Orologio si affacciano diversi importanti edifici: la torre dell’Orologio, il palazzo comunale, alcuni edifici medievali (tra cui due case torri) e il portico del lino, noto con questo nome perché ospitava il mercato del lino. Questo portico è decorato inoltre da alcuni affreschi e da capitelli scolpiti.


La torre dell’Orologio occupa il fianco sinistro del palazzo comunale. Inizialmente sorgeva distaccata dall’edificio, ma vi fu collegata durante alcuni lavori quattrocenteschi. La torre venne costruita già nel XII secolo.
La torre dell’orologio di Clusone è nota perché ospita un grande orologio costruito da Pietro Fanzango nel 1583. Questo è dotato di un particolare meccanismo per segnare le ore (in senso antiorario), ma anche i mesi, i giorni, i segni dello zodiaco, le fasi lunari, la durata della lunazione e la durata dei giorni e delle notti.
Il meccanismo che fa scorrere oggi l’orologio è ancora in gran parte quello originale costruito dal Fanzango durante il cinquecento ed è ospitato all’interno della torre. Il quadrante dell’orologio è di dimensioni importanti ed è ben visibile dalla piazza, incorniciato all’interno di un affresco.






Il palazzo comunale di Clusone risulta ora collegato alla torre, anche se è di un secolo più vecchio. Durante i secoli venne progressivamente modificato e decorato.
Oggi è scandito da grandi archi al pian terreno e da due piani superiori. Già durante la sua costruzione originale venne pensato appositamente come sede comunale. Solo nel 1428 ospitò al suo interno il podestà o vicario veneto.
Le forme attuali risalgono a modifiche operate tra il quattrocento e l’ottocento. Ad esempio sulla facciata sono ancora visibili i resti delle finestra ad arco acuto risalenti alle modifiche quattrocentesche e chiuse poi agli inizi dell’ottocento.
Oggi presenta numerosi affreschi che vanno dal quattrocento al settecento con temi araldici, celebrativi e votivi sulla facciata meridionale. La facciata orientale è invece completata da una loggetta cinquecentesca affrescata e da un portale settecentesco in pietra. C’è poi la Buca delle Denunce Segrete.
Ti consiglio anche di raggiungere il lato del palazzo opposto alla torre dell’Orologio per accedere al cortile interno dell’edificio attraverso il portale storico, dove potrai scorgere ulteriori affreschi e salire sul porticato al primo piano, ben visibile anche dall’esterno, ulteriormente decorato da affreschi.
Adiacente alla piazza dell’Orologio c’è la piazza Sant’Andrea, su cui si sviluppa il lato orientale del palazzo comunale. Qui, al fianco del portone d’ingresso al palazzo comunale, puoi scorgere la fessura della Buca delle Denunce Segrete. Questa veniva impiegata per denunciare in maniera anonima i malati contagiosi durante le pestilenze.
Il nome della piazza è legata a quello del palazzo Sant’Andrea che insiste proprio qui. Al suo interno sono ora ospitati alcuni uffici comunali. Entrandovi potrai scorgere diversi antichi affreschi.
L’edificio era di proprietà della nobile famiglia Sant’Andrea, celebre perché i suoi componenti furono capitano, colonnello e generale dell’esercito cisalpino e napoleonico.
Palazzo Sant’Andrea venne lasciato in eredità alla comunità affinché vi fosse allestito un ricovero per gli anziani e un museo in cui esporre mobilio, quadri e monete della famiglia. Quello che è rimasto del lascito è ora esposto al museo Arte Tempo.
In pochi passi sarai al cospetto dell’oratorio delle Dimesse, realizzato nel seicento come parte del convento delle monache dimesse di Sant’Orsola, che rimasero qui fino al 1805.
L’oratorio delle Dimesse è dedicato a Sant’Orsola e alla Vergine del Carmelo e conserva al suo interno alcune tele realizzate tra il seicento e il settecento, oltre che un piccolo affresco nella volta.
Lascia il centro storico di Clusone passando per piazza Martini della Libertà. Anche questa piazza è circondata da antichi palazzi, su cui in parte sono ancora visibili resti di affreschi o le insegne di vecchie attività dipinte direttamente sulle facciate affrescate.
Non di minore bellezza sono le cornici in pietra che decorano alcuni degli ingressi degli edifici, così come i balconi dalle cui balaustre in marmo fuoriescono piante e fiori.
Ben più spaziosa è invece la piazza della Rocca, con la sua ampia superficie in pendenza che conduce fino a una grande fontana circondata da una lunga panca in muratura che porta alla strada transitabile.
Intorno alla piazza alberi e siepi creano una quinta verde che in parte nasconde gli edifici più moderni rispetto al resto del centro storico.




Fuori dal centro abitato di Clusone, in una posizione panoramica, puoi vedere la chiesetta di Crosio. Si tratta di un piccolo oratorio cinquecentesco visibile anche dalle vie centrali della città.
Il nome di chiesa di Crosio deriva dalla posizione sulla collina di Crosio, che deriva dal bergamasco “Cros” o “Crus“, che significa “croce”, a testimonianza del fatto che qui fosse piantata una croce.
La chiesa è anche nota come chiesa della Trinità e risale alla fine del cinquecento, ma a distanza di appena una trentina d’anni venne sconsacrata per ospitare i soldati clusonesi andati al fronte per difendere Bergamo dai tedeschi. Quando questi entrarono in città portarono la peste tra i civili e morirono circa 1200 persone.
La chiesa della Trinità venne nuovamente consacrata e subì diverse modifiche, come il campanile risalente all’ottocento o le cappellette in cemento realizzate nel novecento lungo il sentiero che conduce alla chiesa.
Ecco la mappa dell’itinerario per visitare Clusone.
Se, come me, arrivi a Clusone anche per godere delle montagne della Val Seriana, troverai belle soddisfazioni. Intorno alla città e lungo la vallata, partono numerosi trekking che ti permettono di immergerti in contesti naturali davvero molto belli e raggiungere laghi e viste panoramiche.
Ti consiglio un paio di trekking da non perdere:
Nella scelta di dove dormire per visitare Clusone, l’opzione migliore è quella di soggiorno a Clusone stessa. Questa è infatti la città principale della valle e, oltre a disporre di maggiore scelta di strutture in cui poter soggiornare, dispone anche di un maggior numero di ristoranti e attrazioni per i turisti.
Scopri numerose strutture disponibili in città cliccando qui. Ad esempio questo albergo, in centro, dispone di camere nuove e un parcheggio pubblico nelle vicinanze, mentre questo hotel ha camere molto spaziose recentemente rinnovate e una posizione altrettanto centrale.
Se invece sei a Clusone solo di passaggio, in direzione della parte più alta della vallata per fare qualche trekking, un’altra buona opzione è quella di scegliere Gromo come cittadina in cui soggiornare.
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