Ferrara in Un Giorno – Cosa Vedere

Rotonda Foschini - Ferrara

Ferrara è, insieme a Ravenna, l’unica provincia emiliano romagnola a non trovarsi lungo la storica via Emilia.

La città di Ferrara è come sperduta tra le campagne e, durante i mesi invernali, è completamente immersa nella nebbia. Circa il 44% del suo territorio si trovo sotto al livello del mare e buona parte della sua economia si sostiene sull’agricoltura ed è per questo che durante i secoli vennero creati svariati canali artificiali per tutta la provincia. Per arrivare a Ferrara è necessario passare per chilometri e chilometri di campagne, dove i vecchi caseggiati sperduti si alternano a piccoli centri urbani. Già questo fa parte del viaggio e mi evoca una sensazione quasi malinconica, come di ritorno al passato.

Nonostante le sue origini si fondino nel VII secolo, Ferrara ha avuto un grosso sviluppo grazie alla famiglia Este, che ha trasformato la città in un grande centro artistico, culturale e politico, grazie anche ai loro collegamenti (familiari) con la città di Mantova, raggiungibile attraverso la navigazione sul fiume Po. Il Ducato di Ferrara diede quindi una grossa spinta allo sviluppo del territorio, che è stato riconosciuto anche patrimonio dell’UNESCO nel 1999 come città del Rinascimento.

Cosa Vedere a Ferrara ^

Ferrara è strana, la sua grande importanza storica si fonde con un centro cittadino a tratti monotono e ripetitivo. Le grandi e rilevanti attrazioni si alternano alle numerose chiese cittadine, per la maggior parte chiuse durante il giorno ai visitatori, perché aperte solo durante le funzioni.

Le lunghe mura in mattoni dei palazzi nascondono splendidi cortili interni non accessibili agli occhi di chi visita la città. Così Ferrara diventa una città da scoprire, dividendo i turisti in chi la ama e chi non la trova particolarmente affascinante.

C’è da dire che la piazza del Duomo con la splendida facciata della cattedrale di San Giorgio Martire è davvero bellissima, ma i lavori di consolidamento della struttura in seguito al terremoto del 2012 la stanno nascondendo ormai da diversi anni.

Una giornata è sufficiente per scoprire quanto Ferrara ha da offrire ai suoi visitatori e attraverso una lunga passeggiata per il centro storico si toccano tutte le attrazioni che vale la pena vedere.

Ecco dunque l’itinerario di un giorno alla scoperta di Ferrara.

Le Mura Storiche ^

Il centro storico di Ferrara è stretto tra ben nove chilometri di mura storiche arrivate fino ai giorni nostri. Noi ci ritroviamo lungo un loro tratto quasi per sbaglio, dopo aver parcheggiato l’automobile mentre ci dirigiamo nel cuore del centro storico.

I resti delle mura storiche cittadine sono una testimonianza di diverse tecniche difensive sviluppatesi attraverso i secoli e, attraverso di loro, si potranno ammirare un’alternanza di Torri, Porte, Cannoniere e Baluardi tutte immerse in un lungo giardino che accompagna le mura. Questi tratti possono essere percorsi esclusivamente a piedi o in bicicletta.

Originariamente la loro estensione era di circa 13 chilometri e abbracciava l’intero centro storico. Vennero erette in epoca medievale e furono poi riviste più volte tra il XV e il XVI secolo. In realtà già del VI secolo iniziarono le prime fortificazioni ad opera dei bizantini per difendere un traghetto fluviale, ma la struttura vera e proprio delle mura venne progettata in seguito alla creazione della basilica cittadina.

Una delle porte più importanti di tutta la città è la Porta degli Angeli risalente al XV secolo che si apre nella parte settentrionale delle mura e che veniva utilizzata dagli ospiti più prestigiosi che arrivavano in città. La presenza delle mura storiche a Ferrara ha contribuito all’iscrizione della città tra i patrimoni dell’UNESCO.

Prospettiva di Corso Giovecca ^

Corso Giovecca è un’importante via di Ferrara, costruita durante il rinascimento su volontà del duca Ercole I d’Este. L’obiettivo era quello di ampliare i confini della città medievale, donando un aspetto grandioso al corso già esistente.

Questa strada è anche una direttrice principale del centro, infatti si collega in linea retta al Castello Estense e si trasforma poi in viale Cavour che taglia esattamente in due la città. Attraverso corso Giovecca viene separata la parte storica di Ferrara, a sud della via, da quella nuova di epoca rinascimentale (Addizione Erculea).

L’arco che definisce l’inizio settentrionale di corso Giovecca è conosciuto con il nome di Prospettiva di Corso Giovecca e separa il centro dalla piazza Medaglie d’Oro. Anche prima dell’erezione di questa struttura era presente una porta cittadina aperta nelle mura. La prospettiva di Corso Giovecca  fu aggiunta agli inizi del XVIII secolo, finanziata direttamente dal comune di Ferrara e prevedeva tre aperture ad arco, con quella centrale di dimensioni sensibilmente più grandi. Il suo aspetto venne poi modificato nel secolo scorso con l’aggiunta dei due passaggi pedonali ai lati.

Prospettiva di Corso Giovecca

Palazzina Marfisa d’Este ^

Ritornando verso il centro storico di Ferrara si passa per uno degli importanti edifici che si affaccia su Corso Giovecca: la palazzina Marfisa d’Este, la quale ospita frequentemente mostre di arte, come quella di Aqua Aura titolata Paesaggi Curvi.

La Palazzina Marfisa d’Este è un piccola villa dallo stile discreto, costruita su volere di Francesco d’Este come residenza estiva cittadina. Originariamente lo stile era piuttosto sfarzoso ed era composta da una serie di loggiati, padiglioni e sale che in parte si possono ancora vedere. L’accesso ai giardini è libero, mentre alle sale interne si può accedere durante le mostre d’arte che ospita.

Palazzina Marfisa d'Este a Ferrara - Portale in marmo
Loggia degli Aranci nel giardino della Palazzina Marfisa d'Este - Ferrara

L’edificio passò a Marfisa d’Este alla morte del padre Francesco, la quale visse qui fino al 1608. Marfisa era una splendida donna amata da tanti suoi concittadini la quale cercavano continuamente di conquistarla. Lei spesso rifiutava le avances e ancora oggi si dice che all’interno della Palazzina Marfisa d’Este dimori il suo fantasma che, inseguito da numerosi amanti, cerca di ucciderli con trabocchetti di ogni genere.

Oltre le belle sale interne vale la pena fare una visita anche alla Loggia degli Aranci, risalente al XVI secolo e riccamente decorata con tralci di vite, uccellini e animali. Come suggerisce il nome veniva utilizzata come ricovero per le piante, ma anche come location per ospitare spettacoli.

Scopri di più sulla Palazzina Marfisa d’Este di Ferrara.

Basilica di Santa Maria in Vado e Chiostro ^

Ritorniamo in direzione del cuore del centro storico cittadino e passiamo davanti all’imponente facciata della Basilica di Santa Maria in Vado in via Borgovado 3.

Il nome di questa basilica deriva da un vecchio corso d’acqua (guado) proveniente dal Po che passava poco distante dalla chiesa e che, nei secoli, venne coperto. Prima della basilica, in questa posizione, esisteva già nel X secolo una chiesetta.

La leggenda narra che in questa chiesetta si verificò anche un miracolo: nel 1171 durante la messa di Pasqua il prete spezzò l’ostia e da questa fuoriuscì copioso del sangue che zampillò talmente tanto da bagnare anche la volta dell’altare.

Facciata della Basilica di Santa Maria in Vado
Chiostro della Basilica di Santa Maria in Vado

La basilica di Santa Maria in Vado venne poi costruita solo nel 1495 su volere del duca Ercole I d’Este, in seguito ad una parziale demolizione della struttura precedente. A quel periodo risale anche il portale in marmo che ancora oggi decora l’ingresso in mezzo ai mattoni che ne compongono la facciata. L’interno è suddiviso in tre navate, che purtroppo non possiamo visitare perché, come altre numerose chiese in città, non è aperta ininterrottamente durante il giorno e la troviamo chiusa. Se avete la fortuna di trovarla aperta non bisogna perdere il santuario del Preziosissimo Sangue, dotato di due scalette laterali che permettono di giungere a un livello rialzato sulla chiesa. Questo santuario incorpora anche la volta dove, durante il fatto miracoloso, si fermarono le macchie di sangue, che si possono vedere al meglio percorrendo la scala.

Troviamo invece aperto l’ingresso al chiostro della chiesa di Santa Maria in Vado: un piccolo giardino verde racchiuso sui quattro lati dai porticati sorretti da colonne marmoree con capitelli. Questi spazi vengono utilizzati oggi per accedere ad una serie di spazi della curia, collegati alla vita parrocchiale.

Convento e chiesa del Corpus Domini ^

Un altro importante punto religioso di Ferrara, al quale non si può accedere, è il convento e la chiesa del Corpus Domini. Il monastero qui presente venne fondato nei primi anni del XV secolo e le sue dimensioni sono estremamente generose, tanto che i suoi confini toccano ben quattro vie. Il Corpus Domini riuscì a raggiungere tali dimensioni grazie a continue donazioni, per lo più da parte del popolo, che venivano reinvestite nell’ampliamento del convento e della chiesa.

Ad oggi però le dimensioni sono più contenute rispetto alla costruzione originale: a causa di un incendio il monastero del Corpus Domini venne ricostruito in forma più piccola. La facciata principale in cotto è posta su via Campofranco e mette in mostra le decorazioni originali, tra cui il portale gotico e al di sopra il piccolo rosone.

Il convento del Corpus Domini è legato alla figura di Caterina Vegri, la quale era la figlia di un servitore di Niccolò III d’Este. Inizialmente la ragazza partecipò alla vita comune di un gruppo di giovani che, seppure senza voti, si dedicava ad una spiritualità tipica del monastero, poi nel 1432 divenne ufficialmente monaca del Corpus Domini. Si spostò poi quasi trent’anni dopo a Bologna per fondare lì un nuovo monastero. Venne nominata santa in seguito a un miracolo compiuto sulla cottura della pagnotte.

Il convento e la chiesa del Corpus Domini sono particolarmente importanti per la città di Ferrara, perché all’interno dell’attuale sala del Coro vennero seppelliti i maggiori esponenti della famiglia d’Este.

La chiesa del Corpus Domini venne riccamente decorata solo in epoca tardobarocca e al suo interno si trova una pala d’altare risalente al 1768, mentre sulle volte del soffitto della navata centrale è presente un affresco che celebra santa Caterina Vegri.

Convento e Chiesa del Corpus Domini a Ferrara

Chiesa di San Girolamo ^

Continuando a muoverci tra una chiesa e l’altra di Ferrara arriviamo davanti alla facciata della chiesa di San Girolamo, in via Savonarola. L’attuale chiesa è degli inizi del XVIII secolo, ma venne costruita sui resti di una precedente chiesa del 1428 affiancata all’oratorio dei gesuati della seconda metà del XIV secolo.

La facciata della chiesa di San Girolamo è estremamente semplice e, anch’essa, costruita in mattoni. In due nicchie laterali sono ospitate le statue di Santa Teresa di Gesù e San Giovanni della Croce. Al centro invece è presente l’unico elemento in marmo, oltre i quattro capitelli delle colonne che raggiungono il timpano della chiesa di San Girolamo: il portale. Questo venne prelevato dall’antica chiesa di Sant’Anna, annessa all’ospedale dell’epoca nell’omonima zona cittadina.

Nel giardino antistante la chiesa sono adagiate le sei guglie che caratterizzavano la facciata. Queste si trovano qui per motivi di sicurezza, in seguito al terremoto del 2012.

L’interno della chiesa di San Girolamo è a navata unica e nasconde il corpo del beato Giovanni Tavelli, vescovo cattolico che fondò l’ordine dei gesuati. Il suo corpo venne trasportato qui nel settecento e inizialmente posizionato in una cripta, poi posto sotto l’altare maggiore e infine spostato nell’altare del crocifisso.

Facciata della Chiesa di San Girolamo

Basilica di San Francesco ^

Procedendo su via Savonarola arriviamo alla Basilica di San Francesco, che riconosciamo per l’imponenza della sua facciata. Anche questa chiesa prese il posto di un altro luogo sacro e, quando nel 1494 venne costruita, fu utilizzata dai frati francescani già detentori della precedente chiesa.

L’aspetto della basilica di San Francesco non si discosta molto da quello delle altre chiese presenti in città. Il tratto comune è l’utilizzo predominante del mattone, ma in questo caso c’è un richiamo allo stile rinascimentale completato dalle sei lesene in marmo. Ritroviamo lo stesso marmo nella decorazione dei tre portali di accesso alla basilica di San Francesco, completati da altrettanti timpani. Al centro della facciata, nella parte superiore, è presente un grande rosone che illumina gli interni. La forma del tetto è invece caratterizzata da due lunghe volute che danno dinamismo alle forme altrimenti regolari della struttura.

Gli interni della basilica di San Francesco sono suddivisi su tre navate disposte su di una pianta a croce latina in cui sono presenti ben otto cappelle per lato. Le pareti sono decorate da svariati affreschi, tra cui alcuni del XVI secolo. Ben più antico è invece il sarcofago romano costruito a Ravenna, che risale al V secolo ed è conservato nel lato sinistro del transetto.

Facciata della Basilica di San Francesco - Stile Neoclassico - Ferrara

All’interno della Basilica di San Francesco trovano riposo svariate personalità di Ferrara, tra cui diversi componenti della famiglia Este e il marchese Ghiron Francesco Villa, a cui è dedicato un mausoleo barocco nella parte destra del transetto.

Palazzo Bevilacqua Costabili ^

Mentre ci rechiamo verso piazza Trento-Trieste non possiamo che essere attirati dalla particolare facciata del palazzo Bevilacqua Costabili. Le finestre disposte in maniera regolare sono intervallate a numerosissimi bassorilievi.

Il palazzo risale alla prima metà del XV secolo, quando la famiglia Bevilacqua si trasferì qui da Verona in seguito al matrimonio di Cristin Francesco con Lucia Ariosti. Venne però parzialmente modificato durante i secoli: ad esempio i trofei militari che decorano la sua facciata vennero aggiunti solamente nel XVII secolo su volontà del cardinale Bonifacia Bevilacqua e diversi decenni dopo venne modificato anche il cortile interno con l’aggiunta di una scalinata monumentale.

Solo nel 1988 è entrato a far parte dei beni del comune, che dopo averlo acquistato l’ha ristrutturato e dato in uso all’università cittadina. Precedentemente svolse una serie di funzioni davvero variegata, tra cui convitto femminile, supermercato, cinema e clinica privata.

La facciata di palazzo Bevilacqua Costabili è piuttosto lineare, se non per il balcone sostenuto da due mensole in cui si collocano le sculture di Concordia e Verità. Queste non sono però le uniche statue del palazzo, nel quale si trovano numerosi altri busti, ospitati in nicchie, di filosofi e imperatori romani, oltre che altre decorazioni in arenaria che ritraggono trofei militari e armature.

All’interno del palazzo Bevilacqua Costabili è oggi ospitata la sede della facoltà di economia dell’università di Ferrara. Se si ha la fortuna di poter varcare il portone in legno si vedrà un loggiato che dirige verso lo scalone d’onore di origine settecentesca che conduce fino al piano nobile. Salita la scala si entrava anticamente all’interno del Salone d’Onore, non arrivato ai giorni nostri. A seguire si trova il Salone degli Antichi con soffitti dipinti con simboli araldici e la sala della mitologia in cui nei dipinti la fanno da protagonisti gli dei.
Al pian terreno, invece, è notevole la sala dei canestri di fiori e frutti, in cui i soffitti in cassettoni sono finemente intagliati con esagoni che suddividono gli spazi in nove blocchi in cui si ritrovano motivi del XVII secolo floreali e di fiori e verdure.

Palazzo Bevilacqua Costabili e decorazioni sulla Facciata

Piazza Trento e Trieste di Ferrara ^

Siamo così finalmente nella piazza più celebre e grande della città di Ferrara: piazza Trento e Trieste, anche conosciuta come piazza delle Erbe.

La piazza si venne a creare con la costruzione del duomo cittadino, in epoca medievale, e divenne presto il cuore del centro storico sul quale si affacciavano i principali edifici del potere e in cui andava in scena il mercato cittadino.

Al centro della piazza, di forma rettangolare, è presente un lungo marciapiede lungo 120 metri conosciuto come il Listone. Alla sua destra, affiancato al duomo cittadino, corre la loggia dei Merciai in cui da sempre vengono ospitate le botteghe dei mercanti e in cui ancora oggi si trovano negozietti e piccole attività commerciali.

Su piazza Trento e Trieste si affacciano anche altri importanti palazzi, come il palazzo San Crispino, la torre della Vittoria, il palazzo della ragione, il teatro nuovo utilizzato anche come cinema, il palazzo municipale e l’ex chiesa di San Romano.

Palazzo San Crispino ^

All’inizio di piazza Trento e Trieste c’è il palazzo San Crispino. Questo chiude uno dei lati corti della piazza, all’angolo con le vie Mazzini e via Contrari.

Questo palazzo è anche conosciuto come Oratorio dei Calzolai o Oratorio di San Crispino, per via delle sue origini che si fondano nella leggenda. Si narra infatti che l’edificio che qui sorgeva venne tributato da Carlo Magno all’Arte dei Calzolai nell’808, quando l’imperatore passò in città e venne servito in maniera impeccabili da un calzolaio.

In realtà all’interno dell’attuale palazzo San Crispino venne allestito l’oratorio dedicato ai santi Crispino e Crispiniano, i quali svolgevano proprio i mestieri di calzolai per mantenersi. I due sostenevano la fede cristiana e durante le persecuzioni di questa religione si rifiutarono di rinnegarla e per questo vennero condannati a morte.

Nei secoli ospitò al suo interno anche la sede dell’università di Ferrara, legandosi indissolubilmente alla storia della città e della sua cultura. L’aspetto attuale di Palazzo San Crispino si deve ad alcuni lavori di restauro svolti nel XIX secolo che gli diedero anche l’attuale aspetto neoclassico con i porticati al pian terreno e il timpano sulla sommità della facciata. Al suo interno sono stati recuperati alcuni affreschi di opera settecentesca.

Palazzo San Crispino di Ferrara

Al momento, all’interno di palazzo San Crispino, è ospitata una libreria.

Cattedrale di San Giorgio Martire – Duomo di Ferrara ^

Il monumento più bello in assoluto di Ferrara è con ogni probabilità il suo duomo, ovvero la cattedrale di San Giorgio Martire, la cui fiancata occupa buona parte di piazza Trento e Trieste.
La sua facciata si trova proprio davanti al palazzo comunale ed è collegato al palazzo arcivescovile attraverso una volta coperta.

Purtroppo a causa del terremoto del 2012 che ha colpito l’Emilia anche Ferrara ha riportato numerosi danni. Per questo motivo la facciata della Cattedrale di San Giorgio Martire è coperta da numerose impalcature che ne nascondono la parte più bella e particolare. Le sue origini risalgono al XII secolo, in un’epoca di grande crescita cittadina, in cui la città andava ampliandosi verso nord. La precedente cattedrale di Ferrara era sempre titolata a San Giorgio, ma si trovava sulla riva opposta, quella destra, del fiume Po. Si rese perciò necessaria una nuova cattedrale all’interno del centro storico e della cinta muraria.

La nuova cattedrale di San Giorgio Martire venne costruita in stile romanico e fu consacrata nel 1135. Il campanile, posto in fondo alla chiesa sul lato destro, e quindi ben visibile nella sua interezza da Piazza Trento e Trieste, è di circa un secolo più tardi, anche se in realtà non fu mai completato e ancora oggi risulta senza una copertura a cuspide. Il motivo è che il terreno sabbioso su cui è stato costruito non avrebbe retto il peso anche di quest’ultimo elemento e, con ogni probabilità, avrebbe fatto crollare la struttura. Il campanile è rivestito in marmo bianco e rosso di Verona, mentre le colonne sui lati nord e sud sono in calcare grigio di Noriglio e le parti più basse in pietra d’Istria.

Campanile del duomo di Ferrara in Marmo

Già agli inizi del XVIII secolo si ebbero alcuni problemi di stabilità del duomo di Ferrara, per i quali vennero avviati dei lavori di consolidamento che, tra le altre operazioni, ridussero da cinque a tre le navate della chiesa.

La facciata, purtroppo non visibile durante la nostra visita, è costruita in marmo bianco e dotata di tre cuspidi oltre che di svariate altre decorazioni come arcate, logge, rosoni, statue e innumerevoli bassorilievi. L’ingresso è arricchito da un protiro che si allunga verso l’esterno. Questo piccolo portico è sorretto da statue di leoni ed è coronato da una loggia a baldacchino riportante anche la statua della Madonna con il Bambino, mentre al di sopra si trova la rappresentazione del Giudizio Universale.

Sul fianco posto verso piazza Trento e Trieste ci sono un paio di logge con colonnette. Una anticamente conteneva un secondo portale di accesso alla chiesa utilizzato dai pellegrini che arrivavano in città. Intorno alla porta erano presenti delle sculture che richiamavano i mesi dell’anno e quindi l’ingresso era conosciuto come Porta dei Mesi. L’altro, che ha conservato la stessa funzione, conteneva al suo interno svariate botteghe commerciali.

Negli interni a tre navate sono ancora presenti i basamenti originali della cattedrale di origine medievale, che mostrano la suddivisione originale in cinque navate. Le attuali tre navate del Duomo di Ferrara sono attraversate da tre transetti e tutti gli spazi sono decorati in stile barocco. Per la creazione dell’altare maggiore settecentesco, in marmo, sono stati riutilizzati materiali provenienti dalle rovine di edifici ravennati.

All’interno del duomo di Ferrara, a sinistra dell’altare, riposa il corpo di Papa Urbano III. Visitare la cattedrale di San Giorgio Martire significa anche imbattersi in svariate opere d’arte, per la maggior parte statue e dipinti, ma anche in volte riccamente affrescate.

Ex Chiesa di San Romano e Museo della Cattedrale ^

Sulla sinistra di piazza Trento e Trieste si trova invece la Ex Chiesa di San Romano, tra le più antiche chiese di tutta Ferrara.

Le sue piccole dimensioni risalgono alla costruzione di epoca medievale. Al suo interno vennero ospitati i monaci benedettini e successivamente quelli volti al culto di Sant’Agostino. Già durante il XII secolo vennero fatti i primi lavori di rivisitazione che continuarono fino al XV secolo, comprendendo sia la facciata che l’abside.

L’ex chiesa di San Romano era molto cara alla famiglia degli Este, che a più riprese decise di ristrutturarla, sopraelevandola e aggiungendo decorazioni in cotto e marmo, come la lunetta del XIV secolo sul portale di ingresso che raffigura un cavaliere al galoppo.

Durante la dominazione francese la chiesa fu sconsacrata e passò in seguito in mano al comune di Ferrara che la utilizzò per vari scopi, tra cui una prigione.

La chiesa è dotata anche di un piccolo chiostro con porticati e un pozzo al centro. Per un periodo, proprio qui davanti, fu issato un palo in legno dove venivano eseguite le impiccagioni per le condanne a morte.

Dagli anni settanta sono state ospitate alcune mostre temporanee di arte nella Ex Chiesa di San Romano, fino al 2000 quando in seguito all’ennesima ristrutturazione è stato allestito stabilmente il Museo della Cattedrale. Al suo interno ci sono diverse opere d’arte provenienti dalla cattedrale distante appena pochi passi. L’istituzione del Museo della Cattedrale esiste già dal 1929 e precedentemente era ospitata direttamente in uno spazio della cattedrale.

All’interno del museo della cattedrale è possibile vedere opere quali:

  • le ante dell’organo della cattedrale, con San Giorgio e la Principessa, risalente al 1469;
  • il ciclo dei Mesi originario della porta dei Mesi che venne distrutta nel settecento;
  • La Madonna della Melagrana di origine quattrocentesca;
  • Un capitello della cattedrale, inserito nella porta dei Mesi e raccontante le Storie di San Giovanni Battista, di origine duecentesca.

Torre dell’Orologio di Ferrara ^

Piazza Trento e Trieste, oltre che dal campanile della Cattedrale, è caratterizzata anche da altre due torri: la torre dell’Orologio e la torre della Vittoria.

La torre dell’Orologio occupa l’estremità in fondo a sinistra della piazza ed è posizionata tra due archi che permettono di accedere al centro storico. Chi ha visitato Ferrara in occasione del festival degli artisti di strada l’avrà presente perché proprio qui è presente uno degli accessi al festival.

Conosciuta anche con il nome di Torre dell’Arengo venne costruita su volere di Tommaso da Tortona, alle dipendenze della famiglia degli Este. Una sua prima edificazione venne fatta nel 1385, per poi essere ricostruita completamente durante la metà del XVI secolo. In quell’occasione fu dotata anche di campana, issata su di una struttura di legno che piano piano si consumò. Appena cinquant’anni dopo la torre venne sopraelevata e modificata la struttura affinché potesse ospitare la campana. In quell’occasione vi fu aggiunto anche l’orologio, anche se quello che vediamo oggi  risale alla seconda metà dell’ottocento.

Torre dell'Orologio di Ferrara e Torre della Vittoria

Il palazzo a destra della torre, dotato di merletti e finestre ad arco, è di origine trecentesca e venne restaurato agli inizi del secolo scorso, mentre quello a sinistra venne costruito tra il 1954 e il 1956 sulle ceneri dell’ex palazzo della Ragione.

Torre della Vittoria ^

Collegata al palazzo municipale, di cui fa parte, è invece la torre della Vittoria, posta proprio dritto per dritto in fondo alla piazza Trento e Trieste.

La torre della Vittoria che oggi è possibile vedere, ben integrata nell’aspetto originario dell’edificio di cui fa parte, è una ricostruzione degli anni venti del secolo scorso. Quest’intervento fece parte di un’opera di rivalorizzazione del patrimonio edilizio della città, con lavori eseguiti principalmente sul palazzo municipale e il castello cittadino.

La Torre della Vittoria originale risale al trecento e veniva chiamata Torre del Rigobello. Questa crollò nel 1570 durante uno dei grossi terremoti che colpì questa zona, ma quella ricostruita la richiama in tutto e per tutto nell’aspetto, con l’obiettivo di celebrare un periodo di grande ricchezza per la città di Ferrara sotto al dominio della famiglia d’Este. La torre raggiunge un’altezza di 57 metri ed è chiusa da una merlatura che richiama chiaramente quella del palazzo municipale.

Torre dell'Orologio a sinistra e Torre della Vittoria a Destra

Nella ricostruzione si è scelto anche di installare, alla base della torre, la statua in bronzo dorato La Vittoria del Piave, per celebrare la vittoria della prima guerra mondiale, diventando così anche un monumento commemorativo.

Piazza del Municipio ^

In pochi passi ci ritroviamo dentro alla piazza del Municipio, così chiamata perché chiusa dal palazzo municipale, che sorge proprio davanti alla facciata del duomo di Ferrara.

Questa piazza originariamente era il cortile del palazzo ducale che inizialmente ospitava la famiglia d’Este fino a quando non si spostò nel castello estense. Sulla piazza si trova anche l’ingresso alla Sala Estense che originariamente era la cappella di Santa Maria di Corte, mentre ora ospita un piccolo teatro.

L’ingresso alla piazza del Municipio è possibile attraverso un portico posto in corrispondenza dell’ingresso al duomo, noto come Volto del Cavallo e circoscritto da due grosse colonne: una con la statua di Borso d’Este e l’altra con quella di Niccolò III d’Este a cavallo. La statua di Niccolò III risaliva al 1454 e venne posta in questa posizione nel 1472. Fu poi distrutta durante la dominazione francese, per poi essere ricreata in bronzo.

Piazza del Municipio di Ferrara

Gli altri ingressi alla piazza del municipio sono noti invece come Volto della Colombina e Volto del Cavalletto.

Palazzo del Municipio ^

Il palazzo del Municipio rappresentò la prima residenza della famiglia estense in città, fino a quando nel XVI secolo non si trasferì nell’omonimo castello distante appena pochi passi. In quel momento il palazzo passò al comune che ne fece la sede del municipio.

Nonostante la sua costruzione ebbe inizio a metà del XIII secolo, l’aspetto attuale risale ad un ingrandimento di due secoli dopo. I lavori però non si fermarono, tanto che il palazzo del Municipio venne continuamente rivisto durante i secoli, come nel settecento e persino durante il secolo scorso, quando la facciata posta su piazza Trento e Trieste venne rivista in stile neomedievale, con tanto di merletti.

Per via della sua importanza il palazzo del municipio nasconde al suo interno importanti sale, tra cui:

  • la sala dell’Arengo;
  • la stanza dorata con un soffitto a cassettoni originale del XV secolo;
  • la sala degli Arazzi, impreziosita da due arazzi fiamminghi del seicento;
  • il salone del Plebiscito, in cui andò in scena il referendum che nel 1860 decise l’annessione dell’Emilia al Regno italiano;
  • il camerino delle duchesse, ricoperto da pannelli in legno decorati durante il XVI secolo.

Su di un lato del palazzo del municipio è presente la via coperta, che collega l’edificio al castello estense in maniera protetta.

Palazzo del Municipio con Torre della Vittoria

Scalone d’Onore ^

Lo scalone d’Onore del palazzo del Municipio è un’opera risalente al 1481 ed è posizionato nei pressi delle finestre decorate in marmo che identificano gli appartamenti estensi. Questa scala permette di raggiungere il piano nobile dell’edificio e venne progettato dall’architetto Pietro di Benvenuto dagli Ordini. La prima parte del progetto fu lo scalone con parapetto in marmo, mentre la copertura a volte sorretta dalle colonne in marmo fu ultimata solo nel 1481. In mezzo alla scalinata si trova anche una piccola cupola.

Nello scalone d’Onore si trova una commistione di più stili, dal gotico medievale della balaustra al rinascimentale che contraddistingue le arcate.

Scalone d'Onore del Palazzo del Municipio di Ferrara

Castello Estense di Ferrara ^

Insieme alla Cattedrale di San Giorgio Martire, il duomo di Ferrara, l’altro monumento più celebre della provincia emiliana è il castello Estense che dista appena pochi passi da piazza Trento e Trieste.

La costruzione dell’edificio cominciò nel 1385 e venne pensato come un palazzo che permettesse allo stesso tempo un controllo politico e militare sulla città. L’esigenza nacque successivamente a una rivolta popolare avvenuta lo stesso anno che portò la famiglia d’Este a correre subito ai ripari con la costruzione di un edificio di rappresentanza ma che fosse anche oppressivo nei confronti di questo tipo di fenomeni. Per il suo finanziamento Niccolò II d’Este diede mandato al consigliere Tommaso da Tortona di riscuotere ulteriori tasse dalla città, ma ciò scatenò il malcontento popolare. I ferraresi si scagliarono contro Tommaso da Tortona, che venne ucciso durante una rivolta e poi dato alle fiamme.

Nonostante ciò il castello venne comunque costruito intorno a una torre di avvistamento già presente in questo luogo, chiamata torre dei Leoni e risalente al XIII secolo. La torre faceva parte dell’antica cinta muraria cittadina, per cui fu necessario erigere altre tre torri e chiudere un quadrilatero di mura intorno a queste per poter portare a compimento il castello. Per garantire maggiore protezione al castello venne anche scavato il fossato che tuttora lo circonda e aperti i ponti levatoi che permettevano e permettono tuttora l’ingresso al castello estense.

Durante il quattrocento il castello venne ampliato per favorire la vita cortigiana e nello stesso periodo venne compiuta la copertura della via che lo collega al palazzo municipale. Solo un secolo più tardi i lavori ripresero nuovamente: la via coperta crebbe di importanza, tanto che al suo interno, dopo accurati lavori, Alfonso I d’Este creò addirittura alcuni appartamenti noti come Camerini d’Alabastro nei quali posizionò anche le sue importanti collezioni d’arte con opere di Tiziano e altri artisti. Sempre nel cinquecento, a causa di un incendio scoppiato nel castello, furono avviati alcuni lavori di ristrutturazione che ne modificarono in parte l’aspetto ad esempio rimuovendo alcuni merletti e sostituendoli con balaustre in marmo. Alfonso II d’Este avviò alla fine del secolo dei lavori per aumentare le decorazioni del castello ma alla sua morte, per mancanza di eredi, lo stato pontificio entrò in possesso di Ferrara e gli Este si dovettero spostare a Modena. Il nuovo dominio della città non gli diede lustro quanto il precedente, ma lo trasformò in una zona periferica dello stato pontificio, determinandone una lunga decadenza.

Con l’annessione di Ferrara al regno d’Italia nel 1860 il castello passò di proprietà allo Stato che lo utilizzò come sede per uffici pubblici e la prefettura, svolgendo costanti lavori di manutenzione e ristrutturazione. Solo in epoca recente, dopo il 2000, il castello venne restituito alla cittadinanza attraverso l’impiego per mostre d’arte, che danno l’occasione di poter visitare anche le sue belle sale interne.

Al piano terreno del castello estense, oltre il cortile interno, si trovano alcune stanze di servizio, come le cucine ducali e le prigioni poste allo stesso livello del fossato all’interno della torre dei leoni. Al fianco di questa si trova la sala del Cordolo, che veniva utilizzata dalle guardie che sorvegliavano i detenuti. Il suo nome è dovuto al cordolo di marmo che attraversa la sala e che corre lungo tutta la parete.

Al piano superiore, conosciuto come piano dei nobili, sono presenti gli spazi più importanti del castello. Tra queste vale la pena ricordare:

  • la loggia degli aranci, ovvero un giardino pensile che negli anni subì differenti revisioni fino a passare da spazio per piante annuali a un giardino di aranci piantati in vasi di legno che vengono spostati a seconda delle stagioni;
  • il camerino dei baccanali, nato come un piccolo studiolo per i signori del castello e pian piano trasformato in una sala raccogliente svariate opere d’arte. Da questo camerino venne tratta ispirazione per la costruzione dei camerini di Alabastro;
  • la cappella ducale, luogo di raccolta spirituale costruito alla fine del XVI secolo;
  • il salone dei giochi, nel quale venivano ospitati parenti e amici in visita al castello. Molto particolare è la lunga volta che chiude la sala, nella quale sono affrescati dipinti che ripropongono giochi ginnici;
  • l’appartamento della pazienza, contenuto all’interno della torre di Santa Caterina, che più volte venne modificato e ricostruito, ma che ospitò sempre le stanze private del duca cittadino o dei loro parenti;
  • la sala del governo, in cui venivano effettivamente esercitate le funzioni di governo e di giustizia sull’intera città di Ferrara;
  • la sala degli stemmi, ovvero una lunga sala con una chiusura a volta sul perimetro della quale sono affrescati numerosi stemmi dei pontefici e dei vescovi che avevano avuto mandato di amministrare la città durante la dominazione pontificia.

Rotonda Foschini ^

Rotonda Foschini - Ferrara
Cortile Interno del Teatro Comunale di Ferrara - Rotonda Foschini

Da non perdere nella visita di un giorno a Ferrara c’è anche la Rotonda Foschini. Questa è una piazzetta interna del palazzo del teatro comunale della città. Nata per favorire il traffico di carrozze tra corso Martiri della Libertà e corso Giovecca, la sua particolarità è la forma ovale.

La Rotonda Foschini è stata recentemente ristrutturata e dotata di illuminazione, per valorizzarla al meglio. L’ingresso è oggi consentito solo a piedi ed è permesso per via di due aperture sulle pareti esterne dell’edifico del teatro.

Il colore caldo che caratterizza le facciate delle case che si affacciano sulla Rotonda Foschini è lo stesso che si ritrova nei palazzi in mattoni del centro storico e nelle tende che vengono applicate alle finestre. Questo colore identifica la città di Ferrara ed è esploso dopo che in città venne appresa la tecnica per la produzione di mattoni, utilizzati nella quasi totalità degli edifici del centro storico.

Chiesa del Gesù ^

Andando in direzione del famoso palazzo dei Diamanti ci ritroviamo in una piazzetta su cui fa sfoggio di se la facciata della chiesa del Gesù.

Questa chiesa venne costruita nella seconda metà del XVI secolo per i Padri Gesuiti e venne poi affidata ai padri Somaschi. La chiesa è oggi conosciuta anche con il nome di San Michele di Gesù, perché dal 1933 vi si trasferì il priorato di San Michele.

Ancora una volta la chiesa è costruita in mattoni rossi e la facciata, piuttosto lineare, presenta tre ingressi decorati con il marmo chiaro. Quelli laterali sono più piccoli di quello centrale e traggono in inganno rispetto all’organizzazione interna degli spazi che è, in realtà, a navata unica.

Anche dentro alla chiesa del Gesù si trovano diverse opere di grande valenza artistica, per lo più provenienti dal XVI al XVIII secolo. Tra questi anche il mausoleo della duchessa Barbara d’Austria, posizionato dietro all’altare maggiore e risalente alla fine del XVI secolo.

Chiesa del Gesù - Ferrara

Palazzo dei Diamanti di Ferrara ^

Tra i palazzi simbolo di Ferrara c’è il palazzo dei Diamanti, leggermente fuori dal cuore del centro storico cittadino, nell’addizione erculea ovvero nel quartiere creato tra il XV e il XVI secolo su iniziativa di Ercole I d’Este.

Il palazzo dei Diamanti deve il suo nome alla particolare copertura delle facciate, in cui una successione di piccole piramidi scandisce il profilo dell’edificio. A dare successo a questo edificio è proprio il bugnato delle pareti esterne che richiama la forma della punta di diamanti. A comporlo sono circa 8500 pezzi di marmo bianco venato di rosa. Osservandoli attentamente si può notare che non tutti puntano nella stessa direzione, ma ci sono delle microscopiche inclinazioni che catturano la luce in maniera differente e la ridistribuiscono sulle facciate del palazzo. Il suo stile tipicamente rinascimentale è ripreso anche nel cortile interno in cui il chiostro alterna uno spazio verde a un lato di portici con colonne in marmo. Al centro del chiostro è presente un piccolo pozzo, sempre in marmo, che caratterizza numerosi cortili dei palazzi ferraresi.

Venne progettato da Biagio Rossetti nel 1492 su richiesta di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I d’Este. I lavori cominciarono a stretto giro e si svolsero tra il 1493 e il 1503.

Anche il palazzo dei Diamanti venne inizialmente utilizzato come residenza di alcuni componenti della famiglia d’Este, periodo durante il quale vennero create la maggior parte delle decorazioni interne come il soffitto a cassettoni e i fregi della sala matrimoniale e della stanza del parto. Alla fine del cinquecento vennero creati anche i dipinti che caratterizzarono la sala del poggiolo e che ora si trovano nella galleria estense di Modena. Nel 1641 il palazzo dei diamanti venne venduto da Francesco I d’Este al marchese Guido I Villa che ne fece la residenza della sua famiglia, tanto che nella pinacoteca sono ancora presenti alcuni quadri di ritratti di questa famiglia.

Solo nel 1832 la proprietà dell’edificio passò al comune di Ferrara, che lo acquistò per allestire al suo interno la pinacoteca e l’ateneo civico, dando inizio agli allestimenti museali che continuano ancora oggi con mostre temporanee affiancate alla pinacoteca.

Palazzo Prosperi-Sacrati ^

Sulla stessa via del palazzo dei Diamanti, nell’Addizione Erculea, è presente anche il palazzo Prosperi-Sacrati, un altro esempio rinascimentale in città.

Questo palazzo è riconoscibile principalmente per il suo portale che si allunga esternamente su Corso d’Ercole I d’Este. In stile veneziano si trova su di una breve scalinata, è racchiuso tra due colonne e sovrastato da un piccolo balconcino sostenuto dalle statue di putti. Tutta questa struttura è in marmo bianco.

Il palazzo Prosperi-Sacrati venne costruito a partire dagli ultimi anni del XV secolo appositamente per Francesco de Castello, il medico personale di Ercole I d’Este. Durante i secoli passò di proprietà a varie famiglie nobili, ultime delle quali quella dei Prosperi e successivamente quella dei Sacrati i quali lo passarono allo stato.

Purtroppo in tutto questo tempo il suo aspetto non è rimasto invariato ma, anzi, è stato progressivamente rimpicciolito eliminando le ali laterali e riducendo il cortile interno su cui si apre ancora oggi un loggiato. L’obiettivo attuale è quello di integrarlo al percorso museale di arte Moderna cittadina, dopo un accurato restauro degli interni.

Il palazzo Prosperi-Sacrati è l’edificio più antico di tutta l’Addizione Erculea ferrarese.

Ingresso Palazzo Prosperi-Sacrati - Ferrara

Cimitero Monumentale della Certosa di Ferrara ^

Procedendo a piedi, un po’ spostato rispetto al cuore del centro storico di Ferrara, arriviamo al cimitero monumentale della Certosa. Questo è il principale cimitero della città ed è compreso dentro le mura dell’area dell’Addizione Erculea.

Questo grande spazio nacque a metà del XV secolo come monastero certosino, uno degli ordini monastici cattolici più rigoroso. A quel tempo si trovava fuori dalle mura. Durante le repressioni napoleoniche vennero eliminati numerosi ordini monastici, tra cui quello certosino. Gli spazi del cimitero monumentale della Certosa vennero quindi requisiti e impiegati come caserma. Solo nel 1813 il terreno passò nelle mani del comune che lo utilizzò come cimitero.

Il prato centrale del cimitero monumentale della Certosa è ispirato al campo dei Miracoli di Pisa ed è delimitato da lunghi porticati che portano fino alla chiesa centrale di San Cristoforo. Le celle dei monaci presenti qui vennero riutilizzate come piccole cappelle.

Gli spazi del Cimitero Monumentale della Certosa, già piuttosto abbondanti, furono ulteriormente ampliati a più riprese durante il secolo scorso. Tra l’assetto originario e le modifiche applicate nei vari secoli si sono venuti a creare più chiostri, conosciuti come Famedio. A sud della chiesa di San Cristoforo si trova il Famedio di Borso d’Este, anche noto come Gran Claustro e risalente al XV secolo poi ampliato durante l’ottocento. Qui è presente anche il monumento funebre a Borso d’Este. A nord della chiesa si trova invece il Famedio dei Caduti in guerra, conosciuto anche come secondo Gran Claustro e presente dallo scorso secolo.

Come in altri cimiteri monumentali, anche nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara sono presenti dei pannelli che illustrano le posizioni delle tombe dei personaggi più illustri che riposano qui.

San Cristoforo alla Certosa ^

Chiesa di San Cristoforo alla Certosa - Cosa Vedere a Ferrara
Interni e Altare della Chiesa di San Cristoforo alla Certosa - Ferrara

Più o meno al centro del cimitero monumentale della Certosa di Ferrara si trova la chiesa di San Cristoforo alla Certosa. Questa chiesa venne voluta da Borso d’Este, quando nel 1452 volle edificare il grande monastero per l’ordine certosino.

La costruzione della chiesa, in particolare, risale alla fine del XV secolo e affiancò una precedente chiesetta già presente qui. Questa chiesetta venne abbattuta totalmente durante la costruzione del portico che ancora oggi caratterizza la piazza antistante la chiesa. Durante l’espropriazione ai monaci la chiesa di San Cristoforo alla Certosa non svolse più funzioni, che ricominciarono nel 1813 con l’apertura del cimitero pubblico.

San Cristoforo alla Certosa venne colpita da bombardamenti nel secondo conflitto mondiale e richiese strutturali lavori di consolidamento e restauro.

Ancora oggi la facciata di San Cristoforo alla Certosa risulta incompiuta ed è priva del rivestimento marmoreo che era stato progettato per ricoprirla. In compenso durante il settecento venne allestito il portale in marmo sormontato dallo stemma dell’ordine certosino. Passando per questo ingresso si accede all’unica navata della chiesa, dotata di sei cappelle laterali. I pilastri interni sono decorati da bassorilievi in marmo risalenti agli inizi del XVI secolo, con raffigurazione di imprese araldiche della famiglia degli estensi. L’altare maggiore presenta una struttura a baldacchino in legno realizzata alla fine del XVI secolo ed è circondata da un coro con ben 56 stalli in legno a tarsie.

Orto Botanico dell’Università di Ferrara ^

Torniamo verso la piazza centrale di Ferrara e per farlo, poco distante da palazzo dei Diamanti, ci troviamo davanti all’Orto Botanico dell’università di Ferrara. Questa istituzione venne fondata addirittura nel 1771, in seguito alla concessione a tutte le Università di avere un orto botanico nel quale attuare esperimenti accademici. La concessione è ancora più importante in una città come Ferrara nella quale erano numerose le personalità legate alla scienza medica.

L’orto botanico dell’Università di Ferrara era stato allestito all’interno del parco del Palazzo Paradiso che a quell’epoca ospitava proprio la sede universitaria.
Durante questi secoli la sede dell’orto botanico venne però spostata più volte, fino ad arrivare qui nel 1963. Questo è divenuto un parco pubblico aperto alla cittadinanza che si reca qui nelle giornate più calde alla ricerca di sollievo o che lo utilizza come spazio circoscritto in cui far scorrazzare i bambini.

Via delle Volte di Ferrara ^

Via delle Volte a Ferrara - Strada Medievale

Attraversiamo nuovamente il centro storico cittadino, passando davanti al castello degli estensi, al palazzo municipale, al duomo e alla piazza Trento e Trieste. Procediamo verso l’automobile per tornare a casa, ma prima ci facciamo attirare da una via piuttosto particolare: via delle Volte.

Via delle Volte è contenuta nel centro medievale della città e collega corso Porta Reno a via Giuoco del Pallone. La sua particolarità sono i continui archi a tutto sesto o a ogiva che la caratterizzano e che sostengono i piani superiori delle case che sorgono sui due lati della via. Gli archi sono per la maggior parte risalenti al XIII e XIV secolo, mentre la via è ancora più antica. L’intera pavimentazione di via delle Volte è acciottolata con pietre di fiume e dona alla strada un’ulteriore atmosfera d’altri tempi.

Come per la maggior parte del centro storico di Ferrara, anche qui i palazzi che si affacciano sulla via sono in mattone o con facciate dipinte di colori caldi, tendenzialmente rosso o una sua sfumatura. L’intera via si sviluppa per circa 2 chilometri e corre parallela a via Carlo Mayr in cui un tempo scorreva un tratto del fiume Po. La costruzione di questi archi permetteva ai commercianti che qui avevano bottega di raggiungere comodamente i loro magazzini rimanendo asciutti e protetti dalle intemperie esterne.

Nonostante oggi sia una via turistica, sulla quale si affacciano negozietti e botteghe, fino allo scorso secolo non era così, bensì godeva di una cattiva fama a causa del giro di prostituzione che qui andava in scena.

Mappa Itinerario di Un Giorno a Ferrara ^

Ecco la mappa dell’itinerario di un giorno alla scoperta di Ferrara. Tutte le tappe sono segnate in successione, secondo l’ordine di visita. Questo itinerario può essere svolto tranquillamente a piedi.

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Ferrara in Un Giorno - Cosa VedereMappa dell'itinerario di un giorno alla scoperta di Ferrara. Guida completa delle sue attrazioni con fotografie e descrizioni dettagliate.https://www.lorenzotaccioli.it/ferrara-in-un-giorno-cosa-vedere/
Lorenzo Taccioli