
Osimo è una bellissima e antica città delle Marche. Esistente in epoca romana come colonia nel Piceno, conserva ancora oggi diverse testimonianze di quel tempo: dalle mura ai reperti archeologici. Durante la visita di una giornata riuscirai ad apprezzare tutti i suoi monumenti e le particolarità che la caratterizzano, come le statue acefale esposte nell’androne del palazzo municipale o le grotte del Cantinone e di piazza Dante che ti immergeranno nell’Osimo sotterranea.


Segui questo itinerario per scoprire tutto quello che la città di Osimo ha da offrire ai turisti.
Dove si trova Osimo
Cosa vedere a Osimo
Palazzo Baleani Baldeschi
Palazzo Municipale
Il lapidarium del palazzo municipale
Teatro La Nuova Fenice
Palazzo Gallo
Palazzo Campana
Chiesa di San Gregorio
Chiesa di Santa Palazia
Chiesa di Santa Maria del Carmine
Chiesa di San Pietro all’Ospedale
Chiesa di San Marco Evangelista
Porta Vaccaro
Monastero delle Clarisse di San Nicolò
Chiesa di San Niccolò
Centro culturale San Silvestro
Palazzo Gallo
Panorama sulle valli marchigiane
Mura Romane
Basilica di San Giuseppe da Copertino
Piazza Boccolino
Fontana della Pupa
Palazzo Briganti Bellini
Porta San Giacomo
Resti dell’antica Rocca Pontelliana
Cattedrale di San Leopardo
Battistero o chiesa di San Giovanni Battista
Museo Diocesano
Palazzo Fiorenzi
Giardini di Piazza Nuova
Chiesa di San Filippo Neri
Palazzo Simonetti
Porta Musone
Chiesa di San Bartolomeo
Mappa dell’itinerario di Osimo
Dove dormire a Osimo
Osimo è una piccola città nell’entroterra delle Marche, in provincia di Ancona. Il suo centro cittadino si sviluppa su due colline a 265 metri sul livello del mare.
In venti minuti da qui puoi raggiungere il mare e, più in particolare, la riviera del Conero.


Visitare la città di Osimo significa immergersi in una città ricca di storia, dove i vicoli del centro cittadino sono stretti tra le antiche porte cittadine e affiancati in maniera costante da palazzi in laterizio e pietra che profumano di un tempo passato.
Le chiese all’interno del centro di Osimo sono numerosissime e inevitabilmente ti ci imbatterai fino ad arrivare alla maestosa cattedrale di San Leopardo.
Ecco tutte le tappe da non perdere durante la visita di un giorno alla città di Osimo.
Inizia il tour tra le cose da vedere ad Osimo dal palazzo Baleani Baldeschi, posizionato nella centralissima piazza del Comune.
Questo edificio è uno dei più antichi della città, appartenuto al conte Gaetano Balleani Baldeschi, spostatosi poi a Milano. Si tratta di un edificio monumentale, diviso in due parti architettoniche erette su tre piani e costruite in epoche differenti.
Il palazzo comunale è fronteggiato dall’ala cinquecentesca dell’edificio, appartenuta anticamente alla famiglia Guarnieri. Il piano nobile è riccamente decorato con dipinti, soffitti lignei e sculture, oltre che mobili settecenteschi di grande valore.
Il secondo piano è invece dotato di soffitti lignei e in stucco del circolo di lettura Vetus Auximon, un’istituzione antica in cui oggi si gioca a bridge e in cui sono ospitate feste esclusive.
Il secondo corpo del palazzo risale invece all’ottocento e occupa gli spazi del vecchio municipio di Osimo. Questo è realizzato in stile veneziano, con bifore e archetti.
Al fianco del palazzo Baleani Baldeschi sorge il palazzo municipale di Osimo, riconoscibile per la sua possente pianta quadrata.
L’intero complesso è composto da tre corpi distinti risalenti a tre epoche differenti. Il più grande risale agli inizi del cinquecento e rappresenta la parte principale del palazzo. È riconoscibile per la facciata in cotto rosso suddivisa in tre piani con finestre incorniciate in pietra.
Sul lato orientale c’è la torre civica, risalente al duecento e acquistata dal comune nella seconda metà del trecento. La sua attuale altezza risale a una modifica cinquecentesca, mentre durante il medioevo venne impiegata come carcere.
L’ultimo corpo del palazzo municipale di Osimo è quello rivolto verso piazza Boccolino e venne realizzato dopo aver demolito il palazzo del Governatore e la chiesa di Santa Maria della Piazza.




Accendo al palazzo municipale di Osimo sarai catapultato in una sorta di mostra archeologica. Qui una serie di statue acefale sono esposte in quel che è noto come lapidario comunale, voluto dal gonfaloniere Federico Simonetti durante la prima metà del settecento.
Probabilmente buona parte di queste statue erano messe a decoro dell’antico foro della città e rappresentavano diversi soggetti. C’erano divinità e statue onorarie, le più antiche delle quali risalgono al periodo del IV secolo avanti Cristo.
In pochi passi sarai davanti al teatro storico della città di Osimo: il teatro la Nuova Fenice. Il nome è legato al fatto che questo edificio prese il posto del precedente teatro, posizionato esattamente nello stesso punto e realizzato nella seconda metà del settecento.
Dichiarato inagibile nel 1881, la precedente struttura fu demolita a distanza di quattro anni e sostituita dall’attuale palazzo. Il teatro la Nuova Fenice presenta una facciata neorinascimentale con due ordini sovrapposti di paraste e tre aperture ad arco a piano. Al di sopra c’è un attico decorato con motivi geometrici.
Gli interni sono organizzati su di una pianta a ferro di cavallo con tre ordini di palchi sormontati da un loggione a galleria. Il sipario storico era del 1870 e rimase al suo posto per 70 anni prima di essere smontato dopo la seconda guerra mondiale per essere restaurato.


Raggiungi ora il palazzo Gallo. Questo edificio in mattoni è famoso perché fu l’abitazione del carbonaro e patriota Cesare Gallo.
Gallo fu coinvolto nel 1817 nel tentativo insurrezionale di Macerata e ciò gli valse un arresto e una carcerazione che durò fino al 1831.
Palazzo Campana ospita il liceo ginnasio Campana, un istituto che durante il XIX secolo rappresentò una delle più importanti scuole marchigiane. Non a caso da qui uscirono diversi componenti della classe dirigente di Osimo e dintorni.
Tra gli studenti che si formarono tra le mura di palazzo Campana ci furono i futuri pontefici Leone XII e Pio VIII, Aurelio Saffi e svariati protagonisti della storia del Risorgimento a Osimo.
Palazzo Campana risale al seicento e fu la residenza del marchese Federico Campana. Già nel settecento, a seguito dell’estinzione della famiglia, divenne sede di una scuola: il nobil collegio maschile e del seminario vescovile. Questo richiese un ampliamento del palazzo con la costruzione di una nuova ala ad ovest. Qui, oltre a diverse aule, venne ricavato anche un piccolo teatro ellittico, un refettorio e una cappella.
La facciata rimase di impronta classica, con modanature seicentesche marmoree e timpani spezzati, mentre la nuova parte aggiunta unì lo stile classico al gusto barocco.
Continuando a passeggiare per il centro di Osimo ti imbatterai ora in una lunga fila di chiese. La prima di queste è la chiesa di San Gregorio.
Si tratta di una piccola chiesetta praticamente davanti al palazzo Campana e all’angolo tra piazza Dante e via Campana.
La chiesa di San Gregorio risale al duecento, ma venne ricostruita nella seconda metà del seicento. La sua facciata si caratterizza per un portale squadrato, incorniciato in pietra chiara, e una mezzaluna sulla parte più alta della chiesa che illumina gli interni e che è a sua volta sormontata da un frontone triangolare.
Sulla sinistra, in posizione arrettrata, svetta il campanile a base quadrata.
Procedi fino alla vicina chiesa di Santa Palazia, in via Santa Lucia. Questa chiesa di origine trecentesca presenta una facciata imponente in laterizio, sulla quale si possono leggere le varie fasi costruttive e di modifiche, come nelle tracce al di sotto della mezzaluna sottostante la piccola monofora circolare. Al pian terreno un massiccio arco a tutto sesto inquadra il portale d’ingresso.
Sui fianchi alcune aperture contribuiscono ad illuminare gli interni, disposti su di un’aula unica.
Di dimensioni ancora maggiori è la chiesa di Santa Maria del Carmine, già conosciuta come chiesa di San Pietro in Vincoli.
Oggi potrai vederla impacchettata per via delle opere di stabilizzazione e ristrutturazione che la riguardano. La facciata è dotata di quattro paraste che si congiungono in un timpano. Il portale d’ingresso è invece inquadrato in una cornice in pietra sormontato da una finestra rettangolare. La sua pianta è rettangolare e si chiude in una volta a botte con lunetta che riceve luce da quattro finestre disposte sulle pareti laterali.
Dotata di tre altari, presenta quello maggiore decorato con un affresco noto come La Pietà e trasferito qui dalla chiesa di San Michele Arcangelo.
La chiesa di San Pietro all’Ospedale venne costruita sui resti della chiesa di San Benvenuto. Aperta nel 1598, venne amministrata dalla confraternita dei Santi Benvenuto e Rocco fino al 1861. La confraternita si occupava anche della gestione dell’ospedale, da cui deriva il nome della chiesa.
L’attuale aspetto barocco della chiesa di San Pietro all’Ospedale è frutto di modifiche operate durante il 1721.
All’interno della chiesa di San Pietro all’Ospedale è ospitata, tra le varie opere, una tela che raffigura la strage degli innocenti.
La chiesa di San Marco Evangelista risale al trecento, quando fu realizzata come parte di un convento. Successivamente venne rivista durante il quattrocento e tra il seicento e il settecento quando assunse l’aspetto attuale.
La facciata della chiesa si sviluppa in altezza ed è caratterizzata da numerose aperture. Le tre finestre, così come i tre portali in facciata, sono incorniciati da una pietra chiara e tutte dotate di timpano. Sulla sommità il frontone triangolare presenta una monofora, mentre sul lato destro si innalza il campanile a base quadrata, che si chiude in una cella campanaria chiusa da una piccola cupola.
All’interno della chiesa di San Marco Evangelista è ospitata, tra le varie opere, la pala seicentesca del Guercino che raffigura la Madonna del Rosario col Bambino tra i Santi Domenico e Caterina da Siena. Gli spazi sono distribuiti su di una navata unica.
Al di là delle decorazioni barocche, all’interno della chiesa di San Marco Evangelista è ancora visibile un affresco gotico quattrocentesco che ritrae la Madonna in trono con il Bambino e Santi.
Giungi ora ai margini del centro storico e, uscendone, potrai notare la porta Vaccaro, anche conosciuta come porta dei tre archi, per via della sua struttura.
Tre grandi varchi in mattoni permettevano di accedere al centro storico fin dall’epoca medievale. Al centro quello più grande, ad arco a tutto sesto, sormontato dallo stemma cittadino, mentre ai lati due piccoli, squadrati, ma completati da grandi monofore circolari.
Oltre a far parte del sistema di difesa della città, porta Vaccaro consentiva anche di presentare Osimo come una città ricca e potente.
Rientrando in centro passa per il monastero della Clarisse di San Niccolò. Questo trova posto in un’antica abbazia benedettina fondata intorno all’XI secolo e passata alle Clarisse nella prima metà del cinquecento.
Ancora oggi il monastero delle Clarisse conserva al suo interno una cripta e due piccole cappelle con affreschi trecenteschi. Uno di questi raffigura il Crocifisso ed è celebre perché nel 1318 versò sangue dal costato che venne in parte raccolto in un reliquiario conservato nella cappella. Per accedervi bisogna però attendere le due aperture annuali (14 settembre e 13 dicembre), perché è posizionato nell’area di clausura delle suore.
Al fianco del monastero delle Clarisse di San Nicolò sorge la chiesa di San Niccolò, costruita tra il 1646 e il 1699 su di una precedente struttura del decimo secolo. Di questa prima edificazione romanica rimangono tracce nelle cappelle interne e nella cripta.
La chiesa di San Niccolò fu molto importante ad Osimo, perché servì anche come Duomo durante i tumulti tardo quattrocenteschi causati dalla ribellione di Boccolino da Guzzone.
La struttura della chiesa si presenta con una facciata semplice scandita da paraste e con due nicchie laterali con in mezzo il portale di accesso incorniciato da un arco in pietra a tutto sesto. Al di sopra delle nicchie due finestre squadrate illuminano gli interni.
La prossima tappa tra le cose da vedere a Osimo è il centro culturale San Silvestro. Visto il gran numero di chiese in città, inutile dire che anche questo spazio è ospitato dentro a un’ex chiesa: la chiesa di San Silvestro.
Costruita nel 1618 in un’area dove erano già presenti chiese, la sua struttura è piuttosto particolare. Si tratta infatti di una chiesa a pianta ottagonale interamente costruita in laterizio e culminante in una cupola.
La facciata è semplice e caratterizzata da due sole aperture: il portale principale ricavato in una forma ad arco, e la finestra soprastante.
All’interno del centro culturale San Silvestro sono esposti alcuni cartoni preparatori per le vetrate di Montefiore, oltre che Il Pilastro, una rivisitazione di queste vetrate realizzata nel 1995 e spesso in viaggio per l’Italia in occasione di feste religiose.
C’è un ulteriore palazzo Gallo ad Osimo. Questo risale al seicento e venne costruito su volontà del cardinale Gallo, vissuto a cavallo tra il cinquecento e il seicento, una volta divenuto vescovo della città.
L’edificio prese il posto di alcuni palazzi nobiliari e della chiesa di Santa Palazia, poi ricostruita poco distante.
La facciata del palazzo si sviluppa su tutta la lunghezza della piazza ed è costruita in laterizi. Dotata di tre ordini scanditi da grandi finestre e cornici in pietra, si caratterizza per il portale monumentale anticipato da due colonne in pietra che reggono il balcone soprastante.
In questo palazzo Gallo, oggi sede di una banca, sono custodite importanti opere d’arte. I più famosi sono alcuni affreschi del Pomarancio realizzati nei soffitti del salone delle feste, ma sono anche presenti le statue allegoriche delle Quattro Stagioni che ornano lo scalone che conduce al piano nobile.
I sotterranei del palazzo Gallo presentano un fitto sistema di gallerie su due piani, scavate nelle pietra arenaria. Queste collegavano l’edificio al vicino palazzo Campana.
Procedendo di pochi passi verso fuori il centro cittadino, potrai approfittare per godere del panorama sulla vallata circostante. Tutto intorno le dolci colline marchigiane sono tappezzate da campi coltivati e piccoli centri di case.
Affacciandoti sul panorama ti renderai maggiormente conto della posizione rialzata del centro storico di Osimo.
Sempre da appena fuori dal centro storico di Osimo, potrai notare le mura romane. Ci sono diversi tratti di queste mura ancora visibili in città. Una parte sono le mura castellane medievali, come quelle sulla via Giulia, che deve il nome al marchese Giulio Pini che ne diresse i lavori di sistemazione nel 1817.
Le mura romane di Osimo sono tra le opere di ingegneria militare di epoca repubblicana meglio conservate in Italia. La maggior parte di queste risale al 174 avanti Cristo, quando si sviluppavano per circa due chilometri, proteggendo la città di Auximum (Osimo) considerata un baluardo per Roma.
La struttura delle mura romene di Osimo è realizzata in grandi blocchi di pietra arenaria, sovrapposti a secco. Queste sono ben visibili lungo la via Fonte Magna, dove la cinta si sviluppa per diversi piani di altezza.
In pochi passi potrai raggiungere la basilica di San Giuseppe da Copertino, conosciuta anticamente come chiesa di San Francesco. Si tratta di uno dei principali luoghi di culto della città.
Già presente nel duecento come chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena, venne ricostruita in stile romanico-gotico in questo secolo per omaggiare San Francesco passato due volte in città. Durante i secoli la chiesa venne però molto modificata. Il maggior intervento avvenne nel settecento, quando i frati vollero omaggiare Giuseppe da Copertino, arrivato qui per essere sottratto alla curiosità popolare in seguito al suo presunto abuso di credulità popolare. Proprio qui fu protagonista di un episodio di levitazione su un albero di mandorlo.
Era metà del settecento quando la basilica di San Giuseppe da Copertino assunse l’attuale forma completata da decori in stile barocco. Parte delle strutture esistenti vennero modificate con rivestimenti in stucco, lesene e fogliami. Gli antichi altari laterali vennero demoliti per fare spazio a nuove cappelle.
Nel 1767 venne portata qui anche la salma di San Giuseppe da Copertino, posizionata sotto l’altare maggiore.
Oggi la basilica di San Giuseppe da Copertino si presenta con la facciata settecentesca incompiuta, ancora allo stato grezzo. Parte dell’edificio medievale è ancora visibile nel paramento esterno e nell’abside.
Gli interni sono invece disposti su di un’unica navata con cappelle laterali. All’interno, oltre alle decorazioni barocche settecentesche, sono presenti diversi affreschi quattrocenteschi e in controfacciata l’affresco novecentesco che rappresenta San Francesco d’Assisi che lascia il porto di Ancona verso l’Oriente il 24 giugno 1219, dopo aver fatto tappa nella città di Osimo.



Uscendo dalla basilica di San Giuseppe da Copertino ti troverai nuovamente in piazza Boccolino. Questa piazza è il centro della città di Osimo, nonché la sua piazza principale. Ci sei già passato all’inizio di questo itinerario alla scoperta della città, quando hai visitato il palazzo comunale.
Su piazza Boccolino si affacciano infatti diversi palazzi storici, quasi tutti costruiti in laterizio, ma in stili differenti tra loro. Potrai notare le decorazioni in pietra che differenziano le finestre di ogni palazzo, così come le cornici marcapiano e quelle sulla sommità degli edifici.
Questa piazza era la piazza del mercato e anticamente ospitava la chiesa della morte, di cui una testimonianza è ancora vivida al di sotto del piano stradale: attraverso delle lunghe vetrate potrai infatti vedere il risultato di alcuni scavi con ossa deposte proprio qui.
Piazza Boccolino è dotata anche di una fontana in ghisa, inaugurata nel 1883 per poi essere smantellata nel 1953. A seguito di un lungo restauro è stata però ricostruita e riposizionata nel suo luogo originario.
Si tratta della fontana della Pupa e si erge su tre gradini in pietra. Al centro della vasca fa bella mostra di sé una colonna che sorregge un piatto su cui si trova la statua della pupa, ovvero una figura popolare locale.
La fontana della Pupa è anche nota come fonte Magna, a sottolineare l’importanza di questa grande fonte d’acqua per la cittadinanza.
Il palazzo Briganti Bellini appartenne ai fratelli Bellino, Giuseppe e Gioacchino Briganti Bellini. I tre furono importanti imprenditori, pubblicisti e patrioti della città e fondarono la cassa di risparmio osimana la cui prima sede fu proprio nel palazzo Briganti Bellini.
I fratelli Briganti Bellini parteciparono anche alla prima guerra d’indipendenza e con l’unificazione d’Italia ottennero importanti ruoli a livello locale e nazionale, ovvero divennero due deputati e un senatore del Regno d’Italia.
Raggiungi ora porta San Giacomo, un’altra delle antiche porte cittadine. Questa porta, nota anche come porta Borgo, si apre sul lato settentrionale delle mura, dove prendeva il via la strada per Ancona.
Porta San Giacomo risale agli anni tra il 1487 e il 1488 e, oggi, è giunto fino a noi il profondo arco a tutto sesto con l’iscrizione Vetus Auximum sui cunei bugnati. L’arco è così profondo perché la porta attraversa letteralmente le mura in un punto angolare, dove lo spessore è notevole.
Percorrendo la via dell’Antica Rocca potrai vedere i resti della rocca Pontelliana, risalente alla fine del quattrocento. Questa fortezza rinascimentale è visibile già varcata la porta e rappresenta il punto culminante della cinta muraria che avvolgeva la città di Osimo.
La rocca Pontelliana era in grado, allo stesso tempo, di incutere timore a chi vi si trovava di fronte e garantire un controllo uniforme sulle vallati circostanti.






Raggiungi ora la chiesa principale di Osimo, ovvero la cattedrale di San Leopardo, posizionata nel punto più alto della città. Questa grande chiesa è dedicata a San Leopardo, che fu il primo vescovo della città durante il V secolo. Fu proprio lui a richiedere la realizzazione di questa chiesa, titolandola a Santa Tecla.
La cattedrale di San Leopardo è una vasta chiesa, realizzata nell’VIII secolo utilizzando conci di pietra sul luogo in cui sorgeva un tempio pagano. Durante i secoli vennero fatti diversi lavori di modifica, come l’ampliamento voluto dal vescovo Gentile tra il XII e il XIII secolo che portò la chiesa da una navata a tre e che aggiunse il presbiterio, la cripta, l’abside e il protiro che puoi vedere attualmente.
Un’ulteriore campata venne aggiunta successivamente insieme a diversi decori gotici.
La facciata esterna risale al cinquecento ed è dotata di un portico realizzato con tre arcate che danno su due portali d’ingresso. Quello di sinistra è decorato da tre archi a tutto sesto. Al di sopra si trova un grande rosone con attorno una corona di figure simboliche. A destra della facciata c’è un androne che conduce al cortile interno, dove si trova l’attuale ingresso principale alla cattedrale.
Gli interni sono invece distribuiti su di una pianta a croce latina divisa in tre navate. Attraverso due scalinate è possibile accedere alla cripta realizzata alla fine del XII secolo. Qui ci sono tre navate e otto campate che conducono a un abside di forma circolare illuminato da piccole finestre medievali. Nell’altare centrale è presente un sarcofago romano del IV secolo, con scolpite scene di caccia al cervo e al cinghiale e quattro scene bibliche ed ecclesiali.
Al fianco della cattedrale di San Leopardo sorge la chiesa di San Giovanni Battista, anche noto come battistero di Osimo. Questa chiesa venne realizzata appositamente come chiesa battesimale intorno al periodo medievale.
Al suo interno sono conservati degli affreschi piuttosto antichi, che si sommano alle importanti decorazioni realizzate successivamente. Tra queste c’è il soffitto dipinto tra il 1629 e il 1630 con episodi biblici, angeli, simboli battesimali, il miracolo della piscina probatica, gli evangelisti e tanti altri elementi cristiani.
A rendere memorabile la chiesa di San Giovanni Battista è però la grande fonte battesimale in bronzo del 1629 posizionata al centro della navata. Si tratta di una grande struttura divisa su tre livelli: al primo ci sono quattro tori che sostengono la fonte, al secondo un catino decorato da ghirlande e da quattro statue, al terzo la fonte vera e propria di forma circolare e chiusa da una cupola.


Adiacente alla cattedrale di San Leopardo c’è anche il museo diocesano di Osimo ospitato all’interno della sede vescovile. Questi spazi sono aperti al pubblico dal 1998, dopo un ampliamento e la sistemazione di una precedente raccolta del monsignor Carlo Grillantini, storico della città e della diocesi di Osimo.
Le opere del museo diocesano sono distribuite su diciassette sale e raccolgono anche creazioni artigianali che testimoniano circa sedici secoli di storia.
Tra le principali opere qui esposte c’è una lamina in argento che raffigura San Leopardo e che risale al VII secolo.


Anche Palazzo Fiorenzi porta il nome di importanti personaggi distintisi per iniziative patriottiche ad Osimo. Sto parlando di Francesco, Lorenzo e Pier Filippo Fiorenzi.
Il più celebre di questi fu Francesco Fiorenzi. Ingegnere, carbonaro e membro della Giovine Italia ricoprì più volte il ruolo di sindaco di Osimo. Partecipò inoltre alla prima guerra d’indipendenza, oltre che essere membro della costituente romana e deputato alla Camera.
A lui si devono anche diverse opere di Osimo: dall’acquedotto osimano al Foro Boario, della mura di Piazzanova all’impianto elettrico e alle ferrovie che collegavano Ancona a San Benedetto e Ancona ad Osimo.



Ora procedi verso un altro dei punti panoramici di Osimo, quello di cui puoi godere dai giardini di piazza Nuova. Qui, immerso nel verde pubblico, troverai una lunga terrazza che funge da balcone naturale e che regala un vasto panorama che spazia dalla riviera del Conero alle colline marchigiane fino ai monti Sibillini.
I giardini di piazza Nuova risalgono al 1925 e da allora rappresentano uno dei luoghi di ritrovo della città. Qui ci si può sedere all’ombra di pini marittimi su di una delle panche dell’arredo urbano o passeggiare tra i vicoli curati e le aiuole fiorite.
L’itinerario alla scoperta di Osimo continua con un’altra chiesa: la chiesa di San Filippo Neri. Questa chiesa risulta essere chiusa da tempo dopo essere stata impiegata come polo espositivo.
Risalente al settecento, venne costruita su di un tempio preesistente e inizialmente era utilizzata dai padri Filippini. Di particolare interesse religioso è la cappella della Madonna di Lourdes, costruita a sinistra dell’altare.
La facciata si presenta suddivisi su tre ordini. Il primo ordine è composto da due nicchie in mezzo alle quali trova posto il portale d’ingresso. All’ordine superiore c’è invece una finestra ad arco a tutto sesto, mentre, ancora sopra, il frontone triangolare.
Palazzo Simonetti deve il nome al suo proprietario Rinaldo Simonetti, uno tra i più illustri patrioti della città. Fu lui, principe, a dirigere la compagnia di concittadini che combatté in Veneto durante la prima guerra d’indipendenza.
All’interno del palazzo Simonetti alloggiò il regio commissario Valerio nel corso della sua visita a Cialdini.
L’itinerario tra le cose da vedere a Osimo è quasi concluso. La prossima tappa è porta Musone. Questa rappresenta ciò che resta di una porta romana, l’antico ingresso meridionale al centro cittadino. All’interno dell’arco della porta fa bella mostra di sé un dipinto su ceramica noto come Madonna dell’Arco.
A sormontare porta Musone c’è una torre medievale.
Concludi l’itinerario alla scoperta di Osimo in un giorno con la chiesa di San Bartolomeo. Questa è una piccola chiesetta risalente agli inizi del duecento, ma l’aspetto attuale è legato ad alcuni lavori di ristrutturazione di fine quattrocento resisi necessari per le condizioni precarie in cui versava lo stabile.
La stretta facciata è intonacata e presenta un grande portale incorniciato in mattoni con, al di sopra, una finestra squadrata. Sul lato destro sorge il campanile a base quadrata. Gli interni, disposti su di un’aula con navata laterale, presentano l’altare seicentesco dove, dal 1894 è posizionata l’immagine della Madonna di Pompei venerata dei cittadini. Molto importante è anche il catino absidale duecentesco con affreschi quattrocenteschi.
Ecco la mappa che puoi seguire durante il tuo itinerario alla scoperta di Osimo. Qui trovi segnalati i vari punti indicati sopra come attrazioni da vedere in città.
Se desideri visitare principalmente Osimo e il suo centro storico, il punto più comodo dove dormire è Osimo stessa. Nonostante le dimensioni raccolte della città, ci sono diverse strutture che possono ospitarti.
A questo link trovi le sistemazioni disponibili ad Osimo, tra cui questo hotel con camere molto spaziose.
Se invece vuoi scegliere una città più grande e con maggiori servizi per i turisti, puoi soggiornare ad Ancona, che dista appena una ventina di minuti in auto.
Ecco a questo link hotel e bed and breakfast disponibili ad Ancona. Una buona opzione è questo hotel con camere molto curate e confortevoli o questo agriturismo alle porte della città, ma lungo la strada che conduce ad Osimo.