Il delta del Po è un’area naturale protetta affascinante. Questa zona paludosa si è formata attraverso il progressivo deposito di detriti che il fiume Po ha lasciato incontrando il mare Adriatico. Ciò ha dato vita a un ricco insieme di isolotti tra cui è possibile navigare percorrendo i canali che li circondando e che sono caratterizzati da un basso livello di acqua.
Tutt’intorno noterai il silenzio rotto solo dal rumore del vento e degli animali selvatici che popolano questi specchi d’acqua e che potrai vedere da vicino navigando sull’acqua dolce e salmastra.
Il delta del Po è stato inserito tra i patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1999 come riserva di biosfera.




Il delta del fiume Po si sviluppa principalmente in Veneto, dove il fiume sfocia nel mar Adriatico. In realtà questa vasta area naturale tocca anche la regione Emilia Romagna, estendendosi tra le province di Rovigo, Ferrara e Ravenna.
Le città comprese nel delta del Po sono numerose e si sviluppano su di tre province:
Tra queste città quelle da cui principalmente partono le escursioni sono Porto Tolle, Porto Garibaldi (Comacchio) e Gorino (Goro).








Il modo migliore per visitare il delta del Po è senza dubbio un’escursione in barca. Attraverso operatori autorizzati potrai navigare le basse acque dei canali che compongono questa foce. Si tratta di una riserva naturale, quindi è fondamentale affidarsi a personale che sa in quali zone condurre i visitatori senza danneggiare gli ecosistemi.
Attraverso un’escursione in barca nel delta del Po passerai per zone umide e paludose, raggiungerai piccoli isolotti formatisi attraverso il deposito di detriti del fiume che arriva al mare e potrai ammirare da vicino la fauna selvatica che popola queste zone.
Solitamente le guide autorizzate che organizzano le escursioni in barca abbinano alla lenta navigazione con barche dal fondo piatto, la spiegazione del contesto naturale in cui ci troviamo e della specificità della flora e della fauna, rendendo l’escursione ancora più interessante.
Tra le tante escursioni in barca che puoi svolgere sul delta del Po, io ti consiglio quella che parte dal porto peschereccio di Santa Giulia, a Porto Tolle (Rovigo). Qui potrai trovare Niky Penini, guida autorizzata e pescatore nato e cresciuto in queste zone. La sua famiglia ha iniziato ad allevare cozze, attività che svolge tuttora tra i canali di quest’area palustre e che racconta con entusiasmo e dedizione durante le escursioni da lui organizzate.









L’escursione prevede l’imbarco al porto peschereccio di Santa Giulia. Dovrai arrivarci in auto percorrendo delle strette stradine che costeggiano i canali. Potrai parcheggiare in via Luigi Longo a Santa Giulia di Porto Tolle.
Da qui salirai su di una piccola imbarcazione e potrai percorrere un itinerario di circa 16 chilometri che si snoda tra i canali circondati dalla vegetazione selvaggia e da pesci e uccelli che ti accompagneranno per tutto il tragitto.
La guida ti illustrerà tutto l’itinerario partendo dal porto di Santa Giulia e raggiungendo il Bonello Bacucco. Siamo nell’area conosciuta come foce del Po di Gnocca e prima di arrivare al Bonello Bacucco farai un passaggio per la Sacca degli Scardovari. Questo è un vasto specchio d’acqua in cui, grazie al basso livello del mare, vengono coltivate cozze, vongole e ostriche rosa. L’acqua dolce si mischia a quella del mare e questo ha permesso a una piccola comunità di pescatori, fin dalla fine del settecento, di pescare pesci d’acqua dolce.
Qui, con un po’ di fortuna, potrai avvistare anche i fenicotteri rosa che accorrono numerosi per cibarsi di gamberetti.






Procederai poi per il Bonello Bacucco, una vasta zona palustre caratterizzata da un fitto canneto. Il bonello è un’isola triangolare delimitata dalle diramazioni del fiume e al cui interno è presente un labirinto di canali stretti che sfociano in piccoli laghetti.
L’escursione continua fino a raggiungere l’Isola dell’Amore. Si tratta di un isolotto deserto dove è prevista una sosta di circa mezz’ora. Qui potrai scendere dalla barca e passeggiare in questo paesaggio suggestivo dove la spiaggia è costellata di piccole capanne di legno lasciate dai pescatori e dagli avventori che possono raggiungerla solo attraverso qualche imbarcazione. L’isola dell’Amore è stata indicata come una delle 13 migliori spiagge italiane da Legambiente nel 2007 e si è formata grazie allo scanno, ovvero una lingua di sabbia in cui si trovano delle dune di sabbia generate dalle maree e dal vento che le spostano continuamente. Sulle dune cresce anche della vegetazione tipica, come l’agripireto e il calichieto.
Sull’Isola dell’Amore nidificano molti uccelli, tra cui il fraticello e la rondine di mare. Con un po’ di fortuna potrai vedere anche le tartarughe marine e alcune lontre.

Proprio al fianco dell’isola dell’Amore, separata per via del Po di Goro, c’è l’isola dei Gabbiani: un’altra isoletta deserta che separa l’isola dell’Amore dallo Scanno del Bacucco.
Il rientro verso Santa Giulia passa poi per il faro di Gorino. Si tratta di un faro costruito nel 1950 in sostituzione del vecchio faro, ora utilizzato come osservatorio, in quanto a causa dei detriti che venivano lasciati dal fiume questo distava ormai chilometri dal mare.
La durata dell’escursione sopra proposta è di circa 3 ore, comprensiva della pausa di mezz’ora sull’isola dei Gabbiani.
Il prezzo per l’escursione in barca sul delta del Po varia in base alla formula scelta. Se prenoti un’escursione condivisa con eventuali altri visitatori il costo è di 25€ a persona, se vuoi optare per un’escursione privata il costo è di 120€ fino a 4 partecipanti ed ulteriori 25€ a persona per eventuali ulteriori visitatori.
Il prezzo comprende l’escursione in barca con guida e un piccolo aperitivo a bordo.
Le escursioni possono essere prenotate seguendo le informazioni disponibili su questo sito.
Ecco la mappa con l’itinerario percorso durante l’escursione in barca nel Delta del Po.



Il parco del delta del Po nasceva come parco interregionale del Veneto e dell’Emilia Romagna e doveva essere costituito entro il 1993. Purtroppo le due regioni non trovarono un accordo e diedero pertanto vita a due distinti parchi regionali: