
La pieve di San Pietro a Romena è un’antica e suggestiva chiesa risalente all’XI secolo. Oltre alla sua antica architettura, a colpire è il contesto naturale in cui è immersa, tra le foreste del Casentino, alberi di mandorlo e campi di lavanda.
Intorno alla pieve di San Pietro a Romena è fiorita una piccola comunità religiosa, che accoglie i visitatori e chiunque sentisse l’esigenza di entrare più in contatto con la propria spiritualità, ovviamente a sfondo religioso. Nonostante ciò la visita alla pieve è suggestiva anche per chi non dovesse essere credente.
Dove si trova la pieve di San Pietro a Romena
Altitudine delle pieve di San Pietro a Romena
Come arrivare alla pieve di San Pietro a Romena
La storia in breve
Visita della pieve di San Pietro a Romena
La pieve di San Pietro
La via della Resurrezione
La canonica e la casa colonica
Sale dell’arca e della colomba e del mandorlo
L’auditorium
Le cappelle della preghiera
Il giardino della bellezza
Il giardino della resurrezione
Orari di apertura della pieve di San Pietro a Romena
Dove mangiare – Ristorante
Dove dormire
Immagini della pieve di San Pietro a Romena
Ecco tutti i dettagli sulla pieve di San Pietro a Romena e sulla comunità che vi è sorta a partire dal 1991.
La pieve di San Pietro a Romena è compresa all’interno del comune di Pratovecchio Stia, a circa un chilometro e mezzo dal centro abitato. È immersa tra le colline del Casentino, nell’Alta Valle dell’Arno.
È in Toscana, in provincia di Arezzo, nonostante disti circa 50 chilometri dal suo capoluogo, e si trova non troppo distante dal confine con la Romagna.
La pieve di San Pietro a Romena è ad un’altitudine di circa 480 metri sul livello del mare.
Il metodo più pratico per arrivare alla pieve di San Pietro a Romena è in auto. È necessario seguire le indicazioni per Pratovecchio. Una volta giunto a Pratovecchio potrai seguire le indicazioni per la pieve, che dista circa 1,5 chilometri.
Se vuoi raggiungerla in treno dovrai arrivare alla stazione ferroviaria di Arezzo e da qui prendere il treno TFT (trasporto ferroviario toscano) del Casentino che ferma anche a Pratovecchio. Il treno fa corse ogni ora, ad esclusione della domenica. Sceso a Pratovecchio dovrai camminare per circa 30 minuti per giungere alla pieve di San Pietro a Romena.
Infine in autobus, puoi arrivare da Firenze. Qui i bus partono dall’hub di Montelungo, uscendo dal binario 16 dietro alla stazione di Firenze Santa Maria Novella. La linea è la SITA Firenze-Bibbiena SI90, con cambio previsto a Pontincelli. Sono previste corse ogni due ore, dalle 6 del mattino alle 18 del pomeriggio. Scendi alla fermata di Pratovecchio e poi prosegui per circa 30 minuti a piedi. Se vuoi evitare parte del tratto a piedi puoi comunicarlo all’autista una volta salito a Ponticelli. In questo caso si fermerà a Coffia. Da qui prosegui dritto per cento metri e sulla destra troverai la stradina che conduce a Romena con una passeggiata in discesa di circa 15 minuti.
La storia della pieve di San Pietro a Romena è piuttosto antica. Nonostante la sua prima menzione risalga alla metà dell’XI secolo, attraverso alcuni ritrovamenti archeologici è stato possibile affermare che qui ci fossero altri edifici di culto risalenti all’epoca etrusca e romana. Non a caso, proprio in questa posizione passava un’importante arteria viaria che attraversava la valle da nord a sud.
Ulteriori scavi avvenuti nel secolo scorso hanno portato alla luce le fondamenta di una chiesa triabsidata dell’XVIII secolo, i cui resti sono ancora visibili sotto alla chiesa della pieve di San Pietro a Romena.
La chiesa attuale risale invece a una costruzione del 1152, anche se alcune parti sono più recenti. A causa di uno smottamento del terreno, nel 1678, la facciata e le ultime due campate andarono distrutte e, ancora, un terremoto nel 1729 causò danni al presbiterio e al campanile. Tutti i danni furono prontamente sistemati, in maniera tale da dare continuità all’attività della chiesa.
Inoltre, dal 1991, con l’istituzione di una comunità, molti edifici intorno alla pieve sono stati recuperati ed adeguati a nuovi scopi.


Durante la visita della pieve di San Pietro a Romena non vedrai solo l’antica chiesa intorno alla quale è nato tutto il complesso, ma potrai vedere le strutture più recenti, restaurate dal 1991 per dare vita agli spazi di una vera e propria comunità.
Questa comunità è stata fondata da don Luigi Verdi, nato a San Giovanni Valdarno (Arezzo) nel 1958.
Ecco tutti gli spazi che compongono questo luogo.






La pieve di San Pietro a Romena è l’edificio principale di questo complesso, intorno al quale girano tutte le altre strutture. Si presenta con una facciata semplice, realizzata con pietre conce e con il campanile sul lato sinistro, ribassato in seguito ai danni riportati da un terremoto.
Gli interni sono distribuiti su tre navate suddivise in cinque campate con un soffitto a capriate che conduce fino al presbiterio rialzato rispetto al resto della chiesa.
L’abside è decorato da un doppio ordine di semicolonne e archi, che incorniciano le aperture della chiesa costituite da una trifora e due bifore. Questi vennero realizzati da artisti d’oltralpe, così come ad artisti francesi e maestranze lombarde vanno ricondotti i capitelli delle dieci colonne monolitiche. I capitelli presentano motivi fitomorfici, zoomorfici e antropomorfici.
Qui, ai temi cristiani si sovrappongono figure e simboli più antichi che si ricollegano a riti di fecondità e di propiziazione.
Due capitelli della navata sinistra presentano particolari raffigurazioni: il nome del committente, tale Alberico, e la data del 1152, mentre un altro presenta i quattro evangelisti scolpiti.
A destra della chiesa c’è il battistero, chiuso da una volta a crociera costolonata risalente al periodo tardoromanico.
Una delle prime tappe giunti alla pieve di San Pietro a Romena è una piacevole passeggiata arricchita da otto tappe con piccole sculture e brevi testi che invitano il visitatore a riflettere sui sentimenti e le parole che aiutano la rinascità: dall’umiltà, alla leggerezza, dal perdono all’amore.
La via della Resurrezione è una camminata che invita alla meditazione e che si sviluppa intorno alla comunità, vicino a campi coltivati, al bosco e a un piccolo fiumiciattolo.


Un altro spazio antico di questa comunità è quello della canonica, affiancata alla chiesa. Questi spazi erano anticamente abitati dal custode della pieve e, quando si è creata la comunità nel 1991, sono stati ristrutturati. Ci sono diverse sale all’interno della canonica, che si sviluppa su due piani. Tra questi la sala da pranzo, in cui la comunità si ritrova per i pranzi e le cene, quella del camino, quella degli abbracci con un grande tavolo ovale.
Al di là della strada che passa al fianco della pieve c’è anche la casa colonica, anticamente appartenuta al fattore che amministrava questi terreni. Anche questa è stata ristrutturata e, come la canonica, dispone di alcune stanze riservate all’accoglienza, soprattutto nel fine settimana.


Sono poi presenti altre sale dedicata alla vita della comunità. La prima è la sala dell’arca e della colomba. Si tratta di un grande spazio con un tavolo per ospitare riunioni e incontri, ma principalmente per il pranzo dei genitori del gruppo Naìn. Questo gruppo, formato da genitori che hanno affrontato la perdita di un figlio, si incontra una domenica al mese.
C’è poi la sala del Mandorlo, in cui una parete è decorata con l’immagine del Mandorlo di Van Gogh. Anche questo spazio è dedicato ai genitori del gruppo Naìn, che qui si ritrovano per i loro incontri.
La pieve di San Pietro a Romena è dotata anche di un auditorium, realizzato negli spazi un tempo adibiti a stalla per l’allevamento di mucche.
Oggi possono trovare posto nell’auditorium Giuseppe Baracchi fino a 300 persone. Qui vengono svolti convegni, concerti e spettacoli per la comunità. Lungo le pareti dell’auditorium sono disposte una serie di icone create da don Luigi con materiali poveri e di riciclo.
Intorno alla pieve di San Pietro a Romena si è ovviamente sviluppato un ambiente molto legato alla religione. E, per questo motivo, nei pressi della casa colonica sono presenti tre piccole cappelle chiamate Nazareth, Tenerezza e Misericordia. Gli spazi sono molto suggestivi, con muri in pietra e soffitti in legno e un sottofondo musicale.
A rendere ancora più particolari questi spazi ci sono dei manufatti in legno utilizzati per riscaldare le stanze. Questi richiamano la professione di falegname di Gesù.



Ci sono poi altri due giardini da vedere, quello della bellezza e quello della resurrezione, vicini tra loro.
Il giardino della bellezza è davanti alla canonica della pieve di San Pietro a Romena ed è ricavato in uno dei grandi polmoni verdi della comunità. Qui i bambini possono giocare e gli adulti passeggiare arrivando fino al panorama sul Casentino con il castello di Poppi, il sasso della Verna e la foresta del Pratomagno.
Sotto un albero di gelso è stata eretta una croce per ritrovarsi con le altre persone. Un ulteriore punto di raccoglimento è Lo Sguardo, segnalato da un’altra croce e qualche asse di legno per segnalare un punto di ritrovo dove incontrarsi e pregare.
Suggestivo è anche il campo di lavanda che ha come sfondo l’abside della chiesa.
L’ultimo spazio è infine il giardino della resurrezione, organizzato tra i colorati mandorli in fiore e con al centro un grande ulivo che simboleggia la vita. Il simbolo del mandorlo è invece legato alla vita che scorre prepotente e inarrestabile, così come i fiori dell’albero sfidano il gelo.
Ognuno di questi mandorli è stato piantato dai genitori del gruppo Naìn e porta il nome del figlio perso.
La pieve di San Pietro a Romena è aperta e visitabile tutti i giorni, ma se sei interessato a visitare altri spazi oltre la chiesa o ad entrare in contatto con la fraternità che qui si è costituita, ti consiglio di visitare il sito ufficiale per conoscere gli orari di apertura delle singole istituzioni.
All’interno della pieve di San Pietro a Romena è attivo un piccolo ristorante self service, dove potrai trovare diversi piatti. Subito al di fuori dalla zona ristorante sono presenti tavoli dove potrai accomodarti per consumare il tuo pasto.
Qui troverai sia un bar caffetteria, aperto tutti i giorni di luglio e agosto con colazioni, snack e dolci autoprodotti, che il ristorante aperto per pranzo i giovedì, i venerdì, i sabati e le domeniche. Se vorrai fermarti qui a pranzo è gradita la prenotazione con due giorni di anticipo ed è indispensabile per gruppi al di sopra delle 10 persone.
Nella scelta di dove dormire per visitare la pieve di San Pietro a Romena, dipende da come ti approcci a questo luogo. Per percorsi di raccoglimento o all’interno della comunità sono infatti disponibili dei posti in cui pernottare, tendenzialmente con camerate e bagni in comune.
Se invece vuoi visitare questo luogo da turista, la località più vicina in cui soggiornare (a 5 minuti di auto) è quella di Pratovecchio.
A questo link trovi le strutture disponibili a Pratovecchio. Quelle più vicine alla pieve sono questo bell’agriturismo e le camere di questo casale in pietra in un piccolo borghetto dotato anche di piscina.
Ecco qualche altra immagine della pieve di San Pietro a Romena.



