Guida al Santuario di San Romedio

Tragitto del Sentiero nella Roccia - Sanzeno

La visita al santuario di San Romedio è una bellissima esperienza da fare sia per chi è credente che per chi non lo è. Il sentiero scavato nella roccia ti condurrà fino all’ingresso del santuario, attraverso la Val di Non. Qui ad aspettarti ci saranno cinque chiese, costruite come in un incastro ognuna nell’altra e, al di fuori, un grande recinto ospita un orso.

La storia di San Romedio è infatti indissolubilmente legata a quella dell’orso. Se in un primo momento la mia natura a favore della libertà degli animali mi lasciava contraddetto, leggere la storia degli orsi qui ospitati mi ha fatto ricredere.

Sei pronto a scoprire il santuario di San Romedio?

Ingresso al Santuario di San Romedio

Dove si trova il santuario di San Romedio ^

Il Santuario di San Romedio sorge in mezzo ai boschi della Val di Non, quindi in Trentino Alto Adige. Costruito su di uno sperone di roccia, fa parte del comune di Predaia, nonostante sia più conosciuto per la vicinanza a quello di Sanzeno, da dove parte il sentiero che giunge fino a qui.

Ci troviamo quindi in provincia di Trento, circa a 45 chilometri in direzione nord rispetto al capoluogo di provincia.

Dettagli sul santuario di San Romedio ^

Il Santuario di San Romedio è una delle maggiori testimonianze del culto cristiano in Trentino risalente all’epoca medioevale. Oltre che per la sua posizione suggestiva in mezzo alla natura, è affascinante anche per la sua composizione architettonica.

Il complesso è infatti formato da cinque edifici di culto, tra chiese e cappelle, collegati tra loro e costruiti su di uno sperone di roccia che raggiunge i 70 metri di altezza sulla vallata circostante. Una lunga scalinata parte dagli edifici al pian terreno e raggiunge la sommità, passando per le varie chiese, cappelle e sette edicole della Passione. Sulla parte più alta potrai affacciarti su di una vista suggestiva sulla vallata.

Chiese del Santuario di San Romedio

Breve storia del Santuario di San Romedio ^

L’origine del santuario è legata a San Romedio, che visse qui come eremita per svariati anni. Romedio di Thaur nacque nel IV secolo a poca distanza dall’attuale Innsbruck ed era erede di una ricca famiglia bavarese. Dopo un pellegrinaggio a Roma decise di lasciare i suoi averi al vescovo di Trento affinché ne facesse opere di bene. Si ritirò poi in alcune grotte presenti nei dintorni del santuario dove passò gli ultimi anni della sua vita in preghiera. Morì nel 405 e fu seppellito in cima alla rupe qui presente.

Pochi secoli dopo, nel settecento, cominciò la sua venerazione con la costruzione di una cappella sulla sua tomba. La roccia era ancora nuda e dotata solo di una lunga scalinata con qualche edicola. Alla base c’erano le stalle, l’abitazione del custode e i rifugi per i pellegrini. Solo agli inizi dell’XI secolo sorse la chiesa titolata a San Romedio, in corrispondenza della tomba del Santo, ancora oggi visibile dentro la chiesa. Già dal XV secolo il santuario si affollò di pellegrini che portavano qui i loro ex voto. Fu così che nel 1489 venne aggiunta una seconda chiesa, dedicata a San Giorgio e nel 1514 quella di San Michele. Nel 1536 fu eretta la chiesa maggiore di San Romedio e a poca distanza il campanile in stile gotico.

Il culto di San Romedio non accennava a svanire, così nel XVIII secolo vennero ricostruiti gli edifici al piano terreno, adibiti all’accoglienza e sulla sommità venne creato l’appartamento dei Conti, con un ballatoio, la sacrestia e una biblioteca. In questo periodo la scalinata fu coperta e riempita con ex voto e le edicole che narrano i misteri della passione di Cristo. Porta la data del 1770 il grande arco d’ingresso che, dopo una breve scalinata, immette all’interno del santuario.

La più recente è la chiesa dell’Addolorata, risalente al 1918 e costruita per ringraziare della quiete dovuta al termine della prima guerra mondiale.

Le chiese del Santuario di San Romedio ^

Il Santuario di San Romedio è quindi composto da tante piccole chiese e dall’esterno potrai farti un’idea di come queste si incastrino l’una nell’altra. Ecco quali sono:

  • prima chiesa di San Romedio, con affreschi raffiguranti la Madonna con il Bambino, l’Ultima Cena e una serie di angeli e Santi. Qui c’è anche il Saccello, ovvero la prima struttura costruita intorno al 1120 in cui riposano i resti di San Romedio. Puoi raggiungerlo da dentro la chiesa e potrai vederlo affacciandoti tra le grate della porta interna;
  • chiesa di San Giorgio, con volte affrescate con i Dottori della Chiesa e i simboli dei quattro Evangelisti;
  • chiesa di San Michele, dotata di una pala d’altare del XVI secolo con l’Arcangelo Michele che caccia Lucifero dall’inferno;
  • la chiesa dell’Addolorata, nata come ex voto dei reduci della prima guerra mondiale;
  • la chiesa maggiore di San Romedio, con una pala d’altare che raffigura l’eremita con l’orso al guinzaglio e affreschi con i dodici apostoli, l’Annunciazione e l’Assunzione della Madonna.

L’orso di San Romedio ^

Il Santuario di San Romedio, oltre che per la sua bellezza e il contesto naturale in cui è costruito, è celebre anche per l’orso. Nel corso degli anni si sono infatti succeduti diversi orsi nati e vissuti in cattività presso il santuario.

Da dove arriva questa tradizione? È legata alla leggenda secondo la quale San Romedio abbia fronteggiato da solo un grande orso che aveva sbranato il suo cavallo. Nella lotta riuscì addirittura ad imbrigliarlo e a cavalcarlo facendosi condurre fino a Trento.

Area recintata per orso - Santuario di San Romedio

L’attuale orso bruno di San Romedio è Bruno ed è arrivato qui dopo una storia travagliata. In particolare venne trovato nel 2001 dagli agenti della forestale presso un cittadino di Palestrina, dove era tenuto abusivamente insieme ad altri animali. Fu allora spostato nel parco Nazionale d’Abruzzo, ma per non farlo entrare in conflitto con gli orsi bruni marsicani già presenti qui, gli venne riservato un piccolo spazio. Per dargli una sistemazione più adeguata venne quindi portato al Santuario di San Romedio che, da sempre, ospita orsi mai vissuti in libertà e che quindi avrebbero morte certa se non accuditi dall’uomo.

L’orso Bruno è al santuario di San Romedio dal 2013, quando arrivò intorno ai suoi 18/20 anni. Puoi cercare di vederlo affacciandoti sopra al grande recinto in cui l’orso è libero di muoversi e trovare rifugio. Attenzione però, non è sempre disponibile a farsi vedere e, anzi, alle volte potrebbe non uscire per svariate ore. Nessuno lo forza a farsi vedere e, giustamente, non siamo in uno zoo, per cui non rimanerci male se durante la tua visita, come nella mia, decidesse di non farsi vedere.

Come arrivare al santuario di San Romedio ^

È possibile arrivare al santuario di San Romedio in automobile, è infatti presente un piccolo parcheggio a pochi passi dall’ingresso (un paio di minuti a piedi). In questo caso, venendo da Sanzeno, dovrai imboccare la via di San Romedio, che scorre al fondo della valle, affiancata da un’alta parete rocciosa. Sul lato destro della strada scorre il rio di San Romedio.

Il modo più suggestivo per arrivarci non è però l’automobile, ma il sentiero nella roccia, che si snoda rialzato rispetto al piano stradale.

Sentiero fino al santuario di San Romedio ^

Se decidi di arrivare a piedi al santuario di San Romedio, potrai farlo partendo da Sanzeno. Nonostante il sentiero ufficiale parta nei dintorni del museo Retico, io ti consiglio di cominciare il tuo itinerario dal centro cittadino, nei pressi della Casa de Gentili, dove trovi l’ufficio delle informazioni turistiche e puoi parcheggiare l’automobile gratuitamente. Saranno appena 10 minuti o un quarto d’ora in più di passeggiata.

Procedi poi in direzione nord est verso il museo e da qui puoi imboccare il sentiero che prima si immerge in mezzo alla natura e ai campi coltivati e poi conduce a un bivio. Potrai scegliere se continuare la passeggiata lungo la strada aperta al traffico delle automobili oppure sullo scenografico Sentiero nella Roccia. Sicuramente meno comodo, ma a parer mio imperdibile! Sotto trovi maggiori informazioni a riguardo.

Le tappe che potrai vedere nel sentiero tra Sanzeno e il santuario di San Romedio sono le seguenti.

Casa de Gentili – Centro Culturale d’Anaunia ^

La partenza è in piazza della Fontana a Sanzeno, davanti alla Casa de Gentili che ospita al suo interno il Centro Culturale d’Anaunia e l’ufficio informazioni. Qui c’è una breve mostra sul territorio e potrai ritirare piantine o chiedere informazioni sull’intera Val di Non.

Casa de Gentili è un palazzo imponente e dalle forme regolari. Rappresenta uno dei maggiori palazzi signorili di tutta la vallata e appartenne alla nobile famiglia Gentili. L’edificio risale al XVI secolo, come da data riportata su di un’incisione, ma durante il secolo successivo venne modificato conferendogli l’aspetto attuale. Sulla sua facciata c’è un portone con arco a tutto sesto che porta all’interno e, al di sopra, finestre e trifore ad arco rappresentano le aperture.

Gli interni sono corredati di mobili, utensili d’epoca e oggetti vari risalenti al periodo tra il XVII e il XIX secolo. Interessante è anche l’antica farmacia ed erboristeria appertenuta all’ultimo discendente della famgilia.

Chiesa di Santa Maria Assunta a Sanzeno ^

Procedendo in direzione del Santuario di San Romedio passerai davanti alla piccola chiesa di Santa Maria Assunta, nel centro di Sanzeno. Precedentemente titolata a Santa Maria Marta, era già esistente nel XIII secolo e aveva al suo fianco un ospizio per i pellegrini che passavano per di qui.

La chiesa di Santa Maria Assunta fece parte del monastero dei frati agostiniani fino al 1283, quando quest’ultimo passò nel controllo dell’ordine teutonico. Nei secoli successivi lo stato della chiesa peggiorò fino a versare quasi in stato d’abbandono durante il XVI secolo. Nel 1553 fu infatti necessaria una profonda ristrutturazione, che si concluse con una ricostruzione nel 1616.

La chiesa di Santa Maria Assunta ha una pianta rettangolare e presenta una facciata a capanna con una tettoia che si allunga verso l’esterno e protegge il portale d’ingresso incorniciato in pietra. Ai lati ci sono due piccole finestre, anch’esse incorniciate in pietra. Gli interni sono ad unica navata e conservano tre altari di legno riccamente decorati e risalenti al periodo tra il seicento ed inizi del settecento.

Chiesa di Sant’Alessandro ^

A poca distanza dalla prima chiesa ne troverai una seconda: la chiesa di Sant’Alessandro. Anche questo edificio è estremamente semplice e caratterizzato da una facciata a capanna con un portale del XVI secolo affiancato da due finestre simili a quelle della chiesa di Santa Maria Assunta e risalenti anch’esse al cinquecento. Al di sopra ci sono i resti di affreschi del XIII secolo, che rappresentano San Cristoforo, la Madonna in trono con Gesù Bambino e la Crocifissione.

Facciata della chiesa di Sant'Alessandro - Sanzeno

La chiesa di Sant’Alessandro occupa il luogo in cui il santo venne martirizzato insieme a Sisinio e Martirio, ovvero il punto in cui prima c’era la cappella e l’ospizio dei Martiri Anauniensi. L’aspetto attuale della chiesa di Sant’Alessandro è legato a una ristrutturazione del 1896, che cancellò buona parte degli affreschi duecenteschi presenti internamente ed esternamente alla chiesa. La ristrutturazione mantenne però l’originario impianto duecentesco dell’edificio romanico, caratterizzato da un’aula unica a base quadrata e un abside semicircolare.

Al suo interno c’è una statua in legno di Sant’Alessandro e una pala raffigurante il santo risalente al seicento circa.

Museo Retico ^

Il museo Retico è posto alla fine del centro di Sanzeno e all’imbocco del sentiero naturale che conduce al santuario di San Romedio. Visitandolo internamente potrai accedere al pozzo del tempo, ovvero un viaggio nel passato che si snoda dalla preistoria all’alto medioevo, attraverso un’esposizione permanente.

La mostra del museo Retico fa largo uso della tecnologia, con elementi multimediali che raccontano dei primi agricoltori del neolitico, dei metallurghi dell’età del Rame e dei luoghi di culto dell’età del Bronzo. Il nome del museo è però legato a quello del popolo dei Reti, che abitava la Val di Non durante l’età del Ferro. Di questa popolazione sono esposti diversi reperti, come produzioni artistiche, oggetti religiosi, attrezzi da lavoro e utensili provenienti dalla vita di tutti i giorni.

Non mancano anche reperti dei secoli successivi, che raccontano la storia di questa valle per mezzo di statue, corredi funebri e testimonianze di nuovi culti provenienti dall’oriente.

All’interno del museo Retico c’è inoltre un’intera sezione dedicata alla ricerche archeologiche svolte a Sanzeno dal XIX secolo ai giorni nostri.

Il sentiero nella roccia ^

La parte più avvincente del percorso che collega Sanzeno al santuario di San Romedio è il Sentiero nella Roccia. Questo parte direttamente tra i meleti della Val di Non e conduce sulla parete di roccia che sormonta la vallata che conduce fino alla destinazione. La prima parte si snoda lungo una passerella di legno al fianco dei campi coltivati, ma poi sale sulla montagna. La particolarità di questo sentiero è che è letteralmente scavato nella roccia. Lungo la parete c’è infatti un incavo, una sorta di corridoio protetto da un parapetto in legno.

Da qui puoi godere di una vista privilegiata sulla vallata, ma non distrarti troppo, perché in alcuni tratti il passaggio è basso e rischi di battere la testa. Questo rappresenta l’unico pericolo, per cui puoi percorrere tranquillamente il sentiero anche in compagnia di bambini o amici a quattro zampe. Più difficoltoso sarebbe invece percorrerlo con carrozzine o passeggini, in questo caso meglio proseguire lungo la strada a fondo valle.

Questa specifica parte del sentiero è percorribile in poco più di mezzora e la parte finale del percorso (gli ultimi dieci minuti) scendono in fondo al canyon, dove attraverserai la strada e percorrererai infine i pochi gradini che conducono al santuario. Prima di arrivarci passerai però davanti al ricordo dell’antico acquedotto…

Ricordo dell’Antico Acquedotto ^

Ricordo dell'Antico Acquedotto - Val di Non

Lungo il sentiero che conduce al Santuario di San Romedio, a pochi passi dall’arrivo, c’è una targa che ricorda l’antico acquedotto. Questo era stato scavato direttamente nella roccia e trasportava l’acqua dal rio San Romedio fino alle vicine campagne di Sanzeno.

Purtroppo oggi non rimane molto dell’antica struttura, se non uno scavo realizzato nel 1863 dalla famiglia locale de Widmann, ricordata nella targa. In quell’epoca Sanzeno era insediata da questa famiglia, la quale era proprietaria anche di numerosi appezzamenti di terra. Per poter coltivare questi terreni era necessario portarvi l’acqua e così per gestire la pendenza naturale era necessario convogliarla ai piedi del santuario. Attraverso 500 metri di scavo nella roccia la condotta irrigua fu portata a monte di una precedentemente esistente e, da lì, un canale trasportava l’acqua fino ai terreni. Lo si può ancora vedere scorrere al fianco della strada.

Quanto è lungo il sentiero di San Romedio? ^

Il sentiero che da Sanzeno conduce fino al Santuario di San Romedio è di 3 chilometri a tratta, con un dislivello di circa 70 metri e richiede poco meno di un’ora a tratta.

In questo caso il sentiero è considerato con partenza dal centro di Sanzeno. Volendo è possibile parcheggiare (a pagamento) nei pressi del museo Retico, risparmiando circa un quarto d’ora, mentre chi ha difficoltà a camminare può decidere di arrivare in automobile direttamente al santaurio, che è dotato di un piccolo parcheggio.

Quanti scalini ci sono a San Romedio? ^

Il Santuario di San Romedio è un’opera unica nel suo genere. L’intera struttura è infatti composta di 5 edifici di epoche differenti collegate tra loro da 131 scalini. Questi permettono di raggiungere la parte più alta della struttura, costruita su di uno sperone di roccia alto 70 metri.

Per questo motivo risulta difficoltoso visitarlo in carrozzina, se non nella parte più bassa della struttura.

La parte finale del sentiero che conduce fino a qui presenta una pendenza che si innalza rispetto al piano stradale di qualche decina di metri, ma può essere percorso tranquillamente senza alcuna difficoltà.

Orari del santuario di San Romedio ^

Gli orari di apertura del santuario di San Romedio variano durante l’anno:

  • Luglio ed Agosto l’orario di apertura è dalle 8.30 alle 19.00;
  • Maggio, Giugno e Settembre è dalle 9.00 alle 18.00;
  • da Ottobre ad Aprile è dalle 9.00 alle 17.30.

Non ci sono giorni di chiusura durante l’anno e l’ingresso è gratuito.

Chi vuole assistere alla messa può farlo la domenica alle 9.00 o alle 11.00.

Dove dormire per il santuario di San Romedio ^

Considerando che questo luogo è immerso nella natura, se vuoi dormire nei pressi del santuario di San Romedio dovrai scegliere una delle località nelle sue vicinanze. Le località migliori in cui scegliere di soggiornare sono le seguenti:

Basilica dei Santi Martiri Anauniesi ^

Prima di lasciare i dintorni del Santuario di San Romedio ti consiglio di fare una tappa alla basilica dei Santi Martiri Anauniesi, a poca distanza dal centro di Sanzeno. Questa è celebre per essere una delle chiese più antiche dell’intera Val di Non e risale al 1480, quando venne eretta sui resti di una chiesa del XIII secolo.

All’interno della basilica dei Santi Martiri Anauniesi, ovvero Sissinio, Martirio e Alessandro, sono conservati vari reliquiari con le ceneri dei martiri. Questi tre martiri erano tre missionari provenienti dalla Cappadocia ed erano arrivati a Trento con l’intento di convertire la popolazione al cristiniesimo. Giunti ad Anaunia cominciano la loro opera, ma i cittadini, legati ai culti pagani, non accettarono i tre personaggi. A causa di ciò, nel 397 vennero uccisi sul rogo durante una festa religiosa pagana che aveva lo scopo di incentivare la fertilità dei campi e del raccolto. La basilica di Santi Martiri Anauniesi occupò il luogo del rogo, inizialmente con una chiesa di stampo romanico del XIII secolo.

Basilica dei Santi Martiri Anauniesi - Sanzeno

La basilica dei Santi Martiri Anauniesi è una grande chiesa di ben 46 metri di lunghezza per 14,5 di larghezza. La facciata è suddivisa in tre parti, con quella centrale dotata di un grande rosone. Sopra all’ingresso c’è una lunetta con la Madonna e i tre martiri, oltre che gli stemmi di un paio di vescovi locali. Il campanile è infine risalente all’edificio romanico.

Gli spazi interni sono distribuiti su tre navate, divise tra loro per mezzo di quattro colonne per lato. Nella navata destra c’è la cappella dei Santi Martiri. Questa è caratterizzata da un affresco del XII secolo con i tre martiri circondati da personaggi del primo e secondo testamento, mentre al centro c’è l’arca in pietra rossa con i resti del rogo.

Foto del santuario di San Romedio ^

Ecco alcune fotografie del suggestivo santuario di San Romedio.

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Guida al Santuario di San RomedioCome raggiungere e cosa vedere nel Santuario di San Romedio. Dal Sentiero nella Roccia, alle sue 5 chiese, fino all'orso. Ecco tutte le infohttps://www.lorenzotaccioli.it/guida-al-santuario-di-san-romedio/
Lorenzo Taccioli