Sacra di San Michele – Guida alla visita

Alta facciata di 41 metri della Sacra di San Michele

La Sacra di San Michele è uno dei monumenti simbolo del Piemonte. Arroccata sulla sommità di una montagna da numerosi secoli, accoglie migliaia di visitatori ogni anno pronti a meravigliarsi al suo cospetto.

Anche Umberto Eco è stato affascinato da quest’abbazia, tanto che vi si è ispirato nello scrivere Il nome della Rosa, dove molte delle ambientazioni descritte ricordano quelle della Sacra di San Michele.

Ecco la guida completa per organizzare la tua visita a questo monumento.

Dove si trova la Sacra di San Michele ^

La Sacra di San Michele si trova nei dintorni di Torino, quindi in Piemonte. Occupa una posizione panoramica sul monte Pirchiriano, appartenente al comune di Chiusa di San Michele e al confine tra le Alpi Cozie e la Pianura Padana.

Salendo sulla sommità dell’abbazia potrai ammirare sia il centro storico del capoluogo piemontese, che un bel panorama sulla Val di Susa.

Come arrivare alla Sacra di San Michele ^

Puoi arrivare alla Sacra di San Michele in automobile, questo è il metodo più pratico. Lungo la strada che conduce fino all’ingresso sono disponibili alcuni parcheggi (piazzale Croce Nera) a circa 800 metri della biglietteria.

Alternativamente puoi scegliere di arrivare fino a qui in treno + autobus. In questo caso, puoi prendere il treno regionale che da Torino Porta Nuova conduce fino alla stazione di Avigliana e procedere poi con l’autobus attivo solo di sabato, domenica e festivi di alcuni periodi dell’anno diversamente dovrai prendere un taxi o camminare a piedi per circa sei chilometri.

Altitudine della Sacra di San Michele ^

Sacra di San Michele a 962 metri di altitudine

La Sacra di San Michele è a 962 metri di altitudine sul livello del mare.

Breve storia della Sacra di San Michele ^

Le origini della Sacra di San Michele si fondano tra il 983 e il 987, periodo in cui avvenne la sua prima costruzione in onore dell’Arcangelo Michele. Al XII secolo risale invece la chiesa dell’abbazia.

La Sacra di San Michele, nata come abbazia benedettina rimase a lungo tale, ovvero dal 983 al 1622, anno in cui i monaci benedettini si ritirarono in quanto rimasti in pochi e ormai anziani.

Dopo un paio di secoli di abbandono, nel 1836 re Carlo Alberto affidò l’abbazia ad Antonio Rosmini e ai Padri Rosminiani. Nello stesso momento fece trasferire qui ventiquattro salme di Principi Reali di Casa Savoia Carignano che vennero tumulate nell’abside centrale fino al 1855 e poi nella tricora sotto il pavimento dell’attuale santuario.
Nel 1937 furono poi preparati e portati qui sedici sarcofagi monumentali in serpentino verde, sempre dedicati ai reali di Casa Savoia.

È nel 1994 infine che la Sacra di San Michele viene riconosciuta monumento e diventa un’icona della regione Piemonte.

Le leggende ^

Una leggenda legata alla Sacra di San Michele narra che questa sia stata costruita dagli angeli e da San Giovanni Vincenzo. In particolare San Giovanni Vincenzo voleva costruire un’abbazia sul monte Caprasio, ma dopo aver iniziato i lavori, ogni notte sparivano le pietre posate durante il giorno.

Deciso a capire cosa succedesse, una sera San Giovanni Vincenzo si appostò per vedere chi sottraesse il materiale e con sua grande sorpresa scoprì essere degli angeli che trasportavano le pietre sul monte di fronte. San Giovanni Vincenzo interpretò questo gesto come volere divino e fece costruire l’abbazia dove si trova ora.

Un’altra leggenda è quella della bell’Alda, a cui è dedicata una torre. Durante l’assedio del Barbarossa una giovane e bella ragazza di nome Alda venne inseguita da un gruppo di soldati e lei, pur di non farsi prendere, decise di gettarsi dalla torre come tentativo di fuga.

Prima di lanciarsi pregò però la Madonna per essere protetta e così, anziché precipitare nel vuoto, venne sollevata da due angeli che la posarono a terra. Increduta di quanto le fosse accaduto raccontò del miracolo ai suoi conoscenti che però non le credettero. Convinta a volere dimostrare quanto avesse detto, decise di arrampicarsi nuovamente sulla torre e gettarsi, ma questa seconda volta nessun angelo accorse a salvarla e leì morì a causa della sua superbia.

Un’ultima leggenda intorno alla Sacra di San Michele è quella della via Angelica, ovvero un percorso molto in voga tra i pellegrini durante il Medioevo. Questa unisce tra loro le basilica di Mont Saint Michel, la Sacra di San Michele e Monte Sant’Angelo in Puglia.

Secondo la leggenda fu la spada di San Michele a tracciare questa via mentre con l’arma era intento a scacciare Lucifero dal Paradiso, lasciando impressi sulla Terra i segni di questo suo gesto e creando una fenditura che collega le tre basiliche. Ciò dà vita anche a un importante campo energetico proveniente dal centro della terra.

La Sacra di San Michele è esattamente a metà della via Angelica, a 1000 chilometri di distanza da entrambe le altre due chiese.

Visita dell’abbazia – Cosa vedere ^

Itinerario della Sacra di San Michele

Già arrivando alla Sacra di San Michele rimarrai meravigliato dalla sua massiccia costruzione che si fonde con la roccia su cui poggia. Si tratta senza dubbio di una delle costruzioni monastiche più spettacolari d’Italia. Non è solo la sua posizione panoramica a renderla tale, ma anche l’utilizzo della roccia, che ne fa sia da base che da elemento che la compone, riproponendosi qua e là anche nei piani più alti dell’abbazia.

L’itinerario tra le cose da vedere alla Sacra di San Michele ti porterà alla scoperta dei suoi spazi interni, ma non solo. Rimarrai sorpreso nel passeggiare tra così tanti secoli di storia e spazi decisamente suggestivi.

Potrai visitare la Sacra di San Michele in autonomia, sfruttando le informazioni disponibili grazie ai QR code disposti lungo l’itinerario, oppure approfittare di una delle visite guidate organizzate il sabato e la domenica alle 11:00 e alle 15:00 o tutti i giorni di agosto alle 11:00.

Ecco cosa vedrai durante la visita.

Sepolcro dei Monaci ^

Iniziandola visita della Sacra di San Michele ti imbatterai nel Sepolco dei Monaci, risalente al periodo tra l’XI e il XII secolo. Questo spazio è composto dai resti di una piccola chiesa romanica, dotata di absidi quadrate e semicircolari. Dedicata al culto di Santo Stefano, iniziò ad andare in rovina nel 1661, fino a diventare molto presto il rudere che puoi vedere oggi.

La pianta centrale è ottagonale e la sua forma deriva dalla Rotonda dell’Anastasis, ovvero l’edificio costruito sul luogo della deposizione del corpo di Cristo e della Resurrezione.

Le foresterie ^

Sempre prima di entrare nel corpo principale della Sacra di San Michele troverai ulteriori spazi da visitare. Tra questi ci sono le due foresterie, ospitate in altrettanti edifici.

La foresteria grande è in un piccolo palazzo in pietra della fine dell’XI secolo utilizzato come spazio ospitale per i pellegrini. In quell’epoca l’abbazia era già sufficientemente famosa da richiedere un ospizio separato dal monastero.

L’attuale foresteria, che ospita la biglietteria, è invece risalente a una ricostruzione avvenuta a cavallo tra l’ottocento e il novecento. Presenta una merlatura ghibellina, ma si tratta di un errore perché essendo stata l’abbazia una proprietà del papato, sarebbe dovuta essere dotata di una merlatura guelfa.

Ingresso della Sacra di San Michele ^

Giungerai così al cospetto dell’ingresso della Sacra di San Michele, davanti a un imponente facciata di 41 metri di altezza caratterizzata da un basamento grigio-ferrigno. Questo risale alla prima metà del XII secolo e aveva la funzione di sorreggere la grande chiesa a cinque absidi.

Dal 2005 su di uno sperone roccia trova posto la statua di San Michele Arcangelo. L’opera è alta circa 5,20 metri ed è stata quella vincitrice di un concorso appositamente indetto dalla Sacra.

Lo scalone dei morti e il portale dello zodiaco ^

Attraversato l’ingresso ti troverai davanti allo scalone dei morti. Questa ampia e ripida scala risale alla metà del XII secolo ed è in parte ricavata nella roccia.

A pochi scalini dall’inizio vedrai alla tua sinistra un massiccio pilastro di circa 18 metri che sostiene il pavimento della chiesa sovrastante.

Il nome di scalone dei morti è legato al fatto che fino al 1936 la nicchia centrale ospitava gli scheletri di alcuni monaci. Inoltre proprio lungo lo scalone si trovavano svariate tombe di personaggi illustri qui sepolti.

La parte più alta dello scalone dei morti conduce al portale dello zodiaco, anche questo risalente al XII secolo. Si tratta di un’opera romanica nei cui stipiti interni sono scolpiti i dodici segni zodiacali (a destra) e le costellazioni australi e boreali (a sinistra).

Sono inoltre presenti diversi capitelli con raffigurati episodi storici e simbolici, come Caino e Abele e le avventure di Sansone.

Archi rampanti e portale d’ingresso ^

Archi Rampanti che sorreggono la chiesa

Uscito dal portale dello zodiaco ti troverai davanti all’ultima rampa di scale, realizzata in pietra verde, che passa attraverso quattro imponenti contrafforti e archi rampati realizzati nello scorso secolo.

Fino all’ottocento qui erano presenti diverse costruzioni e il portale immetteva quindi in spazi chiusi che conducevano alla chiesa. Nell’opera di ripristino dell’abbazia si decise di demolire questi ambienti e vennero realizzati gli archi per dare maggiore stabilità alla parete meridionale della chiesa.

C’è comunque un arco storico, realizzato agli inizi dell’XI secolo. È quello del portale d’ingresso alla chiesa della Sacra di San Michele ed ha uno stile romanico, realizzato in pietra grigia e verde. Al di sopra è presente un goccialatoio che termina nella riproduzione di una testa di un monaco incappucciato, mentre sul lato sinistro era presente la testa di un ragazzo.

Sulla sinistra del portale, in alto, c’è una lapide funeraria romana risalente al I secolo dopo Cristo, a testimonianza della presenza di un’antica stazione romana proprio qui.

La chiesa della Sacra di San Michele ^

Giungerai così alla alla chiesa della Sacra di San Michele. Quest’ampio spazio subì diverse revisioni durante i secoli, tanto che racchiude in sè differenti stili:

  • romanico nella parte dell’abside;
  • romanico di transizione nella seconda e terza arcata, dove sono presenti alcuni pilastri a fascio e archi acuti;
  • gotico di scuola piacentina nelle decorazioni del finestrone dell’abside e nelle finestre delle navate minori.

Costruita una prima volta nel XII secolo, la chiesa era originariamente sormontata da volte a crociera, poi crollate e sostituite nel seicento da volte a botte e infine ripristinate durante i lavori ottocenteschi e novecenteschi.

Passeggiando per le cinque navate della chiesa potrai notare colonne, colonnette, lesene e spigoli coronati da ben 139 capitelli. Sul fondo della navata centrale c’è invece un ambiente a pianta irregolare noto come Coro Vecchio, ovvero ciò che rimane della prima chiesa e in cui oggi puoi vedere diversi dipinti quattrocenteschi e cinquecenteschi, oltre che dieci dei sedici sarcofagi in pietra che contengono le salme dei principi di casa Savoia.

In questi spazi potrai quindi trovare importanti affreschi e dipinti realizzati principalmente durante il cinquecento.

Cappelle primitive ^

Cappelle primitive

Durante la visita della chiesa potrai passare per le cappelle primitive, ovvero quegli spazi che furono alla base della costruzione dell’abbazia. La prima cappella risale agli inizi del IV secolo, dopo l’Editto di Milano datato 313 dopo Cristo.

Da qui potrai procedere poi verso la seconda cappella, quella Longobarda. Potrai notare che, a differenza della precedente, in questa manca l’abside. Il suo spazio è stato infatti sacrificato per erigere il basamento per il pilastro destro della quinta chiesa, eretta agli inizi del XII secolo.

Procedendo ulteriormente arriverai alla terza cappella, risalente agli inizi del X secolo e costruita da San Giovanni Vincenzo, arcivescovo di Ravenna.

Queste tre cappelle primitive formano insieme la Tricora, e sono all’origine dell’insediamento dell’abbazia della Sacra di San Michele.

Area del monastero nuovo ^

Procedendo nell’itinerario di visita arriverai all’area del monastero nuovo, la cui costruzione è legata all’ingrandirsi della comunità monastica avvenuta tra il XII e il XV secolo. Si tratta di un edificio a cinque piani, in parte distrutto durante i secoli a causa di bombardamenti e terremoti e di cui oggi rimane principalmente la parte degli enormi muraglioni esterni, con archi e pilastri che occupano un’altezza di circa 50 metri.

La struttura del monastero nuovo termina praticamente sul precipizio del monte con la torre della Bell’Alda. L’intero edificio di cinque piani cadde in rovina a causa di abbandono, guerre e terremoti.

Dentro ai muri perimetrali potrai inoltre vedere una piccola casetta costruita nell’ottocento come sede di una stazione per le comunicazioni militari attraverso un sistema di telegrafo ottico.

Le antiche sale di casa Savoia ^

Sono inoltre presenti, ma non sempre visitabili, alcune sale appartenuta alla casa Savoia. I Savoia nell’ottocento hanno rivolto particolare attenzione alla Sacra di San Michele, tanto da renderla un luogo simbolico anche per il potere diplomatico e politico.

Per questo motivo vi realizzarono alcuni ambienti a loro utilizzo, come un soggiorno dedicato al ricevimento degli ospiti e un appartamento reale dotato di terrazzo panoramico che si poggia sulle mura del monastero nuovo.

La biblioteca dell’abbazia ^

Tra gli spazi interni all’abbazia della Sacra di San Michele c’è inoltre la biblioteca, esistente già nell’XI secolo e vastamente rifornita. Putroppo però, con la soppressione del 1622, l’intera collezione di libri si disperde per il mondo.

Solo nel 1836 con l’arrivo dei Padri Rosminiani la biblioteca tornò a nuova vita. Tra gli oltre 10.000 libri sono presenti 300 volumi risalenti al seicento e settecento.

Antica ghiacciaia ^

L’ultimo spazio che incontrerai durante il tuo itinerario è quello dell’antica ghiacciaia. Si tratta di un vano posizionato nel punto più freddo del monastero nuovo. Qui venivano conservate le derrate alimentari prima dell’arrivo dei frigoriferi.

C’è una botola situata al centro della volta, dalla quale veniva gettata la neve. Questa era poi compressa e unita a strati di paglia, formando una massa compatta di ghiaccio che serviva proprio a conservare i cibi più deperibili, ma anche per preparare alcuni piatti che richiedevano una bassa temperatura.

Orari di apertura ^

La Sacra di San Michele è aperta tutti i giorni. Dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 17:30, mentre la domenica dalle 10:45 alle 17:30. Durante i mesi invernali gli orari di chiusura sono anticipati di un’ora.

La visita richiede circa 45 minuti.

Solitamente è invece totalmente chiusa nella seconda metà di gennaio di ogni anno.

Biglietti d’ingresso ^

L’ingesso alla Sacra di San Michele ha un costo di 10€ per l’intero e di 8€ per il ridotto (bambini dai 6 ai 18 anni, persone oltre i 65 anni). È invece gratuito per i bambini sotto ai sei anni e per i possessori dell’abbonamento musei o Torino + Piemonte Card.

Nel caso si voglia approfittare della visita guidata, l’ingresso e la visita hanno un costo di 15€ per l’intero, 13€ per il ridotto e 5€ per i possessori dell’abbonamento musei o Torino + Piemonte Card.

Dove dormire per visitare la Sacra di San Michele ^

Nella scelta di dove dormire per visitare la Sacra di San Michele incide il tipo di viaggio che hai in mente. Nel caso tu voglia visitare solo questo monumento, ti consiglio di scegliere una delle strutture nelle strette vicinanze.

A questo link trovi alcune strutture nel paese vicino alla Sacra di San Michele, oppure puoi scegliere questa sistemazione, ancora più vicina, a soli 7 minuti di auto di distanza dall’abbazia.

Se invece vuoi optare per una sistemazione in città, puoi unire la visita della Sacra di San Michele a una passeggiata per Torino e scegliere qui una sistemazione.

A questo indirizzo trovi numerosi hotel, bed and breakfast e appartementi a Torino. Ad esempio, questa struttura è molto vicina alla stazione di Porta Nuova, dalla quale puoi raggiungere la Sacra con i mezzi pubblici.

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Sacra di San Michele - Guida alla visitaScopri la Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte. Guida completa con leggende, foto e dettagli di cosa vedere.https://www.lorenzotaccioli.it/sacra-di-san-michele-guida-alla-visita/
Lorenzo Taccioli