La Venaria Reale è una delle più importanti residenze sabaude, riportata agli originali sfarzi negli ultimi anni. Oggi potrai visitare l’intero sito che si estende per ben 80.000 metri quadri di edificio monumentale e 60 ettari di giardini.
Per riportarla all’aspetto attuale sono stati necessari lunghi lavoro di restauro, che l’hanno reso il cantiere di restauro più rilevante d’Europa per i beni culturali. La Venaria Reale fa parte delle residenze reali sabaude iscritte nei siti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 1997.


Dove si trova la Venaria Reale
Breve storia della Venaria Reale
Visita alla Venaria Reale
Antica citroneria
Ufficio del caffè
Magazzino delle tavole
Ambienti di servizio
Dispense del Gran Mastro
Cucina del Gran Mastro
Sito dei lavelli
Sala di Diana
Sala di Ifigenia
Stanza dei Cervi Famosi
Camera degli animali quadrupedi e alcova dei cacciatori
Sala delle Cacce Infernali
Sala delle Fiere Feroci
Anticamera dei Valletti a Piedi
Camera da letto della Regina e Pregadio
Galleria Grande
Cappella di Sant’Uberto
Scalone delle Tribune
Atrio delle scuderie
La scuderia
Corte d’onore
Giardini della Venaria Reale
Giardino delle Sculture Fluide
Gran Parterre
Giardino delle Rose
Giardino a Fiori
Fontana dell’Ercole
Allea Centrale e Canale d’Ercole
Resti del Tempio di Diana
Orari della Venaria Reale
Biglietti per la Venaria Reale
Dove dormire per visitare la Venaria Reale




La reggia della Venaria Reale si trova in provincia di Torino, in un comune chiamato proprio Venaria Reale che dista circa 9 chilometri dal centro di Torino in direzione nord ovest.
Dalla reggia si sviluppa il grande parco naturale della Mandria, che regala al palazzo uno sfondo verde con le montagne in lontananza.
La reggia della Venaria Reale venne costruita come residenza di caccia al cervo per la famiglia Savoia su volontà del duca Carlo Emanuele II e la duchessa Maria Giovanna Battista. Il progetto, guidato da Amedeo di Castellamonte, prese il via a partire dalla metà del seicento ed ha visto susseguirsi diversi cantieri, l’ultimo dei quali si chiuse alla fine del settecento, modificando di volta in volta i progetti precedenti. Nel mentre si alternarono cinque architetti, tra cui il celebre architetto di casa Savoia Filippo Juvarra.
A partire dalla fine del settecento gli spazi della reggia sono stati occupati dal ministero della Guerra, che avviò un processo di dismissione del complesso, affidando la chiesa di Sant’Uberto al ministero dell’educazione nazionale e trasformando gli altri spazi in una caserma. Successivamente, a partire dal 1938, ha inizio il progessivo abbandono della reggia da parte dei militari e i giardini sono ceduti in affitto o convertiti ad uso agrario. Nella parte più alta del parco vengono invece costruite nuove caserme, in attività fino alla fine dello scorso secolo.
Nel frattempo i vandali fanno incursione nel palazzo e lo spogliano di tutti i materiali riutilizzabili. Negli ultimi decenni del novecento la Venaria Reale era praticamente ridotta a rudere, senza serramenti, senza tetti e con strutture portanti pericolanti. Anche i giardini, un tempo utilizzati per esercitazioni militari, giacevano sono strati di incuria.
La reggia della Venaria Reale è stata frutto di una grandissima opera di recupero. Nel 1999 sono infatti stati avviati i lavori di recupero e restauro della Reggia di Venaria e dei suoi giardini da parte del ministero per i beni e le attività culturali e dalla regione Piemonte, unitamente al vicino parco della Mandria. Nel 2007 riaprono così le porte ai visitatori.


La visita alla reggia della Venaria Reale ti porterà alla scoperta di innumerevoli sale e variegati spazi: dai sotterranei, impiegati per lo più per funzioni di servizio, ai maestosi e sfarzosi ambienti vissuti dai Savoia. Passando per le scuderie potrai poi arrivare fino ai giardini della reggia, numerosi e differenti tra loro.
Preparati a camminare a lungo durante la visita della reggia e a rimanere impressionato dagli ambienti in cui ti troverai a passeggiare con il naso all’insù.
Ecco i principali spazi che potrai vedere durante la tua visita.
La visita della Venaria Reale comincia dall’antica citroneria, un lungo spazio sotterraneo che si sviluppa sotto la Galleria Grande. Questo spazio venne progettato sul finire del seicento da Michelangelo Garove e serviva come serra per le piante di agrumi.
Le finestre orientate a sud permettevano all’antica citroneria di raccogliere l’illuminazione necessaria alle piante per poter crescere durante i mesi più freddi.
Prosegui raggiungendo l’ufficio del caffè, un altro degli spazi sotterranei della Venaria Reale. Già in epoca seicentesca tutti gli spazi sotterranei servivano come sede per cucine, dispense e servizi.
Un elenco stilato tra il 1774 e il 1776 indica con precisione come ognuna di queste sale veniva impiegata e da questo elenco è emerso che questo ambiente, oltre a una parte della precedente galleria, veniva impiegato come ufficio del caffè, ed era a gestione di sette addetti.
Sembra incredibile, ma all’interno della Venaria Reale c’era uno spazio impiegato come magazzino delle tavole. Questo ambiente, durante il settecento, fungeva da deposito per piani di tavole di differenti dimensioni.
A seconda delle occasioni erano così disponibili piani per far accomodare il numero preciso di persone. I piani erano sostenuti da supporti in legno e apparecchiati con sontuose tovaglia.
All’interno della reggia era presente anche la figura del Portatavolo che, oltre ad allestire gli spazi si occupava anche della distribuzione delle candele.
Essendo i piani sotterranei della reggia della Venaria Reale impiegati come magazzini, cucine e in generale come spazi dedicati alla servitù, qui erano presenti anche ambienti di servizio. Questi spazi erano di supporto alle circa 120 persone che svolgevano le loro mansioni nel piano interrato della reggia.
Le persone qui impiegate trovavano posto negli uffici del caffè, della pasticceria, della frutteria, della vassella, del sommelier, dei magazzini delle candele, delle ghiacciaie e delle cucine.
Tra le varie sale c’erano anche le dispense del Gran Mastro, ovvero gli spazi che durante l’epoca settecentesca servivano come dispense per la cucina del Gran Mastro della Casa, cioè la persona a cui spettava la gestione amministrativa della corte.


La sala successiva alle dispense era quella della cucina del Gran Mastro. Era qui che venivano preparati i pasti per la mensa del Gran Mastro.
Come avrai modo di vedere, all’interno della reggia della Venaria Reale non esisteva un’unica cucina, ma ce n’erano differenti dedicate ai vari gruppi di abitanti, oppure ancora alcune erano divise per tipologie di preparazioni.
In questa zona dei sotterranei erano presenti anche le cucine dei Reali Infanti, di Bocca e quelle per cucinare gli arrosti.
Il sito dei lavelli è un grande salone a pilastri in cui venivano collocati i lavelli impiegati per pulire le pentole, le stoviglie e in generale tutti gli utensili provenienti dalle cucine.
Era inoltre presente un soppalco, ora rimosso, in cui risiedevano i garzoni e gli aiutanti di Vassella, ovvero un servizio di gestione delle stoviglie composto da circa dieci addetti.
Terminata la visita ai sotterranei raggiungi la parte più maestosa della reggia della Venaria Reale. Qui inizia la visita dalla sala di Diana, una magnifica sala che rappresentava il cuore del palazzo fatto costruire da Carlo Emanuele II.
Risalente al 1663 è riccamente decorata con stucchi che raffigurano soggetti agresti e venatori, oltre che da affreschi fiamminghi che culminano nella scena con Giove che dona a Diana l’impero delle cacce.
Sulle pareti puoi ammirare le tele originarie, come testimoniato da un’incisione seicentesca. I soggetti sono membri della Corte dei Savoia in ritratti equestri e diversi tipi di caccia: da quella al cervo a quella alla lepre, da quella all’orso a quella alla volpe.
Procedi verso la sala di Ifigenia, l’anticamera più grande di tutto l’appartemento seicentesco. Al di sotto del soffitto c’è un fregio riportato alla luce demolendo la volta che sostituiva il soffitto a cassettoni.
Le scene qui affrescate raccontano la leggenda di Ifigenia, la figlia di Agamennone, sacrificata per placare l’ira di Diana e salvata dalla dea che la sostituì con una cerbiatta.
Durante il settecento la sala di Ifigenia era impiegata per il gioco del biliardo e per la mensa del Gran Mastro. Oggi puoi vedere anche alcune tappezzerie annoverate nell’inventario della reggia e tre arazzi di manifattura fiamminga. Completano la sala anche alcuni ritratti della famiglia Savoia.
La stanza dei Cervi Famosi è una stanza che presenta una terrazza verso il grande giardino della reggia. Creata come sala di raccordo tra gli spazi interni ed esterni, è caratterizata da una volta ovale con dei bellissimi stucchi con putti, animali e figure mitologiche.
Ci sono poi degli affreschi che raffigurano sempre dei cervi e, più in particolare, alcune storie dei cervi. Nella scena dell’ovale della volta c’è l’incontro tra Carlo VI re di Francia e il cervo di Cesare.
La prossima sala presenta invece dei pesanti tendaggi rossi. Si tratta della camera degli animali quadrupedi e alcova dei cacciatori. La stanza è dotata di due volte. Quella verso il giardino è decorata con stucchi con fiori, frutti, medaglioni e figure a mezzo busto. Qui gli affreschi parlarno di alcune proprietà degli animali quadrupedi.
In fondo alla sala c’è una piccola scala a chiocciola che conduce al piano ammezzato, dove le cameriere potevano accedere al guardaroba della duchessa.
Questo spazio ospitava una camera con collegata l’alcova con il letto. Questi due spazi erano separati da cortine appese alla trave centrale della volta.
La sala delle Cacce Infernali è riconoscibile per i suoi stucchi che fanno da cornice agli affreschi in cui viene rappresentato il dominio di Diana sui mostri infernali.
La scena centrale vede Diana seduta su di un carro tirato da cervi neri accompagnata da ninfe cacciatrici. Intorno ci sono Proserpina, Orione, Ercole e l’ombra di Achille. I dipinti poi raccontano le cacce notturne.
Attraverso la sala delle Cacce Infernali era possibile accedere all’appartamento privato della principessa Ludovica, sorella del duca Carlo Emanuele II, rimasta vedova nel 1657.
La sala delle Fiere Feroci è invece caratterizzata da un soffitto di legno a cassettoni decorati con il giglio di Francia e le iniziali intrecciate CEFV, ovvero quelle di Carlo Emanuele II e Francesca di Valois, sua prima moglie.
Gli affreschi danno il nome alla sala e raffigurano bestie feroci rese mansuete dall’ingegno umano. Qui, dieci diversi episodi sono legati tra loro da una cornice a finto stucco arricchita da ghirlande di frutti.
In epoca seicentesca questa sala era la camera da letto della principessa Ludovica, mentre dall’ottocento fu impiegata dai militari che costruirono anche un soppalco aprendo due aperture verso la corte.
Attraverso l’anticamera dei Valletti a Piedi si passa dalla residenza di caccia seicentesca al palazzo di inizio settecento. Qui si celebra la gloria dei Savoia dopo la battaglia di Torino del 1706, durante la quale la città fu liberata dall’assedio dei francesi.
Agli angoli ci sono dei telamoni che accompagnano i trofei militari e iniziali intrecciate con sopra il simbolo della corona. Questa anticamera immetteva nell’appartamento reale riservato a Vittorio Amedeo II.
L’anticamera dei Valletti a Piedi serviva per i balli e le feste di corte, mentre oggi ospita le attività musicali e i concerti della reggia.
Raggiungi la camera da letto della Regina e il Pregadio. Gli appartementi reali, allestiti prima per Vittorio Amedeo II e poi per Carlo Emanuele III, prevedevano oltre alle grandi sale di rappresentanza, anche le stanze private del re e della regina. Ognuno aveva a disposizione una camera da letto con annesso un pregadio e un guardaroba, oltre che un gabinetto.
Queste stanze erano esposte verso sud e avevano un affaccio diretto sul giardino. In questa stanza, decorata con bei soffitti a stucco, era presente un letto in broccato d’oro a fiori, con due tendine di velluto cremesi. Qui morì nel 1741 la regina Elisabetta di Lorena, moglie di Carlo Emanuele III, mentre dava alla luce Benedetto Maurizio.
Eccoti in uno degli spazi più celebri della reggia della Venaria Reale: la galleria Grande. Questo spazio è decisamente spettacolare, grazie alla sua forma allungata, al colore bianco che illumina l’intera galleria e che permette alla luce che entra dalle grandi finestre sui due lati di rimbalzare e propagarsi.
Realizzata nel settecento, la galleria Grande è il luogo dedicato alle glorie e alle virtù del regno. Serviva come punto di collegaento tra l’appartamento del re Carlo Emanuele III e quello dell’erede al trono Vittorio Amedeo III, sottolineamento la continuità di queste due figure.
La galleria Grande è alta circa 15 metri, larga 11 metri e lunga 73 metri. La volta è decorata con stucchi che si allungano fino alle pareti. Inizialmente progettato da Michelangelo Garvoe, questo spazio venne rivisto da Filippo Juvarra a partire dal 1716.
I decori qui presenti rappresentano scene della celebrazione del regno di Carlo Emanuele III e dello Stato. La pavimentazione è invece stata ricreata a fine novecento basandosi sul disegno originale del settecento.
Un altro degli ambienti più importanti della reggia della Venaria Reale è la cappella di Sant’Uberto, lo spazio conclusivo della visita agli interni del palazzo.
Realizzata da Filipo Juvarra a partire dal 1716, questa grande cappella è dedicata al Santo patrono dei cacciatori. Lo spazio è organizzato su di una pianta centrale con richiamo alle architettura palladiane, del Bernini e del Borromini.
La facciata è rimasta incompiuta e anche la cupola, inizialmente progettata, non venne mai realizzata. L’altare maggiore risale invece al 1724 – 1726 ed è opera dello scultore Giovanni Baratta, così come lo sono le statue dei Dottori della Chiesa poste nelle quattro nicchie.
Nell’uscire passerai davanti allo Scalone delle Tribune, che conduce alle tribune della Cappella di Sant’Uberto. Qui ci sono delle colonne seicentesche riutilizzate tra il settecento e l’ottocento prendendole da uno stock di 170 colonne scolpite per la Grande Galleria. La balaustra è invece opera di Giovanni Battista Parodi che la realizzò nel 1756.
Lungo lo scalone delle Tribune sono esposti degli abiti preziosi in cartapesta, realizzati da un’artista belga.
L’atrio delle scuderie è un altro degli spazi progettati da Filippo Juvarra tra il 1722 e il 1727. Questo spazio unisce la Citroneria alla Grande Scuderia attraverso un grande corpo di facciata che serve anche come quinta architettonica per i giardini.
Al suo interno l’atrio è il punto finale del percorso che, dopo essere passato per sale, gallerie e rondò, conduce dalla sala di Diana al complesso delle scuderie.




Gli spazi della scuderia risalgono anch’essi al progetto di Filippo Juvarra e sono un concreto esempio di barocco europeo.
Oggi gli spazi della scuderia fungono da location che ospita l’esposizione di alcune delle carrozze reali e mezzi di trasporto. Tra queste c’è il bucintoro, un’antica imbarcazione ad uso cerimoniale risalente al 1730 circa e realizzata a Venezia, alcune carrozze e portantine del settecento tra cui la Berlina dorata di gala e quella argentata.
Alle carrozze storiche dei Savoia, si aggiungono altre di rilevanza storica, come quella di Napoleone proveniente dalla palazzina di caccia di Stupinigi.




Uscendo arriverai alla corte d’onore. Questo è il luogo dove maggiormente si percepiscono le diverse fasi costruttive della reggia della Venaria Reale. I mattoni a vista della facciata propri della costruzione di inizio settecento si sovrappongono alla reggia di Diana, intonacata di bianco e risalente a quarant’anni prima.
Questa corte era originariamente occupata da due cortili. Il perimetro del primo è evidenziato da una differente pavimentazione in pietra, mentre al centro del secondo sorgeva la fontana del Cervo con 12 cani e 4 cacciatori in marmo riaffigurati mentre seguivano un cervo in bronzo.
Dopo essere stata rimossa, la fontana del Cervo è tornata al suo posto e rivive anche graze al teatro d’acqua, ovvero la fontana con getti alti fino a nove metri.




Terminata la visita degli interni della reggia della Venaria Reale potrai dedicarti ai giardini. Difficilmente riuscirai a visitare i 60 ettari nella loro interezza, ma già intorno alla villa potrai vedere diversi spazi verdi, ognuno con le sue caratteristiche e le sue particolarità.
Da aiuole curate a grandi fontane, da giardini fioriti a roseti, dai resti di un tempio ad aree boschive, potrai dedicare qualche ora a passeggiare tra questi spazi verdi.
Ecco i principali giardini che potrai vedere.
Il giardino delle sculture fluide prende il posto di giardini seicenteschi suddivisi in ambienti quadrati con fontane al centro. Un richiamo a questa suddivisione è oggi resa dalle partizioni geometriche e dall’utilizzo di rappresentazioni metaforiche come le sculture lapidee, in bronzo, vegetali e i giochi d’acqua.
Le sculture qui presenti sono opera di Giuseppe Penone e richiamano il rapporto tra uomo e natura.




Lo spazio del gran parterre è progettato in seguito al compimento della Galleria Grande, la Scuderia Grande e la Citroneria. È in questo contesto che viene realizzato un parterres con fiori, tassi scolpiti, vasi di agrumi e delle vere e proprie stanze realizzate con pareti vegetali. Oggi ci sono le stanze di “Verzura” che delimitano il Gran Parterre dando vita a percorsi per passeggiata all’ombra tra muri di siepe di carpino.
Due assi dividono gli spazi e sono allineati all’arcata mediana della Galleria Grande e al portone centrale della citroneria.
Originariamente il giardino delle rose prevedeva un gioco di geometrie in cui le vie diagonali si congiungevano alla fontana monumentale.
Juvarra rivide il progetto originario e realizzò invece un giardino all’inglese con due quadrati dotati di parterres erbosi e delle pergole che circondano gli spazi. Entrambi i quadrati erano dotati di un rettangolo centrale inscritto in un’ellisse attraversata da percorsi ortogonali e diagonali.
La realizzazione attuale corrisponde a uno dei due quadrati di Juvarra ed è dotata di pergole che sostengono la storica varietà di rose rampicanti chiamata Alberich Barbier, tendenzialmente fiorite nel mese di maggio.


Procedi poi fino al giardino a fiori. Questo era il giardino di rappresentanza durante il seicento, su cui si apriva la reggia di Diana ed era delimitato da una loggia semicircolare sulla parte occidentale eliminata il secolo successivo.
Oggi gli spazi sono disposti su di una maglia quadrata e una composizione circolare. Le piante che puoi vedere qui sono perenni e danno vita a tre cicli di fioritura all’anno. Le varietà sono principalmente coltivate in Piemonte e sono richiamate nei dipinti e negli stucchi presenti all’interno della reggia della Venaria Reale.
Tra i monumenti più importanti presenti nei giardini della Venaria Reale c’è senza dubbio la fontana dell’Ercole, realizzata nella seconda metà del seicento dall’architetto Amedeo di Castellamonte.
Si tratta di un vero e proprio teatro d’acque, caratterizzato da due scalinate a collo d’oca che si snodano intorno alla vasca centrale, realizzate per collegare il giardino alto e il parco basso.
La grande statua dell’Ercole che abbatte il mostro dell’Idra era il soggetto principale della fontana e trovava posto su un piedistallo posto al centro della vasca in cui sono visibili tritoni e sirene. Sotto le scalinate laterali c’erano delle grotte artificiali decorate a mosaico.
Un grande ninfeo sotterraneo presentava una facciata decorata da statue di telamoni o altanti, che sorreggevano il cornicione su cui poggiava il terrazzo superiore.



Dalla fontana dell’Ercole, lungo l’Allea centrale risalente al seicento, partono due viali ombreggiati di rovere lunghi circa 800 metri che conducevano al tempio di Diana, poi demolito quando il percorso venne ulterioremente allungato.
Oggi la struttura riprende le proporzioni dei disegni seicenteschi con cascate tra i bacini a differenti livelli, finalizzate a movimentare la superficie dell’acqua e ad ossigenarla.


Lo spazio anticamente occupata dal tempio di Diana è oggi la sede di numerose varietà di arbusti, piante perenni e graminacee che grazie ai differenti periodi di fioritura restituiscono una bella varietà dei colori di fiori e foglie.
Questo luogo è ricco di fascino. Durante il seicento era infatti la destinazione della principale passeggiata nel parco, lungo l’Allea centrale. Il tempio sorgeva poi all’interno di un lago, sopra ad uno scoglio composto da pietre, ed aveva una forma circolare con copertura a cupola. All’interno era presente una fontana con le statue di Diana e di otto ninfe.
Il tempio di Diana venne poi eliminato nel settecento, nel tentativo di raggiungere una prospettiva infinita che non poteva essere interrotta da questo monumento.
Oggi sono ancora visibli le antiche fondazioni, riportate alla luce grazie a uno scavo archeologico. Al posto del tempio oggi c’è un invaso circolare con l’acqua che circonda i muri dell’antico basamento.
La Venaria Reale è aperta ai turisti dal martedì alla domenica. È chiusa i lunedì, salvo i lunedì festivi in cui è aperta.
È possibile accedere alla reggia e ai giardini fino ad un’ora prima della chiusura. Gli orari sono i seguenti:
I biglietti per la visita della Venaria Reale possono essere acquistati direttamente in loco nel giorno di visita. In periodi di picco, ad esempio durante la fioritura dei ciliegi, è raccomondata la prenotazione dei biglietti, mentre è proprio obbligatoria per le visite nei weekend.
È possibile prenotare i biglietti di accesso sul sito ufficiale. Il costo del biglietto varia in base all’opzioni che preferisci scegliere:
La scelta di dove dormire per visitare la reggia della Venaria Reale dipende dal tuo programma di viaggio. Senza dubbio il luogo più comodo per la visita della reggia in sè è proprio la cittadina di Venaria Reale. Considerate le sue dimensioni, non dispone di troppe sistemazioni per i turisti, ma è anche vero che viene preso d’assalto solamente in occasione di grandi eventi alla reggia.
Qui trovi vari hotel e bed and breakfast disponibili in città. Tra questi c’è questo bell’hotel o questo residence, entrambi estramente vicini alla reggia.
Un’altra validissima opzione è quella di soggiornare a Torino. Distante pochi chilometri da Venaria Reale, ti permette di raggiungerla in una manciata di minuti, ma anche di godere della città con i suoi numerosi servizi per i turisti e le sue infinite strutture per dormire.
Clicca qui per vedere hotel e bed and breakfast disponibili a Torino. Puoi ad esempio optare per questo residence o questo hotel, entrambi con stanze moderne ed estremamenti vicini alla stazione dei treni con i quali potrai raggiungere la Venaria Reale in pochi minuti.