Varenna – Un Borgo sul Lago

Porticciolo e Lungolago di Varenna - Borgo Provincia di Lecco

Porticciolo e Lungolago di Varenna - Borgo Provincia di Lecco

Siamo ancora in provincia di Lecco, questa volta a Varenna! Dall’alto di Castel di Vezio, guardando verso le acque del lago di Como, non si può non scorgere il borgo che si bagna nel Lario e le cui vie pullulano di turisti che si rifocillano in uno dei tanti ristorantini che si affacciano sull’acqua.

Le atmosfere di Varenna sono magiche, soprattutto al tramonto, quando i colori caldi del lago fanno brillare le facciate colorate delle case che si susseguono una via l’altra.

L’arrivo a Varenna ^

Varenna - Lago di Como - Provincia di Lecco

Noi arriviamo a Varenna dal vicino Castel di Vezio, raggiunto a piedi, dopo aver lasciato l’automobile nel parcheggio multipiano presente subito dopo il centro cittadino, nei pressi di Villa Monastero, e proprio sulla via principale che passa per la città.

Ci troviamo a circa un’ora e mezzo di automobile da Milano, ed è possibile raggiungere Varenna continuando per la strada che costeggia il lago, dopo essere passati per Lecco, sulla sponda orientale del lago di Como. Lasciata Lecco si prende infatti la strada statale 36 in direzione nord, si esce all’uscita di Abbadia Lariana e si procede sulla strada provinciale 72 sempre in direzione nord fino a quando si arriva a destinazione.

Ci sono tante mete che vale la pena visitare nei dintorni di Lecco, oltre al centro storico comunale, e Varenna è una di queste.

Cosa Vedere a Varenna ^

Varenna più che una città somiglia ad un piccolo borgo sul lago. Quindi è già bellissimo passeggiare tra le sue e perdersi tra i suoi vicoli, ma ci sono alcune tappe che non si possono mancare visitando la cittadina.

Castello di Vezio ^

Torrione del Castello Millenario

Panorama sul Lago di Como - Splendida Veduta di Natura in Provincia di Lecco

Le torri del Castello di Vezio

Anche se non è proprio nel centro di Varenna, anzi se lo si vuole raggiungere a piedi bisogna mettere in conto circa 40 minuti di camminata, il Castel di Vezio è senz’altro una tappa imperdibile. Si tratta di un castello dalle origini incerte e che domina la cittadina dall’alto. Per raggiungerlo ci si lascia il centro storico alle spalle e si procede verso destra sulla strada principale. Una piccola via comincia a salire il crinale della montagna e qui si prosegue infilandosi nella vegetazione. Eventualmente è possibile raggiungere Castel di Vezio anche in automobile, seguendo le indicazioni stradali.

Si tratta di un castello dalle origini incerte e di cui arriva fino a noi solamente la struttura con le sue torri. All’interno è possibile visitare anche i giardini e i sotterranei, quest’ultimi decisamente spogli.

Sicuramente se si ha un po’ di tempo a disposizione il Castello di Vezio merita una tappa, anche solo per il panorama spettacolare di cui si gode dall’alto della montagna su cui sorge.

Vicoli del centro storico ^

Centro Storico sul Lago e Vie di Edera

Locande e Centro Storico

 

Vicolo Pedonale Rosa Scalinata per Piazza san Giorgio

Vicolo Centro Storico Varenna

Scalinata verso Piazza San Giorgio Scalinata nel centro storico di Varenna

Ritornando nei vicoli del centro storico di Varenna sarà impossibile non restarne affascinati! Le strette viuzze sembrano ancora più piccole a causa delle alte facciate dei palazzi e delle mura che ne cingono i lati. Le mura, interrotte di tanto in tanto da qualche portone che permette di sbirciare i giardini interni, sono spesso decorate da piante rampicanti il cui verde contrasta con il grigio dei muri a volte in cemento, a volte in pietra.

Quello che più mi colpisce di questi vicoli è il numero delle lunghe scalinate che scendono fino al livello del lago, dove si concentra tutta la bellezza di Varenna. Queste scale sono piuttosto lunghe, perché arrivano quasi tutte all’altezza della piazza principale (piazza San Giorgio) e su di queste si affacciano gli ingressi alle abitazioni e a tanti ristorantini pronti ad accogliere i numerosi turisti.

Arco verso il lungolago

Lungolago ^

Varenna Lungolago con Locali

 

Scese una di queste scalinate si arriverà al lungolago, dove lo spettacolo è assicurato. Quando arriviamo, troviamo tantissimi turisti che affollano la piccola piazzetta con i suoi tavolini. Un piccolo porticciolo accoglie qualche barca dei residenti e una lunga ringhiera rossa fa da parapetto all’affaccio sul lago di Como. Seguendo la ringhiera ci si addentra in un breve percorso ricco di vegetazione e dove di tanto in tanto si trova una panchina per fermarsi a contemplare le calme onde del lago.

Cosa fare a Varenna - Lungolago e ringhiera rossa

Lungolago di Varenna - Barche nel porticciolo

Il tempo si dilata e la tranquillità viene rotta solo da qualche schiamazzo di un turista nord europeo che affolla queste zone durante i mesi più turistici.

Noi ci sediamo qualche minuto a contemplare il paesaggio prima di ripartire nella visita di Varenna.

Chiesa di San Giovanni Battista ^

Scalinata con vasi e fiori

Chiesa di San Giovanni Battista a Varenna

Interni e Cappella San Giovanni Battista

Risaliti da una delle numerose gradinate che collegano il lago alla parte superiore del centro storico di Varenna, ci troviamo in piazza San Giorgio. Su di un lato si notano chiaramente le pietre ed i mattoni che compongono il profilo essenziale e minimale della chiesa di San Giovanni Battista.

La chiesa di San Giovanni Battista è la chiesa madre di Varenna ed anche una delle più antiche di tutto il lago di Como. La struttura, ad arcata unica, risale infatti all’XI secolo, mentre gli affreschi, alcuni dei quali ottimamente conservati al suo interno, risalgono al XVI secolo. Una volta entrati dalla porta laterale ci si trova all’inizio della navata e volgendo lo sguardo in direzione della piazza ci si troverà di fronte l’abside con un modesto altare e la serie di panche pronte ad ospitare i fedeli. Il tetto rivestito in legno ben si sposa con lo stile essenziale e con i pochi fronzoli della chiesa di San Giovanni Battista.

All’esterno un piccolo campanile di origine romanica si affaccia verso il lago e attualmente ospita le campane del XVIII secolo.

Piazza San Giorgio e Chiesa di San Giorgio ^

Chiesa e Campanile di San Giorgio - Varenna Piazza San Giorgio

Ingresso Chiesa di San Giorgio

Usciti dalla piccola chiesa di San Giovanni Battista ci ritroviamo nella piazza principale di Varenna: piazza San Giorgio. Proprio qui va spesso in scena il mercatino di oggetti e prodotti tipici che al nostro arrivo sta smontando le ultime bancherelle che si sono attardate.

Piazza San Giorgio è un buon punto di ritrovo, decisamente accessibile perché al livello della strada e adiacente alla via che passa per il centro storico. Un piccolo bar raccoglie gli avventori in orario di aperitivo e dall’altra parte della strada si staglia la chiesa più grande di Varenna, la chiesa di San Giorgio.

Le dimensioni della chiesa di San Giorgio sono sensibilmente maggiori rispetto alla vicina chiesa di San Giovanni Battista, presenta infatti 3 navate e la facciata imponente è decorata da un grande rosone. Le sua consacrazione risale agli inizi del XIV secolo, dopo circa 80 anni di lavori, e nelle sue forme viene perfettamente rappresentato lo stile lombardo dell’epoca, un mix tra il romanico e il gotico in quest’epoca di transizione. L’affresco sulla facciata, al fianco del portone di ingresso, raffigura San Cristoforo avvolto in un mantello d’ermellino. Questo santo è il patrono dei traghettatori.

Purtroppo non è arrivato ai giorni nostri il campanile originario, ma quello attuale, un po’ fuori misura rispetto alle dimensioni della chiesa, risale alla metà del XVII secolo.

Le sembianze pulite e minimali della facciata della chiesa, celano bene le tante opere d’arte che sono presenti al suo interno. Qui infatti si trovano innumerevoli dipinti, affreschi e statue anche piuttosto antiche. Ad esempio oltre a due affreschi trecenteschi è possibile ammirare il Trittico di San Giorgio, risalente al 1467 e posizionato sopra l’altare maggiore (risalente all’ottocento e in stile barocco): un blocco di marco che raffigura Gesù bambino in braccio alla Madonna seduta su di un trono e affiancata da San Giorgio e San Pietro Martire. Inoltre continuando a muoversi per la chiesa di San Giorgio si potranno vedere tantissime altre opere che vanno dal ‘300 fino al ‘500 circa, tra le altre degne di nota spicca un affresco che raffigura una scena dell’inferno in cui satana tiene in braccio l’anticristo.

All’interno della chiesa di San Giorgio è presente anche un piccolo battistero in marmo nero e legno di noce con dettagli in radica.

Un’ultima particolarità sulla chiesa è che pare sia stata costruita a più riprese, fatto testimoniato anche dalla composizione dei pilastri interni, nei quali la parte più bassa è composta di pietra e salendo si arriva al laterizio. L’intera struttura della chiesa è stata comunque completata entro il XIV secolo, mentre appartengono al XV secolo la sacrestia e il campanile.

Villa Monastero ^

Municipio e Chiesa Via 4 Novembre

Proseguendo verso il parcheggio ci imbattiamo in un’altra chiesa, la cui facciata è stretta tra gli altri edifici, uno dei quali è il municipio. Purtroppo non riesco a reperire molte informazioni riguardo a questa chiesa, che si trova sulla via principale della città. Dall’altra parte della strada invece si trova Villa Monastero.

Villa Monastero è probabilmente una delle mete più conosciute di Varenna. Principalmente apprezzata per via dei suoi bei giardini sul lago, già visibili dalla strada anche durante l’orario di chiusura della villa, dispone anche di un museo visitabile dotato di 14 sale.

Villa Monastero divenne famosa per una serie di lezioni di fisica che vennero qui tenute dal premio Nobel Enrico Fermi ed attualmente è possibile affittare le sue sale per eventi pubblici o privati. Rimangono invece sempre molto apprezzati i giardini botanici che contornano la villa e che si estendono per circa 2 chilometri di lunghezza fino alla cittadina di Fiumelatte. Al suo interno è possibile vedere diverse specie rare sia locali che di origine più esotica.

Sul sito di Villa Monastero è possibile leggere gli orari di apertura.

Breve storia di Varenna ^

Le origini di Varenna si perdono nella storia. Non è infatti ben chiaro da quanto tempo sia qui presente un insediamento rurale, ma quel che è certo è che sia nato e continuato a vivere grazie all’attività della pesca. Oltre all’ovvietà dovuta alle acque del lago che bagnano la città, l’altro motivo per cui si pensa che questa fosse la principale fonte di sostentamento, è che esercitare l’agricoltura sarebbe stato piuttosto problematico a causa del dislivello dei terreni, ma anche della qualità stessa del terreno per lo più rocciosa.

La posizione favorevole sul lago, appartata ma con un’ottima vista su buona parte del Lario, fa presumere che questa sia stata una delle prime zone abitate dell’intero lago e si hanno notizie della città di Varenna a partire da alcuni scritti risalenti al 493 dopo Cristo. Circa un secolo più tardi, secondo la tradizione, la regina longobarda Teodolinda risiedeva nelle vicinanze e fu proprio su sua iniziativa che venne fatto costruire il castello di Vezio.

Nella seconda metà del XII secolo venne attaccata l’isola Comacina e tutta la popolazione che riuscì a mettersi in salvo dai comaschi cercò rifugio proprio a Varenna, che da quel momento venne conosciuta anche con il nome di “Insula Nova”. L’aumento della popolazione cittadina fece si che le dimensioni del piccolo borgo di pescatori, presero ad aumentare e ancora oggi sono riconoscibili le case costruite dagli isolani: sono quelle piccole abitazioni a due piani e con tre finestre, collegate tra loro da piccoli archi e si trovano per lo più lunghe le ripide scalinate che collegano il lungolago alla piazza San Giorgio.

Il primo sabato di Luglio viene ricordato tutti gli anni questo evento, attraverso una grande festa paesana che termina con spettacoli pirotecnici e nel weekend della settimana del 24 Giugno (giorno della presa dell’isola Comacina), vengono abbandonati sulle acque del lago di Como migliaia di lumini galleggianti, a ricordo delle persone che scappavano sulle sue acque in occasione di quel funesto evento.

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Lorenzo Taccioli