Barche in legno sul lago di Lavarone

Il lago di Lavarone è una destinazione piacevole e tranquilla. Completamente immersa nella natura il lago si trova sopra ad un altipiano ricco di malghe e percorsi in cui fare una passeggiata o un po’ di trekking. 

Le acque del lago durante il periodo estivo sono piuttosto mitigate e lo rendono pertanto un luogo ideale dove fare un bagno per rinfrescarsi, un giro in canoa o fermarsi a pescare. 

L’offerta turistica di Lavarone è molto ampia, anche se c’è da dire che durante la nostra permanenza abbiamo notato una preferenza per questa destinazione da parte di famiglie e signori anziani. Pare che particolarmente attratto da questi luoghi fosse Sigmund Freud che trascorse qui parecchie vacanze.
Anche il paese di Lavarone è molto carino e si compone di varie frazioni di case che si riuniscono all’interno di nuclei più corposi che hanno preso il nome di Chiesa, Gionghi e Cappella.

Lago di Lavarone

Le origini del lago di Lavarone sono carsiche, si venne infatti a creare dopo il lento invaso di una dolina e al suo interno vennero rinvenuti alcuni alberi dotati ancora di radici databili intorno al 210 avanti Cristo. Il suolo al di sotto dell’acqua si impermeabilizzò e così si venne a creare il lago. Ancora oggi è alimentato da piccole sorgenti superficiali che attraverso delle piccole infiltrazioni sotterranee defluiscono fino a tre chilometri di distanza.

Noi arriviamo al lago di Lavarone un po’ per caso: eravamo alla ricerca di un punto intermedio tra varie cose che avremmo voluto visitare tra il Trentino Alto Adige e il Veneto (come Arte Sella e la Strada delle 52 Gallerie sul Pasubio) e questo era il punto intermedio che ci permetteva di essere equidistanti da tutto. In realtà non è stata una scelta azzeccata a livello logistico, perché il suo trovarsi su di un altopiano allunga di molto la percorrenza rispetto alle altre destinazioni. A suo vantaggio però si tratta di un luogo molto piacevole in cui trascorrere le giornate.

Il lago di Lavarone è una destinazione piuttosto turistica ed è infatti dotata di svariati hotel e due campeggi, che durante il periodo estivo tendono a riempirsi, richiamando turisti sia italiani che del nord Europa, soprattutto tedeschi.

Giro del lago di Lavarone ^

Una mattina, prima di prendere l’automobile e raggiungere Cittadella prima di rientrare a casa, decidiamo di fare una passeggiata nei dintorni del lago di Lavarone. La prima tappa è proprio il lago, mentre dopo un’oretta raggiungiamo il vicino forte Belvedere, una testimonianza estremamente precisa e ben conservata di un forte austriaco della prima guerra mondiale.

Arrivando al lago di Lavarone lo si noterà ribassato rispetto alla strada e la sua forma abbastanza regolare è sfruttata per buona parte del suo perimetro. Sono infatti diverse le strutture turistiche che vi si affacciano sopra:

  • due hotel situati ai punti opposti del lago dai quali si gode anche di un bellissimo panorama sul lago e sulle montagne circostanti;
  • due grandi bar, situati sotto agli hotel ma aperti anche ai turisti che non pernottano qui (se vi trovate a poca distanza sono l’ideale per la colazione, perché gli altri nelle vicinanze hanno un’offerta piuttosto misera);
  • due lidi (lido Bertoldi e lido Marzari) nei quali è possibile prendere lettini e ombrelloni e godere del sole estivo oppure immergersi iin acqua per fare un bagno;
  • un noleggio di pedalò e canoe per fare un po’ di sport sull’acqua del lago.

Durante il periodo invernale il lago tende a ghiacciare e viene quindi utilizzato per pattinare sul ghiaccio, oltre che come sede di un laboratorio annuale di salvataggio al di sotto del ghiaccio tenuto dall’Associazione Nazionale Istruttori Subacquei. Inoltre nei dintorni sono presenti 20 chilometri di piste dotate di 29 impianti di risalita.

Percorriamo il giro del lago, piuttosto semplice e veloce su di un terreno sterrato, e godiamo del panorama tranquillo e verdeggiante. In appena venti minuti il giro sarà completato, il lago ha infatti una lunghezza di circa 400 metri per una larghezza di 250 metri. Le sue acque occupano una superficie di 64000 metri quadri e nonostante la profondità media sia di 7,4 metri raggiungono un picco di 17 metri.

La Leggenda del Lago ^

La genesi del lago di Lavarone è avvolto nella leggenda. Si narra infatti che anticamente questo posto ora occupato dal lago era un piccolo boschetto molto rigoglioso appartenente a due fratelli.

Entrambi erano molto legati a quegli alberi, tanto che spesso nascevano bisticci sulla loro proprietà, e un giorno arrivarono a litigare molto violentemente. Dio, che osservava la scena, ne rimase molto disgustato e decise perciò di punire entrambi: durante la notte fece sprofondare il bosco, sommergendolo completamente nelle acque di un nuovo lago, il lago di Lavarone appunto.

Ovviamente questa leggenda è fortemente legata al fatto che all’interno delle sue acque si trovano ancora i resti fossili di un’antica foresta di abeti.

Dove si trova il lago di Lavarone ^

Il lago di Lavarone si trova all’interno di un altipiano di circa 26 chilometri quadrati con lo stesso nome, in provincia di Trento. Siamo nella parte sud orientale del Trentino Alto Adige e l’altitudine sul livello del mare varia tra i 1100 metri e i 1500 metri. 

Le sue fattezze lo rendono un grande pianoro terrazzato che insieme a Folgaria e Luserna forma i Grandi Altipiani Trentini con più di 100 chilometri quadrati di montagne e pianori destinati ai pascoli durante l’estate, mentre durante l’inverno diventano un grande luna park per gli amanti degli sport invernali.

Il lago di Lavarone si trova anche a poca distanza dal forte Belvedere, il quale venne costruito dai soldati dell’impero austro ungarico durante la prima guerra mondiale e si trovava lungo la linea del fronte.

Intorno al lago si trovano numerose malghe sparse tutto intorno allo specchio d’acqua e raggiungibili attraverso belle passeggiate. 

Altitudine ^

Nonostante l’altitudine sul livello del mare dell’altopiano di Lavarone vari tra i 1100 e i 1500 metri circa, quella del lago è di 1079 metri. Ciò lo rende una destinazione piacevole anche d’estate, in quanto le giornate soleggiate sono calde, ma nel tardo pomeriggio e durante la sera la temperatura si abbassa e l’afa della pianura diventa un lontano ricordo. 
Ho infatti frequentato queste zone in agosto e pernottato in uno dei due campeggi all’interno di una tenda e la notte ho dormito davvero benissimo, con una temperatura ideale che richiedeva di rinchiudersi dentro al sacco a pelo.

Come arrivare al lago di Lavarone ^

Ci sono diverse possibilità per arrivare al lago di Lavarone, ovviamente in automobile. Il suo essere su di un altopiano lo rende raggiungibile da diversi punti più pianeggianti e si possono quindi scegliere diverse strade a seconda del punto da cui si arriva. 

Quella che arriva da Trento è senza dubbio la migliore, sia per la sua brevità, ma anche per la larghezza della carreggiata che la rende piuttosto scorrevole fino all’arrivo al lago stesso. Questa è la strada statale 349 che si immette nel tratto finale nella strada statale 350, ma subito dopo la serie di tornanti che la caratterizzano nel tratto precedente. In questa strada si passa per i paesini di Cioli, Menegoi e Carbonare.

Decisamente sconsigliata è invece la strada statale 349 che arriva dalla parte opposta e che si immette nella strada provinciale 133, passando per Gionghi, Malga Laghetto e Lochere. Si tratta infatti di una strada che, spesso e volentieri, è estremamente stretta e ricca di tornanti. Buona parte di questa è ad un’unica corsia e, soprattutto nei mesi estivi, non sarà difficile incontrare qualcuno che viene dalla direzione opposta allungando incredibilmente i tempi di percorrenza. 

Se invece si proviene da sud, una via di mezzo è la strada provinciale 350 che si collega alla stessa strada statale. Questa passa per Longhi, Busatti, Buse, Nosellari e si collega, nella parte finale, con quella che proviene da Trento. Questa strada è sicuramente migliore della precedente, ma ha un tratto con qualche tornante che potrebbe infastidire chi soffre di mal d’auto. 

Passeggiate ed escursioni intorno al lago di Lavarone ^

Se ci si ferma al lago di Lavarone qualche giorno sono diverse le escursioni e i piccoli trekking che si possono fare nei suoi dintorni, la maggior parte dei quali sono adatti anche ai più piccoli o addirittura ai passeggini. I territori che lo circondano sono ricchi di natura e di boschi, ciò rende i possibili sentieri da percorrere e le combinazioni di essi praticamente infiniti. A seconda dei giorni in cui ci si ferma qui si possono fare più o meno passeggiate e anche combinarne diverse per allungarne la percorrenza.

Tra le passeggiate intorno al lago di Lavarone quelle più apprezzate sono le seguenti.

Il Respiro degli Alberi ^

Il respiro degli alberi è un percorso di appena 2,5 chilometri con un dislivello totale di circa 120 metri. Può essere percorso sia a piedi che in bicicletta e, durante l’inverno, anche con le ciaspole. L’intero sentiero è su strada forestale con fondo ghiaiato e all’inizio vi si trova un piccolo parco artistico creato nel 2001 che porta il  nome di Arte all’Aperto.

Il percorso comincia nella Frazione Lanzino e si muove attraverso dei bei boschi di abeti, faggi, larici e rododendri e raggiunge la località Belvedere appena sotto al Monte Cimone. Da qui è necessario ripercorrere il Respiro degli Alberi per tornare indietro.

Durante il percorso spesso e volentieri la vista si aprirà su bellissimi panorami, come quelli della Valsugana, del lago di Caldonazzo, delle Dolomiti di Brenta, della Val del Centa e della Vigolana. 

Il Sentiero delle Sorgenti ^

Il Sentiero delle Sorgenti ha invece una lunghezza di circa 3,8 chilometri su cui si trova un dislivello di appena 73 metri. L’intero percorso richiederà circa un’ora e mezzo e può essere percorso anche in bicicletta. 

Durante il tragitto si incontra anche il percorso il Respiro degli Alberi e potrebbe quindi essere una buona idea unire le due tratte.

Il punto di partenza del Sentiero delle Sorgenti è la frazione di Bertoldi e ci si muove in direzione ovest verso Tomazol, passando per la Fontana del Trùghele. Il tragitto è ad anello e la percorrenza è piuttosto semplice.
La strada ripercorre il sentiero dei vacaroti, ovvero dei guardiani delle mucche, che la frequentavano per portare gli animali ad abbeverarsi. 

Il nome di Sentiero delle Sorgenti gli è stato attribuito perché durante la passeggiata si incontrano ben sei sorgenti di acqua limpida che sgorga da fontane ricche di storia. Per chi è interessato alla botanica, inoltre, si trovano dei pannelli che illustrano le erbe officinali presenti in questa zona.

Pizzo di Levico ^

Un po’ più impegnativo e percorribile esclusivamente a piedi è il trekking di Pizzo di Levico, la cui lunghezza è di 6,5 chilometri che si snodano su di un dislivello di 490 metri. 

Per compierlo si può arrivare in automobile fino al parcheggio dell’hotel Vezzena, a 1417 metri sul livello del mare, e continuare poi a piedi lungo la strada che porta verso il Ristorante Verle. Dopo 200 metri dal ristorante ci si trova a un bivio in cui la strada procede in salita a destra. Bisogna prenderla e ci si ritrova al fianco delle rovine del Forte Cima Verde. Da qui si continua sul versante meridionale del Pizzo di Levico e si raggiunge il bosco. Si può poi prendere il sentiero Sat205 che funge da scorciatoia ma è più ripido. Continuando a salire lungo i tornanti del Pizzo di Levico si arriverà a 1805 metri sul livello del mare e ci si congiunge con la vecchia strada militare che porta fino alla cima dove, a 1908 metri, si trova una vecchia croce in metallo posizionata propria sopra il Forte Spitz Verle. Qui è anche presente una piattaforma panoramica che si trova a picco sulla Valsugana.

Il percorso non è ad anello, per cui bisognerà percorrerlo in direzione opposta per tornare indietro.

Il sentiero dell’Immaginario Cimbro ^

Il quarto percorso consigliato è il sentiero dell’Immaginario Cimbro, lungo circa 7 chilometri e con un dislivello di 350 metri. Si tratta di un itinerario abbastanza semplice, percorribile anche in bicicletta o con i passeggini, mentre d’inverno è ideale per una ciaspolata.

Il suo nome ben descrive il sentiero, costellato di pannelli illustrativi ed opere che raccontano le leggende cimbre attraverso personaggi di fantasia che la tradizione popolare ha fatto viaggiare nel tempo. L’inizio del sentiero è dalla piazza centrale di Luserna a 1333 metri sul livello del mare e continua verso i prati della Rendola dove un cancello segna l’inizio del percorso sterrato che si trasforma poi in una stradina. Lungo il tragitto si incontrano anche due sorgenti di acqua limpida: la sorgente Stutz e la sorgente Hummarbazzar. Da qui il bosco si infittisce e gli abeti fanno filtrare la luce del sole attraverso i loro fitti rami. Continuando si giunge a una radura dove si trova il laghetto del Campo, uno specchio d’acqua parzialmente interrato e ricoperto di vegetazione. Si procede poi verso il Rifugio Malga Campo e si scende poi verso le Hùttn prima di tornare a Luserna.

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Lago di LavaroneLago di Lavarone, il giro del lago, le passeggiate nei dintorni, la leggenda e come arrivare. Tutte le informazioni utili per scoprire la sua natura.https://www.lorenzotaccioli.it/lago-di-lavarone-dove-si-trova-e-passeggiate/
Lorenzo Taccioli