Cosa vedere a l’Aquila in un giorno

Ponte sul fossato del forte spagnolo - Castello dell'Aquila

Visitare l’Aquila è un’esperienza strana. Ti troverai immerso tra monumenti storici, palazzi signorili, chiese monumentali e continui cantieri di ripristino della città in seguito al terremoto del 2009.

La fondazione della città dell’Aquila risale al 1229, quando gli abitanti dei castelli presenti nella zona vollero ribellarsi al feudalesimo imposto dai Normanno Svevi. Ottenuto il permesso dal papa Gregorio IX si organizzarono per fondare la nuova città. Ognuno dei 99 castelli partecipò alla costruzione della città nuova e insieme diedero vita a un centro economicamente ricco e a una serie infinta di chiese e palazzi nobiliari.

In una giornata riuscirai a passeggiare per tutto il centro e a conoscere tutti questi palazzi, ma se vuoi approfittarne per visitare anche i dintorni ed hai un piede allenato, potresti restringere la visita a qualche ora in meno.

Dove si trova l’Aquila ^

L’Aquila è una delle più grandi città abruzzesi e infatti è anche capoluogo di provincia. La posizione in cui sorge è di estrema bellezza: ai piedi del Gran Sasso e vicino al fiume Aterno, al centro della cosiddetta conca aquilana. È completamente circondata dalle montagne, tanto che oltre al Gran Sasso potrai vedere la catena del Sirente-Velino con i monti Ocre e Cagno.

Il centro cittadino è posizionato su di un colle rialzato rispetto all’area circostante e te ne accorgerai camminando per le sue vie in continua salita e discesa.

Altitudine dell’Aquila ^

Il centro storico dell’Aquila è un’altitudine di 714 metri sul livello del mare circa. Il centro non è infatti totalmente pianeggiante, tanto che anche la piazza del duomo è in pendenza.

Terremoto a l’Aquila ^

La zona dell’Aquila è ad alto rischio sismico. Già in passato ha dovuto fare i conti con svariati terremoti, il più grosso dei quali si era manifestato nel 1703 (6,8 di magnitudo) portando distruzione in città. In seguito a questo, il centro storico ed i suoi palazzi sono stati ristrutturati e, in buona parte, modificati. Altri terremoti precedenti si verificarono nel 1348 (magnitudo 6,7) e nel 1461 (magnitudo 6,5).

Purtroppo nel 2009 c’è stato un nuovo grosso sisma che ha letteralmente distrutto il centro cittadino. La scossa è stata anticipata da una serie di eventi sismici che ha preso il via a dicembre 2018 ed è continuata fino al 2012. Gli epicentri di queste scosse sono sempre state all’interno della conca aquilana e nei primi dintorni. Il sisma più potente è stato quello del 6 aprile 2009 alle 3.32, con una magnitudo di 6,3. Nei due giorni successivi si registrarono altre 256 scosse.
Questo terremoto ha causato il crollo di abitazioni ed edifici storici e il fatto che si sia verificato di notte ha reso ancor più tragico il bilancio: 309 morti, 1600 feriti, 65000 sfollati e danni stimati in oltre 10 miliardi di euro.

Il clamore suscitato da questo fatto fu alto, per via della sua portata. Subito arrivarono aiuti nazionali ed internazionali, ma, pare, che non siano stati gestiti nei migliori dei modi. Certamente il processo di ricostruzione è complesso e da studiare al meglio, onde evitare il ripetersi di simili tragedie, ma ancora oggi i lavori di ripristino sono lontani dall’essere conclusi.

L’Aquila oggi ^

Visitare l’Aquila nel 2022 significa addentrarsi in un enorme cantiere a cielo aperto. Durante la mia visita sono rimasto stupito dal numero di mezzi e muratori che lavorano all’interno del centro storico. Ho quasi pensato che il numero di questi lavoratori sia maggiore al numero di abitanti nei palazzi ripristinati.

Successivamente a una fase iniziale di smarrimento in cui il centro storico è rimasto zona rossa a lungo, i lavori procedono ora speditamente e ogni mese nuovi palazzi e monumenti vengono restitituiti alla cittadinanza. Ci sono alcune zone quasi totalmente ripristinate, come la piazza del duomo dove le gru si vedono solo in lontanza.

Altre vie sono invece un cantiere dietro l’altro, dove passeggiandoci ti trovi al fianco di betoniere, sabbia e polvere che ti si alza intorno.

Puoi quindi pensare che non valga la pena visitare il centro dell’Aquila. È lecito farsi questa domanda, ma la mia risposta è che dedicargli mezza giornata o una giornata intera, ti permetterà di vedere dei monumenti decisamente scenici e importanti e, nel frattempo, toccherai anche con mano quello che è stato uno dei disastri naturali più grossi degli ultimi secoli in Italia.

Cosa vedere nel centro storico dell’Aquila ^

Il centro storico dell’Aquila è oggi quasi totalmente accessibile. Le zone rosse sono piccoli cantieri e non interi quartieri del centro. Durante la visita in città potrai vedere gli antichi monumenti tornati a splendere o raggiungere il monumento alle vittime del sisma che celebra questo fatto tragico.
Devi sapere che storicamente questa città è sempre stata ricca e quindi sono numerosi i palazzi signorili e gli scorci suggestivi in centro.

Se c’è una cosa che non manca all’Aquila sono le chiese. Molte di queste condividono uno stesso stile soprattutto nelle facciate, che potrebbero per questo confonderti. Seguì però l’itinerario segnalato e vedrai che non potrai perderti.

Munisciti di scarpe comode, perché il centro dell’Aquila è costruito su di un colle e camminerai continuamente tra salite e discese.

Le cose da vedere all’Aquila sono suddivise sui quarti cittadini, ovvero i quartieri che compongono la città, come da suddivisione messa in essere nel 1272 sulla base delle vicende che portarono alla sua fondazione. Immaginati il centro storico a forma di cuore e troverai:

  • Santa Maria, all’estremità nord orientale del centro;
  • San Giovanni, all’estremità orientale del centro;
  • San Pietro, stretto tra il quarto Santa Maria e il quarto San Giovanni;
  • Santa Giusta, che forma il quarto meridionale del centro storico.

Ecco cosa vedere in tutto il centro dell’Aquila.

Basilica di Collemaggio ^

Prima di raggiungere il cuore del centro storico dell’Aquila, ti consiglio di fare una tappa alla basilica di Collemaggio, a poca distanza dal centro. Quando arriverai ti troverai davanti un lungo prato e al termine la facciata imponente della chiesa.

La basilica di Collemaggio risale al XIII secolo, quando il futuro papa Celestino V la fece erigire sui resti di un antico castello, di cui il torrione laterale destro rappresenta una testimonianza. I resti del papa, qui incoronato, sono conservati al suo interno dentro al mausoleo di Celestino V. La basilica rappresenta oggi il più significativo edificio religioso di tutto l’Abruzzo, che è evoluto durante i secoli prima di arrivare ai giorni nostri.

Numerosi furono i rimaneggiamenti e i contributi di artisti e maestranze, che si intervallarono a saccheggi, terremoti e guerre. Per ultimo il terremoto del 2009, che ha colpito gravemente la basilica di Collemaggio e che ha richiesto un grosso intervento che he permesso di riaprirla solo a fine 2017.

Dichiarata monumento nazionale nel 1902, è caratterizzata da una facciata quadrangolare in stile romanico gotico, sorretta da lesene angolari e suddivisa verticalmente da due cordonature che identificano la navata centrale. I portali di ingresso sono tre e ognuno è sormontato da un rosone gotico con quello centrale sensibilmente più grande degli altri. Il portale centrale è quello più antico, rinnovato nel XIV secolo, ed è dotato di una serie di archi concentrici a tutto sesto. Sopra c’è l’affresco della Madonna con bambino. Sulla parete sinistra è infine presente la Porta Santa.
Tutta la facciata è caratterizzata da un motivo geometrico a croce che sfrutta masselli di marmo bianco e rosso che compongono la croce aquilana. Il torrione a base ottagonale ha rappresentato fino al 1880 il campanile della basilica di Collemaggio, poi sostituito da uno nuovo a vela all’estremità della facciata laterale sinistra.

Internamente gli spazi sono divisi su tre navate, in cui la destra è più larga della sinistra. Le navate sono divise tra loro per mezzo di otto alti archi ogivali per lato che poggiano su massicce colonne a pianta ottagonale. Lungo le pareti laterali, soprattutto quella destra, è possibile vedere i resti di diversi affreschi risalenti agli inizi del XV secolo. Durante alcuni restauri del novecento venne smantellata la copertura a cassettoni barocchi e sostituita dall’attuale copertura in legno.

Il transetto risale invece a una revisione settecentesca e vi si accede per mezzo di tre archi trasversali. L’abside è diviso in tre e nella parte destra è presente il mausoloeo di papa Celestino V. Il coro è invece molto profondo, tanto da occupare due campate, ed è dotato di colonnine a pianta ottagonale e capitelli finemente lavorati.

Fontana Luminosa ^

Fontana Luminosa dell'Aquila

Arrivati al centro dell’Aquila iniziamo l’itinerario a nord est del centro, dalla fontana Luminosa. Questa fontana monumentale è divenuto un simbolo della città.

Risale al 1934 e fu opera dello scultore Nicola D’Antino. L’opera celebra il termine del progetto di riqualificazione urbanistica che prese il via nel 1927. Posta al centro di piazza Battaglione Alpini, è composta da due gigantesche sculture in bronzo di donne nude che sorreggono la conca abruzzese, il classico contenitore per acqua fresca utilizzato anticamente in queste zone. Le due statue sono su di una vasca circolare, rialzata rispetto alla strada per mezzo di gradini.

Il nome di Fontana Luminosa è da attribuirsi al gioco di luci sull’acqua che prende il via durante le ore notturne.

Piazza Regina Margherita ^

Piazza Regina Margherita dell'Aquila e Fontana del Nettuno

Imboccando corso Vittorio Emanuele in pochi passi ti troverai sulla sinistra piazza regina Margherita. Decorata da una grande aiuola con alberi e arbusti e circondata dai tavolini del bar, questa piazza risale al XVIII secolo. È da questo periodo che derivano i palazzi circostanti, ovvero palazzo Gentile, palazzo Mannetti e palazzo Paone Tatozzi. Contestualmente venne rifatto anche il palazzo Lucentini Bonanni.

Piazza Regina Margherita è in un luogo strategico del centro fin dalla fondazione dell’Aquila. Questo è infatti l’incrocio tra il cardo di corso Vittorio Emanuele e l’antico asse decumanico di via Garibaldi. Dal 1880 a seguito di un rifacimento di questo spazio e della visita della regina Margherita di Savoia insieme al re Umberto I, porta questo nome.

Fontana del Nettuno ^

Protagonista indiscussa di piazza Regina Margherita è la fontana del Nettuno. Ricavata all’interno di un prospetto bicromatico monumentale ottenuto con materiali prelevati dalla ex chiesa di San Francesco, occupa questa posizione dal 1881.

La facciata è lunga ben 40 metri ed è composta di listelli di pietra aquilana dei tipici colori bianco e rosa, che si ritrovano in svariati altri monumenti cittadini, come la fontana delle 99 cannelle e la basilica di Collemaggio. Scandita da sei lesene ospita due ingressi alla storica enoteca cittadina, mentre al centro, in un arco, è alloggiata la statua e la fontana del Tritone. Il dio Nettuno è in piedi sulla vasca semicircolare e sorregge nella mano destra il tipico tridente, simbolo di comando.

Chiesa di Santa Maria Paganica ^

In pochi passi arriverai al cospetto della chiesa di Santa Maria Paganica, che porta ancora addosso i segni dei gravissimi danni dovuti al sisma. La costruzione iniziale risale al 1308, come riportato sull’architrave dell’ingresso, ma durante i secoli ha subito più revisioni a causa dei danni dovuti ai terremoti.

Le parti più antiche della chiesa sono la sua facciata romanica e una statua medievale, conservata all’interno della chiesa, che rappresenta una persona nel gesto di fare una smorfia con la lingua fuori. Medievale è anche il campanile, ottenuto riutilizzando una torre di controllo, tagliata nel 1557 dagli spagnoli affinché il popolo non promuovesse un assedio contro il nuovo forte spagnolo.

Esterni puntellati della chiesa di Santa Maria Paganica all'Aquila

Il terremoto del 2009 ha provocato il crollo dell’intera copertura e delle cappelle laterali, ma già nel 1703 la furia distruttiva del sisma aveva colpito la chiesa distruggendola quasi interamente e lasciando in piedi la sola facciata. Ai lati della navata principale potrai vedere dei contrafforti aggiunti per garantire una maggiore stabilità dell’impianto. Il sisma del 2009 ha causato molti più danni che in svariate altre chiese e l’ipotesi è che la causa sia dovuta a un appesantimento del soffitto causato dall’inserimento di cemento armato.

Sulla facciata principale si apre il portale romanico con arco a tutto sesto. Questo è decorato da sette busti sopra la cornice principale, rappresentanti Cristo, San Pietro e altri santi. Nella lunetta, invece, c’è la Madonna col Bambino, iconografia frequente a l’Aquila. Internamente gli spazi sono divisi come da ristrutturazione settecentesca, ovvero con una spaziosa navata e profonde cappelle laterali.

La chiesa di Santa Maria Paganica deve il suo nome alla frazione di Paganica, i cui cittadini contribuirono alla fondazione dell’Aquila nel duecento.

Palazzo Ardinghelli e palazzo Cappa Camponeschi ^

Davanti alla chiesa di Santa Maria Paganica sorge il palazzo Ardinghelli, che oggi ospita il MAXXI, ovvero il museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Palazzo Ardinghelli risale alla prima metà del settecento, quando fu costruito in seguito al devastante terremoto del 1703. Fu uno dei primi palazzi nobiliari ad essere costruito e la sua particolarità è il cortile interno in cui ha origine un grande scalone monumentale affrescato nel 1749.

Il palazzo voluto dalla ricca famiglia toscana degli Ardinghelli non venne terminato prima che questa si estinguesse e passò in seguito alla famiglia Cappelli, venendo rimaneggiata in stile tardo barocco di cui rappresenta uno dei massimi esempi locali.

L’ingresso di palazzo Ardinghelli è maestoso, evidenziato da una triplica balconata progettata nel 1928. Sotto spicca il portale in asse con l’ingresso della chiesa. La facciata risulta però asimmetrica, infatti nelle intenzioni c’era la volontà di incorporare al suo interno il palazzo Cappa Camponeschi.
Questo edificio, risalente al trecento e utilizzato dalla famiglia Camponeschi come residenza di campagna, occupava un’area caratterizzata da numerosi orti urbani. Negli anni l’edificio si allargò e prese anche parte del posto dell’attuale palazzo Ardinghelli. La parte di palazzo Cappa Camponeschi rimasta salva è per merito della famiglia Cappa che ne acquistò una parte prima che fosse distrutto e che ancora oggi ne detiene la proprietà.

Palazzo Cappa Camponeschi è caratterizzato da evidenti contrafforti e da una cornice marcapiano in pietra che spicca sul colore caldo dell’intonaco. Da questa si alzano quattro bifore in stile neoclassico. I portoni di ingresso, incorniciati in pietra, sono tutti ad arco con stili che vanno dal neorinascimentale a quello medioevale.

Chiesa di San Silvestro ^

Se c’è una cosa che non manca all’Aquila, sono le chiese. La prossima tappa tra le cose da vedere in città è la chiesa di San Silvestro. Questa risale al duecento, quando la sua costruzione venne finanziata dagli abitanti del castello di Collebrincioni che contribuirino così alla fondazione della città.

La chiesa di San Silvestro venne eretta sopra le mura cittadine ed era quindi ai margini del centro. Non a caso sul fianco sinistro è presente un massiccio torrione che veniva impiegato per monitorare i dintorni.

Abside e altare della chiesa di San Silvestro

La facciata risale alla metà del XIV secolo, ma nei secoli successivi l’intera struttura subì ulteriori interventi. Ad esempio la maggior parte dei dipinti interni vennero terminati nel 1461 e furono poi affiancati da abbellimenti architettonici durante il cinquecento, come gli affreschi nelle edicole in controfacciata.

La chiesa di San Silvestro si presenta rialzata da qualche scalino rispetto alla piazza ed ha una facciata squadrata con delle arcatelle ogivali a chiusura. Una cornice marcapiano divide in due gli spazi verticalmente e sulla destra c’è il campanile risalente al XIX secolo. Un arco a tutto sesto definito da colonnine circonda il portone in legno ed è chiuso da un affresco che raffigura l’Agnus Dei.

Gli interni sono organizzati su di un impianto basilicale ed è ad aula unica suddivisa in tre navate scandite da sette arcate ogivali. A metà della navata sinistra è presente l’ingresso al torrione collegato alla cinta muraria, attraverso una cappella laterale. Gli absidi sono tre, in quello destro c’è un’edicola rinascimentale in pietra, mentre in quello sinistro la cappella della famiglia Branconio, che finanziò il restauro quattrocentesco della chiesa. La pala era originariamente il dipinto della Visitazione di Raffaello, poi sottratto dagli spagnoli.

Chiesa di San Pietro a Coppito ^

Facciata della chiesa di San Pietro a Coppito - l'Aquila

Tra le cose da vedere a l’Aquila c’è anche la chiesa di San Pietro a Coppito. Costruita nel XIII secolo, è nota per essere la chiesa più antica della città dentro le mura storiche. In realtà detiene questo primato perché fu eretta sulle ceneri di un tempio precedente. Come le altre, anche la chiesa di San Pietro a Coppito ha subito diversi rimaneggiamenti lungo i secoli, ma nello scorso secolo è stata riportata al suo aspetto romanico.

Situata nel quarto cittadino di San Pietro, domina, sopra a una scalinata, l’omonima piazza. La facciata attuale è un falso storico, infatti negli anni settanta del novecento venne ricreata smantellando quella tardo barocca. Come ispirazione vennero prese le altre chiese cittadine duecentesche e utilizzati i marmi nei colori aquilani. Sulla sommità c’è una cornice ad arcatelle cieche e a metà è presente un marcapiano. Il portale di ingresso è dotato di un bassorilievo sapientemente intagliato e di un architrave con le figure di Cristo e degli Apostoli, sormontati da una statua di san Pietro. Il portone è vegliato dalle statue di due leoni in pietra di epoca romana.

Tra tutte le chiese aquilane quella di San Pietro a Coppito è probabilmente una delle più complesse a livello di struttura interna. Costruita a tre navate è oggi trasformata in un’aula unica a pianta rettangolare e a destra presenta una navatella con archi a tutto sesto. Un grande arco segnala il termine del piedicroce e immette in uno spazio quadrangolare più largo dell’aula, considerato una sorta di antitransetto, separata dal transetto per via di tre archi. Al termine della chiesa sono posizionati tre absidi. Infine poco rimane di tutti gli affreschi che anticamente decoravano questi spazi.

Chiesa di San Domenico ^

Facciata della chiesa di San Domenico a l'Aquila

La successiva chiesa da visitare è quella di San Domenico, le cui dimensioni sono piuttosto generose. Costruita nel trecento è adiacente ad un ex convento e i suoi lavori tardono a terminare tanto che, ancora oggi, la facciata è incompiuta.

La facciata è rivestita nella parte più bassa da blocchi di pietra squadrati in cui sono aperti due grandi finestroni circolari ai lati e una finestra rettangolare al centro. Al pian terreno, inscritto in un grande arco in pietra bianca e rossa, c’è il portone d’ingresso di epoca romanica.

Internamente alla chiesa di San Domenico trovi tre navate e un transetto sporgente seguito da cinque absidi. Quello più a sinistra è noto come Cappella del Rosario ed era originariamente interamente affrescato.

Fontana delle 99 Cannelle ^

Sarai arrivato a sud del centro storico, vicino al fiume Aterno, quando vedrai la fontana delle 99 cannelle. Siamo nel quarto di San Giovanni e questo è un altro dei simboli dell’Aquila. È una piccola piazza posta sotto al livello stradale su cui tre lati sono contornati da vasche in cui sgorga l’acqua da ben 99 cannelle. Il quarto lato è una scalinata che permette di scendere al centro della piazza. Uno dei lati è inoltre in condivisione con al cinta muraria della città.

Percorrendo l’interno perimetro della fontana delle 99 cannelle potrai notare 93 mascheroni da cui escono le cannelle e 6 cannelle singole. I mascheroni sono tutti differenti tra loro e intervallati da formelle rettangolari. La tradizione vuole che ogni cannella rappresenti un castello che durante il duecento ha partecipato a fondare la città dell’Aquila. La fontana risale al 1272 ed è frutto di un progetto dell’architetto Tancredi Pentima.

Secondo alcuni studi, però, il suo attuale aspetto potrebbe essere legato a una revisione quattrocentesca. Di quest’epoca sono senza dubbi i rivestimenti in pietra delle pareti e lo stemma cittadino presente sopra la lapide all’ingresso.

In totale vedrai cinque vasche poste a livelli differenti leggermente sfalsati, in cui l’acqua sgorga attraverso i mascheroni. Questo sfasamento permetteva un lavaggio del bucato più efficace, pratica qui eseguita fino agli inizi del novecento.

Chiesa di San Vito ^

Facciata della chiesa di San Vito all'Aquila

Risalendo la scalinata e tornando al piano stradale ti troverai davanti la chiesa di San Vito, nota anche come chiesa di San Vito alla Rivera. Anche questa, come tutte le chiese viste finora, venne costruita su volontà di un castello nei dintorni e, più in particolare, quello di Tornimparte.

Di epoca duecentesca è stata costruita pochi anni dopo la fondazione della città e vede una facciata ricostruita nel 2014 a causa dei gravi danni riportati dal terremoto del 2009. Nonostante ciò aveva già cambiato aspetto durante i secoli per via dei frequenti lavori di urbanizzazione compiuti in questo quartiere e dei terremoti. La ricostruzione ricalca l’aspetto trecentesco ed è in pietra bianca e rosata. Al centro della sommità c’è un oculo stretto tra due meridiane differenti: una ad ora italiaca e l’altro ad ora solare. Il portale è dotato di una lunetta con un affresco di Santa Maria della Sanità e un architrave con scolpito l’Agnus Dei.

Gli interni della chiesa di San Vito sono piuttosto modesti e disposti su di una sola navata che si chiude in un unico grande altare.

MuNDA – Museo Nazionale D’Abruzzo ^

Ingresso al MuNDA - Museo Nazionale d'Abruzzo

Al fianco della fontana delle 99 cannelle e della chiesa di San Vito c’è il MuNDA, Museo Nazionale D’Abruzzo. Inizialmente allestito all’interno del forte Spagnolo, è stato trasferito qui, all’interno dell’ex mattatoio, nel 2015. Questo è uno spazio temporaneo, in attesa della sistemazione del forte e, infatti, in esposizione c’è circa il 50% del patrimonio artistico a disposizione.

Gli spazi del MuNDA occupano circa 4000 metri quadri e prevedono un percorso suddiviso su 6 sale. La prima è dedicata all’archeologia abruzzese, con resti derivanti dai Vestini e dai Sabini. La seconda è invece quella delle Madonne, qui sono numerose le statue che ritraggono la Madre di Dio, per lo più risalenti al XII e XIII secolo. La terza e quarta sala sono dedicate all’età angioina, tardo gotica e rinascimentale. con numerosi dipinti. Il percorso si chiude infine con la quinta e sesta sala dedicata ai Francescani e alle opere del barocco aquiliano, con svariate statue e dipinti cinquecenteschi.

Porta Rivera ^

Porta Rivera all'Aquila

Proprio adiacente al MuNDA e alla chiesa di San Vito c’è la porta Rivera, l’accesso meridionale nelle antiche mura cittadine che immetteva nel quarto di San Giovanni. Prima della città dell’Aquila qui era presente il castello Acculi. Il castello contribuì alla fondazione della città e fu l’unico ad essere compreso all’interno delle mura.

Porta Rivera è ricavata direttamente nelle mura cittadine con cui è un tutt’uno. Non sono presenti particolari elementi per controllare gli esterni, ma la cornice in pietra è direttamente ricavata nella muratura. L’arco a tutto sesto che definisce l’ingresso è caratterizzato da due colonne comprese all’interno della struttura e dotate di capitello.

Oratorio di San Giuseppe dei Minimi ^

Spostati ora al quarto di San Pietro per raggiungere l’oratorio di San Giuseppe dei Minimi collegato all’adiacente basilica di San Giuseppe Artigiano.

Facciata dell'Oratorio di San Giuseppe dei Minimi - l'Aquila
Interni a forma ellittica dell'oratorio di San Giuseppe dei Minimi

L’oratorio di San Giuseppe dei Minimi era in stile manieristico, ma dopo la ricostruzione avvenuta proprio su volontà dell’ordine di San Giuseppe dei Minimi nel XVIII secolo, si presentò in stile barocco. Intorno al 1930 venne fatta un’opera di restauro che eliminò le caratterizzazioni barocche. Questa le ha conferito una facciata grezza dotata di un oculo centrale e di un portone inscritto in una serie di archi. Sui lati dell’ingresso ci sono due finestre ad arco che risalgono alla prima costruzione della chiesa.

Gli interni sono ad aula unica e presentano una forma ellittica e una cappella absidale, oltre che quttro cappelle disposte lungo il perimetro e decorate con stucchi dorati e piccoli balconi.

Basilica di San Giuseppe Artigiano ^

Al fianco dell’oratorio di San Giuseppe dei Minimi e a pochi passi dal duomo c’è la facciata della basilica di San Giuseppe Artigiano. Questo è un edificio duecentesco finanziato dal castello di Amiterno, tanto che anticamente era titolata a San Biangio d’Amiterno.

La facciata della basilica di San Giuseppe Artigiano è leggermente fuori asse rispetto al resto della costruzione. Risulta infatti ruotata di 8° in confronto all’aula, per poterla allineare al piano stradale. La parte superiore è rimasta allo stato grezzo, mentre quella inferiore è totalmente intonacata e dotata di quattro lesene con capitelli. La chiesa attuale, ripristinata dopo l’ultimo terremoto, ricalca le forme settecentesche. Ci sono però alcuni elementi della struttura originaria, che potrai vedere sul cortile e sulla scala dell’adiacente palazzo Piscitelli, a destra della chiesa. Tra questi una sezione ottagonale di un arco in pietra.

Gli interni hanno una pianta di tipo basilicale in cui lo spazio è suddiviso in tre navate attraverso pilastri corinzi. Quella centrale è chiusa da una cupola di dimensioni modeste e due ulteriori cupolette in mattoni sulla navate laterali. Tra gli elementi più importanti qui conservati c’è il monumento a Pietro Lalle Camponeschi, risalente al 1432 e composto da un’arca su due colonne tortili che poggiano su due leoni. Questo è stato dichiarato monumento nazionale. Nella navata centrale ci sono anche due affreschi risalenti al duecento e ritrovati casualmente durante i restauri del 2012.

Chiesa di Santa Caterina Martire ^

Dalla parte opposta di piazza San Biagio puoi vedere la chiesa di Santa Caterina Martire. Incredibilmente questa non è duecentesca! È infatti risalente a metà del settecento, quando prese il posto del cinquecentesco oratorio di San Girolamo crollato a causa del terremoto.

Purtroppo durante la mia visita è ancora in attesa di essere restaurata in seguito al terremoto del 2009. La facciata è puntellata ma lascia intravedere una forma convessa suddivisa su due livelli. Quello superiore è arretrato ed a base di prisma. Questa parte contiene la cupola interna ed è dotata di un lanternino sulla sommità. La parte inferiore è invece scandita da colonne e paraste tra le quali emergono le finestre e il portale principale.

Gli interni della chiesa di Santa Caterina Martire sono a pianta elittica su di una croce greca e rappresentano una scelta unica in tutta l’Aquila. I lati della croce sono rappresentati dall’ingresso, il presbiterio e due cappelle laterali.

Chiesa di Santa Caterina Martire - l'Aquila

Piazza Duomo dell’Aquila ^

In una manciata di passi potrai raggiungere piazza Duomo, che è stata finalmente liberata da gru e lavori in corsi e restituita integralmente alla popolazione.

Piazza Duomo dell’Aquila è un lungo spazio pavimentato di 140 metri di lunghezza per 70 di larghezza. Il perimetro è definito da una serie di palazzi tutti diversi tra loro. Purtroppo, intorno all’area centrale totalmente sgombera, ci sono numerosissime automobili che limitano la bellezza del posto.

Su piazza Duomo si affacciano alcuni dei palazzi più importanti dell’Aquila, come il duomo, ovvero la cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, la chiesa di Santa Maria del Suffragio, le Cancelle (dei portali in pietra di origine rinascimentale), il palazzo Arcivescovile, quello delle Poste e Telegrafi, palazzo Federici, palazzo Betti e il palazzo della Banca d’Italia.

Su piazza Duomo si trovano anche le Fontane Vecchie, ovvero due fontante poste all’estremità della piazza già dal XIV secolo, ma trasformate più volte. Novecentesche sono infatti le vasche, ampliate rispetto alle precedenti, e le statue gemelle che si innalzano dalla parte centrale.

Piazza Duomo è inoltre conosciuta anche come piazza del Mercato, perché dal 1303 ospita il mercato cittadino.

Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio – Duomo dell’Aquila ^

Facciata della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio - Duomo dell'Aquila

L’edificio più importante su di questa piazza è senza dubbio il duomo cittadino, ovvero la cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio. Costruito una prima volta durante il duecento, ha oggi un aspetto decisamente più moderno. Infatti fu rivisto nell’ottocento e nel novecento, anche a causa del terremoto del 1703 che lasciò in piedi solo il fianco settentrionale. Durante il XIX secolo venne rifatta la facciata in stile neoclassico, ma la parte superiore fu completata solo nel 1928 con le due torrette.

La parte inferiore della facciata è caratterizzata da lesene angolari e colonne ioniche che sorreggono un imponente frontone. Sulla parte superiore, invece, ci sono le due torri unite da una balaustra con inciso MCMXXVIII, cioè l’anno di completamento della facciata. Sulle torri puoi vedere due meridiane e, al centro, una finestra che illumina gli interni.

Gli interni sono in stile barocco e risalgono al settecento. Gli spazi sono disposti su una pianta a croce latina che sfrutta un’unica e lunga navata di 70 metri. A questa si affiancano le cappelle laterali messe in comunicazione tra di loro. Storico, risalente al 1480, è il sepolcro del cardinale Amico Agnifili, posto a destra dell’ingresso e rappresentato da un’urna con l’immagine del defunto. A sinistra c’è invece la fonte battesimale risalente allo stesso secolo.

Gli spazi interni sono ampiamente decorati con stucchi e dipinti che coinvolgono anche la cupola e l’imponente abside.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio ^

Tardo barocca è invece la facciata della chiesa di Santa Maria del Suffragio, nota anche come chiesa delle Anime Sante. Il suo nome celebra le vittime del terremoto del 1703 e infatti la chiesa venne costruita a partire dal 1713. La sua costruzione servì per ospitare la confraternita del Suffragio, che prima si riuniva in altre chiese vicine.

La facciata della chiesa di Santa Maria del Suffragio si fa notare. Raggiunge infatti un’altezza di 25 metri, mentre la cupola retrostante arriva ai 35. La parte centrale della facciata è leggermente concava, che aiuta a dare un effetto chiaro scuro a tutto l’edificio. La parte sommitale è inoltre dotata di una calotta concava a cassettoni. I due piani della facciata sono uniti tra loro attraverso una cornice marcapiano e due orecchioni in stile borromiano. Sopra al portale d’ingresso c’è un timpano con raffigurato uno scheletro e una scritta in latino che invita a pregare per i morti anziché piangere per loro. Sopra al portone c’è una finestra sormontata da un medaglione con raffigurata la Vergine del Suffragio.

Gli interni della chiesa di Santa Maria del Suffragio sono meno spettacolari e disposti a croce latina. La navata è unica e termina in un abside rettangolare. In corrispondenza del transetto c’è la cupola, aggiunta nell’ottocento in stile neoclassico. Ai lati della navata ci sono due coppie di cappelle della stessa profondità del transetto.

Palazzo dell’Emiciclo ^

Scendendo verso sud del centro storico raggiungerai lo spettacolare palazzo dell’Emiciclo, anche noto come palazzo dell’Esposizione. Risalente al 1888 ha sfruttato una chiesa seicentesca e il monastero che l’affiancava. L’ingresso è caratterizzato da un’esedra neoclassica circondata da un lungo porticato in stile ionico. Ai lati ci sono le statue di due aquile, mentre al centro due bassorilievi che ritraggono l’Italia (che distribuisce ai vincitori le corone) e la Storia (che scrive i fasti che la tromba canta).

Passeggiando lungo il porticato potrai vedere piccole edicole contenenti 16 busti di abruzzesi illustri.

Il piano superiore, in stile corinzio, occupa solo la piccola parte centrale del complesso e si innalza sopra la terrazza circoscitta da una lunga balaustra. La facciata di queta parte della palazzina è decorata da sei cariatidi e due nicchie in cui sono inserite le statue di Bacco e Cerere. Sopra all’attico c’è ancora una volta un grande stemma con raffigurata l’Aquila.

All’interno del palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila c’è la sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo. Il pubblico, durante convegni e presentazioni può accedere a una sala ipogea con 250 posti a sedere. Attraverso l’ingresso entrerai nello spazio noto come “la navata“, ovvero quel che resta della chiesa di San Michele.

Piazzale de Paoli ^

Piazzale de Paoli all'Aquila e memoriale alle vittime del sisma

Lo spazio davanti al palazzo dell’Emiciclo, al di là della strada, è il piazzale de Paoli. Questa è un’area verde, recentemente riprogettata per accogliere il memoriale alle vittime del sisma del 6 aprile 2009. Questa zona non è stata scelta a caso, perché fu quella dove il terremoto fece più vittime.

Il memoriale è composto anche da una grande fontana che va in continuità con il momento ai caduti di guerra. Questo è ricavato all’interno di una piazza pavimentata circondata da un prato alberato che si trasforma quasi in una scenografica arena che converge verso il centro del piazzale de Paoli.

Basilica di San Bernardino ^

Tra le chiese più maestose che puoi vedere all’Aquila c’è la basilica di San Bernardino, nel quarto di Santa Maria. Le sue dimensioni sono decisamente ingombranti, con i suoi 100,5 metri di lunghezza è la chiesa più lunga di tutta l’Aquila.

Risale alla seconda metà del quattrocento per celebrare San Bernardino da Siena, morto pochi anni prima e le cui spoglie riposano all’interno del mausoleo del Santo, qui conservato. Decisamente d’impatto è la sua facciata cinquecentesca, una vera apoteosi rinascimentale. Questa la rende anche differente dalle altre chiese della città, quasi tutte omologate sullo stile e sull’utilizzo della pietra aquilana.
Il rivestimento della facciata è in pietra chiara, ma i suoi volumi sono piuttosto articolati. Si pensa che l’architetto Cola dell’Amatrice si sia ispirato per il progetto a un’idea mai realizzata di Michelangelo per la basilica di San Lorenzo a Firenze. La facciata ha una dimensioni di 30 metri di larghezza per 28 di altezza ed è diviso in tre ordini, ognuno sorretto da quattro coppie di colonne il cui stile cambia a seconda del piano (corinzio, ionico e dorico).

L’ingresso principale, al centro, è chiuso tra due colonnine e sormontato da un altorilievo rappresentante la Madonna col bambino tra i Santi Francesco e Bernardino che presenta il devoto Girolamo da Norcia, circondati da una schiera di cherubini tra motivi floreali. L’architrave che divide il piano più basso da quello superiore è decorato con bassorilievi di triglifi e metope con simboli cristiani. Il campanile, sul fianco destro, è anch’esso quattrocentesco.

La basilica di San Bernardino è posta al culmine di una lunga scalinata dotata anche di sei edicole che omaggiano le altrettante famiglie che contribuirono alla costruzione della chiesa.

Gli interni della basilica di San Bernardino sono invece in stile barocco e ciò è dovuto alla ricostruzione settecentesca in seguito al devastante terremoto del 1703. La sua pianta è decisamente particolare e prevede una sovrapposizione di una pianta centrale a una longitudinale. Sostanzialmente, entrando, ti troverai davanti tre navate che convergono verso l’asse trasversale, dotato di cupola, in corrispondenza del mausoleo di San Bernardino. Da qui parte poi la profonda zona absidale con l’altare maggiore. Le decorazioni sono tante e sfarzose, come ad esempio la copertura della navate centrale in legno con elementi dorati e affreschi.

Piazza del Palazzo ^

Torna ora nel cuore del centro storico e raggiungi piazza del Palazzo. Questa è una delle piazze più antiche dell’Aquila, nata insieme con la città. Ospitò già nel quattrocento il palazzo del Capitano, a cui deve il nome. Divenne presto centro del potere politico cittadino, con l’erezione del palazzo della Camera in cui si riuniva la Magnifica Camera.

Nel XV secolo venne rinnovato il trecentesco palazzo Margherita nato come palazzo del Capitano e oggi sede del municipio cittadino. Ciò diede ancora più lustro alla piazza che negli anni vide avvicendarsi su di lei svariati altri edifici e monumenti, come la fontana monumentale sostituita nel 1903 dal monumento a Gaio Sallustio Crispo, ancora qui posizionato.

Torre Civica ^

Torre Civica dell'Aquila

Su piazza del Palazzo, al fianco del palazzo Margherita, c’è la torre Civica, altro punto da non perdere tra le cose da vedere a l’Aquila. Nota anche come torre del Municipio, è ciò che rimane del palazzo del Capitano costruito nel XIV secolo e oggi inglobato nel palazzo Margherita.

La torre Civica era già presente nel duecento, quando venne fondata ufficialmente l’Aquila e proprio intorno a questa si sviluppò il centro cittadino. Durante i secoli cambiò spesso di forma, ad esempio a inizio del trecento venne ricostruita più alta e leggermente più distante dal palazzo a cui era adiacente. Già nel 1374 fu dotata di orologio pubblico, tra i più antichi di tutta Italia.
Inizialmente alta 52 metri, dopo i vari ribassamenti misura oggi poco meno di 27 metri. Sulla facciata verso piazza Palazzo sono presenti diversi simboli, tra cui:

  • il busto di Giuseppe Garibaldi risalente al 1901;
  • il primo stemma della città dell’Aquila, risalente alla fine del duecento;
  • lo stemma di Carlo V re di Spagna;
  • lo stemma di un capitano spagnolo;
  • l’orologio ottocentesco che sostituisce quello originario.

Sulla facciata verso piazza Margherita, invece, c’è rappresentata una donna che regge in mano un giglio e un serpente, che si pensa essere un omaggio al capitano Leone di Cecco da Cascia.

Al pian terreno c’è una piccola cappella dedicata alla Madonna degli Angeli, che veniva visitata dai condannati a morte prima dell’esecuzione. Al suo interno è stata conservata fino al 2009 la Bolla del Perdono, ovvero il documento con cui papa Celestino V concesse l’indulgenza plenaria in cambio del pellegrinaggio annuale alla vicina basilica di Collemaggio.

Sulla sommità c’è una campana che, al tramonto, suona 99 rintocchi in ricordo dei 99 castelli che contribuirono a fondare la città. Questa sostituisce le antiche campane che suonavano per scandire la vita della città e per avvisare, un’ora dopo il tramonto, di chiudere le porte cittadine. In particolari circostanze venivano suonate solo alcune delle sue campane, tanto che i loro rintocchi venivano riconosciuti e ricondotti agli eventi che celebravano, come ad esempio le esecuzioni capitali.

Piazza Santa Margherita e Palazzetto dei Nobili ^

Piazza Santa Margherita e la sua fontana con palazzetto dei Nobili sullo sfondo - l'Aquila

La fontana al centro della piazza Santa Margherita è quella che fino al 1903 risiedeva nella vicina piazza del Palazzo. Queste due piazze sono divise tra loro solamente dal palazzo Margherita.

Dietro la fontana potrai vedere la facciata del palazzetto dei Nobili, un edificio utilizzato sia per fini civili che religiosi. Realizzato nel seicento, fu ottenuto riutilizzando una parte del palazzo della Camera. Al suo interno ospitava la congregazione dei Nobili e ciò motiva gli sfarzosi interni barocchi e la curata facciata manierista.

Piazza Santa Margherita è anche nota come piazza dei Gesuiti, ordine a cui si deve l’attuale impianto barocco dello spazio, ottenuto alla fine del cinquecento.

Auditorium del Parco dell’Aquila ^

La visita in un giorno dell’Aquila è quasi al termine, ma non ancora conclusa. Sicuramente avrai camminato diversi chilometri, perciò puoi approfittarne per riposare un po’ nei pressi dell’Auditorium del Parco dell’Aquila. Parzialmente immerso nel verde, a pochissimi passi dal castello cittadino, è un grande complesso per concerti e spettacoli teatrali progettato da Renzo Piano.

Nelle intenzioni doveva trattarsi di uno spazio temporaneo, che sostituisse la sala Nino Carloni all’interno del castello in seguito al sisma del 2009. Il progetto fu finanziato dalla provincia autonoma di Trento e l’Auditorium del Parco venne costruito a partire dal 2012. Lo spazio è formato da tre cubi: quello centrale è il principale che contiene la sala vera e propria, mentre i due laterali contengono i servizi per gli artisti e quelli per il pubblico. Questi tre elementi sono costruiti totalmente in legno colorato in diverse tinte e sono collegati tra loro per via di passerelle in ferro e vetro.

Gli interni sono arricchitti da pannelli acustici in legno che permettono di avere un’ottima resa del suono. Contestualmente alla costruzione dell’Auditorium del Parco sono stati piantati nei suoi dintorni 200 alberi, che permettono di rigenerare la quantità di legno impiegata per il progetto.

Forte Spagnolo ^

A pochi passi c’è il castello dell’Aquila, anche noto come forte Spagnolo, risalente agli inizi del XVI secolo. È in questo secolo che il predominio spagnolo si afferma nell’Italia meridionale e Don Pedro da Toledo, nominato viceré di Napoli, si dedicò a rafforzare militarmente il territorio.

Il compito fu affidato a un equipe di tecnici esperti nell’ingegneria militare. Il forte Spagnolo fu un progetto di Don Pirro Luis Scrivà, che si occupò anche di Castel Sant’Elmo a Napoli. Questo castello era particolarmente strategico, perché costruito lungo la principale via che dirigeva da nord a sud del regno, collegando Napoli e la Puglia al Lazio, all’Umbria e alla Toscana.

I lavori presero il via nel 1534 e fino al 1567 pesarono sulle tasche degli aquilani, già stremati dai saccheggi francesi prima e spagnoli poi. Durante i secoli i lavori continuarono e le modifiche furono numerose, come la sopraelevazione del corpo di facciata durante l’ottocento.

Il forte Spagnolo dell’Aquila si presenta con una pianta quadrata e possenti bastioni angolari, il tutto circondato da un profondo fossato. Le mura, estremamente spesse, sono costruite a sacco ed hanno una leggera inclinazione a scarpa fino a metà dell’altezza. Lo spessore è di circa 10 metri alla base e di 5 metri nella sommità delle cortine. I bastioni servivano a uno scopo difensivo, mentre sulle terrazze erano disposte le artiglierie a lunga gittata. I vari torrioni sono collegati tra loro attraverso un sistema a doppio orecchione, che permetteva di raddoppiare il numero di feritoie per gli eventuali attacchi all’esterno.

Internamente è presente un bel cortile con un lato chiuso da un doppio porticato e gli altri da una serie di fabbricati che servivano ad ospitare i soldati. Nel lato porticato, al piano superiore, c’era l’alloggio del governatore. Qui le sale sono diverse e tutte molto ampie e luminose, con soffitti in legno e dipinti. Questi spazi sono raggiungibili attraverso lo scalone d’onore.

Oggi è possibile raggiungere il cortile interno per mezzo di un ponte in muratura del 1834 situato sul lato orientale. Prima di questo era presente una struttura in legno mobile nell’ultima campata. Oggi al suo interno sono preenti la Soprintendenza ai B.A.A.A.S. per l’Abruzzo, mentre il museo nazionale d’Abruzzo (MuNDA) ospitato a lungo qui dentro, è ora temporaneamente nei pressi della fontana delle 99 cannelle.

Chiesa del Crocifisso ^

Proprio mentre sto lasciando l’Aquila e andando verso l’automobile, mi imbatto nella piccola chiesa del Crocifisso, poco sotto al forte Spagnolo nel quarto di Santa Maria.

Le sue piccole dimensioni la rendono una bomboniera. Costruita agli inizi del seicento dall’allora governatore del forte Spagnolo, rappresentava l’inizio della Via Crucis che conduceva alla chiesa di Santa Maria del Soccorso. Tra le ipotesi su di questo luogo c’è quella che vuole che qui ci fosse precedentemente il patibolo per le esecuzioni capitali.

La posizione periferica della chiesa del Crocifisso fece sì che venne a più riprese abbandonata e poi restaurata ed è tornata in voga dopo il terremoto del 2009 per via dei lievi danni riportati e della sua agibilità arrivata molto prima delle altre chiese vicine.

La chiesa del Crocifisso si presenta con una facciata a capanna e finestre e portone rettangolare. Tra le finestre c’è un grande affresco. Gli interni sono invece a pianta rettangolare che si chiude in un abside incavato in pietra a forma di edicola. Al suo interno c’è un affresco settecentesco che rappresenta la crocifissione e lungo le pareti della chiesa sono presenti numerosi altri affreschi.

Mappa dell’itinerario dell’Aquila ^

Ecco la mappa dell’itinerario per la visita dell’Aquila in un giorno. Se sei in automobile ti consiglio di visitare prima la basilica di Collemaggio e poi scendere a visitare il resto del centro storico, parcheggiando più vicino.

Dove parcheggiare all’Aquila ^

Tra i migliori luoghi dove parcheggiare la propria automobile per visitare l’Aquila c’è la piazza Battaglione degli Alpini. Questa è quella che circonda la Fontana Luminosa ed è dotata di un piccolo info point. Non sempre c’è posto disponibile, ma da qui puoi prendere il viale Gran Sasso d’Italia e cercare posteggio ai bordi della carreggiata, nei numerosi parcheggi gratuiti che seguono la strada in discesa.

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Cosa vedere a l'Aquila in un giornoGuida completa delle cose da vedere nel centro storico dell'Aquila. Guarda l'itinerario tra i quarti cittadini e leggi tutti i dettagli...https://www.lorenzotaccioli.it/cosa-vedere-a-l-aquila-in-un-giorno/
Lorenzo Taccioli