Un Giorno ad Udine – Cosa Vedere

Piazza della Libertà con Fontana e colonna con leone di Venezia - Porticato di San Giovanni e Torre dell Orologio

Tra le destinazioni più famose del Friuli Venezia Giulia non ero ancora stato ad Udine, la città conosciuta come capitale della parte friuliana della regione. La sua posizione è infatti al centro della regione storica friuliana e dista appena venti chilometri dall’attuale confine sloveno.

Per scoprire questa cittadina approfitto di un weekend lungo in Friuli Venezia Giulia. Ecco le cose da non perdere in un giorno.

Cosa Vedere in Un Giorno a Udine ^

Il centro storico di Udine è piuttosto raccolto e in appena mezza giornata, lo si può girare tranquillamente, comprendendo anche la salita fino al castello che domina la città.

Le sue vie sono l’ideale per una passeggiata, dove spesso ci si sorprenderà con il naso all’insù mentre si osservano i bellissimi palazzi che le riempiono.

Il centro storico di Udine si sviluppa tendenzialmente in un’area pianeggiate, che si trova intorno a un colle isolato che, secondo la leggenda, venne costruito da Attila per osservare al meglio l’incendio appiccato ad Aquileia, ma che in realtà è risalente a diversi secoli prima. Attualmente sul collo sorge il castello cittadino.

Una giornata a Udine sarà più che sufficiente per vedere quello che la città ha da offrire. Ecco dunque cosa non perdere in un giorno a Udine.

Porta Aquileia – l’Ingresso ad Udine ^

Parcheggiamo l’automobile subito fuori dalle mura del centro storico e facciamo il nostro ingresso attraverso una grande porta storica che dalla piazzetta del pozzo ci immette su via Aquileia. Si tratta di Porta Aquileia.

Porta Aquileia appartiene alla quinta cerchia delle mura cittadine, la stessa che ha definito il perimetro lontanamente circolare del centro storico.

Porta Aquileia con merlatura ghibellina - ingresso ad Udine

La porta è dotata di una torre con merlatura ghibellina e venne costruita alla fine del XIV secolo. Insieme ad altre 13 porte era uno degli accessi controllati alla città e permetteva di tenere controllati gli ingressi per far funzionare al meglio il sistema difensivo.

Il lato sud della torre di Porta Aquileia è dotato di quattro stemmi in pietra, tra cui quello del comune di Udine, quello del patriarca di Aquileia e quello della famiglia Savorgan che commissionò la costruzione di questa torre. Attualmente all’interno della torre è presente la sede del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici di tutto il Friuli Venezia Giulia.

Porta Aquileia deve il suo nome alla strada su cui si trova, ovvero quella che da Udine conduce fino ad Aqueleia.

In piazzetta della torre si può vedere anche la cisterna di un pozzo risalente alla prima metà del XVI secolo.

Chiesa della Beata Vergine del Carmine ^

Prendendo via Aquileia in direzione del centro storico, in pochi passi ci troviamo alla nostra sinistra la timida facciata della chiesa della Beata Vergine del Carmine.

La chiesa della Beata Vergine del Carmine era precedentemente titolata ai santi Pietro e Paolo Apostoli e venne costruita agli inizi del XVI secolo dai frati carmelitani, che edificarono anche un convento annesso alla chiesa stessa.

Nei secoli la chiesa e il convento vennero occupati da diversi ordini religiosi: i carmelitani lasciarono spazio ai frati minori conventuali che a loro volta lasciarono il posto ai francescani.

La chiesa della Beata Vergine del Carmine subì diversi restauri e l’attuale facciata è ancora in stile settecentesco. Sopra al portale di ingresso è presente una nicchia con sistemata una statua della Madonna e altre due statue fanno bella mostra su due colonne della cancellata che definisce il sagrato della chiesa. Gli interni si sviluppano in un’unica navata ricca di dipinti.

Tra le cose da vedere all’interno è presente un sarcofago in marmo su quatto colonnine con raffigurato sopra il defunto e quattro santi. Questa è l’arca marmorea del Beato Odorico da Pordenone, risalente al XIV secolo.

Giardini Giovanni Pascoli ^

Continuiamo verso il centro storico cittadino, ma prima di arrivare nel cuore di Udine prendiamo a sinistra via Giuseppe Giusti e raggiungiamo il giardino Giovanni Pascoli.

Questo giardino sta nell’angolo ‘letterato’ di Udine, si trova infatti tra le vie Dante e Carducci e venne creato nella prima metà del secolo scorso all’interno di un progetto di riqualificazione cittadina che partisse della neonata stazione ferroviaria.

Giardini Giovanni Pascoli di Udine

Lo spazio attualmente occupato dai giardini all’italiana Giovanni Pascoli, era originariamente coltivato con frutta, verdura e viti e risaliva ai tempi del medioevo. Oggi invece è una piazza giardino le cui aiuole sono organizzate in maniera simmetrica e alterna forme curve a linee dritte, ellittiche o circolari.

I giardini Giovanni Pascoli vennero recuperati nel 1997, successivamente a un periodo di incuria e degrado che li aveva portati ad essere quasi irriconoscibili. Ad oggi, invece, questo spazio verde gode di ottima salute.

Duomo di Udine – Cattedrale di Santa Maria Annunziata ^

Estremamente imponente è il Duomo di Udine, ovvero la Cattedrale di Santa Maria Annunziata. Questo edificio si trova ovviamente nel pieno del centro storico cittadino, in piazza Duomo e a pochi passi dalla famosa piazza della Libertà.

Il duomo di Udine venne costruito durante il XIII secolo, in una posizione precedentemente occupata da una chiesa dedicata a San Girolamo. Inizialmente dedicato a san Odorico, nel 1257 venne aperto alla cittadinanza e nemmeno un secolo dopo venne aggiunta alla struttura la Cappella dell’Annunziata e la cattedrale passò sotto la consacrazione a Santa Maria Maggiore.

Le modifiche al duomo di Udine non erano però terminate e infatti prima di arrivare ai giorni nostri sono stati fatti numerosi rimaneggiamenti, anche in seguito al rovinoso terremoto del 1348. Ad esempio nel XIV secolo vennero aggiunte le cappelle laterali, aumentando ancora le dimensioni della chiesa, mentre due secoli dopo venne restaurato l’intero edificio dandogli uno stile barocco. A seguito di un nuovo intervento durante il settecento, il duomo di Udine venne titolato a Santa Maria Annunziata.
Solo durante l’ottocento l’aspetto della facciata viene riportato ai canoni trecenteschi ed il risultato attuale è un mix di stile romanico e gotico.

Facciata del Duomo di Udine - Cattedrale di Santa Maria Annunziata

La bellissima facciata della Cattedrale di Santa Maria Annunziata è dotata di un portale riccamente decorato e conosciuto come Portale della Redenzione, risalente al XIV secolo. Questo portale è dotato di figure in altorilievo raffiguranti proprio la Redenzione ed è sormontato da un arco a sesto acuto, coronato da un protiro pensile aggiunto lo scorso secolo.

Anche gli interni del duomo sono in stile barocco, caratteristica assunta successivamente alle generose donazioni della famiglia Manin che, come riconoscimento, ha visto accogliere i suoi mausolei all’interno della chiesa.

La pianta del duomo di Udine è a croce latina ed è composto da tre navate, le laterali più ampie di quella centrale. Sono presenti anche quattro cappelle per lato, comunicanti tra loro che simulano in tutto e per tutto un altro paio di navate.

Interni e colonnati del duomo di Udine

Gli spazi estremamente alti sono suddivisi dai porticati formati da due file di colonne che definiscono la navata centrale e che corrono fino all’altare, accolto in un presbiterio riccamente affrescato e molto luminoso grazie alle ampie finestre sul retro.

Sotto al coro è presente una scala che scende fino alla cripta del duomo, attualmente non accessibile, la quale ospita la tomba dell’arcivescovo Alfredo Battisti.

Battistero del Duomo ^

L’intero campanile sorge sul battistero preesistente in questa posizione, alla sinistra del duomo di Udine.

Il campanile che accompagna la chiesa è stato costruito nel XV secolo e quello attualmente visibile, dalla forma un po’ tozza, è lontano dal progetto originale che prevedeva di creare una struttura molto alta, che si avvicinasse a quella del campanile del castello e che vedeva in vetta una statua della Madonna che potesse comunicare visivamente con la statua dell’angelo posta su quello del castello, ricreando così la scena dell’annunciazione.

Battistero del Duomo di Udine

La difficoltà del progetto, la mancanza di fondi e di materiali hanno però bloccato il progetto e il campanile si è fermato all’aspetto odierno.

Al pianoterra del campanile/battistero è presente il museo del Duomo, ricco di reperti e pezzi artistici che omaggiano la figura del Beato Bertrando di San Genesio, il cui corpo riposa all’interno della cattedrale di Santa Maria Annunziata.

Gli interni del Museo del Duomo sono costituiti, oltre che dall’antico battistero, anche dalla Cappella di San Nicolò dotata di affreschi trecenteschi e dalla Cappella del Corpo di Cristo che oltre alle pitture trecentesche ospita alcune reliquie di Bertrando di San Genesio.

Piazza della Libertà ^

Praticamente adiacente al Duomo troviamo piazza della libertà, la piazza più famosa dell’intera Udine e anche la più antica. Tutta la piazza è occupata da bellissimi palazzi e un’importante porta che, attraversata, conduce fino alla scalinata del castello.

Inizialmente questa piazza era la protagonista del commercio del vino e, infatti, era denominata come piazza del Vino. A metà del XIV secolo divenne la piazza del Comune, perché qui si teneva il consiglio comunale. Durante i secoli prese anche il nome di piazza Contarena, piazza Vittorio Emanuele II e dopo la seconda guerra mondiale assunse l’attuale nome di piazza della libertà.

Tempietto di San Giovanni e Monumento ai Caduti - Loggia di San Giovanni e Campanile del duomo di Udine

Ecco gli elementi più importanti che si affacciano su piazza della libertà.

Porticato di San Giovanni e Torre dell’Orologio ^

Arrivando da piazza del Duomo sulla destra si può ammirare il porticato di San Giovanni sormontato dalla torre dell’Orologio quasi sopra al piccolo Tempietto.

La loggia e il tempietto di San Giovanni vennero costruiti nel 1533 e originariamente prevedevano al centro una piccola chiesa dedicata a San Giovanni, attualmente utilizzata come tempietto ai Caduti. In realtà qui era già presente una chiesa dedicata a San Giovanni, crollata però nel 1511 a causa di un terremoto.

Nella ricostruzione, l’architetto Bernardino da Morcote ne approfittò per aggiungere la loggia con un richiamo allo stile del Brunelleschi. I vincoli del progetto erano vari, tra questi:

  • l’edificio doveva appoggiarsi alla torre dell’Orologio già esistente e che si intendeva mantenere in piedi;
  • la nuova struttura doveva comunque consentire l’accesso diretto al castello, tramite una scalinata.

La chiesetta di San Giovanni ha svolto fin da subito un’utilità pubblica, essendo stata impiegata come camera fiscale, poi cancelleria e archivio. Subentrato il dominio austriaco l’archivio venne chiusa dietro a un cancello e la struttura venne trasformata in posto di guardia, dotata di due cannoni rimossi solo nel XIX secolo. Dopo qualche anno l’intero porticato di San Giovanni venne interamente ristrutturato.

Nel 1921 venne fatta un’ulteriore ristrutturazione che trasformò la chiesa nell’attuale forma, pensata come monumento ai caduti della prima guerra mondiale, a cui si accede attraverso un piccolo arco di trionfo. Dentro al monumento è presente una statua che raffigura la Vittoria e un affresco.

Nelle ali alla sinistra e alla destra del tempietto di San Giovanni sono disposti busti di luogotenenti e importanti personalità storiche, mentre il lato sinistro è chiuso da una meridiana risalente alla fine del XVIII secolo che durante l’equinozio di primavera e di autunno allineano perfettamente la luce all’interno di un foro creato in un sole bronzeo.

La torre dell’orologio, invece, è posizionata subito a sinistra del tempietto di San Giovanni e risale al 1527. Sopra alla torre, nel 1850, sono state installate le statue di due mori che battono il passare delle ore. Anche in questa torre torna il simbolo del sole, posizionato all’interno del quadrante a sfondo blu dell’orologio. I due mori, per via della loro funzione, sono anche conosciuti come “huomini delle ore”.

Prima delle attuali statue, sulla torre dell’orologio, erano presenti altre statue in legno coperte di piombo ed erano conosciuti come “italiano” e “tedesco”, perché rappresentavano due antichi modi differenti di contare le ore.

Loggia del Lionello ^

Dalla parte opposta della loggia di San Giovanni, si trova invece la loggia del Lionello. In realtà le due strutture sono talmente vicine che sembrano quasi parlarsi.

La loggia del Lionello è un edificio di due piani, la cui facciata è decorata da fasce alternate di marmo bianco e rosa. Il primo piano è accessibile attraverso il porticato formato da dieci archi e sormontato da una balconata centrale con una pentafora, sullo stesso piano delle trifore laterali.

Ancora una volta lo stile del palazzo è un gotico veneziano e non a caso la piazza è conosciuta come la più bella piazza in stile veneziano sulla terraferma.

Il palazzo venne progettato a partire dal 1441, quando il consiglio cittadino richiese la costruzione di un palazzo comunale, così come in tutte le più importanti città dell’epoca. Il problema della città di Udine era quello di reperire i fondi necessari per la sua costruzione, e si decise di utilizzare a questo scopo l’intera tassa applicata sul pane. Durante i secoli la struttura richiese continue variazioni al progetto iniziale e vennero fatti numerosi ampliamenti.

Un incendio scoppiato nel XVIII secolo causò gravi danni alla loggia del Lionello, che vennero poi sanati negli anni successivi.

La loggia del Lionello eredita questo nome dalla persona che ultimò i lavori della prima progettazione: Nicolò Lionello.

Arco Bollani ^

Un’altra importante struttura presente su Piazza della Libertà è l’arco Bollani, posto all’estremità sinistra del porticato di San Giovanni, all’angolo tra due lati della piazza.

L’arco, sormontato dal leone di San Marco, venne progettato nel 1556 dal Palladio ed è la via d’accesso al castello che sormonta il centro storico e a cui si arriva attraverso la scalinata affiancata dal porticato del Lippomano.

L’arco fu voluto da Domenico Bollani, l’allora luogotenente veneto che decise di erigerlo come autocelebrazione e per dare, ancora una volta, una caratterizzazione in stile veneziano alla piazza della Libertà, soprattutto perché allora il castello raggiungibile attraverso l’arco era uno dei centri di potere della Repubblica della Serenissima.

Curioso è sapere che il leone che sormonta l’arco Bollani venne fatto rimuovere durante il periodo di dominazione francese, periodo nel quale vennero eliminati tutti i simboli veneziani presenti all’interno di questa piazza.

Porticato del Lippomano ^

Una volta attraversato l’arco Bollani da piazza della Libertà, si accede alla ripida salita che porta fino al castello di Udine. La strada si snoda sul colle cittadino ed è quasi interamente affiancata dal porticato del Lippomano.

Il porticato del Lippomano venne costruito nel 1487 e porta il nome del suo committente: il luogotenente Tommaso Lippomano, che lo fece progettare in uno stile tra il gotico e il veneziano. All’inizio e alla fine del porticato è possibile vedere lo stemma della famiglia Lippomano. Questa lunga loggia affronta la salita con un mix di rampe e scalinate ed è composto da una serie di porticati assemblati insieme su diversi livelli e collegati gli uni agli altri.

Il porticato del Lippomano venne costruito sui resti dell’antica prima cerchia muraria risalente al XII secolo.

Questa del porticato del Lippomano è una delle tre possibilità per salire al castello attraverso l’arco Bollani. Affiancate si trovano infatti la salita attraverso una strada selciato o una scalinata che corre subito sotto il castello.

Castello di Udine ^

Al termine della salita del porticato del Lippomano arriviamo al castello di Udine, ben visibile da tutto il centro storico cittadino grazie alla sua altitudine di 138 metri sul livello del mare. L’ingresso nella piazzetta del castello è segnato dall’arco Grimani, risalente al 1522 e costruito in onore del doge dell’epoca. Quest’arco chiude anche la salita da piazza della Libertà.

Il castello di Udine risale al decimo secolo, quando sul colle era già presente una fortificazione militare, ma l’attuale costruzione è del XVI secolo e venne edificato in seguito a un terremoto che nel 1511 distrusse il precedente castello. Una degli spazi più importanti del castello è il salone del Parlamento nel quale, fino al 1797, si riuniva il consiglio della Patria del Friuli in uno dei primi esempi mondiali di parlamento.

Non fu facile portare a termine i lavori, che durarono circa una cinquantina d’anni. I problemi maggiori furono quelli di recuperare i fondi e, per abbassare i costi, inizialmente il salone del Parlamento era accessibile esclusivamente attraverso la scalinata esterna costruita sulla facciata. Solo nel 1576 venne aggiunta la scala interna che collegava l’atrio a questa importante sala del palazzo.

Il castello di Udine nei secoli adempì a diverse funzioni, principalmente collegate con il potere cittadino. Venne infatti prima utilizzato come sede del patriarca di Aquileia, poi del luogotenente della Patria.

Dal 1906 il castello di Udine è impiegato come polo museale cittadino. All’interno delle sue sale, sotto al nome di museo civico, si trovano numerosi musei:

  • del Risorgimento;
  • archeologico e numismatico;
  • il museo friulano della fotografia;
  • la galleria dei disegni e delle stampe;
  • una pinacoteca;
  • la biblioteca universitaria.

Anche il grande giardino davanti al castello viene sfruttato per eventi artistici, soprattutto d’estate ospita spettacoli teatrali e concerti.

Chiesa di Santa Maria di Castello ^

Quasi al termine della salita al castello, sulla destra, troviamo una piccola chiesa: la chiesa di Santa Maria di Castello. Questa è la chiesa più antica di tutta la città e venne costruita sulle ceneri di una chiesa di epoca longobarda risalente al VIII secolo.

Le origini dell’attuale chiesa di Santa Maria di Castello vanno ricercate nel XII secolo, così come si evince da alcuni particolari in stile romanico della chiesa.

L’attuale facciata della chiesa di Santa Maria di Castello è del XVI secolo, quando dopo il terremoto del 1511 subì gravi danni.

La facciata è suddivisa in due parti in maniera orizzontale, quella più bassa è scandita da lesene corinzie chiuse da capitelli e, ai lati del portone, presenta due grandi finestre. Le stesse lesene sono riportate anche nella parte superiore e vengono chiuse da un’architrave.

Anche il campanile risale al XVI secolo e nella sua costruzione si sfruttò una delle torri di guardia della cinta muraria, già esistente. Alla torre si aggiunse la cella campanaria e una cupola. A chiusura del campanile è presente un angelo dorato che indica la direzione del vento con il suo indice. In totale misura 43 metri di altezza e proprio per via della scultura sulla sommità è noto come campanile dell’angelo.

Gli interni, suddivisi in tre navate attraverso degli archi, sono arricchiti da alcuni affreschi del XII secolo nell’abside, tra cui quello che riporta la deposizione di Cristo dalla croce.

Adiacente alla chiesa di Santa Maria di Castello c’è la casa della confraternita, un edificio di origine medievale.

Palazzo del Monte di Pietà e Cappella del Monte di Pietà ^

Dopo aver lasciato il castello, ripercorriamo la strada del porticato Lippomano per tornare in piazza della Libertà. Imbocchiamo la via a destra, via mercatovecchio, e arriviamo fino al palazzo del monte di pietà, che custodisce al suo interno una piccola cappella.

Il palazzo sorge nell’antica area dedicata al commercio cittadino, dove si svolgeva anche il mercato e dove si potevano trovare le maggiori botteghe artigiane già dal XIII secolo. Dal 1496 il comune istituì il monte di pietà per far fronte alle necessità dei cittadini per piccoli prestiti con un tasso di interesse agevolato.

Anche la costruzione di questo palazzo richiese parecchio tempo, circa un secolo, a partire dagli inizi del cinquecento. La facciata è piuttosto suggestiva ed è caratterizzata da portici in bugnato e due trifore con balaustre chiuse da un timpano. Gli angoli del palazzo sono scanditi da quattro statue in marmo del XVII e XVIII secolo, che richiamano le scene della Pietà.

Cappella del Monte di Pietà a Udine

All’interno del palazzo del monte di pietà, dal 1882, ha sede la Cassa di Risparmio che, oltre ad opere d’arte, ha conservato i preziosi armadi settecenteschi che contenevano il registro dei pegni.

A metà del XVI secolo si pensò di aggiungere ai porticati del Monte di Pietà una maggior sacralità, attraverso la creazione della cappella del Monte di Pietà, o cappella di Santa Maria. Ad oggi non è possibile entrare nella cappella, ma passando sotto il porticato se ne possono sbirciare gli interni attraverso le grandi vetrate che la proteggono dagli esterni. La cappella del Monte di Pietà è un ottimo esempio di barocco in Friuli Venezia Giulia.

Piazza Matteotti ^

Prima di lasciare la città, tra le cosa da vedere a Udine, non si può saltare piazza Matteotti.

Questa è un’altra delle piazze centrali, probabilmente la più vissuta dalla cittadinanza che spesso la utilizza come punto di ritrovo per via dei numerosi caffè e pub aperti fino a tarda sera. Conosciuta anche come piazza San Giacomo, o meglio “Piazze San Jacum”, ha visto il suo debutto già nel XIII secolo, quando il progressivo aumento della popolazione in città richiese la costruzione di una seconda cerchia di mura collegata alla prima. Piazza Matteotti si era quindi venuta a creare nel nuovo assetto cittadino e inizialmente era chiamata piazza del Mercatonuovo perché, come si evince, veniva impiegata per il nuovo mercato cittadino. Inoltre in questa piazza andavano in scena le esecuzioni capitali.

Al centro di piazza Matteotti è presente una grande fontana risalente al 1543 e collegata alla fontana in piazza della Libertà, grazie all’acquedotto cittadino.

Guardando in direzione della chiesa di san Giacomo, invece, vediamo la colonna della Madonna col Bambino, databile alla fine del XV secolo. Alla sinistra della chiesa, invece, c’è un pozzo ottagonale conosciuto con il nome di Lanterna di Diogene  risalente allo stesso periodo.

Chiesa di San Giacomo ^

La chiesa di San Giacomo si trova su di un lato di piazza Matteotti. Venne costruita dopo la metà del XIV secolo dalla confraternita dei pellicciai, anche se l’aspetto attuale è successivo alla prima edificazione.

Originariamente la chiesa venne voluta dalla confraternita dei pellicciai. In quel periodo erano numerosi i fenomeni di confraternite, ovvero delle aggregazioni di persone che si riunivano anche a seconda dei mestieri e che avevano come obiettivo quello di assistere i bisognosi e i pellegrini. I pellicciai si riunirono, dedicandosi al culto di san Giacomo e inserendo nel loro stemma numerosi simboli legati alla loro arte artigiana. Il numero di adepti aumentava a vista d’occhio, così decisero di costruire una cappella in onore del loro santo protettore che progressivamente si ampliò fino ad arrivare anche a una chiesa.

Facciata cappella e chiesa di San Giacomo di Udine

La sua facciata è del 1525 ed ha una forma molto particolare, anche per via della cappella laterale aggiunta un secolo più tardi. Il piccolo campanile dotato di bifore è integrato nella stessa struttura della chiesa di San Giacomo ed è arricchito da un orologio sotto al quale c’è un piccolo balconcino che si affaccia sulla piazza. All’interno del balcone è costruito un piccolo altare contenente a sua volta la statua della Vergine col Bambino.

Il balcone era stato già costruito nella struttura originaria della chiesa e serviva per officiare la messa ogni sabato direttamente all’aperto in omaggio ai lavoratori del mercato.

I decori interni risalgono al XVII secolo e si possono vedere principalmente nel soffitto in cui sono stati dipinte le Storie di san Giacomo.

Chiesa di San Francesco ^

Prima di lasciare Udine ci rechiamo alla chiesa di San Francesco, sede dei frati minori e attualmente impiegata per esposizioni temporanee.

Il primo convento francescano in città risale alla metà del XIII secolo e pochi anni dopo venne inaugurata la chiesa di San Francesco, ufficialmente uno dei luoghi di culto cittadini più antichi.

Facciata Chiesa di San Francesco di Udine

Al suo interno vennero deposte le spoglie di alcuni santi e in poco tempo la chiesa diventò meta di pellegrini che arrivavano qui da svariate città. Tra questi si trovava anche il corpo di frate Odorico da Pordenone, formatosi proprio in questa chiesa e che, in occasione della sua beatificazione fece si che la chiesa venisse ristrutturata con elementi rococò e la costruzione di una nuova cappella a lui dedicata.

Durante il XVIII secolo il governo della città di Udine concordò il trasferimento dei frati in una nuova sede, i quali si portarono con loro tutte le reliquie presenti all’interno della chiesa. Il monastero collegato alla chiesa di San Francesco venne invece impiegato come ospedale cittadino fino agli inizi del secolo scorso, mentre la chiesa divenne un deposito.

Antica chiesa di San Francesco di Udine

La struttura della chiesa è piuttosto semplice, formata da una facciata a capanna e dotata di un’unica navata con chiusura a capriate in legno. L’abside è diviso su tre cappelle e in quello centrale è presente l’altare maggiore. All’interno sono presenti alcuni affreschi, purtroppo in cattivo stato di conservazione.

Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti danneggiarono la struttura che, una volta restaurata, venne impiegata come sede per mostre temporanee. Il monastero invece svolge oggi la funzione di tribunale cittadino.

Mappa dell’Itinerario di Un Giorno a Udine ^

Ecco la mappa dell’itinerario a piedi di un giorno a Udine, con partenza da Porta Aquileia, nei pressi della quale è possibile parcheggiare la propria automobile.

Scopri anche altre bellissime destinazioni nella regione, con la guida su cosa vedere in 4 giorni in Friuli Venezia Giulia.

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Un Giorno ad Udine - Cosa VedereScopri Cosa Vedere in Un Giorno a Udine e la mappa dell'itinerario nella città friuliana. Non solo il castello e piazza della Libertà, ecco cosa non perderehttps://www.lorenzotaccioli.it/un-giorno-ad-udine-cosa-vedere/
Lorenzo Taccioli