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La parte più particolare del MACRO è sicuramente la sala conferenze: una struttura rossa in mezzo alla sala principale con sotto televisioni e materassi e panche sopra.
Al piano terra c’è una grossa mostra di Pascale Marthine Tayou: Secret Garden. E’ un miscuglio di materiali ed oggetti diversi tra loro. Appena entrati l’occhio si perde su diversi punti: dalle numerose zucche appese ed intervallate a bottiglie di vino e sedie, alle grosse strutture a forma di diamante che scendono dall’alto soffitto, alle statue di diverse dimensioni sparse per la stanza. Nelle sue diverse opere c’è un continuo rimando al viaggio riscontrato nei diversi richiami geografici ma anche attraverso la scelta di materiali (che spesso sono materiali di scarto).
Sempre dell’artista camerunese è esposta al piano superiore l’opera Plastic Bags. Quest’opera mostra un un diverso e corretto uso del sacchetto di plastica e diviene una critica non troppo velata alla condizione dell’uomo contemporaneo ed al suo consumismo imperante.

Proseguendo, al piano terra è stata creata una linea del tempo che riporta i diversi avvenimenti che hanno influenzato l’arte e Roma dalla seconda metà del ‘900..

Al primo piano, invece, sono esposte numerose opere di Jimmie Durham, la maggior parte delle quali sono opere create partendo da oggetti trovati (o rifiuti). C’è un continuo richiamo alla forza della natura ed è forse per questo che mi è piaciuta così tanto. Le opere diventano simboli di una nuova rinascita, quasi una nuova visione al limite tra natura, tecnologia e civiltà.

L’opera che mi ha più colpito è stata Deposition dove un pezzo di vetro lavico nero (vetro trovato in natura) è posto su di un cavalletto con a terra numerosi bicchieri rotti e nelle casse il rumore di vetri che vengono spaccati, a simboleggiare la forza della natura (vetro naturale) che vince su ciò che l’uomo crea (vetro dei bicchieri).

All’aperto invece, nella cosiddetta Urban Area (dalla quale si vede Plastic Bags) si accede ad un piano rialzato all’aperto. Su di una parete esterna del museo si trova uno “stencil poster” di Sten e Lex, mentre su di un muro esterno c’è l’opera fortemente critica “Voi valete più di molti passeri!” di Ozmo. Anche la fontana presente sulla terrazza è stata rivista da Bros con un collage di pellicole traslucide colorate che rappresenta l’immagine di un uragano scattata da un satellite.

Salendo ulteriormente ci sono altre sale con opere che mi hanno interessato meno ed, alcune, addirittura non funzionanti.

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Roma - MACROAl MACRO di Roma è in esposizione Pascale Marthine Tayou con Plastic Bags e Secret Garden. Opere anche di Sten e Lex, Jimmie Durham, Ozmo e Bros.https://www.lorenzotaccioli.it/roma-macro/
Lorenzo Taccioli