Guida a Burano – Cosa Vedere

Campiello di Burano - Facciata delle case colorate

Tra le isole nei dintorni di Venezia Burano è probabilmente la più conosciuta. A dire il vero è anche molto bella: le sue case variopinte sugli stretti canali sono qualcosa di diverso anche dalla stessa Venezia. Per chi ha poco tempo a disposizione ma vuole comunque avventurarsi sulle isole della laguna e ne vuole scegliere solo una, consiglio proprio questa.

Durante una piacevole passeggiata tra le sue calli, i suoi campi e i suoi canali, ci si imbatterà in diversi negozietti che vendono prodotti artigianali con la specialità del luogo: il merletto. Anche chi non è appassionato di quest’arte non potrà fare a meno di rimanere a bocca aperta vedendo l’abilità con cui vengono creati i merletti e il dettaglio dei soggetti rappresentati.

Dove si trova Burano ^

Burano fa parte del comune di Venezia, ma si trova a nord est della città, all’interno della laguna veneta. Formata da quattro isolette collegate tra loro per via di ponti pedonali, si trova all’interno di un fitto arcipelago di isolette, tra le quali spunta anche Torcello, il primo centro abitato tra tutte le isole.

Burano è collegata all’isola di Mazzorbo attraverso un lungo ponte, che ha reso quest’ultima un’appendice di Burano.

Come arrivare a Burano ^

Per arrivare a Burano è imprescindibile muoversi via mare, infatti l’isola non è collegata attraverso nessun ponte alla terra ferma e, per via delle sue dimensioni piuttosto contenute, non ha traffico automobilistico tra le sue calli.

Burano dista circa undici chilometri da Venezia e la si può raggiungere sia con i mezzi di navigazione privata, sia attraverso i vaporetti pubblici. Questi partono sia da Venezia, che dalle vicine isole di Torcello e Murano, utile saperlo se si sta facendo un tour giornaliero della laguna.

Dove prendere il vaporetto per Burano ^

Il vaporetto per Burano lo si può prendere dal centro storico di Venezia e, più in particolare, dall’imbarcadero Fondamente Nove, nel sestiere Cannaregio. La linea da prendere è la 12, che in circa cinquanta minuti di navigazione conduce a destinazione.

Se si intende partire da altre zone di Venezia, come la stazione, è possibile prendere i vaporetti 1, 3 o 5.2 per poi cambiare a Fondamente Nove oppure alla fermata di Murano Faro.

La linea 12 è la stessa che si prende anche se si parte dall’isola di Murano, imbarcadero Murano Faro, per arrivare poi a Burano. Questa linea è infatti quella che collega le tre isole principali della laguna, Murano, Torcello e Burano.

Quanto costa il traghetto per Burano ^

Il vaporetto per Burano ha lo stesso costo di una tratta all’interno del centro storico di Venezia. Burano infatti fa parte del comune e vige quindi la tariffa urbana. Il costo per una singola tratta è di € 7,50 e, considerando che dovrete anche tornare dall’isola verso Venezia, vale la pena considerare l’acquisto del biglietto giornaliero al costo di € 20, che permette poi di utilizzarlo per tutti gli altri spostamenti (ad esempio un tour giornaliero delle isole). Il biglietto giornaliero, così come quello bigiornaliero (€ 30) e il trigiornaliero (€ 40) hanno una durata di 24, 48 o 72 ore a partire dall’ora della prima obliterazione. Ciò significa che se lo obliterate alle 18:00 del pomeriggio, il 24 ore sarà valido fino alle 18:00 del giorno dopo.

I biglietti del vaporetto di Venezia possono essere acquistati direttamente agli imbarcaderi sparsi per la città.

Quanto ci vuole da Venezia a Burano ^

Il tempo di percorrenza tra Venezia e Burano in vaporetto è di circa 50 minuti. La linea 12 farà solo le fermate di Murano (Murano Faro) e Mazzorbo, prima di arrivare a destinazione.

Se invece raggiungete Burano da Torcello saranno necessari appena una decina di minuti, mentre se partite da Murano saranno necessari poco meno di 40 minuti.

I merletti di Burano ^

L’isola di Burano è famosa nel mondo non solo per le sue case colorate che rallegrano i turisti, ma anche per l’arte del merletto, che secondo la leggenda nacque proprio grazie a un abitante dell’isola. Si trattava di un pescatore, che ammaliato dal canto delle sirene cercò di resistervi pensando alla sua fidanzata che lo attendeva sull’isola. Come premio per la sua buona condotta ricevette dalla regina delle sirene una corona di schiuma che avrebbe poi utilizzato come decoro per la testa della sua sposa.

Le amiche della sposa, invidiose della bellezza del velo della ragazza, cercarono di imitarlo attraverso ago e filo, dando così il via alla tradizione del merletto.

Al di là delle leggende sembra che l’arte del merletto venga praticata a Burano già dal XVI secolo, quando queste lavorazioni venivano create nelle case dei nobili, attraverso ago e filo senza alcun supporto di una tela. Già all’epoca i soggetti erano i più vari: fiori, animali, disegni geometrici e religiosi. Nel secolo successivo quest’arte andava ampliandosi, utilizzando nuove tecniche come i punto a rosette e il punto controtagliato, che si sommavano al punto in aria utilizzato fino a quel momento. Il merletto di Burano era sempre più conosciuto, tanto che alcune ricamatrici furono chiamate in Francia per insegnare e dare il via alla creazione di bellissimi pizzi.

I Merletti di Burano

L’esportazione di questa arte, diede il via a una competizione tra Francia e Burano, anche se i vicini d’oltrealpe non riuscirono mai ad eguagliare per finezza e maestria le opere delle buranelle. Nei secoli però questa tecnica andò via via decadendo, fino a quasi scomparire nell’ottocento, dopo la caduta della Serenissima. Alla fine del XIX secolo, però, grazie alla merlattia Cencia Scarpariola, il merletto tornò alla ribalta anche attraverso l’ideazione di nuovi punti, che trasformarono quest’artigianato in un’arte ancora più complessa e che ancora oggi viene insegnata ai giovani volenterosi, nella scuola aperta proprio sull’isola.

Cosa vedere a Burano in un giorno ^

Le cose da vedere a Burano in un giorno, o mezza giornata, sono svariate. L’isola è infatti ricca di scorci suggestivi e insoliti, grazie alle case colorate e alla particolare urbanizzazione della città, tra calli e campi. Essendo originariamente un borgo di pescatori, le case sono da tempo immemore così variopinte con lo scopo di far riconoscere velocemente ai marinai che tornavano dalle battute di pesca le proprie abitazioni, anche nelle giornate con la nebbia più intensa.

Nonostante l’alto numero di cose da vedere, in realtà si possono facilmente inanellare in una piacevole passeggiata, se si sa dove andare. Per questo può essere molto utile la mappa che si trova a fine dell’articolo e che prevedere di arrivare sull’isola attraverso il vaporetto.

Molto bello è anche perdersi tra le sue calli e i suoi campi, girando e ritrovandosi al punto di partenza, quasi come in grande luna park per adulti. La passeggiata si snoderà tra le cinque isolette, collegate tra loro per via dei ponti: isola di San Martino Destro, San Martino Sinistro, San Mauro, Giudecca e Terranova.

Ecco dunque cosa vedere a Burano in poche ore.

Tre Ponti di Burano ^

Tra le destinazioni più conosciute di tutta Burano c’è senza dubbio il ponte noto come Tre Ponti. Il nome è legato alla particolarità della struttura, ovvero un ponte in legno con tre scalinate che collega tre isole differenti della città: Giudecca, San Martino Sinistra e San Mauro.

Salendo su Tre Ponti e girandosi intorno si possono apprezzare alcune delle vie con le case più colorate di tutta Burano, in cui si alternano velocemente bar, ristorantini, e negozi che vendono prodotti artigianali, tra cui i famosi merletti.

Si può raggiungere Tre Ponti, una volta scesi dall’imbarcadero, procedendo su viale Marcello che si collega alla Fondamenta di Cavanella.

Le case colorate sui canali ^

La tipicità più bella di Burano, oltre ai merletti e ai bussolai (il dolce tipico dell’isola), sono senza dubbio le bellissime case che si affacciano sui canali, tutte colorate di tinte differenti tra loro. Queste regalano uno spettacolo unico e insolito, dove i colori pastello si alternano a queli decisamente più vivaci. E così, passeggiando lungo le sue fondamenta al fianco dei canali, capiterà di sentirsi dentro a una scatola di colori, con rossi, arancioni, azzurri, blu, verdi, rosa e gialli che si alternano velocemente.

Anticamente le abitazioni di Burano erano palafitte e le pareti erano costituite di canne intrecciate intonacate con il fango. Le case dovevano essere leggere perché il terreno sottostante non era solido e il rischio sarebbe stato quello si sprofondare. La pavimentazione delle abitazioni era in terra battuta e anche i letti erano composti di foglie secche. Solo con la bonifica del territorio fu possibile realizzare le attuali costruzioni in mattoni, che vennero poi colorate in maniera vivace.

Se ora sono diventate una bella attrazione per i turisti, in realtà il motivo di queste facciate colorate va ricercato nell’economia che, insieme ai merletti, rese ricca Burano. Si tratta ovviamente del commercio del pesce, buona parte dei cittadini usciva intere giornate per pescare e tornava a casa all’imbrunire. Le facciate colorate permettevano ai pescatori di riconoscere velocemente la loro abitazione, anche nelle giornate in cui la nebbia si faceva più fitta.

Durante un viaggio a Venezia vale la pena raggiungere Burano anche solo per passeggiare qualche ora tra questi vicoli.

Pescaria Vecia ^

Pescaria Vecia di Burano

Sull’isola della Giudecca di Burano, nell’estremità che è a contatto diretto con il mare, si trova la Pescaria Vecia, da non confondersi con la Vecchia Pescheria (o Mercato del Pesce) anche se il nome ha lo stesso significato.

La Pescaria Vecia si trova al termine delle Fondamenta di Cao Moleca, dove è presente una vecchia costruzione in mattoni che funge sostanzialmente da tettoia. Qui andava in scena il mercato del pesce e la tettoia serviva da riparto per i venditori, mentre oggi si tratta di uno dei luoghi più suggestivi per assaporare lo spettacolo del tramonto sulla laguna veneta e sulle isolette che si scorgono in lontananza. 

La Pescaria Vecia di Burano ha dato anche il nome alla riva su sui si trova, conosciuta come Riva de Pescheria Vecchia.

Mercato del Pesce ^

Ripercorrendo la Fondamenta di Cao Moleca e attraversando Tre Ponti fino all’isola di San martino Sinistra, arriviamo  a un altro luogo importante per la città: il Mercato del Pesce di Burano

Si fa un po’ di confusione in effetti, perchè il mercato del pesce e la Pescaria Vecia rispondevano allo stesso scopo, ovvero quello della vendita del pesce. Ma ognuno di questi luoghi ha svolto il suo compito in epoche diverse.

Per arrivare al mercato del pesce è necessario percorrere le Fondamenta della Pescheria e, prima di arrivare a destinazione, ci si ritroverà su di un lato alcune calli davvero suggestive, che si aprono in piccoli campi in cui colori delle case continuano a sorprendere e si mischiano al verde della vegetazione che cresce sulle loro facciate.

Banchi del Mercato del Pesce di Burano

Il mercato del pesce all’aperto di Burano, tutt’ora utilizzato, è una piccola piazzetta ancora allestita con i vecchi tavoli utilizzati  per esporre le merci: tra le facciate delle case si trovano intervallati una ventina di banchi su cui il pesce viene messo in mostra per essere venduto. La posizione di questo mercato è strategica, si trova infatti al fianco di un canale ed è quindi raggiungibile via mare dai pescatori, ma allo stesso tempo è estramamente vicino al cuore del centro storico di Burano.

Piazza Baldassarre Galuppi ^

Procediamo la nostra passeggiata tra le cosa da vedere a Burano e arriviamo così nell’unica piazza di quest’isola, ovvero piazza Baldassare Galuppi. Si tratta di un ampio spazio sul quale si affacciano diversi importanti edifici e su cui un lato si apre uno scorcio sul canale che separa l’isola di San Martino sinistra da quella di Terranova.

Piazza Baldassare Galuppi è titolata a uno dei più importanti cittadini di tutta Burano, ovvero il compositore Baldassare Galuppi, nato e vissuto tra queste calli e Venezia durante il settecento.

Piazza Baldassarre Galuppi di Burano

Su di questa piazza si affacciano la chiesa di San Martino Vescovo, la cappella di Santa Barbara, il palazzo comunale e il museo del merletto. Mentre al centro si trovano un pozzo e il cippo porta pennone che ospitava la bandiera di San Marco. Questo cippo, costruito in pietra d’Istria presenta due bassorilievi, uno che raffigura San Martino e l’altro che raffigura Sant’Albano con in mezzo uno stemma. Al di sotto una scritta riporta la data del 1757.

Chiesa di San Martino Vescovo ^

Campanile inclinato della chiesa di San Martino Vescovo - Burano

La chiesa di San Martino Vescovo è la chiesa più importante di tutta l’isola di Burano. Si può avere un punto di riferimento su dove si trovi la chiesa già in lontananza, grazie al suo alto campanile che ha la particolarità di pendere su di un lato.

Originariamente la chiesa di San Martino Vescovo venne costruita durante il XVI secolo, ma fu più volte rivista e restaurata. Nonostante ciò gli esterni risultano essere ancora incompiuti. Nei secoli subì diversi danni, spesso dovuti ad incendi che distrussero anche il soffitto della navata centrale e l’antico organo, andato perduto. La facciata a capanna presenta una parte centrale leggermente rialzata rispetto ai lati. La particolarità è che manchi un ingresso vero e proprio alla chiesa, a cui si accede attraverso una porta laterale. 

Gli interni della chiesa, decisamente allungati, si basano su di una pianta a croce latina con soffitto a volta nella parte centrale e a botte in quelle laterali. Gli spazi sono organizzati su tre navate divise da pilastri neoclassici che sostengono archi a tutto sesto e ai lati del transetto ci sono due cappelle laterali con alcune opere anche abbastanza antiche, come il dipinto cinquecentesco di Sant’Albano Vescovo e due Santi. L’altare maggiore venne costruito nel 1673 ed è un grande tabernacolo in stile barocco su cui è posta la statua del Cristo risorto. 

A rendere unica la chiesa di San Martino Vescovo è però il campanile, eretto nel settecento e alto circa 53 metri. La sua forma è a pianta quadrata, con un lato di circa 6,2 metri che va restringendosi verso l’alto. La struttura in mattoni è suddivisa verticalmente in quattro sezioni decorate da alte lesene che terminano sotto la cornice della cella campanaria. La sommità del campanile è chiusa da una piccola struttura in pietra d’Istria sulla quale era posizionata la statua in bronzo di un angelo, distrutta da un uragano nel 1867 e poi sostituta da una croce di ferro. Per via del suo peso e del terreno sottostante decisamente instabile il campanile cominciò a pendere già durante la sua costruzione e continuò ad accentuare la sua inclinazione fino agli inizi degli anni cinquanta del secolo scorso, quando la pendenza andava aumentando troppo velocemente per non intervenire con un’opera di consolidamento. Ad oggi la sua pendenza, arrestatasi, ha reso il campanile della chiesa di San Martino Vescovo uno dei simboli di Burano.

Cappella di Santa Barbara ^

Cappella di Santa Barbara su piazza Baldassarre Galuppi

Alla destra dell’ingresso della chiesa di San Martino Vescovo si trova la cappella di Santa Barbara. Di dimensioni decisamente più contenute e dallo stile più morigerato è dotata di una facciata con mattoni a vista che, se non fossero per la grande croce bianco al centro delle finestre al piano superiore, parrebbe quasi un’abitazione. 

Sul lato sinistro si erge timida una bassa torre campanaria e un’ulteriore croce si trova sulla sommità del tetto. Anche internamente i decori sono molto limitati e sullo spazio ad aula unica, caratterizzato da un pavimento a scacchi bianchi e rossi, si aprono alcune cappelle. Come suggerito dal nome qui vengono conservate le reliquie di Santa Barbara, santa patrona di tutti i marinai. Le reliquie furono trasferite qui nel XVIII secolo, durante le distruzioni di Napoleone a Venezia, per dar loro un rifugio in un luogo più sicuro.

Le reliquie di Santa Barbara sono conservate all’interno di uno scrigno in argento e bronzo risalente al XVI secolo che, ancora oggi, è meta di pellegrinaggi dei devoti alla Santa, venerata in generale da tutti coloro i quali rischiano di morire di morte violenta e improvvisa.

Pozzo di piazza Galuppi ^

In mezzo alla piazza Baldassarre Galuppi è possibile vedere una bassa ma massiccia vera da pozzo, ovvero la protezione in pietra d’Istria che circonda il pozzo che riforniva di acqua la città. Risalente al cinquecento, ancora oggi è dotato di un getto costante di acqua potabile, che potrà rinfrescarvi nelle più calde giornate estive.

A poca distanza dal pozzo si trova anche la statua di Baldassarre Galuppi, scolpita dallo scultore Remigio Barbaro, un’altra delle personalità di Burano, vissuto durante il novecento.

Museo del Merletto ^

L’arte del merletto di Burano ha origini molto antiche, ma che dall’ottocento godono di nuova linfa vitale. Risale al 1872, infatti, l’interesse per l’insegnamento del merletto: con lo scopo di vivacizzare l’economia locale, viene chiesto alla merlettaia Vincenza Memo, conosciuta come Cencia Scarpariola, di insegnare i segreti di cui era ultima depositaria alla maestra elementare Anna Bellorio d’Este, che li tramandò a sua volta alle figlie e ad alcune ragazze.

Le lezioni venivano tenute nel palazzo del podestà e grazie all’interesse per queste creazioni da parte della contessa Marcello e di una serie di amiche dai nomi altisonanti, tra cui la duchessa di Hamilton e la regina Margherita, rifiorì il commercio di queste creazioni. Già nel 1875 la scuola contava ben 100 iscritte. La procedura era rodata: a 12 anni si veniva ammessi a scuola e ogni giorno, per 6 ore durante l’inverno e 7 durante l’estate, si faceva pratica. Dopo sei anni si passava al gruppo delle lavoratrici in cui si rimaneva finché non ci si sposava, per poi tornare a lavorare a casa.

Sede del museo del Merletto a Burano

I lavori erano divisi come in una catena di montaggio. Nonostante ogni merlettaia sapesse fare il lavoro completo, le mansioni venivano divise come in fabbrica ed ognuna si specializzava per essere quanto più veloce possibile in una parte specifica del lavoro. E così ogni ragazza veniva assegnata ad uno dei gruppi che seguivano la lavorazione del merletto: ordidura, rete, guipure, rilievo, pulitura, ripassatura e unioni.

La scuola di merletto continuò a produrre con successo crescente fino agli anni trenta del secolo scorso, per poi chiudere nel 1970, ma quest’arte continua comunque nelle case di Burano.

Nel 1981 si decise di sfruttare gli spazi della scuola del Merletto su piazza Baldassarre Galuppi per creare il Museo del Merletto dentro al palazzo del Podestà. Qui si trovano importanti collezioni di merletti, con oltre duecento esemplari unici della scuola risalenti al periodo tra il XVI e il XX secolo. Molto interessante è anche la possibilità di vedere delle merlettaie all’opera, dalle quali si può acquistare alcuni pezzi corredati di certificato di autenticità. 

All’interno del Museo del Merletto, anche se la scuola è stata ufficialmente chiusa, vengono organizzati dei corsi di formazione professionale per chi vuole cimentarsi in questa arte.

Palazzo Comunale ^

Proprio al fianco del museo del Merletto si trova il palazzo Comunale di Burano. La sua facciata in parte scrostata gli dona un aspetto storico e caratteristico. Il palazzo, collegato su di un fianco a quello del museo, ne riprende lo stile, anche se è dotato di un piano ulteriore.

Al pian terreno il palazzo Comunale di Burano è caratterizzato da una fascia in mattone a vista, sulla quale si aprono tre ingressi per gli uffici comunali. Come nel resto della facciata ogni apertura sulla parete è sottolineata da un profilo in pietra d’Istria. Dal piano superiore la facciata è ricoperta da un’intonacatura rosa e si ritrovano le finestre originali, con una forma ad arco che si esprimono attraverso una coppia di monofore laterali e una trifora centrale. Anche all’ultimo piano ci sono sei finestre, ma dalla forma squadrata.

Il profilo di questo lato della piazza Baldassarre Galuppi continua con altre case, dalle forme e dalle dimensioni differenti che continuano l’alternanza dei colori tipica della città.

Palazzo Comunale di Burano

Fondamenta di Terranova ^

Se durante la passeggiata fatta finora per Burano siete stati piacevolmente colpiti dalle facciate colorate delle case, non potete astenervi da imboccare la Fondamenta di Terranova, una via che corre al fianco del canale che divide i sestieri San Martino Sinistra e San Martino Destra dal sestiere ed isola Terranova. 

Lungo le fondamenta di Terranova le case si alternano con colori, dimensioni e altezze differenti, dando un effetto decisamente suggestivo e tipico. Questa è una zona molto residenziale e meno battuta dai turisti, tanto che si trovano anche alcuni servizi come le poste di Burano. Qualche ponte attraversa il canale e permette di raggiungere la riva opposta. Nell’acqua, ai lati del canale, si trovano le tantissime barchette dei residenti attraccate subito sotto casa.

Percorrendo tutte le fondamenta di Terranova ci si sposta dalla parte sud orientale dell’isola, fino a quella nord, quando si sarà costretti a tornare indietro e a ritornare verso il cuore del centro storico di Burano.

Casa di Bepi ^

Tra le cose da vedere a Burano non può mancare la celebre casa di Bepi Suà. Se le case in giro per l’isola sono variopinte, questa lo è decisamente di più! Non si limita infatti ad avere un colore accesso come intonacatura, ma sulla facciata si trovano una serie di motivi geometrici di colori differenti: su di una base rossa si trovano elementi blu, rossi, bianchi, neri, verdi, gialli, azzurri e arancioni che si alternano in quadrati, cerchi, rombi e poligoni.

La casa apparteneva a Giuseppe Toselli, nato nel 1920 e conosciuto con il nome di Bepi che era un grande amante della pittura e del cinema, grazie anche al lavoro che svolse come uomo delle pulizie nel cinema Favin. Alla chiusura del cinema iniziò a vendere caramelle in piazza Galuppi e per questo era conosciuto anche come Bepi delle Caramelle. Giuseppe dipinse personalmente la facciata della sua casa e, anzi, si dice che ogni giorno aggiungeva o modificava una delle figure geometriche che contraddistinguevano quella che è ormai diventata la casa più famosa di tutta Burano, nonché la più variopinta. L’appuntamento giornaliero per scoprire come la facciata della casa di Bepi si era modificata andò avanti fino al 1985, anno in cui Giuseppe se ne andò.

Bepi era molto attivo nella sua comunità, tanto che durante gli anni ottanta trasferiva la sua passione per il cinema anche ai bambini, quando durante le sere più calde organizzava il cinema all’aperto davanti a casa sua, proiettando cartoni su di un lenzuolo bianco appeso davanti alla sua casa.

Dal 1985 la casa di Bepi si ammalorò molto e i disegni non erano quasi più riconoscibili. Questo fino al 2005, quando venne scelta una delle tante fantasie dipinte da Bepi e fu ripristinata la facciata, mantenendola accuratamente fino ai giorni nostri.

Passeggiata a Mazzorbo ^

Per concludere il tour delle cose da vedere a Burano si può fare una bella passeggiata tornando all’imbarcadero e procedendo lungo il ponte che collega l’isola di Burano a quella di Mazzorbo (ponte Longo). Nell’isola di Mazzorbo le cose da vedere sono limitate, ma contrariamente a Venezia e a Burano, qui la natura regna sovrana e si esprime per via di grandi campi, alcuni dei quali producono prodotti tipici e prelibati. La passeggiata per Mazzorbo si snoda lungo le rive dell’isola.

Una volta stanchi potrete tornare indietro e riprendere il vaporetto che condurrà su di un’altra isola della laguna o a Venezia. 

Mappa dell’itinerario di Burano in un giorno ^

Ecco la mappa con l’itinerario alla scoperta di Burano in un giorno. In realtà se non siete interessati a vedere tutti i musei e le chiese della città sarà sufficiente meno di una mezza giornata alla scoperta delle sue attrazioni. Anzi in mezza giornata potrete girare tranquillamente l’isola e fermarvi per un aperitivo in uno dei suoi bacari lungo i canali.

Questa la mappa con segnalate tutte le attrazioni da vedere a Burano.

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Guida a Burano - Cosa VedereScopri la guida su cosa vedere a Burano in qualche ora. Non solo merletti e case colorate, leggi l'itinerario completo con foto e descrizionihttps://www.lorenzotaccioli.it/guida-a-burano-cosa-vedere/
Lorenzo Taccioli