Cosa vedere a Crema in un giorno

Crema - Santuario di Santa Maria della Croce

Crema è una piccola cittadina lombarda che spesso vive all’ombra della ben più grande Cremona. Le dimensioni di Crema sono infatti poco più grandi di quelle di un borgo e il suo centro storico è ricco di bei palazzi signorili, edifici antichi e scorci suggestivi.

Crema è una bella destinazione da visitare anche se vi trovate di passaggio o se soggiornate in una delle altre città della Lombardia. Si trova infatti posizionata tra tre grandi province: Milano, Bergamo e Cremona. Inoltre, nelle vicinanze, è ricca di tante altre cose da vedere, come la rocca di Soncino (uno dei borghi più belli d’Italia).

Dove si trova Crema ^

Crema si trova in Lombardia e più precisamente in provincia di Cremona, dalla quale dista circa quaranta chilometri in direzione nord ovest. La sua posizione è quasi equidistante dal centro di Milano, dal quale si può raggiungere in appena un’oretta di treno, cambiando alla stazione di Treviglio.

Crema è all’interno della bassa Pianura Padana e il suo centro storico si sviluppa alla sinistra del letto del fiume Serio, tanto che il suo comune è inserito all’interno del Parco del Serio, un’area naturale protetta che va da Seriate fino al fiume Adda.

Cosa vedere a Crema ^

Il centro storico di Crema è piuttosto raccolto e facilmente visitabile a piedi. Di dimensioni inferiori rispetto a quello di Cremona è anche meno conosciuto turisticamente. Ci si può perdere però volentieri tra i suoi vicoli scanditi da palazzi signorili dalle facciate pastello, chiese barocche e svariati monumenti. Le sue origini si perdono nel 570, quando la città fu fondata per limitare la minaccia dei longobardi. Durante i secoli furono diversi i poteri che governarono la città e, tra i più significativi, ci fu la dominazione della Serenissima, che trasformò Crema in una fortezza di frontiera. Di questo periodo, che andò dal 1449 al 1797, rimangono ancora oggi numerose testimonianze.

Il centro storico di Crema ha registrato un’impennata di visite turistiche dopo che il regista Luca Guadagnino ha ambientato qui il suo film “Chiamami col tuo nome” nel 2018, anche se in seguito ha innescato qualche polemica con i cremaschi.

Tutto il tragitto si può tranquillamente svolgere a piedi, valutando solo come raggiungere il santuario di Santa Maria della Croce, distante poco più di due chilometri dal centro storico.

Ecco dunque cosa vedere in un giorno a Crema.

Santuario di Santa Maria della Croce ^

Una delle icone di Crema è senza dubbio il santuario di Santa Maria della Croce, posto circa a un chilometro dalla stazione dei treni. Le sue origini sono legate a un miracolo della Madonna dai risvolti trucidi.

Breve storia del Santuario di Santa Maria della Croce ^

Si narra che dove oggi si trova il santuario venne accoltellata a morte Carterina degli Uberti, una giovane nobile di Crema. Era il 1489 quando sposò Bartolomeo Pederbelli di Bergamo, un bandito proveniente da Bergamo conosciuto come Contaglio. Il Contaglio convinse la donna a seguirlo per tornare dai propri familiari e, poco fuori dal centro di Crema, la notte del 2 aprile 1490 accoltellò la donna in maniera estremamente violenta per poi rubarle gli averi che portava con se e scappare facendo perdere le sue traccia. La donna, resasi conto delle condizioni critiche in cui si trovava, chiese alla Madonna di impartirle i sacramenti prima di morire. Apparve così Maria che fermò subito le sue emorragie e che la portò presso una vicina casa di contadini, presso cui passò la notte essendo le porte di Crema già chiuse. La mattina successiva Caterina venne visitata e il prete le diede i sacramenti, a questo punto le emorragie ripresero a sanguinare e Caterina morì. All’interno del Santuario è possibile vedere ancora oggi una copia della spada con cui Caterina venne uccisa.

Sul luogo del delitto venne posta una piccola croce in legno e presto cominciarono a verificarsi miracoli per chi andava a pregare in quel luogo. Un bambino claudicante ricominciò a camminare correttamente, e così venne costruito un piccolo altare con la statua di una Madonna che dopo pochi giorni cominciò a versare lacrime reputate miracolose, perché fecero registrare ben ottanta guarigioni. E fu così che il 5 maggio 1490 venne deciso di costruire il santuario di Santa Maria della Croce. Il podestà non era convinto e si mostrava scettico davanti a questi fatti, ma una volta condotto qui assistette al fenomeno noto come “cerchio luminoso”: guardando verso il cielo appariva un cerchio iridato intorno al sole che, per tre volte, parve cadere fino a terra. Ciò gli fece prontamente cambiare idea e divenne un accesso sostenitore della costruzione del santuario.

I lavori per la costruzione della chiesa cominciarono subito in maniera celere e quando nel 1514 le truppe sforzesche entrarono a Crema, la difesa cittadina fece radere al suolo tutto ciò che si trovava fuori dalle mura, eccetto la chiesa che divenne un piccolo fortino, il quale riportò comunque qualche danno. La successiva peste fece rallentare ulteriormente i lavori di costruzione che terminarono solo alla fine del XVI secolo. Nei periodi successivi vennero fatti ulteriori lavori, come la creazione di un imponente convento ad inizio settecento da parte dei Carmelitani Scalzi. Nello stesso periodo venne eretto anche il campanile che ancora oggi è possibile vedere. Si narra poi che alla fine dell’ottocento l’effige in terracotta della Madonna tornò a muovere gli occhi e ciò venne sottoscritto dai sacerdoti della chiesa.

Aspetto attuale del Santuario di Santa Maria della Croce ^

L’aspetto del santuario di Santa Maria della Croce è piuttosto insolito per i canoni dell’epoca, quando venne costruito su di una pianta a croce greca. Anche le dimensioni erano piuttosto ampie, tanto che la parte centrale a pianta circolare esternamente ed ottagonale internamente, raggiunge un’altezza di ben 35 metri. A questa si aggiungono altri quattro corpi alti ognuno circa 15 metri. Questi hanno una base ottagonale, ottenuta partendo da una quadrato a cui vengono smussati gli angoli.

L’intera struttura è costruita in mattoni a vista arricchitta da cupole in rame dei corpi secondari, che all’inizio del novecento sostituirono le copertura in mattone. Il corpo principale è diviso in quattro fasce verticali: la prima è decorata con paraste trabeate dotate di specchiature, la seconda è invece una serie circolare di monofore, la terza è dotata di grandi archi a ghiera che compongono bifore dotate di parapetti, mentre la quarta fascia è composta da una loggetta dotata di numerose colonnine e archi tribolati.

Su due dei corpi laterali si aprono i portoni di ingresso e quello di uscita dotati entrambi di un timpano triangolare. Internamente sui lati obliqui della pianta ottagonale si trovano delle cappelle semicircolari e al centro si trova il grande tamburo a otto lati nel quale le bifore inondano di luce naturale gli interni. Al di sopra è presente infine la cupola. Anche l’altare del Santuario di Santa Maria della Croce è molto particolare, si sviluppa infatti su due livelli. Quello sopra proviene direttamente dal duomo di Crema ed è raggiungibile attraverso tredici gradini in marmo rosso di Verona su due rampe di scale differenti. Qui si trovano anche delle ricche decorazioni: busti raffiguranti i Dottori della chiesa e la grande tela dell’Assunzione di Benedetto Rusconi. Al di sotto di questo altare si trova invece lo scurolo con un secondo altare del 1750 dotato di una grande nicchia in legno in cui è posizionata la terracotta miracolosa raffigurante la Madonna. Qui si trova anche la statua di Caterina, con mano amputata e in posizione di invocazione della Madonna e la riproduzione della spada del Contaglio.

Altare - Altare Superiore - Cripta del Santuario di Santa Maria della Croce a Crema

Porta Serio ^

Lasciato il santuario procediamo dritti verso il centro storico di Crema ed entriamo da porta Serio, uno degli ingressi monumentali alla città, che si innalza su piazza Garibaldi.

Porta Serio faceva parte dell’antica cinta muraria della città, ricostruita una prima volta alla fine del XII secolo. L’aspetto attuale di questa struttura è però dovuto a diversi rifacimenti durante i secoli: si ha notizia di uno avvenuto anche nella seconda metà del seicento. Durante l’ottocento vennero invece abbattute le mura, quando Crema venne dichiarata città aperta, ma Porta Serio e Porta Ombriano vennero mantenute in piedi. Il loro aspetto risultava però essere decadente, tanto che si rese necessario un rifacimento in stile neoclassico.

Porta Serio presenta all’esterno due alte colonne in ordine ionico che definiscono la grande fornice attraverso la quale si entra in città. Al di sopra si trova invece una grande edicola con timpano triangolare. L’intera parte superiore di porta Serio è costellata di statue. Esternamente rappresentano l’Italia e la Francia, mentre quelle poste verso l’interno, in marmo di Carrara, rappresentano guerrieri in abbigliamento militare.

Piazza Garibaldi ^

Oltrepassata Porta Serio ci ritroviamo in piazza Garibaldi, la prima piazza del centro storico di Crema che incrociamo lungo il nostro tragitto. Il suo aspetto è pulito e moderno, grazie anche a una sostanziale ristrutturazione fatta negli ultimi anni. Su di un grosso basamento in pietro e cemento si trova la statua di Giuseppe Garibaldi, al centro di una piccola rotatoria. Sullo sfondo, invece, una serie di case dalle facciata color pastello guidano l’occhio verso via Giuseppe Mazzini, una delle vie dello shopping Cremasco.

Questa fu la piazza dove, nel 1943, arrivarono i tedeschi che, dopo aver suscitato la curiosità dei cittadini, spararono senza apparrenemente alcun motivo, uccidendo lo studente Domenico Pizzochero.

Chiesa di San Benedetto ^

Su piazza Garibaldi si affaccia anche la chiesa di San Benedetto che, con i bassi edifici che la circondano, crea uno scorcio che pare essere fermo nel tempo. 

La chiesa di San Benedetto è una grande rappresentante dello stile barocco in città e venne costruita nel seicento su di un progetto di Francesco Maria Richini. Nello stesso luogo era già presente un’altra chiesa collegata ad un monastero, risalente alla fine dell’XI secolo. Entrando dentro al chiesa di San Benedetto è possibile vedere ancora delle tracce di questa prima costruzione: parti del chiostro sono visibili nella cappella iemale e parti di affreschi lungo la parete sinistra della chiesa.

La sua facciata è caratterizzata da sei colonne, due centrali e quattro laterali che sorreggono l’intera struttura, su cui trovano posto portali, nicchie cieche e, al piano superiore, una grande finestra rettangolare, racchiusa tra due volute.

Internamento lo spazio è organizzato in un’unica aula, con l’obiettivo di ospitare quante più persone possibili. Si stima che nel seicento partecipassero alle funzioni oltre duemila persone. Oltre all’unica navata sono presenti quattro cappelle laterali riccamente decorate. A ciò si aggiungono gli affreschi e i dipinti che mantengono lo stile barocco, richiamato anche da ricche stuccature e grandi colonne marmoree.

Ex Convento di Sant’Agostino – Museo Civico di Crema e del Cremasco ^

La nostra visita tra le cose da vedere a Crema continua e passiamo per il museo civico di Crema e del Cremasco. A colpire è anche la sua sede, l’antico convento di Sant’Agostino, costruito nella prima metà del XV secolo per i frati agostiniani.
Si trattava di una confraternita molto dedita alla cultura, tanto che anticamente qui si trovava anche una biblioteca piuttosto rifornita.

La struttura dell’ex convento di Sant’Agostino in cui si trova il museo civico di Crema e del cremasco era dotata di due chiostri sui quali sorgevano le varie sale tra cui si trova la più particolare, ovvero il refettorio oggi noto come salone Pietro da Cemmo, dotato di ricchi affreschi di inizio cinquecento riscoperti nel 1953 sotto a uno spesso strato di intonaco. Le scene fitomorfe  del soffitto e dei lati del refettorio sono accompagnate alla Crocifissione e all’Ultima Cena sui lati brevi della sala.

Dopo le soppressioni napoleoniche il convento venne trasformato in una caserma che ospitò dapprima i soldati francesi, poi quelli asburgici e infine i soldati del regno d’Italia che rimasero qui fino al 1945. Durante questi secoli vennero fatti diversi cambiamenti alla struttura, tra cui, nel 1830, la demolizione totale della chiesa annessa al convento. Terminata la seconda guerra mondiale questo spazio venne utilizzato per dare ospitalità ai poveri e a partire dal 1959 vennero fatti numerosi restauri che lo portarono a diventare un centro culturale, con museo e biblioteca. Nel 1959 nacque ufficialmente il museo civico di Crema e del Cremasco, che aprì i battenti nel 1963. Al suo interno si può ancora oggi ripercorrere la storia di Crema e dei territori limitrofi, attraverso almeno quattro sezioni:

  • la sezione archeologica, dotata di numerosi reperti come resti di animali, fossili del paleolitico e pezzi provenienti dal tardo medioevo;
  • la sezione storica, che mette in mostra numerosi documenti, oggetti e cimeli a partire dal medioevo;
  • la sezione artistica, che raccoglio per lo più dipinti creati a partire dal XVI secolo e con alcuni pezzi moderni e contemporanei;
  • la sezione musicale che testimonia la ricca tradizione musicale della città, legata soprattutto agli organi e alla loro manutenzione.

Palazzo Terni Bondenti ^

Il prossimo palazzo, davvero particolare, in cui ci imbattiamo è il palazzo Terni Bondenti che risale alla fine del seicento. Fu il conte Nicolò Maria Bondenti a farlo costruire per mostrare il suo potere, dopo che nel 1682 ottenne il titolo di conte.

Palazzo Terni Bondenti prese il posto di altri palazzi molto più modesti e di una casa appartenente ai conti Premoli. In realtà il conte Bondenti morì prima che il palazzo fosse terminato e così nel 1737 i lavori vennero ufficialmente interrotti per poi essere ripresi dalle successive famiglie nobili che acquisirono la proprietà del palazzo.

Il palazzo Terni Bondenti è un classico esempio di barocchetto ed è costituito da tre corpi: uno centrale a cui se ne collegano altri due posti su due ali laterali. I due piani del palazzo, a cui si aggiunge il sottotetto, sono movimentati da grandi finestre, di forma ellittica al piano terra.
Accedendo al cortile, attraverso il portale del braccio sud, si arriva a un grande giardino alberato. Si può poi arrivare al cortile orientale dove si trova un grande portico con colonne che reggono archi ribassati. Palazzo Terni Bondenti è anche dotato di un grande scalone d’onore con quattro rampe e ringhiera in ferro battuto che porta fino al piano superiore in cui si trova un ricco affresco del XVIII secolo sulla volta.

Chiesa di San Giacomo ^

La prossima tappa da vedere a Crema è la chiesa di San Giacomo. Si tratta di uno stretto edificio dietro al quale si innalza il campanile con guglia sulla sommità. La chiesa venne originariamente costruita nel XIII secolo, ma fin da subito subì diverse fasi di ricostruzione. L’aspetto attuale deriva dalla revisione barocca operata nel settecento.

La facciata è scandita da quattro lesene, divise in tre ordini per via di grosse cornici e sormontate dal timpano curvilineo. 
Intermanete gli spazi sono distribuiti su di un’unica aula dotata di sei cappelle laterali. Nell’abside, sopra gli scranni in legno, si trova la grande tela che racconta la storia di San Giacomo in predica in Giudea. Oltre ai ricchi dipinti, prodotti a partire dal cinquecento, degna di nota è anche la fonte battesimale rinasciamentale risalente al 1539 e posizionata davanti all’altare della prima cappella di sinistra.

Organi e scranni in legno della chiesa di San Giacomo a Crema

Oratorio di San Giovanni Battista ^

Lungo la nostra passeggiata per Crema imbocchiamo via Giacomo Matteotti su cui si affaccia l’oratorio di San Giovanni Battista, costruito tra il 1583 e il 1584. Lo stile semplice e lineare della sua facciata rinascimentale è composto da un grande timpano sorretto da paraste corinzie.

Facciata Oratorio di San Giovanni Battista a Crema

L’ingresso dell’oratorio di San Giovanni Battista è composto da un massiccio portone in marmo sovrastato da una grande finestra rettangolare che illumina gli interni. Accedendo al piccolo oratorio ci si trova davanti un’unica navata chiusa da volte a botte. A rendere speciali questi spazi ci sono gli affreschi seicenteschi di Giacomo Barbelli che rappresentano opere della misericordia corporale.

L’oratorio di San Giovanni Battista è infine completato dal campanile chiuso da bifore e una guglia poligonale.

Piazza Trento e Trieste ^

Procediamo fino a piazza Trento e Trieste, una piccola piazzetta sulla quale si trovano però diversi monumenti e edifici storici.

Sulla sua pianta squadrata si trova infatti l’edificio che ospitava il mercato austroungarico, caratterizzato da un bel loggiato, la chiesa di San Domenico, che oggi ospita un teatro, il palazzo Benzoni – Donati e, al centro, il monumento ai caduti cremaschi.

Monumento ai Caduti Cremaschi ^

Monumento ai caduti cremaschi e Mercato Austroungarico in piazza Trento e Trieste a Crema

Al centro di piazza Trento e Trieste è posizionato il monumento ai caduti cremaschi durante la prima guerra mondiale. La sua struttura è costituita da una base in pietra su cui sono scolpite le statue di alcuni soldati in tenuta fedele a quella della prima guerra mondiale e, al di sopra a coronamento della struttura, la statua di un arciere immortalato nell’atto dello scoccare una freccia. Tutto intorno al monumento ai caduti cremaschi corre una recinzione in ferro.

Il monumento ai caduti cremaschi venne inaugurato nel 1924, a dieci anni dall’inizio del conflitto e alla cerimonia fu presente anche il principe Umberto di Savoia.

Mercato Austroungarico ^

La struttura più particolare di tutta piazza Trento e Trieste è però il grande loggiato che si trova sul lato meridionale della piazza. Si tratta dell’ex mercato austroungarico, uno spazio in stile neoclassico costruito nel 1842 su di un disegno di Baldassarre Corbetta. L’obiettivo era quello di celebrare la seconda visita in città dell’imperatore Francesco I d’Austria. Questo spazio coperto serviva ad accogliere le banchette e gli scambi commerciali cittadini. Inizialmente qui veniva commercializzato il lino e successivamente il grano e i prodotti agricoli in genere.

Il mercato austroungarico perse la sua funzione a metà del secolo scorso, ma è stato comunque mantenuto come simboli cittadino. Accedendovi e guardando verso destra è possibile vedere la facciata malandata della chiesa di Santa Maria Maddalena e Santo Spirito.

Teatro di Crema nella chiesa di San Domenico ^

Il lato orientale di piazza Trento e Trieste è invece occupato dall’ex chiesa di San Domenico con la sua facciata in stile gotico lombardo. L’edificio venne eretto nella seconda metà del XV secolo sulla base di una precedente cappella del 1332 dedicata a San Pietro Martire e di alcune case.

Nei secoli questi spazi vennero modificati e ampliati, con l’aggiunta di un convento. Alla fine del XVIII e durante il XIX secolo, dopo aver requisito gli spazi, le truppe francesi li trasformarono in una caserma e la chiesa venne utilizzata come cavallerizza. In questo periodo furono operate anche altre modifiche strutturali, con l’obiettivo di sfruttare al meglio gli spazi. Le pareti laterali vennero innalzate per ricavare uno spazio maggiore e la larghezza totale venne ampliata con lavori strutturali.

Nel 1899 il comune di Crema entrò in possesso dell’ex chiesa di San Domenico, e operò ulteriori trasformazioni per utilizzare il convento per differenti scopi, da camera del lavoro a scuola elementare, da ospedale militare a mercato coperto. Nel 1943 il podestà di Crema diede in uso la struttura ad un privato, il quale ne fece un cinema teatro, trasformando l’abisde in una piccola casa per il custode. Ciò causò aspre discussioni circa l’utilizzo della chiesa, ma dopo un periodo in cui venne utilizzata come palestra, tornò ad essere uno spazio aperto al pubblico sotto forma di teatro.

Negli anni novanta vennero attutate enormi opere di ristrutturazione e messa in sicurezza, oltre che di recupero delle opere d’arte e degli affreschi interni. Dal 1999 qui trova sede il teatro di San Domenico che ancora oggi sfoggia delle particolari decorazioni in cotto, alcune delle quali risalgono alla struttura originaria della chiesa. Questo teatro è il principale teatro cittadino di tutta Crema.

Il teatro di San Domenico si presenta con una facciata a capanna, arricchitta da due lesene e tre portali di accesso dotati di una cornice ad arco fabbricata in mattone. Il piano superiore della facciata è diviso da quello inferiore attraverso una cornicetta con archetti, su cui si trova anche il rosone. Internamente lo spazio è ad aula unica, scandito da grandi arconi gotici. Lateralmente si trovano le cappelle dotate di volte a botte.

Palazzo Benzoni – Donati ^

Palazzo Benzoni - Donati visto da piazza Trento e Trieste

Praticamente addossato a piazza Trento e Trieste si trova anche Palazzo Benzoni – Donati, il cui ingresso è in via Marazzi 7 ed è conosciuto anche come palazzo dell’Innominato.

La sua struttura nasce con una pianta a forma di L, che durante il XVIII secolo viene modificata a forma di U, aggiungendo l’ala est. Della struttura originale è ancora visibile il muro in mattoni che costeggia una strada laterale in cui si possono ancora vedere i segni delle porte originarie, ora chiuse e il balcone posto in direzione di piazza del Duomo. Sempre del XVI secolo sono le colonne cinquecentesche che terminano con capitelli con lo semma della famiglia Benzoni. Dentro al cortile è presente una bella scala che porta fino al piano superiore, dotata di un particolare capitello pensile e di una balaustra in pietra del XVIII secolo.

La storia di palazzo Benzoni Donati risale agli inizi del XVI secolo, quando Socino Benzoni, discendente della famiglia che un secolo prima aveva governato Crema, ne detenne la proprietà. Socino Benzoni era famoso a Crema e nei territori circostanti per le sue grandi doti militari e da mediatore, tanto che si pensa sia stato fondamentale nel salvare la città dalla distruzione dell’esercito francese, mediando direttamente con il re Luigi XII. Si narra infatti che proprio il re venne ospitato da Socino Benzoni all’interno di questo palazzo nelle notti del 27 e 28 giugno 1509. Il palazzo passò in proprietà ai figli e poi ai nipoti di Socino e una di questi, Paola Benzoni, ebbe tre figli tra cui, nel 1579, Francesco Bernardino Visconti, che nel romanzo dei Promessi Sposi di Manzoni verrà indicato come l’Innominato. Questo personaggio, che viveva nel Ducato di Milano cercò più volte rifugio nella casa materna, quindi proprio dentro a palazzo Benzoni Donati.

Oggi all’interno del palazzo Benzoni – Donati vengono ospitati mostre ed eventi culturali e, durante l’estate, anche dei concerti nel cortile interno.

Piazza del Duomo di Crema ^

Eccoci arrivare così nella piazza principale di tutta Crema, piazza del Duomo, dove si concluderà anche la nostra visita del centro storico. Questa piazza fa parte della parte più antica di tutta la città e risale al quattrocento, quando venne creata sotto la dominazione veneziana. Già nel suo assetto originario, con una forma di U intorno al duomo, venne voluta con edifici a loggia che permettesero di svolgere abitualmente il mercato cittadino sotto di loro.

Sono numerosi i palazzi storici che vi si affacciano, come il Torrazzo di Crema, il duomo cittadino, il palazzo comunale, il palazzo pretorio e la sua torre e il palazzo vescovile. Il lato più meridionale della piazza è infine dotato di una serie di case con portico tra le quali si trovano dei piccoli passaggi coperti, a testimonianza degli antichi accessi al cuore fortificato della città di Crema.

Torrazzo di Crema ^

L’elemento attraverso il quale facciamo il nostro ingresso nella piazza principale di Crema, piazza del Duomo, è il Torrazzo. Anche noto come Arco del Torrazzo rappresenta una porta rinascimentale della città, che collega la piazza a via XX settembre. Il Torrazzo divide in maniera asimmetrica il palazzo comunale e si compone di due piani, divisi tra loro attraverso cornici in cotto. L’arco al pian terreno è dotato di tre fornici con sopra lo stemma cittadino posizionato tra due finestre dotate di timpano triangolare.
Al di sopra, un piccolo balcone in marmo, è posto subito sotto all’orologio che, ai lati, è dotato delle statue di San Vittoriano e San Pantaleone. Al culmine del Torrazzo di Crema si trova infine l’acroterio a sei lati coperto da una cupola allungata dotata di segnavento. Il lato esterno del Torrazzo è caratterizzato invece da un leone di San Marco, a ricordo della dominazione veneziana.

I dati sulle origini del torrazzo sono molto scarsi, ma si sa che a metà del XV secolo era presente una persona incaricata dell’apertura e della chiusura degli accessi alla piazza, per cui in questa posizione doveva già esserci una porta o per lo meno un cancello. Si pensa quindi che la costruzione del torrazzo sia stata operata per sostituire la precedente porta cittadina. Solo nel 1474 si parlò di una loggia coperta in ingresso a piazza del Duomo e nel 1497 si parlò esplicitamente di un arco.

Duomo di Crema – Cattedrale di Santa Maria Assunta ^

L’edificio più importante che si affaccia su piazza del duomo è, come ovvio, la cattedrale di Santa Maria Assunta, ovvero il duomo cittadino.

Breve storia del duomo di Crema ^

Nel luogo in cui sorge era già presente una chiesa da tempi difficili da stabilire. Già nel XII secolo ce n’era una dedicata a Santa Maria Mosa, che venne abbattuta da Federico Barbarossa durante la distruzione di tutta la città. Alcuni resti di questo periodo sono presenti nella cripta sotto l’abside, ma anche qua e là nella facciata e lungo le navate. Si pensa che la struttura originaria fosse stata innalzata a metà dell’XI secolo con elementi in stile romanico. Dopo il passaggio di Barbarossa la chiesa venne ripristinata, ma solo a partire dal XIII secolo partirono dei grossi lavori di ristrutturazione, interrotti a più riprese a causa degli scontri interni tra Guelfi e Ghibellini, terminati poi nel 1341 in uno stile a metà tra il romanico e il gotico.
A distanza di un secolo i lavori ripresero e vennero apportate ulteriori modifiche alla cattedrale di Santa Maria Assunta. In questo periodo venne allungato l’abside e ricostruita parte della cripta, innalzando anche il piano dell’altare, solo più recentemente riportato all’assetto originario.
Dal cinquecento al settecento invece i lavori si concentrarono sulle navate, dove parte dei muri laterali vennero sfondati per fare spazio ad altari e cappelle che causarono anche la chiusura delle monofore trecentesche che davano sull’esterno. In questo periodo lo stile della chiesa virò verso il barocco. Un ultimo massiccio restauro venne infine operato intorno agli anni cinquanta dello scorso secolo, con l’obiettivo di riportare l’aspetto del duomo a quello della costruzione originaria.

Aspetto del duomo di Crema ^

La facciata del duomo di Crema si presenta con una forma a capanna, suddivisa da tre grandi archi a tutto sesto che richiamano lo stile romanico, ben rappresentato anche dal portale di ingresso sormontato nella lunetta dell’arco cordonato a tutto sesto. Ai lati del portone si trovano infine due bifore anch’esse inscritte in una forma ad arco. Sulla sommità si trova una bella loggetta decorativa dotata di ben trentatre colonne in marmo. In stile gotico è invece il rosone centrale, dotato di una raggiera a sedici colonne, intrecciata da archetti a tutto sesto. Di suggestione medievale è invece il simbolismo numerico che coinvolge tutta la facciata: tre guglie che richiamano il numero della trinità, trentatre colonne che ricordano gli anni vissuti da Gesù, le sedici colonne del rosone invece sono la somma dei dodici apostoli e dei quattro evangelisti. Altri elementi si legano ad ulteriori simboli: pentacoli che richiamano l’iconografia di Cristo, tralci di vite e pampini attorno alle finestre che richiamano l’eucarestia, una formella con sette cerchi che si riferisce al numero dei pianeti noti nel momento in cui venne costruita la chiesa e diversi altri simboli. Sui fianchi sono presenti quattro contrafforti che scandiscono la suddivisione interna in cinque campate. Sul retro, nel lato destro, è presente il campanile duecentesco, che si innesta nella cappella di san Pantaleone. La sua struttura ha una base quadrata di oltre sei metri per lato e lungo l’altezza è suddivisa in sei ordini scanditi da marcapiani. Ogni piano ha decorazioni differenti: una finestra a sgualcio, una finestra con una porticina (nel piano dove anticamente si trovava l’abitazione del campanaro), un orologio, due finestre ad arco a tutto sesto, una trifora che si apre sulla cella campanaria e, al culmine, una laterna a forma di ottagono.

Internamente la cattedrale di Santa Maria Assunta si presenta suddivisa in tre navate, con l’abside posizionato su quella centrale e, due cappelle su quelle laterali. Le navate sono suddivise tra loro da semicolonne cilindriche che si collegano ad archi traversi a sesto acuto. A loro volta le navate sono suddivise in cinque campate con volte a crociera e terminano con un arco trionfale dotato di capitelli differenti tra loro, dovuto probabilmente a periodi differenti di costruzione.
La pavimentazione, ribassata rispetto al livello della piazza, è antica e costituita di coccio pesto. L’intero duomo di Crema è ricchissimo di opere d’arte al suo interno: da affreschi alle pareti a grandi quadri cinquecenteschi, da sculture in marmo a finestre riccamente decorate.

Palazzo Comunale ^

Facciata del Palazzo Comunale di Crema

Un altro degli edifici da vedere in piazza Duomo è il palazzo comunale, le cui origini si fondano nel XV secolo, quando venne avviata la riorganizzazione della piazza.
Nel 1524 venne demolito il vecchio edificio che versava in condizioni critiche e appena un anno dopo cominciarono i lavori per il nuovo palazzo comunale. I lavori durarono quindici anni e diedero vita a una lunga struttura suddivisa in due ali in maniera assimetrica con in mezzo l’arco del Torrazzo. Mentre l’area settentrionale venne sempre impiegata per uffici pubblici, quella meridionale fu utilizzata per negozi, armeria, teatrino, circolo culturale e svariati altri usi. Al piano superiore si trovava il tribunale, che lasciò poi spazio alla pretura e successivamente alle sedi del partito socialista e quello comunista. Durante lo scorso secolo vennero fatti altri massicci lavori, per garantirne anche la stabilità. Si decise però di mantenere invariata la facciata posta verso il duomo, al fine di conservarne l’alto valore artistico. Dello scorso secolo è anche il grande dipinto “bozzettone” di Perolini che descrive l’assedio di Crema e che è visibile all’interno dell’aula consigliare, rinominata Aula degli Ostaggi.

Il palazzo comunale di Crema occupa l’intero lato occidentale di piazza Duomo ed è un mix di stili, dal lombardo a influenze venete. Il pian terreno è dotato di un lungo porticato con arcate a tutto sesto e colonne in pietra d’Istria. Questo piano è diviso da quello superiore per via di una greca con formelle in terracotta. Il primo piano è un insieme eterogeneo di finestre, monofore e trifore con alcuni stemmi in marmo a dividerle. Questi stemmi rappresentano quelli delle famiglie che hanno governato la città durante il periodo della repubblica di Venezia.

Palazzo Pretorio ^

Palazzo Pretorio di Crema e Torre Guelfa

Il palazzo Pretorio, posto nel lato settentrionale di piazza Duomo, venne costruito come antica residenza per i podestà veneti, che si trovavano a Crema durante il periodo di dominazione della Serenissima. Qui risiedeva la figura nominata dal Senato veneto che svolgeva anche la funzione di Capitano del popolo.

Nonostante qui si trovasse un edificio costruito per questo scopo fin dal XIII secolo, l’attuale palazzo venne ricostruito a metà del XVI, demolendo anche alcune vecchie case già presenti. Altri lavori vennero svolti tra il seicento e il settecento, aprendo nuovi ingressi al palazzo Pretorio e arricchendo le finestre con archi in marmo. Lo scoppio di polvere da sparo avvenuto accidentalmente nelle vicinanze del palazzo nel 1768 fece registrare diversi danni all’edificio, che furono sanati negli anni successivi, modificandone in parte l’aspetto.

Entrandovi si accede a uno scalone dotato di due rampe che avvolgono un piccolo chiostro dotato di archi lungo il perimetro. Al primo piano si trovano la sala del consiglio, dotata di dieci ritratti di podestà veneti e la sala dei ricevimento, con un soffitto a cassettoni risalente al cinquecento.

Sotto al porticato si trova invece un famedio, ovvero un punto di commemorazione dei cittadini di Crema più meritevoli. Venne istituito nel 1876 ed è dotato di numerosi busti marmorei.

Torre Pretoria ^

Palazzo Comunale e Torre Pretoria o Torre Guelfa di Crema

La torre Pretoria, anche nota come torre Guelfa o torre del Capitano, è di origine medievale e, più precisamente, del 1286. Si trova tra il palazzo Pretorio e il palazzo Comunale. Il suo stile richiama quello del duomo ed è stato solo in parte modificato durante i secoli con l’apertura di finestre con balcone al secondo piano e finestre quadrate inserite nella fascia a bugnato. Queste si aggiungono alla finestre quadrate già presenti al primo piano.

Più o meno a metà della torre Pretoria si trova invece il Leone di San Marco, posizionato tra due epigrafi e una monofora. Il Leone qui presente era originariamente su Porta Ripalta, ma dopo essere stato staccato e portato a Milano, tornò qui nel 1558 e murato direttamente sulla torre.

Si narra che la torre Pretoria sia il più antico elemento presente ancora oggi sulla piazza, in cui lo stile romanico incontra quello rinascimentale.

Palazzo Vescovile ^

Palazzo Vescovile di Crema su piazza del Duomo

La nostra visita tra le cose da vedere a Crema continua con un ultimo edificio in piazza del Duomo: il palazzo vescovile. Conosciuto anche come palazzo della Notaria, per via della prima funzione di residenza dei collegi dei notai, è facilmente riconoscibile per la sua facciata dai colori caldi con un bel porticato al pian terreno. L’ingresso è sormontato da un terrazzino e, al di sopra, è presente un’ulteriore fila di finestre sormontate da monofore. La pianta del palazzo è a forma di U, con la facciata in stile rinascimentale lombardo rivolta verso il duomo.

Il palazzo Vescovile di Crema venne eretto intorno alla metà del XVI secolo su iniziativa dei podestà veneti che all’epoca reggevano la città. La destinazione d’uso originaria venne prontamente sostituita nel 1580 quando il papa Gregorio XIII istituì la diocesi di Crema e si rese necessario trovare un edificio che fungesse da palazzo Vescovile.

Santuario di Santa Maria delle Grazie ^

Tra le cose da vedere a Crema in un giorno va annoverato anche il santuario di Santa Maria delle Grazie, nella parte meridionale del centro a poca distanza dai resti delle mura venete. La costruzione del Santuario di Santa Maria delle Grazie è legata al culto della Madonna col Bambino, un dipinto del XV secolo all’interno del Torrio del Miliato del convento degli Umiliati, che si trovava proprio qui vicino. Per proteggerla vennero aggiunti alla torre una tettoia, un piccolo altare e un portico. Nonostante ciò l’icona non risultava sufficientemente protetta, anche da eventuali attacchi nemici. Quando alla fine del XVI secolo fu demolita la chiesa dei santi Filippo e Giacomo se ne costruì una nuova, l’attuale santuario di Santa Maria delle Grazie, dove nel 1613 venne trasferito l’affresco tanto venerato.

Esternamente la facciata si presenta divisa in due: una parte inferiore dotata di lesene al centro delle quali è presente il portone con sopra un mosaico della metà dello scorso secolo. Nella parte superiore, invece, si trova una finestra di grandi dimensioni e lateralmente due nicchie vuote. A coronare il tutto è infine presente un grande timpano triangolare. Dietro alla chiesa si trova il campanile dotato di lesene angolari e di una cella campanaria con tanto di cuspide conica.

Internamente gli spazi del santuario di Santa Maria delle Grazie sono organizzate in un’unica navata suddivisa in tre campate con volte a botte. La presenza di un arco trionfale indica l’accesso al presbiterio. Tutti gli spazi sono riccamente affrescati.

Porta Ombriano ^

Arriviamo così nella parte più meridionale del centro storico di Crema, in piazza Giovanni XXIII, dove incontriamo porta Ombriano, la seconda porta rimasta in piedi a definire l’accesso alla città. Fino al XIX secolo mantenne l’aspetto originario della sua costruzione, avvenuta nel 1488 nella forma di una torre centrale e due torri laterali.

Anche porta Ombriano venne rivista quando, ad inizio ottocento, cominciò lo smantellamento delle mura cittadine. La struttura quattrocentesca versava in condizioni critiche e si decise quindi di riprogettare la porta in stile neoclassico, affiancandola ai caselli daziari. Contestualmente vennero fatti ulteriori lavori per creare una bella progressione prospettica che proiettasse la porta direttamente dentro alla città. I caselli daziari vennero eliminati a inizio novecento, quando furono aboliti i dazi cittadini.

Porta Ombriano di Crema

Esternamente porta Ombriano si presenta con un arco trionfale sorretto da colonne doriche che sottostanno a un timpano triangolare. Ai lati dell’arco si trovano due parti in bugnato con due porte più piccole per i pedoni con, al di sopra, due nicchie ospitanti due busti in marmo che raffigurano due personaggi non identificati. Internamente porta Ombriano è sormontata dalla statua dell’arma, stemma di Crema, con ai lati due persone che rappresentano la pace e l’abbondanza.

Chiesa della Santissima Trinità ^

Ritornando in direzione del cuore del centro storico di Crema e puntando dritti verso piazza del Duomo, incontriamo un’altra chiesa degna di nota, ovvero la chiesa della Santissima Trinità. Si tratta di un ricco edificio in stile barocco caratterizzata da un particolare insolito: due facciate perpendicolari tra loro, su di una delle quali spunta il campanile.

In questo luogo già nell’XI secolo era presente una chiesa dedicata alla santissima Trinità. Ricostruita più volte ha visto l’ultimo rifacimento totale nel 1737, anno dell’attuale chiesa. La nuova chiesa della Santissima Trinità ricalcava il perimetro e l’orientamento della precedente, sviluppandosi però in altezza. Al suo interno è ancora presente l’acquasantiera del 1479, appartenente a una precedente versione della chiesa, così come il monumento funebre di Bartolino da Terno.

Le facciate della chiesa delle santissima Trinità sono riccamente decorate con linee curve e numerosi cornici alle finestre, che richiamano lo stile delle nicchie, buona parte delle quali vuote. Le lesene sono collegate a terra attraverso dei grossi basamenti e sono decorate con capitelli a forma di foglie d’acanto.

Urna con i resti di San Teodoro dentro alla chiesa della Santissima Trinità

Lo stesso stile dinamico e movimentato lo si ritrova nell’unica navata interna, chiusa da tre strette volte a crociera a cui si affiancano le cappelle laterali. L’abside risulta essere come separato dal resto della struttura per via di un arco trionfale.

Mura Venete ^

Siamo nella parte più meridionale del centro storico di Crema e davanti a noi, inserite all’interno del parco comunale Campo di Marte, vediamo un tratto delle antiche Mura Venete. Questo pezzo è noto come Torrione della Madonna, perché su di esso si trovava l’immagine della Vergine con il Bambino dipinta nel XVI secolo per proteggere dalla distruzione questa parte di mura. L’affresco originale è stato poi spostato all’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove è tutt’ora visibile.

Mura venete di Crema e Torrione della Madonna

Questo è un pezzo delle mura quattrocentesche che circondavano l’intera città di epoca veneziana, dandole una forma poligonale con un perimetro di 2844 metri che ricalca la forma delle mura medievali, ormai fatiscenti nel XV secolo. Lungo le mura si trovavano bastioni a forma di stella. Esternamente alle mura venete correvano lunghi fossati. Buona parte dell’antica cinta muraria venne demolita nel XIX secolo, ma ne sono stati conservati alcuni tratti. Oltre a questo pezzo ne sono infatti visibili altri nelle vicinanze dei giardini di Porta Serio, in via Gramsci e nei pressi della stazione.

Palazzo Patrini Pozzali ^

Facciata di palazzo Patrini Pozzali in piazza Premoli - Cosa vedere a Crema

Il palazzo Patrini Pozzali, conosciuto anche come palazzo Premoli, occupa un intero lato di piazza Premoli ed è la prossima tappa. Venne costruito a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo e il suo aspetto è decisamente imponente. Al centro è posizionato il portone di ingresso, sormontato da un piccolo balcone. Sia al pian terreno che al piano superiore una lunga fila di finestre permette di illuminare le numerose stanze di cui è composto.

L’aspetto attuale di palazzo Patrini Pozzali è in parte riconducibile a una ristrutturazione dello scorso secolo.

Palazzo Vimercati Sanseverino ^

Il nostro itinerario all’interno del centro storico di Crema si conclude con il palazzo Vimercati Sanseverino. A stupirci non è tanto la sua stretta e alta facciata, seppure dall’aspetto curato ed estremamente nobile, ma più che altro il cortile interno, con un bel porticato, dietro un importante cancello in ferro battuto. L’accesso principale si trova su via Benzoni, dove il portale monumentale è dotato di timpano ricurvo in cui è inserito anche lo stemma familiare.

Il palazzo Vimercati Sanseverino, venne costruito a partire dal quattrocento, come testimoniato da un soffitto con tavellette dipinte in un salone del piano superiore. Questo è l’unico edificio storico del centro di Crema ad appartenere tutt’oggi alla famiglia che lo fece costruire originariamente. Venne costruito per Sermone Vimercati, uomo di fiducia del duca Francesco II Sforza che venne ospitato qui nel 1526, mentre era in fuga dalla città di Milano.
Successivamente il palazzo venne ampliato e completato dai figli e dai nipoti di Sermone, che lo portarono all’attuale assetto verso la fine del XVI secolo.

Mappa itinerario di Crema ^

Ecco la mappa dell’itinerario delle cose da vedere a Crema. L’itinerario può essere svolto interamente a piedi, prevedendo un’eventuale passaggio in automobile per arrivare al Santuario di Santa Maria della Croce.

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Lorenzo Taccioli