Reykjavik – Un Giorno nella Capitale d’Islanda

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L’arrivo a Reykjavik

Arriviamo a Reykjavik nel secondo giorno del nostro viaggio in Islanda, attraverso un autobus che da Keflavik ci lascia alla stazione centrale della capitale islandese. Qui prendiamo un altro autobus cittadino che ci porta fin sotto il nostro hotel: soggiorniamo al Galaxy Pod Hostel.

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Si tratta di uno di quegli alberghi con al suo interno i pod: ovvero delle piccole strutture complete di tutto che spesso si trovano negli aeroporti asiatici ed, infatti, hanno una personalizzazione sul frontale della struttura con degli aerei. Arrivati al piano dell’ostello ci accoglie un ragazzo italiano alla reception, che non è particolarmente entusiasta di Reykjavik e delle sue dimensioni. Ci assegna i nostri pod e, curiosi, guardiamo subito al loro interno: ci sono varie luci che creano diverse atmosfere, dalla più soffusa a quella per leggere. C’è anche la possibilità di attivare riscaldamento o aria condizionata oppure ancora semplicemente un ricircolo d’aria. Ci sono inoltre alcuni portaoggetti ed uno specchio ed ovviamente ci si può chiudere al loro interno.

Dopo qualche minuto di sistemazione e relax decidiamo di cominciare la visita della città, scendiamo, facciamo un po’ di spesa al vicino supermercato per le colazioni itineranti dei prossimi giorni e cominciamo la visita vera e propria seguendo la cartina che abbiamo preso all’albergo.

La passeggiata fino al porto vecchio, costeggiando l’oceano

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Il centro è abbastanza contenuto, tanto che è possibile girarlo a piedi, perché equivale ad un medio centro storico italiano. Le attrazioni, molte delle quali visitabili solo esternamente, sono sparse per tutto il suo territorio. Rimango sorpreso dalla prima chiesa che vediamo: la chiesa Filadelfia. Si tratta di una chiesa evangelica in stile moderno, fondata nel 1936, e dentro alla quale vengono celebrate le messe in lingua inglese.

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Da qui proseguiamo verso il lungo mare o, è meglio dire, il lungo oceano. La prima attrazione segnalata è la Hofdi House: si tratta di uno degli edifici storici più significativi di Reykjavik. Nata inizialmente come residenza del console francese, divenne successivamente la casa del poeta nazionale Einar Benediktsson, raffigurato nella statua adiacente la struttura. Nel 1986 avvenne qui l’incontro tra i presidenti Reagan e Gorbachev da cui partì un primo segnale per la risoluzione della guerra fredda. Da questa casa infine partì il primo collegamento via radio di Islanda all’inizio del secolo scorso.

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Arrivati in fondo a questa strada si può proseguire a sinistra per arrivare al centro storico attraverso una stretta strada pedonale affiancata ad una delle arterie stradali principali della città (niente a che vedere con il traffico italiano). La strada costeggia l’oceano e viene separata da questo anche attraverso l’uso di diversi massi di varie dimensioni, tra i quali si può trovare anche una piccola ghiaia nera, che dovrebbe essere formata da lava. Da qui si possono già vedere i (pochi) grattacieli della capitale ed il suo bel centro congressi Harpa.

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Lungo questa passeggiata ci imbattiamo in altre due statue: la Partnership Sculpture risalente al 1991 che celebra i cinquant’anni di proficui rapporti diplomatici tra Islanda e Stati Uniti, e poco distante c’è anche uno dei simboli dell’intero stato. Si tratta della scultura Sun Voyager risalente al 1986 e vincitrice di un concorso per celebrare i 200 anni della città di Reykjavik. Rappresenta una nave fantastica ma anche un’ode al sole che, grazie alla sua posizione viene illuminata in maniera suggestiva durante le varie ore del giorno.

L’Harpa – Centro Conferenze e Concerti

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centro congressi harpa islanda

Harpa conference center - interni

In un battibaleno arriviamo all’Harpa: uno splendido palazzo in vetro, composto da varie vetrate irregolari e di diverse sfumature, che ospita i congressi e concerti nella capitale; è possibile visitare i suoi spazi che al piano terra, oltre ad una biglietteria, hanno diversi shop ed è possibile salire i vari piani attraverso una massiccia scala che accompagna i tavolini e le sedute del bar interno. Dal punto di vista architettonico la struttura è estremamente suggestiva: all’interno è colorata di nero, ma illuminata da diverse sfumature grazie ai colori delle vetrate che rimbalzano su di un soffitto a specchi. Gli spazi larghi si affacciano sul centro della città da una parte e sul porto dall’altra. Questa costruzione  nata da un progetto frutto della collaborazione di uno studio danese e di uno islandese è stata inaugurata nel 2011 e nelle ore serali dà il suo meglio, quando la luce più tenue illumina tutta la struttura.

Noi ci perdiamo al suo interno, approfittandone anche per scaldarci un po’. Infatti nonostante siamo a Luglio il clima fresco richiede un giubbotto anche durante il giorno. Le temperature diurne si muovono tra i 10 ed i 17/18 gradi.

La collina della città e gli edifici storici

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Dopo circa un’oretta di visita usciamo nuovamente diretti verso la collina della città: Arnarholl sulla cui vetta spunta la statua di Ingólfur Arnarson risalente al 1924 e che celebra il primo colonizzatore islandese che arrivò in questa terra nel 874. Proprio su di questa collina, tra qualche ora, si raduneranno svariate centinaia di islandesi: siamo infatti nel periodo degli europei di calcio e la loro prima partecipazione sta avendo risultati al di sopra delle aspettative, tanto che si stima che quasi metà della popolazione islandese sia all’estero a seguire le partite. Anche noi ci uniremo alla visione del match che segnerà però la loro uscita dal torneo. Il clima rimarrà comunque festoso e non posso fare altro di pensare che dovrebbe essere questa la vera filosofia ed il modo sano di vivere lo sport, mentre da noi purtroppo spesso e volentieri non è così.

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Adiacente alla collina troviamo altri due edifici importanti: il national theatre (Þjóðleikhúsið) che è ovviamente il teatro nazionale della capitale. Aperto dal 1950 ospita all’interno della sua struttura scura tre sale di diversa capienza. Poco distante si trova la Culture House di Reykjavik: uno dei musei principali della città focalizzato sulle arti visive.

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Procediamo la nostra visita a piedi e passiamo per la Government House: un bell’edificio bianco nato a fine ‘700 come carcere, utilizzato ad inizio ‘900 come residenza del governo danese ed attualmente al centro del governo islandese in quanto convertito ad ufficio del primo ministro.

Poco distante ci imbattiamo in un altro edificio simile al precedente, ma rivestito in lamiera come le abitazioni che abbiamo visto a Keflavik. Si tratta del College Menntaskolinn, conosciuto anche come Junior College e le cui origini sembrano risalire all’anno 1056. L’attuale edificio venne edificato nel 1846 e fu il più grande edificio islandese dell’epoca.

Il lago Tjornin

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Siamo nel pieno centro storico e come punto di riferimento abbiamo un grande lago: il lago Reykjavikurtjorn (non ho nemmeno provato a pronunciarlo), semplificato in lago Tjörnin. Sulle sue acque tranquille si affaccia il municipio della città: si tratta di un edificio moderno ed imponente piuttosto recente. Venne infatti costruito nel 1992 ed oltre alla sua funzione amministrativa, al suo interno ospita anche mostre d’arte.

Sul lago si affacciano anche la chiesa Frikirkjan (Free Church) che risale ad inizio ‘900 e che venne progressivamente ampliata e la National Gallery la quale ospita principalmente dipinti appartenenti ad artisti locali del 19° e 20° secolo. La National Gallery non dispone di una collezione permanente ma alterna mostre temporanee ed è ospitata in quest’edificio nato nel 1884 come galleria indipendente che venne acquisita nel 1916 dallo stato islandese.

La Nordic House

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Passiamo per il giardino botanico (Pavillion Garden) che non è poi così vasto, ma consideriamo sempre che ci troviamo in un paese con svariati mesi di buio, e ci muoviamo in direzione della Nordic House. Si tratta di un’istituzione culturale e di architettura ad appena 10 minuti dal centro storico che ospita al suo interno molti eventi e mostre. La sua sede è stata disegnata da un architetto finlandese durante la prima metà del ‘900 e da qui si ha una bella vista sul centro storico, l’osservatorio della città (la Perla) ed una piccola serra. Per arrivarci bisogna fare molta attenzione alla profusione di escrementi di papere che si trovano ovunque intorno al laghetto che bagna il giardino della struttura. Direttamente sulla Nordic House si affaccia anche la sede dell’università d’Islanda.

Ci rendiamo conto che la visita della città sarà piuttosto veloce, quindi rallentiamo il ritmo e ci fermiamo qualche minuto nella serra e nel vicino orto, dove le poche verdure vengono coltivate in vasconi di terra che non vengono a contatto diretto con il terreno.

Ritorno al centro storico

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Leggermente fuori dal centro si trova anche il National Museum of Iceland: una grande struttura dalla facciata arrotondata che sta chiudendo durante il nostro arrivo. Ha il suo interno una sezione permanente che viene affiancata a diverse mostre temporanee le quali mettono in evidenza pezzi di epoca medievale relativi ai ritrovamenti dei colonizzatori vichinghi, fino ad arrivare all’arte contemporanea.

Decidiamo di tornare verso il centro storico, passando per una zona residenziale poco distante il lago. Le abitazioni sono alte e di colori vivi, il rosso è uno dei colori preferiti abbinato al bianco e da qui si ha una piacevole vista sullo skyline di Reykjavik. Incontriamo di tanto in tanto qualche podista che corre sulla strada, tanto è basso il traffico in questa zona.

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In pieno centro si trova la statua di Skuli Magnusson, noto anche con il nomignolo di sceriffo Skuli, fu sostanzialmente colui che fondò la capitale dell’Islanda.

Le chiese ed il Parlamento

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In così poco spazio si trovano tante chiese di diverse fedi, come la chiesa luterana Domkirkjan, proprio adiacente ad Althing – House of parlamient, il parlamento islandese. Quest’istituzione per l’Islanda ha origine antichissime, infatti l’assemblea del parlamento nacque nel 930 e si riuniva inizialmente a Tingvellir, un luogo fantastico dove si incontrano due placche terrestri e che visiteremo durante gli ultimi giorni di questo viaggio.

Ovviamente non poteva mancare la cattedrale in stile gotico, dove arriviamo per l’inizio della funzione, per cui la visita sarà relativamente veloce. La Cattedrale di Cristo Re è ovviamente il luogo principale di culto cattolico della città nonché unica cattedrale cattolica in tutto il paese. La sua costruzione terminò nel 1929 e sorge a pochi minuti dal centro storico in mezzo ad un prato verde.

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Hallgrimskirkja

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Inizia ad essere sera, per cui percepiamo i morsi della fame. Torniamo nel centro storico, dove i baldacchini di street food iniziano a riempirsi. Noi ci guardiamo intorno per trovare un ristorante che prepari anche piatti vegetariani, ma l’impresa non è semplice. Le attività che hanno un’alternativa vegetariana sono davvero poche ed inoltre i prezzi sono piuttosto alti. Identifichiamo il ristorante dove fermarci a cena, ma prima vogliamo concludere la visita della città. Un monumento piuttosto grande e visibile da tutte le parti della città, tanto da diventare un punto di riferimento per il centro storico, è la Hallgrimskirkja: un’altissima chiesa luterana di 74,5 metri: la quarta struttura più alta di Islanda, commissionata nel 1937 ed i cui lavori di costruzione cominciarono solo al termine della seconda guerra mondiale e si protrassero per ben 38 anni. Si tratta di uno dei pochi edifici in “stile nazionale basaltico islandese” (stile presente anche nella cattedrale di Akureyri, la seconda città più grande di Islanda). I blocchi di cemento esterni sembrano due ali che accompagnano l’alto campanile che colleziona ben 29 campane. Al suo interno, lo stile gotico è arricchito da un grandissimo organo che viene utilizzato anche per concerti: ne è appena terminato uno ed all’interno si trova ancora qualche persona.
La struttura è decisamente particolare. A prima vista non l’ho amata particolarmente, ma con il cambio di luce che illumina gli esterni ho cambiato totalmente opinione.

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Ritorniamo poi al ristorante dove mangiamo una buonissima cena. Il piatto vegetariano è composto per la maggior parte di ottime salse, ma pur sempre salse, tanto che è necessario farci portare una porzione aggiuntiva di pane. Terminata la cena raggiungiamo la collina Arnarholl già bella gremita di islandesi che seguono la partita cominciata da poco e che eseguono a ripetizione il battito di mani che li ha caratterizzati durante questi europei.

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Terminato il match facciamo un’ultima passeggiata in zona porto vecchio, per rivedere l’Harpa center illuminata da una luce più tenue, e dove troviamo un uomo che pesca in una zona proibita alla pesca. Torniamo infine in albergo dove passiamo un’ottima notte all’interno dei nostri pod.

Per visitare Reykjavik una giornata intera è più che sufficiente, anche se si vuole visitare qualcuno dei suoi musei.

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La mattina successiva ci svegliamo di buon’ora, tant’è che in sala colazioni c’è pochissima gente. Dobbiamo ritirare la macchina a noleggio nell’ufficio di Reykjavik, che purtroppo non si trova all’interno del centro storico, ma è possibile raggiungerlo solo in bus. Speriamo di poter fare il biglietto con la carta di credito direttamente sul mezzo, perché non abbiamo ancora prelevato contante, ma così non è, perciò acquistiamo i ticket in un vicino supermercato. Il biglietto è un tagliandino piccolissimo che getteremo all’interno di un contenitore una volta saliti sul mezzo.

 

Scopri tutto il tour di 8 giorni in Islanda:

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Reykjavik - Un Giorno nella Capitale d'IslandaUn giorno a passeggio per Reykjavik.Cosa vedere nel piccolo centro storico della capitale islandese, tra sculture, edifici tipici e architetture stravagantihttps://www.lorenzotaccioli.it/reykjavik-un-giorno-nella-capitale-dislanda/
Lorenzo Taccioli