Cosa vedere a Copenaghen

Nyhavn 17 - Canale piu Bello di Copenaghen

Copenaghen è la città più viva di tutta la Danimarca, oltre ad essere la sua capitale.
Ci si potrebbero passare svariati giorni per visitarla al meglio, perché le sue numerose attrazioni e i tantissimi musei riempiranno facilmente ore ed ore.

I canali che si trovano per tutta la città, buona parte dei quali navigabili, permettono di visitarla anche da un punto di vista non convenzionale. Numerosi sono i ristorantini e i pub in cui fermarsi a bere qualcosa e prendere parte alla vita locale.
Copenaghen si sviluppa su di un territorio tutto sommato limitato e questo la rende una capitale a misura di pedone, tanto che è possibile vedere la maggior parte delle attrazioni passeggiando tra una e l’altra, e quasi non accorgendosene si percorreranno diversi chilometri ogni giorno.
Ovviamente è possibile scegliere anche altri mezzi per visitare la città: un’efficiente rete di bus si somma alla metropolitana che si sta espandendo aggiungendo nuove linee e che è attiva 24 ore al giorno, ma per entrare veramente nel mood danese non potrete tirarvi indietro dal visitare la città a bordo di una bicicletta. Numerosi sono i servizi di bike sharing presenti in diversi punti della città e, oltre a questi, è possibile noleggiare anche un monopattino elettrico che raggiunge circa i 25 km orari di velocità.

Guida Completa alla Visita di Copenaghen in 3 Giorni

Dove si Trova Copenaghen
Cosa Vedere a Copenaghen in 3 Giorni
Primo Giorno – Castello di Amleto e Centro Storico di Copenaghen
Helsingør – il Castello di Amleto e il Centro Storico
Besøg Kronborg Slot – Il Castello di Amleto
Nikolaj Kunsthal – Chiesa di San Nicola
Højbro Plads
Nationalmuseet – Museo Nazionale Danese
Design Museum Danmark – Museo del Design Danese
Rundetardn – la Torre Circolare di Copenaghen
Tivoli – il Luna Park del XIX secolo di Copenaghen
Strøget – la Via dello Shopping
Piazza Nytorv e Piazza Gammeltorv
Piazza Amagertorv
Kongens Nytorv – la Piazza Reale
Nyhavn – il Canale più Bello di Copenaghen
Secondo Giorno – il Museo Louisiana e il Centro Storico di Copenaghen
Louisiana Museum of Modern Art
Palazzo di Christiansborg Slot
Le rovine sotterranee
La torre panoramica di Christiansborg Slot e Børsen
Gli Appartamenti Reali o Sale Reali di Rappresentanza
Nyboder – il Quartiere Antico di Copenaghen (e di Danish Girl)
Kastellet – la Cittadella Fortificata
Sirenetta di Copenaghen
Operaen – Il Teatro dell’Opera di Copenaghen
Piazza Kultorvet
Amager StrandPark – il Mare di Copenaghen
Terzo Giorno – il Centro Storico di Copenaghen e la Periferia
Rosenborg Slot e the King’s Garden
Piano terra di Rosenborg Slot
Primo piano di Rosenborg Slot
Secondo piano di Rosenborg Slot
Piano interrato di Rosenborg Slot
Sala del Tesoro di Rosenborg Slot
King’s Garden o Kongens Have
Vor Frue Kirke – la Cattedrale di Nostra Signora – Duomo di Copenaghen
Københavns Rådhus – il Municipio di Copenaghen e la sua Torre
The Black Diamond la Biblioteca Reale e i Suoi Giardini – Det Kgl. Bibliotek på Slotsholmen – Den Sorte Diamant 
Vor Frelsers Kirke – la Chiesa del Nostro Redentore e il suo Campanile a Spirale
Amalienborg – il Palazzo della Regina
Frederikskirken – la Chiesa di Marmo
Christiania – la Città Libera di Copenaghen
Superkilen – il Parco Pubblico con le Strisce Curve
Den Blå Planet – l’Acquario più Grande del Nord Europa
Mappa dell’Itinerario a Copenaghen con Programma in Giorni
Copenaghen Card Conviene?

Dove si Trova Copenaghen ^

Copenaghen si trova nella isola più orientale, tra le tre più grandi di tutta la Danimarca. In particolare si affaccia proprio verso la Svezia, dalla quale è separata dallo stretto di Øresund, attraversato da un collegamento per metà su ponte e per metà in tunnel sotterraneo che collega questa città a Malmo.

La particolarità di Copenaghen è che lo stesso centro storico è letteralmente diviso in due e sorge su due isole. La parte settentrionale fa parte della grande isola Sjælland (Zelanda), mentre la parte meridionale si sviluppa sull’isola di Amager. Queste due parti del centro storico sono strettamente collegate tra loro attraverso ponti sui quali corrono anche le metropolitane.

Questa suddivisione la si percepisce molto poco visitando la città, perché le distanze tra le due rive sono veramente piccole, mentre è molto più chiara consultando la cartina della città.

Cosa Vedere a Copenaghen in 3 Giorni ^

La visita di Copenaghen può richiedere da un paio di giorni pieni fino ad anche una settimana. Sono molti i fattori che influenzano il tempo necessario, primo tra tutti l’interesse nutrito nei confronti dei tantissimi musei cittadini o la possibilità di spostarsi anche fuori da Copenaghen per vedere alcune delle principali attrazioni dell’isola, come il castello di Amleto, il museo di arte moderna Louisiana, il castello Frederiksborg e altri musei o spiaggette sparse per le vicinanze della capitale.

Io ho scelto di dedicare a Copenaghen tre giorni pieni, all’inizio di un viaggio di circa 10 giorni per tutta la Danimarca. Il quarto giorno, in realtà, dopo aver ritirato l’automobile a noleggio, ne approfitto per vedere altre destinazioni sempre sull’isola di Sjælland, prima di far rotta verso la città di Odense.

I tre giorni a Copenaghen sono molti intensi e ricchi di cose da vedere, approfittando dell’estate e delle tantissime ore di luce, uso a pieno i giorni. L’unica criticità è quella di incastrare gli orari di apertura delle varie attrazioni che, spesso, vi faranno impazzire. I musei e i castelli spesso aprono tardi (intorno alle 10 o alle 11) e chiudono presto (16 o 17). Bisogna inoltre tenere presente che rispetto all’orario di chiusura dichiarato, già da una mezz’ora prima non vi permetteranno più di accedere.

Un valido aiuto (soprattutto economico) lo trovo nella Copenaghen Card, che ha compresa al suo interni un’enormità di musei e attrazioni, praticamente tutte quelle che vorrei visitare. Vale sicuramente la pena fare un programma di tutte le cose che si intendono visitare nei giorni di permanenza a Copenaghen, in maniera tale da valutare l’acquisto della Copenaghen Card e da incastrare temporalmente le visite anche in base agli orari di apertura.

Primo Giorno – Castello di Amleto e Centro Storico di Copenaghen ^

Abbiamo scelto di ottimizzare i primi due giorni di visita a Copenaghen, unendo in prima mattinata la visita di un’attrazione fuori dal centro storico. Attraverso la Copenaghen Card, sono compresi tutti i trasporti all’interno della città, ma anche per le attrazioni esterne, compresi i treni. Mettendo come prima attrazione una al di fuori del centro storico guadagniamo tempo, facendoci trovare direttamente lì per l’orario di apertura. Il primo giorno raggiungiamo quindi in mattinata il Castello di Amleto mentre nella tarda mattinata ritorniamo in centro per dedicarci alla capitale.

Helsingør – il Castello di Amleto e il Centro Storico ^

Arriviamo ad Helsingør intorno alle 10 della mattina, dopo circa un’ora di treno preso alla stazione di Nørreport a Copenaghen. La stazione di arrivo è quella di Helsingør ed è proprio a pochissimi passi dai vicoli del centro storico.

Vista di Helsingør dalla Torre del Cannone del castello di Amleto
Besøg Kronborg Slot – Il Castello di Amleto ^

La prima destinazione ad Helsingør è il castello di Amleto e dopo un caffè americano preso in stazione ci mettiamo in cammino. In circa dieci minuti a piedi arriviamo al Besøg Kronborg Slot dove, in estate, l’orario di apertura sono le 10, mentre durante l’inverno apre un’ora più tardi.

All’interno di Kronborg sono presenti alcuni attori che rimettono in scena la storia di Amleto, che venne ambientata da Shakespeare proprio all’interno di questo storico castello.

Una volta fatti i biglietti possiamo accedere al cortile interno del castello, dal quale partono i collegamenti per diverse aree del castello:

  • la visita agli appartamenti reali;
  • la mostra sugli arazzi del re;
  • le casematte, ovvero i sotterranei del castello, dove nacque la storia di Amleto;
  • la chiesetta interna al castello;
  • la torre del cannone, su cui è possibile salire attraverso una lunga serie di scalini a chiocciola;
  • le cucine del castello.

Tra una visita e l’altra torniamo nel cuore del castello, ovvero il cortile interno, che con la variabilità del meteo danese cambia spesso illuminazione. Qui sono presenti anche dei trampoli in legno che, chi vuole, può utilizzare per cimentarsi in una buffa camminata.

La visita al Kronborg Slot è molto bella e richiederà almeno un paio d’ore. Usciti da qui, prima di tornare in centro a Copenaghen, ne approfittiamo per una visita veloce al centro storico di Helsingør: degne di nota sono le due chiese Sankt Mariæ Kirke con il chiostro Karmeliterklostret e Sankt Olai Domkirke, oltre che il municipio. Questa visita richiederà un’altra oretta circa.

Leggi i dettagli per la visita completa di Helsingør e del castello di Amleto.

Nikolaj Kunsthal – Chiesa di San Nicola ^

Tornati in centro storico a Copenaghen, per arrivare al Museo Nazionale Danese passiamo proprio sotto il campanile della vecchia Chiesa di San Nicola, la Nikolaj Kunsthal. Questa è la terza chiesa più antica di tutta Copenaghen, risalente al XIII secolo. Sfortunatamente l’incendio di fine settecento la distrusse e già dal 1805 venne sconsacrata.

Praticamente l’intera chiesa venne demolita per poi essere ricostruita, ma una parte si salvò: l’antico campanile che possiamo vedere ancora oggi. Inizialmente lo spazio intorno alla torre venne occupato dai macellai che lavoravano e vendevano la loro merce, dopodiché fu lasciato a favore di una ricostruzione della chiesa, riedificata con un richiamo all’aspetto originario. I lavori cominciarono nel 1912. Anche la guglia neobarocca che fa bella mostra di se in cima al campanile è una ricostruzione finanziata nel 1909 che si rifa a quella originale e fa raggiungere alla torre un’altezza di circa 90 metri.

La torre della Nikolaj Kunsthal non è più stata utilizzata ai fini religiosi ma, anzi, ha ospitato al suo interno il museo navale e una biblioteca all’ultimo piano, ma già dal 1957 divenne sede di mostre di arte moderna e contemporanea, esattamente come sta continuando a fare tutt’oggi. All’interno della chiesa di San Nicola si trova infatti il Nikolaj Contemporary Art Center, una delle istituzioni danesi in quanto arte contemporanea, che allestisce al suo interno dalle sette alle nove mostre di artisti danesi e internazionali all’anno.

Højbro Plads ^

Non siamo ancora arrivati al museo nazionale danese, ma continuiamo a camminare nella sua direzione. Passiamo esattamente al centro della prima delle bellissime piazze di Copenaghen che vedremo durante questa vacanza di tre giorni in città: Højbro Plads.

A padroneggiare sull’intera piazza è presente la statua equestre di Absalon, il vescovo guerriero che secondo la leggenda avrebbe fondato la città e che venne posizionata qui agli inizi del secolo scorso, per commemorare i settecento anni dalla sua morte.

Hojbro Plads e Statua Equestre del Vescovo Absalon

Højbro Plads prede il nome dal ponte che vi si trova davanti e che la collega all’isola Slotsholmen. Venne costruita in seguito al devastante incendio del 1795 che lasciò libera quest’area densamente costruita. Lo scopo di questa piazza rettangolare e allungata non era solo quello di creare un buon impatto estetico, ma serviva anche a livello funzionale per interrompere eventuali altri incendi che sarebbero potuti scoppiare. Contestualmente alla costruzione della piazza vennero eretti la maggior parte degli edifici neoclassici che vi si trovano intorno tutt’oggi e, non appena terminata, cominciò ad ospitare il mercato della frutta e verdura.

Nationalmuseet – Museo Nazionale Danese ^

Passiamo per alcuni dei canali che contraddistinguono il centro storico di Copenaghen ma andiamo veloci verso le attrazioni che intendiamo visitare, sapendo che abbiamo le ore “contate” perché chiuderanno verso metà pomeriggio. Per gestirla al meglio visitiamo prima il museo nazionale danese (in chiusura alle 17) e poi il museo del Design (in chiusura, straordinariamente, alle 18).

Il museo nazionale danese è nel cuore del centro storico di Copenaghen, in Ny Vestergade 10, proprio davanti a Christiansborg da cui è separato attraverso il canale Frederiksholms. Tutte le esposizioni sono ospitate in un bellissimo edificio storico. Entrarci significa accedere a un palazzo la cui piazza interna è chiusa sotto una cupola di vetrate e dalla quale partono le scalinate che mettono in comunicazione i vari piani del museo. Questo palazzo risale alla prima metà del XVIII secolo e venne fatto costruire dal re Federico V come sua abitazione. Degli interni di quel palazzo non rimane più nulla e tutte le sale sono state convertite a sede museale con mostre che spaziano su diversi argomenti.

Se volete visitare bene questo museo dovrete dedicargli dalle 2 alle 4 ore, perché piuttosto grande. Se invece avete meno tempo a disposizione potete scegliere quali sono le esposizioni che più vi interessano. L’ingresso è compreso nella Copenaghen Card, altrimenti ha un costo di circa 12 euro.

All’ingresso viene fornita una pratica mappa che saprà guidarvi dentro al museo nazionale danese: al piano terreno è presente un’area dedicata ai bambini e il museo della preistoria danese, con ritrovamenti sorprendenti provenienti dall’intero stato, come la donna del 100 A.D. (un piccolo corpo scuro sotto teca) o come alcune nave vichinghe che occupano un’intera sala o altri tantissimi resti come scheletri animali o strumenti musicali preistorici, come corni.

Al primo piano una mostra denominata “Persone della Terra”, con pezzi provenienti da tutto il mondo che mostrano antichi e attuali usi e costumi, è affiancata a quella dell’età rinascimentale danese, con sorprendenti pale d’altare e abiti d’epoca.

Il secondo piano è occupato da esposizioni sull’etnografie, i giochi e la storia danese nel periodo che va tra il 1660 e il 2000. Quello che sorprende è però la parte del terzo piano, nel sottotetto del museo, con una ricca esposizione egizia, che in ogni parte del mondo ha sempre un grosso successo. Mummie e sarcofaghi qui la fanno da padroni, insieme a monumenti funerari..

Design Museum Danmark – Museo del Design Danese ^

Usciti dal museo nazionale danese ci dirigiamo verso il Design Museum Danmark, utilizzando uno degli autobus di linea che percorre il centro storico cittadino. Anche questi trasporti sono compresi nella Copenaghen Card, che noi abbiamo sottoscritto per la durata di tre giorni. La destinazione è in Bredgade 68.

Il museo del design Danese è una tappa imperdibile per chi è affascinato dallo stile nordico ed è il più importante museo nazionale sull’argomento. La sua storia è molto antica, perché venne fondato addirittura nel 1895 dalla Fondazione Carlsberg insieme alla Confidustria Danese. Anche in questo caso le esposizioni sono ambientate in un edificio storico: l’ex Ospedale voluto dal re Frederik edificato nella seconda metà del XVIII secolo in stile rococò. Mostre permanenti vengono affiancate da temporanee, come quella sulla scuola Bauhaus durante la nostra visita, arricchita anche da workshop. Nella permanente sono invece presenti i pezzi più disparati, da forniture per la cucina, ad apparecchi elettrici, fino a motori o biciclette.

Una parte importante del museo del design Danese è però riservata alle sedute. Un’intera stanza è occupata dalla sedie che hanno reso riconoscibile lo stile danese. Anche l’allestimento di questa sala è piuttosto particolare: sembra di essere in un tunnel illuminato e le cui pareti sono una biblioteca di sedie.

Al piano superiore è presente una ricca collezione di ceramiche, mentre molto bello è anche il cortile interno: verdissimo e pieno di alberi, con una grossa installazione al centro. Sul cortile, chiuso dal museo sui quattro lati, si affaccia anche il café del Design Museum.

Accedendo al museo, prendendo subito a destra, si passerà per la sezione “Danish Design Now”, dove i pezzi sono i più disparati: da oggetti per la cucina e la casa, a biciclette e motociclette. Segue la sezione denominata “20° secolo”, nel quale sono principalmente esposte un’enormità di sedie. Poi troviamo la “Creme de la creme”, ovvero uno spazio in cui sono esposti arredi più o meno ingombranti, come divani, letti, o specchiere che, seduti al loro interno, permettono di vedersi a tutto tondo. Da qui si può salire al secondo piano, con la mostra della grandissima collezione di porcellane.

Scendendo ricominciano le esposizione, con l’ala delle mostre temporanee. La “Bauhaus – It’s all design” celebra i 100 anni della Bauhaus e copre tutti gli aspetti delle attività fatte all’interno di questa scuola spiegando e descrivendo come il design ha continuato ad evolversi anche sotto l’eredità di questi insegnamenti. Ancora una volta questa mostra insiste su come il design possa cambiare in meglio il mondo e la vita delle singole persone.

Rundetardn – la Torre Circolare di Copenaghen ^

Un’altra delle tappe della prima giornata a Copenaghen è la Rundetardn, che nei mesi estivi chiude addirittura alle 20.

La torre circolare è annessa alla chiesa della Trinità che è visibile poco dopo l’accesso alla biglietteria.

Percorriamo l’intera torre in salita, senza scalini, girando intorno al pilastro centrale. Non c’è altra possibilità per raggiungere la sua massima altezza. Le frequenti finestre permettono alla luce naturale di entrare e rimbalzare sui muri bianchi illuminando l’intera struttura.

La Rundetardn venne terminata nel 1642 dopo 5 anni di lavoro e raggiunge un’altezza di quasi 35 metri sopra i tetti della città. Questa è solo la prima delle numerose salite che faremo sulle torri cittadine. La torre è dotata di una rampa elicoidale in cui gli scalini sono totalmente assenti. Il percorso si snoda attraverso sette giri e mezzo intorno al pilastro centrale che è cavo al suo interno e in un punto si può accedere per vedere il buco profondo sotto ai nostri piedi.

L’ispirazione per questa torre, che rappresenta un unicum in tutta la Danimarca, furono i castelli rinascimentali tedeschi. Già durante la sua costruzione venne creata come osservatorio universitario, ruolo ricoperto ancora oggi. Venne voluta dal re Cristiano IV il quale scrisse in prima persona le parole che ancora oggi sono presenti nella parte anteriore: “Che il Signore, la corretta dottrina e la giustizia guidino il cuore del re Cristiano IV”.

Percorrendo la torre, dove aver ritirato il biglietto, facciamo alcune tappe: la prima è la Sala della Biblioteca, che in realtà viene principalmente utilizzata come stanza per mostre e concerti ed anche oggi mette in evidenza creazioni artistiche basate sui colori e materiali. Al suo fianco è possibile vedere le vecchie latrine, dove viene spiegato che tutto era semplicemente collegato a un buco in cui le deiezioni precipitavano giù fino alla base della torre.

Continuando a salire è possibile vedere un’area separata da un vetro in cui sono custodite le travi di legno del sottotetto rinnovate dopo l’incendio del 1728. Da qui è possibile vedere alcuni oggetti storici che giacciono ormai impolverati.

Il punto di interesse successivo è lo spazio cavo all’interno del pilastro centrale. Qui guardando verso il basso vediamo un buco di circa 25 metri. Questo pilastro fu il punto zero geografico della Danimarca per qualsiasi rilievo successivo al 1760.

Arriviamo così a una finestra che ci permette di ammirare il panorama sopra il tetto della chiesa e, a pochi passi, l’ultimo tratto di salita: qui comincia una scala a chiocciola di breve durata che porta fino alla terrazza esterna della torre, che regala un panorama a 360 gradi sul centro storico di Copenaghen.

Arrivati in cima, dopo aver dato un’occhiata su tutta la città circostante, raggiungiamo con una breve scaletta l’osservatorio astronomico, nel quale è ancora presente un grande telescopio del 1929. Questa sala viene ancora utilizzata durante i mesi invernali, diventando di fatto il più antico osservatorio europeo ancora in funzione.

Tornando al panorama sulla città bisogna sapere che le balaustre che proteggono i visitatori vennero realizzate da Caspar Fincke e riportano il monogramma del re Cristiano IV oltre che le iniziali del motto “Regna Firmat Pietas”, ovvero “La pietà rafforza i regni”.

La visita è così terminata, perciò scendiamo lungo la stessa strada percorsa per salire, senza troppa fretta per goderci di nuovo l’essenzialità di questa struttura.

Tivoli – il Luna Park del XIX secolo di Copenaghen ^

Il pomeriggio ha ormai lasciato spazio alla sera, anche se le giornate estive regalano luce fino oltre le 22. Tutte le attrazioni visitabili sono ormai chiuse e così decidiamo di andare in un’altra delle cose da non perdere a Copenaghen, il parco di Tivoli, il cui accesso è compreso nella Copenaghen Card (ma non lo sono i giri di giostra).

Tivoli è il parco divertimenti di Copenaghen: un luna park aperto tutta l’estate, durante Halloween e nei mesi intorno a Natale. Si distingue dai classici parchi divertimenti grazie a uno stile più curato e quasi fermo nel tempo, rifacendosi ai luna park dell’ottocento. Il parco, il cui ingresso è a pagamento, richiama migliaia di danesi ogni giorno, che animano le sue costosissime giostre (un giro può costare intorno ai 12 euro, oltre biglietto di ingresso).

Dentro al parco, le cui dimensioni sono piuttosto generose, specie se si considera che venne costruito all’interno del centro di Copenaghen, sono presenti tantissime giostre, ma anche svariati ristorantini in cui mangiare e alcuni teatri con spettacoli. Non mancano nemmeno aree tematizzate, come l’angolo cinese o quello giapponese.

Tivoli venne aperto nel 1843 e mette a disposizione uno svariato numero di giostre e spettacoli. Inoltre, ogni sabato sera, va in scena uno spettacolo pirotecnico. Ogni venerdì sera d’estate, invece, dopo le dieci di sera si esibiscono rock band locali e danesi sul palco di Plænen. Un altro dei palchi più famosi di Tivoli è il Teatro della Pantomima, costruito nel 1874 sul progetto di Vilhelm Dahlerup, architetto anche del Teatro Reale.

Per circa 30 euro è possibile acquistare un braccialetto che dà diritto all’accesso illimitato su tutte le giostre, mentre volendo acquistare solo pochi biglietti, dovete prepararvi a sborsare dai 4 ai 12 euro a giostra.

Strøget – la Via dello Shopping ^

Usciti da Tivoli, passiamo per la piazza del municipio, che visiteremo meglio nei giorni successivi, e imbocchiamo Strøget, la via dello shopping di Copenaghen. Questa strada collega il municipio alla piazza Reale.

Stroget - Via dello Shopping di Copenaghen

Strøget è la via dello shopping cittadino, nonché la via pedonale più lunga di tutte Europa, e su di questa si trovano i principali negozi cittadini, tra cui il bel Lego Store. Anche le grandi griffe si trovano su questa strada e i danesi vi si riversano per fare acquisti.

A nord di Strøget è presente il quartiere latino, che abbiamo già percorso per vedere la Rundetarn. Il suo nome è dovuto al fatto che ospitava il vecchio campus dell’università di Copenaghen, dove si parlava latino.

Piazza Nytorv e Piazza Gammeltorv ^

Da Strøget prendiamo l’omonima via per raggiungere piazza Nytorv, da non confondere con Kongene Nytorv ovvero la piazza reale.

Piazza Nytorv è una piazza un po’ desolata di sera, ma sulla quale sorge il grande edificio del palazzo di giustizia, utilizzato come municipio cittadino dal 1815 al 1905. Insieme a Gammeltorv forma un unico spazio aperto.

Questa piazza venne creata dal re Cristiano IV, quando approfittando di una rivisitazione in stile rinascimentale del palazzo del municipio, nel 1610, decise di sgomberare l’area della piazza che venne prontamente occupata da un mercato cittadino principalmente destinato alla vendita della carne. Su piazza Nytorv gli animali venivano macellati, per essere poi venduti su piazza Gammeltorv.

Piazza Nytorv fu anche la sede della gogna pubblica, dove andavano in scena le esecuzioni capitali. Dal 1627 al 1728 fu presente un’impalcatura permanente per le esecuzioni, mentre successivamente all’incendio che devastò anche il municipio, venne ricostruita in muratura ottagonale e rimase in funzione per un’altra trentina d’anni. Oggi, nella stessa posizione, è presente un podio creato nella ristrutturazione del 1993 che svolge la funzione di panchina o di palco occasionale.

Quando nel 1795 Copenaghen bruciò per l’ennesima volta il municipio venne totalmente ricostruito sulle ceneri dell’orfanotrofio reale, nell’attuale posizione del palazzo di giustizia. Lo stesso palazzo venne progettato infatti per svolgere la doppia funzione. Terminato di costruire nel 1815 il palazzo era annesso ad una prigione attraverso un arco di passaggio rialzato.

Ancora oggi il protagonista indiscusso di piazza Nytorv è il palazzo di giustizia, con le sua colonne di ordine ionico che caratterizzano la facciata. L’edificio è collegato agli altri palazzi attraverso una breve passerella su entrambi i lati. Siccome il palazzo a sinistra rappresenta l’ex carcere, anche qui l’arco venne rinominato “Ponte dei Sospiri”, come quello veneziano.

Intorno al palazzo di giustizia e su tutte e due le piazze, sono presenti edifici in stile neoclassico, costruiti in seguito all’incendio del 1795.

La pavimentazione più chiara presente su piazza Nytorv, invece, contraddistingue lo spazio precedentemente occupato dal vecchio municipio, antecedentemente agli incendi del XVIII secolo. Il chioschetto che si trova al centro della piazza, e che è presente in numerosi altri punti della città, è uno dei più antichi chioschi telefonici cittadini (oggi riadattati a nuovi utilizzi). Quello presente qui risale al 1913.

Piazza Gammeltorv è invece la piazza cittadina più antica e risale al XII secolo. Al centro di questa piazza è presente una grande fontana, conosciuta con il nome di Pozzo della Caritas, voluta dal re Cristiano IV nel 1610. Fin dalle sue origini la principale funzione di piazza Gammeltorv fu quella di ospitare uno dei mercati cittadini e proprio qui sorse uno dei più antichi municipi cittadini, andato distrutto nella seconda metà del XIV secolo.

Piazza Amagertorv ^

Tornando sulla via di Strøget raggiungiamo una delle piazze più famose e più centrali di tutta Copenaghen: Piazza Amagertorv, su cui si affacciano diversi palazzi storici e dalla quale si può chiaramente vedere ancora una volta il campanile della chiesa di San Nicola. Tra i palazzi che qui trovano sede, c’è un museo di tabacco, un ex convento del 1800 e la casa dell’allora sindaco Mathias Hansen, costruita nel 1616 e caratterizzata da una doppia facciata speculare.

Questa piazza pullula di danesi, che vengono qui per una sosta durante le compere e le passeggiate nella via dello shopping. Ad accoglierli anche i numerosi bar e ristorantini con sedie all’aperto.

Su piazza Amagertorv dal 1897 è presente anche una bella fontana, nota come fontana delle cicogne, per via degli animali ritratti nella scultura centrale e dalla quale sembrano quasi prendere il volo. Questa venne donata alla cittadinanza dal principe (non ancora re) Federico VII in occasione del matrimonio con la moglie.

Il nome della piazza è legato all’utilizzo iniziale che vi si faceva in epoca medievale: proprio qui venivano infatti venduti i prodotti provenienti dai contadini e pescatori della vicina isola di Amager.

Kongens Nytorv – la Piazza Reale ^

Ormai la luce del tramonto sta inondando questo primo giorno a Copenaghen e noi raggiungiamo l’altra estremità della via Strøget: piazza reale, ovvero Kongens Nytorv.

Kongens Nytorv è la piazza più grande di tutta la città e intorno al suo cuore corre la viabilità cittadina. In realtà su questa piazza si affacciano alcuni importanti palazzi cittadini, tra cui:

  • il teatro reale danese: facilmente riconoscibile e caratterizzato da una facciata su cui si aprono tre grandi arcate proprio sopra ad altri tre archi più piccoli e venne costruito nel 1874. L’istituzione del teatro reale risale però al 1748, prima a totale utilizzo della famiglia regnante e poi aperto all’intera cittadinanza. Questo spazio svolge ancora la sua funzione originaria e ospita opere, balletti reale danesi, drammi e concerti di musica classica.
    All’interno del teatro reale danese (Det Kongelige Teater) possono trovare posto fino a 1600 visitatori ed è anche dotato di un alloggio per la famiglia reale.
  • i grandi magazzini Magasin, ospitati all’interno di un enorme palazzo costruito nel 1894 al posto dell’Hotel du Nord, dove Hans Christian Andersen risiedette per nove anni a partire dal 1838.

Anche in Kongens Nytorv, come in piazza Nytorv è presente un piccolo baracchino che veniva utilizzato come cabina telefonica durante il secolo scorso, mentre oggi serve colazioni o vende giornali.

Come molte altre architetture cittadine, anche questa piazza fu voluta dal re Cristiano V nel 1670, estendendo la parte fortificata della città. A ricordo di questo avvenimento fu posizionata nel cuore della piazza una statua equestre dello stesso re. L’aspetto attuale, invece, deriva da una grossa revisione di questo spazio operata nel 1908.

Durante l’inverno questo grande spazio viene utilizzato per montare un enorme pista di pattinaggio sul ghiaccio, che crea un ulteriore richiamo per i cittadini di Copenaghen.

Nyhavn – il Canale più Bello di Copenaghen ^

Praticamente adiacente a piazza Kongens Nytorv parte il canale più bello e vivo di Copenaghen, ovvero il Nyhavn. Questo non è casuale, infatti il Nyhavn venne costruito appositamente per collegare la piazza reale con il porto e lungo i suoi argini si trovarono per molto tempo marinai e scrittori, tra cui lo stesso Hans Christian Andersen che scrisse alcune delle sue più celebri favole proprio mentre viveva su questa via.

Nonostante il suo nome significhi “porto nuovo”, in realtà questo rappresenta il vecchio porto cittadino e venne costruito tra il 1670 e il 1673 su volere di Cristiano V. Vennero impiegati i prigionieri di guerra svedesi nella sua costruzione e permetteva alle navi cariche di pescato di raggiungere il centro. Come molti altri porti, anche questo vedeva avvicendarsi numerosi personaggi, e pullulava di prostitute.

Il ponte che attualmente si può percorrere, più o meno a metà del canale, risale al 1912 e andò a sostituire il precedente in legno costruito nel 1875.

Passeggiando lungo il Nyhavn non ci si può non immergere nella vita mondana cittadina: numerosissimi bar e ristorantini si affacciano direttamente sull’acqua e si aggiungono alle barche che i danesi tengono qui ancorate e sulle quali sono soliti recarsi di sera o nel weekend per godersi un po’ di tranquillità.

Lungo tutto il canale Nyhavn si alternano le facciate di bellissimi palazzi storici, dai colori più disparati, costruite in mattoni, legno e intonaco. Il palazzo più antico qui presente risale al 1681 e si trova al civico 9.

Da qui partono anche le visite in battello che portano i turisti in giro per i canali di Copenaghen alla scoperta della città.

Soddisfatti di questa prima giornata a Copenaghen, ma stanchi per i tanti chilometri percorsi, torniamo alla metropolitana quando la sera ha ormai preso il sopravvento e andiamo in hotel a risposare.

Secondo Giorno – il Museo Louisiana e il Centro Storico di Copenaghen ^

Il secondo giorno a Copenaghen la sveglia suona di buon’ora. Abbiamo tante cose da vedere e vogliamo approfittare al massimo degli orari di apertura di tutte le attrazioni. Per questo motivo, come durante il primo giorno, approfittiamo delle prime ore della mattina per raggiungere una destinazione fuori dal centro storico e dedichiamo poi il tempo rimanente alla scoperta delle bellezze della città.

La prima tappa è il museo di arte moderna Louisiana, e nel primo pomeriggio siamo di nuovo in città.

Louisiana Museum of Modern Art ^

Il secondo giorno a Copenaghen lo cominciamo prendendo il treno alla stazione di Nørreport. La direzione è la stessa di ieri, ma la fermata a cui scendere è prima: Humlebæk. Da qui continuiamo circa dieci minuti a piedi per arrivare al Museo Louisiana, il più importante museo di arte moderna e contemporanea di tutta la Danimarca.

Siamo a circa 35 chilometri a nord di Copenaghen e l’intero plesso si sviluppa sulla costa di Øresund. Visitarlo d’estate è molto bello, perché si può godere a pieno del grande giardino che collega l’edificio al mare e nel quale sono presenti installazioni artistiche e sculture, come quelle di Joan Mirò o una particolare opera in cui sono esposte, attaccate a un filo una lunga serie di mutande usate e illuminate da lampadine.

Il Louisiana Museum of Modern Art venne fondato e progettato nel 1958 ed è una perfetta rappresentazione dell’architettura danese in cui gli edifici si fondono con il paesaggio. Il percorso di visita si snoda attraverso sale aperte sull’esterno, chiuse tra le mura dell’edificio o totalmente illuminate da vetrate che inondano di luce naturale gli ambienti.

Il percorso all’interno del Museo Louisiana è quasi labirintico, tanto che un paio di volte mi sono ritrovato in punti che avevo già visitato quasi senza accorgermene. I pezzi della vastissima collezione permanente sono opere di Giacometti, Picasso, Andy Warhol, Mirò, e tanti altri artisti internazionali e danesi. A questa collezione che occupa già svariate sale, si aggiungono quelle delle mostre temporanee che oscillano tra un numero di 6 e 10 all’anno.

Vale sicuramente la pena prendersi mezza giornata per godere di questa gita a pochi chilometri da Copenaghen, soprattutto se siete interessati all’arte. Se non lo foste, invece, conviene sfruttare il tempo a disposizione per vivere maggiormente il capoluogo danese o per raggiungere un’altra destinazione fuori città, che noi visiteremo il quarto giorno in Danimarca: il Frederiksborg Castle.

Leggi tutti i dettagli sul museo Louisiana di Copenaghen.

Palazzo di Christiansborg Slot ^

Tornati a Copenaghen raggiungiamo subito il palazzo di Christiansborg, di cui un ingresso si trova proprio davanti al museo nazionale danese. In un’ottica di ottimizzazione degli spostamenti avremmo dovuto visitarlo ieri, ma purtroppo gli orari di apertura delle attrazioni danesi non si sposano bene con questi ragionamenti.

All’interno di questo massiccio palazzo si riunisce ancora oggi il Folketinget, ovvero il parlamento danese ed ha sede la Corte Suprema e l’ufficio del Primo Ministro. La visita di questo palazzo si articola in diversi momenti: è infatti possibile visitare separatamente le sue attrazioni oppure tramite biglietto cumulativo. Per chi sottoscrive la Copenaghen Card, invece, gli ingressi sono tutti inclusi.

Alcune delle visite non prevedono nemmeno l’acquisto di un biglietto e sono liberamente aperte al pubblico, come la salita sulla torre di Christiansborg Slot, che regala un bel panorama sulla città e sullo Slotsholmen, ovvero l’isoletta su cui venne costruita questa parte del centro storico, collegata al resto del centro attraverso numerosi ponti.

L’ingresso dalla parte del museo nazionale danese ci fa arrivare direttamente in corrispondenza di un vasto cortile, anticamente utilizzato come maneggio reale. Al centro è presente la statua di Cristiano IX a cavallo. Sul cortile sono presenti anche le scuderie e l’antica rimessa delle carrozze.

In quest’area si trovava un modesto castello della città di Copenaghen, così come si può vedere dai resti sotterranei entrando nelle rovine del palazzo. Nel 1730 il re Cristiano VI decise di abbatterlo per fare spazio all’attuale palazzo, molto più sontuoso e degno della famiglia reale. Nei secoli successivi il palazzo venne più volte colpito da incendi e venne puntualmente ripristinato per due volte, ultima delle quali ad inizio del novecento.

All’interno del complesso di Christiansborg è presente anche la piccola chiesa del castello, nota come Christiansborg Slotkirke, a cui è possibile accedere gratuitamente. Anche questa però rimase vittima di un incendio, proprio nel 1992 scaturito da un fuoco d’artificio. Le conseguenze causarono un cedimento della cupola che venne quindi restaurata quanto più fedelmente possibile all’originale.

Noi, anche per via degli orari di apertura, decidiamo di entrare in tre parti di Christiansborg: le rovine sotterranee, la torre panoramica, gli appartamenti reali.

Le rovine sotterranee ^

Le rovine sotterranee ritengo siano da visitare esclusivamente se si ha tempo a sufficienza. Noi rimaniamo piuttosto delusi e completiamo la visita in appena un quarto d’ora: una volta scesi sotto terra tramite una veloce scalinata ci muoviamo nei sotterranei del grande palazzo, dove possiamo vedere i resti delle mura che mostrano i diversi rifacimenti e le varie epoche. Delle piccole tabelle mostrano i punti in cui ci troviamo e ci spiegano a che epoca e costruzioni risalgono. Qui sotto sono riassunti 800 anni di storie di questi palazzi, a partire dal 1167 quando il vescovo Absalon fece costruire il suo primo castello sulla piccola isola. Questo castello venne costruito come fortezza, che resistesse agli attacchi dei pirati. Nel 1369 il castello venne demolito dalla lega anseatica, dopo un lungo assedio. Successivamente venne edificato il castello di Copenaghen, che rimase in piedi per oltre 350 anni e divenne anche la sede della famiglia reale. Il castello poi, successivamente agli incendi, lasciò spazio all’attuale Christiansborg Slot.

Tra le cose da vedere c’è il Segreto di Absalon, ovvero ciò che resta di una vecchia toilette. Uno scarico porta ad una casa all’interno del castello, oltre la cinta muraria. Qui i soldati di Absalon venivano per espellere i loro “segreti” al di fuori dell’isola su cui sorgeva il castello.

Una parte dei muri era fatta di calcare chiaro, ottenuto da alcune scogliere a sud di Copenaghen. Era stato scelto questo colore, perché il castello fosse ben visibile anche da lontano. I nemici erano tenuti lontani appendendo alcune delle loro teste sulle mura di protezione, così da spaventarli.

Un’altra parte è invece caratterizzata da un doppio muro, riempito nel mezzo da normale pietra. Questa costruzione rendeva l’intera struttura molto elastica e, inoltre, permetteva di resistere anche ad attacchi con macchine che lanciavano pietre contro la muraglia.

Probabilmente l’ultima delle cose che vale la pena vedere sono i resti della cappella del castello di Absalon, rappresentati da due colonne granitiche.

In uno spazio raccolto è possibile vedere anche la prima pietra (Foundation Stone), posizionata da Federico VIII per il rifacimento del Christiansborg Slot del 1907.

La torre panoramica di Christiansborg Slot e Børsen ^
Torre di Christiansborg Slot - Cosa vedere a Copenaghen

Usciti dalle rovine del castello ci rechiamo alla torre panoramica del Christiansborg Slot. Ne approfittiamo perché la fila è diminuita rispetto a prima, ma poi scopriamo che questa rimane aperta oltre le 17, al contrario delle altre attrazioni.

Saliamo in cima alla torre attraverso un doppio ascensore e una breve scalinata. Da qui ammiriamo tutto il panorama circostante e ci togliamo finalmente il dubbio sul palazzo particolare che è presente a pochissimi passi di distanza da qui, con una guglia che raggiunge i 56 metri di altezza e rappresenta quattro code di drago unite tra loro. Questo è il palazzo della borsa, il più antico di tutta la Danimarca, conosciuto come Børsen e voluto da Cristiano IV. La sua costruzione venne cominciata nel 1619 e durò poco più di vent’anni.

La vista dalla torre panoramica è a 360 gradi sulla città e i numerosi pannelli posti su tutti i lati spiegano tutti gli edifici che si stagliano davanti a noi e che caratterizzano lo skyline di Copenaghen.

Gli Appartamenti Reali o Sale Reali di Rappresentanza ^

Appena in tempo per la chiusura arriviamo all’ingresso degli appartamenti reali o sale reali di rappresentanza: il cancello della Regina (Dronningeporten) è l’ingresso ufficiale a questi spazi. Si raggiungono poi attraverso lo scalone del re (Kongetrappen). All’interno di questi lussuosissimi appartamenti vanno in scena gli incontri ufficiali della regina con i capi di stato e i banchetti reali. Gli spazi sono talmente curati che, per visitarli, si viene dotati di soprascarpe per non rovinare le moquette e i parquet delle stanze.

Scalone di Christiansborg Slot

Tra le sale più belle non si possono non annoverare quelle della Biblioteca della Regina: alcune stanze con un’infinità di libri, stucchi dorati e lampadari a goccia. A chiudere i soffitti sono presenti numerose immagini di cicogne. Qui sono conservati una parte dei più preziosi libri antichi della famiglia reale.

La sala più imponente è invece il grande salone chiamato, appunto, Grande Sala. Le sue dimensioni sono di 40 metri di lunghezza e 10 metri di altezza. Questa è caratterizzata da 17 splendidi e moderni arazzi appesi ai muri che descrivono gli ultimi mille anni della storia danese. Su questi arazzi sono ben riconoscibili i personaggi ritratti, tra cui anche alcuni tristemente noti come Hitler o la coppia reale, ritratta come Adamo ed Eva (anche se vestiti) in un giardino dell’Eden in stile danese. Questi arazzi furono creati dall’artista danese Bjørn Nørgaard fino agli anni 2000 e richiesero oltre dieci anni di lavoro.

Verso la fine della visita degli appartamenti reali arriviamo invece alla Sala del Trono, dove due troni sono posizionati davanti a un fondale damascato. Questa è la sala nella quale gli ambasciatori stranieri vengono ricevuti dalla regina e porgono le loro credenziali.

Nyboder – il Quartiere Antico di Copenaghen (e di Danish Girl) ^

La prossima tappa della nostra giornata è il quartiere antico di Copenaghen, ovvero il Nyboder, conosciuto per essere stato il set di alcune scene del film The Danish Girl.

L’intera zona residenziale è composta da file di basse case gialle che vennero costruite a partire dal 1631 e fino al 1641, quando lo spazio per le abitazioni era piuttosto limitato. Inizialmente queste case erano state pensate per il personale della Marina Militare, sotto il volere diretto del re Cristiano IV.

Presto gli spazi si dimostrarono però insufficiente e per andare incontro al dilagante sovraffollamento, circa un secolo dopo si cominciò a costruire su più piani. Quanto visibile ad oggi a Nyboder, però, è l’insieme delle ricostruzioni ottocentesche dell’intero quartiere. In Sankt Pauls Gade è presente il museo di Nyboders Mindestuer, in cui è stato conservato uno degli edifici originali.

Originariamente le case erano di colore rosso e bianco, ma il giallo in cui furono ridipinte entrò talmente tanto nell’immaginario comune che il “Nyboder yellow” viene utilizzato come riferimento alla loro tonalità di giallo in tutta la Danimarca.

Ancora oggi le case costruite a Nyboder vengono utilizzate dal personale della Marina Militare, dell’esercito, dell’aeronautica militare, ma anche da semplici cittadini che ne possono fare richiesta.

Kastellet – la Cittadella Fortificata ^

Oltre a Nyboder, lungo la strada che ci connette fino alla Sirenetta di Copenaghen, arriviamo a Kastellet, ovvero la cittadella fortificata di Copenaghen.

Kastellet è unita al resto della città attraverso due ponti, costruiti sui lati opposti. Sorge quindi su un isolotto a forma di stella, voluto da Federico III nel 1662, dopo che il progetto simile del 1626 del re Cristiano IV  venne distrutto dalla dominazione svedese. I bastioni che la circondano sono piantumati e verdeggianti e al suo interno possiamo vedere le caserme settecentesche e una cappella che ancora oggi ospita saltuariamente qualche concerto.

Oltre a questi sono presenti diversi edifici, quasi esclusivamente di origine militare: la casa del comando (Kommandantboligen), le caserme (Stokkene), la prigione, la polveriera e i magazzini sud e nord.

Mulino a Vento a Kastellet

Passiamo al suo interno e già all’inizio della strada che divide in due Kastellet è possibile vedere in lontananza il ponte opposto. Prima di uscire, però, saliamo sui bastioni nei quali passeggiamo e raggiungiamo il mulino a vento che caratterizza questo isolotto.

Questo spazio venne occupato dai nazisti nel corso della seconda guerra mondiale, mentre oggi ospita il ministero della difesa danese. L’ingresso all’isolotto è comunque consentito fino a tarda sera ed è gratuito.

Oltre Kastellet, a sud est rispetto all’ingresso, venne costruita la grandissima fontana di Anders Bundgaard, che raffigura la dea nordica Gefion intenta a incitare i suoi buoi. Poco distante è presente anche la chiesa anglicana di St Alban, costruita a fine dell’ottocento a causa del crescente numero di inglesi in città.

Sirenetta di Copenaghen ^

Uscendo da Kastellet in appena 10 minuti a piedi in direzione del mare arriviamo alla statua della Sirenetta. Onestamente non sono rimasto particolarmente deluso da questa attrazione, contrariamente a quanto avviene per centinaia e centinaia di turisti. L’essermi informato bene prima di partire ha probabilmente abbassato le mie aspettative.

La statua della Sirenetta è infatti uno dei monumenti più conosciuti di tutta Copenaghen, ma anche uno dei più insignificanti. Questa è una piccola statua posta su degli scogli vicini alla riva e all’interno del canale. La sua creazione avvenne per merito di Carl Jacobsen, un industriale della birra, che rimase colpito da uno spettacolo sulla storia della Sirenetta sceneggiato sulla fiaba di Andersen. Nel 1909 decise quindi di rendergli omaggio e commissionò alla scultore Edvard Eriksen una statua del personaggio. La statua ritrae in viso il volto della ballerina dell’opera che impressionò Jacobsen, mentre per il corpo posò la moglie dello scultore.

La statua ha dimensioni piuttosto esigue: raggiunge un’altezza di 1,25 metri e la sua struttura in bronzo ha un peso di circa 175 chilogrammi. Purtroppo la statua della Sirenetta non è mai stata particolarmente amata dagli abitanti locali, che più volte la danneggiarono, rompendole braccia o tagliandole via la testa. Nel 1990, dopo un tentativo di segare via la testa che causò un taglio di oltre 18 centimetri di profondità, venne sostituita con una identica creata con un unico blocco metallico, ma gli atti vandalici nei suoi confronti non si placarono comunque.

Quello della Sirenetta rimane comunque un personaggio iconico per tutta la Danimarca, così sono state create altre versioni della statua: una del 2006 commissionata dalla Carlsberg e posizionata poco lontano da qui, l’altra del 2012 posizionata a Helsingør che non è dotata di coda e ritrae una Sirenetta di sesso maschile.

Operaen – Il Teatro dell’Opera di Copenaghen ^

Decidiamo di tornare in centro passando per il lungocanale. La passeggiata è in assoluto una delle più ventose di tutta la Danimarca, ma ci permette di avvicinarci al canala Nyhavn attraverso le suggestive architetture che contraddistinguono Copenaghen.

Tra le cose da vedere a Copenaghen si deve annoverare l’Operaen, il teatro dell’opera di Copenaghen progettato dall’architetto Henning Larsen e costruito nel 2005 e costato un miliardo di euro, trasformandolo in uno dei teatri dell’opera più costosi al mondo. L’Operaen è un grande edificio costruito principalmente in vetro e acciaio ed è dotato di  due palcoscenici, quello più piccolo è conosciuto come Takkeløftet ed è utilizzato per spettacoli sperimentali.

Il teatro dell’opera è uno dei maggiori edifici di Christianshavn, l’isolotto interno a Copenaghen fondato da Cristiano IV agli inizi del XVII secolo, pensandolo come centro dei commerci e avamposto militare.

L’Operaen è posizionata praticamente davanti ad Amalienborg, la residenza ufficiale dei reali danesi, ma dalla parte opposta del canale.

Piazza Kultorvet ^

La nostra passeggiata continua sul canale Nyhavn e prosegue verso la bella piazza reale che abbiamo già avuto modo di scoprire in questi giorni. Siamo un po’ stanchi e quindi decidiamo che è giunta l’ora di tornare in hotel. Abbiamo preso un hotel leggermente fuori dal centro storico, in direzione sud, esattamente sulla linea della metropolitana così da essere comodi nel raggiungerlo.

Per farlo ci rechiamo quindi alla fermata metropolitana di Nørreport, a cui siamo arrivati e da cui siamo partiti più volte in questi due giorni. Già dall’imbocco della fermata abbiamo potuto scorgere poco distante piazza Kultorvet e, senza fretta, decidiamo di allungarci per poterla vedere meglio.

Piazza Kultorvet è posizionata al centro del quartiere latino della città e anche su questa piazza è presente una delle vecchie cabine telefoniche di Copenaghen dello scorso secolo, oggi utilizzata come piccolo bar per colazioni. L’intero perimetro della piazza è composto da ristorantini e bar. Questa zona è molto vissuta dai cittadini, tanto che durante le estati si organizzano frequentemente concerti in questo spazio.

Proprio qui era posizionata la biblioteca centrale di Copenaghen, prima di essere spostata nell’edificio moderno che vedremo domani. Piazza Kultorvet prese importanza a partire dal XVIII secolo, a seguito dell’incendio del 1728 che distrusse la città, quando vi venne spostato il mercato cittadino. Già prima, però, avveniva qui il commercio di carbone, legna e torba, in una piazza più piccola che si è progressivamente ampliata con l’abbattimento di diversi palazzi.

Nel 2013 piazza Kultorvet è stata ristrutturata insieme all’area circostante, tutta pedonale. Al centro è presente un impianto circolare che viene utilizzato come tribuna durante gli eventi che avvengono in piazza o come semplice panchina durante tutti gli altri giorni. Sempre qui vediamo la statua The Elder Mother di Hanne Varming che rappresenta una coppia di anziani seduti su di una panchina in contemplazione di ciò che avviene. Sembra che l’ispirazione per questa scultura sia arrivata dall’omonimo romanzo di Andersen del 1851, a sua volta ispirato ai propri genitori.

Al civico 14 è invece presente l’unico palazzo risalente alla ricostruzione postincendio, e più precisamente al 1730. La grande maggioranza delle altre ricostruzioni, invece, è risalente agli inizi del secolo successivo.

Amager StrandPark – il Mare di Copenaghen ^

Arriviamo alla nostra fermata della metropolitana (Øresund) e anziché andare dritti in hotel decidiamo di fare una passeggiata nella vicina spiaggia, mentre il sole continua a tramontare.

Amager StrandPark è in realtà una piccola laguna artificiale, dove ci immettiamo per una passeggiata tranquilla e piacevole, dopo aver attraversato un piccolo ponte in legno. Il sentiero si snoda tra le dune di sabbia e la bassa vegetazione e dal quale si possono vedere alcuni elementi che caratterizzano lo skyline cittadino: le pale eoliche, il ponte che collega Copenaghen a Malmo e i palazzi moderni che sorgono in quest’area a sud est del centro storico.

Durante l’estate questa spiaggia si riempie di danesi che vogliono godersi il sole, a pochissimi minuti (appena 5) dal centro storico di Copenaghen. Da fine giugno a fine agosto apre anche Helgoland, uno stabilimento balneare in stile retrò con tante piscine aperte ai visitatori. Noi siamo in anticipo ed è ancora chiuso, e a quest’ora della sera intorno a noi troviamo sportivi che fanno surf o una corsetta.

Terzo Giorno – il Centro Storico di Copenaghen e la Periferia ^

Il terzo giorno a Copenaghen lo dedichiamo interamente alle cose da vedere in città, senza uscite nei paesini confinanti. Consci degli orari ‘scomodi’ della Danimarca ci aspettiamo di non riuscire a fare tutto, ma rimaniamo piacevolmente sorpresi di come incastriamo le cose e facciamo molto più di quanto ci aspettavamo, tanto che aggiungiamo un paio di tappe che non avevamo nemmeno preventivato, come uno dei parco giochi più famosi della città e un salto all’acquario, che per questa giornata settimanale rimane aperto fino a “tardi”.

Ecco dunque cosa fare il terzo giorno a Copenaghen.

Rosenborg Slot e the King’s Garden ^

La prima tappa è una di quelle che non può mancare nella visita di Copenaghen. Un altro dei castelli reali presenti in Danimarca, ovvero il Rosenborg Slot a cui è attaccato il King’s Garden.

Arriviamo per l’orario di apertura così da evitare i troppi visitatori e ottimizzare la nostra giornata.

Il castello di Rosenborg venne fatto costruire nel XVII secolo da Cristiano IV come luogo di piacere. Gli piacque talmente tanto che divenne presto la sua residenza preferita. Nonostante questo re governasse insieme al Consiglio Privato, quando il potere passò al figlio Federico III, nel 1660, venne istituito l’assolutismo. Così nel palazzo è possibile vedere lo sfarzo e la magnificenza degli arredi della monarchia assoluta.

Già il secolo successivo Rosenborg venne dismesso come residenza, ma divenne una sorta di archivio, dove la monarchia conservava gli oggetti più importanti, antichi e preziosi che possedesse. Ancora oggi, nei suoi sotterranei, si possono ammirare i gioielli della monarchia e le bellissime corone. Nel 1838 il castello venne aperto al pubblico come museo e conserva tutt’ora questa vocazione.

Scalinata nella torre di Rosenborg Slot

In biglietteria è possibile ritirare una brochure piuttosto completa per la visita del castello, suddivisa per piani, tra cui ci si muove attraverso una scala a chiocciola interna.

Piano terra di Rosenborg Slot ^
Salone di Inverno di Cristiano IV

Al piano terra, tra le più suggestive, c’è il salone d’inverno di Cristiano IV. Questa è la prima stanza a cui si accede e che introduce agli ambienti cupi che caratterizzano tutto questo piano. Alle pareti numerosi dipinti e opere d’arte olandesi. Tra questi si nascondono alcune piastrelle mobili che celano dei canali musicali segreti. Nella teca è invece conservata la statua equestre che ritrae Cristiano IV. Questa venne vinta dal re durante un torneo a cui partecipò in occasione del suo incoronamento nel 1596.

Camera da letto di Cristiano IV

Proseguendo nella visita passiamo per la camera da letto di Cristiano IV, dove lo stesso re morì nel 1648. Sono qui esposti anche i vestiti insanguinati del re, che risalgono a una battaglia navale tra Danimarca e Svezia del 1644, nella quale il re perse la vista da un occhio.

Salone di Marmo Rosenborg Slot

Sorprendente è il salone del marmo, decorata con scagliola italiana nel 1668. L’intera sala è un inno alla monarchia assoluta: sulle pareti sono presenti gli stemmi svedesi, danesi e norvegesi, mentre sul soffitto i putti sostengono le insegne regali.

Camera di Cristiano V

La visita continua nella camera di Cristiano V, dove sono appesi i ritratti del monarca e di sua moglie Carlotta Amalia.

Primo piano di Rosenborg Slot ^

Il primo piano del castello di Rosenborg è invece molto più frammentato, con circa 15 ambienti. Il primo che incontriamo è il gabinetto laccato della principessa, nel quale dietro alle teche è possibile vedere le decorazioni in stile cinese laccate sulle pareti del 1665, tra le più antiche al mondo.

Primo Piano di Rosenborg Slot - Sala di Federico IV con Tavolo Intarsiato

Successivamente arriviamo alla Sala di Federico IV, dove fa bella mostra di se il tavolo intarsiato di pietre-semi preziose donato dal granduca di Toscana a Federico IV. Le decorazioni pesanti alle pareti, con motivi floreali, contribuiscono a rendere cupa l’intera sala.

Rosenborg Slot La rosa - Credenza in Noce con Orchestra Meccanica

La sala più grande del primo piano è “la rosa”, nella quale l’arredamento risale ai tempi di Federico V. Protagonista della sala è l’orchestra meccanica ospitata nella credenza in noce che, grazie a un particolare restauro, è tornata in grado di emettere la sinfonia originale.

Procediamo più velocemente nelle rimanenti sale del piano, fino a raggiungere nuovamente la scala a chiocciola che ci conduce al piano superiore.

Secondo piano di Rosenborg Slot ^

Il secondo piano di Rosenborg Slot è quasi totalmente dedicato alla Grande Galleria, ovvero un imponente salone che è in grado di trasmettere tutto lo sfarzo dell’assolutismo dell’epoca. Da una parte sono posizionati tre leoni d’argento del 1670 che fanno da guardia ai troni del re e della regina, costruiti in dente di narvalo e argento. Al centro del soffitto a volta, invece è posizionato lo stemma araldico nazionale. Sulle pareti sono appesi 12 arazzi che celebrano le vittorie di Cristiano V nella guerra contro lo Svezia tra il 1675 e il 1679.

Due gabinetti si aprono sul lato destro della Grande Galleria: il gabinetto dei Vetri, in cui sono custoditi un numero altissimo di oggetti in vetro per la maggior parte provenienti da un viaggio a Venezia e il gabinetto delle porcellane, dove è possibile vedere porcellane provenienti da tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone e tre importanti poli produttivi europei: Francia, Germania e Danimarca.

Stanza delle Insegne Regali

Sempre su questo piano è presente la Stanza delle Insegne Regali, dove il re Cristiano V custodiva i suoi tesori, tra cui insegne regali e corone all’interno delle armadiature a muro.

Piano interrato di Rosenborg Slot ^

Tornati sui nostri passi usciamo dal castello di Rosenborg e rientriamo nei suoi sotterranei dall’ingresso vicino.

Le sale qui presenti sono ricchissime di oggetti antichi. Cominciamo la nostra visita a destra, dove c’è la sala delle armi e del vino. Le armi sono suddivise in quattro categorie: armi cerimoniali, armi da torneo, armi militari e armi da caccia. In mostra è presente anche una collezione di soldatini creata per il principe Federico V. La sala successiva è quella dell’avorio e dell’ambra, dove sono collezionati pezzi in avorio tornito e intagliato davvero impressionanti e costruiti tra il 1575 e il 1850. Alcuni pezzi furono creati direttamente dalla famiglia reale, mentre altri vennero ricevuti in dono. A questi sono affiancati i preziosi oggetti in ambra, definito l’oro del nord.

Da qui si accede alla piccola saletta ospitante il vino di Rosenborg, prodotto da vino bianco del Reno del 1590. Il suo sapore è simile a quello dello sherry secco e viene servito solo in occasione del Banchetto di Capodanno e in poche altre occasioni speciali.

Entrando a sinistra, invece, si passa per il gabinetto verde, dove sono esposte l’armatura equestre indossata da Cristiano IV per la sua incoronazione nel 1596 e quella di suo figlio Cristiano indossata nel matrimonio del 1634. Entrambe sono dotate di ricami in oro e perle.  Da qui si accede anche alla piccola sala di Ole Rømer, dedicata all’astronomo danese che scoprì la velocità della luce, studiando le lune di Giove. Per i suoi studi egli costruì un planetario e un eclissario, i cui modelli vennero realizzati a Parigi e acquistati nel 1682 da Cristiano V.

Sala del Tesoro di Rosenborg Slot ^

Dal piano interrato accediamo alla sala probabilmente più sorprendente di tutto il castello di Rosenborg: la sala del Tesoro.

Chiusa dietro una spessissima porta blindata e dotata di sorveglianza continuativa direttamente in loco, in questa sala suddivisa in tre parti possiamo ammirare i tesori della corona:

  • nella sezione superiore, al centro, è esposta la spada di Cristiano III del 1551. Questa spada venne utilizzata per tutte le incoronazioni fino al 1648. Nelle vetrine invece vediamo il Corno degli Oldenburg risalente al 1400 e il collare dell’ordine della Giarrettiera, appartenuto a Cristiano IV e il più antico al mondo;
  • nella sezione centrale è esposta la corona di Cristiano IV, risalente al 1596. Di fronte è invece presente il set battesimale, composto da bacinella, brocca e due candelieri in oro massiccio. Questo set viene impiegato ininterrottamente per i battesimi reali dal 1671. Ancora sotto una scatola in argento conserva la base costituzionale della monarchia assoluta;
  • nella sezione inferiore, la più affollata, ci sono le corone della monarchia assoluta del 1671 e del 1731. La “corona dei monarchi assoluti” venne utilizzata per tutte le incoronazioni da Cristiano V a Cristiano VIII e ha un peso di oltre 2 chilogrammi, dovuti anche agli zaffiri, granati, diamanti, rubini e zaffiri di cui è costellata. A fianco c’è la “corona della regina” creata per la regina Sofia Maddalena moglie di Cristiano VI, le cui pietre preziose risalgono alla corona della regina del 1648.
    Nella teca dietro alle corone sono esposti lo scettro, la sfera e l’ampolla, altri simboli impiegati durante le incoronazioni.
King’s Garden o Kongens Have ^

Usciti dal castello, passando per il breve ponte che sormonta il fossato che circonda Rosenborg Slot, arriviamo al giardino reale o Kongens Have. Questi giardini vennero voluti dal re Cristiano IV direttamente collegati al suo palazzo di piacere.

Risalenti agli inizi del XVII secolo vennero progettati in stile rinascimentale e ancora oggi rappresentano i più antichi giardini reali della Danimarca. Le sue dimensioni, così come i numerosi alberi e statue che vi si trovano sopra, richiamano ogni anno milioni di turisti e migliaia di danesi che vengono qui per riposarsi e incontrarsi.

Al centro del giardino è presente anche un roseto e da ogni punto si gode di un ottimo panorama sul castello di Rosenborg. Tra le varie statue del King’s Garden c’è anche quella dedicata ad Hans Christian Andersen, probabilmente il cittadino più illustre di tutta la Danimarca.

Vor Frue Kirke – la Cattedrale di Nostra Signora – Duomo di Copenaghen ^

La seconda tappa della terza giornata a Copenaghen è il duomo della città, ovvero la Vor Frue Kirke che, tradotto, significa Cattedrale di Nostra Signora.

A dire il vero rimaniamo un po’ delusi dal suo aspetto, sia esterno che interno, estremamente semplice e dalle dimensioni tutto sommato contenute. Ci aspettavamo qualcosa di più per la chiesa più importante di tutta la città.

La Vor Frue Kirke venne fondata nel 1191, ma in seguito a tre devastanti incendi venne più volte ricostruita, sempre in stile diverso: la prima in stile romanico e la seconda in stile gotico. L’attuale chiesa è frutto della ricostruzione in stile neoclassico progettata da Hansen e operata nel 1829, in seguito a un bombardamento da parte della marina britannica durante le guerre napoleoniche. Gli esterni si presentano lineari, con l’abside ben evidente su di una via e l’ingresso su quella opposta. L’accesso è scandito da sei colonne ioniche che sorreggono un timpano al di sopra del quale si sviluppa la torre campanaria, costruita sulla vecchia torre medievale e che raggiunge un’altezza di circa sessanta metri. Al suo interno sono ospitate quattro campane, tra cui la più antica della Danimarca risalente al 1490 e la più pesante, di 4 tonnellate. Sul frontone è presente un bassorilievo in bronzo che rappresenta la predicazione di Giovanni Battista. Sopra al portone, invece, c’è un fregio che racconta l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. A destra e a sinistra dell’ingresso due statue poggiano su basamenti massicci. Si tratta di Re David a sinistra e Mosè a destra.

Gli interni sono caratterizzati da un alto soffitto con volta a botte cassettonata e dai colori chiari e pastello. Lungo tutta la navata centrale sono posizionate le statue degli apostoli di Bertel Thorvaldsen completate nel 1839 e si chiudono con quella di Cristo a braccia aperte sopra all’altare. Nell’abside è presente anche una statua in marmo italiano di un angelo custode che sorregge la fonte battesimale. Ai lati due basse navate laterali comunicano con quella centrale attraverso gli archi a tutto sesto. Sopra le navate laterali sono posizionati due matronei, utilizzati anticamente per accogliere separatamente le donne alle funzioni religiose.

Al suo interno vanno da sempre in scena le funzioni legate alla famiglia reale, che la utilizza per le più importanti cerimonie, come quelle di incoronamento o matrimonio. 

Københavns Rådhus – il Municipio di Copenaghen e la sua Torre ^

A poca distanza da qui e proprio davanti a uno degli ingressi del luna park di Tivoli raggiungiamo il Københavns Rådhus, ovvero il municipio di Copenaghen. Il municipio occupa tutto un lato della piazza ed è possibile visitarne tranquillamente gli interni, spostandosi da un piano all’altro e tra i due macroblocchi che lo compongono, che sembrano quasi essere in stili differenti. 

Al suo interno si nasconde anche un bellissimo giardino, che viene utilizzato dai dipendenti nelle loro pause pranzo o in alcuni momenti di relax.

Il municipio di Copenaghen venne costruito nel 1905 in stile romantico danese, ispirandosi al Palazzo Pubblico di Siena. Prima l’edificio si trovava in piazza Nytorv. Al suo interno è anche custodito l’orologio mondiale di Jens Olsen, costato un milione di corone. Attraverso i suoi meccanismi l’orologio indica l’ora solare, il tempo siderale, l’ora in cui sorge e tramonta il sole, la migrazione dei poli celesti e degli astri, le rivoluzioni dei pianeti, il calendario gregoriano e le festività a data variabile durante l’anno, come la Pasqua. L’ingresso principale al municipio è sorvegliato, sulla facciata, da una statua di Abaslon, il fondatore di Copenaghen e, sopra di lui, lo stemma della città di Copenaghen.

Ad orari ben precisi (un ingresso alla mattina e uno al pomeriggio dal lunedì al venerdì e ingresso unico al sabato) è possibile salire a piedi sulla torre dell’orologio del municipio e godere di un ottimo panorama su tutto il centro storico. La torre raggiunge i 105 metri e la salita sui 298 gradini può essere un po’ faticosa, ma insieme a noi c’erano anche persone anziane che, con calma, sono riuscite ad arrivare in cima.

The Black Diamond la Biblioteca Reale e i Suoi Giardini – Det Kgl. Bibliotek på Slotsholmen – Den Sorte Diamant ^

Arriviamo così a una delle perle della città di Copenaghen: la biblioteca reale e i suoi giardini. Questa è la biblioteca più grande di tutto il nord Europa e si sviluppa su due edifici, collegati tra loro e di epoche differenti. La parte più antica è quella in mattoni rossi e risale al XIX secolo. Questa è la parte che si affaccia direttamente sui giardini della biblioteca e che contiene le sale studio storiche, alle quali è vietato l’accesso se non si va appositamente per leggere o studiare. Comunque è possibile sbirciarne gli interni con lampade appoggiate a scrittoi d’epoca e colonne classiche, dagli oblò delle porte di ingresso.

I giardini sono una piccola oasi in mezzo alla città, in cui il verde è estremamente curato e numerose sono le panche dove sedersi se non ci si vuole appoggiare nei prati. In mezzo ai giardini della biblioteca reale è posta una larga fontana circolare con al centro un’alta colonna in rame dalla quale fuoriesce l’acqua che, in giornate ventose, tende a bagnare i passanti.

La parte più moderna, invece, è conosciuta come Black Diamond ed è composta da un particolare parallelepipedo di granito nero e vetro fumé inaugurato nel 1999. Il granito di cui è composto è stato estratto nello Zimbabwe e lucidato in Italia e cambia colore a seconda di come viene colpito dal sole durante il giorno. L’ingresso si affaccia direttamente su uno dei tanti canali cittadini e si integra nell’aspetto contemporaneo degli edifici che circondano questa zona, tra cui il Blox. Una volta entrati, attraverso le scale mobili raggiungiamo l’ultimo piano, dal quale si ha una vista panoramica su tutto l’interno della biblioteca. Muovendoci tra gli otto piani passiamo per corridoi sospesi e passerelle che collegano le varie sale del Diamante Nero e che lo mettono in contatto con la parte antica della biblioteca reale attraverso tre corridoi.

Corridoi e Passerelle nella biblioteca di Copenaghen

All’interno della Biblioteca Reale sono presenti tutti i volumi stampati in Danimarca a partire dal 1482 e inoltre una parte della struttura è dedicata al Museo Nazionale di Fotografia, che alterna scatti d’epoca a mostre contemporanee. Al pian terreno è inoltre presente un piccolo caffè e un ristorante di cucina contemporanea danese. 

La biblioteca reale risale al 1653, anno nel quale il re Federico III nomina il primo bibliotecario del regno, acquistando tre importanti biblioteche private. L’istituzione verrà però aperta al pubblico solamente nel 1793. 

Vor Frelsers Kirke – la Chiesa del Nostro Redentore e il suo Campanile a Spirale ^

Ben più famosa della cattedrale di Copenaghen, è la chiesa del Nostro Redentore, la Vor Frelsers Kirke. A renderla così celebre è il suo particolare campanile su cui scorre una scalinata esterna che ci si avvolge come una spirale fino ad arrivare alla sommità chiusa da una palla in oro.

Raggiungiamo questa chiesa a piedi, in circa 15 minuti, attraverso il ponte Knippelsbro che ci collega all’isola interna al centro storico di Christianshavn. 

La chiesa del Nostro Redentore venne costruita al servizio dei mercanti che avrebbero dovuto popolare l’isola, nel progetto originale del re Cristiano IV. I lavori dell’attuale chiesa cominciarono nel 1682 e richiesero parecchio tempo, soprattutto perché venne costruita su di un terreno instabile, ma nel 1696 la chiesa venne inaugurata.

Lo stile adottato nella Vor Frelsers Kirke è quello barocco olandese, un massiccio basamento in marmo lascia spazio ai mattoni rossi che caratterizzano tantissimi palazzi danesi. Alcune modanature in arenaria decorano il sottotetto. Purtroppo il giorno della nostra visita la chiesa è chiusa al pubblico per la celebrazione di un funerale e quindi non possiamo vederne gli interni a croce greca equilatera con le cappelle agli angoli. I suoi interni sono famosi per contenere anche uno degli organi più celebri al mondo, risalente alla fine del seicento. 

Quello che però rende davvero famosa la Vor Frelsers Kirke è senza dubbio il campanile, aggiunto una cinquantina d’anni dopo il completamento della chiesa e che definisce chiaramente lo skyline della città. Il campanile venne progettato da Lauritz de Thurah che si ispirò alla chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza di Roma, opera del Borromini. Per raggiungere l’altezza di 95 metri venne impiegato il legno di quercia che, in giornate ventose (molto frequenti in Danimarca) lo fa ondeggiare non poco. La sua sommità termina con una palla dorata su cui è posta la statua del Cristo portabandiera che guarda la città. Con un biglietto ad hoc è possibile salire fino alla sommità del campanile e arrivare a toccare la palla dorata. Io sono salito, non senza qualche incertezza, perché dei 400 scalini gli ultimi 150 si sviluppano esternamente in una spirale che va via via restringendosi fino a scomparire. L’unica protezione verso l’esterno è una ringhiera dorata e posso assicurare che il movimento della torre dovuto al vento o al suono delle campane è piuttosto percepibile man mano che si sale fino alla sommità. Su questo campanile c’è anche la leggenda, in realtà non veritiera, che de Thurah si fosse gettato giù quando si accorse che la spirale andava in senso orario, anziché antiorario come richiesto da Federico V. 

Il campanile della Vor Frelsers Kirke è anche dotato di un carillon estremamente famoso, perché è il primo di tutta la scandinavia dei tempi moderni. Il carillon è composto di 48 campane e ogni sabato viene fatto suonare accompagnato da musicisti danesi. Da metà giugno a metà agosto i concerti si tengono alle 18, mentre nel resto dell’anno alle 16. 

Amalienborg – il Palazzo della Regina ^

Attraversiamo nuovamente il canale e in poco più di venti minuti a piedi ci ritroviamo nei pressi del canale Nyhavn, sul quale ci fermiamo per mangiare qualcosa nei food truck che popolano la sua parte finale, in corrispondenza del ponte Inderhavnsbroen. Imprescindibile è anche un bel bicchiere di Carlsberg servito ghiacciato. 

Da qui in pochissimi minuti raggiungiamo il castello di Amalienborg, proprio in corrispondenza del teatro dell’Opera, ma nella parte opposta del canale. Questa è la residenza reale della regina Margrethe II ed è formata da quattro palazzi del settecento uguali tra loro e disposti in circolo intorno a una grande piazza ottagonale lastricata, con al centro una stata equestre che ritrae il re Federico V. Ogni giorno su questa piazza va in scena il cambio della guardia a mezzogiorno. 

Uno di questi palazzi è aperto alle visite del pubblico, con la ricostruzione degli appartamenti reali dal 1863 al 1947 vissuti da ben tre generazioni di sovrani. Molte delle sale visitabili sono “chiuse” dietro enormi vetrate che le proteggono dai visitatori. Le stanze sono pienissime di oggetti e rese ancora più “pesanti” dalle decorazioni alle pareti: tappezzeria in pelle dorata, fotografie della famiglia reale, dipinti trompe-l’oeil. 

Tra le varie sale visitabili sono presenti gli studi e i salotti di Cristiano IX e della regina Luisa, oltre che il salone di Gala in stile neoclassico. Non sempre l’intero complesso è visitabile, infatti un piano viene chiuso durante la presenza nel palazzo della regina.

Dal 1794 Amalienborg rappresenta la residenza principale della famiglia reale danese e la sua storia è particolare. I palazzi vennero infatti costruiti dall’architetto di corte Nicolai Eigtved come esempio di quartiere residenziale ideale per famiglie aristocratiche. L’incendio che scoppiò a Christiansborg nel 1794, spinse però il re Cristiano VI ad acquistare il complesso e a trasferirvi la corte. 

I quattro palazzi sono stati quindi titolati a quattro re:

  • Cristiano VII: è il palazzo a sud ovest, impiegato per le visite ufficiali;
  • Cristiano VIII: è il palazzo a nord ovest, utilizzato come residenza ufficiale del principe Federico fino al 2004;
  • Cristiano IX: è il palazzo a sud est, che dal 1967 è la residenza ufficiale del re Federico IX;
  • Federico VIII: è il palazzo a nord est, fu fino al 2000 la residenza della regina madre Ingrid di Svezia ed è attualmente in ristrutturazione per ospitare il principe ereditario Federico di Danimarca. 

Frederikskirken – la Chiesa di Marmo ^

Già dalla piazza di Amalienborg possiamo vedere la Frederiks Kirke, davanti alla quale siamo passati anche il primo giorno, andando a visitare il museo del design danese. 

Frederiks Kirke è conosciuta anche come la chiesa di marmo (Marmokirken). Venne consacrata nel 1894 ed è conservata come uno dei tesori architettonici più imponenti di Copenaghen. La chiesa presenta una grandissima cupola, ispirata ancora una volta al genio italiano e in particolare a quella di San Pietro a Roma. La cupola della Frederikskirken è la più grande di tutto il nord Europa con i suoi 31 metri di diametro che poggiano su 12 colonne e venne commissionata dal re Federico V. I lavori cominciarono nel lontano 1749 ma si interruppero per svariate decadi a causa degli altissimi costi di produzione, sostenuti poi anche da Tietgen, il finanziere più ricco di tutta la Danimarca.

Le statue che si trovano esternamente alla cupola erano inizialmente state pensate come decorazioni interne, ma per dissapori tra l’architetto e lo scultore queste le fece troppo grandi e poterono essere sistemate solo all’esterno.

L’interno è a pianta circolare con una galleria esterna e un matroneo. Una volta al giorno è concessa la salita fino alla rotonda in marmo bianco norvegese posta alla base della cupola e dalla quale si gode di una vista rialzata su tutta la chiesa a un’altezza di 46 metri. 

Christiania – la Città Libera di Copenaghen ^

Chi viene a Copenaghen non può non aver sentito prima dell’esistenza di Christiania, il “libero stato” interno alla Danimarca, una sorta di quartiere libero interno alla città ospitato sull’isola di Christianshavn. Christiania occupa una grande area di quest’isoletta ed è dotata anche di spiaggette dirette sul canale. Noi la raggiungiamo con uno dei monopattini elettrici che si possono noleggiare in città e arriviamo davanti al suo ingresso principale in Prinsessegade.

Appena entrati veniamo accolti dall’odore di hashish che rimane costante in tutta Christiania. All’interno di questo quartiere si ritrova un’organizzazione interna, una sorta di città nella città, con punti di aggregazione, bar, supermercati, case, baracche, maneggi e una zona di spaccio (Pusher Street) nella quale è tassativamente vietato fare fotografie. Nel resto del quartiere è possibile fare foto, ma è sempre meglio farlo in maniera discreta, come vedrete nessun’altro gira con la macchina fotografica al collo.

Christiania venne fondata da un gruppo di squatter nel 1971, che occupò una base militare abbandonata, ed è velocemente diventata una calamita per anticonformisti e alternativi attratti dall’idea di vivere in una comune. Inizialmente la polizia tentò di sgomberare la zona, ma con scarso successo e, nel pieno della rivoluzione hippy a livello mondiale continuavano ad arrivare qui persone per abitarci in pianta stabile. L’opinione pubblica prese le parti di Christiania e il governo decise di lasciare il territorio a questi nuovi cittadini, in una sorta di esperimento sociale, concedendogli lo stato di territorio autogestito. 

Nato come uno ‘stato’ totalmente libero da regole, gli abitanti di Christiania cominciarono con il tempo a darsi poche e precise regole, ad esempio dichiarando illegali le droghe pesanti ed espellendo gli spacciatori di eroina e cocaina. In ogni caso al suo interno non sono presenti forze dell’ordine ed è fatto divieto di circolare con automobili o di introdurre i mezzi a noleggio presenti in città (biciclette e monopattini).

Christiania la si può visitare tranquillamente, senza sentirsi in pericolo. Ovviamente in Pusher Street gli spacciatori cercheranno di vendervi le loro merci, che vengono esposte su bancarelle come da noi si fa con il tartufo. Passati oltre incontriamo centinaia e centinaia di turisti e danesi che vengono qui per fumare e si godono il panorama lungo il canale.

Uscendo dalla parte più centrale di Christiania, incontriamo diverse strutture, come uno skatepark al coperto, un grande supermercato che vende merci di ogni tipo, alcune baracche davvero creative e, continuando lungo il canale anche alcune case decisamente normali, alcune delle quali con bambini e cavalli in giardino. All’interno di Christiania tra i mille abitanti risiedono anche alcune maestranze, ad esempio la maggior parte dei carrelli per biciclette che si vedono sfrecciare per Copenaghen con a bordo i bambini, vengono prodotte proprio qui.

Sono numerose le botteghe artigianali e come in una piccola città non mancano la panetteria, la tipografia, una radio libera, cinema, ristoranti, bagni pubblici. Nel 2011 Christiania è riuscita ad acquistare il proprio territorio dallo stato danese, acquisendo ulteriori libertà. In realtà però la sua è una storia in equilibrio precario, dove l’esecutivo danese insiste ancora per la sua rimozione e fa pressioni affinché ciò avvenga.

Superkilen – il Parco Pubblico con le Strisce Curve ^

Abbiamo visto tutto quello che ci siamo prefissati e così ci rimane un po’ di tempo per aggiungere qualche altra destinazione. Negli ultimi giorni, documentandomi un po’ online, mi è giunta qualche immagine dei parchi pubblici danesi. Tra i vari, a suscitare particolarmente la mia curiosità, è stato il Superkilen, a una ventina di minuti con i mezzi dal centro storico.

Il pomeriggio sta diventando uggioso e qualche goccia di pioggia inizia a caderci addosso, quale momento migliore per infilarsi in autobus? E così cogliamo l’occasione al balzo.

Arriviamo al Superkilen, nella periferia nord occidentale di Copenaghen nel quartiere Nørrebro e ci troviamo davanti una moltitudine di bambini e ragazzi dalle provenienze più disparate. La costruzione di questo parco ha sicuramente creato un ottimo punto di aggregazione, che aiuta ad unire le famiglie soprattutto nelle aree più problematiche come quelle che possono essere rappresentate dalle periferie.

In particolare Superkilen è un parco che si estende per ben un chilometro e per celebrare la diversità e la multietnicità è composto da oggetti che provengono da tutto il mondo, come una fontana marocchina, delle altalene da Baghdad, insegne al neon cinesi e russe, spartitraffico ghanesi.. ma la cosa più celebre è senz’altro la parte di parco dove numerose strisce bianche corrono parallele, per poi allontanarsi curve e ritrovarsi su di una collinetta dalla quale si può vedere buona parte del parco.

L’intero parco si suddivide in tre parti: una piazza rossa, un mercato nero e un parco verde. 

Superkilen è stato progettato da un gruppo artistico, chiamato Superflex con la collaborazione di un paio di studi di architettura ed è stato aperto alla cittadinanza agli inizi dell’estate del 2012. Negli anni successivi ha riscosso tantissimo successo, tanto da vincere diversi premi e menzioni, come il premio dell’Unione Europea per l’architettura contemporanea.  

Den Blå Planet – l’Acquario più Grande del Nord Europa ^

Ormai è sera e tutte le attrazioni di Copenaghen quali musei e palazzi sono chiuse. Noi però vogliamo sfruttare a pieno il tempo che abbiamo a disposizione e scopriamo che proprio nella giornata di oggi l’acquario cittadino rimane aperto fino a tardi. Inoltre si trova solo una fermata di metropolitana oltre a quella del nostro hotel.

Sebbene non sia favorevole a questo tipo di attrazioni, decidiamo comunque di farci un giro. Il Den Blå Planet è l’acquario più grande di tutto il Nord Europa con sette milioni di litri d’acqua e anche la sua struttura è estremamente particolare: vista dall’alto ricorda la forma di un vortice totalmente rivestita in alluminio. Questo nuovo acquario è stato aperto nel marzo 2013 e sostituisce quello precedente posizionato a nord di Copenaghen.

Una volta dentro ci ritroviamo nella piazza centrale, dalla quale si può prendere una delle tre vie di tematizzazione dell’acquario: i laghi e i mari del nord, i laghi e i fiumi tropicali o ancora l’oceano. Ognuno di questi presenta pesci e flora tipica di questi climi e localizzazioni. Sicuramente d’impatto sono alcune delle vasche di dimensioni veramente strabilianti, una in particolare è talmente vasta che ci si può passare all’interno attraverso un tunnel in vetro che permette di sentirsi proprio in mezzo ai pesci.

Quello che mi lascia particolarmente turbato, però, è una zona quasi nascosta nella quale “i bambini possono fare la conoscenza dei pesci”. Si tratta di delle vere e proprie vasche di tortura per gli animali, aperte nella parte superiore, dove i bambini possono mettere le mani e “accarezzare” i pesci sotto la sorveglianza di un’unica addetta che, ovviamente, non riesce a stare dietro a tutti i bambini gasatissimi. In un paese civile come la Danimarca ritengo che ciò non sia ammissibile. 

Il Den Blå Planet continua anche all’esterno, con alcuni giochi d’acqua per i bambini installati direttamente sulla costa con il mare a pochi passi. Da qui è possibile arrivare anche alla vasca esterna delle foche che possono sognare la libertà a pochi passi da loro.

Tra le cose più particolari c’è anche una ricostruzione della foresta pluviale, dove l’umidità è veramente alta, tanto da diventare fastidiosa quando ci si rimane qualche minuto. All’interno dell’acquario è anche presente un ristorante abbastanza chic dove ci si può fermare a mangiare qualcosa.

Usciamo oltre le 21.00 e dopo questi tre giorni super concentrati abbiamo voglia di abbracciare il letto per riposarci un po’. Torniamo quindi in albergo e riordiniamo le idee su quanto visto e quanto ci aspetta nei prossimi giorni, perché dopo Copenaghen parte un tour di tutta la Danimarca. Domattina prenderemo una macchina a noleggio e staremo in giro per il paese quasi un’altra settimana, arrivando fino all’estremo nord nella penisola occidentale.

Mappa dell’Itinerario a Copenaghen con Programma in Giorni ^

Ecco la mappa dell’itinerario dei tre giorni a Copenaghen, comprensivo delle due destinazioni a nord del centro storico, ovvero il castello di Amleto e il museo Louisiana. 

Per una maggiore comprensibilità ogni giorno è di un colore differente e le attrazioni sono ordinate secondo le nostre visite per poter ottimizzare gli orari di apertura, non c’è quindi da stupirsi se destinazioni vicine vengono fatte in momenti differenti della giornata aumentando il numero di chilometri percorsi.

Copenaghen Card Conviene? ^

La Copenaghen Card è una tessera che si può acquistare, in formato fisico o digitale, che permette di accedere a un’enormità di attrazioni in città (e in buona parte della regione), comprendendo anche i trasporti, quali metropolitana (anche dall’aeroporto), treni e bus. 

C’è la possibilità di acquistarla per uno, due, tre o cinque giorni. Il costo non è bassissimo, ma in proporzione diminuisce all’aumentare dei giorni di permanenza. Ad esempio una giornata costa intorno ai 54 euro, due giorni 80 euro, tre giorni 99 euro e cinque giorni 133 euro (prezzi per adulti). La cosa diventa particolarmente conveniente se si viaggia in famiglia, infatti con una tessera adulti possono viaggiare ed entrare a tutte le attrazioni anche due bambini fino a 9 anni.

Da non sottovalutare il fatto che la durata non si riferisce al giorno solare ma alle reali 24 ore: se la si sottoscrive alle 14.30 questa varrà fino alle 15.00 del giorno successivo (nell’ora di attivazione è da riportare l’ora intera successiva a quella in cui ci si trova. Nel caso di esempio non si sarebbe dovuto scrivere 14.30, ma direttamente le 15.00).

Visto il costo la prima domanda che ci siamo fatti è se effettivamente convenisse sottoscrivere la Copenaghen Card o se invece valeva la pena acquistare l’ingresso alle singole attrazioni. Abbiamo quindi fatto una lista veloce delle attrazioni che avremmo voluto visitare segnandoci il relativo costo e vi posso assicurare che il risparmio è notevole, anche perché i singoli ingressi ai musei o ai castelli sono piuttosto costosi, aggiungendoci il fatto che poi sono compresi anche i trasporti esterni alla città la convenienza è doppia. Importante è considerare che in NESSUNA delle attrazioni sopra riportate è stato necessario acquistare alcun biglietto, perché tutte incluse nella Copenaghen Card e, oltre a quelle, ce ne sono davvero tante altre e quasi certamente ogni cosa che vorrete visitare sarà compresa nella tessera.

Noi abbiamo sottoscritto la Copenaghen Card di tre giorni e abbiamo calcolato un risparmio totale tra i duecento e i trecento euro, senza conteggiare quanto risparmiato per i trasporti. La si può acquistare online sul sito ufficiale della Copenaghen Card e poi ritirare direttamente in aeroporto, oppure acquistarla negli uffici informazioni o turistici in città o sempre in aeroporto.

Volendo rispondere alla domanda “conviene acquistare la Copenaghen Card” mi sento di poter affermare “decisamente sì, se avete intenzione di visitare musei e castelli in città e nelle regioni della Sjælland e di Amager”.

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Cosa vedere a CopenaghenScopri Copenaghen in 3 giorni. Guarda la mappa dell'itinerario e leggi le migliori destinazioni da non perdere, con descrizione completa e immagini.https://www.lorenzotaccioli.it/cosa-vedere-a-copenaghen-3-giorni/
Lorenzo Taccioli