Valle dei Templi – Guida alla visita

Tempio nella Valle dei Templi

La Valle dei Templi di Agrigento racchiude uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo e del mondo, immerso in un paesaggio agricolo di rara bellezza. Grazie alla sua particolarità, l’UNESCO l’annovera nel patrimonio mondiale dell’umanità fin dal 1997.

Visitandolo potrai immergerti nei resti dell’antica Akragas, ovvero il nucleo originario dell’attuale città di Agrigento, poi ricostruita su di una collina poco distante.

Questo è uno dei principali siti turistici della Sicilia, e lo è a ragion veduta. Ti consiglio di inserirlo infatti nel tuo itinerario, sia che tu stia visitando la Sicilia orientale, sia che tu stia visitando la Sicilia occidentale.

Dove si trova la Valle dei Templi ^

La celebre Valle dei Templi è in Sicilia e, più precisamente, nel territorio comunale di Agrigento. Nonostante il nome, questo sito archeologico sorge su di una collinetta tra il nuovo centro di Agrigento e la spiaggia, dove potrai vedere anche la Scala dei Turchi.

La Valle dei Templi è nella Sicilia meridionale, esattamente a metà strada tra il lato occidentale e quello orientale.

Parcheggio per la Valle dei Templi ^

La Valle dei Templi dispone di numerosi parcheggi per far fronte alle migliaia di turisti che ogni anno la visitano. I due parcheggi principali e ufficiali dispongono entrambi di un accesso diretto ad una biglietteria e sono:

  • il parcheggio Tempio di Giunone, per sole auto. Puoi raggiungerlo cliccando qui;
  • il parcheggio Contrada Sant’Anna che dispone di posteggi per auto e camper. Puoi raggungerlo cliccando qui.

Io ho scelto il parcheggio Contrada Sant’Anna, che permette di accedere al sito direttamente dall’area di Porta V. Questo è anche l’ingresso a disposizione di chi raggiunge il sito in autobus.

Valle dei Templi: storia in breve ^

Quello che puoi vedere nella Valle dei Templi è ciò che rimane di Akragas, ovvero una delle più importanti colonie greche della Sicilia. La città venne fondata nel 582 avanti Cristo da parte di coloni provenienti dalla vicina Gela e da Rodi.

La scelta di questo territorio era legata al suo aspetto geografico: protettata a nord dalla Rupe Atenea e dal Colle di Girgenti e a Sud dalla lunga Collina dei Templi, delimitata a sua volta dai fiumi Akragas e Hypsas. La zona era ricca di risorse, tanto che il nome Akragas significa “ricca di granchi“.

Negli ultimi decenni del VI secolo avanti Cristo, l’intera città fu fortificata grazie a una lunga e poderosa cinta muraria di 12 chilometri che si poteva attraversare per mezzo di nove porte.

Sotto il controllo del tiranno Terone (488-472 a.C.) e durante gli anni della democrazia instaurata dal filosofo Empedocle (471-406 a.C.) la città ebbe il suo massimo sviluppo, con la costruzione della maggior parte dei templi in stile dorico sulla collina meridionale.

Ci fu poi una battaglia contro i Cartaginese, nel 406 a.C., che segnò la fine del benessere di Akragas. Proprio in quell’anno venne distrutta. Successivamente ci fu una nuova fase di sviluppo con l’arrivo di altri coloni greci nel 339 a.C., ma non riuscì a tornare agli antichi splendori. Nei secolo successivi il destino della città era legato all’esito degli scontri tra Roma e Cartagine per il controllo del mare Mediterraneo.

Durante le guerre puniche la città fu la base dei Cartaginesi contro i Romani che, nel 210 a.C., la conquistarono e le diedero il nome di Agrigentum. Da lì partì una seconda fase di prosperità legata al commercio dello zolfo che continuò fino al IV secolo dopo Cristo.

Intorno al 597, il vescovo Gregorio pensò di trasformare l’intera area, dedicandola al culto cristiano. Ebbe così via l’epoca cristiana della Valle dei Templi. Durante l’epoca cristiana la Collina dei Templi fu occupata da chiese e cimiteri, riconvertendo i templi già esistenti, fino a quando nell’829 venne conquistata dagli arabi, ma i quartieri abitativi si erano già progressivamente spostati sul Colle dei Girgenti, dove ancora oggi trovi il centro storico di Agrigento.

Successivamente l’intera area cadde in abbandono e, anzi, servì come cava per prelevare i blocchi di pietra necessari a costruire la nuova città e il molo antico di Porto Empedocle.

Già durante il XVI secolo la Valle dei Templi fu al centro di approfonditi studi, ma gli scavi archeologici presero il via solamente durante il settecento, grazie agli studi del tedesco Johann Joachim Winckelmann, considerato il padre dell’archeologia moderna.

Una frana del 1966 distrusse interi quartieri di Agrigento e, consapevoli del grande valore storico e archeologico della Valle dei Templi, le autorità dichiararono l’area zona archeologica di interesse nazionale, sottoponendo a vincolo l’intero perimetro della collina.

Cosa vedere alla Valle dei Templi ^

Il parco della Valle dei Tempi è un grande spazio di circa 1300 ettari che conserva ancora oggi un incredibile patrimonio monumentale e paesaggistico con i resti dell’antica città di Akragas (Agrigento) e il territorio che si allungava fino al mare.

La città era articolata per terrazzi e fu caratterizzata da un impianto urbanistico regolare. Sulla Rupe Atenea c’era la sede dell’acropoli, destinata a funzioni sacre e dinfensive, mentre la Collina dei Templi ospitava i santuari monumentali. La zona centrale era invece destinata all’abitato e agli edifici pubblici e fuori la città c’era l’area della necropoli dove venivano seppelliti i defunti.

Puoi visitare l’intera area percorrendo la via Sacra, che è di fatto una lunga passerella lungo la quale troverai la quasi totalità delle attrazioni. Vedrai così undici templi di ordine dorico, tre santuari, una vasta concentrazione di necropoli, opere idrauliche, fortificaizoni, un quartiere ellenistico-romano costruito su di una pianta greca con l’agorà inferiore (nei pressi del tempio di Zeus) e l’agorà superiore.

Ecco le attrazioni che incontrerai nella Valle dei Templi durante la tua visita. Potrai prevedere almeno 3 o 4 ore per la visita di tutto il sito. Durante il periodo estivo ti sconsiglio le ore centrali della giornata, perché l’intero sito è esposto al sole.

Porta V ^

Accedi agli scavi archeologici della Valle dei Templi attraverso la Porta V, aperta sul lato meridionale dell’antica fortificazione di Akragas. Questo ingresso monumentale era uno dei più importanti, perché varcandolo si arrivava velocemente al Santuario delle Divinità Ctonie, ovvero dedicate alla terra.

Ancora oggi puoi vedere nella roccia i resti di alcuni solchi, che componevano la carreggiata stradale. Attraverso questa strada arriverai direttamente alla via sacra, che attraversa in direzione est-ovest l’interna collina dei Templi e che conduce fino alla porta II.

Su una parte della Porta V si ergeva un torrione rettangolare, mentre poco arrettrate rispetto all’ingresso, spuntavano due torrette minori ai lati del portone.

Porta V risale alle fine del VI secolo avanti Cristo, ma durante i secoli le sono state apportate diverse revisioni, come tra la fine del IV e del III secolo avanti Cristo.

Tempio dei Dioscuri ^

Arrivato alle prime rovine, ti troverai davanti a una vasta area sacra, che occupa la parte occidentale della Valle dei Templi. Questa era dedicata al culto delle due dee Demetra e Core e suddivisa in tre terrazzi contigui.

Il terrazzo di mezzo era occupato dal tempio dei Dioscuri, di cui puoi vedere la ricostruzione dell’angolo nord occidentale e il ripristino di quattro colonne, risalente al 1836. La struttura originale, in stile dorico, era in calcarenite locale e risale al 480 avanti Cristo circa. Questo sorge all’interno del santuario delle divinità ctonie.

La struttura prevedeva sei colonne sui lati brevi e tredici sui lati lunghi. Purtroppo la ricostruzione ha assemblato insieme elementi provenienti da differenti secoli, come ad esempio i gocciolatoi per l’acqua a forma di testa di leone che risalengono all’epoca ellenistica.

Tempio L ^

Poco più a sud rispetto al tempio dei Dioscuri c’è il Tempio L, di cui sono rimasti esclusivamente la trincea di fondazione e una larga quantità di tamburi di colonne.

Kolymbethra ^

Kolymbethra - Giardino della Valle dei Templi

Davanti a te potrai vedere la vasta Kolymbethra, ovvero una grande depressione del terreno che veniva colmata d’acqua. Questa era riempita attraverso ben diciotto canali che facevano confluire qui le acque provenienti dalla parte alta della città. Tutto il sistema era organizzato attraverso un sofisticato insieme di acquedotti sotterranei, fatto costruire ai numerosi prigionieri cartaginesi e grazie al bottino acquisito con la vittoria di Himera.

Oltre ad essere una grande vasca, la Kolymbetrha era anche un suggestivo luogo naturalistico, con vivai e numerose specie di animali e vegetali.

Risalente al V secolo avanti Cristo, nel I secolo avanti Cristo questo luogo risultava abbandonato e solo tredici secoli dopo venne reimpiegato trasformandolo in una piantagione di canna da zucchero prima e di agrumi poi.

Oggi questo spazio è un vasto giardino di cinque ettari che raccoglie in se tutte le caratteristiche del paesaggio agrario e naturale della Valle dei Templi. Puoi eventualmente visitarlo acquistando un biglietto aggiuntivo.

Altari e temenos ^

L’intera zona dedicata al culto delle dee ctonie è un vasto insieme di altari e templi che risalgono anche al VI secolo avanti Cristo. Tra questi ci sono i templi dedicati a Kore e alla madre Demetra. A racchiuderli c’è un recinto che prende il nome di temenos e che collega la cinta muraria a una delle principali strade della Valle dei Templi.

Tempio di Zeus ^

Procedi lungo la visita della Valle dei Templi e arriverai al tempio di Giove Olimpico, ovvero Zeus. Eretto in pietra calcarenite locale, è uno dei pochi edifici sacri dell’intero sito archeologico di cui è certa l’attribuzione alla divinità.

All’epoca della sua costruzione, intorno al 480 avanti Cristo, il tempio di Zeus era il più grande tempio dorico di tutto l’occidente. Purtroppo oggi non rimane molto dell’edificio, a causa delle distruzioni avvenute in diverse epoche. Tra queste si ricorda quella settecentesca. In quel periodo l’intera Valle dei Templi venne impiegata come cava per la costruzione del molo di Porto Empedocle.

La struttura del tempio di Zeus si ergeva su di una piattaforma rettangolare, con un basamento costituito da cinque gradini che formavano una sorta di podio che innalzava la struttura. Il perimetro era protetto da un muro di recinzione rafforzato da semicolonne doriche: sette sui lati brevi e quattordici su quelli lunghi.

Gli interni erano divisi in tre vani, quello centrale era preceduto da un atrio di ingresso, il pronao, ed era seguito da un vano posteriore. Oggi tra le rovine puoi trovare frammenti del frontone scolpito che raccontava scene della presa di Troia e della gigantomachia. C’erano inoltre due Telamoni alti ben 8 metri che sorreggevano la trabeazione. Queste erano figure mitologiche maschili, che simboleggiavano i cartaginesi sconfitti.

Ci sono inoltre i resti dell’altare, ovvero il luogo in cui avvenivano i sacrifici. Qui venivano sgozzati gli animali, solitamente pecore e buoi, la cui carne era arrostita e consumata dai fedeli in banchetti sacri. Il grasso veniva invece bruciato, così che attraverso il fumo si raggiungesse la divinità in cielo. Questo, tra i ventisette altari ritrovati, è quello più monumentale e all’epoca della costruzione, con i suoi 54 per 16 metri, era l’altare più grande di tutto il mondo greco.

Tempio di Ercole ^

Raggiungi ora il primo tra i templi più suggestivi della Valle dei Templi, ovvero il tempio di Ercole. Lo riconoscerai per la sua lunga fila di colonne che si ergono dalla base composta da tre gardini, quasi nascoste tra i grandi massi.

Il tempio di Ercole risale alla fine del IV secolo avanti Cristo e tra tutti i templi agrigentini è quello più antico. Il lato lungo è dotato di 15 colonne che poggiano su uno stilobate di circa 67 metri per 25 metri. Il lato corto era invece dotato di 6 colonne.

Gli interni erano divisi in tre ambienti: una cella centrale che ospitava anche la statua di Ercole, un pronao e un opistodomo. Ai lati della cella c’erano le scale che conducevano al tetto, decorato con teste leonine che servivano come gocciolatoi per l’acqua piovana. Purtroppo la struttura crollò a causa di un terremoto, ma sono ancora visibili i resti dell’altare monumentale e di otto colonne sul lato meridionale.

Area di Porta IV ^

Area di Porta IV

Giungerai così all’area di Porta IV, ovvero la grande porta che conduceva direttamente al mare. Da qui fece il suo ingresso in città il console Levino nel 210 avanti Cristo. Il console fu protagonista della conquista romana di Agrigento.

L’ingresso non è altro che un taglio nella pietra delle mura meridionali, realizzato nel IV secolo avanti Cristo. Della struttura rimangono delle nicchie quadrangolari con tracce dell’originario intonaco bianco che rivestiva la zona dedicata ad alcune tavolette votive.

Qui prendeva vita una strada che costeggiando il Ginnasio attraversava l’agorà bassa e procedeva in direzione del santuario di Asclepio e poi fino al porto.

Villa Hardcastle ^

Ti sembrerà insolito, durante la visita alla Valle dei Templi, imbatterti in una villa. E invece proprio nel mezzo dell’itinerario c’è la villa Hardcastle, appertenuta al capitano dell’esercito inglese sir Alexander Hardcastle.

Hardcastle decise di godere del clima agrigentino e dell’area archeologica, acquisendo nel 1921 la villa preesistente, dove abitò fino alla sua morte nel 1933. Hardcastle finanziò numerosi scavi archeologici e, tra le altre cose, fece rialzare le otto colonne del Tempio di Ercole.

Il giardino della villa è ricco di vegetazione e si sovrappone in parte alla necropoli paleocristiana, mentre la villa vera e propria è oggi utilizzata come sede di alcuni uffici tecnici e di rappresentanza della Valle dei Templi.

Necropoli della Valle dei Templi ^

Ai piedi della villa potrai vedere la necropoli paleocristiana della Valle dei Templi. Potrai riconoscerla per via delle cavità regolari scavate nella roccia.

Questa necropoli si estende tra il tempio di Giunione e il tempio di Ercole e comprende una vasta area cimiteriale impiegata tra il III secolo al VI secolo dopo Cristo.

Ci sono varie tipologie di sepoltura, a seconda dei differenti settori. Tra questi ci sono i loculi scavati nel muro di fortificazione di età greca, un vasto cimitero all’aperto con oltre 130 tombe a fossa che venivano chiuse da lastre di calcarenite e una grande catacomba comunitaria, nota come Grotta Fragapane, visitabile in determinati momenti.

Ipogei paleocristiani e fornaci medievali ^

La necropoli paleocristiana comprende anche degli ipogei minori, utilizzati per ospitare nuclei familiari. Questi affiancano la catacomba della Grotta Fragapane e le vicine sepolture a cielo aperto.

Gli ipogei sono disposti lungo una strada larga 5 metri, conosciuta come via dei Sepolcri, realizzata riadattando un antico canale dell’acquedotto urbano.

Gli ipogei vennero ottenuti scavando un banco roccioso o riutilizzando delle vecchie cisterne di epoca greca. Purtroppo parte di questi ipogei non è ben riconoscibile, perché in epoca medievale venne riadattata per ospitare un impianto artiginale per la produzione di vasellame in ceramica.

Tempio della Concordia ^

La prossima tappa nella visita alla Valle dei Templi è uno dei suoi luoghi simbolo: il tempio della Concordia. La struttura in calcarenite locale, è in stile dorico e risale a circa il 440 avanti Cristo.

Il tempio della Concordia è dotato di una base a quattro gradini su cui si innalzano sei colonne nei lati brevi e tredici nei lati lunghi. Anche in questo caso la suddivisione interna segue lo schema dei precedenti templi, ovvero una cella centrale anticipata da pronao e dotata di un vano posteriore chiamato opistodomo. Al fianco della porta della cella, ci sono le scale che conducono al tetto.

Sia gli interni che gli esterni del tempio della Concordia erano ricoperti da un rivestimento in stucco bianco, dotato di elementi policromi. C’erano inoltre dodici arcate ricavate nei muri della cella e alcune tombe scavate nel pavimento durante la trasformazione del tempio in basilica cristiana. Questo ha permesso al tempio di godere dell’ottimo stato di conservazione attuale. Infatti nel VI secolo dopo Cristo, il vescovo Gregorio si insediò nel tempio e lo consacrò ai Santi Pietro e Paolo.

Il nome di questo tempio è legato a un’iscrizione latina con dedica alla Concordia degli Agrigentini, rinvenuta nelle vicinanze ma che non ha alcuna relazione con il tempio stesso.

A pochi passi dal tempio c’è la statua dell’Icaro Caduto. Non è una statua antica, ma un’opera dello scultore Igor Mitoray, morto nel 2014, che utilizzava il corpo umano per esprimere concetti metafisici. Nella statua potrai vedere le ali danneggiate dalla caduta a terra, come narrato dalla leggenda, ma un volto sereno e senza paura.

Tempio Romano ^

A poca distanza dal tempio della Concordia, è tornato alla luce un piccolo tempio romano, noto anche come tempio di Iside. Questo è più recente di molte altre strutture, risale infatti al II secolo dopo Cristo. È stato possibile attribuirlo ad Iside grazie ad alcuni reperti qui ritrovati.

Questo è anche l’unico tempio dedicato ad Iside finora ritrovato in tutta la Sicilia.

Necropoli – Tombe ad arcosolio ^

La Valle dei Templi ha subito importanti modifiche a partire dall’età imperiale romana e fino ai primi secoli dell’altomedioevo, ovvero tra il IV e l’VIII secolo dopo Cristo.

Fu in questo contesto che il tempio della Concordia divenne una basilica cristiana e che varie zone furono impiegate come necropoli. A questo contesto risalgono anche le tombe di tipo ad arcosolio, scavate direttamente nel costone roccioso della collina. La loro caratteristica è di essere una tomba a cassa, chiusa da una lastra orizzontale e sormontata da una nicchia ad arco intonacata e dipinta.

All’interno degli arcosoli erano solitamente ospitate due o tre sepolture, affiancate o sovrapposte. Potrai vedere quelle a cielo aperto dove, purtroppo, buona parte delle decorazioni pittoriche sono scomparse. Queste erano composte da motivi floreali nelle tonalità del rosso e del verde, su di un fondo biancastro.

Tempio di Giunone ^

Sulla parte più alta della collina della Valle dei Templi, sull’estremità orientale, si erge il tempio di Giunione, costruito in calcarenite locale.

Il tempio in stile dorico risale al 450 avanti Cristo circa. Si innalza su di una base a quattro gradini ed è dotato di sei colonne sui lati brevi e tredici sui lati lunghi. Anche qui gli interni sono suddivisi tra la cella centrale, il pronao e l’opistodomo, e presentano due colonne antistanti.

Alcuni blocchi del tempio di Giunione sono arrossati. Questi sono il segno dell’incendio che nel 406 avanti Cristo i cartaginesi appiccarono per distruggere Akragas. Sul lato orientale ci sono i resti dell’altare monumentale, preceduto da una scalinata di dieci gradini che conduceva al piano dove avvenivano i sacrifici.

Area di Porta III ^

Area di Porta III - Valle dei Templi

La parte finale dell’itinerario nella Valle dei Templi, dove si trova il tempio di Giunione, è quella di Porta III, ovvero l’accesso sud orientale della città greca. Purtroppo della Porta III, costruita nel VI secolo avanti Cristo, non rimane molto, a causa delle svariate modifiche apportate e di una frana che ha colpito il costone roccioso che la ospitava.

Sotto al tempio di Giunone puoi vedere, scavati nella roccia, dei blocchi squadrati che appartenevano alle mura difensive. Poco più sotto ci sono invece degli intagli nel banco roccioso, con due vasche quadrangolari comunicanti tra loro. Queste servivano per la pigiatura dell’uva. A un livello ancora inferiore ci sono invece i resti della strada che attraversava Porta III e poco distante gli incassi rettangolari impiegati per le successive sepolture paleocristiane.

Poco distante dalla Porta III, durante il IV secolo avanti Cristo, venne aggiunto un torrione quadrangolare di cui ancora oggi si possono vedere i resti delle fondazioni.

Prezzi e Orari della Valle dei Templi ^

Il parco archeologico della Valle dei Templi è aperto tutti i giorni dell’anno dalle 8:30 alle 20:00, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Durante l’anno sono previste anche alcuni suggestive aperture serali.

Il prezzo d’ingresso varia a seconda della visita che si vuole fare:

  • Solo parco archeologico: il prezzo è di 12€ per l’intero e 6€ per il ridotto;
  • Parco archeologico e Museo archeologico: il prezzo è di 16,80€ per l’intero e 8,40€ per il ridotto;
  • Parco archeologico e giardino Kolymbetra: il prezzo è di 18€ per l’intero e 12€ per il ridotto.

Mappa della Valle dei Templi ^

Ecco la mappa dell’itinerario alla scoperta della Valle dei Templi.

Dove dormire per visitare la Valle dei Templi ^

Per visitare la Valle dei Templi l’area migliore in cui pernottare è quella di Agrigento. A causa della sua distanza dalle coste orientali e occidentali ti sconsiglio di fare la gita in giornata.

Agrigento ha numerose soluzioni tra cui scegliere ed ha un bel centro storico che ti consiglio di visitare. Per questo motivo puoi pernottare direttamente in città, magari se sei in auto scegli una struttura alle porte del centro cittadino, così da non aver problemi di parcheggio.

A questo link trovi tante strutture disponibili ad Agrigento.

Una valida alternativa, soprattutto se prevedi di essere fuori tutto il giorno, è quella di scegliere una località più periferica, comunque con servizi per turisti, ma meno trafficata e con numerosi parcheggi.

Dai un occhio agli alberghi presenti in questa località, altrettanto vicina alla Valle dei Templi e alla Scala dei Turchi e a pochi minuti dal centro di Agrigento. Tra queste strutture una valida opzione è questo hotel.

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Valle dei Templi - Guida alla visitaScopri tutte le informazioni necessarie per organizzare la tua visita alla Valle dei Templi di Agrigento. Foto, info e mappa delle attrazioni.https://www.lorenzotaccioli.it/valle-dei-templi-guida-alla-visita/
Lorenzo Taccioli