La land art unisce due mie grandissime passioni in se: la natura, i panorami, la scoperta di quello che c’è là fuori e l’arte. Si tratta infatti di un movimento artistico contemporaneo, che ha visto la sua nascita alla fine degli anni sessanta negli Stati Uniti d’America.

Questo fenomeno si caratterizza da un intervento diretto dell’artista sui territori naturali, prediligendo gli spazi naturali e incontaminati, come deserti, laghi, boschi. Le tematiche affrontate nella land art sono spesso e volentieri legate ai luoghi in cui si trovano e con tematiche spesso ambientaliste ed ecologiche. Molte delle installazioni di land art sono un richiamo all’uomo verso un contatto con la natura senza filtri artificiali e, per questo motivo, soventemente i materiali utilizzati sono sostenibili e deperibili, dando a queste opere un carattere effimero.
Proprio per via della loro deperibilità è importante la documentazione video e fotografica delle opere che inevitabilmente col tempo non saranno più fruibili.

In Italia, così come nelle altre nazioni, sono molti gli esempi di land art e si fanno di anno in anno più frequenti anche a causa dell’argomento della sostenibilità che diventa tristemente sempre più scottante e a cui bisognerebbe porre una soluzione definitiva.
Tra i più famosi esempi di land art italiana c’è stata, pochi anni fa, un’installazione dell’artista Christo sul lago d’Iseo: un enorme passerella galleggiante, senza fianchi, che permetteva ai visitatori di muoversi liberamente sulle acque del lago raggiungendo anche l’isolotto interno. Il successo dell’opera fu devastante e migliaia di persone ogni giorno raggiungevano il lago e i paesi circostanti per vivere in prima persona l’opera, mandando in crisi i trasporti locali non preparati a un simile flusso di persone.

Altro esponente della land art è lo scomparso Giuliano Mauri, lodigiano che nella sua vita si è interrogato spesso sul rapporto tra uomo, natura e i collegamenti che ci sono tra queste due entità. Famose sono le sue cattedrali vegetali, sparse per il nord Italia: delle costruzioni sorte a protezioni di alberi piantati secondo la disposizione dei pilastri di una cattedrale. Queste strutture dureranno fino a quando gli alberi, crescendo, non si allargheranno fino a farle crollare e daranno vita a una vera e propria cattedrale vegetale.

Non vedo l’ora di andare alla scoperta di altre opere di questo genere.

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