Cosa Vedere a Sulmona in Un Giorno

Chiesa-Palazzo della Santissima Annunziata di Sulmona di notte

Sulmona è una delle destinazioni da non perdere se visiti l’Abruzzo. Celebre per la sua produzione di confetti (da assaggiare assolutamente durante ogni stagione dell’anno), regala ai turisti un bellissimo centro storico.

Questa destinazione ha tutte le caratteristiche delle città che mi piace visitare: dimensioni compatte che possono essere percorse in poche ore, monumenti ed edifici storici e un centro curato e pulito.

Dove si trova Sulmona ^

Sulmona si trova in Abruzzo, in provincia dell’Aquila. Il comune sorge all’interno della valle Peligna, ad ovest della Majella e del monte Morrone, che incombono sul centro storico.

Ai lati della città scorrono il fiume Gizio e il torrente Vella. Anticamente, in età preistorica, questa zona era occupata da un grande lago, che si prosciugò come conseguenza a dei terremoti che distrussero la roccia che sbarrava all’acqua la via verso il mare. Ciò fa sì che quest’area sia estremamente fertile.

Altitudine di Sulmona ^

Sulmona è posta a un’altitudine di 405 metri sul livello del mare.

I confetti di Sulmona ^

Sulmona è celebre per i suoi confetti, la specialità più conosciuta della città. Qui risiede la fabbrica più antica al mondo della produzione di questo dolce.

Il confetto veniva prodotto in loco già dal I secolo avanti Cristo, mentre nel XV secolo c’era una piccola bottega all’interno del Monsastero di Santa Chiara che preparava queste specialità.

Il successo per il confetto di Sulmona arriva tra l’ottocento e il novecento, quando vengono costruite il maggior numero di fabbriche, tra cui la principale: la Fabbrica Pelino le cui origini sono del 1783. Se sei molto interessato a questo dolce potrai visitare il suo museo.

Annoverato tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani, i confetti che le contengono utilizzano le mandorle provenienti dalla stessa valle Peligna o dalla Sicilia.

Botteghe che vendono confetti Pelino a Sulmona

Passeggiando per il centro storico di Sulmona troverai numerosissime botteghe che vendono confetti, anche in belle confezioni regalo da acquistare come souvenir. Sono stato rassicurato del fatto che i confetti non temono il caldo, quindi anche nei mesi estivi sono un’ottima scelta per un dolce ricordo.

Cosa vedere a Sulmona ^

Cosa vedere a Sulmona - Immagini della città

L’itinerario tra le cose da vedere a Sulmona potrai farlo interamente a piedi. Il bellissimo centro storico è di dimensioni tutto sommato raccolte e ogni meta è vicina alla precedente. Percorrendo corso Ovidio, la via principale della città, troverai la maggior parte di queste destinazioni lungo il percorso.

Ottimamente tenuta, Sulmona regala degli scorci davvero suggestivi ai suoi visitatori. Se dopo la visita ti rimane tempo a disposizione puoi raggiungere anche la vicina Abbazia Badia Morronese, una testimonianza storica decisamente interessante.

Ecco l’itinerario da seguire per la visita di tutte le attrazioni di Sulmona.

Porta Romana ^

Porta Romana di Sulmona

L’itinerario alla scoperta di Sulmona comincia da Porta Romana, una delle porte cittadine ancora in piedi. Questa segna l’ingresso settentrionale nelle mura del centro cittadino.

Anticamente porta Romana era nota anche come porta San Matteo, per via della sua vicinanza a questa chiesa, che oggi è andata scomparsa. Porta Romana risale al trecento, anche se il suo attuale aspetto è legato a un rifacimento del 1429. Ottenuta con blocchi di pietra bianca che formano un arco a tutto sesto, presenta ancora oggi due stemmi sul lato esterno, mentre passandoci sotto potrai vedere lo scasso che anticamente occupava la chiusura a saracinesca.

In uno dei due stemmi puoi vedere anche la data del restauro, contenuta al fianco della lettera M, riconducibile all’iniziale di Meo de Buzu, cittadino che finanziò i lavori di rifacimento.

Cattedrale di San Panfilo ^

La cattedrale di San Panfilo è il monumento più a nord del centro storico che vedrai lungo la passeggiata a Sulmona. Insolitamente al di fuori delle mura cittadine, ha dimensioni decisamente generose.

La facciata gotica è squadrata e asimmetrica, con l’ingresso principale sul lato sinistro, caratterizzato da un grande portone ad arco. Sulla sua lunetta c’è un affresco trecentesco, mentre le edicole ai lati dell’arco contengono le statue di San Panfilo e San Pelino.
Sul lato destro invece c’è il campanile, ricavato attraverso delle finestre scavate direttamente nella facciata.

Gli interni della cattedrale di San Panfilo sono distribuiti su tre tre navate, separate tra loro per mezzo di massicce colonne. Gli spazi sono distribuiti su di una pianta absidale e sono decorati da affreschi quattrocenteschi e una volta centrale con dipinte le store della vita di San Panfilo e San Pietro Celestino.

La parte più interessante della chiesa è però la sua cripta. Questa è la parte più antica della chiesa, con parti risalenti al X secolo, ed è divisa in tre navate per mezzo 14 colonne. Qui c’è anche la cappella di San Panfilo, caratterizzata da marmi policromi e creata nel 1662 come ringraziamento dei sulmonesi per essere scampati alla peste. Venne quindi eretta un’edicola dedicata al patrono cittadino. Sotto all’altare c’è un’urna con le ossa del santo, mentre il cranio è conservato all’interno del busto in argento e rame risalente al 1459.

Nella cripta inoltre c’è una cattedra episcopale ottenuta assemblando diverse parti con le più antiche datate tra il XII e il XIII secolo. I pomelli in marmo sono di epoca romana, mentro lo schienale riccamente dipinto è del seicento. Noterai inoltre anche il monumento sepolcrale sulla parete laterale. Questo è affrescato con dipinti dai colori accesi che raffigurano la Madonna con il Bambino, l’arcangelo Michele e San Giovanni Battista. È inoltre dotato di un timpano con raffigurato l’Agnus Dei. Sulla parte frontale del sarcofago si distingue malamente la rappresentazione di un ignoto cavaliere e si pensa che originariamente contenesse il corpo di San Panfilo.

Palazzo Sanità ^

Palazzo Sanità di Sulmona

Ritorna nel centro di Sulmona e dirigiti verso palazzo Sanità. Questo è in uno dei vicoli lungo corso Ovidio e versa oggi in condizioni non troppo decorose.

L’edificio era la casa della famiglia Sanità, proveniente da Todi e arrivata in città ad inizio del duecento. Nonostante le sue condizioni, potrai farti una chiara idea della ricchezza del palazzo quattrocentesco: un portale durazzesco, bifore gotiche e decori in pietra intorno alle finestre e alle porte finestre.

Potendoci entrare troveresti davanti a te una corte centrale intorno a cui sono disposti i vari spazi. Da non perdere anche l’affresco della Madonna col Bambino risalente al quattrocento, posto lungo la scala che porta al piano superiore.

Chiesa di San Gaetano ^

Facciata della chiesa di San Gaetano a Sulmona

Procedendo con la visita della città passa tra i vicoli e raggiungi la chiesa di San Gaetano. Originariamente nota come Santa Maria Intus, ha un origine altomedievale.

La facciata esterna in blocchi di pietra chiara e con un portale sormontato da una finestra rettangolare, da cui è divisa attraverso una cornice marcapiano, non lascia immaginare il tesoro all’interno. Dentro la chiesa di San Gateano c’è infatti una notevole sequenza di elementi che testimoniano le varie fasi di costruzione e revisione di questo luogo, arrivando addirittura ad alcuni resti di un preesistente edificio romano del I o II secolo dopo Cristo, dotato di mosaici.
Sul muro perimetrale è stato rinvenuto un bassorilievo del I secolo che descrive una scena di transumanza, poi spostato nel museo civico.

In ogni caso la chiesa di San Gaetano è una delle più antiche in città, fondata addirittura nell’VIII secolo. Gli interni, organizzati su di un’unica navata con volta a botte, sono in stile barocco. È arricchita inoltre da alcune cappelle laterali, tra cui quella di San Gaetano Thiene, in cui sono conservati i suoi resti.

Palazzo Tabassi ^

Purtroppo totalmente in ristrutturazione durante la mia visita a Sulmona è il palazzo Tabassi. Questo enorme edificio rappresenta una tipica dimora patrizia tardo medievale. Risalente al XV secolo e costruita in stile rinascimentale, i suoi spazi sono organizzati intorno al cortile interno a cui potrai accedere per mezzo di un portale durazzesco del 1449. Dotato di cornice, sugli angoli appaiono due scudi con lo stemma della famiglia Tabassi.

Importante è la finestra bifora in stile tardo gotico al primo piano. Questa è uno dei pochi elementi residui della struttura originaria, poi rivista in epoca settecentesca. Da notare, inoltre, sul cantonale sinistro, anche una lapide sepolcrale romana con raffigurata una scena di caccia.

Il nome dell’edificio è legato alla famglia Tabassi che lo acquistò nel 1672 dalla famiglia De Capite.

Oggi il palazzo Tabassi è diviso tra abitazioni, uffici e negozi al pian terreno.

Chiesa-Palazzo della Santissima Annunziata ^

Tra le opere più maestose di tutto il centro storico di Sulmona c’è la chiesa della Santissima Annunziata. Per la precisione questa è identificata come chiesa-palazzo. L’intero complesso è rialzato dal piano stradale per via di una breve scalinata e racchiude in se diversi stili e diverse epoche: medioevo, rinascimento e barocco fusi insieme.

La chiesa della Santissima Annunziata risale al 1320, quando vide la luce insieme all’adiacente ospedale dei poveri, su iniziativa della Confraternita della Penitenza. Questo edificio sorge alla destra della chiesa ed è di dimensioni molto ampie.

Palazzo della Santissima Annunziata ^

L’intero edificio del palazzo della Santissima Annunziata è eretto intorno alla corte centrale ed ha subito diverse trasformazioni durante i secoli, ma la sua facciata ha una parte del 1415. A questo periodo risalgono la Porta dell’Orologio (porta Aragonese) e la trifora sovrastante, in stile gotico. Il portale e la bifora centrale sono invece legate alla seconda fase, datata seconda metà del quattrocento. Lo stile è questa volta rinascimentale e caratterizza la bifora con un preciso e fine intaglio. L’ultima parte è quella più a destra, realizata tra il 1519 e il 1522, anno riportato sopra alla bifora. Anche qui lo stile è quello rinascimentale.

Per tutta la lunghezza del palazzo della Santissima Annunziata corre una cornice marcapiano con putti, araldi, volatili, animali fantastici e rappresentazioni varie di scene della vita quotidiana. Sotto trovi sette statue, che ritraggono imporanti personalità: Gregorio Magno, Bonaventura, Agostino e Girolamo i dottori della chiesa, San Panfilo e i Santi Pietro e Paolo.

Durante i secoli il palazzo della Santissima Annunziata si prestò a diversi utilizzi e, dopo aver trasferito l’ospedale inizialmente qui ospitato, ha sempre svolto incarichi culturali. Al suo interno ci sono quindi musei, un Auditorium, i resti riportati alla luce di una domus romana. In poche parole qui ha sede il museo civico di Sulmona.

Chiesa della Santissima Annunziata ^

La chiesa della Santissima Annunziata fu costruita dove prima era presente un oratorio dedicato alla Santa Vergine Maria e nei secoli divenne una delle più ricche istituzioni cittadine, anche grazie alle esenzioni ottenute per via della sua pia attività. Purtroppo la chiesa originaria non è arrivata fino a noi, ma fu ricostruita più volte a seguito di diversi terremoti. L’aspetto attuale risale alla ricostruzione del 1710 ed è caratterrizata da una facciata barocca e degli interni piuttosto elaborati con largo uso di stucchi e affreschi settecenteschi. Cinquecentesco è il campanile della chiesa della Santissima Annunziata, ben riconoscibile anche a distanza da Sulmona grazie alla sua altezza di 65 metri e mezzo, di cui solo 16 di piramide sommitale su cui è installato un globo con la croce.

Lungo l’unica navata della chiesa della Santissima Annunziata vedrai gli altari monumentali, che appartenevano alla famiglie più ricche di Sulmona e sono tutti decorati con antiche opere d’arte. Di epoca cinquentesca è il coro ligneo, nascosto dietro l’altare maggiore. Ancora più antico è invece il Crocifisso in legno contenuto nell’omonima cappella, risalente al duecento e prelevato dall’eremo di Sant’Onofrio, dove l’eremita Pietro Angelerio seppe nel 1294 di essere stato eletto papa. Era papa Celestino V.

Teatro Comunale Maria Caniglia ^

Teatro Comunale Maria Caniglia di Sulmona

Procediamo tra le cose da vedere a Sulmona con una meta adiacente alla piazzetta San Domenico. Questo è il teatro comunale Maria Caniglia, noto anche come teatro Littorio.

L’edificio rappresenta una dei teatri d’opera più importanti di tutta la regione Abruzzo ed è dotato di un avancorpo d’ingresso in stile neoclassico in pietra chiara, con colonne doriche che inquadrano cinque arcate sormontate da un terrazzo esterno.
Sopra al terrazzo spunta la seconda parte della facciata, con un grande timpano triangolare che conclude un frontone classico.

Gli interni del teatro comunale Maria Caniglia presentano ricche decorazioni in stucco che caratterizzano il vestibolo. Inoltre troverai dei lampadari in cristallo di Boemia a rendere ancora più lussuose le sale. Nel teatro trovano posto fino a 700 persone, suddivise tra i 65 palchi su 4 ordini, la grande platea e il loggione.

Il teatro è titolato a Maria Caniglia, soprano napoletano del novecento.

Chiesa di San Domenico a Sulmona ^

Chiesa di San Domenico a Sulmona - Facciata incompleta

Adiacente all’ingresso del teatro trovi la chiesa di San Domenico. Le sue dimensioni sono piuttosto generose e buona parte dell’esterno è rimasto allo stato grezzo, con la pietra a vista.

La chiesa di San Domenico fu voluta da Carlo II d’Angiò nel 1280 ed era un tuttuno con il monastero dei domenicani e il convento di Santa Caterina d’Alessandria. Oggi gli spazi sono stati ridimensionati, anche in seguito alla soppressione degli ordini, e l’aspetto incompiuto è dovuto a una parziale ricostruzione in seguito al terremoto del 1706.

La facciata della chiesa di San Domenico è arricchita da un rivestimento in pietra squadrata che arriva più o meno a un terzo dell’altezza. In mezzo c’è il portale di ingresso con un timpano curvo decorato con una scultura dell’Agnus Dei che porta una croce ed è sormontato da una rosa a quattro petali, simbolo dei frati domenicani. Ai lati del portone ci sono due coppie di lesene che richiamano nello stile i pilastri angolari, sempre in pietra.

Gli interni sono organizzati su tre navate divise da archi a tutto sesto. Subito all’ingresso c’è la fonte battesimale risalente all’ottocento, mentre lungo le pareti sono presenti diversi altari con tele del XVIII secolo.

Piazza XX Settembre ^

Piazza XX settembre di Sulmona

Torna ora su corso Ovidio e raggiungi piazza XX Settembre. Questa sorge proprio al fianco del corso principale, di cui rappresenta una rientranza. Ti trovi nel cuore del centro di Sulmona e sei contornato da importanti edifici. A poca distanza vedrai spuntare il campanile della chiesa della Santissima Annunziata, mentre direttamente sulla piazza c’è la statua di Ovidio davanti al grande palazzo del liceo classico, precedentemente occupato dai Gesuiti.

Su di un angolo di piazza XX Settembre trovi invece il palazzotto di Giovanni Dalle Palle. Di origine veneziana il Dalle Palle era un mercante che abitò in questo edificio. Sulla facciata è riportata la data del 1484, che più che la data di costruzione pare essere quella di ristrutturazione in seguito al terremoto del 1456. In questa occasione venne modificato il piano superiore dell’edificio. Altre modifiche seguirono il sisma del 1706, come la chiusura del lato porticato che dà verso corso Ovidio.

Statua di Ovidio ^

Statua di Ovidio in piazza XX settembre a Sulmona

Protagonista di piazza XX Settembre è la statua di Ovidio, a cui è titolato il corso principale di Sulmona. Noto per essere uno dei più celebri poeti latini, nacque a Sulmona il 43 avanti Cristo e morì a Tomi, sul Mar Nero, nel 17 dopo Cristo.

La statua rende omaggio al cittadino più illustre di Sulmona e risiede qui dal 1925. Sulla base in pietra sono riportati alcuni versi ironici del Tristia, l’opera autobiografica di Ovidio in cui descrive la sua condanna all’esilio nell’anno 8 dopo Cristo: “Qui giaccio io, Nasone, che scherzando, cantai teneri amori e trovai la morte per il mio talento. Non ti sia di peso, o passante, se mi hai amato, dire: le ossa di Nasone abbiano dolce riposo”.

Vico dei Sardi ^

Vico dei Sardi

Procedendo in direzione di piazza Garibaldi, troverai sulla sinistra il vico dei Sardi. Questo è uno stretto vicolo, anticipato da un arco sotto le abitazioni.

Vico dei Sardi è celebre perché percorrendolo ti troverai al cospetto della casa gotica di Giovanni Sardi, un palazzo medievale appartenente ai Sardi e ristrutturato nel 1477 da Giovanni, così come riportato sull’insegna nell’architrave della finestra.

La struttura della casa è in pietra ed è dotata di due aperture: una grande finestra divisa simmetricamente in quattro e sotto un portale durazzesco. Varcando l’ingresso ti troverai in una piccola corte a pianta trapezoidale. Qui una breve scalinata conduce al piano superiore dove c’è un appartamento con un loggiato coperto da una tettoia in legno.

Chiesa di San Francesco della Scarpa ^

Riprendi poi corso Ovidio e dirigiti verso piazza Garibaldi, ti aspetta un altro dei punti da non perdere di Sulmona: la chiesa di San Francesco della Scarpa. Il complesso è molto particolare, e risale al XIII secolo, quando fu costruita su volontà dei frati francescani sui resti di una chiesa dedicata a Maria Maddalena.

Durante i secoli subì diverse trasformazioni e la ricchezza di un tempo è andata via via svanendo, anche a causa dei terremoti che portarono distruzione. A colpire particolarmente è la facciata laterale che dà su corso Ovidio, proprio davanti all’acquedotto che giunge fino in piazza. Questa fa parte della struttura originaria e attraverso un maestoso arco strombato, posizionato al culmine di una scalinata, immette su di una rotonda in cui si aprono una serie di locali. Sulla lunetta c’è un affresco della Madonna con Bambino tra San Francesco e la Maddalena.
Al fianco di questo ingresso laterale svetta il campanile, ricavato da un contrafforte aggiunto dopo il terremoto del 1456.

La facciata principale è invece in pietra ed è dotata di una parte superiore a salienti con due ali curvilinee. Il rosone, oggi murato, è l’unico elemento che movimenta questa parte della facciata. Sotto c’è il portale trecentesco, inscitto in una serie di archi a sesto acuto. Ai lati trovi due finestre rettangolari, mentre sul fianco ci sono i resti di un portale barocco, oggi murato.

Internamente gli spazi erano divisi su tre navate, oggi unite in un’unica, con due campate e volte a botte. Ai lati ci sono alcune cappelle e il presbiterio è dotato di una cupola. C’è una fastosa cantoria barocca che si inserisce in mezzo ai numerosi stucchi settecenteschi. Le opere più antiche sono posizionate nella controfacciata, dove puoi scorgere alcuni resti di affreschi trecenteschi e un grande crocifisso in legno del XV secolo. Da vedere anche la pala d’altare del XVI secolo che raffigura la Visitazione.

Fontana del Vecchio ^

Fontana del Vecchio al termine dell'Acquedotto di Sulmona

Praticamente ai piedi della chiesa di San Francesco della Scarpa trovi la fontana del Vecchio, che conclude l’antico acquedotto che arriva fino al centro città. Questa risale al 1474 e rappresenta una delle massime espressioni rinascimentali a Sulmona. All’epoca questa posizione era in corrispondenza dell’ingresso meridionale alla città.

Il suo nome è legato alla testa barbuta che sovrasta la lunetta e chiude la fontana. Sotto c’è lo stemma aragonese, circondato da una ghirlanda di fiori e frutti e sorretta da due angeli. I due stemmi al di sotto, invece, sono quelli della città di Sulmona.

L’incisione posta sopra al mascherone da cui fuoriesce l’acqua è un tributo a Polidoro Tiberti da Cesena, il capitano che la fece costruire. La vasca sottostante, infine, è stata sostituita con l’attuale nel 1901, mentre prima era composta da lastre di pietra lisce.

Piazza Garibaldi ^

Sei praticamente giunto in piazza Garibaldi, la piazza più grande di tutta Sulmona che fino al 1880 era nota come piazza del Mercato. Le sue dimensioni sono talmente vaste da essere la terza piazza per dimensioni di tutto l’Abruzzo, dopo piazza Salotto di Pescara e piazza del Duomo dell’Aquila.

Le origini della piazza sono nel duecento/trecento, quando la città di Sulmona divenne un importante polo che richiamò l’afflusso di vari abitanti della vallata. Presto divenne anche un importante centro religioso, per via delle numerose chiese che vi si affacciano. Purtroppo il terremoto del 1706 ha distrutto buona parte della città e anche diversi palazzi qui presenti subirono ingenti danni.

Da sempre utilizzata per ospitare il mercato e le fiere di paese, piazza Garibaldi ospita anche il tradizionale gioco della Giostra Cavalleresca, grazie alla sua forma ellittica.

Acquedotto Svevo di Sulmona ^

Protagonista indiscusso di piazza Garibaldi è l’acquedotto Svevo di Sulmona. Pare che in questa posizione fosse già presente un acquedotto in epoca romana e quello attuale fu una ricostruzione duecentesca voluta da Manfredi di Svevia. Inaugurato nel 1256 garantiva l’approvvigionamento idrico al centro di Sulmona, ma anche la possibilità di avere un canale di trasporto lungo il fiume Gizio.

In seguito al terremoto del 1706 l’acquedotto smise di essere utilizzato per l’approvigionamento idrico e la ricostruzione cittadina fu talmente massiccia che l’acquedotto venne inglobato in alcune case. Solo nel secondo dopoguerra venne riportato alla luce per tutto il tratto che insiste sulla piazza, smantellando le case che vi erano costruite sopra.

I resti dell’acquedotto Svevo sono sul lato occidentale di piazza Garibaldi e delimitano il confine con corso Ovidio. Guardandolo ti accorgerai che è composto da tre parti, tutte in pietra concia:

  • la prima lunga 76 metri è dotata di 15 archi in stile gotico;
  • la seconda di 24 metri è dotata di 5 archi;
  • l’ultima ha un solo e lungo arco a tutto sesto.

La parte visibile misura in totale circa 106 metri e presenta un dislivello di 10 metri. Questo è senza dubbio uno degli elementi più scenici di Sulmona che, unito alla vicina porta laterale della chiesa di San Francesco della Scarpa, crea uno scorcio davvero imperdibile.

Il Fontanone Monumentale ^

Fontanone Monumentale su piazza Garibaldi - Sulmona

L’acqua è protagonista indiscussa in piazza Garibaldi. Al centro è infatti presente il Fontanone Monumentale. Inizialmente ideata come metodo per rinfrescare i mercanti e il popolo che frequentava il mercato, rappresenta oggi la fontana più celebre di Sulmona.

Risalente al 1823 è dotata di una vasca a base ottagonale con un diametro di oltre tre metri. Dalla parte centrale emerge una scogliera di tufo che sorregge il tronco di una colonna decorata con larghe foglie. Sulla sommità è posizionato un grande bacile, sovrastato da uno più piccolo, sorretto da un’ulteriore colonna.

Inizialmente posizionata su tre scalini, oggi il Fontanone Monumentale è dotato di un’ulteriore vasca ottagonale alla base, aggiunta in una revisione del 1933.

Chiesa di San Filippo Neri ^

La chiesa di San Filippo Neri è su di un angolo di piazza Garibaldi e risale al 1677. Venne voluta dai preti dell’omonimo oratorio, ma a causa di un terremoto venne ricostruita nel 1740. L’ordine venne soppresso nel 1799 e la chiesa versò per qualche anno in stato di abbandono, prima di essere riaperta al culto.

La sua facciata dalla forma regolare ha elementi che risalgono a periodi differenti. Parte di questa risale alla precedente chiesa gotica di Sant’Agostino del 1315. Purtroppo il terremoto del 1706 la distrusse e la facciata venne ricomposta sull’attuale chiesa di San Filippo Neri. Oggi risulta costruita in pietra bianca squadrata. Qui si apre il suggestivo e articolato portale con cordoni laterali che confluiscono nell’arco a sesto acuto. Sui capitelli sono rappresentati foglie, uccelli e la testa di una donna, mentre le colonne esterne sono sormontate da capitelli con foglie e frutti. A loro volta quest’ultimi sono completati da due pinnacoli con piramidi tronche con sotto gli stemmi delle famglie Sanità e Angioini.

Al centro dell’architrave c’è un piccolo agnello, con ai lati quattri stemmi gentilizi. Sopra alla lunetta, in cui è riprodotto l’affresco originario non più presente, c’è un timpano contenente un bassorilievo di San Martino a cavallo.

Gli interni della chiesa di San Filippo Neri sono invece in stile barocco. Gli spazi sono organizzati su di una navata con due cupole separate da un grande arco centrale che restringe la navata.

Ex Monastero di Santa Chiara ^

In un altro angolo della piazza, vicino all’acquedotto Svevo, c’è l’ex monastero di Santa Chiara. Ben visibile da lontano, avvicinandoti lo troverai parzialmente nascosto dai bassi edifici che lo precedono e attraverso i quali puoi giungere nella sua piazzetta. Dovrai attraversare l’ingresso monumentale settecentesco e ti troverai davanti la facciata della chiesa di Santa Chiara e sulla destra gli spazi del convento, con a sinistra l’ingresso.

Facciata della chiesa di Santa Chiara

Il monastero di Santa Chiara risale al 1269, quando venne costruito su volontà di Floresella da Palena. La sua posizione era inizialmente esterna alle mura e venne inglobato nel centro storico solo dopo la revisione dei confini in epoca trecentesca. Il suo aspetto attuale è però quello di inizio settecento, quando a causa del terremoto fu completamente ricostruito in stile barocco.

In realtà dopo pochi anni perse la sua funzione di monastero e nel 1866 divenne un collegio. Oggi la sua chiesa ospita il museo diocesano di Arte Sacra, mentre gli altri locali accolgono la pinacoteca di Sulmona che organizza qui la rassegna annuale di arte contemporanea. Nel convento c’è infine la biblioteca diocesana. Visitarla è suggestivo, perché sono ancora presenti le grate e le strutture in legno attraverso le quali le suore clarisse avevano contatti con il mondo esterno.

Porta Pacentrana ^

Porta Pacentrana di Sulmona

Lascia ora la grande piazza Garibaldi e continua il tuo itinerario alla scoperta di Sulmona raggiungendo porta Pacentrana. Le sue forme risalgono al 1376 e rappresenta l’ingresso orientale alla città di Sulmona. Per questo motivo è anche nota come porta Orientis.

La parte esterna presenta un basamento in pietra e in corrispondenza del grande a sesto acuto è intonacata. I colori caldi definiscono un motivo a cubi prospettici disposti a spina di pesce. Al centro puoi vedere uno scudo araldico in pietra che oggi è difficilmente leggibile.

Porta Pacentrana è inglobata nel tessuto cittadino e infatti ai suoi lati sorgono degli edifici residenziali, ma nella parte bassa puoi vedere ciò che resta di un tratto delle antiche mura cittadine.

Chiesa della Madonna del Carmine ^

Facciata della chiesa della Madonna del Carmine - Sulmona

Torna in centro e attraversa nuovamente piazza Garibaldi. Giungendo nei pressi dell’acquedotto potrai notare, sulla sinistra, la facciata della chiesa della Madonna del Carmine. Anche questa è una chiesa antica di Sulmona, risalente al 1225 e usata inizialmente come ospedale per i malati.

Il suo nome è legato alla vicenda seicentesca che l’ha portata ad essere di proprietà dei Carmelitani, che ristrutturarono la chiesa togliendole l’aspetto medioevale. La facciata risulta oggi in stile barocco napoletano ed è divisa in tre da una doppia coppia di paraste.

L’ingresso alla chiesa della Madonna del Carmine è per via di pochi scalini che conducono al portale dotato di un architrave con timpano semicircolare spezzato. Al centro c’è un medaglione con il bassorilievo di una Madonna col Bambino, mentre sull’architrave la scritta riporta l’anno 1822, data di un ulteriore restauro.

Gli interni sono a navata unica chiusa da una volta a botte, con cappelle laterali. Le decorazioni a stucco risalgono al settecento, così come la maggior parte dei suoi dipinti.

Chiesa di Santa Maria della Tomba ^

Non puoi lasciare Sulmona prima di aver visitato la chiesa di Santa Maria della Tomba, su piazza del Plebiscito. Le sue dimensioni sono decisamente generose e venne costruita nel 1076 sopra i resti di un tempio romano dedicato a Giove. Il nome “della Tomba” è riconducibile alla presenza di un sepolcro pagano, probabilmente sotto la navata centrale all’altezza del presbiterio, che si pensa appartenesse alla casa di Ovidio.

La chiesa di Santa Maria della Tomba assunse particolare importanza dal trecento in avanti, quando venne ampliata la cinta muraria in questa direzione e l’area intorno alla chiesa fu largamente edificata. In poco tempo divenne il punto di riferimento per la preghiera dei bottegai, degli artigiani e dei commercianti di Sulmona. Tale successo diede la possibilità di rifare la facciata, nel XVI secolo, in stile romanico. Ulteriori revisioni risalgono al seicento e alla seconda metà dell’ottocento. Nello scorso secolo venne riportata allo stile gotico che aveva in epoca trecentesca.

La facciata è decisamente allungata e il portale di ingresso è contenuto all’interno di un grande arco ogivale, con la stemma della famiglia Aragona nella lunetta. L’ingresso è contenuto all’interno di una coppia di colonne ottagonali e una serie di colonnine lisce che poggiano su di una base in pietra. Sia i capitelli che l’archivolto presentano come decorazioni delle foglie e dei fiori. Sull’architrave trovi il bassorilievo di un agnello mistico, mentre nella lunetta c’è l’affresco dell’Incoronazione della Vergine. Sopra, diviso da una cornice marcapiano, c’è il grande rosone quattrocentesco con una raggiera a 16 colonne ottagonali.

Il campanile è sulla destra della facciata ed è successivo al terremoto del 1706. Costituito da una serie di doppie colonne laterali è dotato anche di un grande orologio.

Gli interni sono suddivisi su tre navate con una pianta a croce latina. Sono divise tra loro per mezzo di archi ogivali sorretti da possenti colonne, mentre la copertura è a capriate in legno. Sulle pareti laterali trovi degli affreschi del trecento intervallati a dipinti del XVII secolo. Nelle edicole votive lungo la chiesa di Santa Maria della Tomba ci sono anche alcune pale d’altare provenienti dalla Badia Morronese. Tra queste la più antica raffigura una scena di Adamo ed Eva presso l’albero del peccato, databile al XIII secolo. Famosa è infine la campana del 1313 posta all’interno della chiesa.

Porta Napoli ^

Porta Napoli di Sulmona

Tra le porta più suggestive di tutta Sulmona c’è porta Napoli, che segna l’ingresso da sud. Conosciuta anche come porta Nova, risale al 1338 ed ha conservato fino ad oggi la sua struttura a pianta rettangolare. Purtroppo il terremoto settecentesco ha fatto crollare le merlature, ma per il resto è ottimamente conservata.

La parte esterna è decorata con un bugnato rustico più marcato nella parte bassa e più leggero man mano che si sale lungo la porta. L’arco ogivale è sormontato da una grande finestra ad arco, anch’esso a sesto acuto, che originariamente era una bifora. Questo è caratterizzato, nella sua cornice, da rosoni e bassorilievi che ritraggono una scena di caccia sulla sinistra e un sacrificio sulla destra e che fungono da mensole per l’arco.

Completano porta Napoli altre opere provenienti da antichi monumenti oggi scomparsi, come i capitelli scolpiti con leoncini o l’icona trecentesca della Madonna con Bambino.

Porta Sant’Antonio ^

Porta Sant'Antonio di Sulmona

Prima di lasciare il centro storico di Sulmona raggiungi anche porta Sant’Antonio, ingresso occidentale al centro. Di origine duecenteca, ha sostituito la vecchia porta Filamabili che era inclusa nella prima cinta muraria.

La struttura è particolare, perché dotata di un arco ogivale ribassato nella cui lunetta era apposto un affresco rinascimentale di Sant’Antonio da Padova. La porta nacque già con il piano superiore, che svolgeva la funzione di alloggio per le guardie. Quando questa non servì più, lo spazio fu riutilizzato come abitazione privata.
Tra i vari inquilini venne abitata in epoca ottocentesca da Domenico Granata, gestore della cartiera cittadina posta fuori dalle mura. È il suo lo stemma che ancora oggi si trova sulla sommità dell’arco esterno.

Porta Sant’Antonio era anticamente nota anche come porta delle Capre, mentre nel seicento era conosciuta come porta del Crocifisso. Solo successivamente venne titolata a Sant’Antonio da Padova, come riportato nella dicitura sotto alla cornice marcapiano.

Abbazia Badia Morronese ^

Prima di terminare la visita di Sulmona ti consiglio di raggiungere in automobile l’abbazia Badia Morronese di Santo Spirito. Questo è un vasto complesso costruito ai piedi del monte Morrone. Il nucleo centrale risale al 1241, anno della fondazione, e fu costruito al fianco di una cappella titolata a Santa Maria del Morrone. Fu qui che il frate eremita, che diventerà poi papa Celestino V, fondò l’ordine dei Celestini.

Nel 1299 avvenne il primo ampliamento dell’abbazia, ma questo fu solo il primo di una lunga lista. Ulteriori ampliamenti avvennero nel XVI e nel XVIII secolo. Quando l’ordine venne soppresso, nel 1807, l’abbazia svolse diverse funzioni, tra cui quella di carcere (fino al 1993), mentre oggi è stato recuperato come testimonianza storica e culturale, ospitando al suo interno anche diverse mostre temporanee.

Accedendo ti troverai sul primo cortile interno, il cortile dei Platani, e davanti a te avrai la facciata in pietra della chiesa seicentesca del Santo Spirito. Al suo interno gli spazi sono ampi e ben illuminati, mentre sotto di se nasconde la cripta medievale. Questa ha un corpo principale composto da due navate suddivise in campate e coperte da volte a crociera che terminano in un abside corrispondente a quello superiore. Questa parte della chiesa dell’abbazia Badia Morronese è del duecento.
L’ampio coro ligneo della chiesa è un’opera del 1681 e caratterizza l’abside. Al fianco c’è la cappella Caldora, ricavata nel corpo dell’antica chiesa di Santa Maria da Morrone, dove venne seppellito Giacomo Caldora, condottiero che nel 1424 vinse contro l’assedio alla città dell’Aquila. Ai fianchi della chiesa ci sono due cortili: quello dei nobili e quello del pozzo, dotati entrambi di portici.

Altri spazi importanti che potrai visitare all’interno dell’Abbazia Badia Morronese sono:

  • la biblioteca conventuale al primo piano. Questo è un ambiente suddiviso in tre parti da due file di colonne binate e da un soffitto in parte con volte. Purtroppo questi spazi necessitano di un profondo restauro;
  • l’ex refettorio, lungo il braccio orientale dell’abbazia, alle spalle della chiesa del Santo Spirito. Questo è uno spazio allungato a doppia altezza, illuminato da grandi finestre. Oggi ospita statue e mostre temporanee. Su tutte le pareti ci sono importanti affreschi monocromi settecenteschi, dalle dimensioni ragguardevoli. Questi raccontano storie del vecchio testamento e della vita di San Pietro Celestino. Quelle sui lati corti raffigurano invece le Nozze di Cana e l’Ultima Cena. Tra le parti più belle del refettorio c’è lo Scalone a tenaglia in pietra bianca della Maiella, attraverso il quale puoi accedere alla parte superiore dell’ex refettorio dell’abbazia, sormontando gli spazi delle cucine.

Cartina dell’itinerario di Sulmona ^

Ecco la cartina dell’itinerario di Sulmona, potrai seguirlo per scoprire la città a piedi. L’unico punto che ti consiglio di raggiungere in auto è l’Abbazia Badia Morronese, che dista circa 5 chilometri dal centro.

Dove parcheggiare a Sulmona ^

Se arrivi a Sulmona in auto dovrai preoccuparti di dove parcheggiare. Se non rimani a lungo puoi scegliere piazza Garibaldi. Ad esclusione dei giorni di mercato (mercoledì e sabato mattina), sull’intero perimetro potrai lasciare l’automobile. In questo caso si tratta di un parcheggio a pagamento. Altri parcheggi sono invece all’estero di Porta Romana, lungo il parco della Villa Comunale che conduce fino alla cattedrale di San Panfilo.

Se invece ti fermi a lungo in città, puoi optare per un parcheggio gratuito. Tra i più grandi c’è quello nei pressi del palazzo Tabassi, oltre le mura. Lo puoi raggiungere impostando sul navigatore questa posizione. In appena 3 minuti a piedi potrai raggiungere Corso Ovidio.

Borghi vicino a Sulmona – Cosa vedere nei dintorni ^

L’area intorno a Sulmona è una splendida zona dell’Abruzzo. Ci sono diverse destinazioni che potrai raggiungere e, soprattutto se ti fermi più giorni in città, avrai tempo per poterle visitare. Alcuni dei borghi, ma non solo, che puoi vedere sono:

  • Scanno, il borgo costruito sulla montagna dove le case si incastrano le une nelle altre. Celebre anche per il suo lago a forma di cuore, in cui potrai fare un bagno durante i mesi estivi. Dista 50 minuti in auto;
  • l’Eremo di San Bartolomeo in Legio. Questo è un eremo costruito a strapiombo nella roccia. Dista circa un’ora di auto da Sulmona e richiederà un breve trekking per poterlo raggiungere, esclusivamente a piedi. Il panorama saprà però ricompensarti;
  • Pacentro, distante appena un quarto d’ora da Sulmona, è annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Celebre per le sue torri, saprà ammaliarti con il suo centro storico.
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Cosa Vedere a Sulmona in Un GiornoScopri l'itinerario per la visita completa della città di Sulmona. Cosa vedere in un giorno, cartina della città e dove parcheggiare.https://www.lorenzotaccioli.it/cosa-vedere-a-sulmona-in-un-giorno/
Lorenzo Taccioli