
L’abbazia di Mirasole è una delle antiche abbazie che circondano la città di Milano e risale al XII secolo. Nata come cascina abbazia ospitava l’ordine degli Umiliati che si occupava di coltivare i campi circostanti e della produzione di panni di lana.
Oggi al suo interno è presente un bar locanda che ospita i clienti in questo contesto storico e particolare. Potrai comunque scegliere di visitare la chiesa e il chiostro dell’abbazia liberamente.
Ecco come organizzare la tua visita all’abbazia di Mirasole.
L’abbazia di Mirasole fa parte del comune di Opera, in provincia di Milano, quindi in Lombardia. Dista una decina di chilometri in direzione sud dal centro del capoluogo lombardo.
Per arrivare all’abbazia di Mirasole puoi scegliere l’automobile seguendo per la tangenziale ovest e prendendo l’uscita 8 Val Tione/Abbazia Mirasole. Troverai poi le insegne stradali a guidarti.
Se invece prediligi i mezzi pubblici potrai prendere la linea di autobus 222 da Milano Vigentino in direzione Pieve Emanuele e scendere alla fermata Opera via Berlinguer – via Fratelli Cervi. Da qui dovrai poi procedere per circa 10 minuti a piedi.


La storia dell’abbazia di Mirasole inizia tra il XII secolo e gli inizi del XIII secolo, quando gli Umiliati fondano una comunità di soli laici. Nel 1201 vengono ufficialmente riconosciuti da papa Innocenzo III come vero e proprio ordine e iniziano a diffondersi in tutta la Lombardia.
All’interno di questo contesto fondarono diverse abbazie e si occuparono della bonifica agricola di diversi territori, creando una vera e propria corona di abbazie intorno alla città di Milano.
Tra il duecento e il trecento l’attività dell’abbazia è piuttosto fiorente e alla vita religiosa si affianca un’intensa attività agricola. Nel trecento viene anche innalzata la torretta d’ingresso con il possibile scopo difensivo, tanto che l’intero complesso era circondato da un fossato e accessibile attraverso due ponti levatoi.
Dopo che un umiliato tentò un attentato a San Carlo Borromeo, nel 1571 papa Pio V decise di abrogare l’ordine degli Umiliati e a distanza di 11 anni l’abbazia passò nelle mani del Collegio Elvetico di Milano, istituito da papa Gregorio XIII per istruire il clero svizzero. Terminò così la vita monastica di Mirasole.
Nel 1903 venne addirittura chiusa la chiesa alle funzione di culto e l’intera abbazia risultava abitata da famiglie contadine. Ciò andò avanti fino al 1950 circa, per poi essere restaurata a più riprese fino agli anni ottanta.
Nel 2013 l’abbazia di Mirasole venne nuovamente affidata ad un ordine religioso: i canonici regolari premostratensi, che l’abbandonarono nel 2016. Da allora la struttura è in mano a due fondazioni attive nel supporto alle famiglie in difficoltà.




Una volta fatto l’ingresso all’interno dell’abbazia di Mirasole, i punti salienti da vedere sono la sua chiesa e il chiostro. Ci sono inoltre alcuni laboratori ed edifici agricoli ad affacciarsi sul chiostro.
Qui troverai però anche il bar e locanda Mirasole che durante gli orari di apertura potrà ristorarti o servirti le sue specialità per cena o nel pranzo della domenica.
Ecco tutti i dettagli dei punti di interesse dell’abbazia di Mirasole.



La chiesa dell’abbazia di Mirasole era già esistente quando i primi Umiliati arrivarono qui. Loro decisero di titolare quella chiesa a San Pietro da Verona, frate ucciso nel duecento da un gruppo di eretici. Di questa prima chiesa sono arrivate alcune tracce ai giorni nostri: ombre di affreschi rappresentanti stelle a sedici punte. A fine duecento la chiesa viene titolata alla Madonna e, successivamente, nella prima metà del quattrocento viene ricostruita nelle forme e dimensioni attuali. In questo contesto viene nuovamente titolata alla Vergine Assunta.
La facciata della chiesa dell’abbazia di Mirasole risale alla metà del quattrocento. Qui un oculo centrale era affiancato da due monofore, chiuse durante alcuni lavori novecenteschi, ma ancora oggi riconoscibili.
Il lato destro della facciata presenta una formella con raffigurato l’Agnus Dei che rappresenta il simbolo degli Umiliati e una scena claustrale.



Gli interni sono disposti su di un’unica navata con una cappella sul fianco destro, poco prima dell’altare maggiore.
La cappella della Natività risale alla seconda metà del cinquecento e fu realizzata grazie a monsignor Marco Lanetta, ultimo preposto umiliato. La volta di questa cappella è divisa in quattro spicchi che raffigurano angeli che reggono gli strumenti della passione. La parete di fondo ospitava la rappresentazione della Natività di Maria, ma questa fu distrutta a inizio ottocento per aprire una finestra, poi chiusa il secolo successivo. È però presente un quadro del 1575 con l’adorazione dei pastori in cui è ritratto, in basso a destra, lo stesso committente Marco Lanetta.
Gli affreschi dell’abside risalgono invece al quattrocento e rappresentano l’assunzione della Vergine e gli Evangelisti. All’epoca l’intera chiesa doveva essere affrescata.




Il chiostro dell’abbazia di Mirasole fa parte dei lavori quattrocenteschi che hanno portato anche alla nuova chiesa. Questo è addossato alla parete occidentale della chiusa e, come in ogni abbazia, rappresenta il punto nevralgico della comunità monastica.
I quattro lati del chiostro sono scanditi da colonne che poggiano su di un muro. Ognuno dei quattro colonnati è dotato di sette colonne che richiamano i momenti quotidiani di preghiera, come indicato dalla regola di San Benedetto.
Anche il giardino del chiostro è diviso in quattro parti a rappresentazione dei quattro passi che compongono la spiritualità claustrale: la contemplazione della creazione, la contemplazione dell’incontro tra Dio e l’uomo, la contemplazione della passione di Cristo e la contemplazione della resurrezione.
Dal chiostro c’è un accesso diretto a tutti gli altri ambienti dell’abbazia di Mirasole: la chiesa, la sala capitolare, il refettorio, le celle, l’infermeria e la biblioteca.
L’abbazia di Mirasole è accessibile tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00. Inoltre dal mercoledì alla domenica, durante gli orari di apertura della locanda Mirasole, avrai la possibilità di noleggiare gratuitamente un’audioguida per visitare gli spazi aperti al pubblico.