Visita di Roccascalegna e del suo Castello

Visita al borgo di Roccascalegna in Abruzzo

Roccascalegna è un borgo abruzzese celebre per il suo castello costruito sulla roccia che sormonta l’intero centro medioevale. Ti consiglio di visitare la cittadina in occasione degli orari di apertura della rocca, così da poterne vedere gli interni che conservano una storia stratificata.

Oltre a ciò ricavati il tempo per una passeggiata verso i punti panoramici o per scendere fino a valle per vedere dal basso la rocca che definisce lo skyline cittadino.

Dove si trova Roccascalegna ^

Roccascalegna è un piccolo borgo in provincia di Chieti, in Abruzzo. Dista circa 50 chilometri in direzione sud dal centro di Chieti, percorribili in un’ora.

Il centro storico è costruito su di un’altura che sovrasta il vallone del Rio Secco e la valle del Sangro. Probabilmente arriverai al borgo dalla parte opposta della valle e noterai come la sua rocca si erge su di uno sperone di roccia che sembra quasi essere isolato e che raggiunge i 430 metri sul livello del mare.

Come arrivare a Roccascalegna ^

Purtroppo per arrivare a Roccascalegna non ci sono tante alternative. La via preferibile è quella di essere automuniti. In questo caso la strada è abbastanza semplice e ben segnalata:

  • provenendo dall’A14 si esce a Val di Sangro e si prosegue per Castel di Sangro seguendo poi le indicazioni per Roccascalegna;
  • provenendo dall’A1 si esce a San Vittore e anche qui si prosegue verso Castel di Sangro seguendo poi le indicazioni per Roccascalegna.

Cosa vedere a Roccascalegna ^

Centro storico di Roccascalegna visto da sopra

Roccascalegna è molto particolare per via del suo castello costruito su di uno sperone di roccia. Del resto la visita del borgo sarà piuttosto veloce, perché il centro storico è piccolo e le attrazioni non troppo numerose.

Roccascalegna è infatti un insieme di case e qualche chiesa. Potrai considerare circa un paio d’ore per visitare la città e il castello. A questo tempo aggiungi quello delle eventuali passeggiate che vorrai fare.

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano ^

Tra le prime cose da vedere a Roccascalegna c’è la chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Questa è la chiesa parrocchiale e per raggiungerla dovrai scendere lungo i vicoli del centro storico e arriverai in questa piccola piazzetta con un affaccio sulla vallata sottostante e sul castello. Ai tempi della sua costruzione la costruzione era fuori dalle mura cittadine.

Interni della chiesa dei Santi Cosma e Damiano
Facciata della chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Roccascalegna

L’aspetto attuale della chiesa dei Santi Cosma e Damiano è frutto di una ristrutturazione del 1737, epoca a cui risale anche il portale d’ingresso. La prima costruzione non ha una data certa, ma si sa che nel 1568 la struttura era già esistente.

Gli esterni sono caratterizzati da quattro lesene ioniche che reggono un cornicione su cui poggia il timpano triangolare che contiene all’interno un piccolo oculo. Ai lati sono disposte due ali più basse entrambe dotate di finestrone rettangolare e piccola monofora circolare.

Gli spazi interni sono divisi su tre navate, ognuna terminante in un altare: quello maggiore al centro e quelli laterali con le statue dei santi Cosma e Damiano e i santi Rosario e Rocco. Dentro la chiesa dei Santi Cosma e Damiano trovi una ricca decorazione in stucchi, colorati con tonalità calde e oro. Le volte a vela che coprono le navate sono invece affrescate.

Arca della Pace ^

Arca della Pace in piazza a Roccascalegna - Opera postuma di Pietro De Laurentiis

Tornando nel cuore di Roccascalegna raggiungerai la sua piazza principale, piazza Umberto I. Il suo aspetto è decisamente particolare, perché è all’ombra del grande sperone di roccia che ospita il castello simbolo della città.

Qui troverai l’Arca della Pace, una grande scultura in bronzo dedicata alle vittime di tutte le guerre. L’autore dell’opera è Pietro De Laurentiis, nato nel 1920 a Roccascalegna e morto nel 1991.
L’Arca della Pace è il risultato di una fusione in bronzo di un gesso precedentemente esposto e pubblicato diverse volte, tra cui nella IX Quadriennale di Roma del 1965. Si tratta di un’opera postuma, risalente al 2000, che omaggia uno dei cittadini più illustri di Roccascalegna.

Chiesa di San Pietro ^

Molto suggestiva è la chiesa di San Pietro, posizionata praticamente ai piedi del castello sull’ultimo tratto dello sperone calcareo, prima del burrone.

La chiesa di San Pietro risale al XVI secolo e fino al 1935 rappresentò la parrocchia cittadina, poi spostata nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Si pensa che questa sia il rifacimento di una precedente chiesa di epoca medioevale, come testimoniato dall’abside che risulta essere leggermente ruotato rispetto all’asse centrale della chiesa. Inoltre su di un arco del presbiterio è stata ritrovata anche l’anno 1461 inciso.

Anticamente era dotata di un’unica navata centrale, ampliata poi con le due laterali chiuse da volte a crociera durante alcuni rimaneggiamenti. Sul lato sinistro della chiesa sorge il campanile, ovvero la parte meno modificata durante i secoli. Il lato destro è invece in muratura in pietra. Questo è particolarmente recente, perché fino agli anni settanta vi erano addossate alcune case, poi demolite.

Castello di Roccascalegna ^

Il vero simbolo di Roccascalegna, che ha reso noto questo borgo a livello nazionale, è la sua rocca. Il castello è posizionato sopra ad un’alta rupe rocciosa che sorveglia tutta la vallata.

Il castello di Roccascalegna nacque come avamposto longombardo e venne modificato durante i secoli. Ciò è emerso attraverso diversi studi sulle sue peculiarità e sulle sue geometrie che hanno portato a identificare una trasformazione normanno-sveva tra l’XI e il XIII secolo, un’ulteriore in epoca angioina-aragonese tra il XIV e il XV secolo e un’ultima revisione tra il XVI e il XVIII secolo. La prima costruzione del castello è antecedente al XII secolo e si pensa sia collegata all’abbazia di San Pancrazio, la quale nel IX secolo necessitava di una struttura di controllo sull’arrivo di nemici via terra e via mare.

L’aspetto attuale del castello di Roccascalegna è per di più riconducibile al riassetto del XV secolo operato dalla famiglia baronale Annecchino. Di queste modifiche non è giunta fino a noi la quinta torre, circolare, e più grande di tutte le altre. Questa sorgeva a sinistra dell’ingresso, ma venne demolita dopo la seconda guerra mondiale.

Dopo un periodo di abbandono, nel 1996 è stato restaurato e reso nuovamente accessibile. Ecco cosa potrai visitare durante la tua visita al castello di Roccascalegna.

Ingresso ^

Ingresso alla rocca di Roccascalegna su di una scalinata

La tua visita comincerà attraverso una lunga scalinata in pietra che conduce fino all’ingresso. I gradini sono affiancati dalla roccia viva, che ti dà l’idea dello sperone su cui l’intera struttura è stata costruita. All’ombra della grande torre circolare c’è l’ingresso del castello, per via di un portone squadrato ricavato nelle mura direttamente a strapiombo sulla vallata.

Balcone della Jus Primae Noctis ^

Balcone della Jus Primae Noctis

Passato il portone ti troverai davanti a un breve tratto in salita e alla tua sinistra un arco a tutto sesto immette sul celebre balcone della Jus Primae Noctis. Vale la pena raggiungerlo anche per la splendida vista sulla vallata circostante e sulla sottostante chiesa di San Pietro.

Questo balcone è legato alla leggenda secondo cui il barone del castello Corvo de Corvis, nel 1646 pretese di godere dello Jus Primae Noctis, ovvero della possibilità di conoscere carnalmente tutte le novelle spose del borgo. Questo fino a quando una sposa (o il neomarito travestito da sposa) non si presentò all’appuntamento e accoltellò il barone. Proprio qui, quest’ultimo, mentre moriva lasciò un’impronta indelebile della sua mano insaguinata sulla roccia. La tradizione dice che l’impronta, nonostante venga lavata via, ricompaia continuamente. In realtà pare che questa spregevole tradizione si limiti ad essere una leggenda senza fondamento di verità.

In corrispondenza del balcone della Jus Primae Noctis sorgeva il più grande torrione di tutta la struttura, oggi scomparso.

Torre del Carcere ^

Tra le prime cose che vedrai nel castello di Roccascalegna c’è la torre del Carcere. Questa è una torre a pianta circolare fatta erigere nel 1525, quando la rocca fu riadattata per le armi da fuoco. Fu Alfonso Annecchini, primo barone della città, a farla costruire.

Al piano inferiore è posta la sala che svolgeva la funzione di prigione e che poteva essere controllata anche dal piano superiore, attraverso apposite botole. All’interno della prigione trovi anche il “bagno in camera“, visibile sulla sinistra, e che sostituiva la latrina, fonte primaria di epidemie durante il periodo medioevale.

Da dentro al castello ti accorgerai della sua forma circolare, ben visibile guardando il castello da fuori, grazie alla sua altezza che si innalza rispetto alle basse mura precedenti.

Cisterna ^

La cisterna per la raccolta di acqua nel castello di Roccascalegna

Praticamente ricavata sulla sommità della torre del Carcere c’è la cisterna del castello di Roccascalegna. L’intera fortificazione è infatti dotata di un articolato sistema di raccolta dell’acqua piovana che parte dal tetto della chiesa e che passando per le altre strutture convoglia l’acqua fino a qui.

L’intera opera è ancora funzionante e permetteva di raccogliere nella cisterna una quantità pari a 10000 litri d’acqua piovana.

Magazzino ^

Il punto successivo, praticamente adiacente, è il magazzino della rocca di Roccascalegna. È riconoscibile per la sua forma allungata e perché è l’unico ambiente del castello ad essere privo di coppi decorativi sulla sommità delle mura esterne.

Inizialmente lo scopo del magazzino era quella di ospitare le derrate alimentari del castello, ma dopo il 1577 venne utilizzato come sala banchetti per i soldati che prestavano servizio tra le sue mura.

L’ingresso al magazzino è per mezzo di una porta a cui piedi vedrai dei frammenti di roccia che servono a direzionare l’acqua verso la cisterna del castello.

Torre Angioina ^

Sopra al magazzino si sviluppa la torre Angioina. Nel suo pavimento è visibile un foro che veniva impiegato come una sorta di ascensore portavivande, confermando ancora una volta l’utilizzo di questi ambienti come sala da banchetti.

Successivamente, però, fu costruita la chiesa del castello e la torre Angioina servì come sagrestia e palco privato per i baroni cittadini, che da qui potevano seguire la messa senza mescolarsi al popolo.
Nonostante ciò il castello non perse mai la sua funzione d’avamposto militare e sulla sinistra è ancora visibile la postazione d’attacco dei balestrieri, con una grande finestra e un piccolo foro all’altezza dei piedi.

Chiesa del castello ^

La chiesa del castello di Roccascalegna è dedicata a San Rosario e risale al 1577, quando i baroni Carafa la fecero costruire adiacente alla torre Angioina. Nata come cappella privata dei baroni, venne aperta poi anche al popolo, il quale doveva pagare una tassa per poter accedere alle funzioni.
Questa pratica era malvista dal popolo che decise di autotassarsi per finanziare la costruzione di una chiesa in mezzo al paese: l’attuale chiesa di santi Cosma e Damiano.

L’antica chiesa del castello subì molte modifiche nel corso dei secoli e venne utilizzata per svariati scopi, tra cui quello di mensa. Oggi puoi vedere i resti dell’altare e una piccola parte del pavimento cinquecentesco, oltre che la roccia sul lato destro che dimostra come l’intera struttura del castello venne eretta sfruttando gli spazi sulla grande roccia esistente.

Torretta Quadrata ^

Uscendo dalla chiesa abbandonerai l’insieme degli edifici costruiti uno adiacente all’altro e, per via di un piccolo giardino, giungerai alla Torretta Quadrata, che si affaccia sull’altro lato della valle.

La Torretta Quadrata è uno degli elementi più antichi del castello di Roccascalegna. Risale infatti al 1300, quando fu costruita per sostituirne una crollata due secoli prima.

Questa torre è il primo e principale elemento difensivo del castello e si sviluppa su tre piani separati da travi in legno. Tra quelle presenti nella rocca, questa è l’unica ad avere una pianta quadrata e ad avere conservato il soffitto originale composto da gesso e canne di fiume, che potrai salire a vedere.

L’ingresso è ad arco acuto e sui piedritti del portale di ingresso sono incisi due candelabri a sette braccia, che rappresentano un simbolo della religione ebraica e costituiscono la firma lasciata da qualche artigiano di passaggio che lavorò al castello. La struttura è oggi stabilizzata attraverso dei tiranti in ferro, ma presenta ancora i merletti sulla sua sommità e vari fori lungo la parte sommitale della torre, ovvero l’ultimo piano.

La cosa curiosa è che questa torre, simbolo della città, non si vede se guardi la rocca dal suo ingresso, ma dovrai andare dall’altro lato della vallata o ai piedi della rocca per vederla.

Vecchio Camminamento ^

Vecchio camminamento dentro al castello di Roccascalegna

La Torretta Quadrata è nel punto più alto di tutta Roccascalegna e da qui potrai scendere fino alla torre di Sentinella, al fianco dell’ingresso. Per farlo dovrai percorrere i resti del vecchio camminamento. Questo era il luogo dal quale i soldati monitoravano la vallata sottostante e ancora oggi è dotato di merletti, per buona parte coperti da una cinta muraria più alta.

Torretta di Sentinella ^

Attraverso il vecchio camminamento giungerai alla Torretta di Sentinella. In realtà quello che puoi vedere oggi è solo una parte dell’antica torre che sormontava l’ingresso, perché una sezione del suo perimetro è oggi scomparsa.

Questa torre serviva proprio a monitorare l’accesso al castello ed era presidiato dalle sentinelle che potevano osservare cosa accadesse intorno alla fortificazione. In alto puoi vedere un grosso foro per la fuciliera, mentre ai piedi della torre sono presenti due forni, risalenti all’epoca normanna. Al piano inferiore sono stati trovati dei resti che testimoniano la presenza di una cucina proprio sotto la torre.

Quando è stato costruito il castello di Roccascalegna ^

Il castello di Roccascalegna risale al periodo tra l’XI e il XII secolo, quando l’intera struttura venne realizzata come ampliamento di una preesistente torre di guardia longobarda. Nei documenti risulta esserci stata una prima menzione del castello nel 1525, quando si parlò dei lavori di restauro dello stesso. Al XVI secolo risalgono invece le nuove mura, più alte delle precedenti, ma senza merlature. Il doppio sistema di mura è ben visibile nell’area del vecchio camminamento.

Come arrivare al castello di Roccascalegna ^

Puoi arrivare al castello di Roccascalegna esclusivamente a piedi. Una volta che sarai giunto in città dovrai muoverti verso occidente seguendo l’unica via che, percorrendo il perimetro del borgo tra vecchi edifici in pietra, giunge in meno di dieci minuti alla base del castello. Qui troverai la chiesa di San Pietro e la lunga scalinata che porta al castello, oltre che la biglietteria per poter acquistare il titolo per visitare l’intera rocca.

Dalla chiesa di San Pietro parte anche il sentiero panoramico che porta, nel giro di pochi minuti di passeggiata, alla posizione panoramica sotto al castello e che prosegue poi rientrando al borgo.

Abbazia di San Pancrazio ^

Altro punto da non perdere tra le cose da vedere a Roccascalegna è l’abbazia di San Pancrazio. Praticamente all’ingresso del cimitero comunale, dista circa 3 chilometri dal centro urbano ed è posizionata in fondo a una stradina in salita.

La chiesa, del XII secolo, è ciò che rimane di tutta l’abbazia risalente a tre secoli prima. Pare che l’erezione del castello di Roccascalegna fu necessaria proprio per difendere i monaci dalle incursioni saracene. La parte ora occupata dal cimitero era anticamente il chiostro dell’abbazia.

La chiesa di San Pancrazio è immersa nella natura, tanto che appena sceso dall’automobile mi sono trovato davanti una famigliola di cinghiali che stava attraversando i campi.

Facciata e campanile dell'abbazia di San Pancrazio

La sua facciata squadrata è in pietra calcarea e ciottoli e affiancata, sul lato sinistro, dal campanile che un tempo era distaccato dalla chiesa stessa. Gli angoli della facciata sono stretti da contrafforti con conci. La chiesa di San Pancrazio è dotata inoltre di una lunetta al di sopra del portale d’ingresso, decorata con un altorilievo di origini altomedievale. Nella parte centrale c’è una figura maschile con barba e braccia lungo i fianchi e un’aureola sulla testa. Ai lati ci sono due decorazioni: una di tipo floreale e un’altra ad intreccio. L’altorilievo è poi dotato di alcune pietre, inserite durante i restauri successivi.

Gli interni della chiesa di San Pancrazio sono distribuiti su due navate, divise tra loro da pilastri con cornice capitello, che sostengono una serie di archi a sesto acuto.

Mappa dell’itinerario di Roccascalegna ^

Ecco la mappa dell’itinerario alla scoperta di Roccascalegna. L’itinerario è percorribile totalmente a piedi, ma se vuoi accorciare un po’ le distanze ti consiglio di raggiungere in automobile l’abbazia di San Pancrazio.

Film girati a Roccascalegna ^

Il fascino di Roccascalegna, così come numerosi altri luoghi dell’Abruzzo (primo tra tutti Campo Imperatore), non ha mancato di attirare i registi.

Qui è stato girato Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone, nel 2015. Successivamente, nel 2019, è stato al centro anche di alcune scene della serie Il nome della rosa e dei documentari di Alberto Angela. Altre produzioni, come Masterchef o una puntata di Suburra, sono saltate a causa dei problemi logistici dovuti alla sua posizione decisamente scomoda per portarvi l’attrezzatura per le riprese.

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Visita di Roccascalegna e del suo CastelloCome arrivare e cosa vedere a Roccascalegna. Scopri la guida alla visita del borgo e del suo castello costruito su di uno sperone di roccia.https://www.lorenzotaccioli.it/visita-di-roccascalegna-e-del-suo-castello/
Lorenzo Taccioli