Piazza del Popolo di Todi

Un weekend lungo è un’ottima occasione per tornare alla scoperta dell’Umbria, dei suoi borghi arroccati, delle sue città d’arte e della sua natura selvaggia. Noi arriviamo a destinazione nella prima mattinata e cominciamo la nostra visita da Todi.

Todi è un borgo antico dal fascino magnetico, che fonda le sue origini nell’VIII secolo avanti Cristo. La sua nascita è al centro di una leggenda, che narra del fatto che la città dovesse sorgere ai piedi del colle su cui si trova, ma che durante una colazione dei fondatori del borgo passò un’aquila che rubò la tovaglia e la lasciò cadere sulla cima della collina. Questo gesto venne interpretato come un segno e la città venne quindi costruito nella posizione attuale.

Dove si Trova Todi ^

Todi si trova in Umbria, in provincia di Perugia, quasi cinquanta chilometri a sud della provincia. Molto suggestivo è l’arrivo in città, quando si vede Todi in lontananza, arroccata sul suo colle che raggiunge un’altitudine di 411 metri sul livello del mare.

La maggior parte dei parcheggi cittadini si trovano ai piedi del colle e noi scegliamo quello di porta Orvietana che, attraverso un breve tratto in ascensore inclinato, ci porta nel cuore del centro. Alle porte della città arriva anche il fiume Tevere che scendendo verso sud, si inclina proprio qui verso ovest per proseguire la sua corsa fino alla costa romana.

La posizione di Todi è circa a metà tra Orvieto e Spoleto, che rappresentano due altre bellissime città d’arte da visitare e che potrebbero far parte di una stessa gita di qualche giorno, se mai visitate prima.

Todi in Un Giorno – Cosa Vedere ^

Il centro storico di Todi è davvero una meraviglia e, probabilmente, ancora poco conosciuto rispetto ad altri a cui non ha nulla da invidiare. Il suo impianto è rimasto pressoché invariato rispetto all’epoca medievale e si sviluppa principalmente all’interno delle mura che proteggevano il borgo antico e che negli anni furono costruite progressivamente tanto da arrivare ad avere tre cerchie murarie: quelle etrusche, quelle romane e quelle medioevali.

In poche ore si può percorrere l’intero centro storico, le cui dimensioni raccolte ben si prestano ad essere visitate in mezza giornata o, al massimo, in una giornata. Il metodo più pratico per visitare il borgo è senza dubbio muoversi a piedi, ma visti i continui sali e scendi dovuti alla posizione sul colle, è possibile prendere qualche autobus pubblico se si è meno allenati al passeggio.

Panorama sul centro cittadino e duomo di Todi

Appena saliti sul colle possiamo già godere di un ottimo panorama sul borgo e sulla vallata circostante, ma questo è solo l’inizio.

Ecco cosa vedere in una giornata a Todi.

Chiesa di San Fortunato ^

Il primo monumento in cui ci imbattiamo muovendoci verso il cuore del centro storico di Todi, ovvero piazza del Popolo, è la chiesa di San Fortunato. Le sue origini sono piuttosto antiche, addirittura paleocristiane. I primi documenti a parlarne fanno riferimento alla consacrazione di un altare a San Cassiano, ad opera di Innocenzo III sul finire dell’XI secolo.

Negli anni vennero operate diverse modifiche alla chiesa eretta in stile romanico, come quella del XIII secolo che la avvicinò allo stile gotico. Questo specifico rimaneggiamento fu molto importante per la città, tanto che si protrasse svariate decine di anni e richiese l’introduzione di una tassa sugli ingressi cittadini per finanziare i lavori.

La chiesa di San Fortunato sorge massiccia al termine di una lunga scalinata e la facciata risulta divisa orizzontalmente in due: la parte più bassa è in pietra chiara e vi si aprono tre portali riccamente decorati con bassorilievi ad archi istoriati. La parte superiore, invece, fa parte dell’edificazione più antica ed è in pietra a righe orizzontali in stile romanico. All’ingresso sono presenti due leoni e due capitelli trasformati in acquasantiere che testimoniano le origini etrusche dell’edificio.

Gli interni della chiesa di San Fortunato sono suddivisi in tre navate e sulle due laterali si aprono ben 13 cappelle (sette a destra e sei a sinistra) decorate con affreschi, statue e reliquiari. Tra gli affreschi più noti c’è quello della quarta cappella sul lato destro, noto come “Madonna con Bambino e Angeli“, risalente al 1432. Gli spazi sono estremamente ampi e ariosi, grazie anche ai colori chiari che contrastano con il coro ligneo dell’altare, databile 1590, e le sedute per i fedeli. Al di sotto dell’altare si trova la cripta a cui è possibile accedere dalle due scalinate laterali. Nella cripta sono custodite le spoglie di alcuni santi, tra cui quelle di San Cassiano, San Fortunato e San Callistio. All’interno della chiesa di San Fortunato si trova la sepoltura anche del corpo di Jacopone da Todi, illustre cittadino letterato, posizionato al di sotto della sacrestia.

Teatro Comunale ^

Ad appena pochi passi dalla Chiesa di San Fortunato si trova l’ingresso del Teatro Comunale di Todi, è sufficiente procedere su via Mazzini per imbattersi nella facciata dell’edificio.

Questo teatro è relativamente recente in confronto alla gran parte degli edifici presenti in città: il suo progetto risale infatti al 1872 e permise l’apertura dei battenti appena quattro anni dopo, con un’opera di Giuseppe Verdi dal titolo “Un ballo in maschera“. Al suo interno il teatro comunale nasconde quattro ordini di palchi che si affacciano sulla platea dalla forma ovoidale e con la quale possono ospitare quasi cinquecento persone.

Il teatro comunale venne progettato da Carlo Gatteschi, lo stesso che si occupò anche del Teatro Signorelli di Cortona, il bellissimo borgo toscano. Gli interni sono decorati da stucchi e da affreschi sul soffitto e anche il sipario è ricco di dipinti che narrano la storia dell’arrivo di Lodovico Ariosto a Todi.

Teatro Comunale di Todi

Piazza del popolo ^

Eccoci così nella piazza principale di Todi: la bellissima piazza del Popolo, uno dei migliori esempi di complessi medievali dell’intera penisola. I palazzi che vi si affacciano sono numerosissimi, storici e tutti importanti per la città. Proprio qui si trova infatti il duomo cittadino, ma anche il palazzo del Capitano con, affiancato, il palazzo del Popolo e, ancora, il palazzo dei Priori.
Piazza del popolo è quindi il simbolo del potere laico, ma anche religioso, della città di Todi, grazie alle differenti potenze che qui si affacciavano.

Originariamente le dimensioni di piazza del Popolo erano quasi il doppio delle attuali e il duomo sorgeva nel centro della piazza, mentre ora ne chiude un lato. Nel 1438 venne infatti costruito un palazzo da parte della potente famiglia degli Atti, che andò ad occupare buona parte della piazza.

Il luogo in cui si trova piazza del Popolo a Todi è sempre stato di cruciale importanza, tanto che in epoca antica vi si trovavano ampie cisterne per stoccare i cereali. Queste derivano dall’epoca romana e furono ritrovate nel 1262 quando venne lastricata la piazza. Il ritrovamento non fu fine a se stesso, le cisterne vennero infatti utilizzate fino al XVI secolo per conservare l’acqua.

Duomo di Todi – Concattedrale della Santissima Annunziata ^

Protagonista indiscusso di piazza del Popolo è senza dubbio il duomo cittadino: la concattedrale della Santissima Annunziata posto sulla scalinata che gli dona una posizione rialzata.
Il duomo di Todi venne costruito tra il XIII e il XIV secolo, ma in questa posizione era già presente una chiesa di epoca romana che andò distrutta durante un incendio sulla fine del XII secolo.

Il suo aspetto attuale è dovuto però a diverse modifiche operate durante i secoli: la facciata ad esempio fu rivista per l’ultima volta nel XVI secolo quando venne aggiunto il grande rosone centrale che ne illumina gli interni. La forma della facciata è squadrata e dalle linee regolari. Vi si aprono tre portoni di ingresso: il principale al centro è sormontato da un’arcata a sesto acuto ed è costruito in legno con pannelli intagliati che raffigurano scene religiose. Sulla destra del duomo è invece presente il campanile del XIV secolo.

Gli interni della concattedrale della Santissima Annunziata presentano una pianta a croce latina con una strana suddivisione in quatto navate: tre di dimensioni maggiori ed una ulteriore affiancata alla navata destra. La navata centrale è divisa dalle due laterali attraverso colonne con capitelli corinzi che sorreggono archi a tutto sesto.
Mentre le navate sono chiuse da capriate in legno, il transetto lo è da volte a crociera. Sulla controfacciata interna si trova una delle principali opere del duomo: l’affresco del giudizio universale creato alla fine del XVI secolo e che si rifà all’omonima opera di Michelangelo. Altro elemento storico è il coro in legno che circonda l’altare e che venne realizzato intorno al 1521. Tra le opere più antiche della chiesa vi è invece il crocifisso in legno dipinto risalente alla metà del duecento e appeso sull’altare.

Sul lato sinistro degli interni del duomo di Todi è presente anche un corridoio che scende fino ai sotterranei, dove sono custoditi i tesori della Cattedrale, tra cui numerosissimi reliquiari. Sotto l’altare si trova anche la cripta anch’essa estremamente suggestiva e semplice: totalmente in pietra con una grande cupola e utilizzata ancora oggi per dire messa.

Palazzo del Capitano e Palazzo del Popolo ^

Dalla scalinata del duomo, guardando il resto di piazza del Popolo non si può non notare la coppia di palazzi affiancati: palazzo del Capitano e palazzo del Popolo, che condividono la scalinata di accesso e sotto ai quali si trova un grande loggiato conosciuto in città come “I Voltoni”, in cui una volta si riunivano i balestrieri cittadini che oggi hanno lasciato il passo a bancarelle che vendono prodotti tipici come salumi e formaggi locali.

Guardando frontalmente i due palazzi quello a sinistra è il palazzo del Capitano e quello di destra è il palazzo del Popolo. I due edifici vennero costruiti a poca distanza l’uno dall’altro e il più antico, risalente al 1213 è il palazzo del Popolo.

Il palazzo del Popolo, o palazzo del Podestà, è in stile lombardo-gotico ed è stretto e alto, chiuso da merletti medievali che si allungano verso il cielo e che vennero aggiunti durante una ristrutturazione della fine del XIX secolo. La sua funzione originaria era quella di ospitare il podestà cittadino, che amministrava Todi per un periodo di sei mesi, prima di essere rinominato. Al pian terreno due grandi archi permettono di accedere alle nicchie che si affacciano direttamente su piazza del Popolo e che sorreggono i piani superiori caratterizzati da due file di polifere che illuminano gli interni. Al palazzo del Popolo è collegata anche la torre campanaria che venne aggiunta nella prima metà del XVI secolo.

Il palazzo del Capitano, in stile gotico, venne costruito nel 1293 e fu identificato anche come “palazzo nuovo del Comune”, per distinguerlo dal già esistente palazzo del Popolo. Come il suo vicino anche questo al piano terra è caratterizzato da due arcate a tutto sesto, mentre il piano superiore presenta tre trifore dotate di cuspide e al terzo piano quattro serie di trifore chiuse da archetti. A metà tra il secondo e il terzo piano si trova anche una piccola campana.

Ingresso ai musei del palazzo del Popolo di Todi

All’interno del Palazzo del Capitano e del Palazzo del Popolo si trovano la sede del comune e del museo civico di Todi tra cui il museo lapidario in cui sono presenti numerosi ritrovamenti provenienti da scavi cittadini. Attraverso lo scalone che permette di accedere ai primi piani dei due edifici, si arriva anche alla Sala del Capitano del Popolo in cui sono ancora visibili alcuni suggestivi affreschi compiuti tra il XIII e il XIV secolo. Al suo interno vengono attualmente ospitati i Consigli Comunali. Lo scalone, comune ai due palazzi, venne costruito nel 1267.

Palazzo dei Priori ^

Altro palazzo degno di nota che si affaccia su piazza del Popolo è il palazzo dei Priori, posizionato sul lato opposto della piazza rispetto al duomo. Anche questo edificio, in stile gotico, venne costruito insieme ai due edifici adiacenti: palazzo del Popolo e quello del Capitano, ma venne ampliato già nella prima metà del XIV secolo.

Sulla facciata del Palazzo dei Priori durante il cinquecento vennero aperte due serie di finestre con archi a tutto sesto: su quella superiore si trova anche la statua in bronzo di un’aquila, simbolo della città, e posizionata qui nel 1339.

Palazzo dei Priori a Todi

Anche il palazzo dei Priori è dotato di una torre collegata al palazzo stesso e che si alza sul suo lato sinistro dominando la merlatura del resto dell’edificio. La torre venne aggiunta nella seconda metà del XIV secolo.

All’interno del palazzo dei Priori vennero ospitate diverse funzioni cittadine: dai Piori al Podestà fino ai Governatori della città, mentre oggi si trovano gli uffici della pretura, ma anche la famosa Sala delle Udienze, decorata con affreschi del XIV secolo.

Porta Marzia ^

Da piazza del Popolo imbocchiamo via Roma, che scende fino alle mura cittadine. Qui troviamo una delle prime antiche porte in cui ci imbattiamo durante la nostra visita: porta Marzia.

Todi - Porta Marzia

Porta Marzia fa parte del primo cerchio di mura etrusche costruite in città, racchiude quindi la parte più interna e antica del centro storico. La costruzione di questa cerchia risale al V – IV secolo avanti Cristo e scorre su via delle mura antiche, che percorreremo a breve.

Porta Marzia ha una struttura semplice e lineare, decorata solo dalla balaustra in stile rinascimentale che la sormonta. L’arco della porta è conosciuto con il nome di “arco della Concezione”.
Sulle mura Etrusche si apre anche una seconda porta, nota come Porta Libera.

Arco del monastero di San Francesco ^

Continuando tra le cose da vedere a Todi ci imbattiamo in un arco molto particolare, noto come arco del monastero di San Francesco o Arco di Sant’Andrea per via della vicinanza al vicolo titolato a quest’ultimo.

Arco del Monastero di San Francesco - Todi

Nonostante l’aspetto tragga in inganno non si tratta di una delle tante porte cittadine, ma di un semplice arco costruito nel 1732 per collegare i due edifici che contengono parti differenti del Monastero di San Francesco separati dalla via del Borgo Nuovo.

L’arco del monastero di San Francesco è caratterizzato da un’apertura centrale che ne illumina il percorso, oggi chiusa da una rete metallica per evitare l’ingresso ai piccioni. Ai lati dell’apertura ci sono due nicchie, attualmente vuote, in cui erano contenute due statue.

Porta Perugina ^

Continuando la discesa su via Borgo Nuovo arriviamo fino alla terza cerchia muraria cittadina. In particolare ci troviamo davanti alla Porta Perugina che, come porta Romana, porta Orvietana, porta Amerina e porta Santo Stefano fa parte della cerchia più recente: costruita in epoca medievale, circa nel 1244, e che si estende per ben quattro chilometri nella parte più bassa del centro storico.

Porta Perugina è un grosso bastione che nella sua costruzione mostrava già chiaramente la bellicosità che contraddistingueva Todi durante l’epoca medioevale.

Porta Perugina è nota anche come Porta di Borgo Nuovo e si trova nei pressi del Ponte del Rio, dove solitamente è possibile trovare parcheggio per salire poi a piedi fino al centro storico.

Via delle mura antiche ^

Risaliamo poi in direzione del centro storico e imbocchiamo via delle mura antiche, una via stretta chiusa da una parte dalle facciate di edifici storici su cui si aprono gli ingressi al piano terra con brevi scalinate e, dall’altra, dalla prima cerchia muraria in pietra che anticamente proteggeva il centro cittadino.

Via delle Mura Antiche - Prima cerchia muraria di origine etrusca

Le case si susseguono nella tipica predisposizione “a striscia” e molti dei portoni attuali rappresentano quelli delle botteghe antiche che una volta avevano sede qui.

Arriviamo così, in pochi passi, in piazza del Montarone, sulla quale ci eravamo affacciati pochi minuti fa durante la nostra discesa.

Piazza del Montarone ^

Piazza del Montarone è uno spazio ricavato al di sotto della seconda cinta muraria e sulla quale si affacciano le case di origine medievale. Dal basso della piazza si può apprezzare l’imponenza delle mura, mentre salendo su di queste e guardando piazza del Montarone dall’alto non solo si potrà godere dell’intricato incrocio di tetti ai nostri piedi, ma anche delle colline che circondano l’intero abitato di Todi.

La leggenda narra che nel 1428 in piazza del Montarone venne la donna bruciata Matteuccia di Francesco, con la colpa di essere stata accusata di stregoneria. Durante il carnevale a Todi va in scena una sfilata del corteo storico, alla quale si aggiunge la rievocazione del rogo in cui la donna rimase vittima.

Chiesa della Santissima Nunziatina ^

All’interno di Todi si trova anche un piccolo tesoro che non è conosciuto quanto dovrebbe, si tratta della chiesa della Santissima Nunziatina. La sua particolarità la si può evincere anche dal soprannome con cui è nota: piccola cappella Sistina.

Le volte affrescate della chiesa della Santissima Nunziatina

Se dall’esterno la chiesa della Santissima Nunziatina può non suscitare grosse emozioni, la sorpresa la si avrà entrandovi, dopo aver pagato un piccolissimo contributo.

L’intera chiesa è completamente e riccamente affrescata e le sue decorazioni si rifanno allo stile barocco e hanno come tema centrale la figura di Maria. La sua costruzione risale agli inizi del seicento, quando venne edificata per rispondere all’esigenza di creare una sede per la compagnia della santissima Annunziata e alle sue decorazioni collaborarono svariati artisti tra cui Andrea Polinori. All’epoca venne dotata anche di un soffitto a cassettoni decorato con rosette che, purtroppo, andò perso durante un incendio agli inizi del secolo successivo.

La chiesa della Santissima Nunziatina si sviluppa su di un’unica navata sulla quale si aprono otto cappelle distribuite sui due lati. Tra le opere che sono custodite qui sono di notevole rilievo la tela sopra l’altare che ritrae l’Annunciazione (opera di Lorenzo Baldi) e la rara raffigurazione di Dio che consegna all’arcangelo Gabriele il giglio con il quale si presenterà a Maria in occasione dell’annunciazione.

Piazza Garibaldi ^

Tornati nel cuore del centro storico di Todi passiamo nuovamente per piazza del Popolo e raggiungiamo piazza Garibaldi, che è praticamente collegata alla precedente. 

Originariamente il nome di questa piazza era piazza San Giovanni, a causa della chiesa che vi si trovava sopra e che venne demolita sul finire del XIII secolo. Il nome attuale di piazza Garibaldi è rafforzato dalla statua posta al centro e che ricorda il passaggio di Garibaldi da Todi, in ritirata dalla disfatta delle Repubblica Romana. Si narra che cercò rifugio proprio a Todi insieme all’amata Anita al termine della sua gravidanza, già in preda alle doglie. 

Raggiungendo il fondo della piazza ci si può affacciare sul panorama sottostante, mentre girandosi in direzione della statua si può vedere una parte del palazzo del Popolo che si affaccia anche su questa piazza e a cui è affiancato il palazzo delle poste e dei telegrafi costruito nel 1471 per ospitare il monte di pietà. Su questo palazzo è installato anche un orologio sulla torre che funge da torre civica.

Torre Civica del palazzo delle poste e dei telegrafi di Todi

Piazza del Mercato Vecchio e i Nicchioni Romani ^

Ad appena cinque minuti a piedi da qui raggiungiamo un’altra piazza del centro di Todi: piazza del Mercato Vecchio, oggi utilizzata principalmente come parcheggio per automobili (purtroppo!).

I nicchioni romani di Piazza del Mercato Vecchio a Todi

La sua particolarità sono i quattro grandi nicchioni romani sui quali sono state costruite le case. Queste particolari costruzioni sono una testimonianza della presenza romana a Todi e si suppone facessero parte di un’antica basilica oggi scomparsa dedicata al dio Marte. Le loro dimensioni sono piuttosto generose e cumulativamente occupano un’area di 48 per 11 metri. 

La piazza del Mercato Vecchio deve il suo nome alla via che giunge fino qui, via del mercato vecchio appunto, nella quale veniva allestito il mercato fin dal 1819.

Chiesa di san Silvestro e i Presepi ^

In un continuo sali e scendi in questa visita tra le cose da vedere a Todi in un giorno, risaliamo e raggiungiamo la chiesa di San Silvestro. All’apparenza lasciata un po’ a se stessa, è in realtà uno dei tesori della città per via dei numerosi e importanti affreschi che si trovano al suo interno. 

Le condizioni non sono delle migliori e la chiesa rimase chiusa ai visitatori dal 1987 al 2013. Le sue origini sono piuttosto antiche, le parti più vecchie risalgono infatti all’XI secolo, mentre le rimanenti sono frutto delle numerose ristrutturazioni avvicendatesi durante i secoli, a partire dal periodo successivo al grosso terremoto del 1298. 

La chiesa è titolata a San Silvestro, papa che guidò la chiesa cattolica dal 314 al 335 dopo Cristo. Gli affreschi che sono stati in parte ancora visibili vennero eseguiti per lo più tra il 1300 e il 1500 da diversi artisti umbri, come Petruccioli, Sensini e Polinori. Tra gli affreschi più importanti anche uno dei primi ritratti al celebre Jacopone da Todi. La nicchia sulla parete di destra è l’angolo nel quale sono emersi la maggior parte delle opere, tra cui il ritratto di San Silvestro risalente al 1486.

Affreschi del XIV e XV secolo della chiesa di San Silvestro a Todi

Attualmente all’interno della chiesa di San Silvestro si trovano anche svariati tavoli sui quali sono stati posizionati altrettanti presepi e modellini architettonici sui palazzi della città. 

Chiesa di Sant’Antonio ^

Usciti dalla chiesa di San Silvestro e compiuti appena un paio di passi in discesa arriviamo ad un’altra chiesa: la chiesa di Sant’Antonio. Non ci è possibile visitarne gli interni, ma dobbiamo fermarci all’aspetto esterno. 

La chiesa di Sant’Antonio è infatti chiusa ai visitatori e apre le sue porte solo in occasione di alcune giornate FAI. Se si è in zona queste sono un’ottima occasione per vederne gli interni, caratterizzati da delle volte interamente affrescate con personaggi religiosi che si trovano su di un intenso sfondo blu.

Chiesa di Sant'Antonio a Todi

Questa chiesa si sviluppa come su due livelli: il primo, più vicino alla strada, è raggiungibile attraverso una breve scalinata che ci porta fino alla facciata semplice, decorata solo da un portone con una cornice in marmo e, sopra, una finestra rettangolare. Al suo fianco due archi in pietra ci portano fino ad una seconda facciata, arretrata anch’essa chiusa.

Porta della Catena ^

Porta della Catena fa parte della seconda cerchia muraria della città, insieme alla porta Prassede e porta Aurea. Queste mura vennero costruite dai romani nel I secolo avanti Cristo e furono necessarie a causa dell’ampliamento della città oltre la prima cerchia muraria.

Porta della Catena si trova su via Roma ed è caratterizzata da una struttura in blocchi di travertino e anticamente veniva identificata anche come porta Carrigii, perché era attraverso di lei che i carri facevano il loro ingresso al centro di Todi. 

Porta della Catena con lo stemma più antico di Todi

Dall’esterno si può vedere lo stemma di Todi riportato sulla sommità dell’arco di Porta della Catena. Quest’aquila sembra essere la più antica di tutta la città e risale al XIII secolo. Sul lato interno sono invece ancora presenti degli affreschi, ormai sbiaditi, creati tra il XVII e il XVIII secolo.

Un altro nome con la quale viene identificata è quello di porta Arco di Sant’Antonio, perché il santo era raffigurato sul portone in legno che una volta chiudeva quest’ingresso. Il nome di Porta della Catena lo si deve invece all’usanza di tirare delle catene sull’ingresso per sbarrare l’accesso alle persone a cavallo, finché queste non erano state riconosciute.

Chiesa di San Nicolò ^

Ormai scesi nuovamente ai piedi del centro storico di Todi arriviamo in una piccola chiesetta: la chiesa di San Nicolò, la cui sagrestia per motivi di spazio viene utilizzata principalmente come parcheggio.

Anche la chiesa di San Nicolò è caratterizzata da linee semplici e una struttura in pietra la cui facciata è decorata esclusivamente da un grande rosone che sormonta il portone di accesso dotato di arco a sesto acuto con fini decorazioni.

La chiesa di San Nicolò risale al XIV secolo ed entrandovi si scopre un ambiente intimo, a navata unica, tagliato longitudinalmente da archi a tutto sesto che sorreggono il soffitto ligneo. Sia la struttura degli archi che le travi del soffitto sono decorati con frasi e texture regolari che si ripetono all’interno della chiesa. Due altarini laterali circoscrivono lo spazio dedicato all’altare principale, anch’esso estremamente discreto. Ai piedi dell’altare principale si trova a riposare la statua di San Nicolò, riprodotta finemente in cera. Qui si possono vedere anche due belle opere seicentesche: San Terenzio in Adorazione dell’Eucarestia e Madonna col Bambino fra i santi Antonio Abate e Sebastiano.

Interni della chiesa di San Nicolò - Todi

Porta Romana ^

Usciamo ufficialmente anche dall’ultima cerchia delle mura di Todi e facciamo una passeggiata intorno alla città, dalla sua base. L’uscita è per via di Porta Romana, probabilmente la più conosciuta di tutta la città.

Porta Romana - Ingresso Principale a Todi - Cosa vedere in Umbria

La struttura storica è stata inserita all’interno di edifici più moderni che si ricollegano alle mura cittadine di epoca medievale. La porta venne costruita su richiesta di Papa Gregorio XIII nel XVI secolo ed è considerato l’accesso principale alla città.

In porta Romana un portale in pietra bianca è sorretto da una struttura esterna in mattoni che lo circonda e lo innalza ulteriormente. Questo punto rappresenta inoltre un’altra possibilità di parcheggio in centro se si intende procedere poi a piedi evitando l’ascensore inclinato che abbiamo preso noi.

Porta Amerina ^

Le mura medievali esterne che corrono lungo tutto il perimetro della città sono spesso formate da case in pietra sulle quali si aprono solo piccole finestre e fessure che servivano ad illuminare gli interni.

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo le mura, per poi rientrare in centro storico attraverso Porta Amerina, la quale nasconde dietro di se una lunga scalinata.

La costruzione di Porta Amerina risale al XIV secolo ed è nota anche come porta Fratta. Anch’essa fa parte della cerchia medievale, la più esterna ed è posta sulla strada che ha guidato l’espansione della città di Roma verso l’Umbria e che durante la dominazione longobarda è servita da corridoio Bizantino, ovvero da collegamento tra la città di Roma e l’impero d’Oriente.

La forma di porta Amerina è piuttosto semplice, ben integrata all’interno delle mura, anch’esse in pietra, ha una base quasi quadrata e una nicchia, attualmente vuota, sopra l’arco di ingresso alla città.

Porta Aurea e Chiesa di San Giuseppe ^

Come abbiamo ormai inteso, se si passeggia per tutto il centro storico di Todi ci si imbatte in un numero spropositato di porte cittadine, suddivise sui tre livelli di cinta murarie. Ognuna di queste ha una sua particolarità e quasi si confonde con l’ulteriore moltitudine di archi creati per collegare edifici divisi dagli stretti vicoli della città.

Porta Aurea non fa eccezione e quasi si integra alla vicina chiesa di San Giuseppe. Porta Aurea appartiene alla seconda cerchia muraria e la sua struttura semplice venne costruita in pietra, così come le case che la circondano e a cui si collega. Solo una finestra si apre sulla sua struttura. Il suo nome richiama quello della dea Venere, conosciuta anche come Aurea, ed è il punto di arrivo delle famose Cento Scale che si snodano all’interno del centro.

La chiesa di San Giuseppe risale al 1640 e venne edificata su volere della confraternita dei falegnami cittadini (istituzione risalente al medioevo), e venne titolata al loro santo protettore. Mentre la facciata esterna è semplice e nasconde i segni di vecchie finestre, ora chiuse, gli interni sono decorati. Qui si trovano affreschi eseguiti tra il XVII e il XVIII secolo, con illustrazioni che narrano la storia di San Giuseppe. La pala d’altare è del 1640 e diventa la protagonista dell’unica messa annua che viene celebrata al suo interno, in occasione della festa di San Giuseppe, il 19 marzo.

Tempio di Santa Maria della Consolazione ^

Il nostro itinerario tra le cose da vedere a Todi è ormai giunto al termine. Ritorniamo nuovamente in centro e raggiungiamo l’ascensore inclinato che ci riporta al parcheggio in cui abbiamo lasciato l’automobile. Da qui proseguiamo lungo la base del colle che circonda la città per raggiungere l’ultimo punto di interesse che vedremo: il tempio di Santa Maria della Consolazione.

Questo tempio si trova al di fuori dell’ultima cerchia muraria e la sua costruzione, simbolo del rinascimento, richiese circa un secolo di lavori a partire dagli inizi del cinquecento. Il suo stile è nettamente in contrasto con il centro storico di Todi, decisamente medievale, e l’opera ha un padre incerto. Tuttavia si suppone che il progetto venne affidato al Bramante che però non lo portò a termine totalmente in autonomia, ma si avvalse di svariati altri architetti. 

La struttura del tempio di Santa Maria della Consolazione è a croce greca con pianta centrale ed è dotata di tre absidi poligonali ed uno semicircolare sormontato dall’opera La Madonna con Bambino e lo Sposalizio di Santa Caterina d’Alessandria. Questa immagine è considerata miracolosa: venne infatti ritrovata in un’antica chiesa dentro le mura da parte di un muratore, per poi essere spostata qui. La chiesa versava in condizioni piuttosto critiche e l’immagine era cosparsa di polvere, così il muratore, che aveva una grave malattia ad un occhio, estrasse il suo fazzoletto e la spolverò. Con lo stesso pezzo di stoffa si asciugò poi il sudore e si accorse che la malattia alla vista di cui soffriva era istantaneamente guarita. Il tempio di Santa Maria della Consolazione, ospitando questa icona sacra, divenne la meta di pellegrini che arrivavano qui in cerca di una guarigione alle proprie malattie.

Negli interni del tempio di Santa Maria della Consolazione trovano posto anche 12 statue in gesso che, posizionate in altrettante nicchie, raffiguranti gli apostoli.

Interni e Altare del Tempio di Santa Maria della Consolazione

Esternamente si può chiaramente capire che i quattro absidi sono chiusi da altrettante semicupole che si collegano centralmente e sorreggono la terrazza quadrata sulle quali furono applicate altrettante aquile di origine seicentesca e che, ancora una volta, rappresentano la città di Todi. Sopra la terrazza si innalza invece una cupola a tamburo che dotata di una lanterna porta l’altezza totale del tempio di Santa maria della Consolazione a 72 metri.

Mappa dell’Itinerario di Un Giorno a Todi ^

Ecco la mappa dell’itinerario di un giorno a Todi. Può essere seguito tranquillamente a piedi, prendendo l’automobile solo per il tempio di Santa Maria della Consolazione quando si deciderà di abbandonare la città.

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Cosa Vedere a TodiTodi in un giorno. Guida alla città attraverso fotografie e descrizioni dettagliate di cosa vedere attraverso la mappa dell'itinterario da seguire.https://www.lorenzotaccioli.it/cosa-vedere-a-todi-un-giorno/
Lorenzo Taccioli