World Press Photo 2018 alla Galleria Sozzani

World Press Photo 2018 alla Galleria Carla Sozzani - Corso Como 10 - Milano

World Press Photo 2018 in Italia ^

Anche quest’anno il premio World Press Photo fa tappa a Milano. Come ogni anno gli scatti e i progetti vincitrici del premio fotografico sono in mostra alla galleria Carla Sozzani, nella conosciutissima location di Corso Como 10. La Galleria Sozzani ospita la mostra itinerante World Press Photo 2018 e ha ospitato le precedenti fin dal 1994.

World Press Photo 2018 alla Galleria Carla Sozzani - Corso Como 10 - Milano

Affacci sulla Galleria Carla Sozzani - Ballatoi

La galleria Carla Sozzani è ormai un’istituzione del capoluogo lombardo. Aperta nel 1990 all’interno di una ex struttura industriale, ha ospitato al suo interno nel corso degli anni tantissime mostre di arte contemporanea, con un debole per quelle fotografiche. Per l’ennesimo anno mette in mostra gli scatti del World Press Photo 2018 per un breve periodo di tempo (13 maggio – 10 giugno), prima che ripartano per la mostra itinerante in giro per il mondo che toccherà 45 nazioni e 100 città.

Le altre tre tappe italiane previste per quest’anno sono:

  • Venezia dal 31 agosto al 30 settembre presso il “Magazzino alle Zattere”;
  • Ferrara dal 5 ottobre al 4 novembre presso il padiglione di arte contemporanea;
  • Gavoi (Sardegna) dal 27 ottobre al 18 novembre presso l’ex caserma.

Cos’è il World Press Photo ^

Alle spalle di uno dei premi fotografici più conosciuti a livello mondiale c’è un’organizzazione no profit fondata nel 1955. L’associazione, con sede ad Amsterdam, assegna annualmente il premio presso la Oude Kerk, la chiesa vecchia di Amsterdam la quale ospita sia eventi culturali che religiosi.

L’obiettivo della World Press Photo Foundation, nata da un piccolo gruppo di fotografi olandesi, è quello di far conoscere al mondo le storie che contano e quanto sta accadendo in ogni suo angolo. Attraverso il suo lavoro, la fondazione si occupa anche di formare e incentivare lo sviluppo del fotogiornalismo e del reportage, spingendo i fotografi a specializzarsi in questo ambito.
Con la mostra itinerante del World Press Photo vengono coinvolte milioni di persone e nel contempo si mette in atto uno scambio di informazioni in maniera libera e senza restrizioni.

Mostra delle fotografie vincitrici del World Press Photo 2018

Oltre alla mostra, curata da un team di quasi 30 persone della World Press Photo Foundation, vengono sviluppate una serie di attività collaterali come workshop e pubblicazioni, sempre con lo scopo di promuovere il mezzo fotografico.

Tutte le attività vengono finanziate attraverso sovvenzioni e sponsor ufficiali, come Canon e TNT. Inoltre la lotteria olandese dei codici postali devolve annualmente una somma alla fondazione, che rimane comunque senza scopo di lucro.

Come funziona il concorso del World Press Photo ^

Per partecipare al concorso non è necessario versare alcuna tassa di iscrizione, ma è sufficiente essere fotogiornalisti professionisti o agenzie o giornali per poter inviare il proprio materiale. Si può decidere di sottoporre alla giuria sia immagini singole che brevi progetti. Tutto il materiale ricevuto viene verificato e dall’inizio del mese di febbraio un team di 19 esperti, composto di editori, fotografi e rappresentati di agenzie fotografiche, si mette al lavoro per decretare i vincitori e il vincitore assoluto.

La giuria è un organo indipendente dall’associazione del World Press Photo, la quale non può influenzare in alcun modo l’esito delle votazioni. Oltre l’elezione del World Press Photo of the Year sono presenti altre categorie in cui è possibile essere premiati:

  • General News;
  • People in the News;
  • Spot News;
  • Sport Features;
  • Sport Action;
  • Contemporary Issues;
  • Daily Life;
  • Portraits;
  • Arts and Entertainment;
  • Nature.

Alla mostra del World Press Photo 2018, oltre la foto vincitrice, sono presenti anche gli scatti vincitori di tutte le altre categorie.

Mostra del World Press Photo 2018 alla Galleria Carla Sozzani

Gli scatti del World Press Photo 2018 in mostra alla Galleria Carla Sozzani ^

All’interno della galleria Sozzani si possono vedere le foto vincitrici del World Press Photo 2018, per ogni categoria sono esposti i primi tre classificati. Alcune colpiscono per l’incredibile tempismo con il quale è stato colto l’attimo, altre per il rigore e la perfezione tecnica dello scatto.

Quello che noto e che forse è inevitabile, è che a colpire maggiormente siano gli scatti che descrivono fatti successi nella parte occidentale del mondo anche molto distante da noi, mentre dal vicino medio oriente si è ormai assuefatti da immagini e notizie tanto da non suscitare lo stesso clamore.

Ronaldo Schemidt – Vincitore del World Press Photo of the Year 2018 ^

Lo scatto vincitore del World Press Photo of the Year 2018 è di Ronaldo Schemidt ed è stato fotografato in Venezuela durante una protesta contro il presidente Maduro. La persona che ‘ha preso fuoco’ è Josè Victor Salazar Balza, un 28 enne che ha partecipato ai violenti scontri con la polizia durante la manifestazione a Caracas.

La rivolta è scattata successivamente alla decisione di Maduro di sostituire l’assemblea nazionale guidata dall’opposizione per rimpiazzarla con un’assemblea costituente per consolidare i suoi poteri di presidente. L’opposizione ha prontamente richiesto la mobilitazione massiccia del popolo, per scongiurare questa ipotesi.

Josè ha preso fuoco a causa dell’esplosione del serbatoio di una motocicletta poco distante da lui. Prontamente aiutato è sopravvissuto all’incidente, riportando ustioni di primo e secondo grado.

Ronaldo Schemidt - Venezuela - 1° Premio Foto Singola World Press Photo 2018

 

Anna Boyiazis – Finding Freedom in the Water – Secondo Premio Reportage in People ^

Vedere velocemente gli scatti di Anna Boyiazis, vincitrice del secondo premio per il reportage, si presta ad un’errata interpretazione. Condizionati dalle vicissitudini che coinvolgono migliaia di persone appena al di là delle nostre coste, siamo portati a pensare ad un’ennesima tragedia in mare.

In realtà il reportage di Anna Boyiazis descrive una realtà positiva, dove viene mostrato come le donne che vivono nell’arcipelago di Zanzibar imparino a nuotare in età adulta. A causa della cultura islamica conservatrice e l’assenza di adeguati costumi da bagno, fa sì che alle giovani bambine non venga insegnato a nuotare. Nel piccolo villaggio di Nungwi, nell’estremo nord di Zanzibar, è stato però attivato un progetto che offre l’opportunità alle donne locali di imparare a nuotare, fornendo loro costumi che coprono l’intero corpo, consentendogli di non violare alcuna religione.

Nella foto sotto si vedono le braccia della giovane istruttrice di nuoto (17 anni), che si lascia andare all’interno dell’acqua.

Anna Boyiazis - 2° premio reportage 2018

 

Fausto Podavini – Omo Change – Secondo Premio Progetti a Lungo Termini ^

Fausto Podavini è un autore italiano, nato a Roma. Nel suo progetto a lungo termine, chiamato Omo Change, descrive il rapporto tra gli indigeni Karo e il fiume Omo, all’interno dell’Etiopia.

Il fiume Omo per queste persone rappresenta una preziosa risorsa a 360 gradi: non solo per il pesce, ma anche per la coltivazione di piantagioni a ridosso dell’acqua. La foresta che in alcune foto fa da sfondo al contesto, viene progressivamente ripulita e ridotta per lasciare spazio a piantagioni di cotone, molto più redditizie. Per produrre energia e per gestire al meglio le acque del fiume Omo, sono state create alcune infrastrutture, come la grande diga di Gibe III che con un’altezza di 243 metri rappresenta la diga più alta dell’intera Africa. Questa serie di interventi ha portato questa regione ad essere una di quelle al più alto tasso di crescita dell’intera zona, con circa un 10,5% annuo.

Ovviamente la variazione al letto del fiume ha portato con se anche una serie di aspetti negativi, come la riduzione delle biodiversità, un calo del livello delle acque dei vicini laghi e il conseguente spostamento di una parte dei popoli che vivevano sul fiume.
Lo studio di Fausto Podavini mira proprio a sottolineare quanto i grossi interventi e i massicci investimenti possano portare a disequilibri socio culturali all’interno delle aree in cui vengono effettuati e quanto possa essere positiva o meno la modifica degli aspetti ambientali.

Fausto Podavini - Omo Change - 2° Premio Progetti a Lungo Termine

Ryan M. Kelly – Car Attack – Secondo Premio Foto Singole in Spot News ^

Avvicinandosi allo scatto di Ryan M. Kelly non si può che essere travolti da questa carambola di corpi che volano in aria. In un primo momento l’attenzione ricade sul ragazzo dietro l’auto che sta ormai concludendo il suo volo rovinando a terra. Solo in un secondo momento si noteranno le altre persone, anche loro coinvolte nell’incidente.

È il 12 agosto 2017, quando un’automobile scagliata sulla folla investe i dimostranti riuniti in una protesta contro il raduno di “Unite the Right” in Virginia. Unite the Right è un evento di nazionalisti bianchi che, contrari alla decisione dell’amministrazione comunale di Chalottesville di rimuovere la statua del generale sudista Robert E. Lee decidono di incontrarsi.
Mentre andava in scena una contro-protesta, James Alex Fields Jr decide di scontrarsi a grande velocità contro una berlina che a causa dell’impatto si sposta e, insieme a una monovolume, investe la folla uccidendo un ragazzo di 32 anni e ferendo altre 19 persone.

Ryan M Kelly - Car Attack - 2° Premio Foto Singola

Richard Tsong Taatarii – Not My Verdict – Secondo Premio Foto Singola in General News ^

Lo scatto di Richard Tsong Taatarii ha vinto il secondo premio come foto singola in “general news” durante il World Press Photo 2018. La fotografia ritrae John Thompson in un sentito abbraccio dopo aver parlato alla folla in commemorazione del suo amico Philando Castile.

Philando venne ucciso nel 2016 dall’agente di polizia Yanez che aveva fermato la sua auto a causa della luce di uno stop non funzionante. Dopo essere stato fermato Philando ha mostrato all’agente l’assicurazione dell’automobile e lo ha informato di avere una pistola a bordo. A questo punto, secondo quanto testimoniato dalla videocamera di sicurezza,  Yanez gli intima di non estrarla e scarica subito 7 colpi contro il veicolo, ferendo Philando a morte.

Nel 2017 Yanes viene dichiarato non colpevole e ciò scatena diverse proteste in tutti gli Stati Uniti.

Richard Tsong Tastaril

 

Li Huaifeng- Earth Kiln – Terzo Premio Foto Singola in Portraits ^

Arrivando davanti la foto di Li Huaifeng sembra quasi di essere davanti ad un dipinto. I colori saturi, ma perfettamente bilanciati sulle tonalità che portano dalle luci alle ombre, così come la scena bucolica ritratta, gli sono valsi il terzo premio per foto singole nella sezione volti.

La scena mostra due fratelli che vivono all’interno di una yaodong nell’altopiano del Loess nella Cina centrale. Si tratta di un’abitazione tradizionale per questi territori: una casa-grotta scavata nel fianco della collina. I muri sono rivestiti di terra, ed hanno ottime proprietà coibentanti che consentono di sopportare facilmente gli inverni rigidi. Questa tipologia di costruzioni risale ad oltre 2.000 anni fa e questa yaodong in particolare ospita i due fratelli scapoli che vivono insieme al loro piccolo cane.

Li Huaifeng - Cina - 3° Premio Foto Singola World Press Photo 2018

George Steinmetz – Feeding China – Secondo Premio Reportage in Contemporary Issues ^

La prima cosa che mi colpisce delle quattro foto esposte di George Steinmtez sono senz’altro i colori. Dopo aver approfondito la sua narrazione, invece, rimango colpito anche dalla storia che viene raccontata in questo reportage.

Nelle fotografie vengono descritti i metodi che consentono alla Cina di rispondere alla progressiva variazione della dieta dei suoi abitanti. Questa modifica è stata dettata dal rialzo dei redditi medi dei cinesi, che apprezzano sempre di più pesce, carne e latticini. La Cina rappresenta circa il 19% della popolazione mondiale e detiene il 12% dei terreni arabili di tutto il pianeta, ma che vengono progressivamente inquinati dal fiorente reparto industriale della nazione.

Questo rappresenta un bel problema per il reparto alimentare cinese, che è ulteriormente messo in difficoltà dal progressivo svuotamento delle campagne: i giovani tendono a spostarsi nelle città e le campagne e le zone rurali vengono lasciate alla popolazione più anziana.

George Steinmetz - Storie d'Attualità - 2° Premio Reportage

Neil Aldridge – Waiting for Freedom – Primo Premio Foto Singola in Environment ^

La fotografia Waiting for Freedom di Neil Aldridge colpisce molto, già all’ingresso della mostra del World Press Photo 2018. Lo scatto è appeso su di un pannello totalmente dedicato e ritrae un rinoceronte negli attimi prima di essere rimesso in libertà. I colori accesi, in contrasto con la pelle del rinoceronte creano un colpo d’occhio non indifferente.

L’esemplare, appartenente alla specie dei rinoceronti bianchi è stato drogato e bendato per mantenerlo tranquillo durante il trasferimento in Botswana dal sud Africa per proteggerlo dai bracconieri. Questa specie è considerata “near threatened” ovvero “quasi in pericolo”, perché il loro corno è estremamente ambito soprattutto in Vietnam e in Cina. In questi paesi un chilogrammo del corno può costare fino a 50.000€ per le sue proprietà medicinali e come droga ricreativa.

A seguito del crescente bracconaggio in sud Africa, sono in aumento i salvataggi di questi rinoceronti che vengono prelevati dal sud Africa e trasferiti in aree protette conosciute come santuari naturali.

Lo scatto di Neil Aldridge gli è valso il primo premio per la foto singola nella sezione ambiente.

Neil Aldridge - Sudafrica 1° premio foto singola ambiente - World Press Photo 2018

Giulio di Sturco – More Than a Woman – Secondo Premio Foto Singola in Contemporary Issues ^

La fotografia vincitrice del secondo premio in Contemporary Issues ritrae la paziente Olivia Thomas mentre guarda allo specchio la sua nuova vagina. Al suo fianco si trova il medico Suporn Watanyusakul che ha operato l’intervento di riassegnazione del sesso.

Anche in questo caso il fotografo, Giulio di Sturco, è italiano, ma vive tra Londra e Bangkok in Thailandia. Proprio in Thailandia, dove il turismo medico sta vivendo un crescente successo, è stata scattata questa fotografia. La specializzazione nella chirurgia di riassegnazione del sesso è in forte crescita, grazie a costi di intervento contenuti e alla crescente abilità dei medici che operano sempre più spesso questo tipo di interventi utilizzando nuove tecnologie e procedure.

Giulio di Sturco - 2° Premio foto Singole Storie d'attualità World Press Photo 2018

Magnus Wennman – Resignation Syndrome – Primo Premio Foto Singola in Peoples ^

Affiancato allo scatto di Giulio di Sturco c’è la foto di Magnus Wennman, fotografo svedese, che indaga sulla sindrome della rassegnazione. Si tratta di una particolare malattia che sembra riguardare solamente i profughi in Svezia.

Questa patologia è scatenata da depressione, stress e da un trauma e porta il paziente ad essere totalmente apatico. Steso in un letto, nonostante non siano in coma, queste due ragazze sono incapaci di nutrirsi o di bere, di reagire agli stimoli esterni e diventano incontinenti. Attualmente la sindrome della rassegnazione ha colpito solamente ragazzi tra i 7 e i 19 anni e nella maggior parte dei casi la causa scatenante è stata identificata nella negazione del permesso di soggiorno. Pare che successivamente al rilascio di questo permesso alla famiglia i pazienti tendano a riprendersi.

Magnus Wennman - Volti 1° premio foto singole World Press Photo 2018

Erik Sampers – Marathon des Sables – Terzo Premio Foto Singola in Sport ^

Quello che mi ha colpito dello scatto di Erik Sampers, vincitore del terzo premio per la foto singola nella categoria sport, è stato il fondersi di diverse texture sulla foto. Da una parte le dune di sabbia, con i loro chiari scuri, dall’altra le tante persone riprese dall’alto.

La fotografia Marathon des Sables è stata scattata nel 2017 alla partenza della Maratona di Sabbia, una particolare competizione che si svolge nel sud del Marocco all’interno del deserto del Sahara. La corsa è lunga 250 chilometri in un ambiente che può raggiungere anche i 50 gradi centigradi. Ogni partecipante deve sorreggere sulle spalle uno zaino contenente tutto il necessario per sopravvivere: dai viveri al materiale per le 6 notti. La corsa si distribuisce infatti su 6 tappe, con una megatappa di 80 chilometri.

L’adesione alla Marathon des Sables è sempre più alta: la prima edizione del 1986 registrò 186 concorrenti, mentre le ultime sono arrivate ad un migliaio.

Erik Sampers 3° premio foto singole in Sport

Corey Arnold – Dumpster Diver – Primo Premio Foto Singola in Natura ^

In questo scatto il fotografo americano Corey Arnold ha ritratto il simbolo dell’America all’interno di un bidone del pattume. L’aquila calva si sta nutrendo di pezzi di carcasse gettate nel bidone di un supermercato dell’Alaska.

C’è stato un tempo nel quale l’aquila calva ha rischiato l’estinzione, ma grazie a un’opera di ripopolamento è ritornata nei cieli americani. Nel paese di Unalaska, a fronte di 5.000 cittadini si contano ben 500 aquile, le quali si nutrono degli scarti di pesce sbarcati nel porto e per cercare ulteriore cibo interagiscono con gli umani strappandogli le borse della spesa.

La popolazione locale chiama questo animale “il piccione del porto olandese”, per via del nome con il quale è conosciuto il porto in cui sono concentrati questi animali.

Corey Arnold - Dumpster Diver - 1° Premio Natura WPP 2018

Daniel Beltrà – Amazon: Paradise Threatened – Terzo Premio Reportage sull’ambiente ^

Una delle pareti che mi attraggono di più di tutta la mostra sul World Press Photo 2018 alla Galleria Sozzani, è senz’altro quella dedicata al reportage di Daniel Beltrà.
Il progetto, vincitore del terzo premio sui reportage ambientali, si concentra sul disboscamento della foresta amazzonica in Brasile. Nonostante dopo i picchi massimi registrati nel 1995 e 2004 avesse subito un arresto, è stato fortemente ripreso nel 2016.

Nonostante sia il polmone verde dell’intero mondo, spesso gli interessi commerciali sembrano dimenticarsene e così riprendono i disboscamenti per soddisfare il bisogno di legname, di energia idroelettrica e per incentivare i settori agricoli e minerari.

Ovviamente la capacità di tutti questi alberi di assorbire anidride carbonica permette di tenere sotto controllo (relativamente!) il surriscaldamento dell’intero pianeta e il suo disboscamento è un enorme danno per l’intera umanità.

Daniel Beltrà - 3° Premio Reportage Ambiente - World Press Photo 2018

Luca Locatelli – Hunger Solutions – Secondo Premio Reportage sull’Ambiente ^

Sono ormai giunto alla fine della mostra del World Press Photo 2018 e trovo un altro italiano tra quelli premiati. Si tratta di Luca Locatelli che con il reportage Hunger Solutions ha guadagnato il secondo premio nella categoria ambiente.

La sua ricerca ha preso in esame i metodi impiegati in Olanda per far fronte al fabbisogno interno di cibo. Nonostante i suoi confini la rendano uno stato piccolo e densamente popolato, l’Olanda ha saputo far fronte alle difficoltà e attraverso la tecnologia ha creato un sistema di coltivazione piuttosto efficiente. In poco tempo è diventata il secondo esportatore di cibo del mondo, in termini di valore, facendosi superare solamente dagli Stati Uniti, che hanno un territorio enormemente più vasto.

Tra le tecniche di coltivazione adottate, buona parte delle quali in serra, uno dei primi passi fu quello di far crescere le piante in verticale anche quando avevano uno sviluppo orizzontale. Un’attenta somministrazione di acqua e fertilizzanti, spesso uniti alla idrocoltura, gli ha permesso di sfruttare al massimo gli spazi disponibili.

In Olanda è presente la WUR (Wageningen University and Research) riconosciuto come l’istituto di ricerca agricola più prestigioso del mondo e che contribuisce in maniera sostanziale all’evoluzione delle tecniche applicate in tutto il paese.

Luca Locatelli - 2° Premio Reportage Ambiente - WPP 2018

Thomas P. Peschak – Attack of the Zombie Mouse – Secondo Premio foto singola in Ambiente ^

Concludo la mostra con un ultimo scatto ancora sull’ambiente. Questa è sempre stata una delle tematiche che più mi coinvolge e col senno di poi rivedere le foto che ho scattato durante la mostra del World Press Photo 2018 alla galleria Sozzani, mi conferma questo interesse.

Lo scatto vincitore del secondo premio come foto singola nella sezione ambiente ritrae dei pinguini saltarocce. Il nome di questa specie è subito spiegato, è sufficiente guardare la fotografia scattata sull’isola Marion per capire il perché. L’isola si trova nell’oceano Indiano, all’interno dell’antartico sudafricano, dove i pinguini passano circa metà dell’anno. Tornano sulla terra ferma per fare il cambio della muta e per accoppiarsi e si spostano saltellando, anziché ciondolando come fanno le altre specie.

I pinguini saltarocce sono anche abilissimi pescatori, in grado di immergersi fino a 100 metri di profondità per scovare pesci, crostacei, krill e calamari.

Lo scatto dei pinguini saltarocce viene contestualizzato all’interno di un progetto più ampio in cui l’autore documenta gli attacchi subiti dagli animali locali da parte di una violenta specie di topi. Questi topi vennero introdotti nel XIX secolo dai cacciatori di foche e non alterarono l’ecosistema per circa 200 anni, fino a quando nel 1991 il Sudafrica non sradicò i gatti randagi dall’isola. Non seguì però lo stesso trattamento per quel che riguardava i topi i quali, non avendo più un cacciatore, si moltiplicarono e iniziarono a cibarsi di albatros e altri animali. Per questo motivo è stato inserito un ufficiale ambientale che monitora la popolazione dei topi e conduce esperimenti su esche avvelenate.

Thomas P Peschak 2° Premio Foto Singola - World Press Photo 2018 - Mostra a Galleria Carla Sozzani - Corso Como 10 Milano

Mentre visito la mostra il tempo meteorologico peggiora drasticamente e comincia una forte pioggia. Per questo motivo viene chiuso il grande terrazzo che si trova sopra la galleria di Carla Sozzani, perciò dopo una curiosata alla libreria non mi resta che uscire.

I dettagli su come raggiungere la galleria e sugli orari di apertura sono disponibili sul sito ufficiale.

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World Press Photo 2018 alla Galleria SozzaniLa mostra del World Press Photo 2018, come ogni anno, fa tappa alla Galleria Carla Sozzani di Milano. Ma chi è l'organizzazione del World Press Photo e quali foto sono state premiate quest'anno? Eccole!https://www.lorenzotaccioli.it/world-press-photo-2018-galleria-sozzani/
Lorenzo Taccioli