Guida a Murano – Cosa vedere

Calle Bressagio a Murano

Chi visita Venezia per qualche giorno decide spesso di aggiungere all’itinerario in città una giornata alla scoperta delle sue isole. Le più conosciute sono Murano, Torcello e Burano.

Murano, nota come un’isola di Venezia, è in realtà un insieme di isolette a poca distanza tra loro e collegate via terra attraverso diversi ponti. Quest’isola è famosa in tutto il mondo per la lavorazione del vetro, infatti qui si trovano numerosissime vetrerie che, negli ultimi anni, stanno subendo la crisi ma continuano a resistere. L’alta concentrazione di vetreria a Murano è dovuta a una legge del 1291 che imponeva che le vetrerie si spostassero dal centro di Venezia alla vicina isola, al fine di scongiurare incendi in città.

Dove si trova Murano ^

Murano si trova a pochissima distanza dal centro storico di Venezia. Questa è infatti una delle isole più vicine al cuore della città, ed è separata da questa solamente dall’isola di San Michele, l’isola che ospita il cimitero cittadino.

Rispetto al centro storico veneziano si trova a nord e la si può chiaramente vedere dai monumenti più alti della città, come il campanile di San Marco.

Murano ha una superficie di appena 1,17 chilometri quadrati e un territorio totalmente pianeggiante, tanto che raggiunge un’altitudine massima di 4 metri sul livello del mare.

Come raggiungere l’isola di Murano ^

Per raggiungere l’isola di Murano è imprescindibile muoversi via mare all’interno della laguna veneta. Per farlo ci si può affidare al trasporto privato o, in maniera più economica, ai vaporetti pubblici che in poco meno di dieci minuti portano a destinazione.

I biglietti per il vaporetto possono essere acquistati direttamente agli imbarcadero e, se intendete fare un tour delle isole, può essere conveniente acquistare il 24 ore.

Dove si prende il traghetto per Murano ^

Il vaporetto per Murano lo si prende da vari punti della città di Venezia, ma fermerà comunque alla fermata di Fondamente Nove, nel sestiere Cannaregio. Si tratta infatti dalla fermata più vicina all’isola, che prima di approdare a Murano farà un’unica fermata all’isola del Cimitero di San Michele. In questo caso la linea da prendere è la 4.1 o 4.2.

Volendo è però possibile prendere il vaporetto anche nei pressi della stazione dei treni, ovvero alla fermata nota come Ferrovia. In questo caso è possibile prendere i vaporetti 4.2 o 5.2.

Da altri punti della città è possibile prendere ulteriori vaporetti, ma vale la pena consultare gli orari a seconda della zona in cui ci si trova.

Dove scendere a Murano ^

L’isola di Murano ha numerosi imbarcadero in cui poter scendere quando si arriva in città per visitarla.

Se si intende avere una panoramica completa della città il mio consiglio è quello di scendere alla prima fermata, quella più a sud, ovvero Murano Colonna. Da qui si procede poi a piedi lungo il Rio dei Vetrai e si possono vedere le prime vetrerie, per poi arrivare nel cuore del centro storico.

Se invece volete puntare dritto al centro di Murano potete scegliere di scendere alla fermata Venier (assicuratevi prima che la linea del vaporetto su cui viaggiate faccia questa fermata).

La ripartenza invece cambia a seconda della destinazione che volete raggiungere dopo la visita di Murano. Se volete continuare a scoprire le isole della laguna, come Torcello o Burano, potete reimbarcarvi alla fermata Murano Faro, a sud est dell’isola. Se invece volete tornare in centro a Venezia potete riprendere il traghetto alla fermata Murano Colonna.

Cosa vedere a Murano in un Giorno ^

Murano è un insieme di sette isolotti collegati tra loro da numerosi ponti. Più in particolare si incontrano:

  • a nord l’isola di Sacca Mattia, ancora in fase di bonifica;
  • al centro l’isola di San Donato, con alcuni dei maggiori monumenti cittadini;
  • ad est l’isola dei Conventi e sotto l’isola Navagero;
  • a sud, da ovest ad est: l’isola Sacca Serenella (di origine artificiale), l’isola San Pietro e l’isola di Santo Stefano.

Tutti sono accumunati dalla presenza delle vetrerie, che hanno reso celebre questo piccolo arcipelago in tutto il mondo. Da qui arrivano infatti le lavorazioni del vetro più preziose, che rendono gli artigiani di Murano apprezzati a livello internazionale. Già dal 1291 le vetrerie veneziane vennero spostate qui per motivi di sicurezza, dopo almeno tre secoli in città in cui più di una volta diedero il via ad incendi anche dovuti al fatto che le case venivano costruite in legno.

La Repubblica della Serenissima aveva così l’opportunità di controllare quest’arte, circoscritta nel territorio ed anche nelle professionalità: ai mastri vetrai era infatti fatto divieto di lasciare l’isola senza un permesso speciale. Questo li preoccupò non poco, tanto che alcuni di loro scapparono all’estero, esportando anche la loro competenza. Pare, ad esempio, che i cristalli di Boemia, celebri a partire dal XV secolo, si ‘ispirarono’ nelle lavorazioni proprio alla tecnica muranese.

La vita sull’isola di Murano è però presente almeno dall’840, come documentato in alcuni documenti storici. Ciò significa che passeggiando tra le sue calli, i suoi canali e i suoi rii, non si viene colpiti solo dallo scintillio dei suoi prodotti in vetro, ma anche da alcuni monumenti dalla valenza storica.

Una mezza giornata sarà sufficiente per scoprire quanto l’isola ha da offrire e, accelerando un po’ il passo, si riuscirà a risparmiare qualche ora da spendere poi nelle altre isole veneziane.

Ecco cosa vedere a Murano in qualche ora.

Colonna romana ^

Appena scesi dal vaporetto nella fermata di Murano Colonna ci imbattiamo subito nella prima attrazione dell’isola, ovvero la colonna romana che dà il nome all’imbarcadero dell’isola di San Pietro.

Appena scesi dal vaporetto nella fermata di Murano Colonna ci imbattiamo subito nella prima attrazione dell’isola, ovvero la colonna romana che dà il nome all’imbarcadero dell’isola di San Pietro.

Si tratta di un’antica colonna di origine romana in granito, sormontata da un capitello di qualche secolo più tardi. Non è sempre stata in questa posizione, ma anticamente si trovava spostata di qualche metro verso il vicino rio dei Vetrai, dove svolgeva il ruolo di piedistallo per la statua del doge Domenico Contarini, che regnò sulla città veneziana nella seconda metà del seicento. Venne scelto di celebrare questo doge attraverso una statua perché reintrodusse l’uso delle Oselle d’Oro, ovvero la fabbricazione di monete del prezioso metallo che avevano su di una faccia San Marco, mentre sull’altra ritraevano il doge che le dava in dono per Natale alle importanti personalità che incontrava.

Colonna Romana di Murano

In realtà la colonna romana di Murano è celebre anche perché venne utilizzata come punto di riferimento da Galileo Galilei durante gli esperimenti  condotti dal campanile di San Marco e che gli permisero di mettere a punto il suo cannocchiale.

Rio dei Vetrai ^

Rio dei Vetrai di Murano

Lasciataci alle spalle la colonna romana procediamo tra le cose da vedere a Murano e imbocchiamo il Rio dei Vetrai, il canale che divide l’isola di San Pietro da quella di Santo Stefano.

Si tratta di uno stretto canale, attraversato da tre ponti, sul quale si affacciano numerosi vetrai, come ad esempio il grande stabilimento della vetreria Gino Mazzuccato, già riconoscibile avvicinandosi a Murano e dotata di un grande spazio espositivo, bar e fabbrica in un unico complesso.

Passeggiando lungo i 500 metri che collegano il canale Grande di Murano con il canale dei Marani, possiamo godere di diversi negozi che espongono il prodotto principale di questa cittadina, ovvero le creazioni in vetro. Da animaletti, a gioielli, fino a lampadari ed arredamento è un continuo luccichio che non può che richiamare l’attenzione dei turisti.

Sul lato orientale si trovano le fondamenta Daniele Manin, mentre su quello occidentale le fondamenta dei Vetrai, entrambe con la più alta concentrazione di vetrerie di tutta Murano.

Colonna del Bando ^

Colonna del Bando dove il messo annunciava ordinanze

Più o meno a metà del rio dei Vetrai si trova un’altra importante colonna, altra meta tra le cose da vedere a Murano. Questa è la colonna del Bando, posta al fianco del Ponte de Mezo. Il suo nome è legato al fatto che qui il messo proveniente da Venezia era usuale attraccare e leggere le ordinanze che venivano emesse direttamente dal Doge o dalle magistrature veneziane che operavano su temi cari a Murano, come leggi sulle vetrerie o sugli scarichi in mare.

La colonna del Bando di Murano è riconoscibile dalla statua del Leone di San Marco posta sulla sua sommità.

Oratorio Ex ospizio Briati ^

Attraversiamo il rio dei Vetrai, imboccando il ponte de Mezo e raggiungiamo l’isola di Santo Stefano. Attraverso Calle Bressagio, una bella e spaziosa via completata da una piazzetta e aiuole piantumate arriviamo all’oratorio ex ospizio Briati.

Purtroppo chiuso ai visitatori, l’oratorio di San Giuseppe, collegato all’ex ospizio Briati, venne costruito nella metà del settecento, durante il declino della Serenissima. Lo scopo era quello di accogliere dodici povere vedove di Murano, per dare loro supporto e un aiuto. Dietro la facciata chiara, caratterizzata da due grandi finestre e un portone in legno sormontati dal timpano curvilineo, si trova un edificio a pianta quadrata con cortile interno.

Nelle intenzioni Briati aveva dato in dote all’ospizio una rendita di 150 ducati, che andarono presto persi. Nel 1782 i nipoti di Briati vi si insediarono scacciando con violenza le ospiti e dovette intervenire la magistratura, che dopo ulteriori danni causati dall’amministratore nominato, si trovò a disposizione una rendita ben inferiore al previsto. Con la caduta della Repubblica di Venezia la rendita venne totalmente azzerata, salvo poi rinascere nel 1858 grazie alla benevolenza dell’imprenditore Pietro Bigaglia. L’ex ospizio Briati continuò così a prosperare fino a pochi decenni fa.

Al centro dell’ospizio si trova la facciata dell’oratorio, dalle dimensioni piuttosto contenute. Sulla facciata è presenta una lapide che ricorda la dedica dell’oratorio a San Giuseppe. Sulla sommità, ai lati del timpano, sono presenti le statue di due angeli.

Faro di Murano ^

Sulla costa orientale dell’isola di Santo Stefano sorge il faro di Murano. Quella visibile oggi è una costruzione risalente agli anni trenta dello scorso secolo, ma in realtà è l’evoluzione di precedenti fari qui costruiti. Il primo era composto da una torre di legno sulla cui sommità venivano accesi dei fuochi che segnalavano la presenza dell’isola e illuminavano a distanza le notti veneziane. Ovviamente una struttura di questo genere veniva impiegata anche come vedetta per sorvegliare il mare circostante. Nel 1912 venne poi sostituito da un nuovo faro, in ferro, eretto su di una struttura in palafitte adiacente alla spiaggia. Il fuoco venne sostituito da una lampada ad olio girevole, sostituita poi da un’alimentazione a gas.

Faro di Murano

L’attuale faro di Murano, alto 35 metri, sorge su di una posizione più esterna dell’isola, rivolta verso la laguna e, per proteggerlo, sono stati posizionati grandi massi di pietra alla sua base.

Avvicinandosi al faro si possono notare sulla sua parte bassa due bassorilievi, raffiguranti entrambi la Madonna. Una è posta sopra all’ingresso del faro, mentre l’altra è all’opposto verso la laguna. La metà più alta della struttura è infine caratterizzata da alte strisce nere, per ottimizzarne la visibilità nelle giornate di nebbia.

Chiesa di San Pietro Martire ^

Ritornando poi su rio dei Vetrai, a poca distanza dal ponte di San Pietro Martire di Murano, torniamo sull’isola di San Pietro. Qui si trova l’omonima chiesa, ovvero la chiesa di San Pietro Martire.

La sua storia è piuttosto antica, infatti l’edificio venne eretto a metà del trecento in stile gotico, insieme al vicino convento di padri domenicani ed era inizialmente titolata a san Giovanni Battista. Consacrata nel 1417 venne completamente distrutta da un incendio nel 1474 e si procedette con la ricostruzione in stile rinascimentale che terminò nel 1511 dandole l’aspetto attuale.

La chiesa di San Pietro Martire di Murano è facilmente riconoscibile, perché caratterizzata da una struttura in mattoni a vista, la cui fiancata accompagna il rio dei Vetrai. La facciata è divisa in tre parti, con un grande porta risalente al XVI secolo sormontata da un rosone. Sul fianco sinistro è anche presente un portico con archi e colonnine gotiche, a testimonianza del chiostro dalla vicina chiesa di Santa Chiara, andata perduta.

Gli spazi interni sono divisi su tre navate attraverso due file di colonne che si congiungono in archi a loro volta collegati al soffitto con travi scoperti. Al termine della chiesa di San Pietro Martire si trova il presbiterio, chiuso da volte a botte e affiancato da due cappelle. La navata destra, così come la sinistra, è dotata di un altare minore, dove si può anche vedere il dipinto “Il battesimo di Cristo”, attribuito al Tintoretto, oltre a tante altre opere tra cui alcune di Giovanni Bellini.

Nella cappella sul lato destro, conosciuta come cappella Ballarin per via del vetraio che ne finanziò la ricostruzione e che vi fu seppellito, si trovava anche una grande pala di Giovanni Bellini, che raffigurava il martirio dei padri domenicani e che ora si trova al Museo Nazionale di Londra.

Il campanile si trova sul lato sinistro della chiesa di San Pietro Martire e risale agli inizi del cinquecento.

Torre dell’orologio ^

Dalla parte opposta del Rio dei Vetrai, sullo spigolo nord occidentale dell’isola di Santo Stefano, si può scorgere la Torre dell’Orologio, su campo Santo Stefano. A Murano era anticamente presente una Torre Civica, in realtà costruita come campanile della chiesa dei Santi Maria e Donato sull’isola di San Donato. La sua vicinanza al Palazzo del Podestà, o Palazzo della Ragione, la trasformarono però presto nella torre civica, il cui compito era quello di scandire le ore e dettare i tempi alla comunità, avvisando anche i cittadini dell’inizio di sedute consiliari o di imminenti pericoli.

Con l’abbattimento del Palazzo del Podestà, avvenuto nel 1815, venne distrutta anche la torre e su iniziativa di Vincenzo Zanetti, redattore di un giornale locale, si lanciò la proposta di costruire una reale torre civica in campo Santo Stefano. La Torre dell’Orologio di Murano venne quindi spostata qui e costruita sui resti del campanile della pieve di Santo Stefano. Fu ultimata nel 1890, mentre il grande orologio che scandisce le ore venne aggiunto un anno più tardi e da allora è diventata un punto di riferimento per gli isolani.

Torre dell'Orologio di Murano

Nonostante la sua costruzione sia relativamente recente, venne deciso di utilizzare uno stile medievale, con tanto di merletti a coronare il vertice e la cella campanaria aperta all’esterno attraverso quattro bifore. Pare infatti che venne identificata la torre del Palazzo Vecchio di Firenze come fonte di ispirazione.

Museo del vetro ^

Museo del Vetro di Murano

La prima tappa sull’isola di San Donato di Murano è il Museo del Vetro. Se arrivati fino a qui volete approfondire l’arte che ha reso famosa in tutto il mondo questa cittadina, vale la pena prendervi un po’ di tempo per visitare le sue sale.

Il museo del vetro venne fondato addirittura nel 1861 e trova la sua sede nello storico palazzo dei Vescovi di Torcello, in stile gotico fiorito. Inizialmente concepito come archivio per la raccolta di testimonianze sull’isola, si è presto evoluto in un museo. Già dal 1862 gli venne annessa una scuola per vetrai, che permetteva agli studenti di accedere a modelli, disegni e pezzi unici di quest’arte.

All’interno delle sale espositive si possono trovare, tra le altre, collezioni Molin, Correr e Cicogna, oltre che una sezione archeologica con pezzi provenienti anche dall’estero e una sezione dedicata al novecento.

Basilica dei santi Maria e Donato – Duomo di Murano ^

Tra i monumenti più importanti dell’isola di San Donato e di tutta Murano in generale non si può non annoverare il suo duomo, ovvero la basilica dei santi Maria e Donato.

Il duomo sorge su Campo San Donato, ma una delle viste più belle su di questa costruzione è dalla Fondamenta Andrea Navagero, dalla parte opposta del canale che divide l’isola di San Donato da quella di Navagero. Da qui si vede molto bene l’abisde della chiesa, sulla cui parete esterna si trovano una serie di archi e colonne su due ordini che delineano lo stile romanico della basilica.

Le origini della chiesa dei Santi Maria e Donato si fondano nel VII secolo, quando era dedicata a Santa Maria. Solo nel 1125 venne aggiunto anche San Donato, per omaggiare l’arrivo a Murano del corpo del santo martire. Rispetto alla costruzione iniziale vennero fatte diverse modifiche. Furono vari i lavori di rimaneggiamento, un primo nel IX secolo, un secondo nel XII secolo del quale si conserva parte della pavimentazione e di mosaici composti di marmo e vetro. Il mosaico più grande lo si può ritrovare nell’abside, dove il soffitto è decorato con una Madonna orante su di un grande sfondo dorato. Quest’opera degli inizi del XII secolo è un bell’esempio di arte bizantina, che si ritrova anche in altre opere in giro per la città di Venezia come nella basilica di San Marco. Il mosaico si ritrova anche nella pavimentazione stessa della basilica ed è risalente al 1140.

Esternamente invece la facciata si rifà ai moduli tipici delle basiliche ravennati, con una forma a capanna e una netta suddivisione delle tre navate interne. Sulla struttura in mattone si aprono quattro finestre, due per lato, al fianco del portone di ingresso, sopra al quale è presente un bassorilievo in marmo e, nel vertice, una bifora. Gli interni sono invece disposti su pianta basicale e le tre navate sono divise da cinque colonne in marmo dotate di capitelli in stile veneto-bizantino. Il transetto separa infine le navate dall’abside. Ad esclusione del grande mosaico dorato, tutto il resto della chiesa dei Santi Maria e Donato è chiuso da un soffitto ligneo.

Come visto per la basilica di San Marco a Venezia anche nella basilica dei Santi Maria e Donato il campanile è distaccato dalla struttura principale. Si tratta di una torre quadrata suddivisa verticalmente in tre ordini che si concludono in una cella campanaria dotata di trifore. Al suo fianco si trova una grande scultura in marmo del 1927 che rappresenta il Monumento ai Caduti.

Campo San Donato ^

Campo San Donato di Murano

Usciti dal duomo di Murano ci ritroviamo in campo San Donato. Questa è una bella piazzetta chiusa su un lato dalla chiesa, mentre dall’altra parte una breve scalinata conduce a una posizione leggermente rialzata con un paio di palazzi residenziali che si incrociano. Al centro un bel pozzo in pietra d’Istria. Si tratta di una vera da pozzo molto antica, decorata con un arco su di ogni lato, sorretto da due piccole colonnine e quattro vele su di ogni angolo.

Guardando verso la basilica si nota, alla sua destra, il campanile che copre alla vista il vicino canale.

Visita di una Vetreria ^

Una visita a Murano non si può dire completa se non si fa tappa anche in una delle tante vetrerie sparse sull’isola. Molte di queste aprono le loro porte alle visite anche nella loro fabbrica, dove la fornace accesa sette giorni su sette viene utilizzata dagli artigiani per sciogliere il vetro e dare vita tramite soffiatura alle creazioni che si possono vedere in tutti i negozietti che si affacciano sui canali.

Ogni vetreria offre un’esperienza di visita differente e, se non siete degli studiosi di questa arte, ci si può tranquillamente accontentare di una vetreria che offre la visita gratuita. Noi siamo entrati all’interno della Vetreria Artistica Internazionale, dove oltre al negozio è presente la fabbrica con la fornace in cui l’artigiano ci mostra come, velocemente scioglie e modella il vetro battendolo e soffiandolo.

Oltre alla pratica è interessante anche la teoria che sta dietro alla produzione di questi oggetti artigianali, come la spiegazione di come vengono create le murrine, piccoli cilindri di vetro, composti da tanti pezzi dandogli una forma di stella o di rosa e che poi vengono sezionati dando vita a tanti piccoli elementi.

Ovviamente il modo migliore per ringraziare della dimostrazione della lavorazione del vetro è quello di acquistare un souvenir come ricordo.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli ^

A pochi passi dalla vetreria artistica internazionale si trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli, sempre sull’isola di San Donato. Si tratta dell’ultima chiesa di Murano, anche se la sua prima edificazione risale addirittura al 1188 quando il terreno su cui sorge venne donato alla badessa Giacomina Boncio. Negli anni le condizioni dell’edificio originario divennero critiche, tanto che nel 1529 venne ricostruita in stile rinascimentale, così come la possiamo vedere ancora oggi.

Già dotata di monastero, divenne famosa in tutta Europa, anche grazia a una bolla papale che la unì alla chiesa di Santa Maria di Piave di Lovadina. La sua fama era tale che nel 1574 il re di Francia Enrico III volle visitarla. Questo evento fu davvero importante, tanto che fu costruita appositamente una barca a forma di drago per l’occasione sulla quale alcuni maestri vetrai lavoravano il vetro.

La fama della chiesa, unita alla ricchezza delle monache che entravano nel monastero, permise alla chiesa di Santa Maria degli Angeli di prosperare, fino al 1848 quando venne chiusa e molte delle opere contenute al suo interno portate via. La chiesa riaprì poi quindici anni dopo, ma dei fasti del passato rimase poca traccia, tanto che i lati del complesso vennero utilizzati per dare ospitalità alle famiglie più povere di Murano. Oggi è possibile ammirare la chiesa solo dall’esterno, mentre per visitarne gli interni è necessario richiedere un appuntamento. Questo è un peccato, perché solo il soffitto varrebbe la pena della visita, è infatti dotato di quaranta tondi dipinti che raffigurano gli Apostoli, i sette profeti, i simboli degli evangelisti, gli angeli e la Madonna incoronata. Molte altre sono le opere seicentesche presenti, come dipinti e altari in marmo di Carrara.

La fama della chiesa, unita alla ricchezza delle monache che entravano nel monastero, permise alla chiesa di Santa Maria degli Angeli di prosperare, fino al 1848 quando venne chiusa e molte delle opere contenute al suo interno portate via. La chiesa riaprì poi quindici anni dopo, ma dei fasti del passato rimase poca traccia, tanto che i lati del complesso vennero utilizzati per dare ospitalità alle famiglie più povere di Murano. Oggi è possibile ammirare la chiesa solo dall’esterno, mentre per visitarne gli interni è necessario richiedere un appuntamento. Questo è un peccato, perché solo il soffitto varrebbe la pena della visita, è infatti dotato di quaranta tondi dipinti che raffigurano gli Apostoli, i sette profeti, i simboli degli evangelisti, gli angeli e la Madonna incoronata. Molte altre sono le opere seicentesche presenti, come dipinti e altari in marmo di Carrara.

Palazzo da Mula ^

Torniamo sui nostri passi e dalla Fondamenta Venier scorgiamo il Palazzo da Mula, al di là del canale, sull’isola di San Pietro.

Palazzo da Mula è uno degli edifici più famosi di tutta Murano, davanti al quale si trova anche l’imbarcadero Murano da Mula al quale si può scendere per arrivare nel cuore della cittadina. Quest’edificio è così celebre per via delle sue ricche decorazioni, per lo più in pietra d’Istria, che spiccano sulla struttura in mattoni. Le sue facciate sono corredate di formelle e patere risalenti addirittura a prima del XV secolo, che conferiscono al palazzo uno stile Gotico Veneziano.

Palazzo da Mula a Murano

Guardandolo non si possono non notare gli archi delle loggette, gli stipiti della porta, i fori circolari posizionati all’interno degli archi e i contorni delle finestrelle all’ultimo piano, tutti in pietra bianca. Al primo piano si trovano anche tre terrazzini, con balaustre sempre in marmo. Sopra a quello centrale si trova una nicchia con una statuetta. Tutti questi ricchi decori sono databili tra il XV e il XVI secolo, mentre l’edificio venne costruito tra il XII e il XIII secolo dalla famiglia veneziana da Mula, come residenza estiva.

Il Palazzo da Mula di Murano è oggi utilizzato per ospitare gli uffici dell’anagrafe al pian terreno, mentre al piano rialzato vanno in scena diverse iniziative culturali durante l’anno.

Ponte Longo ^

La nostra visita di Murano si conclude attraversando ancora una volta il Ponte Longo, l’unico ponte che collega le isole di San Donato e di San Pietro, passando al di sopra del Canal Grande di Murano.

Ponte Longo sul canal Grande di Murano

Nonostante non abbia una particolare importanza storica, il Ponte Longo di Murano sa farsi notare per la sua lunghezza e per la sua struttura. A forma di arco senza supporti la centro e costruito in metallo verde si collega a due brevi scalinate in pietra sui lati opposti del canale. Venne costruito con un’altezza utile per permettere il passaggio di barche e vaporetti al di sotto, così da favorire il traffico sul principale canale di Murano.

Da qui si può tornare verso gli imbarcadero dei traghetti, Murano Colonna se si intende tornare a Venezia o Murano Faro se si intende procedere verso le altre isole della laguna.

Mappa dell’itinerario di Murano ^

Ecco la mappa dell’itinerario di Murano con segnalate tutte le attrazioni da non perdere durante la visita dell’isola del vetro.

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Guida a Murano - Cosa vedereScopri cosa vedere a Murano nella guida completa per poche ore sull'isola. Guarda la mappa delle attrazioni e leggi tutti i dettagli.https://www.lorenzotaccioli.it/guida-murano-cosa-vedere/
Lorenzo Taccioli