Cosa vedere a Vipiteno in un giorno

Vista di Vipiteno da Città nuova verso Torre delle Dodici

Se amate l’Alto Adige e i suoi paesini tipici, non potete perdere Vipiteno, annoverato tra i borghi più belli d’Italia.
La cittadina è piuttosto raccolta e saranno sufficienti poche ore per visitarla interamente. Nota per le sue produzioni di latticini raccoglie ogni anno migliaia di turisti, amanti della montagna ma non solo.

Durante la visita di Vipiteno si scopre un borgo con ricchi palazzi, un’antica storia e ristorantini pronti a servire il cibo tipico di queste zone. Se volete approfittare dei suoi prodotti caseari, lo yogurt in primis, potete fare una tappa anche alla latteria Vipiteno, una delle aziende più antiche di tutto l’Alto Adige. Questa latteria venne fondata nel 1884 come cooperativa con il nome di “Latteria a Vapore”, i cui prodotti venivano consumati anche a Vienna dall’imperatore.

Vista di Vipiteno da Città nuova verso Torre delle Dodici

Dove si trova Vipiteno ^

Vipiteno è un piccolo paesino nel nord del Trentino Alto Adige, in provincia di Bolzano. Più precisamente siamo nell’Alta Valle Isarco e il comune stesso è attraversato dal fiume Isarco.

Intorno a Vipiteno ci sono diverse altre note località piuttosto conosciute: Bressanone a 30 chilometri in direzione sud, il passo del Brennero a 15 chilometri in direzione nord, Innsbruck a 50 chilometri e Bolzano a 70.

Altitudine di Vipiteno ^

Vipiteno si trova a 950 metri di altitudine sul livello del mare ed è circondata da alte montagne, come quella del Monte Cavallo che raggiunge i 2176 metri, la cima Gallina che raggiunge i 2800 e la cima di Stilves che arriva a 2422 metri.

Dove parcheggiare a Vipiteno ^

Vipiteno non ha grossi problemi di parcheggio, ad esclusione del periodo natalizio quando vanno in scena i suoi celebri mercatini. Chi volesse visitarla arrivando in auto può avvicinarsi al centro storico e cercare parcheggio nelle vicinanze. A sud delle vie centrali, proprio davanti a porta Bressanone, è presente un ampio parcheggio a pagamento direttamente in strada.

Se siete disposti a camminare una decina di minuti o poco più, invece, potete parcheggiare la macchina alla stazione dei treni di Vipiteno. Anche qui sono presenti numerosi parcheggi, ma gratuiti.

Nel resto della città, nelle zone aperte al traffico di automobili, ci sono svariati parcheggi a bordo strada. Sarà quindi sufficiente allontanarsi progessivamente dalle vie più centrali per trovare un posto.

Cosa vedere a Vipiteno ^

La visita di Vipiteno richiederà qualche ora e ci immerge in un centro storico davvero suggestivo. La sua strada principale collega la città nuova alla città vecchia, con una divisione netta creata attraverso la celebre Torre delle Dodici.

Lungo questa via si trovano i più celebri palazzi cittadini, in cui i portici si alternano alle facciate sfarzose degli edifici, chiaro simbolo della ricchezza dei suoi abitanti durante i secoli. A sud del centro storico sono presenti altre mete da non perdere nella visita di Vipiteno, raggiungibili in pochi minuti a piedi. Tra questi il museo civico e la chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Palude. Prima di lasciare definitivamente la città, concedetevi un pranzo o una cena in uno dei suoi ristorantini che offrono specialità tipiche. Inoltre, una volta presa l’automobile, potete raggiungere il Castel Sasso a pochi chilometri dal centro, che si oppone al vicino Castel Pietra.

Teatro Comunale ^

Arrivando al centro di Vipiteno dalla stazione il primo monumento in cui ci si imbatte è il teatro comunale. Non si tratta di un edificio storico della città, ma grazie alla sua grande resa acustica ha presto conquistato il cuore di pubblico e artisti. Al suo interno può ospitare fino a 430 spettatori, che ogni anno approfittano del vasto programma di spettacoli, eventi musicali ed artistici.

Esternamente il teatro si trova al di là di un piccolo giardino e presenta forme piuttosto squadrate, addolcite da un rivestimento in vetro che in corrispondenza dell’ingresso assume una forma curva.

Città Nuova ^

Facciamo poi il nostro ingresso in città e tra le cose da vedere a Vipiteno partiamo da Città Nuova. Nonostante non sia la parte più antica, è quella più celebrata e conosciuta, per via della sua bellezza.

A causa dello scoppio di un incendio nel 1443 che danneggiò questa parte del centro, molti degli edifici qui presenti furono ricostruiti o ristrutturati e con l’occasione si approfittò per renderli architettonicamente più di pregio e rispondenti alla ricchezza economica raggiunta dai suoi abitanti.

Via Città Nuova di Vipiteno

In quel contesto vennero aggiunti i portici che ancora oggi caratterizzano il pian terreno della città Nuova. Qui venivano esposte le merci dei commercianti e le persone trovavano riparo nelle giornate di pioggia. Memori dei danni subiti a causa dell’incendio, anche le case vennero progettate con muri imponenti e tagliafuoco che dovevano imperdire il propagarsi delle fiamme fino al tetto. Le case si presentano spesso strette e il motivo va ricercato nel fatto che in epoca medievale l’imposta dovuta per la proprietà della casa veniva calcolata sulla base della larghezza della facciata. Di conseguenza lo sviluppo era in lunghezza e parte di queste case raggiungono anche i 50 metri con cortili interni per poter illuminare le stanze. Quelle che erano dotate anche di orto, inoltre, raggiungevano direttamente le mura cittadine.

Nella Città Nuova si può vedere anche un largo uso di Erker (bovindi), un elemento architettonico nuovo per quel periodo e che permetteva di garantire un grande apporto di luce proveniente da un’unica direzione. Attualmente i bovindi sono spesso completati da fiori alle finestre, che creano un clima decisamente di paesino di montagna.

Sono tanti i palazzi e i monumenti che su questa via vale la pena vedere. Ecco quelli principali.

Casa del Giudizio Cittadino e Regionale ^

Casa del Giudizio Cittadino e regionale di Vipiteno

Sulla sinistra ci troviamo tra i primi palazzi, al civico 28, la Casa del Giudizio Cittadino e Regionale, un edificio lineare, con finestre squadrate alternate a bovindi e un tetto sfalsato che ricorda la forma di un merletto.

Questo palazzo nacque nel XV secolo come residenza di imprenditori minerari. Solo nel 1589 il granduca Ferdinand II lo acquistò per trasformarlo nella sede del tribunale cittadino e regionale. Al suo interno, oltre ad ospitare gli uffici giudiziari, sono prensenti una cappella e la prigione.
Dal 1965 viene invece utilizzato come scuola.

Casa Flamm ^

Sul lato opposto della strada, al civico 15, c’è un imperdibile palazzo di Vipiteno: casa Flamm. Lo stile è simile a quello del palazzo del Giudizio Cittadino e regionale, ma i bovindi si espongono all’esterno quasi come una colonna che fuoriesce dal primo piano dell’edificio fino alla sua sommità. Intorno alle finestre dei decori movimentano la facciata e al pian terreno, negli archi, si possono ancora vedere chiari segni di affreschi, che sotto al porticato si fanno decisamente più intensi.

Casa Flamm è una casa borghese in stile tardogotico caratterizzata da un cavedio piuttosto pittoresco. Dal XVI secolo venne trasformata in una bottega ed osteria. Anche questo palazzo, come molti altri lungo questa via, appartenne a un importante famiglia di imprenditori minerari, i Flamm appunto. Questa famiglia era talmente importante che nel 1518 ricevette il titolo nobiliare direttamente dall’imperatore Massimiliano I.

Sull’ingresso di Casa Flamm è ancora possibile vedere lo stemma dei Flamm rappresentato attraverso tre fiamme.

Casa Geizkofler o dei Principi ^

Casa Geizkofler o dei Principi - Città Nuova di Vipiteno

Continuando a girare lo sguardo da un lato all’altro di Città Nuova non possiamo non notare, al civico 20, la Casa Geizkofler o dei Principi. Le sue particolarità a prima vista sono due: il tetto con una forma che pare essere a scalini e le finestre al primo piano ricoperte da un’inferriata con motivi a rombi che si congiungono a particolari decorazioni sulla loro sommità.

Casa Geizkofler è una casa borghese in stile tardogotico. Venne acquistata nel 1600 dal figlio dell’imprenditore minerario Abraham Geizkofler e poi, nel 1655, dal Principe del Tirolo Ferdinand Karl. Al suo interno vennero ospitati numerosi principi tirolesi e i membri della famiglia imperiale durante le loro visite a Vipiteno.

Nel 1722 venne ceduta alla città, ma appena 22 anni più tardi fu nuovamente venduta a privati.

Palazzo Comunale di Vipiteno ^

Tra gli edifici più importanti di Città Nuova e tappa imperdibile tra le cose da vedere a Vipiteno va senza dubbio inserito il Palazzo Comunale. Questo è al civico 21 ed è riconoscibile per il suo stile maestoso. La parete chiara è interrotta da due torrette a bovindo, una delle quali si trova sull’angolo libero dell’edificio che dà su vicolo del Municipio. La sommità, su cui sventola la bandiera cittadina, è dotata di merletti e le grandi finestre illuminano le sale storiche.

Il palazzo comunale di Vipiteno venne costruito tra il 1468 e il 1473 al posto di un palazzo già esistente. La sua facciata è caratterizata dall’erker ad angolo, che venne aggiunto nel 1524 alla struttura originaria.
L’edificio è caratterizzato da ampi spazi aperti, come il cortile interno, che ospitarono importanti incontro durante i secoli. Nel 1525 nel palazzo comunale si riunì il consiglio di emergenza durante la rivolta dei contadini. Tra il XIV e il XVII secolo, invece, vi si tennero diverse riunioni del parlamento del Tirolo e vi vennero ricevuti i membri della famiglia reale.

La sua parte più suggestiva è la sala del consiglio, in stile gotico, le cui pareti sono interamente rivestite in legno con sedili a parete e anche il soffitto è chiuso da travi a vista. Si dice che questa sia la sala del consiglio più bella di tutto il Tirolo ed, effettivamente, affacciandoci la troviamo molto suggestiva. Si trova al primo piano e ancora oggi ospita il consiglio comunale. L’intera stanza viene riscaldata per mezzo della stufa in maiolica del seicento e ad illuminare la stanza c’è un curioso lampadario con raffigurato “Lucretia”, che ispirò Albrecht Durer nella sua incisione “Il trionfo dell’imperatore Massimiliano”. Per salire fino a questa sala si percorre una scala che immette di un piano rialzato da cui ci si può affacciare al di sotto. Le pareti chiare fanno rimbalzare la luce sulle opere, per lo più di natura religiosa, appese alle pareti: crocifissi in legno, Madonne, ma anche ritratti di personalità cittadine guardano i turisti che giungono fino a qui.

Facciata del Palazzo Comunale di Vipiteno

Il palazzo comunale, attraverso il cortile interno, è direttamente collegato alla sala civica titolata a Vigil Raber, il primo editore teatrale di lingua tedesca. Nell’atrio che conduce al cortile sono visibili alcuni oggetti del museo sulla storia locale, come stemmi della città del XVII secolo, epigrafi delle famiglie nobili e altro. Nel cortile invece sono presenti reperti di storia dell’insediamento romano di Vipiteno:

  • una copia della Stele del Dio Mitra, che testimonia il culto misterioso che veniva praticato dai soldati romani;
  • il rilievo calcareo che mostra la dività persiana durante l’uccisione del toro e sul bordo alcune scene più piccole con la leggenda di Mitra;
  • la pietra miliare del 200 dopo Cristo che testimonia l’ampliamento della strada romana lungo la linea del Brennero, sotto Settimio Severo.

Statua di Giovanni Nepomuceno ^

Statua di Giovanni Nepomuceno in Città Nuova

Praticamente al fianco del municipio, ma sempre su via della Città Nuova si trova la statua di Giovanni Nepomuceno, costruita in marmo bianco proveniente da cave a pochi chilometri da Vipiteno e risalente al 1739. Anno da cui Giovanni veglia su tutta la cittadina.

Posizionato su di un grande basamento in marmo contornato da quattro colonne, la statua del sacerdote e martire, è affiancata da due putti. Giovanni Nepomuceno sorregge tra le braccia una grande piuma e il croficisso con Cristo in croce.

Casa Rafenstein o albergo “Al Chiaro di Luna” ^

Casa Rafenstein o Albergo al Chiar di Luna

Al fianco della Casa Geizkofler o dei Pincipi si trova anche la Casa Rafenstein o Albergo “Al Chiaro di Luna”. La sua facciata, di colore rosa, ha una forma piuttosto regolare e a parte il tetto a merletti, si possono notare l’antica insegna che fuoriesce dal muro e che si rifà alla forma di una luna crescente. Al fianco il bovindo che emerge su due piani collegati è decorato con motivi geometrici.

Questo palazzo dall’aspetto imponente appartenne alla famiglia di impreditori minerari Koch dal 1472 al 1562. Il suo nome è però legato alla famiglia Rafenstein, proveniente da Bolzano, che ne entrò in possesso agli inizi del XVIII secolo.

Dal 1781 questo edificio è conosciuto anche come albergo Al Chiaro di Luna perché ospitò una taverna.

Internamente si trovano numerosi affreschi sulle volte, opera realizzata da Max Spielmann nel periodo dal 1958 al 1974.

Albergo “All’Aquila d’Oro” ^

Albergo all'Aquila d'Oro di Vipiteno

Prima di continuare la nostra visita tra le cose da vedere a Vipiteno con la Città Vecchia torniamo sui nostri passi e raggiungiamo l’Albergo All’Aquila d’Oro, al civico 27. Questo è un alto edificio dal colore grigiastro e dalla forma decisamente simmestrica, se non fosse per gli archi al pian terreno disposti fuori asse rispetto ai piani superiori su cui si aprono le finestre e due bovindi. 

L’albergo All’Aquila d’Oro venne costruito nel 1446 su volontà di Hans Jochl che pochi anni prima, nel 1430, acquistò anche la vicina residenza Jochlsthurn.

All’interno di questo particolare palazzo è conservato il corridoio che presenta il tipico cavedio vipitenese con galleria ad arcate.

Filiale Fugger o della prima Società Mineraria ^

Filiale Fugger o della Prima Società Mineraria

Dalla parte opposta della strada, al civico 24 B, è presente la Filiale Fugger o della prima società mineraria. Oggi ospita al suo interno un bar, ristorante e pizzeria, e la sua forma pare essere più moderna degli edifici più vicini. Il bovindo ha una forma squadrata e più lineare e la facciata chiara presenta come uniche decorazioni dei motivi geometrici intorno alle finestre che cambiano a seconda del piano in cui si trovano.

La filiale Fugger o della prima Società Mineraria è un complesso tardogotico voluto dall’imperatore minerario Hans Stockl di Schwaz nel 1540. Nel 1553 venne poi ceduto ai commercianti Manlich di Augsburg e Dreiling di Schwaz, per poi essere rilevato dalla filiale Fugger di Jenbach a inizio del XVII secolo.
Nel 1681 passò poi alla Imperial Regia Società Mineraria e, infine, nel 1910 venne acquistato dall’associazione Kolping.

Albergo “Al Giglio d’Oro” ^

Albergo al Giglio d'Oro - Palazzo con Grande Affresco a Vipiteno

Di forma decisamente imponente è l’Albergo Al Giglio d’Oro, che si trova al civico 49 di Città Nuova a Vipiteno. Non è possibile che passi inosservato grazie al grande affresco centrale di dimensioni piuttosto generose ma, purtroppo, un po’ sbiadito. Anche in questo caso si tratta di un palazzo dalla forma simmetrica: all’affresco centrale corrispondono sei finestre per lato, disposte sue due livelli e una di queste è un bovindo. 

L’albergo Al Giglio d’Oro è oggi un’abitazione che nel 1450 rappresentava l’albergo Newfarers. Il suo ingresso è caratterizzato da una lapide sul portale ad ogiva che recita “zw dem ulrich protpauch MCCCCLXI iar”.

L’edificio, in stile tardogotico, è stato ben conservato fino ai giorni nostri.

Torre delle Dodici ^

Al termine della Città Nuova è presenta la torre delle Dodici, il vero simbolo della città di Vipiteno che divide esattamente in due il centro, separando la Città Vecchia dalla Città Nuova. Questa torre rappresenta anche l’edificio più alto di tutta la città, con i suoi 46 metri e venne costruita tra il 1468 e il 1472 proprio sopra una porta cittadina.

Il disegno fu opera del vipitenese Hans Feur che per la sua erezione previde l’utilizzo di blocchi di granito grigio provenienti dalle aree circostanti. La prima pietra venne posata dal duca Sigismondo d’Austria e si trova ancora al suo posto commemorata da due lastre di marmo che si trovano proprio sopra l’arco al pian terreno della torre.

Il tetto originario della torre delle Dodici era a guglia ottagonale con scandole di legno in stile gotico che vennero sostituite dall’attuale tetto a doppia falda, dopo un incendio scoppiato nel 1867.

Lo scopo originario della torre delle Dodici era quello di garantire la sorveglianza del territorio, attraverso un punto di vista rialzato. Al suo interno vivevano alcuni civili che si prestavano alla sorveglianza: nella torre è infatti presente una stanza al piano più alto che veniva utilizzata per controllare quanto avvenisse all’esterno. Il suo nome è però legato al fatto che i rintocchi della sua campana venivano percepiti dagli abitanti come un chiaro segnale della pausa di mezzogiorno.

Torre delle Dodici di Vipiteno vista da Città Nuova

Tra fine novembre e inizio gennaio, in concomitanza con i mercatini, è possibile visitare gli interni della torre, chiusa invece negli altri periodi dell’anno.

Piazza Città ^

Piazza Città di Vipiteno

Piazza Città veniva anticamente utilizzata come punto di ritrovo dei cittadini in caso di pericolo. Non a caso si trova proprio al di sotto della torre delle Dodici, da cui si poteva sorvegliare il territorio circostante.

Oggi il suo spazio è in buona parte riempito dai tavolini e gli ombrelloni dei locali che si affacciano su di questa piazza, mentre un lato è chiuso dalla chiesa del Santo Spirito.

Colonna in legno ^

Colonna in legno a ricordo dell'incendio del 1636 - Vipiteno

La colonna in legno che si trova in un angolo di piazza Città venne costruita per commemorare un fatto decisamente particolare. Nel 1636 infatti, la casa dietro la colonna, venne colpita da un fulmine ma miracolosamente non subì alcun danno. I proprietari, in segno di ringraziamento a Dio, decisero di erigere questa struttura.

La sua forma è del tutto particolare, perchè ricorda quella di un’edicola, ma al di sotto del tetto a punta durante la nostra visita non è presente alcun santo da celebrare. In compenso la sommità della colonna è dotata di una croce dorata.

Chiesa del Santo Spirito ^

Uno dei lati di piazza Città è totalmente chiuso dalla fiancata della chiesa del Santo Spirito, e da qui vi ci si può entrare. Questa è una delle chiese più antiche di tutta la città e senza dubbio tra quelle maggiormente decorate con affreschi.

La chiesa del Santo Spirito di Vipiteno è la chiesa principale del centro storico. Venne costruita nel finire del XIV secolo in stile gotico, di cui rappresenta uno degli esemplari meglio conservati di tutto l’Alto Adige.

Quando venne costruita apparteneva a una struttura di più ampie dimensioni in cui venivano accolti i forestieri e i pellegrini.

La chiesa del Santo Spirito è dotata esternamente di un campanile pensile, ma la parte più suggestiva sono senza dubbio gli interni, con un ciclio di affreschi realizzati nel 1402 che rappresentano diversi temi cristiani: l’Annunciazione, l’Orto degli Ulivi, il Bacio di Giuda, Cristo davanti a Pilato, l’incoronazione di spine, la Flagellazione, la Resurrezione di Cristo e il Giudizio finale che si può vedere sulla parete occidentale. Qui si trovano alcuni riferimenti a proteste dell’epoca nei confronti dei religiosi e della ricchezza della chiesa, con diversi chierici, un papa e due cardinali dipinti tra i dannati oltre che rappresentate alcune scene di epoca medievale.
All’interno delle volte che chiudono la chiesa del Santo Spirito sono inseriti medaglioni e riquadri con rappresentati i profeti e gli evangelisti.

Chi ha visitato la cappella degli Scrovegni a Padova può notare un forte richiamo alle opere di Giotto. I maestri di Brunico che si occuparono di queste decorazioni coniugarono lo stile internazionale di quel tempo con quello di Giotto.

Città Vecchia ^

Città Vecchia di Vipiteno

La Città Vecchia di Vipiteno è quella zona che si sviluppa oltre la Torre delle Dodici verso nord e che ingloba anche piazza Città. Come suggerisce il nome questa zona è il nucleo da cui ha preso vita tutta la cittadina quando nel 1233 venne costruito il primo ospedale all’ingresso settentrionale di questa via. Da lì cominciarono via via a fiorire gli edifici: un castello costruito nel 1300 su iniziativa del conte Otto del Tirolo, la cappella di San Giovanni e l’albero Krone che per secoli è stato l’unico albergo di Vipiteno e nel quale hanno soggiornato ospiti illustri.

Oggi la Città Vecchia è diventata una vera e propria attrazione turistica e così, tra i monumenti più storici, sono fioriti ristorantini, bar, gelaterie e negozietti pronti ad accogliere gli avventori. Tutte queste attività hanno preso il posto delle vecchie botteghe di artigiani. Nonostante questo è rimasto comunque ben evidente l’impianto medievale di questa zona di Vipiteno.

Peter Seeber Brauerei – l’Antica Birreria di Vipiteno ^

Peter Seeber Brauerei - Antica birreria di Vipiteno

Tra gli edifici più imponenti di Città Vecchia non è possibile non annoverare la birreria Peter Seeber Brauerei. La sua curata facciata color ocra su cui si aprono le finestre contornate da un profilo bianco è facilmente riconoscibile. Anche qui un’insegna antica si allunga verso la strada, con il simbolo di una corona e l’anno 1540.

La storia della birreria ha inizio nel 1875, quando Peter Seeber decise di aprirla alle spalle dell’albergo “Alla Corona d’Oro”. Immediatamente nominò suo fratello Ignaz come mastro birraio e in appena cinque anni raggiunsero una produzione di diecimila ettolitri. Non riuscirono però a mantenere a lungo questa produzione, che nel 1925 crollò ad appena 930 ettrolitri. Sotto al regime fascista la Peter Seeber venne italianizzata, così come i marchi prodotti che divennero noti come Birra Brennero, Birra Vipiteno, Birra Francesco Seeber e Birra Sterzing. La storia della Peter Seeber Brauerei terminò infine quando nel 1955 venne acquistata dalla birra Forst di Merano, chiudendone la produzione.

Cappella di San Giovanni ^

Facciata della Cappella di San Giovanni a Vipiteno

Procediamo poi verso l’uscita dalla Città Vecchia di Vipiteno e incrociamo alla nostra sinistra la piccola cappella di San Giovanni, oggi utilizzata come bistrò e piccolo bar. La sua facciata chiara, con il tetto a punta, è ben visibile dietro la staccionata in legno chiaro. Sulla sommità si nota chiaramente una piccola monofora tra i tiranti delle travi che sorreggono il tetto. L’ingresso è affiancato da due grandi finestre ad arco, che richiamano la stessa forma di quelle presenti sulla fiancata che dà sulla via.

La cappella di San Giovanni venne fatta costruire nel quattrocento da Stephan Eppan zu Eppurg e rappresentava la cappella della casa dell’albergo “Alla Corona d’Oro”. Consacrata nel 1432 venne curata dai padroni della casa insieme con la corporazione cittadina dei fabbri che era usuale radunarsi qui. Ciò andò avanti per circa quattro secoli, fino a quando l’imperatore Giuseppe II non ne determinò la sconsacrazione nel 1788.
Durante l’ottocento gli spazi della cappella di San Giovanni vennero utilizzati come granaio.

Ospedale Superiore e Tintoria ^

Ospedale Superiore e Tintoria all'ingresso della Città Vecchia

Dall’aspetto più squadrato e decisamente meno affascinante è l’Ospedale Superiore e la Tintoria di Vipiteno. Il nome di Ospedale Superiore è dovuto alla sua posizione sulla parte finale della Città Vecchia, dove la strada prosegue in leggera salita. Si tratta di un lungo edificio con persiane dal colore verde e una timida tettoia in legno sull’ingresso come unico motivo ornamentale della facciata.

Dal 1338 al 1398 questo edificio venne utilizzato come ospizio per i poveri. A distanza di pochi anni, però, il palazzo risultava essere decisamente pericolante e venne ricostruito tra il 1409 e il 1414 in muratura e legname.

Il nome di Tintoria si deve invece alla famiglie Schiesti, Schwaikhofer e Rampold che tra il XVII e il XX secolo esercitarono qui il mestiere di tintori di stoffe.

Porta Ungerhaus o Porta Vizze ^

Porta Ungerhaus o Porta Vizze - Accesso alla città Nuova di Vipiteno

Terminata la visita anche della Città Vecchia di Vipiteno, la ripercorriamo nella sua interezza e torniamo in Città Nuova.

Nella zona di Città Nuova a Vipiteno erano anticamente presenti cinque porte per accedere al centro storico. Purtroppo di queste cinque nessuna si è conservata nelle forme originali ad eccezione di Porta Vizze, inizialmente conosciuta come porta Ungerhaus per la vicinanza proprio alla Ungerhaus.

Quasi nascosta dagli altri edifici, porta Ungerhaus è affiancata su entrambi i lati da abitazioni e la sua forma stretta e allungata è dotata di un solo piano, al di sotto del quale rimane il passaggio pedonale che permette di entrare e uscire dal centro storico.

Porta Bressanone di Vipiteno ^

Resti di porta Bressanone a Vipiteno

Attraversata completamente anche la Città Nuova, arriviamo a porta Bressanone.

Questa porta è l’accesso da sud al centro storico di Vipiteno. Venne citata per la prima volta nel 1291 e rimase in questa posizione fino al 1826, quando fu smantellata lasciando come ricordo solo i due pilastri laterali oggi visibili e praticamente affiancati agli edifici color pastello che iniziano la via di Città Nuova.

Chiesa di San Salvatore ^

Nella strada che in circa dieci minuti di cammino conduce fino ai musei e alla chiesa parrocchiale della città, troviamo un’altra delle cose da vedere a Vipiteno: la chiesa di San Salvatore. Questa si trova proprio lungo la strada, all’interno di un piccolo parco verdeggiante.

Conosciuta anche come Kreuzkirchil, venne costruita nel 1692 nel luogo in cui in un disegno della città risalente al 1608, compariva una cappellina con tre croci che segnalava il punto in cui si custodiva la statua del Salvatore sofferente, oggi posta sull’altare di questa piccola chiesa.

Dalla sua costruzione passarono pochi anni prima che venisse chiusa, come disposto dalla riforma di Giuseppe II. Rientrata in attività, dal 1925 svolge la funzione di cappella mortuaria, mentre durante la seconda guerra mondiale venne provvisoriamente impiegata come deposito per generi alimentari. Oggi, dopo che nel 1990 è stata costruita una nuova cappella nel cimitero cittadino, non svolge più la funzione di cappella mortuaria.

Chiesa di Sant’Elisabetta ^

Altare della chiesa di Sant'Elisabetta

Continuiamo la nostra camminata al di fuori del centro storico di Vipiteno e arriviamo a un’altra importante chiesa cittadina: la chiesa di Santa Elisabetta. Anche questa è ben ricoconoscibile, per via della sua pianta ottagonale direttamente collegata alle mura che formano una specie di chiostro attorno ad alcuni lati dell’edificio.

Nel 1298 era già presente una piccola cappella in questa posizione, dedicata al Santo Spirito che venne poi ricostruita nel 1729 nell’aspetto attuale per poi essere consacrata a Sant’Elisabetta.

La chiesa di Sant’Elisabetta è inoltre direttamente collegata al museo Multscher e al Museo civico di Vipiteno, facendo parte del complesso della Commenda dell’Ordine Teutonico. La sua forma ottagonale presenta su di un lato un basso campanile chiuso da una cupola a cipolla.

All’interno della chiesa di Sant’Elisabetta sono ospitati alcuni ritratti del commendatore C.M. di Wokenstein, del maestro Massimiliano III dei Cavalieri Teutonici e un grande dipinto ad olio che rappresenta la quercia di Thorn (“Eiche von Thorn”). Tra queste opere spunta però l’affresco della cupola risalente al 1733 e l’intonaco rococò ad opera di Franz Xaver Feuchtmayer.

Chi volesse visitare gli interni della chiesa di Sant’Elisabetta può farlo esclusivamente attraverso il museo.

Museo Multscher e Museo Civico di Vipiteno ^

Il museo Multscher e il museo Civico di Vipiteno sono ospitati nella casa della Commenda dell’Ordine teutonico, a pochi passi dalla chiesa di Nostra Signora della Palude e direttamente collegati alla chiesa di Sant’Elisabetta. Si tratta di un complesso particolare: un grande edificio chiaro dalla forma irregolare si innalza sopra a tutti gli altri. La facciata è decorata con affreschi che richiamano motivi architettonici e presenta delle finestre disposte in maniera simmetrica. Entrambi i lati dell’edificio sono affiancati da palazzi più bassi che, di fatto, sono ale laterali dello stesso museo.

Dal cortile interno del museo Multscher e del Museo Civico di Vipiteno è quasi sorprendente vedere quanti differenti palazzi, differenti stili e differenti forme si uniscono in un unico grande complesso.

All’interno del museo si possono vedere opere dell’età tardo-gotica attribuite allo scultore e pittore Hans Multscher di Ulm. Tra queste ci sono numerose pale d’altare e l’altare creato tra il 1456 e il 1459 per la vicina chiesa parrochiale. Sulle quattro facce dell’altare si trovano otto dipinti che rappresentano la Passione di Cristo e la vita di Maria.

Nel museo Multscher e nel museo Civico sono presenti anche altri importanti reperti, come certificati feudali, sigilli e insegne delle corporazioni. Anche le sale del museo hanno una loro bellezza storica che raccontano il passato dell’ordine teutonico. Tra queste vale la pena vedere la stanza da letto del commendatore (ovvero la Sala dei Cavalieri), o la sala del conte (ovvero la Sala Panoramica) che regala una vista sul bel paesaggio circostante.

Chiesa di Nostra Signora della Palude ^

Al fianco dei musei è presente la chiesa parrocchiale di Vipiteno, ovvero la chiesa di Nostra Signora della Palude. In questa posizione si trovava anticamente una chiesa romanica dedicata a Santa Maria e risalente al 1233. Già all’epoca si trovava al di fuori del centro cittadino e più precisamente sopra ad un cimitero romano, come testimoniato da una lapide ritrovata e posizionata sul lato nord all’interno della chiesa.
Due secoli più tardi l’architetto Hans Feur progettò e fece costruire qui l’attuale coro della parrocchia. Pochi anni dopo, tra il 1456 e il 1458, venne aggiunto anche l’altare a portelle in stile tardogotico e successivamente le navate a sala della chiesa. Le chiese a sala sono caratterizzate da navate laterali della medesima altezza di quella centrale, dove si rifugge un’organizzazione gerarchica degli spazi e dove la luce raggiunge ogni suo angolo.

Nei secoli subì diversi interventi, come quello volto a dargli un aspetto barocco nel XVIII secolo, a cui seguì un parziale ripristino dello stile gotico un secolo più tardi. Al suo interno era presente anche un grande altare a portelle, opera anche in questo caso di Hans Multscher di Ulm, voluto dalla cittadinanza, ma che venne smantellato durante la trasformazione barocca della chiesa e sostituito dall’altare in stile neogotico, conservando però le statue di Santa Barbara, Ursula, Apollonia e Caterina.

Le portelle dell’altare originario vennero regalate da Mussolini al maresciallo del Reich Hermann Goring durante la seconda guerra mondiale, per poi essere portate agli Uffizi di Firenze e tornare infine a Vipiteno nel 1959.

Oggi gli interni della chiesa di Nostra Signora della Palude di Vipiteno presentano volte decorate in maniera massiccia, con affreschi piuttosto colorati che giocano sulle linee prospettiche e che prendono vita dai capitelli delle colonne che le sorreggono attraverso alcuni bassorilievi in marmo. Il pavimento a scacchi ben si intona con gli scranni in legno intagliati sapientemente e dotati di piccole porte di ingresso.

Castel Tasso ^

La visita tra le cose da vedere nel centro storico di Vipiteno sono ora terminate. Diventa ora di muoversi in automobile per raggiungere le destinazioni nelle prime vicinanze della città.

Ripresa l’automobile e procedendo verso sud, a pochi minuti dal centro storico è possibile vedere due castelli che sembrano guardarsi l’un l’altro: Castel Tasso e Castel Pietra.

Castel Tasso rappresenta oggi uno dei castelli meglio conservati di tutto l’Alto Adige e venne citato già nel 1104. Qui all’epoca risidevano i ministeriali episcopali, fino a quando nel XIII secolo la proprietà non passò al conte Alberto di Tirolo che non lo abitò ma lo diede in uso ai Trautson, suoi vassalli.

Nei secoli successivi cambiò più volte di proprietà per poi essere assegnato nel 1469 ai cavalieri dell’Ordine Teutonico da parte del duca Sigismondo il danaroso per saldarare un debito nei loro confronti. Questo rimase nelle disponibilità dell’ordine fino all’età napoleonica, quando il governo bavarese ottenne tutti i beni dell’ordine e concesse il castello alla famiglia dei Thurn und Taxis come ricompensa per il loro servizio postale sul territorio tedesco. Ancora oggi Castel Tasso appartiene a questa famiglia che lo apre a visite guidate.

Per raggiungerlo è necessario percorre a piedi un breve sentiero in salita che porta fino al suo ingresso, quasi nascosto tra gli alberi. All’interno non è possibile fare fotografie, ma è permesso fare una visita alle sale storiche di questo edificio.

Tra le stanze che si possono vedere durante la visita ci sono la cucina di fumo, i dormitori dei soldati e dei servi caratterizzati da letti in legno posti contro pareti e soffitti totalmente in legno, la sala verde decorata con affreschi su tutti i muri e la cappella di San Zeno.

Castel Pietra ^

Castel Pietra su di uno sperone di roccia a Vipiteno

Dalla parte opposta della strada che conduce fino a Castel Tasso è invece possibile vedere Castel Pietra, costruito su di uno sperone di roccia. Da fuori si nota chiaramente la sua torre rotonda, coperta da un tetto a punta e che sembra nascere dal centro del castello.

Castel Pietra venne costruito nella prima metà del XIII secolo e nel 1256 venne affidato alla famiglia di ministeriali Trautson. Proprio la sua posizione dominante sulla vallata lo rendeva il punto ideale per controllare il territorio e, allo stesso tempo, difficilmente raggiungibile da parte di eventuali truppe nemiche.

Ancora oggi Castel Pietra appartiene ai conti Auersperg-Trautson che sono usuali passare qui i mesi estivi. Ciò lo rende non visitabile da parte dei turisti. Se avete tempo a sufficienza, però, potete comunque raggiungerlo per godere del panorama che si vede dalla roccia su cui è costruito.

Mappa dell’itinerario di Vipiteno in un giorno ^

Ecco la mappa dell’itinerario di un giorno a Vipiteno. Se non siete troppo interessati ai musei che la città ha da offrire, si riuscirà tranquillamente a visitare questa cittadina in una mezza giornata.

Dove mangiare a Vipiteno ^

Vipiteno è una cittadina molto turistica e sa come accogliere i suoi visitatori. Chi viene qui probabilmente è un amante delle specialità altoatesine di questo luogo, che possono essere consumate nei vari ristorantini che si trovano lungo le sue vie.

Certo, personalmente non vengo in Alto Adige per mangiare una pizza, ma a questa preferisco gustare le specialità del territorio a partire dai canederli, accompagnati da cavolo e annaffiati da una buona birra. Tra i diversi luoghi in cui potersi fermare a pranzo, io mi sono trovato bene al Weinstube Schwemme, in piazza Città. La location è suggestiva: esternamente permette di mangiare direttamente al centro della piazza, tra alcuni degli edifici più antichi di tutta Vipiteno. Se invece vi accomodate all’interno potete rivivere l’anima storica, seppure un po’ spoglia, di questo edificio. Panche in legno e grandi tavoli vi accolgono con un servizio rapido e cordiale.

Se invece volete qualcosa di più veloce, lungo la Città Nuova sono presenti alcune gelateria e pizzerie da asporto o bar con panini e toast.

Winstube Schwemme - Dove mangiare a Vipiteno - Cibo Tipico

Immagini di Vipiteno ^

Ecco alcune immagini del centro storico di Vipiteno. 

Cosa vedere nei dintorni di Vipiteno ^

Vipiteno è una destinazione che può sembrare quasi isolata: un centro abitato sperduto nella parte più settentrionale del Trentino Alto Adige. In realtà nasconde intorno a se tante cose da vedere. Così se organizzate diversi giorni da queste parti avrete la possibilità di riempirli con tante cose differenti da vedere. Nonostante ciò, il mio consiglio, è quello di soggiornare in un paese più a sud (Merano o Bressanone, ad esempio), per essere più comodi nell’esplorazione del territorio circostante. 

Ecco alcune cose da vedere nei dintorni di Vipiteno:

  • le cascaste di Stanghe, a pochi chilometri dal centro storico di Vipiteno, si snodano lungo un percorso suggestivo fatto di passerelle in legno che attraversano il torrente che nei secoli  ha scavato la roccia dando vita a una suggestiva gola;
  • i due castelli Castel Tasso e Castel Pietra, se non già compresi nell’itinerario sopra descritto. Castel Tasso è l’unico visitabile internamente dei due;
  • Merano. Un po’ distante, circa un’ora di automobile, ma è una città dalla bellezza unica e ricca di passeggiate suggestive. Inoltre chi ama rilassarsi potrà passare qualche ora nelle sue celebri terme;
  • Castel Trauttmansdorff. Anche se effettivamente fa parte della cittadina di Merano, può essere vista come attrazione a se. La sua visita richiederà almeno mezza giornata e ci si perde all’interno dei suoi immensi giardini botanici. Attenzione perché è chiuso ai visitatori durante i mesi più freddi;
  • Bressanone. Un’altra città borgo dell’Alto Adige dalla bellezza davvero suggestiva. Di dimensioni maggiori rispetto a Vipiteno ha una ricca varietà di piazze, edifici storici, chiese e un palazzo vescovile che somiglia a un castello che sanno affascinare tutti i suoi visitatori;
  • il forte di Fortezza, un fortino austriaco costruito prima della seconda guerra mondiale. Dall’importante valore storico, un po’ meno enstusiasmante dal punto di vista della visita al suo interno;
  • il santuario di Maria Trens, meta di importanti pellegrinaggi, grazie all’immagine ritenuta miracolosa di “Nostra Signora delle Valanghe”. Si tratta di una statua in legno del 1470 che rappresenta la Madonna con il Bambino. Questa è ospitata all’interno di una chiesa in stile tardo gotico con una navata del 1498. Tra le particolarità di questo edificio, oltre alle volte riccamente affrescate, c’è anche la parete di sinistra che ospita la cappella della Madonna e che è ricoperta da numerosissimi ex voto lasciati qui dai credenti che giungono qui fin dal XIV secolo. Il nome di “Nostra Signora delle Valanghe” è legato alla circostanza in cui venne ritrovata la statua in legno: pare che un contadino la scoprì sotto i detriti di una frana e la portò a casa per poterla pregare insieme ai suoi familiari. La mattina successiva però la statua era scomparsa e venne ritrovata nella cappella del paese al fianco della chiesa. Ciò apparì come un fenomeno miracoloso che diede il via ai pellegrinaggi che continuano ancora oggi;
  • le chiese storiche a sud di Vipiteno. Si tratta di edifici quasi sperduti tra le montagne e i piccoli borghi qui costruiti che descrivono una storia antica di fede cristiana. Tra queste ci sono la chiesa di Fortezza, la chiesa di Mules, la chiesa parrocchiale di Stilves e quella di San Valentin;
  • l’Abbazia di Novacella. Anche per chi non è credente, questa abbazia è un luogo magico. Si tratta di un insieme variegato di edifici religiosi: chiese, cappelle, chiostri, ma anche giardini e orti sperduti tra le montagne di Varna. La sua storia si fonda addirittura nel 1142 e rappresenta oggi una delle abbazie più importanti del nord Italia e dell’Arco Alpino.
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Cosa vedere a Vipiteno in un giornoMappa dell'itinerario e tutte le attrazioni da vedere a Vipiteno con immagini e descrizioni. Tanti spunti anche per i dintorni.https://www.lorenzotaccioli.it/cosa-vedere-a-vipiteno-in-un-giorno-e-dintorni/
Lorenzo Taccioli