Isola Madre – la Più Grande Isola Borromea sul Lago Maggiore

Pozzo nei Giardini all'inglese

Pozzo nei Giardini all'inglese

Il nostro scorrazzare tra le isole Borromee non è ancora terminato. Dopo aver visitato l’isola Bella e l’isola dei Pescatori, partendo con il traghetto dalla vicinissima Stresa, attracchiamo all’isola Madre.

L’isola Madre, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, porta questo nome per via delle sue dimensioni, superiori rispetto alle altre due isola, misurando circa 330 metri per 220. Non solo, pare infatti che questa sia anche l’isola che venne abitata per prima tra le tre. Già dal IX secolo erano presenti sull’isola Madre una chiesa dedicata a San Vittore (a cui si deve il primo nome dell’isola), un cimitero e vaste coltivazioni di ulivi.

Breve Storia dell’Isola Madre ^

All’inizio del XVI secolo, subito dopo aver ricevuto la proprietà dell’isola Madre dalla curia di Novara, i Borromeo fecero introdurre alcune varietà di agrumi sull’isola, fatte arrivare direttamente dalla Liguria e, per accudirle al meglio, venne anche prevista la figura di un “hortolano” che risiedeva in piante stabile sull’isola e che diede vita ad una dinastia di ortolani, la famiglia Della Torre, che rimarrà sull’isola fino all’inizio del XIX secolo. Contestualmente all’istituzione delle piante di agrumi venne anche cominciata l’edificazione di un palazzo gentilizio, ampliato poi durante lo stesso secolo e ancora oggi visitabile.

Attualmente l’isola non è più abitata, ma è una meta continua per turisti che vogliono visitare i grandi giardini che qui si trovano. Si può accedere al palazzo Borromeo dell’Isola Madre ed ai suoi giardini attraverso il biglietto combinato con la visita del palazzo e dei giardini dell’isola Bella.

Cosa Vedere sull’Isola Madre ^

Accesso al traghetto - Isola Madre Scorcio nei vicoli di Isola Madre - Isole Borromee

Una volta sbarcati sull’isola Madre ammiriamo quello che è il più bel porticciolo tra quelli delle nostre destinazioni sul Lago Maggiore: una bella scalinata contornata da fiori e una vegetazione rigogliosa ci guida verso i vicoli dell’isola, alcuni dei quali ombreggiati da lunghi porticati formati da glicine.

Arrivare sull’isola Madre senza volere accedere alle attrazioni coperte dal biglietto è praticamente inutile, perché si riassumerebbero in una via che circonda il perimetro dell’isola e i giardini borromei.

Il palazzo Borromeo ^

Palazzo Borromeo di Isola Madre - Terrazza con Porticato Interni Palazzo Borromeo - Isola Madre Cosa Vedere

Facciata Palazzo Borromeo - Isola Madre

Fontana e Palazzo Borromeo - Tour Lago Maggiore

Appena arrivati all’ingresso ci dirigiamo verso il palazzo Borromeo, su suggerimento del sorvegliante: inizia infatti ad essere pomeriggio inoltrato e sarà la prima struttura a chiudere.

Il palazzo ha una pianta L, il cui lato lungo è orientato verso sud per poter godere maggiormente della luce naturale e riscaldare le stanze. Il palazzo venne aperto al pubblico solo nel 1978 e conserva al suo interno arredi e quadri che provengono dai numerosi possedimenti della famiglia Borromeo, tutti rispecchianti lo stile del XVI e XVII secolo.

Tra le varie sale, poste al primo piano del palazzo e che quindi godono di un suggestivo affaccio sul lago circostante, particolarmente degno di nota è il salotto veneziano, che presenta alte pareti decorate a trompe l’oeil e che ricordano ancora una volta il giardino esterno, grazie ai simboli floreali che si arrampicano sulle colonne e sul gazebo riprodotto sui muri. Tutte le sale di questo piano hanno un alto soffitto con travi a vista o soffitti a cassettoni, mentre quelle al piano terra hanno una copertura a botte, a padiglione o ad ombrello.

All’interno di questo edificio, oltre ad oggetti più classici, sono presenti anche diverse marionette e teatrini, che venivano utilizzati per allietare le giornate della famiglia Borromeo e persino della servitù a partire dal XVII secolo.

La cappella gentilizia ^

Portico di Glicini

Isola Madre - Fontana

La cappella gentilizia dell’isola Madre si affaccia su di una fontana circolare con tante piccole piante lacustri al suo interno come fiori di loto e ninfee e che ospitano anche qualche rana. Dietro si trova una scalinata avvolta nel verde che permette di ammirare questa piccola piazzetta da una prospettiva rialzata.

La cappella gentilizia venne costruita nel 1858, ma si tratta di una cappella atipica, perché al suo interno non sono custoditi resti di persone, ne sono presenti monumenti funebri, come è invece usuale essere per monumenti di questa tipologia e per come effettivamente è per quella ospitata sull’isola Bella.

Di fronte alla cappella gentilizia si trova, invece, il grande palazzo Borromeo.

I giardini all’inglese ^

Giardini all'inglese di Isola Madre - Lago Maggiore

Passeggiata nei giardini all'inglese

Stefano in Isola Madre

Porticciolo

Panorama sul Lago Maggiore - Verbania

Lago Maggiore visto da isole borromee

La parte più scenica per cui consiglio di visitare l’Isola Madre sono senz’altro i bellissimi giardini all’inglese, per il cui accesso è richiesto il biglietto. Questi giardini hanno un origine piuttosto antica, infatti la loro costruzione e il mantenimento comincia all’inizio del 500, non appena venne rilevata l’isola. Inizialmente furono coltivati a frutto e successivamente ad uliveto per arrivare infine alla coltura di agrumi.

Ad oggi invece questo spazio è stato trasformato in un grande giardino botanico, suddiviso in diverse zone che ospitano anche specie più rare. Quel che rende questi giardini così particolari è che l’isola Madre gode di un microclima decisamente atipico per la latitudine a cui si trova, che gli permette di far crescere anche piante di specie esotiche difficilmente coltivabili altrove.

Cipresso del Kashmir - Isola Madre vittima tromba di aria

Tra gli alberi più rari si trova anche un grandissimo esemplare di cipresso del Kashmir, proprio davanti all’ingresso del palazzo Borromeo. Quest’albero, conosciuto anche oltre i confini nazionali, è stato vittima di una triste storia: durante una violenta tromba d’aria che ha colpito l’isola Madre nel 2006, il cipresso del Kashmir subì notevoli danni, con rami spezzati, danni sensibili al tronco e soprattutto un’incurvatura che fece sì che emergessero le radici, piegando l’albero sul terreno. Le condizioni erano piuttosto critiche ed era necessario intervenire al più presto, vista l’importanza di questo esemplare.

Già dal giorno dopo la tempesta cominciò l’intervento, che prevedeva di rialzare l’albero con le sue 25 tonnellate circa di peso e di avvitare e inserire una serie di cavi di tiraggio che permettessero alla pianta di reggersi in piedi e possibilmente di riacquisire la vitalità necessaria per ricominciare a crescere. Sono tutt’ora visibili i grandi cavi che permettono all’albero di rimanere in piedi e rimettersi in sesto, anche se ormai il peggio sembra essere scongiurato.

Glicine sull'isola Madre

Natura - scorcio di glicine e edera

Sentiero in mezzo al parco

Pappagalli

Durante la nostra visita ci siamo imbattuti anche in grandi voliere con all’interno diverse decine di pappagalli molto colorati.

Scogli di roccia sul lago Maggiore - Isola Madre

Passeggiata fino al lago

Relax sul Lago Maggiore

La sera sul lago Maggiore

Usciti dai giardini all’inglese dell’isola Madre riprendiamo la visita percorrendo la strada che gira tutto intorno al perimetro, bagnata dal Lago Maggiore e in parte composta di scogli. Da qui si arriva sul retro dove è presente un grande cancello chiuso che permetterebbe di accedere nuovamente ai grandi giardini. Noi torniamo indietro e ci mettiamo in fila sulla scalinata per prendere il traghetto che ci porterà all’ultima tappa di questo tour sul lago Maggiore: Laveno, dove troveremo anche il treno che ci riporterà al punto di partenza.

Leggi tutte le tappe del Tour di una giornata sul Lago Maggiore.

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Isola Madre - la Più Grande Isola Borromea sul Lago MaggioreCosa vedere nell'isola Madre. L'itinerario tra il palazzo Borromeo, la cappella Gentilizia e i Giardini Botanici che ospitano il grande Cipresso del Kashmirhttps://www.lorenzotaccioli.it/isola-madre-piu-grande-isola-borromea-lago-maggiore/
Lorenzo Taccioli