Glorenza in un giorno – Cosa Vedere

Glorenza è una piccolissima città dell’Alto Adige o, come amano sottolineare i suoi abitanti, la più piccola città  di questa regione, tanto che i suoi abitanti usano dire che Glorenza è così piccola che sono costretti ad andare a messa fuori dalle mura, riferendosi alla chiesa posta subito fuori dal centro storico.

Si tratta di una piccola cittadina fortificata della Val Venosta, annoverata anche tra i borghi più belli d’Italia, in cui vivono circa 900 persone.

Campanile di San Pancrazio e Tetti del Centro Storico

Dove si trova Glorenza ^

Glorenza si trova in Alta Val Venosta, più o meno al centro di questo territorio e quindi è posizionata nella parte nord occidentale del Trentino Alto Adige, a pochissima distanza dalla Svizzera e qualche chilometro in più dall’Austria. Siamo ai piedi della collina di Tarces e nelle vicinanze dei comuni di Malles Venosta e di Sluderno, all’interno della grandissima provincia di Bolzano.

Subito al di fuori delle mura storiche della città scorre il fiume Adige, la cui fonte sgorga appena qualche chilometro più a nord.

Breve storia di Glorenza ^

Il primo centro urbano di Glorenza risale agli inizi dell’XI secolo, ma è solo nel 1309 che viene elevata a città, diventando da quel momento la più piccola tra le otto presenti in questa zona. Come la vicina Malles Venosta, anche Glorenza venne compresa nella battaglia della Calva durante la guerra Sveva, registrando una grossissima sconfitta in cui venne rasa la suolo. L’imperatore Massimiliano I decise in seguito per la sua ricostruzione e, affinché questa non cadesse ancora vittima dei nemici, la fece fortificare con le mura che ancora oggi possiamo vedere. Questa protezione alla città venne costruita nel XVI secolo, fortificandola attraverso un muro di cinta che percorre tutto il perimetro di Glorenza ed è interrotto da tre porte dotate di torri. Si tratta dell’unica struttura fortificata delle Alpi arrivata completamente integra ai nostri giorni.

Glorenza cominciò così un periodo di forte prosperità, grazie anche alla sua posizione strategica ai confini con la Svizzera e sulla via Claudia Augusta, un ampliamento delle antiche vie che attraversavano le Alpi collegando la pianura Padana al Danubio voluta dall’imperatore Augusto. Ciò le permise di sfruttare questa rotta commerciale vendendo principalmente sale proveniente da Hall. 

L’importanza crescente di Glorenza le permise anche di trasferire qui la sede del tribunale civile che fino alla fine del XV secolo era ospitato a Malles Venosta. Tra le dispute più strambe che ospitò ci fu quella del 1519 in cui la cittadinanza citò il giudice Wihelm Hasslinger per la massiccia presenza di topi all’interno del centro storico, incolpandolo di non aver fatto abbastanza per sanare la situazione. La controversia si risolse con la costruzione di un ponte sul fiume Adige, che permetteva ai topi di attraversarlo. L’importanza di Glorenza a livello giudiziario continuò per oltre quattro secoli, rimanendo il riferimento per tutta l’Alta Val Venosta, fino a quando, nel 1919, non fu annessa all’Italia.

Della storia recente di Glorenza si possono ancora vedere alcune tracce sulle porte cittadine, quando in epoca fascista vennero scolpite delle scritte inneggianti al fascismo con apposta la firma di Mussolini. Queste vennero in parte cancellate nel 1945.

Negli ultimi decenni l’importanza strategica a livello commerciale di Glorenza è andata scemando a favore di un sempre maggiore richiamo turistico, per la sua bellezza ma anche per la sua storia e l’ottima conservazione delle mura storiche e dei monumenti cittadini.

Cosa vedere a Glorenza ^

La città di Glorenza è, come noto, molto piccola, ma altrettanto piacevole da visitare per la sua bellezza e l’ordine delle sue vie. Non ci vorrà molto per percorrerla, in una mezza giornata al massimo la si sarà vista nella sua interezza, curiosando anche nei suoi piccoli musei. Si tratta comunque di una buona base d’appoggio per una vacanza in Val Venosta, qualora vogliate fermarvi per visitare questi luoghi fatti di natura, laghi, e tanta storia.

Ecco cosa vedere nella cittadina di Glorenza.

Mura storiche di Glorenza ^

Ad avvolgere l’intero centro storico cittadino di Glorenza ci sono le antiche mura. Queste sono di origine medioevale e vennero fatte costruire dall’imperatore Massimiliano I come difesa contro la vicina Svizzera. Le mura proteggevano saldamente la città, con i loro dieci metri di altezza e, inoltre, dovevano essere estremamente resistenti, tanto che sono ancora in piedi.

Lungo l’intero perimetro del centro storico si alternano tre porte di accesso alla città e torri di controllo dotate di brevi percorsi di ronda, che permettevano di sorvegliare quanto avvenisse nel territorio circostante. Lungo tutto il perimetro si contano un totale di sette torri, di cui tre in corrispondenza delle porte, e ben 350 feritoie che permettevano di proteggere la città.

Porta Malles ^

Accediamo alla città attraverso porta Malles, posizionata a nord del centro storico, in direzione della città di Malles Venosta. Come le altre due porte storiche che si aprono nelle mura della città, anche questa è dotata di un torrione con feritoie e piccole finestre. Proprio al di sopra della porta di ingresso si possono intravedere i resti di un antico affresco, ormai andato perduto.

Nei pressi di Porta Malles è possibile vedere una targa che ricorda dove arrivò l’acqua durante la disastrosa inondazione che colpì Glorenza il 16 giugno 1855, più o meno oltre la metà delle alte porte cittadine.

Appena varcata porta Malles, sulla destra è presente una scalinata in legno che conduce a un breve tratto dei camminamenti cittadini. Si può salire per vedere dall’alto questi primi vicoli della città più piccola dell’Alto Adige.

Piazza della Città ^

Arriviamo in pochi passi alla piazza principale di Glorenza, ovvero piazza della Città. In estate la piazza è colma di turisti che hanno appena visitato la cittadina o provengono da escursioni nei vicini monti. Le panchine pullulano di ciclisti e pedoni che trovano qui un momento di ristoro, anche approfittando della grande fontana posizionata al centro dal 1873 e dei due grandi ippocastani che fanno ombra nelle giornate più soleggiate.

Lungo il perimetro della piazza si trovano i tavolini dei bar e ristorantini che rifocillano gli avventori, alcuni di questi ospitati direttamente nei bei palazzi cinquecenteschi che decorano la piazza. Questi palazzi hanno dimensioni e decorazioni molto differenti tra loro, e così i fiori alle finestre di un edificio chiaro richiamano i colori dei dipinti sulle facciate, mentre altri edifici rappresentano un ricco insieme di finestre decorate in pietra bianca e torrette angolari.

Piazza della Città è un grande spazio abbastanza sgombero, che durante le festività religiose vede passare processioni con bandiere, statue e bande musicali. Anche il mercato cittadino viene organizzato qui, approfittando del grande spazio disponibile.

Chiesa di Nostra Signora – Frauenkirche ^

All’interno del centro storico di Glorenza si trova una piccola chiesetta, la Frauenkirche, ovvero la chiesa di Nostra Signora, conosciuta anche come chiesa dell’ospedale. Sorge in piazza della Canonica e, dal 1664, sostituisce la precedente chiesa dello Spirito Santo andata persa durante un incendio.

Originariamente questa chiesa era direttamente collegata all’ospedale cittadino, oggi non più presente, e questo bastò per dargli il nomignolo con cui ancora oggi viene identificata dai cittadini.

Esternamente la chiesa di Nostra Signora si presenta raccolta e lineare. La stretta facciata a capanna è affiancata da un campanile con la cupola a bulbo, che sormonta la cella campanaria su cui si aprono quattro finestre ad arco, una per ognuno dei lati del campanile a base quadrata. La facciata è decorata da un grandissimo rosone, con un motivo floreale al centro, che permette di inondare gli interni di luce, così come fatto dalle tre finestre laterali, a loro volta sormontante da quattro monofore. Al di sotto del rosone si apre un bel portale di ingresso alla chiesa, con larghe colonne in pietra e un timpano in pietra chiara riccamente decorato con affreschi, così come la lunetta posta al di sopra dell’ingresso. In ultimo, sulla sommità della facciata, si trova un’ulteriore monofora.

Internamente gli spazi sono ad aula unica e ospitano diverse statue lignee ed affreschi che creano uno spazio estremamente decorato. L’intera cupola dell’abside è dipinta, così come lo è il grande arco che lo separa dal resto della chiesa. Gli spazi contenuti creano un’atmosfera piacevole e raccolta.

Via dei Portici ^

Praticamente al fianco della chiesa di Nostra Signora inizia una tra le vie più belle di tutta Glorenza, ovvero via dei Portici, il cui nome è piuttosto didascalico: i due lati di questa suggestiva via sono infatti scanditi da bassi portici ed archi chiari che corrono lungo tutto il piano terreno delle case.

La loro genesi va ricercata nel 1291, quando il Mainardo II, conte di Tirolo, istituì a Glorenza il mercato di San Bartolomeo nella data del 24 agosto. Si trattava di una grande fiera che durava ben dieci giorni e che doveva attirare, nel suo scopo, la stessa folla che accorreva alla vicina cittadina di Mustair per la festa della Natività di Maria celebrata l’8 di settembre e organizzata dal principe vescovo di Coira.

La sede del mercato era proprio via dei Portici, che nell’occasione venne chiusa da due grandi porte all’estremità, poi andate perse. Qui si trovavano merci di ogni tipo, come il sale della valle austriaca dell’Inn, il vino della Valtellina e ogni tipo di cereale, oltre a pecore proveniente dalle zone circostanti. Il ruolo dei porticati era quello di ospitare le merci in vendita, al riparo dal sole e da eventuali piogge. Le case degli artigiani fungevano sia da abitazione che da magazzino per queste botteghe all’aria aperta.

Il mercato divenne presto tanto importante da essere il primo centro di scambi commerciali della Val Venosta durante l’epoca medioevale. Proprio il diritto di mercato, appertento alla cittadina di Glorenza, permise alla città di prosperare.

Ancora oggi questa è l’unica città della Val Venosta dotata di portici.

Municipio cittadino ^

Piazza del Municipio e Municipio cittadino

Di fattura decisamente moderna il municipio della città. Ospitato all’interno di un largo edificio in cui le grandi vetrate vengono alternate a una massiccia struttura intonacata bianca, è il punto di riferimento per la maggior parte degli uffici comunali.

Con forse poca fantasia, il palazzo è in piazza del Municipio, dove oltre a qualche posteggio per auto sono stati pianti alti alberi dalla chioma ombreggiante che circondano la statua posta come a colonna in mezzo alla piazza.

Porta di Sluderno ^

La porta di Sluderno, come racconta già il nome, è quella posta verso la cittadina di Sluderno, ovvero in direzione est. Come le altre due porte cittadine è anch’essa dotata di una torre. Esternamente l’aspetto è piuttosto simile a quello di porta Malles, dove le finestre e le feritoie accompagnano l’affresco molto più percepibile rispetto alla precedente torre. 

Anche in questo caso, passando dentro alla torre di porta Sluderno, è possibile raggiungere una parte del camminamento di ronda, ben più lunga rispetto alla precedente.

All’interno della Torre verso Sluderno è stata aperta una mostra chiamata “Tappe di una piccola città” che, dal 2011, illustra la storia di questa piccola cittadina. Al suo interno si ripercorre il passato della città, su tre piani di installazioni, che trattano temi come il commercio, la difesa della città, le professioni e alcune curiosità su Glorenza. Visitandola si ha accesso anche a una piccola parte del cammino di ronda.

Porta di Sluderno

Al fianco della torre di Sluderno è presente la casa del portiere, dove attualmente ha sede l’ufficio turistico. Se vi servono informazioni o mappe della città, questo è il posto giusto dove bussare.

Teatro all’aperto ^

Adiacente a porta Sluderno, sulla destra appena varcate le mura da questo ingresso, si trova un grande spazio verde della città.

Qui è ospitato il teatro all’aperto di Glorenza, direttamente collegato alla porta per via del camminamento in legno delle mura, che procede fino alla torre angolare della città e continua per un altro breve tratto. Questo spazio verde viene utilizzato per allestire il palco del teatro all’aperto e per accogliere i visitatori che assistono, soprattutto in estate, agli spettacoli che qui vengono messi in scena.

Una location suggestiva, che abbin storia, natura e cultura.

Porta della Chiesa o Porta Tubre ^

Anche porta della Chiesa o porta Tubre, nella corrispondente torre della Chiesa, è arricchita da una mostra come per porta di Sluderno. Al suo interno, sempre dal 2011, è ospitata la mostra permanente su Paul Flora, il più celebre artista cittadino: illustratore, fumettista grafico e caricaturista nato proprio qui e sepolto nel cimitero cittadino nel 2009, anno della sua morte.

Nella mostra “Paul Flora – vita e opere” si trovano circa sessanta tra opere e immagini che raccontano la vita di questo artista. Paul Flora è divenuto molto conosciuto nei paesi oltralpe, lavorando come vignettista per il settimanale tedesco Die Zeit, con un’ironia pungente e un’evoluta vena satirica. Questo suo lavoro l’ha portato a vivere la sua vita lontano da Glorenza, dove però ha chiesto di tornare dopo la sua morte. Era così legato a questa cittadina, che in alcune sue opere si possono riconoscere alcuni scorci del centro storico, come le torri o via dei Portici.

I nomi di questa porta sono legati alla sua posizione: porta Tubre perché è posta in direzione del paese di Tubre, distante appena 9 chilometri in direzione sud ovest, e porta della Chiesa perché attraverso questa uscita si raggiunge la vicinissima chiesa di San Pancrazio.

Per via di questa porta medievale entravano in città i carri merci, spesso trainati da somari, che andavano a commerciare in città. Alla porta veniva corrisposta la decima sulle merci, l’antica tassa su quanto veniva prodotto. Oggi non si accede a Glorenza per via della porta, ma attraverso la grande apertura nelle mura proprio adiacente alla torre della Chiesa, al di sopra della quale si trova ancora una volta il camminamento di ronda in legno, su cui si può salire per qualche breve tratto.

Chiesa di San Pancrazio ^

Anche se subito fuori dalle mura del centro cittadino di Glorenza, la chiesa di San Pancrazio è la chiesa principale della città. Già da dentro il centro si può però riconoscere il campanile con una tipica chiusura a cupola barocca a cipolla, che sormonta la struttura originaria del duecento, unico elemento conservatosi della chiesa romanica costruita intorno al 1227. Da vedere anche l’antico affresco del 1496 che rappresenta il Giudizio Universale, dipinto sulla parete nord del campanile. Al di sopra si trova un orologio sulla stessa parete, mentre, sulle altre, due livelli di trifore sormontati da uno di bifore. Intorno alla chiesa è presenta il cimitero cittadino, nel quale sono presenti anche alcune lapidi del XVI secolo.

Il resto della chiesa di San Pancrazio ha uno stile tardo gotico, che risale al 1481 quando la chiesa fu ricostruita su quella del XIII secolo. Particolari sono le vetrate del coro che raffigurano la nascita, la crocifissione e la resurrezione di Cristo e furono create nel 1893, mentre molto più antichi sono l’affresco del 1460, nell’altare a destra, che rappresenta la Famiglia di Gesù, e quello che rappresenta la Pietà, risalente al 1440, sull’altare sinistro.

La chiesa di San Pancrazio è titolata al santo protettore degli agricoltori. La sua navata e il suo coro in stile gotico risalgono al 1841, come testimoniato dalla data riportata sopra al portale di ingresso principale. Ancora più recenti sono invece gli altri elementi interni alla chiesa di San Pancrazio, come la revisione in stile neogotico di fine ottocento o le modifiche alla struttura disposte negli anni sessanta dello scorso secolo per far fronte alle nuove disposizioni liturgiche.

Per raggiungere la chiesa di San Pancrazio è necessario percorrere il breve ponte in legno, totalmente coperto, che affianca la via principale e permette di attraversare il fiume Adige. Per poter visitare gli interni della chiesa è necessario trovarsi in città durante un giorno festivo o per una celebrazione della messa.

Mulino del centro storico di Glorenza ^

Prima di lasciare il centro storico di Glorenza vale la pena fare una passeggiata fino al suo mulino. Si dovrà aguzzare la vista, perché lungo la via che lo ospita è quasi nascosto dalla vegetazione. Questo antico mulino, in via San Pancrazio 8, è alimentato da un piccolissimo canale che prende le sue acque direttamente dal fiume Adige.

Anticamente questo mulino serviva agli artigiani sia per la lavorazione, sia per portare l’acqua che avrebbero utilizzato nelle loro produzioni. Oggi è possibile visitarlo durante i mesi estivi, in piccolissimi orari di apertura (martedì e venerdì dalle 15:00 alle 17:00).

Distilleria PUNI ^

Per concludere in bellezza la visita tra le cose da vedere a Glorenza, vale la pena fare una tappa anche alla distilleria PUNI, ospitata all’interno di un edificio moderno dalla forma di un parallelepipedo e dal color terra. Tutto il rivestimento esterno, in mattoni rossi, forma una texture che alterna pieni e vuoti in cui si nasconde anche la porta di ingresso.

La distilleria PUNI rappresenta l’unica distilleria italiana che produce Whisky e deve il suo nome al ruscello Puni, che scorre attraverso l’Alta Val Venosta. La particolarità di questa sede è sicuramente la sua modernità, che stringe però l’occhio alla storia scegliendo di invecchiare il whisky in bunker militari della seconda guerra mondiale. Dal 2010, cioè da quando l’azienda è stata aperta, la produzione dell’acquavite scozzese viene invecchiata in differenti botti: quelle di Bourbon provenienti dagli Stati Uniti, quelle di Marsala provenienti dalla Sicilia, quelle di Islay provenienti dalla Scozia, quelle di Sherry provenienti dalla Spagna e in quelle speciali dell’Alto Adige. La produzione avviene interamente nel piccolo seminterrato dalle dimensioni di 13 metri per 13 metri e che ospita due grandi alambicchi di rame che permettono la produzione del Malt Whisky secondo il metodo tradizionale Pot Still.

Negli orari di apertura è possibile visitare la distilleria e fare una degustazione dei loro prodotti.

Mappa dell’itinerario di Glorenza ^

Ecco la mappa dell’itinerario di Glorenza. Le tappe sono però talmente vicine le une alle altre che possono essere percorse nell’ordine che preferite, scegliendo di perdersi tra i vicoli di questa bella cittadina.

Leggi anche cosa vedere in 4 giorni in Val Venosta.

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Glorenza in un giorno - Cosa VedereScopri cosa vedere in un giorno a Glorenza. Mappa dell'itinerario, breve storia, fotografia e descrizioni del borgo della Val Venosta.https://www.lorenzotaccioli.it/glorenza-in-un-giorno-cosa-vedere/
Lorenzo Taccioli