
La palazzina di caccia di Stupinigi è una delle residenze sabaude più prestigiose e celebri. Praticamente da sempre affidata all’Ordine Maurizio è aperta alle visite dei turisti, che possono riscoprire sia le sue sfarzose sale che il contesto naturale in cui si trova.
Realizzata nel settecento serviva per ospitare i Savoia dopo le battute di caccia nei terreni circostanti. I suoi interni sono stati riccamente decorati con affreschi e importanti mobili in legno che testimoniano la ricchezza del casato.
Dal 1997 la palazzina di caccia di Stupinigi è annoverata nel patrimonio UNESCO come residenza sabauda.
Dove si trova la palazzina di caccia di Stupinigi
Come arrivare alla palazzina di caccia di Stupinigi
Breve storia della palazzina di caccia di Stupinigi
Cosa vedere alla palazzina di caccia di Stupinigi
Scuderia juvarriana
Antibiblioteca e biblioteca
Anditi di passaggio
Sala da gioco
Sala da pranzo
Salotto degli specchi
Gabinetto di Paolina Borghese
Sala esagonale
Gabinetti cinesi
Sala delle prospettive
Sala del Bonzanigo
Gabinetto del Pregadio
Gabinetto
Camera da letto
Salotto
Anticamera dell’appartamento dei duchi di Chiablese
Atrio dell’appartamento di levante o dei duchi di Chiablese
Galleria di levante
Sala degli scudieri
Salone centrale
Anticappella e cappella di Sant’Uberto
Appartamento della regina
Appartamento del re
Orari della palazzina di caccia di Stupinigi
Biglietti per la palazzina di caccia di Stupinigi
Dove dormire




La palazzina di caccia di Stupinigi è nel comune di Nichelino, a circa 10 chilometri di distanza dal centro di Torino in direzione sud ovest. Si trova quindi nella regione Piemonte.
Per raggiungere la palazzina di caccia di Stupinigi puoi arrivare in auto da Torino percorrendo la tangenziale sud e prendendo l’uscita Stupinigi. Dovrai poi proseguire su viale Torino che ti condurrà direttamente alla palazzina.
Se invece prediligi i mezzi pubblici puoi arrivare a Torino e alla stazione Lingotto prendere la linea 41 della GTT in direzione Orbassano. Arriverai alla palazzina in circa 20 minuti. Dal centro di Torino puoi altrimenti raggiungere la stazione Porta Nuova e qui prendere la linea extraurbana 282 della SADEM in direzione Pinerolo.
La storia della palazzina di caccia di Stupinigi è relativamente recente. La sua costruzione cominciò infatti nel 1729 ed era pensata come residenza per la caccia e per le feste della famiglia Savoia dopo che questa aveva ceduto al demanio la Venaria Reale.
Il progetto venne affidato all’architetto di corte Filippo Juvarra che diede vita a lunghi lavori che proseguirono durante tutto il settecento sotto la guida di Benedetto Alfieri e altri architetti. Tra il 1729 e il 1735 venne concluso il primo impianto con un corpo centrale unito da portici alle scuderie e inseriti in un impianto a croce di Sant’Andrea contenente gli appartamenti del re e della regina.
Successivamente, tra il 1739 e il 1767 vengono aggiunti i due appartamenti verso il parco per i figli del re, duchi di Chiablese e di Savoia. Alla fine del settecento, nel 1790 un ulteriore ampliamento porta alla costruzione delle grandi Scuderie, divenute poi l’orangerie.
In quanto sede anche di feste, qui si sono celebrati diversi matrimoni di sovrani, come Maria Teresa di Savoia con il conte Carlo Filippo d’Artois (futuro re di Francia Carlo X), Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide d’Asburgo Lorena, Amedeo di Savoia con Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna.
Non solo, ospitò inoltre nelle sue stanze importanti personalità quali lo zar di Russia Paolo I, il re di Napoli Ferdinando I di Borbone, Napoleone Bonaparte e la regina d’Italia Margherita di Savoia.
Il regno animale è sempre stato (tristemente) collegato alla palazzina. Se inizialmente era la residenza a cui i Savoia giungevano dopo aver cacciato nei territori circostanti, durante l’ottocento ospitò la sede di un grande giardino zoologico con animali esotici come struzzi, canguri e un elefante.
Nel primo dopo guerra le sue sale diventano la sede del museo dell’arredamento e ancora oggi conserva arredi originali, oltre che serramenti e vetri storici.



La palazzina di caccia di Stupinigi si sviluppa su oltre 31.000 metri quadrati di superficie a cui si aggiungono ulteriori 150.000 metri quadri di parchi e aree verdi. L’intero complesso si sviluppa intorno al grande salone centrale di forma ovale riccamente decorato sia internamente che esternamente.
Dal salone partono quattro bracci che danno alla palazzina di caccia di Stupinigi una pianta a forma di croce di Sant’Andrea in cui trovano posto gli appartamenti del re e della regina e altri ambienti riservati agli ospiti per un totale di 137 camere e 17 gallerie.
Le decorazioni sono in stile rococò italiano e caratterizzate da lacche e stucchi dorati, oltre che importanti mobili e opere del Bonzanigo, importante scultore molto in voga tra i Savoia.
Ecco le principali sale che potrai vedere.



La scuderia juvarriana nasce come scuderia durante il settecento, ma viene poi trasformata in sala di intrattenimento e successivamente, nel novecento, nella galleria dei ritratti.
Ancora oggi sono presenti dodici medaglioni ovali di fine settecentesco scolpiti nel legno che raffigurano la genealogia degli antichi conti sabaudi da Berlo a Pietro, anticamente impiegati come elementi scenografici durante le cerimonie di corte.
Il centro del salone è occupato dalla riproduzione della cupola con sopra l’imponente scultura originale de Il Cervo datata 1766 e che originariamente era posta sopra alla cupola esterna. La statua è in bronzo, rame e foglia d’oro.


Una parte della scuderia juvarriana è stata sacrificata per realizzare due spaziose sale comunicanti tra loro ma divise da una raffinata boiserie laccata in azzurro e oro. Questi spazi risalgono al 1852 ed erano precedentemente usati come sala del biliardo e sala da pranzo.
Sono presenti delle opere settecentesche che raffigurano la scienza giuridica, la storia con il tempo, l’arte militare e la fama e gli spazi vennero poi impiegati come antibiblioteca e biblioteca del palazzo.
Questo spazio è un’aggiunta ottocentesca e rappresentava un disimpegno tra le sale di rappresentanza. Qui sono presenti un paio di antichi mobili d’ebanisteria. Sulle pareti spiccano due nitide vedute della Palazzina di Stupinigi realizzate nella seconda metà del settecento e che mostrano le forme dell’edificio al tempo.
In un recente restauro sono state inoltre scoperte le decorazioni neoclassiche a fascioni con ghirlande e rosoni.


La prossima stanza che visiterai è la sala da gioco, caratterizzata da una grande volta decorata a grottesche nel 1765 che fa da sfondo ai dipinti delle pareti con cineserie di alberi con uccelli e animali fantastici.
Gli arredi seguono il filone delle cineserie e dei mobili da gioco. Il tavolo da gioco è a losanghe ed è affiancato da un tavolino con scacchiera intarsiata. Particolari sono anche il divano settecentesco con otto gambe a biscia e le quattro sedie ad arazzo.
La sala da pranzo è riccamente decorata con un affresco settecentesco nella volta, gli intradossi delle finestre, i medaglioni nelle porte e le decorazioni nella sovrapporte e nel paracamino.
Anche la sala da pranzo presenta un arredo in stile neoclassico con divano e poltrone che richiamano i colori della tappezzeria. È inoltre presente una scrivania da viaggio, sempre in stile neoclassico.
ll salotto degli specchi deve il suo nome alla particolare decorazione della volta risalente al 1763. Qui si trovano infatti specchi e pitture a finte porcellane.
A completare l’ambiente c’è una console rococò sovrastata da una specchiera piemontese. Il salotto degli specchi è illuminato da un lampadario a sei bracci di bronzo decorato con motivi floreali e uccelli in gesso.
Il prossimo ambiente è noto come gabinetto per via del piccolo vano adiacente in cui trova posto una vasca di marmo bianco. Questa è decorata da aquile che reggono delle ghirlande, da una corona di lauro e da foglie di vite.
Il gabinetto di Paolina Borghese è inoltre dotato di un tavolo da muro e una specchiera dorata.
La dedica a Paolina Borghese risale al novecento, quando venne costituito il museo dell’ammobiliamento, come omaggio alla permanenza dei principi francesi.
Raggiungi ora la sala esagonale, dotata di una volta affrescata a prospettiva architettonica risalente al 1753.
Le decorazioni della sala esagonale sono in stile rococò e questo spazio era un ambiente di passaggio, infatti privo di arredi. Tra i pochi decori della sala esagonale ci sono otto appliques metalliche fiorite che si fondono con gli affreschi a trompe l’oeil di marmi colorati.
Anche le decorazioni dei cosiddetti gabinetti cinesi risalgono alla metà del settecento. La volta affrescata della seconda sala presente scene di battaglia.
Il nome di questi spazi è legato alla tappezzeria di carta dipinta a tempera risalente alla seconda metà del settecento che proviene dalla Cina meridionale e raffigura scene di vita cinese su di uno sfondo roccioso.
I mobili sono decorati con un gusto esotico, con tavolini cinesi in lacca nera e oro. Nella sala piccola gli sgabelli sono rivestiti di gros de Tours.
La sala delle prospettive deve il nome agli affreschi di metà settecento della volta e delle pareti, in cui sono riprese quadrature architettoniche e vedute prospettiche.
Gli arredi non sono di provenienza piemontese e sono composti da due tavoli da muro con piani in commesso di pietre dure e una preziosa cassaforte ottocentesca con un tavolino d’appoggio veneziano.
La sala delle prospettive era utilizzata come sala da musica.
Procedi la visita alla palazzina di caccia di Stupinigi con la sala del Bonzanigo. Questa sala è dedicata allo scultore astigiano Bonzanigo e a Francesco Bolgié, intagliatore piemontese. Questa intitolazione deriva dalle ventole dipinte a grisaille e dallo stipo medagliere bianco e azzurro.
Il camino è invece arredato da due candelieri in bronzo dorato con le statuette della Vittoria.
Le decorazioni del gabinetto del Pregadio, oltre che per gli affreschi nelle sovrapporte, nelle imposte delle finestre e nella volta, sono ben riconoscibili per via della tapezzeria neoclassica uguale a quella della stanza successiva. Questa è in lampasso di seta damascato verde con decorazione a nastro.
Il nome di questa stanza è legato alla presenza del pregadio di Pietro Piffetti, realizzato nel 1758.
Il gabinetto presenta una tappezzeria in taffetas di seta color avorio dipinto a ramage con peonie. Il mobilio è riferibile all’ebanisteria piemontese di metà settecento, con mobili intarsiati come la scrivania a ribalta e il tavolino con piano in radica.
A questi si affiancano gli arredi dorati come le tre appliques e la specchiera con la sottostante console, questi derivanti da intagliatori veneziani.
Arriverai così alla camera da letto della palazzina di caccia di Stupinigi. L’affresco al soffitto risale al 1761, mentre le sovrapporte sono di un paio d’anni più tardi e raffigurano i trofei di fiori.
In questa camera è presente un letto settecentesco con baldacchino all’imperiale. Completa il mobilio un inginocchiatoio, due sputacchiere e la scrivania di Diana. Tutti questi arredi non erano stati pensati appositamente per la palazzina di caccia di Stupinigi, ma vengono da altri palazzi sabaudi.
Il salotto richiama la funzione primaria di questo edificio nelle sovrapporte, dove sono state dipinte delle vedute di caccia nel 1763.
Ad arredare il salotto ci sono poi una serie di mobili neoclassici originali della palazzina: un divano dorato, le sedie e gli sgabelli rivestiti con un tessuto moderno, un tavolo da muro, un tavolo tripode e due angoliere con una laccatura rossa, due cassettoni dorati con teste femminili.
Raggiungerai così l’anticamera dell’appartamento dei duchi di Chiablese, con arredi e decorazioni di gusto rocaille. Questo particolare stile indica una decorazione con pietre, rocce e conchiglie. Questa tipologia di decorazione era particolarmente in voga in Francia nella prima metà del settecento ed arriva in Italia con lo stile rococò.
La volta dell’anticamera è decorata con affreschi che raffigurano trofei di guerra e fiori. Alle pareti ci sono invece grandi dipinti con soggetti di storia antica, modelli per la filatura degli arazzi della manifattura reale di Torino.
Gli arredi sono composti da due console a rocailles e due tavoli a muro in lacca chiara e intaglio dorato risalenti alla metà del settecento.
L’atrio dell’appartamento dei duchi di Chiablese deve il suo nome al duca del Chiablese Benedetto Maurizio, a cui questo spazio venne destinato nel 1739. In quell’occasione la palazzina venne ampliata per realizzare questi spazi, accessibili anche dalla grande porta a vetri che si affaccia sulla corte d’onore.
A decorazione di questi spazi ci sono le sculture in marmo di Giovanni Battista Bernero che raffigurano Diana, Atteone e Bacco, tutte risalenti alla seconda metà del settecento.
La galleria di levante è estremamente scenografica. Da un lato è aperta sulla corte d’onore, mentre dall’altro sul giardino. Questa galleria unisce l’appartamento di levante all’appartamento del re e si trova nella parte centrale e più antica della palazzina di caccia di Stupinigi, insieme al simmetrico appartamento della Regina.
Oltre alle tre serie di ventole da muro tardo settecentesche, qui trovano posto anche sei trofei venatori in gesso dorato e dipinto posizionati sui piedistalli delle balaustre dei padiglioni laterali del corpo centrale della palazzina.



Procedi con la visita della sala degli scudieri decorata dall’affresco nella volta con Giasone e il drago alato e nei peducci dalle figure allegoriche delle Stagioni.
Sono inoltre presenti alcuni dipinti che raffigurano le vedute di caccia, in cui sono raffigurate le fasi di caccia al cervo con sullo sfondo le residenze reali sabaude, tra cui la stessa palazzina di caccia di Stupinigi e il castello di Moncalieri.
Il calendario della stagione di caccia prendeva il via a Stupinigi a settembre e arrivava al culmine il 3 novembre, con la grande caccia di Sant’Uberto.


Il salone centrale della palazzina di caccia di Stupinigi è il cuore di tutta la struttura. Questo è riccamente decorato ed ha una forma ovale a doppia altezza, chiusa da una grande cupola a barca rovesciata. La cupola è decorata anche esternamente, infatti sulla sua sommità trova posto la scultura di un cervo, divenuto simbolo della palazzina.
Gli interni sono invece decorati con affreschi trompe l’oeil che hanno come tema quello della caccia e che risalgono agli anni tra il 1731 e il 1733.



La sala è ellittica e posta all’intersezione della croce di Sant’Andrea in cui sono ospitati gli appartamenti reali. Il salone venne interamente progettato da Filippo Juvarra e affrescato tra il 1731 e il 1733. Anche qui le decorazioni richiamano il tema venatorio: la volta presenta il Trionfo di Diana, mentre gli intradossi sono decorati con le Ninfe a caccia di pavoni e pernici.
Sono inoltre presenti 36 applique intagliate con testo di cervo scolpite e leccate di azzurro e color oro. C’è infine un lampadario monumentale in cristallo e bronzo del 1773.
Il prossimo spazio, allungato, rappresenta l’anticappella e la cappella di Sant’Uberto. Qui la boiserie segna il perimetro della sala ed è valorizzata da tele dipinte. Tra queste c’è il dipinto con il Miracolo di Sant’Uberto di Vittorio Amedeo Rapous.





Arriverai così agli appartamenti del re e della regina. Partendo da quest’ultimo potrai accedere all’anticamera della regina, dove è presente la volta affrescata più bella di tutto il complesso. L’affresco del 1733 rappresenta il Sacrificio di Ifigenia, mentre gli altri pannelli decorati presenti nella sala risalgono al 1739 e rappresentano vedute di paesi e architetture. La tappezzeria di questo ambiente è in seta tussor canneté e caratterizzata da nodi d’amore, nastri e corone.
Procedi poi nella camera da letto della regina, dove la volta affrescata rappresenta il Riposo di Diana e Atteone, con la dea circondata da ninfee sulle rive di un fiume. Gli arredi sono composti da una console di fine settecento, un piccolo divano e alcune sedie. C’è inoltre un pregadio in legno intarsiato e la tappezzeria è in taffetà di seta color avorio.
L’appartamento della regina è completato dal gabinetto di toeletta chiuso da una volta a grottesche con candelabri, figure cinesi, aironi, putti, angeli e fiori.





Termina la visita alla palazzina di caccia di Stupinigi con l’appartamento del re. Anche questo è composto da tre sale. L’anticamera è affrescata con il Mito di Diana e l’arredo è in stile neoclassico e composto da un paravento in seta con cornice dorata, divani, specchiere e cassettoni.
La camera da letto del re ha una volta affrescata con altre scene della vita di Diana e gli arredi sono un ottimo esempio di ebanisteria sabauda, tra cui un pregadio della seconda metà del settecento. C’è inoltre un grande armadio a medagliere in legno con intarsi in avorio e tartaruga e due scrivanie in legno e avorio.
Il gabinetto da toeletta del Re ha una volta a grottesche realizzata nella prima metà del settecento.
La palazzina di caccia di Stupinigi è aperta dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:30 e il sabato, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 18:30, mentre è chiusa i lunedì. L’ultimo ingresso è sempre mezz’ora prima della chiusura.
Il servizio di biglietteria potrebbe essere sospeso tra le 12:00 e le 13:00.
Il costo di accesso alla palazzina di caccia di Stupinigi è di 12€ per il biglietto intero e di 8€ per il ridotto (gruppi da 15 a 25 persone, studenti tra i 18 e i 25 anni) e di 5€ per il ridotto giovani tra i 6 e i 17 anni.
Il costo d’ingresso è invece compreso nell’abbonamento musei Piemonte e Valle D’Aosta.
Il luogo più vicino in cui dormire per visitare la palazzina di caccia di Stupinigi è il piccolo comune di Nichelino. Soggiornando qui potrai raggiungere il palazzo a piedi o comunque in pochissimi minuti di auto.
A questo link trovi diverse sistemazioni disponibili a Nichelino, tra cui questo appartamento estremamente vicino alla palazzina.
Nichelino è però una cittadina piccola e per questo motivo potresti preferire una città più grande con maggiori servizi per i turisti. In questo caso Torino fa al caso tuo, vista anche la distanza di soli 20 minuti.
Clicca qui per vedere numerose sistemazioni disponibili a Torino. Tra queste ti segnalo questa struttura molto vicina alla stazione di Porta Nuova, quindi comoda anche nel caso in cui tu decida di raggiungere la palazzina di Caccia di Stupinigi con i mezzi pubblici.