Cosa vedere ad Ariccia in un giorno

Piazza di Corte di Ariccia e fontana del Bernini

Celebre per la porchetta, suo prodotto tipico, Ariccia è uno dei borghi dei Castelli Romani. Il suo centro storico è molto compatto e famoso per essere stato in parte ripensato dal Bernini durante il seicento.

Durante una giornata ai Castelli Romani Ariccia può essere una tappa di qualche ora e vi permetterà poi di avere tempo per qualche altro borgo.

Centro storico di Ariccia - Castelli Romani

Dove si trova Ariccia ^

Il centro di Ariccia - Borgo sui Castelli Romani

Il centro storico di Ariccia è in Lazio, in provincia di Roma. Dista dalla capitale circa 30 chilometri in direzione sud est. Siamo nel cuore di quella località nota come Castelli Romani, un insieme di piccoli borghi sulle colline vicine a Roma, di cui rappresenta il decimo per estensione.

Siamo praticamente a metà strada tra il lago di Albano e il lago di Nemi, entrambi di origine vulcanica. Lo stesso Vulcano Laziale ha dato vita alle colline su cui si trova anche questo borgo.

Siamo ad un’altitudine di 412 metri sul livello del mare.

Come arrivare ad Ariccia ^

Per arrivare ad Ariccia il metodo più comodo è l’automobile.
Se invece preferisci arrivare con i mezzi pubblici dovrai per forza utilizzare gli autobus, perché la stazione ferroviaria più vicina è quella di Albano Laziale. Se decidi di giungere fino al Albano in treno puoi poi procedere poi con gli autobus Cotral.

Se parti direttamente da Roma puoi raggiungere la stazione Anagnina e da lì prendere uno degli autobus che parte ogni mezzora.

Dove parcheggiare ad Ariccia ^

Se arrivi ad Ariccia in automobile ti conviene parcheggiare in prossimità del centro storico. Il posteggio più semplice lo trovi lungo la strada prima del ponte monumentale provenendo da Albano Laziale.

Se lungo la strada non dovesse esserci posto, puoi raggiungere il parcheggio Bernini, in questa posizione, gratuito e praticamente ai piedi del grande ponte monumentale. Qui un ascensore ti porterà a livello del centro storico.

Cosa vedere ad Ariccia ^

Vicoli del centro di Ariccia

Nonostante i fasti di questa città, scelta dalla nobiltà romana per trascorrere le vacanze estive o per gite fuoriporta, oggi il suo centro storico si presenta un po’ datato. I vecchi palazzi lasciano trasparire la loro età e beneficerebbero di una ristrutturazione, tuttavia restituiscono un’anima caratteristica del paese.

Inserita lungo la via Appia in un secondo momento, grazie alle creazione di un nuovo tracciato (via Appia Nuova), ha beneficiato della creazione di un grande viadotto diventato il suo ponte monumentale.

La visita di Ariccia richiederà solo qualche ora, per via del suo centro compatto. Ecco cosa vedere.

Ponte monumentale di Ariccia ^

Tra le principali attrazioni di Ariccia c’è il suo ponte monumentale. Questo lo collega alla città di Albano Laziale e dovrai attraversarlo se arrivi da questa località.

Il ponte monumentale di Ariccia è un viadotto che risale a metà dell’ottocento, posizionato tra i chilometri 23 e 24 della via Appia. Già nel suo tracciato originario del 312 avanti Cristo e nelle sue successive revisioni il forte dislivello tra Albano Laziale e Ariccia era considerato problematico, tanto che la strada subiva alcune deviazioni.

Fu solo papa Gregorio XVI, assiduo frequentatore di tutte le cittadine dei Castelli Romani, a volere collegare attraverso un viadotto il centro abitato di Ariccia. A causa della morte di papa Gregorio XVI, si occupò papa Pio IX di far costruire il ponte monumentale di Ariccia. Il 12 ottobre 1854 il viadotto venne inaugurato. Purtroppo a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale si rese necessaria una ricostruzione della struttura, poi crollato (e ricostruito) nel 1967.

Il ponte monumentale di Ariccia è caratterizzato da una struttura a tre ordini di arcate, con quella inferiore sensibilmente più bassa delle due superiori. Raggiunge una lunghezza di 312 metri e un’altezza di circa 59.

Ai lati del ponte sono presenti quattro colonne in travertino, due per lato, che richiamano i miliari romani presenti sulla via Appia Antica. Alle colonne vennero poi aggiunte delle lapidi che ricordano le personalità che hanno contribuito alla costruzione del ponte, tra cui il papa Pio IX e l’architetto Giuseppe Bertolini.

Purtroppo il grande strapiombo al di sotto del ponte ha fatto sì che questo luogo venisse scelto per un gran numero di suicidi. Ciò ha reso necessaria l’applicazione delle tensostrutture ai lati, aggiunte nel 2000, per arginare questo triste fenomeno.

Piazza di Corte ^

Appena attraversato il ponte monumentale di Ariccia ti troverai su piazza di Corte, la piazza principale di Ariccia. Oggi è conosciuta anche come piazza della Repubblica.

Questa piazza è celebre per essere stata riprogettata nel 1661 dagli architetti Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana, che le hanno conferito l’aspetto che ancora oggi puoi vedere.

Da una parte lo storico palazzo Chigi, anch’esso riprogettato contestualmente, mentre dall’altra la collegiata di Santa Maria Assunta e le vie che si diramano verso il centro antico.
I lati corti sono invece chiusi dal ponte monumentale e dall’edificio con la storica locanda Martorelli.

Su piazza di Corte trovano posto anche due grandi fontane a doppia vasca, anch’esse realizzate su progetto del Bernini. Le stesse forme sono state poi riutilizzate per la fontana di piazza Garibaldi a Rocca di Papa.

Palazzo Chigi di Ariccia ^

Sul lato sinistro di piazza di Corte c’è il lungo palazzo Chigi.

Qui tra il quattrocento e il seicento c’era un’importante palazzo di proprietà dei Savelli, signori di Ariccia. A fine cinquecento venne costruita l’attuale villa su volontà del duca Camillo Savelli. L’attuale splendore lo si deve però ai principi Mario ed Agostino Chigi, che acquistarono l’intero feudo di Ariccia nel 1661 e chiamarono gli architetti Carlo Fontana e Gian Lorenzo Bernini a ripensare all’intero luogo: piazza di Corte, la chiesa della Collegiata e, ovviamente, il loro palazzo.

Undici anni dopo terminarono i lavori, ma nei secoli successivi continuarono le aggiunte. Ad esempio è del 1740 il torrione Nuovo del palazzo, praticamente adiacente al ponte di Ariccia e noto anche come Quarto Nuovo.

Palazzo Chigi venne poi venduto al comune di Ariccia nel 1988 e al suo interno, visitabile dai turisti, sono conservati gli arredi originari, principalmente del seicento. Oltre a questi c’è una sostanziosa collezione di dipinti, sculture e arredi barocchi. Non a caso dal 2007 ospita al suo interno il museo del barocco romano.

Palazzo Chigi di Ariccia è celebre anche per essere stata la principale scenografia del film Il Gattopardo di Luchino Visconti, girato nel 1962.

Parco Chigi ^

Palazzo Chigi non è però famoso solamente per l’edificio in se, ma anche per il suo grandissimo parco. Già nella struttura originaria dei Savelli era presente una vasta area verde utilizzata come area di caccia.

Fu però con i Chigi che questo venne ulteriormente sviluppato. Nella seconda metà del seicento il parco Chigi raggiunse l’estensione di ben 28 ettari. Con questi lavori vennero creati nuovi percorsi, svariate fontane e numerosi manufatti, sempre sotto l’occhio vigile del Bernini.

Il parco Chigi, noto anche come Barco Chigi, è visitabile previo acquisto di un biglietto e conserva ancora svariati elementi seicenteschi e numerosi reperti archeologici romani provenienti dalla stessa cittadina. A livello di flora sono ancora presenti numerose e antiche querce e lecci che danno vita ad un’area boscosa di origine preromana. Non solo, c’è anche il pluricentenario acero campestre considerato il più grande d’Italia.

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo ^

Praticamente di fronte al palazzo Chigi e sempre su piazza di Corte c’è la chiesa collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo. Questa è la chiesa più importante di tutta Ariccia e venne costruita sul luogo in cui sorgeva la precedente chiesa del VI secolo.

Anche la chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo è frutto dell’opera di revisione della piazza attuata dal Bernini e infatti l’attuale struttura risale al 1665. Per fare spazio a questo edificio i fratelli Chigi dovettero acquistare numerose case che si affacciavano sulla piazza, che vennero poi abbattute.

Facciata della chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo ad Ariccia - Bernini

La chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo ha una pianta centrale circolare, chiusa da una grande semisfera che dà vita a un’ampia cupola. Ai lati dell’ingresso si allungano due casini porticati che si connettono direttamente al portico antistante l’ingresso e dotato di tre fornici con archi a tutto sesto. Al di sopra dell’ingresso c’è una stella che simboleggia contemporaneamente la Madonna e la famiglia Chigi.

Internamente sono conservati alcuni elementi antichi, come le fonti battesimali seicentesche ai lati dell’ingresso. A soprendere è però la sua cupola, con stucchi estremamente particolari realizzati per lo più da Antonio Raggi. La cupola supera i 17 metri di diametro e ricorda il Pantheon di Roma, tanto che nelle intenzioni di papa Alessandro VII c’era di rendere questa chiesa il Pantheon Mariano.

In ognuna delle otto campate della cupola sono raffigurati due angeli che sostengono delle ghirlande di quercia e lunghi festoni arborei. La prospettiva è resa anche grazie alla realizzazione di cassettoni esagonali che si rimpiccioliscono avvicinandosi all’occhialone centrale, sormontato a sua volta da una lanterna che illumina gli interni.

Porta Napoletana ^

Porta Napoletana collegata al palazzo Chigi

Direttamente collegata a palazzo Chigi, sul suo lato destro, c’è la porta Napoletana. Il suo nome, in maniera ben poco fantasiosa, è legato al fatto che sia orientata verso questa città.

Anche porta Napoletana è legata al riassetto seicentesco della piazza e fu progettata da Carlo Fontana. Nella sua costruzione vennero impiegati anche materiali antichi, come del basolato di epoca romana visibile dal lato del Largo di Porta Napoletana.

La struttura della porta, ad arco a tutto sesto, è sormontata da una balaustra e affiancata da un torrione che la rende ancora più massiccia. Una targa sulla porta ricorda che l’intera area fu rivista dalla famiglia Chigi.

La strada su cui è posta porta Napoletana faceva parte della via Sacra, ovvero il sentiero anticamente percorso dai pellegrini che si recavano al tempio di Giove passando per Rocca di Papa, sul monte Cavo.

Locanda Martorelli ^

L’itinerario alla scoperta di Ariccia prosegue con la locanda Martorelli. Quasi nascosta tra gli altri edifici che si affacciano su piazza di Corte, dovrai aguzzare la vista per trovarla.

Locanda Martorelli su piazza di Corte

Questo ambiente, storicamente utilizzato come locanda, è ora un piccolo museo. La reception della locanda è oggi una stanza ricca di affreschi settecenteschi. Nel resto della locanda sono allestite alcune informazioni storiche che raccontano dei fasti di Ariccia: dall’essere la prima stazione di posta dopo la città di Roma, all’essere scelta come tappa dei Grand Tour d’Italie ottocenteschi.

Nella locanda Martorelli non manca nemmeno un approfondimento sul perché la porchetta sia considerato il cibo tipico di Ariccia.

La locanda Martorelli vide la luce proprio nel settecento, utilizzata come Casino Stazi, e solo nel 1819 fu acquistata da Martorelli che la trasformò in un albergo. Qui, nei loro Grand Tour, soggiornarono numerose personalità: Byron, Andersen, D’Azeglio sono solo alcuni di questi.

L’ingresso alla locanda Martorelli è solo attraverso visite guidate organizzate in una ristretta fascia oraria del sabato e della domenica.

Teatro Comunale ^

Prosegui poi la passeggiata per Ariccia raggiungendo piazza San Nicola, dove sorge il teatro Comunale Bernini.

Non conoscendo la sua forma farai fatica a vederlo, ma dicendoti che dal 2008 ha trovato spazio all’interno di una ex chiesa disegnata dal Bernini allora tutto ti sembrerà chiaro! Il progetto della chiesa di San Nicola di Bari è di Luigi Bernini, il fratello del più famoso Gianl Lorenzo.

Teatro comunale dentro la chiesa di San Nicola di Bari
Teatro comunale Bernini - Chiesa di San Nicola di Bari

La chiesa di San Nicola di Bari è oggi sconsacrata, ma la sua struttura è rimasta in buone condizioni. La facciata a capanna è caratterizzata da una coppia di lesene per lato a cui, in posizione retrocessa, si affiancano due torrette campanarie.

All’interno del teatro comunale di Ariccia c’è anche la sede di una scuola teatrale per bambini.

Muncipio di Ariccia ^

Municipio di Ariccia

Praticamente attiguo al teatro comunale, c’è il municipio di Ariccia. Si può dire che queste due istituzioni siano collegate tra loro e, infatti, lo sono per via dell’ex collegio di San Nicola.

Originariamente collegato alla chiesa di San Nicola di Bari, il monastero è infatti ora utilizzato per gli uffici comunali. L’ingresso, che dà su piazza san Nicola di Bari, è dotato di una scalinata che pareggia il pendio naturale della pavimentazione.

Il municipio è ben segnalato per mezzo delle bandiere istituzionali, che sventolano sul piccolo terrazzo arricchito da bassorilievi che narrano scene di vita quotidiana dei contadini che anticamente abitavano la zona. Al fianco dell’ingresso c’è anche una fontana con quattro vasche, sormontata da una statua in bronzo.

Porta Romana ^

Porta Romana e le mura con merlatura medioevale

Raggiungi poi porta Romana. Come porta Napoletana dà in direzione di Napoli, porta Romana dà in direzione di Roma. La struttura attuale della porta è risalente al seicento, ma al suo interno puoi vedere chiaramente i resti di una porta più antica, risalente al XII secolo, chiamati dagli abitanti la “portella“.

Collegati alla porta Romana ci sono anche alcuni resti delle storiche mura di Ariccia, caratterizzate dalla merlatura medievale. Sulla sommità della porta è posizionato lo stemma della famiglia Chigi, che commissionò la revisione di questa porta a Gian Lorenzo Bernini.

Al fianco di porta Romana puoi infine vedere un’edicola religiosa a forma di piccolo tempio fissata al muro. Questa è dedicata alla figura della Madonna.

Belvedere di piazzale Mazzini ^

Piazzale Mazzini e la colonna dedicata a Mazzini

Praticamente alla fine di corso Giuseppe Garibaldi c’è il piazzale Mazzini. Lo riconoscerai per via delle sua alta colonna in travertino con il basamento in pietra di peperino. Sulla sommità della colonna in stile romanico, c’è il busto che celebra Giuseppe Mazzini, a cui questa piazza è titolata.

Piazzale Mazzini è di per sè uno spazio abbastanza spoglio. Una lunga ringhiera fa da parapetto al belvedere verso le colline sottostanti. Ai tuoi piedi puoi vedere la Vallericcia e nelle giornate più terse anche la capitale e il mare.

Santuario di Santa Maria di Galloro ^

Facciata del Santuario di Santa Maria di Galloro

La visita del centro storico di Ariccia è praticamente giunta al termine. Prima di lasciare la città raggiungi però un’ultima destinazione: il santuario di Santa Maria di Galloro. Puoi arrivarci a piedi o in auto, la distanza è di circa un chilometro dal centro storico, percorrendo la via Appia Nuova in direzione di Genzano.

Questo è uno dei santuari mariani più importanti e visitati di tutta la regione e fonda le sue origini nel seicento.

La sua costruzione si deve al ritrovamento di un’immagine della Madonna in questo luogo da parte di un ragazzo toscano che risiedeva ad Ariccia: Sante Bevilacqua. La voce del ritrovamento di questa immagine si sparse velocemente e richiamò presto numerosi pellegrini in città. Ciò diede il via alla costruzione del santuario su iniziativa di Paolo Savelli e con il consenso di papa Urbano VIII.

Secondo la tradizione, la Madonna fu protagonista di numerosi miracoli, tra cui il più celebre fu quello di salvare Ariccia dal contagio della peste che impazzava a Roma nel 1656. Ciò diede il via alla festa della Signorina, celebrata l’8 dicembre, dove una ragazza presenta il voto di ringraziamento alla Madonna.

L’attuale aspetto del santuario di Santa Maria di Galloro è frutto di una risistemazione del Bernini, che è intervenuto sulla facciata e sulle decorazioni della cupola.

La struttura interna del santuario è su di una pianta a croce latina, con un’unica navata e sei cappelle laterali. L’immagine miracolosa è ancora presente all’interno della chiesa, posizionata sull’altare maggiore. Inoltre, all’interno del santuario, sono conservate le reliquie di San Clemente.

Dove passeggiare ad Ariccia ^

Ad Ariccia puoi fare diverse passeggiate, dalle più semplici ad alcune un po’ più impegnative e lunghe che, magari, arrivano ad altri Castelli Romani.

Eccone alcune:

  • passeggiata per il centro storico cittadino. In questo caso sarà sufficiente un’oretta perché le dimensioni sono piuttosto compatte. Da piazza di Corte prendi una delle vie che scende verso l’abitato e perditi tra l’intricato reticolato di stradine;
  • visita del parco Chigi. Questo giardino ha dimensioni decisamente importanti e ti permetterà di respirare un po’ d’aria pure in mezzo a tutto questo verde. Se vuoi passeggiare qui ricordati di verificare in anticipo gli orari di apertura. L’ingresso è permesso previo acquisto di un biglietto;
  • da Ariccia puoi prendere la via Sacra, che conduce fino al monte Cavo. Il percorso di questo antico sentiero si distacca qui dal tragitto della via Appia e si avvicina alla sponda orientale del lago di Albano, conducendo fino a Palazzolo dove arriva alla base del Monte. Da qui prosegue sull’ultima tratta della via Sacra arrivando fino al luogo dove anticamente si trovava il tempio di Giove. Questa passeggiata in particolare è più impegnativa delle precedenti e richiederà qualche ora per essere percorsa andata e ritorno.

Mappa dell’itinerario di Ariccia ^

Ecco la mappa dell’itinerario per la visita di Ariccia.

La porchetta di Ariccia ^

Se sei in visita ad Ariccia e non sei vegetariano potrai voler assaggiare la celebre porchetta di Ariccia. Si tratta di una particolare varietà di porchetta che ha reso celebre questa città in tutto il mondo. Questa è caratterizzata da una crosta particolarmente croccante e da una carne sapida con un colore tra il bianco e il rosa, aromatizzata con pepe, aglio e rosmarino. La carne impiegata è esclusivamente quella delle scrofe.

La porchetta è un piatto riconosciuto dal 2011 come prodotto IGP di questa terra. Si pensa che questo piatto risalga addirittura ai latini. I sacerdoti si occupavano di lavorare e preparare la carne con le loro mani e veniva in parte offerta in sacrificio nel vicino tempio di Giove.

Un’ulteriore sviluppo di questa preparazione è legata al legame con Roma. Ariccia era infatti utilizzata come villeggiatura estiva e luogo di caccia dalla nobiltà romana. La loro presenza ha fatto in modo tale che fiorissero gli artigiani specializzati nella preparazione della porchetta, considerato un piatto prelibato.

Dal 1950 è stata istituita anche la Sagra della Porchetta di Ariccia, su iniziativa dei porchettari e dell’amministrazione locale.

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Cosa vedere ad Ariccia in un giornoScopri la guida ad Ariccia, il borgo dei Castelli Romani celebre per la sua porchetta. Ecco come arrivare e cosa vedere.https://www.lorenzotaccioli.it/cosa-vedere-ad-ariccia-in-un-giorno-castelli-romani/
Lorenzo Taccioli