Teramo in un giorno

Patrimonio artistico e storico di Teramo

Teramo è una bellissima cittadina abruzzese, forse poco inserita negli itinerari turistici. In realtà ha molto da offrire, partendo dal suo particolare duomo dalla doppia facciata, l’antico teatro romano, gli scavi archeologici e i bei palazzi in città.

Non è una città troppo grande e in una giornata la potrai visitare tranquillamente, rimanendone affascinato.

Dove si trova Teramo ^

Teramo è la città capoluogo dell’omonima provincia, la più settentrionale di tutto l’Abruzzo. Il suo territorio confina infatti con le Marche e con il Lazio.

Costruita su di una collina della Val Todino, alle pendici del Gran Sasso, è in una posizione geografica davvero suggestiva e ricca di vigneti e oliveti.

Il centro storico è racchiuso dai letti del fiume Tordino e dal torrente Vezzola, che confluiscono appena fuori dalla città.

Qual è l’altitudine di Teramo ^

Il centro storico di Teramo è ad un’altitudine di 265 metri sul livello del mare, ma il suo territorio non è totalmente pianeggiante. Passeggiando per le sue vie potrai notare una leggera e continua pendenza.

Cosa vedere a Teramo ^

Teramo non è affascinante solo per il contesto naturale in cui è costruita, ma anche per il suo variegato patrimonio artistico e archeologico. Nonostante questo non sia noto a livello nazionale, proprio nel centro storico potrai vedere sia un teatro che un anfiteatro romano, oltre a suggestivi scavi archeologici in piazza Sant’Anna.

Non solo, tutte le vie del centro sono costellate di palazzi signorili ed edifici storici che sapranno sorprenderti.

Prenditi dunque una giornata (o mezza giornata se sei di fretta) per scoprire tutta la città con l’itinerario di cosa vedere a Teramo.

Piazza Martiri della Libertà ^

Provenendo da nord ovest, dove trovi alcuni parcheggi per auto, entrerai nel centro percorrendo corso San Giorgio. Questa via è ricca di negozi ed è la parte più nuova del centro di Teramo.

Attraverso corso San Giorgio arriverai in piazza Martiri della Libertà, la quale ospita una facciata del duomo. Questo è il cuore del centro storico, dove i cittadini sono soliti darsi appuntamento. Qui confluiscono infatti anche il corso Cerulli e il corso De Michetti. Originariamente nota come piazza dell’Olmo o piazza di Sotto, è titolata a Vittorio Emanuele II dal 1860, titolo che le rimase fino alla ristrutturazione degli anni sessanta dello scorso secolo.

Su piazza Martiri della Libertà si affacciano diversi importanti edifici, tra cui il duomo cittadino, il palazzo vescovile, il seminario diocesano ed il palazzo Costantini Pompetti.

Duomo di Teramo – Cattedrale di Santa Maria Assunta ^

Tra le cose da vedere a Teramo non può certo mancare il suo duomo, ovvero la cattedrale di Santa Maria Assunta. Questo occupa una posizione di rilievo in piazza Martiri della Libertà ed ha la particolarità di avere una doppia facciata, una all’opposto dell’altra.

La cattedrale di Santa Maria Assunta risale a un periodo tra il 1158 e il 1176. La sua costruzione seguì la distruzione della basilica paleocristiana di Sancta Maria Aprutiensis. L’aspetto attuale è il risultato di diversi e successivi interventi, come l’ingrandimento trecentesco e la revisione di un secolo dopo o, ancora, nel 1739 quando venne decorata in forma barocca e, infine, nello scorso secolo per riportarla all’aspetto originario.

Particolare è la sua facciata su piazza Orsini, con un inserto a righe in marmo nell’angolo superiore destro e un coronamento merlato, decisamente insolito per una chiesa. Questo è la rappresentazione sia del potere spirituale che di quello temporale, ai tempi affidato al vescovo. Al centro della facciata si apre il grande portale di Dedoato Romano risalente al 1308.
I leoni appoggiati sul muro che affianca la scalinata dovevano anticamente sostenere delle colonne, mentre sul fianco destro è possibile vedere dei rilievi in calcare con armi di epoca romana, ritrovate in un monumento funerario cittadino.

Gli interni del duomo presentano due stili: il romanico nella parte più vicina all’ingresso principale, e il gotico nella rimanente. Le tre navate sono chiuse da un soffitto in cassettoni lignei e conducono fino all’altare maggiore. Questo presenta, come decoro, trentacinque formelle d’argento a sbalzo che raccontano la vita di Gesù. Ci sono poi altre opere e arredi che spiccano nella chiesa, come la seduta in legno tra gli affreschi o il pulpito in marmo sorretto da due leoni. Non va dimenticata nemmeno la Madonna del Maestro della Santa Caterina Gualino, una statua in legno policromo di inizio trecento.

Su di un fianco del duomo di Teramo sorge il campanile di 48 metri, costruito a più riprese tra il XII e il XV secolo.

Palazzo Vescovile di Teramo ^

Al fianco del duomo sorge il palazzo vescovile di Teramo. Nonostante la sua facciata principale sia ben intonacata, le sue origini sono tra il XIII e il XIV secolo. Mentre su piazza Martiri della Libertà notreai la bella loggia trecentesca ottimamente conservata, girandoci intorno e raggiungendo piazza Orsini potrai vedere il porticato dell’Episcopio: pilastri in pietra che sorreggono degli archi ad ogiva testimoni delle sembianze medievali della città.

Nei secoli il palazzo Vescovile fu al centro di numerose revisioni che gli fecero perdere l’aspetto originario.

Il cortile interno è un insieme di elementi architettonici provenienti da diversi secoli, che si mischiano agli archi murati e alle colonne di epoca duecentesca. Questo è il punto di unione con il resto della struttura, il cui aspetto è da ricondurre alla revisione del XVI secolo. A un paio di secoli più tardi risaliva un arco che collegava il palazzo vescovile al duomo, oggi non più visibile.

Palazzo Vescovile di Teramo da piazza Orsini

Fontana dei due leoni ^

Fontana dei due leoni

Giunto in piazza Orsini non potrai fare a meno di notare la fontana dei due leoni. Addossata al porticato del municipio e protetta da una ringhiera in metallo, risale agli anni tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento.

La sua costruzione celebrò l’ampliamento della rete idrica della città di Teramo e vede come protagonisti due leoni su di uno sfondo di roccia e vegetazione, posti sopra al catino ovale. I leoni rappresentano i fiumi Vezzola e Tordino che racchiudono il primo insediamento della città teramana.

Chiesa di sant’Agostino ^

A poca distanza da piazza Orsini c’è un’altra delle cose da vedere a Teramo in un giorno, ovvero la chiesa di Sant’Agostino. Anche se le sue orgini sono trecentesche, l’aspetto attuale è dovuto a un restauro della seconda metà dell’ottocento.

Internamente è presente un’unica navata con una grande tela seicentesca dietro l’altare in cui sono raffigurati i santi agostiniani e la Madonna della Cintola. Seriamente danneggiata dai terremoti del 2009, del 2016 e 2017, deve essere messa in sicurezza per ospitare il museo diocesano cittadino.

La chiesa di sant’Agostino è comunque un punto di riferimento per la comunità, tanto che ogni venerdì santo, intorno alle 4 del mattino, da qui parte la processione della Desolata. Condotta dal vescovo, passa per le vie di tutto il centro storico.

Facciata della chiesa di Sant'Agostino

Chiesa della Santissima Annunziata ^

Incastonanta tra le case del centro storico è invece la chiesa della Santissima Annunziata. Questa è una delle poche rappresentanti dello stile neoclassico in Abruzzo. Ciò lo si deve a una ristrutturazione settecentesca dell’originaria struttura risalente al 1351.

La facciata della chiesa della Santissima Annunziata è chiusa da un grande timpano, ma a richiamare l’attenzione è il suo portale dotato di un architrave mensolato e una lunetta con bassorilievi.

Internamente la chiesa è a una sola navata con svariate decorazioni barocche e un altare dipinto risalente alla fine del XVII secolo. Storico è anche il crocifisso in legno, che richiama quello della cattedrale cittadina e che risale al periodo a cavallo tra il XV e il XVI secolo.

Porta Melatina e Porta delle Recluse ^

Porta Melatina e Porta delle Recluse

Usciamo dal centro di Teramo attraverso porta Melatina. Questa porta è tanto antica quanto l’importante e vecchio edificio che la ingloba. Il complesso di porta Melatina è del 1323 e rappresentò per diversi decenni il principale ospedale psichiatrico del centro sud Italia. Trasformato poi in ospedale cittadino, è chiuso dal 1998.

Al fianco di porta Melatina c’è anche la porta della Recluse, che immette in centro attraverso il vico delle Recluse. Questo ingresso risale al XIV secolo e deve il suo nome all’ala femminile dell’ospedale qui ospitata.

Fonte della Noce ^

Quasi nascota è invece la Fonte della Noce. Probabilmente guardando la mappa il punto ti risulterà sulla strada, ma in realtà per arrivarci dovrai scendere sotto al livello stradale attraverso vie secondarie.

La Fonte della Noce sorge sull’omonima via, ed è generata dal fiume Vezzola. L’impianto della fontana, ancora visibile, venne costruito in epoca medievale per distribuire l’acqua potabile in città. Questa sorgente servì la città fino agli anni trenta dello scorso secolo per distribuire acqua potabile in tutta l’area settentrionale di Teramo. Il suo nome è legato alle numerose piante di noce che, da secoli, sono presenti nelle sue vicinanze.

Le strutture costruite intorno alla Fonte della Noce testimoniano gli altri utilizzi che ne vennero fatti, come quello di abbeveratoio e lavatoio.

Tra le personalità che hanno fatto visita a questa fonte è da ricordare anche Giovanna d’Aragona, che vi si recò nel luglio del 1514, quando trascorse cinque giorni in città. Lo storico Mutio dè Muzji narrò questo fatto e le sue parole sono riportate in una targa marmorea.

Fonte della Noce - Fiume Vezzola

Santuario della Madonna delle Grazie ^

Siamo al di fuori del cuore del centro storico di Teramo, ma da qui è imprescindibile raggiungere il santuario della Madonna delle Grazie. Le sue origini si fondono con quelle del monastero femminile benedettino di Santa Maria delle Grazie, eretto nel 1154. Di questa struttura non rimane molto, perché nel 1448 passò ai frati minori osservanti che ne ricostruirono una buona parte. Un paio di secoli più tardi la chiesa subì una rivisitazione in chiave barocca e con l’occasione anche il campanile arrivò ad ultimazione.

La chiesa del santuario della Madonna delle Grazie che vediamo oggi è però frutto di una ricostruzione avvenuta alla fine dell’ottocento, con inaugurazione nel settembre del 1900. Gli interni sono organizzati su di un’unica navata su cui si affacciano tre cappelle per lato. Il soffitto è chiuso da volte a crociera con una cupola semisferica affrescata.

Nella visita al santuario merita una passeggiata anche l’interno del chiostro. A pianta trapezoidale è caratterizzato da una loggia doppia di archi a tutto sesto su tre lati. I capitelli delle colonne sono in stile lombardo bizantino e risalgono con ogni probabilità agli inizi del XII secolo.

Porta Madonna ^

Porta Madonna o Porta Reale di Teramo

A questo punto puoi rimboccare la via verso il centro. Dovrai passare per porta Madonna, il cui nome è legato alla vicinanza con il santuario della Madonna delle Grazie. Il suo nome originario è però Porta Reale e risale al 1832. La sua costruzione avvenne per accogliere degnamente il re Ferdinando I di Borbone in visita alla città.

Al grande arco originario è stata aggiunta la scritta Interamnia Urbs, ovvero “Città di Teramo”, proprio sulla sua sommità in epoca fascista.

Attraverso porta Madonna ti immetterai su Corso de Michetti.

Gli Archi Medievali di Casa Bonolis ^

Archi Medievali di Casa Bonolis su corso Carlo de Michetti - Teramo

Lungo corso Carlo de Michetti incontrerai un basso susseguirsi di archi ogivali in pietra. Questi sono i resti di antiche abitazioni di epoca medievale del XIV secolo. Nel XVIII secolo, vennero raggruppate in un unico complesso noto come casa Bonolis.

Gli archi rappresentano la parte del pian terreno che si affaccia verso l’esterno, mentre il resto dell’abitazione cambiò più volte forma. Negli anni sessanta dello scorso secolo, però, l’amministrazione comunale decise di abbattere Casa Bonolis per costruire un palazzo più moderno. Nell’infelice scelta, almeno, lasciarono in piedi gli archi che ancora oggi potrai vedere camminando lungo la via.

Chiesa di Sant’Antonio ^

La prima costruzione della chiesa Sant’Antonio risale al 1227, ma durante i secoli subì diverse revisioni strutturali. La prima fu nel 1327 e a questa versione risale ancora buona parte della chiesa attuale. Le date qui riportate sono scolpite in una lapide inserita a fine cinquecento durante la ristrutturazione che ha conferito l’aspetto attuale. Un’altra lapide data invece il campanile al 1309, anche se quello attuale è di fattura decisamente più moderna.

La chiesa di Sant’Antonio ha un’architettura influenzata dai dettami francescani, con un’impostazione lungitudinale che si sviluppa su di un’unica navata. Gli interni, così come la facciata, hanno una forma a capanna. La sua particolarità è però il fatto che che all’interno della chiesa è inclusa una chiesa più piccola in stile barocco, che ha modificato le linee francescane.

Sugli esterni le mura sono decorate con lesene e una cortina in laterizio. I contrafforti angolari sono sovrastati da un’alta cornice che corre in maniera continua. Il portale strombato, dalle dimensioni imponenti, è quello originario del 1327 e presenta uno stile romanico. Dall’alto zoccolo a pavimento hanno origine le colonnine lisce e tortili delimitate da un’architrave nella parte superiore.

Portici Savini ^

Portici Savini su corso Carlo de Michetti

Appena passata la chiesa di Sant’Agostino, corso Carlo de Michetti diventa corso Vincenzo Cerulli. Proprio qui vedrai i portici Savini.

Il loro nome deriva dal palazzo a cui appartengono. Questo edificio risale al XIX secolo ed è costruito sopra le vecchie carceri che si trovavano qui dalla metà del cinquecento. Queste coprirono un’antica domus in parte riporta alla luce insieme all’antico Mosaico del Leone, ancora visibile nei sotterranei del palazzo.

I portici Savini servivano a proteggere le botteghe che, nell’ottocento, vennero aperte al pian terreno. Le stanze ai piani superiori ospitavano invece la residenza di Bernardo Savini.

Teatro Romano di Teramo ^

Quelli che non molti sanno è che visitando il centro di Teramo ci si imbatte in un vero e proprio teatro romano, affiancato a sua volta da un anfiteatro. Quello che adesso è il cuore del centro storico, all’epoca della costruzione del teatro, era solo la parte marginale ad ovest. Infatti i teatri erano costruiti fuori dal centro, in maniera tale che le numerose persone che vi ci si riversavano potessero raggiungerli agevolmente senza intralciare gli altri traffici cittadini.

Nei secoli la struttura fu inglobata in altri edifici e solo a partire dal 1926 cominciò il lento processo per riportare alla luce quanto giunto fino a noi.

Nonostante le buone condizioni di conservazione del teatro romano di Teramo, quello che arriva ai giorni nostri è solo una piccola parte dell’antica struttura realizzata a partire dal 30 avanti Cristo. In epoca medievale, infatti, il teatro divenne una cava di materiali per costruire gli edifici del centro cittadino.

L’intera costruzione vantava un diametro di circa 78 metri ed è posizionata a circa 2,5 / 3 metri di profondità rispetto all’attuale manto stradale. Erano presenti ben 21 settori e nella facciata esterna si contavano due ordini di arcate sovrapposte che poggiavano su pilastri quadrati.

Anfiteatro Romano di Teramo ^

A pochissima distanza dal teatro romano ci sono i resti dell’anfiteatro. Questo è più recente, risale infatti al I secolo dopo Cristo ed aveva una forma ellittica con un perimetro di ben 208 metri. Gli assi erano di 74 e 56 metri e il piano interno era a 6 metri di profondità rispetto l’attuale strada.

Lungo le mura, in parte inglobate dagli edifici successivi, è possibile scorgere la curvatura dell’anfiteatro, i diversi ingressi e alcuni elementi architettonici originari.

La vicinanza tra le due strutture fece sì che fino al 1926 gli studiosi pensassero che entrambi facessero parte di un unico elemento. In realtà studi più recenti hanno dimostrato che l’anfiteatro ricoprì il ruolo di fortezza, come testimoniato dai cunicoli militari ritrovati nel suo sottosuolo.

Anche l’anfiteatro romano fu depredato per costruire gli edifici vicini, tra cui anche il duomo di Teramo.

Anfiteatro romano di Teramo

Casa Urbani ^

L’itinerario tra le cose da vedere a Teramo prosegue con casa Urbani, quasi nascosta tra i vicoli cittadini. Questo particolare edificio sorge in Vico del Pensiero ed è una viva testimonianza dell’architettura delle abitazioni teramane dell’XI e XII secolo, in epoca medioevale. Questa abitazione è infatti tra le poche scampate alle truppe normanne che portarono distruzione in città tra il 1255 e il 1256.

L’aspetto attuale di casa Urbani risale però al XV secolo ed è caratterizzato da una struttura in pietra e laterizi, finestre ad arco e altre dalla forma regolare e un piccolo portone con cornice in mattoni. A quest’ultimo si aggiunge un ulteriore ingresso ad arco ad ogiva risalente al XIII secolo.

Oggi casa Urbani è la sede del museo del gatto.

A poca distanza da casa Urbani è presente anche un’antica statua del I secolo avanti Cristo che emerge dalle mura di una casa e che raffigura un dignitaro romano.

Chiesa di San Domenico ^

Nella lista di cosa vedere a Teramo c’è anche la chiesa di San Domenico, che risale al XIV secolo. Al suo fianco è presente il convento a cui era possibile accedere per via del chiostro quattrocentesco. Le linee semplici di questa architettura risaltano sulle dimensioni decisamente generose.

Purtroppo gli interni non sono al momento visitabili per via dei danni riportati durante il terremoto.

La chiesa di San Domenico è in laterizio su di una base a pianta rettangolare, dotata di con un coro quadrato. Al cinquecento risalgono gli archi acuti che definiscono le campate lungo tutta la chiesa. Contestualmente, alla copertura in legno dell’aula, venne contrapposta la volta a crociera della zona presbiteriale. La forma a “sala” fu una novità risalente al duecento per l’Italia, promossa soprattutto dai francescani e dai domenicani.

Esternamente il basamento in pietra della chiesa di San Domenico è uno dei pochi elementi che movimentano la struttura racchiusa da possenti contrafforti angolari. La facciata, estremamente semplice, è dotata di un portale arcuato in pietra concia.

Gli elementi che componevano il convento sono la sala capitolare, trasformata nel settecento in cappella del Rosario, il refettorio e le abitazioni dei frati al piano rialzato. Ancora oggi sono presenti alcuni affreschi originari dell’epoca. Inizialmente anche tutte le pareti interne della chiesa erano ricorperte da affreschi. Oggi, oltre ai resti quattrocenteschi come di quello della crocifissione, sono presenti alcuni affreschi più recenti che rappresentano episodi del Nuovo Testamento. Nel periodo più recente il convento subì diversi cambi di destinazione d’uso: dopo essere stato soppresso nel 1792, venne riaperto nel 1809 e poi occupato nel 1871 e utilizzato come alloggio per militari, poi come palestra, successivamente come tetro e infine come cinema. Solo nel 1931 tornò nella mani dei Domenicani.

Palazzo delle Poste di Teramo ^

Palazzo delle Poste di Teramo

Tornando verso la piazza principale di Teramo ti capiterà di scorgere tra le vie alla tua sinistra il palazzo delle Poste. Questo suntuoso e massiccio edificio è in via Paladini ed è scandito da lesene, finestre ad arco, finestre con timpani e tante decorazioni monocolore. Risale al 1929 e prese il posto di una stazione degli autobus cittadina.

Nato come palazzo delle Poste e Telegrafi, ancora oggi svolge questo ruolo e rappresenta un ottimo esempio dello stile monumentale e trionfale dell’epoca.

Piazza Sant’Anna ^

L’itinerario tra le cose da vedere a Teramo in un giorno prosegue lasciandoci alle spalle piazza del Duomo e raggiungendo piazza Sant’Anna. Questo era l’antico cuore del centro storico cittadino. Qui infatti sono stati rinvenuti i resti dell’antica basilica medievale. Solo successivamente alla sua distruzione il centro si è spostato più ad ovest, anche grazie all’edificazione della cattedrale di Santa Maria Assunta, ovvero il nuovo duomo.

Il nome della piazza è dovuto alla chiesa di Sant’Anna dei Pompetti, la piccola chiesetta che ancora oggi ha l’affaccio su di un suo angolo.

Parte della piazza era ricoperta da edifici che, negli anni sessanta del novecento, sono stati abbattuti per recuperare i resti dell’antica cattedrale e della casa romana, oggi conservati all’interno di un grande spazio vetrato e visitabile. Tra gli edifici abbattuti rientra anche il palazzo Pompetti, risalente al XVIII secolo.

Ecco i vari punti di interesse che potrai vedere su piazza Sant’Anna.

Piazza Sant'Anna a Teramo

Torre Bruciata ^

Torre Bruciata in piazza Sant'Anna - Teramo

La torre bruciata, visibile dietro la chiesa di Sant’Anna dei Pompetti e gli scavi archeologici della piazza, è un’antica testimonianza dell’architettura di Teramo. Deve il suo nome ai segni degli incendi che porta lungo la sua superficie, parti dei quali distrussero anche la vicina basilica paleocristiana di cui oggi potrai vedere solo i resti.

Casa Romana e l’ex Basilica Medievale ^

In piazza Sant’Anna trovi infatti un’altra delle cose da vedere a Teramo e che non puoi mancare, ovvero gli scavi archeologi che hanno riportato alla luce una casa romana e l’ex basilica della città.

La casa, di cui è possibile vedere principalmente il basamento e la pavimentazione a mosaico, risale al I secolo avanti Cristo e risulta più bassa di 90 centimetri rispetto agli altri ritrovamenti. Ciò significa che c’è stata una progressiva stratificazione del suolo in periodi differenti.

La casa romana era senza dubbio un ambiente agiato. È caratterizzata da un ampio peristilio rettangolare e un portico dotato di colonne in mattoni rivestite in stucco colorato e lasciate bianche alla base. Inoltre potrai vedere la vasca utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana posta davanti a una soglia in pietra di cui sono stati rinvenuti sia i cardini della porta che i serramenti metallici. Intorno al portico ci sono tre ambienti affiancati. Il muro esterno di quello meridionale venne impiegato nelle fondazioni della vicina cattedrale. Tutti gli ambienti, abitati dal I secolo avanti Cristo al II secolo dopo Cristo, sono caratterizzati da una pavimentazione in cocciopesto con motivi geometrici e losanghe. I motivi geometrici sono presenti anche negli intonaci, alternati a decorazioni vegetali.

Al fianco della Domus Romana, sempre all’interno degli stessi scavi, puoi vedere anche i resti dell’antica basilica medievale di Teramo. Questa è la cattedrale di Sancta Maria Aprutiensis, risalente al periodo tra il VII e il XII secolo dopo Cristo. Venne infatti costruita in epoca romana e utilizzata fino al 1157, quando un rovinoso incendio la distrusse e si costruì il nuovo duomo cittadino, nell’attuale piazza del Duomo.

La basilica medievale aveva una pianta rettangolare con tre navate divise da colonne, in parte ritrovate durante lo scavo e visibili all’intero dell’area archeologica. Al centro era presente l’abside e quattro plutei che fungevano anche da recinzione per il presbiterio. Purtroppo buone parte delle decorazioni andarono perse durante l’incendio e negli anni a venire, quando i materiali decorativi della basilica vennero impiegati in altri cantieri cittadini. Intorno alla basilica sono stati ritrovati diversi corpi sepolti, in quello che doveva essere un cimitero cittadino.

Chiesa di Sant’Anna dei Pompetti ^

Facciata della chiesa di Sant'Anna dei Pompetti - Teramo

Subito dopo il devastante incendio che distrusse la basilica medievale di Teramo, venne eretta la chiesa di Sant’Anna dei Pompetti. Questa è una piccola chiesetta duecentesca che si trova proprio su piazza sant’Anna.

A causa della sua posizione molti cittadini la conoscono come la vecchia basilica cittadina. Questa falsa credenza è alimentata anche dal fatto che gli scavi archeologici che hanno riportato alla luce i resti della reale basilica sono abbastanza recenti e, di conseguenza, non era nota la presenza di una reale altra basilica in questo luogo.

Casa dei Melatino ^

Facciata della Casa dei Melatino - Teramo

A pochi passi da piazza Sant’Anna puoi raggiungere la casa dei Melatino, appartenuta all’omonima e ricca famiglia feudale. Questa famiglia arrivò in città su invito del vescovo, che aveva l’obiettivo di far ripopolare la città dopo il saccheggiamento e i roghi del XII secolo.

La casa risale alla prima metà del duecento, anche se un’iscrizione ora poco leggibile sulla facciata reca la data 1372, anno in cui probabilmente l’edificio venne ricostruito.

Le dimensioni della casa dei Melatino sono piuttosto generose: tre piani fuori terra su di una pianta quadrata. Il pian terreno ha volte a crociera e presenta i resti del portico antico con colonne in muratura. Le finestre sono invece dotate di architrave e quelle del primo piano presentano delle colonnine divisorie, alcune tortili e con scolpito un serpente che avvolge una testa di donna.

Sopra la porta principale c’è un blasone in pietra con raffigurato l’albero di melo, simbolo della ricca famiglia.

Palazzo Delfico ^

Facciata di palazzo Delfico - Biblioteca di Teramo

Un altro bell’edificio residenziale di Teramo, questa volta più recente, è il palazzo Delfico. Costruito tra il 1790 e il 1820 su iniziativa dei fratelli Delfico era dotato persino di tre cavalcavia che lo collegavano direttamente al giardino con orto botanico. Purtroppo questi elementi sono stati abbattuti dopo la prima guerra mondiale.

Alla fine dell’ottocento palazzo Delfico era molto conosciuto per via delle feste sfarzose che ospitava e che riunivano i nobili dell’epoca. Successivamente venne abbandonato dai discendenti della famiglia che preferirono vivere altrove e, infine passò nelle mani del comune di Teramo che dal 2004 l’ha trasformato nella biblioteca regionale.

Sul portone principale sono presenti gli stemmi della famiglia Delfico e della famiglia De Filippis, uniti in un unico casato dal 1820 in seguito a un matrimonio tra i componenti delle due famiglie.

Convitto Nazionale Melchiorre Delfico ^

Facciata del Convitto Nazionale Melchiorre Delfico

Titolato a un componente della famiglia Delfico c’è anche il convitto nazionale Melchiorre Delfico. Questo grandissimo palazzo ospita al suo interno diversi licei, una scuola primaria e una secondaria.

Nato come Real Collegio nel 1813, il convitto nazionale Melchiorre Delfico ha sempre avuto una vocazione scolastica. Durante i decenni cambiò più volte affidamento e piano formativo. La sede attuale, su piazza Dante, risale al 1934 e sia il suo stile che le sue dimensioni si rifanno all’architettura monumentale del ventennio. Lesene, capitelli, archi e balaustre richiamano lo stile neorinascimentale. Il corpo centrale è in posizione avanzata rispetto al resto della struttura e arricchito da elementi che ricordano lo stile barocco e rinascimentale.

Castello della Monica ^

Di forte impatto, ma ahimè non visitabile durante la mia permanenza a Teramo, è il castello della Monica, anche noto come borgo medioevale. L‘edificio principale di questo angolo della città è costruito su di una collina e, come gli altri edifici del complesso, è caratterizzato da elementi moreschi e neogotici, ma anche da tante altre contaminazioni.

Il nome di Castello della Monica va attribuito a Gennaro della Monica, il quale si occupò di progettarlo e diede via ai lavori di costruzione nel 1889. Gennaro era un’artista poliedrico: architetto, pittore e scultore.

Il corpo centrale del borgo medioevale prese il posto della chiesa di San Venanzio, distrutta dai francesi ma della quale vennero reimpiegati parte dei materiali. Al corpo centrale sono affiancati due edifici secondari, una depandance e dei giardini terrazzati a cui è possibile accedere attraverso la scalinata che conduce fino al piano del centro storico.

Uno degli edifici che compongono il Castello della Monica, o il borgo medioevale, è utilizzato come abitazione privata, mentre i rimanenti sono passati di proprietà al comune di Teramo che li sta ristrutturando per consegnarli poi alla cittadinanza. Quando sarà possibile accederci potremo riscorpire i numerosi affreschi, opera di della Monica stesso, che decorano gli interni di quella che allora era la sua abitazione e il suo studio.

Villa Comunale di Teramo ^

La visita al centro storico di Teramo è praticamente conclusa, ma prima di lasciare la città potrai rilassarti un po’ al parco della Villa Comunale. Posizionata vicino a piazza Garibaldi, che la separa dal centro storico, è un’oasi verde a cui è possibile accedere per via di due cancellate in stile liberty.

La villa comunale era anticamente un orto botanico, mentre oggi è un luogo di ritrovo utile per staccare la spina dalla città. L’orto venne creato nel 1841 e la casupola al suo interno, utilizzata come sede della Società Economica, venne trasformata nel 1923 nella pinacoteca civica.

Tra i vicoli verdi c’è anche un ampio laghetto con pesci e cigni, mentre sui sentieri sono posizionati diversi cippi funebri a memoria delle personalità teramane.

Necropoli di Ponte Messato ^

L’itinerario tra le cose da vedere a Teramo è concluso. Soprattutto se visiti la città a piedi avrai macinato sufficienti chilometri per concludere la giornata. Se hai ancora un po’ di energia e, magari un’automobile, puoi raggiungere la vicina necropoli di Ponte Messato. In realtà questa zona è servita anche dagli autobus locali.

Oggi è un grande parco di mille metri quadri dalla cui erba emergono antiche strutture funebri risalenti all’epoca pre-romana e romana. La sua posizione è al fianco dell’antica Via Cecilia, una strada lastricata nota come via sacra di Teramo.

Nella necropoli di Ponte Messato, scoperta per caso nel 1961, vennero rinvenuti 16 mausolei risalenti al periodo tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, una strada romana, tombe monumentali a pianta quadrata e circolare con urne al loro interno, un tempio romano-repubblicano la cui base misura 21 metri per 31, un tempio ellenistico-romano e un’ulteriore necropoli dell’età del ferro.

Purtroppo l’intero parco, spesso chiuso, non è valorizzato quanto meriterebbe, considerando che questa è la necropoli più importante di tutta la zona teramana.

Mappa dell’itinerario di Teramo ^

Ecco la mappa che puoi utilizzare per scoprire Teramo. Tutti i punti sono collegati a piedi, ad esclusione della necropoli di Ponte Messato, che ti consiglio di raggiungere in automobile.

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Teramo in un giornoScopri cosa vedere a Teramo in un giorno, grazie alla guida completa. Mappa, descrizione e foto di tutto l'itinerario da seguire a piedi.https://www.lorenzotaccioli.it/teramo-in-un-giorno-cosa-vedere/
Lorenzo Taccioli