San Gimignano – Cosa Vedere in Un Giorno

Piazza della Cisterna di San Gimignano e le torri che incombono

San Gimignano è senza ombra di dubbio uno dei borghi più belli della Toscana e, anzi, è annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Il suo particolare centro medievale le è valso l’inserimento all’interno dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il centro è infatti per lo più completamente risalente al duecento e al trecento, con solo pochi ripristini effettuati tra l’ottocento e il novecento.

A rendere particolare il borgo di San Gimignano sono però le antiche torri che in lontananza definiscono ancora lo skyline della cittadina che per questo è celebre come la Manhattan del medioevo. Purtroppo delle 72 torri e case turrite dell’epoca medievale ne rimangono oggi solo 14, ma lo spettacolo è comunque sorprendente.

Dove si trova San Gimignano ^

San Gimignano spicca a un’altitudine di 324 metri sul livello del mare all’interno della provincia senese, dal cui capoluogo dista 45 chilometri in direzione nord ovest. Appena 8 chilometri in più la separono invece da Firenze, che si trova a nord.

Più precisamente ci troviamo in Val d’Elsa, una delle tante e incantevoli valli della Toscana. A poca distanza da San Gimignano sorgono tanti altri borghi, come Volterra o Colle Val d’Elsa. Vale la pena che tu ti prenda il tempo per visitarli tutti, anche se devo ammettere che San Gimignano ha un fascino del tutto particolare.

Dove parcheggiare a San Gimignano ^

Proprio il fascino magnetico di San Gimignano fa si che venga spesso presa d’assalto dai turisti e soprattutto nei weekend parcheggiare può diventare un vero incubo. Il suo centro medievale non è infatti stato pensato per le automobili…

Non devi però disperare, se visiti la città fuori stagione o in giornate tra settimana potrai trovare un parcheggio subito fuori le mura, soprattutto se provieni da sud e giungi al fianco del bastione. In generale però ti consiglio di puntare direttamente al P1 Giubileo, il primo parcheggio che incontrerai arrivando in città da sud, che è anche il più grande oltre che economico. Con 1,5€ all’ora o una tariffa giornaliera di 5€ potrai lasciare l’automobile in tranquillità in uno dei 305 posti. Con una passeggiata di appena 5 minuti (500 metri) arriverai al parco davanti l’ingresso di Porta San Giovanni.

Perché San Gimignano ha tante torri? ^

La peculiarità della Manhattan del medioevo erano le sue 72 torri in epoca comunale, scese a venticinque già nel 1580 e a 14 al giorno d’oggi. Ma perché San Gimignano ha così tante torri? La risposta è semplice: costruire un edificio più alto degli altri era simbolo di potere e le famiglie della città erano in competizione le une con le altre.

Attraverso un regolamento del comune del 1255 fu vietato ai privati di costruire torri più alte della torre Rognosa, ma ciò non arginò il fenomeno. Le famiglie Ardinghelli e Salvucci, le più potenti della città, continuarono a costruire fermandosi (alle volte) di poco al di sotto del limite per dimostrare la loro potenza. Questo comportamento fu una benedizione per la città, che ancora oggi gode di un ricco flusso turistico per questa sua particolarità che nel 1990 le è valsa il riconoscimento da parte dell’UNESCO.

Quanto tempo ci vuole per visitare San Gimignano? ^

Il tempo necessario per visitare San Gimignano può variare dalla mezza giornata alla giornata, ma per chi intende visitare anche i dintorni può diventare una buona base di appoggio per il pernottamento. Numerose sono le sistemazioni e, inoltre, poter passeggiare per il centro storico durante la sera regala altre emozioni ai visitatori.

Attraverso una lunga passeggiata è possibile scoprire tutta la città, a cui aggiungere la visita ad alcuni dei suoi monumenti più celebri e musei, oltre che la salita sulla Torre Grossa.

Cosa vedere a San Gimignano ^

La visita di San Gimignano è una piacevole esperienza da fare con calma. Passeggia e perditi tra le sue vie, per poi iniziare ad orientarti grazie alle torri che svettano e che vedrai da tutto il centro storico.

Un paio di scarpe comode sono un valido alleato per salire e scendere lungo la collina. Giunto a sera avrai macinato chilometri senza quasi accorgertene, ma porterai con te il ricordo di una piacevolissima esperienza.

La visita di San Gimignano comprende le torri, le chiese, i musei, la rocca e il palazzo comunale. Qui di seguito ho voluto riassumere tutte le tappe da vedere e, alla fine dell’articolo, ti lascio una preziosa mappa per seguire l’itinerario.

Ecco la guida completa alle attrazioni di San Gimignano.

Le Torri di San Gimignano ^

Skyline delle torri di San Gimignano

Una visita di San Gimignano non può prescindere dalle sue attuali 14 torri. Vero richiamo della città, solo una minima parte sono tuttora visitabili. Con le indicazioni e con le immagini di seguito riuscirai però facilmente a riconoscerle e ad orientarti nel centro storico.

Torre dei Cugnanesi ^

Torre dei Cugnanesi su via San Giovanni

La torre dei Cugnanesi è una delle prime che noterai se provieni da sud. Percorrendo via San Giovanni è infatti quasi inevitabile incontrarla e, oltreppasandola, arriverai alla celebre piazza della Cisterna attraverso l’Arco dei Becci. La troverai tra via San Giovanni e via del Quercecchio. La torre è in pietra e presenta solo poche e regolari fessure lungo le sue facciate.

Questa torre risale al XIII secolo ed è al fianco dell’omonimo palazzo con cui formava una parte dell’apparato difensivo del cuore del centro storico. La torre dei Cugnanesi rappresenta tutt’oggi una delle torri più alte di San Gimignano.

Torre Campatelli ^

Torre Campatelli sulla sinistra - Torre dei Cugnanesi - Torre dei Becci

Quasi di fronte alla torre dei Cugnanesi, sempre in via San Giovanni, è presente la torre Campatelli. Più antica della sua vicina, è del XII secolo e raggiunge un’altezza di 28 metri. Rispetto alle altre torri cittadine non è particolarmente alta.

Torre Campatelli è al fianco della casa dell’omonima famiglia di imprenditori e, a seguito di un restauro nel 2009, potrai visitarne gli interni. Nello skyline di San Gimignano è riconoscibile per la sua forma a pianta rettangolare e il tetto leggermente spiovente.

Torre dei Becci ^

Torre Campatelli sulla sinistra - Torre dei Cugnanesi - Torre dei Becci

Tra via San Giovanni e piazza della Cisterna noterai anche la Torre dei Becci. Costruita nel XII secolo, ha una base quadrata e affianca l’arco dei Becci. L’altro fianco è invece composto da un palazzo della stessa epoca. Il suo nome è legato a quello di un’importante famiglia di mercanti che ricoprì anche svariate cariche pubbliche nel periodo d’oro del comune.

Anche la torre dei Becci ha una struttura piuttosto regolare e delle facciate in pietra nelle quali si aprono delle piccole feritoie.

Torri degli Ardinghelli ^

Torri degli Ardinghelli su piazza della Cisterna a San Gimignano

Proprio su piazza della Cisterna, invece, vedrai svariate altre torri. Sul lato sud una coppia di torri affiancate e di altezze differenti, prendono il nome di torri degli Ardinghelli.
Alla loro costruzione, nel finire del XIII secolo, la loro altezza era di poco superiore ai 52 metri, imposti come limite sulla base della torre del palazzo comunale. Per questo motivo dovettero abbassarle, riducendone l’altezza a circa la metà rispetto all’origine, esattamente come le vediamo oggi.

L’aspetto delle due torri è molto diverso tra loro. Quella di sinistra, la più bassa, ha una superificie più ampia con finestre ad arco in parte tamponate in laterizio e un grande portone architravato. Quella di destra, invece, ha una forma più austera e medievale ed è coperta di bozze regolari a vista nelle quali si aprono delle strette feritoie.

Gli Ardinghelli erano la famiglia ghibellina più potente di tutta San Gimignano e si rivaleggiavano con i Salvucci, di origine guelfa, che avevano altre torri. La loro ricchezza era dovuta al commercio e alla finanza. Gli Ardinghelli stringevano rapporti anche con la Lombardia e l’oriente.

Torre del Diavolo ^

Sempre in piazza della Cisterna è presente la torre del Diavolo. La potrai riconoscere nel lato nord della piazza per via dei particolari solchi sulla sua superificie. Direttamente collegata al palazzo dei Cortesi, di appena due piani, è al centro di una leggenda. Si dice infatti che il proprietario tornato da un lungo viaggio trovò la torre più alta di quando era partito. Si credette che ciò fosse dovuto a un’opera del diavolo, di cui porta ancora il nome.

A differenza delle altre torri è rivestita con pietra bianca calcarea e dotata di un portale a doppia altezza. Pare che ciò sia dovuto alla vecchia presenza di un passaggio pedonale per il vicolo dell’Oro, dove erano riunite le botteghe dei battiloro, ovvero gli artigiani che assottigliavano questo metallo prezioso martellandolo sui fiorini.

Subito sopra al portale, la torre del Diavolo è caratterizzata da buche pontaie con mensole, su cui probabilmente poggiava un ballatoio in legno. Ulteriori mensole sporgenti sono presenti all’ultimo piano, dove era presente una piattaforma oggi non più visibile.

La torre del Diavolo di San Gimignano è presente anche nel videogioco Assanssin’s Creed II, dove il giocatore può scegliere di scalarla.

Torre Grossa ^

Oggi la torre più alta di tutta San Gimignano, con i suoi 54 metri, è la torre Grossa. Affiancata al palazzo comunale (o palazzo nuovo del Podestà) la puoi raggiungere da piazza del Duomo.

Costruita a partire dal 21 agosto del 1300, a distanza di quattro mesi dall’avere ospitato Dante Alighieri in città, la sua erezione richiese circa 11 anni. La struttura della Torre Grossa è particolare, al pian terreno è infatti dotata di un passaggio a volta. Come la maggior parte delle altre torri è caratterizzata da una base quadrata e da un paramento a vista in pietra tagliata in bozze regolari.

Sulla cima della Torre Grossa c’è una cella campanaria circondata da un camminamento protetto da archetti pensili a cui si può giungere attraverso l’acquisto del biglietto combinato di San Gimignano o con il museo civico. Da qui si gode di un ottimo panorama sul resto del centro storico e sulle colline circostanti.

Torre Rognosa ^

Torre Rognosa di San Gimignano sul palazzo del Podestà e Torre Chigi

Su piazza del duomo puoi vedere la torre Rognosa, conosciuta anche come torre dell’Orologio o torre del Podestà. La torre è protagonista del regolamento del 1255 che imponeva che non venissero costruite ulteriori torri più alte di questa (52 metri). Eretta nel duecento con una base quadrata, sormonta il palazzo vecchio del Podestà e rappresenta ancora oggi una delle torri meglio conservate, oltre che la seconda per altezza dopo la torre Grossa.

Appartenne alla famiglia Gregori per poi passare di proprietà agli Oti, ma il suo nome è legato al fatto che, dopo aver trasferito la sede del podestà, la torre venne utilizzata come carcere, portando di fatto “rogne” ai suoi ospiti.

Lungo la sua altezza, a poca distanza dai merletti del palazzo del Podestà, è presente un piccolo terrazzino coperto da una tettoia. L’unica altra apertura è una finestra verso piazza della Cisterna. All’ultimo piano era invece ospitata una campana laica, utilizzata per avvisare la cittadinanza in caso di pericoli. Solo in un secondo momento segnalò lo scorrere del tempo.

Torre Chigi ^

Torre Chigi al fianco della torre Rognosa su piazza del duomo

La torre Chigi si trova alla sinistra della Torre Rognosa ed è ancora oggi una delle più belle di San Gimignano. Costruita nel 1280 per la famiglia Useppi, ha la particolarità di avere l’accesso al primo piano. Questo permetteva ai suoi residenti di dormire sogni più tranquilli, anche per via degli scontri tra le famiglie della città.
Durante il giorno i suoi abitanti calavano una scala che gli permetteva di salire e scendere.

I primi tre piani della torre Chigi sono coperti da pietra a vista, mentre la parte restante è in laterizio. Lungo tutta la facciata si aprono delle strette feritoie ad arco allungato. In ciascun piano sono ancora ben evidenti i segni delle buche pontaie, che provviste di mensole aumentavano la superificie disponibile.

Molto particolare è anche lo strettissimo palazzo a sinistra della torre, sempre di epoca medievale.

Torri dei Salvucci ^

Note anche come torri gemelle di San Gimignano, le torri dei Salvucci si trovano adiacenti alla piazza del Duomo e più precisamente in piazza delle Erbe. Originariamente superavano i 52 metri di altezza, motivo per il quale dovettero abbassarne l’altezza per far rispettare il regolamento comunale.

La potente famiglia guelfa Salvucci fece costruire le torri e la loro imponenza era necessaria per dimostrare la potenza della famiglia, arricchitasi con il commercio e l’usura. La loro base è quadrata e sono pochissime le finestre che si aprono lungo la loro altezza. I portoni al pian terreno sono molto stretti e dotati di architrave o arco a sesto acuto.

Chi è interessato può visitarne gli interni: la torre maggiore ha infatti al suo interno una residenza d’epoca su più piani disponibile per il pernottamento dei turisti.

Torre Pettini ^

Torre Pettini e Torri dei Salvucci viste dal basso

Tra le due torri gemelle, sul lato opposto di via San Matteo, sorge quasi timidamente la torre Pettini. Le sue dimensioni sono più contenute delle torri dei Salvucci e a seconda dell’angolatura con cui si guarda la città questa quasi si nasconde dietro le due torri.

La torre Pettini è interamente costruita in laterizio e sormonta l’edificio sottostante, di cui rappresenta una prolunga verso il cielo. Anche in questo caso la sua facciata è quasi priva di finestre, sempre per garantire maggiore protezione ai suoi abitanti a discapito di spazi belli luminosi.

Le altre torri ^

Torri di San Gimignano con la casa torre Pesciolini sulla destra

Queste sono le torri principali che ti sarà impossibile non notare. Per arrivare a 14, però, se ne devono aggiungere altre 4 le cui dimensioni sono più contenute e quasi si nascondono tra le varie architetture. Sono le seguenti:

  • il campanile della chiesa collegiata di Santa Maria Assunta, in realtà ben evidente ed è la parte più antica di tutta la chiesa. Nacque come torre famigliare isolata dalla chiesa, ma già alla fine del XII secolo divenne un campanile. In quell’occasione aprirono delle monofore e posizionarono le campane;
  • torre Ficherelli, risalente al XIII secolo spunta direttamente tra le case di via San Giovanni, a pochissimi passi sulla sinistra provenendo dalla chiesa di San Francesco. Questa è una delle torri più basse di San Gimignano ed è caratterizzata da un po’ di vegetazione che cresce imperterrita sulla parte sommitale della torre. La parte più basse è incastrata tra i palazzi medievali ed è dotata di grandi finestre ad arco che raccolgono la luce anche nelle giornate più buie;
  • torre di Palazzo Pellari, sorge in piazza Pecori ma con un occhio attento potrai vederla anche dal centro di piazza della Cisterna guardando verso sud. Spunta timidamente alla sinistra delle torri degli Ardinghelli, ma dietro agli edifici che definiscono il perimetro della piazza. Le sue origini sono del XIII secolo e ha una base a parallelepipedo che si chiude con una forma a piramide. Lungo la sua intera altezza non è dotata di alcuna apertura, ma sono presenti diversi macarpiano. Al pian terreno ha un rivestimento in pietra tagliata in bozze squadrate, dove sono presenti anche due accessi con archi ribassati;
  • casa torre Pesciolini, di dimensioni molto contenute, puoi vederla in via San Matteo. La torre è separata dalla chiesa di San Bartolo per via di un unico edificio ed è riconoscibile per via dei suoi archetti divisi da una colonna e che danno vita a delle bifore sul lato strada. Il tetto ha una leggera forma spiovente.

Mappa delle Torri di San Gimignano ^

Questa è la mappa delle 14 torri rimaste in piedi a San Gimignano. Può esserti d’aiuto quando sarai in giro per la città e ti sembrerà di non trovarle tutte…

A seguire trovi invece l’itinerario tra le attrazioni di San Gimignano, all’interno di un tragitto ordinato…

Bastione San Francesco ^

Bastione San Francesco nella cinta muraria di San Gimignano

Se anche tu provieni da sud comincerai l’itinerario a piedi tra le cose da vedere a San Gimignano davanti a uno dei suoi bastioni più celebri: il bastione San Francesco. Sorge a sinistra della porta San Giovanni e venne costruito nel XVI secolo da parte dei fiorentini. La sua posizione è nell’angolo sud occidentale delle mura che cingono il centro storico e la sua utilità era quella di proteggere e sorvegliare il territorio verso Siena che, allora, rappresentava un nemico della città.

Il bastione San Francesco ha una pianta circolare e deve il nome all’omonimo convento che dal duecento e per diversi secoli occupò lo spazio dell’attuale piazzale dei Martiri di Montemaggio. Una piccola targa in pietra ricorda che qui nel 1507 Niccolò Machiavelli istruì le milizie della città.

Porta San Giovanni e la Chiesa della Madonna dei Lumi ^

Porta San Giovanni è l’ingresso che varchiamo per primo entrando nel centro di San Gimignano. Questo è l’ingresso a sud della città e ai suoi lati continuano le mura cittadine. Questa porta è stata a lungo la più importante della città e accoglieva chi proveniva da Siena seguendo la via Francigena. Dotata di un arco ribassato e di una guardiola al piano superiore, si appoggia direttamente sulle mura della città.

Porta San Giovanni presenta ai lati due edifici che facevano parte della chiesa della Madonna dei Lumi, un edificio seicentesco in stile barocco che occupava anche la parte superiore della porta.

La chiesa della Madonna dei Lumi nacque per via dell’icona miracolosa inserita sul fronte interno della porta. Quest’immagine divenne oggetto di devozione da parte dei cittadini, tanto che il comune decise di restaurarla nel 1582 e, nel 1601, il podestà Francesco Mostardini diede il via alla costruzione della chiesa. La struttura prevedeva tre navate costruite su di un ampio arco che collegava le due parti della via. Attraverso due rampe di scale laterali i fedeli accedevano alla chiesa rialzata.

La chiesa della Madonna dei Lumi è uno dei pochi edifici barocchi che siano mai stati realizzati a San Gimignano. Questo stile era particolarmente visibile negli arredi e nelle statue a stucco di San Giovanni Battista e di San Gimignano. Purtroppo oggi sono pochi i resti della chiesa, la quale venne in parte demolita negli anni venti dello scorso secolo per liberare la porta di San Giovanni, risalente al duecento e viva testimonianza medievale. Sono ancora visibili, invece, le due ali laterali della chiesa.

Chiesa di San Francesco ^

Procedendo lungo via san Giovanni ci immergiamo tra gli edifici storici e i primi turisti. In pochi passi ci ritroviamo davanti alla facciata della chiesa di San Francesco. Questa chiesa era originariamente dedicata a San Giovanni e fu costruita nel XIII secolo. Di questa prima costruzione rimane solo la parte inferiore della facciata caratterizzata da cinque archeggiature impostate su semicolonne.

I capitelli sono scolpiti con facce umane e fogliami, mentre il portale si apre nell’arcata centrale sui cui archivolto è presente una lunetta sagomata con dentro la croce dei Cavalieri di Gerusalemme.

Varcando la facciata ci troviamo davanti a un’architettura su più livelli e un piccolo cortile, mentre lo spazio della chiesa è ora occupato da un negozio che vende prodotti tipici locali.

Usciti dalla chiesa e procedendo verso il centro, ti troverai a pochissimi passi sulla sinistra la torre Ficherelli e, in fondo alla strada, la torre dei Cugnanesi con l’omonimo palazzo affiancato.

Casa di Santa Fina ^

Casa di Santa Fina a San Gimignano

Prima di andare dritti nel cuore di San Gimignano, scendiamo a destra e raggiungiamo la casa di Santa Fina. L’edificio non è molto diverso da quelli che lo circondano: la facciata è in pietra e dalla forma regolare, con una piccola tettoia sulla porta di ingresso.

A rendere celebre questa casa è il fatto che appartenne a Santa Fina, qui nata nel 1238 e morta nel 1253. A lei è dedicata anche una cappella all’interno del duomo cittadino. Per tutta la sua vita fu molto devota alla Madonna, tanto che si diceva uscisse di casa esclusivamente per andare a messa. Purtroppo nel 1248 si ammalò e rimase immobilizzata su di una tavola di legno di quercia, con la quale divenne un tutt’uno a causa delle piaghe, fino a divenire cibo per vermi e topi. Nonostante ciò non si perse d’animo e continuò a pregare. La sua fede divenne un esempio per tutti i sangimignanesi, che andavano spesso a confortarla e si sorprendevano nel trovarla serena.

Otto giorni prima della sua morte comparve nella stanza San Gregorio Magno, il quale predisse la morte ormai prossima. Così il 12 marzo 1253 Santa Fina morì ad appena 15 anni e in quel momento pare suonassero le campane della chiesa di San Gimignano a festa, senza che nessuno le muovesse. Si narra che quando il corpo venne staccato dalla tavola di legno furono trovate delle viole di colore giallo fiorite e la casa profumò di fiori freschi. Da quel momento le viole nacquero anche sulle mura della città, da cui il nome “Viole di Santa Fina“. Nel periodo di esposizione del corpo, prima della sepoltura, molti malati recatisi qui a salutarla guarirono dai loro mali, così come quelli che andarono successivamente in pellegrinaggio sulla sua tomba.

Nel 1255, in seguito alla morte di Santa Fina, venne anche costruito un ospedale grazie alle donazioni sul suo sepolcro. Qui vennero ospitati vecchi, poveri e pellegrini.

Ogni anno, il 12 marzo, è possibile visitare la casa di Santa Fina, considerata la patrona di San Gimignano.

Chiesa di San Lorenzo in Ponte ^

Facciata della chiesa di San Lorenzo in Ponte

Ritornando in centro e imboccando via del Castello incontriamo presto la chiesa di San Lorenzo in Ponte. Le sue dimensioni sono raccolte, così come costruita originariamente dal comune durante il duecento. Si presenta in stile romanico con una lunga tettoia sull’ingresso che copre tutta la facciata su cui si apre una bifora e, ancora sopra, un piccolo campanile. Sul lato sinistro si trovava dal trecento l’affresco di una Madonna col Bambino, protetto da una lunga tettoia che venne poi trasformata in un ampliamento della chiesa nel quattrocento, dando vita a un piccolo oratorio.

Gli interni della chiesa di San Lorenzo in Ponte sono a navata unica con copertura a capriate lignee. Sia gli interni della chiesa che quelli dell’oratorio sono riccamente affrescati con opere del 1420 che rappresentano la vita ultraterrena e che si legano a San Lorenzo il quale salva le anime dal purgatorio.

La chiesa di San Lorenzo in Ponte è tra le più antiche di San Gimignano. Il suo nome è legato al fatto che a pochi passi da qui era presente il ponte levatoio che permetteva di raggiungere piazza della Cisterna. Per molto tempo ha svolto funzioni di magazzino, tinaia e deposito fino a quando, nel 2011, il comune l’ha acquistata, restaurata e aperta ai visitatori dopo 6 anni.

Convento di San Domenico ^

Convento di San Domenico a San Gimignano

Al termine di via del Castello troverai anche l’ex convento di San Domenico. Non è purtroppo possibile visitarlo internamente. La sua struttura è composta da un grande corpo che serviva come convento poi convertito a istituto penitenziario. Questa parte era all’interno delle mura, mentre una seconda parte, utilizzata come alloggi di servizio, era esterna alle mura e si raggiungeva attraverso gli orti del convento.

Venne costruito nel trecento e mantenne la funzione di convento fino al 1787. In questo periodo ospitò anche Girolamo Savonarola, come ricordato dalla targa apposta al fianco dell’ingresso. Successivamente, fino al 1995, venne utilizzato come carcere, per poi essere praticamente abbandonato. Solo negli ultimi anni è al centro di un progetto di restauro che lo trasformerà in un’arena con mille posti a sedere, un percorso panoramico dal quale apprezzare lo skyline cittadino e un struttura ricettiva con camere ricavate nelle ex celle del convento.

Piazza della Cisterna ^

Percorrendo l’intera via del Castello arriviamo a piazza della Cisterna. Piazza della Cisterna è la più bella piazza di tutta San Gimignano. La sua posizione è all’incrocio tra due antiche vie: la via Francigena da nord a sud e la via Pisa-Siena tra est e ovest.

In piazza della Cisterna andavano in scena le feste e i tornei cittadini oltre che il mercato. Il suo aspetto attuale è invariato rispetto a quello del duecento, così come l’ha voluto a suo tempo il comune ghibellino. Il suo nome è invece legato alla grande cisterna sottostante che dal 1287 raccoglie l’acqua e che emerge grazie alla vera di pozzo in travertino posizionata su di un piedistallo ottagonale. Venne poi ampliata nel 1346 dal podestà senese Guccio Malavolti, il cui stemma è riportato sulla pietra.

La bellezza di piazza della Cisterna è data anche dai palazzi nobiliari che ne definiscono il perimetro e sul quale si affacciano le numerosei torri. Partendo da sinistra troviamo la torre dei Becci, quella dei Cugnanesi, la torre del palazzo Pellari (visibile solo dal centro della piazza), le torri degli Ardinghelli, la torre Grossa e la torre Rognosa sullo sfondo e la torre del Diavolo alle nostre spalle.

Alle torri si aggiungono alcuni importanti palazzi, quali:

  • palazzo Razzi, riconoscibile per il rivestimento in pietra chiara a vista. Il palazzo è dotato di due portali, uno dei quali caratterizzato da un doppio arco e l’altro da un architrave sormontato da un arco ogivale. I piani superiori sono diversi: una parte continua con il rivestimento in pietra chiara, l’altra in laterizio. La parte in pietra era la base di una torre oggi non più presente ma della quale puoi ancora vedere le buche pontaie;
  • al fianco di palazzo Razzi c’è la Casa Salvestrini, sulla quale in parte continua il rivestimento in pietra chiara. Questo alto edificio, noto anche come palazzo Bracceri, venne utilizzato come spedale di Santa Maria della Scala. Qui venivano assistiti e ospitati i pellegrini che passavano per la via Francigena. Nel 1556 divenne lo spedale degli Innocenti e si occupò di assistere gli orfani. Dal 1918 è invece utilizzato come albergo;
  • ancora più a sinistra è presente Palazzo Tortoli con una bassa torre mozzata al suo fianco. Questo edificio risale al trecento e lo puoi riconoscere grazie alla doppia fila di bifore a sesto acuto divise da colonnine in marmo. Il pian terreno è rivestito in pietra, mentre quelli superiori in laterizio. I resti della torre che l’affiancano rappresentano il duecentesco palazzo del capitano del Popolo;
  • palazzo dei Cortesi, direttamente affiancato alla torre del Diavolo, ancora oggi visibile. Questo edificio ha solo due piani, su ciasciuno dei quali è visibile una monofora. Differisce nel colore dalla torre, per via della sua sfumatura più scura e giallognola;
  • l’arco dei Becci, direttamente collegato all’omonima torre. Questo arco collega la piazza a via San Giovanni e la sua origine è molto antica. Era infatti la porta di ingresso al cuore del centro cittadino nella cerchia muraria del X secolo. La sua forma è a tutto sesto con pietra in vista e, sopra la porta, c’è un piccolo ballatoio coperto sostenuto da archetti pensili. L’arco dei Becci collega il palazzo dei Cugnanesi alla torre dei Becci.

Piazza del Duomo ^

In pochi passi raggiungiamo la piazza del Duomo, direttamente collegata a quella della Cisterna. Anche in questo caso l’aspetto è il medesimo dell’epoca duecentesca. Praticamente tutti i palazzi che vi si affacciano risalgono a questo periodo, così come la “nuova” facciata del duomo.

Sul perimetro di piazza del Duomo di San Gimignano vedrai importanti edifici: il palazzo vecchio del Podestà, con la sua torre Rognosa, la torre Chigi, le torri dei Salvucci, il palazzo nuovo del Podestà con la loggia del comune e la torre Grossa e, ovviamente, il duomo cittadino.

Duomo di San Gimignano – Collegiata di Santa Maria Assunta ^

La Collegiata di Santa Maria Assunta ha una posizione dominante sulla piazza del Duomo di San Gimignano. La sua facciata spicca infatti sopra ad una bella scalinata, al fianco del palazzo comunale. La pieve di Santa Maria Assunta fu costruita dal 1056 e venne consacrata da papa Eugenio III nel 1148. Di questo edificio, però, rimangono solo le colonne in travertino. Successivamente la chiesa venne rialzata e coperata con volte in stile gotico. Nei secoli successivi venne infatti ristrutturata (1239) e poi ingrandinta (1460). Nella facciata originaria vennero aperte due porte laterali e le monofore circolari. La facciata attuale è anche il frutto del cambio di orientamento della chiesa avvenuto a metà del XII secolo. Qui infatti inizialmente c’era l’abside della chiesa.

L’interno è a tre navate divise da colonne con capitelli scolpiti da maestranze locali e le pareti locali sono dotate di due ordini di finestre, chiuse nel XIV secolo per affrescare riccamente gli interni come ancora oggi è possibile vedere. Nello stesso periodo furono aggiunge le volte e nel secolo successivo la chiesa fu allungata e vennero aggiunte le cappelle della Concezione e di Santa Fina.

Dal fianco sinistro, dove si apre piazza Luigi Pecori, si accede alla chiesa per via di un lungo porticato che ne copre la fiancata.

Palazzo Comunale ^

Il palazzo Comunale è facilmente riconoscibile per la sua sommità merlata. Noto anche come palazzo nuovo del Podestà, è stretto tra la torre Grossa e la loggia del comune. All’interno del palazzo comunale di San Gimignano è ospitato un museo civico che vale la pena visitare. Sono diverse le cose da vedere, a partire dalla Loggia del Giudice nel cortile interno risalente al 1323 o le sale consigliari. Tra queste c’è la Sala di Dante, così chiamata in onore del sommo che venne in città nel 1300. La sala è decorata da svariati affreschi, tra cui la Maestà di Lippo Memmi. Risalente al 1317 rappresenta la Madonna con una lunga fila di santi e angeli in adorazione.
Dal palazzo si accede anche alla Torre Grossa che regala un bel panorama sul borgo circostante.

All’interno della Loggia del Giudice del palazzo comunale ci sono diversi importanti affreschi. Tra questi la Madonna col Bambino e i Santi Gimignano e Nicola, risalente al 1370 e Sant’Ivo che amministra la giustizia, del 1507 caratterizzato da colori monocromi. Dello stesso periodo è anche l’affresco Giudice che calpesta la Menzogna affiancato dalle allegorie della Verità e della Prudenza, in cui vediamo una serie di stemmi che sormontano l’architettura e le decorazioni a grottesche delle lesene.

Sotto alla Loggia del Giudice ci sono anche due grandi campane in bronzo. La più grande è del 1328 ed era la campana maggiore della Torre Grossa. Il suo peso raggiunge circa i 30 quintali e venne fusa a Firenze. Lungo la sua superficie si trova una preghiera alla Madonna e una dedica a Santa Fina, affiancati da bassorilievi raffiguranti simboli religiosi e poteri comunali. La campane rimase nella torre fino al 1944, quando fu colpita da cannoni che la distrussero in tre parti.

Il palazzo comunale di San Gimignano venne costruito a partire dal 1288 per poi essere ampliato nel 1323 e svolgere la sua mansione dal 1337. Tutta la sua facciata è caratterizzata da finestre con archi ribassati e un piccolo balcone che poggia su mensole antiche. Da qui si affacciava il podestà per parlare alla folla.

Al fianco del palazzo Comunale c’è la loggia del Comune, costruita nel 1338. Presenta tre arcate a tutto sesto e qui i politici si riunivano per le cerimonie pubbliche. Oggi dalle sedute che corrono sui tre lati è ancora possibile vedere gli affreschi trecenteschi che ritraggono la Madonna col Bambino e i santi Michele Arcangelo e Giovanni Battista.

Palazzo del Podestà ^

Il palazzo del Podestà è invece noto anche come palazzo vecchio del Podestà. Costruito agli inizi del XII secolo fu ricostruito nel 1239 e ampliato nel 1337, quando perse la funzione di residenza del podestà in favore del nuovo e adiacente edificio. La sua posizione è praticamente opposta a quella del duomo e dal 1537 venne impiegato come teatro, ricreato poi nel 1794 con il nome di Teatro dei Leggieri. La sala può ospitare un centinaio di persone ed è ancora oggi utilizzata a questo scopo.

La sua facciata è caratterizzata da una pietra grigia nella parte inferiore e da laterizio nella parte superiore. Al pian terreno un grande arco immette nell’androne dove si può trovare un po’ di riparo dal sole o dalla pioggia. Il piano superiore è invece dotato di tre monofore incorniciate dal marcapiano. A chiusura, sotto la torre Rognosa, i merli guelfi sovrastano una cornice ottenuta con mattorni disposti diagonalmente.

All’interno dell’arco, sopra l’ingresso, c’è il grande affresco della Madonna col Bambino, angeli e Santi, dipinto nel 1513 dal pittore rinascimentale Sodoma.

Parco della Rocca ^

Prendendo poi piazza delle Erbe, adiacente a piazza del Duomo e continuando per qualche minuto arriverai al parco della Rocca di Montestaffoli. Vicina al centro storico e in posizione rialzata sul poggio di Montestaffoli, venne eretta nel XIV secolo. Precedentemente occupata da un convento, questa collina fu sede della rocca costruita dai fiorentini in accordo con i sangimignanesi per dare loro protezione.

Oggi non rimane molto oltre le mura esterne e il grande parco interno, dove hanno sede diversi eventi durante l’anno. Salendo sulle mura potrai godere anche di uno spettacolo privilegiato sullo skyline di San Gimignano e sulla Valdelsa.

Arco della Cancelleria ^

Arco della Cancellaria su via San Matteo

Scendendo nuovamente in centro e passando ancora per piazza delle Erbe, ti troverai davanti le torri dei Salvucci. Da qui, imboccando via San Matteo, potrai vedere anche la Torre Pettini. Più o meno a metà della via contraddistinta da bei palazzi storici, c’è l’arco della Cancelleria. Questo è in realtà un doppio arco che componeva una delle porte della prima cerchia muraria della città.

Risalente a un periodo tra il X e l’XI secolo era l’accesso settentrionale a San Gimignano, quando la città si concludeva qui per lasciare poi spazio alla campagna. Il nome dell’arco è legato all’adiacente palazzo della Cancellaria o dei Marsili, costruito tra il duecento e il trecento e identificabile per via delle tre porte ad arco e delle due bifore con archetti trilobati.

Chiesa di San Bartolo ^

Appena passato l’incrocio con via dei Marsili troviamo un’altra delle chiese da vedere a San Gimignano. La chiesa di San Bartolo, anticamente dedicata a San Matteo e precedentemente ospedale dei Cavalieri di Gerusalemme.

La chiesa di San Bartolo fu ricostruita nel 1173, ma la facciata attuale è frutto di un rimaneggiamento del XIII secolo. Questa è dotata di arcatelle di tipo pisano-lucchese disposte su due ordini e recanti un motivo di foglie stilizzate lungo il listello della ghiera. Sopra al portale c’è un architrave in pietra con scolpita una croce gerosolimitana.

Facciata della Chiesa di San Bartolo a San Gimignano
Aula interna della chiesa di San Bartolo

L’intera struttura è in laterizio e presenta una pianta trapezoidale su di un’unica navata chiusa a capriate. Internamente puoi vedere il crocifisso in legno del XV secolo e due lunette su tela di Niccolò Lapi che ritraggono la Natività di Maria e Santi che adoarono l’Annunciazione miracolosa di Firenze.

Uscendo dalla chiesa non potrai fare a meno di notare la massiccia casa torre Pesciolini.

Fonti Medievali ^

Continuiamo a scendere dal centro storico e in cinque minuti raggiungiamo un’altra importante attrazione. Passando per porta delle Fonti, nel secondo tracciato murario della città, giungiamo alle fonti medievali per mezzo di una ripida discesa.

Le fonti medievali di San Gimignano hanno un aspetto un po’ trasandato, ma vale comunque la pena vederle. Queste rappresentano le fonti pubbliche medievali e sono caratterizzate da dieci arcate, sei romaniche e quattro gotiche. Dietro le arcate ci sono le vasche risalenti a periodi successivi che vanno dal XII al XIV secolo e che sono caratterizzate da colonne ed archi dallo stile romanico e gotico.

Ancora oggi le fonti medievali di San Gimignano sono alimentate da una potete sorgente.

Porta di San Jacopo ^

Porta di San Jacopo - San Gimignano

Risaliamo e giungiamo alla porta di San Jacopo, direttamente collegata all’omonima chiesa. Questa venne eretta nel duecento, quando la prima periferia di San Gimignano fu racchiusa all’interno di una seconda cinta muraria cittadina.

Chiesa di San Jacopo ^

Prima della costruzione della chiesa di San Jacopo era qui presente un altro edificio, ma non è chiaro quale fosse la sua funzione. La struttura risaliva al XII secolo ed era caratterizzata da elementi in travertino su di uno strato di livellamento dello stesso materiale. La chiesa di San Jacopo ha conservato la tecnica dello strato di livellamento e venne costruita tra il XII e il XIII secolo. La base è composta di conci di travertino squadrati e spianati, mentre la parte superiore in mattoni.

Facciata della chiesa di San Jacopo collegata alla porta di San Jacopo

Il portale d’ingresso della chiesa di San Jacopo è archivoltato e sull’architrave reca scolpita la croce dell’ordine templare. Al di sopra c’è un oculo in laterizi. Fin dalla sua costruzione, sotto agli spioventi, sono posizionati tredici bacini in ceramica provenienti dalla Tunisia.

Internamente gli spazi sono coperti da volte che si basano su semipilastri addossati ai lati più lunghi della chiesa. Qui, oltre alle funzioni religiose, venivano ospitati i pellegrini che transitavano per la via Francigena come confermato dalla conchiglia di Saint Jacques, sepolto in corrispondenza dell’angolo settentrionale della facciata. Intorno a questo edificio sono stati trovati diversi resti umani databili tra il XIII ed il XVIII secolo, dovuti alle sepolture nel cimitero che circondava la chiesa.

Nel 1311 venne soppresso l’ordine templare e la chiesa passò ai cavalieri Gerosolimitani e poi ad altri enti che causarono progressivamente una decadenza dell’immobile. Solo nel 1637 le monache del vicino monastero di San Girolamo le ridiedero vita, costruendo il cavalcavia in mattoni che collega la chiesa al convento.

Piazza Sant’Agostino ^

Piazza Sant'Agostino di San Gimignano con pozzo in pietra

Tra le cose da vedere a San Gimignano c’è anche piazza Sant’Agostino. La sua posizione è defilata rispetto al centro storico, al di fuori di porta San Matteo. Due chiese si avvicendano lungo il suo perimetro: la chiesa di San Pietro e la chiesa di Sant’Agostino.

In mezzo a piazza Sant’Agostino vedrai invece un pozzo in pietra dalla forma esagonale, posto su degli scalini anch’essi di forma esagonale. La pavimentazione intorno è invece a lisca di pesce.

Chiesa di San Pietro ^

Chiesa di San Pietro a San Gimignano

La chiesa di San Pietro risale al XII secolo ed è caratterizzata da una facciata in laterizio con delle mensole in terracotta e un grande rosone centrale sulla facciata.

Internamente gli spazi sono organizzati su di una navata con il presbiterio rialzato. Il soffitto è a capriate e le pareti sono riccamente affrescate con opere di inizio del XIV secolo.

Chiesa di Sant’Agostino ^

La chiesa di Sant’Agostino, che dà il nome alla piazza, è ben visibile anche dal parco della Rocca. Le sue dimensioni sono imponenti, ma la facciata ricorda molto la vicina chiesa di San Pietro. Questo edificio combina in se elementi sia romanici che gotici e presenta ricchi decori risalenti al 1400.

Lo stile gotico può essere ritrovato nelle vetrate alte e strette che caratterizzano le fiancate della chiesa, mentre quello romanico la fa da padrone nel resto dell’architettura. Gli spazi interni sono su di un’unica navata chiusa da capriate in legno. In conclusione sono presenti due cappelle minori che affiancano una grande cappella quadrangolare.

Anche nella chiesa di Sant’Agostino sono numerose le opere d’arte, tra cui una pala d’altare attribuita al prolifero Lippo Memmi. Questa è affiancata da un ciclo di 17 affreschi che descrive la vita di Sant’Agostino e che risale alla seconda metà del quattrocento.

Porta San Matteo ^

Porta San Matteo sulle mura medievali di San Gimignano

L’itinerario di un giorno tra le cose da vedere a San Gimignano si è quasi concluso, ma prima di lasciare questo magnifico borgo UNESCO vogliamo tornare nelle sue piazze centrali. Imbocchiamo quindi nuovamente porta San Matteo e ne approfittiamo per vederla meglio.

Chi percorre la via Francigena attraversando la città da nord a sud dovrà entrare da qui e proprio lungo questa via si è sviluppato l’omonimo quartiere duecentesco. La porta San Matteo risale al 1262 ed è ben integrata nella seconda cerchia di mura. La pietra chiara utilizzata nella costruzione assume diverse tonalità e contorna l’arco ogivale che ne definisce la sommità.

Attraversata la porta, percorriamo via San Matteo e i suoi palazzi duecenteschi fino a ritrovarci in piazza del Duomo per dare un ultimo saluto alla Manhattan del medioevo.

Mappa di cosa vedere a San Gimignano ^

Ecco la mappa dell’itinerario tra tutte le cose da vedere a San Gimignano in una giornata. Percorrendo questo itinerario incontrerai anche le 14 torri, che trovi comunque segnalate sulla mappa.

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San Gimignano - Cosa Vedere in Un GiornoEcco l'itinerario completo di San Gimignano in un giorno. Mappa, foto e dettagli di tutte le attrazioni e le torri della Manhattan medievale.https://www.lorenzotaccioli.it/san-gimignano-cosa-vedere-in-un-giorno/
Lorenzo Taccioli