
Tra i tanti paesi che circondano la città di Torino ce n’è uno dalle dimensioni ridotte ma dal suggestivo centro storico: Rivoli. Celebre per il suo castello, importantissimo polo di arte contemporanea, Rivoli ha un centro ricco di architetture medievali, palazzi nobiliari, cappelle e chiesette.
Potrai attraversare interamente il centro percorrendo la via Maestra che diviene poi via Fratelli Piol e che conduce fino al castello che sormonta il borgo.


Dove si trova Rivoli
Rivoli – Distanza da Torino
Itinerario di Rivoli
Castello di Rivoli
Antico campanile di Santa Maria della Stella
Collegiata di Santa Maria della Stella
Chiesa di Santa Croce
Ospizio Capello
Torre della filanda
Piazza Matteotti
Casa del Conte Verde
Piazza Garibaldi
San Rocchetto
Corso Piol
Piazza Martiri della Libertà
Obelisco di Beccaria
Villa Cane d’Ussol
Cappella di San Lorenzo
Palazzo Piozzo di Rosignano
Il rustico di palazzo Piozzo di Rosignano
Porta Sorda
Chiesa di San Rocco
Chiesa di San Martino Vescovo
Cappella del Beato Antonio Neyrot
Mappa dell’itinerario di Rivoli
Dove dormire a Rivoli
Ecco tutti i dettagli per organizzare la tua visita.
La città di Rivoli si trova in Piemonte e appartiene alla città metropolitana di Torino, dal cui capoluogo dista una manciata di chilometri.
Il centro storico sorge all’ombra di un rilievo morenico, ovvero della collina più grande di un sistema di depositi che si sono formati durante le glaciazioni Mindel e Riss.
La distanza tra Torino e Rivoli è di circa 14 chilometri, percorribili in una mezz’ora di auto o una cinquantina di minuti con i mezzi pubblici.


Il centro storico di Rivoli ha dimensioni piuttosto ridotte, sarà quindi facile visitarlo in poche ore una volta che avrai fatto visita al castello, attrazione principale della città.
Una volta sceso in centro storico potrai poi passeggiare tra le sue belle piazze e gli antichi palazzi e scoprirai le numerose chiese e cappelle che caratterizzano questa cittadina.
Ecco tutte le tappe dell’itinerario alla scoperta di Rivoli.






L’itinerario tra le cose da vedere a Rivoli comincia dalla sua attrazione più celebre, ovvero il castello di Rivoli. La sua storia inizia nel IX secolo, quando sulla collina che sormonta il centro storico era presente un primo edificio posto a guardia del centro cittadino.
Quando nel XII secolo i Savoia presero possesso di questi territori fecero erigere il primo castello vero e proprio, che venne poi rivisto da Filippo Juvarra nel settecento, giungendo all’aspetto attuale e incompleto.
Composto da due corpi principali, l’edificio castello e la manica lunga, ha un atrio centrale con archi che collegano le due strutture. Il castello di Rivoli è un ottimo esempio di architettura barocca ed è annoverato tra i siti patrimonio UNESCO.
Questa imponente struttura oggi è uno dei musei di arte contemporanea più importanti d’Italia. Potrai visitare gli interni passeggiando tra gli affreschi delle trentotto sale storiche impreziositi da pezzi di arte contemporanea tra i più conosciuti al mondo.
Alla collezione permanente si affiancano inoltre diverse mostre temporanee durante l’anno.
Scendendo verso il centro storico di Rivoli potrai notare l’antico campanile di Santa Maria della Stella. Questo è tutto ciò che resta dell’antica chiesa collegiata gotica costruita nel 1307. La chiesa nel 1584 versava in pessime condizioni e nel 1798 re Carlo Emanuele IV donò al comune l’attuale chiesa Collegiata Alta in sostituzione.
Il campanile che rimane è alto circa trenta metri e nel 1722 ricevette le campane minori su volontà di re Vittorio Amedeo. Sulla parte sommitale della torre c’è inoltre il meccanismo dell’orologio che risale al 1725.
Il terreno sul quale l’antico campanile di Santa Maria della Stella trova posto era originariamente il cimitero dei comuni di Rivoli e di Rosta.
La chiesa collegiata di Santa Maria della Stella è una delle importanti chiese di Rivoli. Costruita con fondi comunali per dotare di una chiesa il convento Domenicano che trovava posto qui dal 1287.
La chiesa del convento venne originariamente consacrata nel 1377 ed era rivolta in direzione del castello. A causa dei lavori di ampliamento del castello, però, a metà del seicento venne cambiata anche la disposizione della collegiata di Santa Maria della Stella nelle forme che puoi vedere ancora oggi. Dell’impianto originario rimane solo la torre del campanile.
Quando il convento domenicano venne soppresso nel 1797, il re donò la chiesa al comune di Rivoli, che decise di trasferire qui la chiesa collegiata fino ad allora ospitata nel precedente edificio che versava in condizioni estremamente critiche.
La chiesa di Santa Croce di Rivoli ha una storia antica, che comincia nel 1521, quando qui fu costruita una prima cappella. L’iniziativa si deve alla compagnia dei Disciplinati di Santa Croce che diedero vita anche alla prima assistenza ospedaliera con l’istituzione dell’Ospedale di Santa Croce.
La cappella originaria subì un ampliamento grazie alla donazione di una ricca famiglia, ma fu nel 1630, successivamente a un’epidemia di peste, che la chiesa arrivò a un vero e proprio completamento. In questo contesto alla chiesa venne annesso un ulteriore spazio in cui era possibile dare assistenza ai bisognosi.
L’aspetto attuale della chiesa di Santa Croce è invece legato a lavori di ammodernamento realizzati tra il 1775 e il 1776 su di un progetto di Carlo Giuseppe Perratone.
La prossima tappa nell’itinerario delle cose da vedere a Rivoli è l’ospizio Capello. La sua nascita è legata alla volontà del re Vittorio Amedeo II di vietare i mendicanti per strada e per questo motivo, nel 1717, istituì le congregazioni di carità che avevano l’esatto scopo di aiutare gli indigenti.
Nel 1756, alla sua morte, don Carlo Capello lasciò come eredi universali i poveri di Rivoli e diede mandato alla congregazione locale di aprire un ospedale pubblico per ricoverare, educare e dare un letto ai poveri. La sede di questa istituzione fu la casa di don Carlo Capello e inizialmente accoglieva otto giovani indigenti.
Attraverso una seconda donazione avvenuta nel 1803 ci fu la possibilità di creare una vera e propria assistenza ospedaliera con tre letti.
Oggi l’ospizio Capello conserva la sua vocazione di aiuto alle persone, ospitando una casa di riposo.
Il centro di Rivoli è arricchito dalla bassa torre della Filanda, una delle poche testimonianze delle strutture difensive di Rivoli in epoca medievale. Questa accompagna una piccola parte di mura cittadine ancora visibile a poca distanza da qui.
La torre della filanda non è particolarmente alta ed ha pianta squadrata. Se oggi è coperta da un tetto, originariamente era invece chiusa da merletti. Nelle vicinanze era inoltre presente la torre civica, poi abbattuta nel 1696 dalle armate francesi. Parte dei materiali di risulta fu impiegato per costruire la chiesa di Santa Croce.
Il nome della torre della filanda è invece legato all’ottocento, quando la struttura faceva parte di un complesso di edifici utilizzati da una filatura.


Cammina ora fino a piazza Matteotti. Questa è la piazza principale di Rivoli e la sua storia è piuttosto antica. Un ruolo centrale nella vita della città se l’è ricavato già in epoca medievale, quando era divenuta il luogo in cui andavano in scena manifestazioni del potere civile, come l’amministrazione della giustizia, così come il luogo del mercato.
A testimoniare l’importanza di piazza Matteotti nella vita cittadina c’è il palazzo di Città, la cui facciata è decorata con archi e finestre in cotto quattrocentesche, anche se il suo aspetto è più recente a causa di alcune ristrutturazioni. Al fianco del palazzo di Città c’è inoltre casa Zunino, un edificio ottocentesco decorato con gli stemmi degli antichi proprietari.





La prossima destinazione è un museo cittadino, ricavato in una location molto particolare: la casa del Conte Verde.
Il nome della casa del Conte Verde è legato al Conte Verde, ovvero Amedeo VI di Savoia. Tuttavia lui non abitò mai in questo palazzo.
La casa del Conte Verde risale alla fine del XIV secolo e la sua struttura è tipica dell’organizzazione degli spazi dell’epoca, dove vi era una vera e propria stratificazione sociale degli ambienti: al piano terra trovavano posto le botteghe a cui era possibile accedere attraverso le ampie arcate a tutto sesto che si affacciavano sulla strada, mentre il primo piano e la loggia erano dedicati alla residenza nobiliare. L’ultimo piano erano invece dedicati agli ambienti di servizio.
La facciata esterna riporta subito all’epoca medievale e il fatto che fosse un palazzo nobiliare è ben raccontato dalle decorazioni in cotto che si muovono lungo tutta la facciata. I piani sono divisi da cornici marcapiano con bassorilievi finemente decorati, così come lo sono le cornici alle finestre ad arco.
Oggi la casa del Conte Verde ospita eventi culturali organizzati dalla cittadinanza e alcune mostre d’arte.
Un’altra importante piazza cittadina è piazza Garibaldi, anche nota come piazza del ballo. Il motivo è che qui si organizzavano spesso feste cittadine in cui erano presenti danze.
L’assetto di Piazza Garibaldi è quello settecentesco e all’angolo con corso Piol è presente la cappella di San Rocchetto.
Il resto della piazza è invece contornato da importanti palazzi nobiliari, molti dei quali sono in stile rococò. Questi seguono lo schema tipico dell’epoca, nel quale al piano terreno trovavano posto le botteghe e al primo piano c’era invece una residenza di famiglie nobili.
La prossima tappa nell’itinerario di Rivoli è San Rocchetto, ovvero la piccola cappella di San Rocco, anche nota come cappella di Santa Maria della Stella.
San Rocchetto era già dedicata a questo Santo in epoca medievale, quando nel duecento svolgeva il ruolo di cappella della porta cittadina di Rivoli.
Il suo aspetto attuale è legato al 1630, subito dopo il termine della terribile pestilenza che colpì la città, quando San Rocchetto venne interamente ricostruita con i finanziamenti di alcune nobili famiglie.
Oggi, nonostante le dimensioni, rappresenta un punto importante per la città, perché è l’unica sosta della processione del Corpus Domini.
La facciata di San Rocchetto è estremamente lineare e praticamente priva di decorazioni esterne. Il portale ad arco è ricavato in una cornice che si estende dalla facciata e si collega allo zoccolo in pietra che gira intorno all’edificio. Sulla sommità, sul lato sinistro, si innalza il piccolo campanile a vela. Gli interni sono invece disposti su di un’aula unica e nella copertura a volta ci sono alcune tracce degli affreschi originari.
Corso Piol, o via Fratelli Piol, è la strada principale del centro cittadino di Rivoli e percorre l’intera città. Questa strada conduce fino al castello che sormonta la città ed è anche conosciuta come via Maestra, dal nome del tratto di strada che conduce fuori dal centro.
Percorrendo il corso Piol potrai imbatterti nelle numerose botteghe e negozi della città che vendono prodotti tipici e artigianali, ma potrai anche vedere gli antichi edifici che compongono il centro di Rivoli. Molti di questi sono vecchie residenze intonacate in color pastello e con balconi in ferro battuto.
Questa strada è la preferita dai rivolesi per una passeggiata tra i negozi o per fermarsi a bere un aperitivo in compagnia.
Piazza Martiri della Libertà è un’altra delle piazze del centro cittadino di Rivoli. La sua posizione la rende il punto di congiunzione tra il centro storico e Corso Francia.
Se visiterai la città durante la primavera o inizio estate, rimarrai colpito dagli alberi dalla folta chioma che circondando l’intero perimetro della parte pedonale di piazza Martiri della Libertà.
Al centro della piazza, protetta da una cancellata, si erge la scultura All’albero della Pace, realizzata nel 2004 da Enzo Sciavolino. Su di un basamento in pietra trova posto una scultura che ritrae bambini che giocano intorno a un albero di ulivo sormontato da alcune colombe.
Questa piazza, per via delle sue dimensioni, ospita diversi eventi durante l’anno.
A poca distanza dalla scultura All’albero della Pace sorge invece l’obelisco di Beccaria. Questo è posizionato al centro di una rotatoria che affianca la piazza.
L’obelisco di Beccaria è un omaggio a Giovanni Battista Beccaria, il primo astronomo ad eseguire la misurazione del meridiano che attraversa il Piemonte. Nel 1759, per poterlo misurare, utilizzò la distanza tra un punto di Torino e uno di Rivoli, entrambi contrassegnati da un obelisco dal 1808 su volontà del governo sabaudo.
Sull’obelisco di Beccaria trova posto una sfera armillare, ovvero un antico modello di sfera celeste. Sull’obelisco è presente inoltre un’iscrizione che ricorda l’impresa dell’astronomo.
Raggiungi ora la villa Cane d’Ussol, ovvero il palazzo civico di Rivoli. Questo trova posto in una tipica residenza nobiliare di campagna del 1775 realizzata su volontà del conte Giuseppe Cane d’Ussol.
La facciata è monumentale e simmetrica e i tre piani sono sormontati da un ulteriore piano a volute. Una scalinata conduce all’ingresso dove c’è un ulteriore doppio scalone su cui trovano posto le statue di Carlo Emanuele II interpretato come Adone e Giovanna Battista di Savoia Nemours interpretata come Diana. Questo conduce dall’atrio alla grande sala da ballo del primo piano, riccamente decorata in stile rococò e neoclassico attraverso stucchi e trofei di caccia.
Oggi la villa Cane d’Ussol ospita l’aula consiliare al pian terreno, mentre la sala da ballo è dove vengono celebrati i matrimoni civili. Purtroppo questo spazio è generalmente visitabile solo durante la celebrazione di funzioni civili.
Il giardino che circonda la villa Cane d’Ussol è oggi adibito a parco pubblico.
Tornando in direzione del centro potrai vedere la cappella di San Lorenzo. Questa è un’altra piccola chiesa praticamente addossata a un palazzo residenziale costruito successivamente.
La cappella di San Lorenzo risale al novecento ed è in stile neoclassico. Gli interni, disposti su di un’aula unica, sono arredati con quattro file di banchi che conducono fino al presbiterio diviso per mezzo di una balaustra in metallo. Sull’altare veglia la statua in gesso di San Lorenzo. Purtroppo oggi non viene aperta di frequente e con ogni probabilità dovrai limitarti a vederne gli esterni.
La facciata è in stile classico e arricchita da lesene che stringono il grande arco a tutto sesto centrale. Al di sopra, un timpano triangolare chiude la facciata. Sulla base è invece presente una zoccolatura in pietra grigia che include tre gradini che separano la chiesa dalla strada.
Il palazzo Piozzo di Rosignano risale al 1788 e fu opera dell’architetto Quartini. L’edificio rappresenta il tipico esempio di dimora dell’aristocrazia piemontese e venne realizzato per il notaio Canova, cancelliere del Gran Priorato della religione di Malta, sui resti di un edificio settecentesco.
Nel 1828 venne venduto all’avvocato Bertalazone, poi nel 1837 all’avvocato Galletti e nel 1846 al conte Alessandro di Saluzzo di Monesiglio. Quest’ultimo fece costruire una cappella privata sfruttando gli spazi fino ad allora occupati dal teatrino. Dal 1979 il palazzo Piozzo di Rosignano è di proprietà del comune di Rivoli che lo utilizza come sede di uffici e istituzioni.
Nonostante le vaste dimensioni dell’edificio, la facciata risulta abbastanza lineare e quasi priva di decorazioni, se non alcuni bassorilievi in marmo sulle finestre del terrazzino al primo piano. Gli interni invece, purtroppo non accessibili alle visite, sono riccamente decorati.
L’atrio presenta stucchi floreali, lo scalone è arricchito dalle statue di Anteo e Giunone, mentre il salone d’onore ha stucchi in tardo rococò. Ci sono poi altre preziose stanze al piano nobile, come la Sala delle Arpie e il Salottino della musica. Entrambe presentano raffigurazioni allegoriche e di scene mitologiche.
Su di un fianco esterno c’è inoltre una meridiana e, sotto, una fontana stretta tra due lesene.
Il rustico di palazzo Piozzo di Rosignano è un’altra parte del grande edificio che per stile si discosta dalla parte principale. Una torretta angolare chiusa da merlatura è il simbolo di questa parte di palazzo.
Il rustico, dopo essere entrato nei possedimenti del comune di Rivoli, è stato restaurato e adibito a scuola di musica. Al suo interno ospita tredici aule per le lezioni e un auditorium in cui vanno in scena concerti e saggi.
Per via della sua anima popolare, la scuola di musica di palazzo Piozzo è aperta a tutti gli studenti, senza limiti di età.
Raggiungi ora la porta Sorda. Questa è l’unica delle porte cittadine arrivate fino ai giorni nostri e risale al trecento, quando in epoca medievale furono innalzate le mura a protezione della città.
In quel contesto erano sei i portali fortificati che permettevano l’accesso in città, e furono modificate durante i secoli, tanto che l’aspetto attuale della porta Sorda è legato a modifiche quattrocentesche.
Le mura che cingevano la città di Rivoli vennero abbattute dalle truppe francesi nel cinquecento così come le altre cinque porte che portavano al centro cittadino.
La chiesa di San Rocco venne realizzata come ringraziamento al voto effettuato dal comune di Rivoli nel 1630 per liberare la città dalla peste. La chiesa prese il posto di un’antica cappella votiva e fu finanziata in parte da una raccolta fondi pubblica.
Le opere di costruzione terminarono nel 1655, quando la chiesa prese a far parte del convento camelitano e per questo motivo svolgeva sia la funzione di chiesa di San Rocco che di Cappella Carmelitana. Ciò andò avanti fino al 1669, quando a causa dei rapporti tesi tra i frati e il borgo di Rivoli, la chiesa venne chiusa alla frequentazione degli ecclesiastici.
Nel 1766 alla chiesa venne aggiunto il portico antistante la facciata e al 1826 risale invece il coro interno semicircolare.


L’itinerario alla scoperta di Rivoli sta quasi giungendo al termine, ma prima ci sono un altro paio di tappe. La prima è la grande chiesa di San Martino Vescovo. La sua storia inizia nel 1217, quando qui era presente una piccola cappella, ampliata poi durante il trecento quando acquisì uno stile gotico.
Per diversi secoli la chiesa non subì modifiche, fino a quando nel settecento venne completamente rasa al suolo e ricostruita a causa delle pessime condizioni in cui versava. La nuova chiesa di San Martino Vescovo è in stile neoclassico e fu completata nel 1788.
La facciata a salienti è scandita da paraste e divisa in due orizzontalmente. La parte più bassa è caratterizzata dal grande portone di ingresso con sopra un’epigrafe, mentre la parte superiore è dotata di un rosone direttamente collegato al portone. Ancora sopra trova posto il timpano triangolare.
Gli interni sono disposti su tre navate divise da pilastri che sorreggono archi a tutto sesto che conducono lo sguardo verso la volta.
L’ultima attrazione da vedere a Rivoli è la cappella del Beato Antonio Neyrot. Questa risale al 1918, quando la casa del Beato venne convertita in un piccolo santuario dedicato alla pace.
A caratterizzare la cappella, che si sviluppa su due piani, è la torre in mattoni sulla facciata che presenta aperture come monofore al primo piano e bifore al secondo.
L’intera facciata è un’alternanza di mattoni e pietra in cui si alternano aperture ad arco che si innalzano fino al campanile in stile neoromanico. Il campanile in facciata è anticipato da un protiro neogotico che sorregge un piccolo balcone in pietra. Un secondo ingresso laterale è anch’esso arricchito da un protiro ma di dimensioni più ridotte.
Essendo la cappella un adeguamento della casa del Beato Antonio Neyrot, gli spazi interni sono organizzati in maniera particolare. L’ingresso principale immette infatti nella sagrestia, mentre quello secondario porta all’aula dotata di un’unica navata. L’intero perimetro dell’aula è decorata da una zoccolatura affrescata e la zona del presbiterio è sormontata da un affresco che raffigura il Beato Antonio Neyrot.
Ecco la mappa che puoi seguire per percorrere questo itinerario alla scoperta della città di Rivoli.
Se sei in visita alla città di Rivoli, il posto più vicino e comodo dove dormire è Rivoli stessa.
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