Gallipoli – Viaggio in Puglia

Baia di Gallipoli

Il nostro hotel a Gallipoli è leggermente fuori dal centro, a circa 15 minuti a piedi dalle vie centrali, in una camera rosa, rosa, rosa in maniera assurda, con decorazioni da casa delle bambole. La responsabile, abbandona la struttura subito dopo averci lasciato le chiavi e fattoci vedere la stanza e come aprire e chiudere la porta (...). Probabilmente tutto quel rosa doveva infastidirle la vista.

Noi ci riposiamo qualche decina di minuti e ci rinfreschiamo con una doccia, dopodiché prendiamo la via per il centro: sulla strada notiamo anche diversi negozi e panifici che ci segniamo per domani, che sarà ancora una giornata di spiaggia per cui vorremmo farci qualche panino.

Storia di Gallipoli

Il nome di Gallipoli fonda le sue origini nella Magna Graecia, quando qui venne costruito un porto con la sua cittadina. La costruzione riuscì talmente bene da essere chiamata "Kalé polis": città bella. Il centro storico di Gallipoli è sostanzialmente un'isola separata dalla terra ferma solamente da un piccolo canale: infatti vedendo la città da lontano, come da Punta della Suina, sembrerebbe quasi galleggiare.

Il primo successo della città è riconducibile a quando i romani la collegarono alla Via Traiana trasformandola in un fiorente porto mercantile. Successivamente alla caduta dell'Impero, però, la città passò sotto tantissimi domini differenti: dai Goti ai Longobardi, dai Bizantini ai Normanni, dagli Svevi aglio Angioini.. Dal XVII secolo però la città vide rifiorire la sua economia grazie al florido commercio degli oli lampanti: la produzione d'olio per la Puglia è uno dei settori economici primari grazie all'ottimo terreno calcareo ed al suo clima asciutto e, mentre oggi l'olio viene utilizzato solo per scopi alimentari, allora veniva impiegato anche per alimentare le ormai scomparse lampade ad olio. Tuttora lungo i vicoli storici della piccola cittadina è possibile visitare diversi frantoi ipogei scavati nella roccia. 
Gallipoli riuscì a primeggiare nella vendita di questo olio grazie all'alta qualità dovuta ad un lungo periodo di stagionatura che aumentava l'acidità del prodotto e quindi la sua combustibilità, in più gli Spagnoli imposero una tassazione ridotta alla sola città di Gallipoli per la produzione dell'olio lampante, ciò permise a Gallipoli di offrire dei prezzi più vantaggiosi e sbaragliare la concorrenza delle città vicine. 
Essendo inoltre un importante porto mercantile, qui aprirono anche diversi consolati oltre che "case di commercio". 

Forte di questa grande espansione economica, a partire dal 1785 la cittadina si espanse anche sulla terra ferma, andando a creare quella parte di città oggi nota come il borgo nuovo

Itinerario di Gallipoli

La nostra passeggiata passa proprio da qui: ci troviamo davanti alla Chiesa Madre del Sacro Cuore di Gesù, lungo il Corso Roma che conduce alla parte vecchia della città portuale, è molto moderna perché costruita nel XX secolo.

Continuando sulla stessa strada arriviamo al ponte che collega la terra ferma alla città vecchia: qui troviamo la bancarella di un signore anziano che vende stelle marine, ci sembra che il suo commercio sia illegale, ma lui ci assicura che non è così ed effettivamente ne vediamo molte in vendita anche nei negozietti che si affacciano nel centro storico. Prima del ponte, proprio sul porto si trova la Chiesa di Santa Maria del Canneto: un santuario barocco la cui costruzione risale al XVII secolo su diverse edifici precedenti risalenti anche al XIII secolo. La chiesa è dedicata alla Santa Maria, perché pare che durante un incendio al porto si riuscì a salvare un'icona della Madonna che non subì danni nonostante le fiamme. Questo dipinto è tuttora conservato all'interno del santuario e viene venerato dalla popolazione locale.

Da qui si ha un ottima visuale sul Castello Angioino costruito all'inizio del XVI secolo su di un antico edificio di origine svevo-bizantina che fu in grado di reggere a molti assalti. Per molti anni all'interno di questo castello è stato ospitato un suggestivo cinema all'aperto, ma dal 2010 è stato sottoposto a ristrutturazione senza chiarirne il futuro utilizzo.

Come si varcano le mura del centro storico sembra di entrare in un'altra realtà molto più antica: i vicoli si fanno stretti e le case che vi ci si affacciano sono alte. Si trovano diverse botteghe e numerosi ristorantini che attirano turisti con i loro aperitivi e le loro cene. La gente del posto è riconoscibile e parla tra loro ad un alto volume di voce: fuori dalle case o direttamente sull'uscio sono molte le persone che munite di una sedia stanno sedute ad aspettare che scenda la sera guardando il viavai di gente nelle stradine.

Le numerose case al pian terreno danno la possibilità di guardarne gli interni. Rimaniamo turbati da una casa la cui stanza principale è totalmente occupata da una rappresentazione con grandi statue (più che grandezza naturale) di una scena cristiana, totalmente chiusa in una teca. Non me la sento di fotografare per non invaderne troppo la mistica privacy.

Le dimensioni sono tutte ridotte e così troviamo anche la piccolissima Piazzetta De Amicis che ospita una statua di Padre Pio e diverse chiese incastrate tra le case, per cui risulta molto difficile fotografarne la facciata, come la Chiesa dell'Immacolata Concezione risalente al tardo '700 è ad una navata e conserva all'interno un organo del '500 e la rappresentazione in cartapesta della Madonna.

Il sole comincia a tramontare sulla Baia di Gallipoli ed è uno spettacolo a cui non sono abituato, considerando che nella mia costa adriatica il sole sorge dal mare. Le luci si fanno calde mentre la città inizia a popolarsi, ma mantenendo un certo silenzio come di rispetto all'atmosfera a cui tutti siamo partecipi. Le barche nel mare si lasciando dondolare dalle tranquille onde e noi cominciamo ad informarci su dove poter cenare. 
Prenotiamo in un piccolo ristorantino sulla via racchiusa dalle mura a strapiombo sul mare, qui ci serviranno diverse (ottime) specialità pugliesi. Prima di sederci a cena, però, visitiamo la chiesa più antica di Gallipoli: la chiesa di San Francesco d'Assisi risalente al XIII secolo è molto conosciuta perché ospita al suo interno una statua che fa parte di una Crocefissione del XVII secolo ad opera dello scultore pugliese Vespasiano Genuino. La sua particolarità è l'espressione beffarda e terrificante sul volto del "cattivo ladrone" crocifisso insieme a Gesù. Questa statua è divenuta il simbolo del male insito nell'umanità e tra gli altri colpì molto anche Gabriele d'Annunzio che non esitò a definirla un'orrida bellezza nel 1895.

Continuando a girare sulla stradina esterna della città si trova anche la Chiesa di San Domenico al Rosario edificata nel XVII secolo sulle rovine di un tempio antico. 

Si è fatta ora di cena e raggiungiamo il piccolo ristorantino che abbiamo prenotato. Mangiamo parecchio, ma dopo cena non riusciamo a resistere alle tentazioni che si trovano lungo i vicoli del centro storico, per la maggior parte dolci. Piano piano le vie si riempiono di gente ed a tratti diventa complicato passare, un po' come ci successe ad Otranto. Dopo un paio d'ore decidiamo di abbandonare così la parte vecchia e tornando nel borgo nuovo ci fermiamo a bere qualcosa in uno dei numerosi pub che si affacciano sul Corso Roma.

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Gallipoli - Viaggio in PugliaIl simbolo del male dell'umanità si trova a Gallipoli e colpì anche d'Annunzio. Leggi cos'è nell'itinerario tra i vicoletti della città pugliese.https://www.lorenzotaccioli.it/gallipoli-viaggio-puglia/
Lorenzo Taccioli